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Gli Apostoli Giovanni e Paolo


Gloria a Dio!

IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 1]
1]In principio era il Verbo,
il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

2]Egli era in principio presso Dio:

3]tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto cio che esiste.

4]In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta.

6]Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.

7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.

8]Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.

9]Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

10]Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.

11]Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto.

12]A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,

13]i quali non da sangue,
ne da volere di carne,
ne da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.

14]E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

15]Giovanni gli rende testimonianza e grida:
«Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me mi è passato avanti,
perché era prima di me».

16]Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.

17]Perché la legge fu data per mezzo di Mose,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

18]Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.
La settimana inaugurale
19]E questa è la testimonianza di Giovanni,
quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo:
«Chi sei tu?».

20]Egli confessò e non negò,
e confessò:
«Io non sono il Cristo».

21]Allora gli chiesero:
«Che cosa dunque? Sei Elia?».
Rispose:
«Non lo sono».
«Sei tu il profeta?».
Rispose:
«No».

22]Gli dissero dunque:
«Chi sei

? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato.
Che cosa dici di te stesso?».
23]Rispose:
Io sono voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
come disse il profeta Isaia».

24]Essi erano stati mandati da parte dei farisei.

25]Lo interrogarono e gli dissero:
«Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo,
ne Elia,
ne il profeta?».

26]Giovanni rispose loro:
«Io battezzo con acqua,
ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete,

27]uno che viene dopo di me,
al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».

28]Questo avvenne in Betania,
al di la del Giordano,
dove Giovanni stava battezzando.

29]Il giorno dopo,
Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse:
«Ecco l'agnello di Dio,
ecco colui che toglie il peccato del mondo!
30]Ecco colui del quale io dissi:
Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti,
perché era prima di me.

31]Io non lo conoscevo,
ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele».

32]Giovanni rese testimonianza dicendo:
«Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui.

33]Io non lo conoscevo,
ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua mi aveva detto:
L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo.

34]E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio».

35]Il giorno dopo Giovanni stava ancora la con due dei suoi discepoli
36]e,
fissando lo sguardo su Gesù che passava,
disse:
«Ecco l'agnello di Dio!».

37]E i due discepoli,
sentendolo parlare così,
seguirono Gesù.

38]Gesù allora si voltò e,
vedendo che lo seguivano,
disse:
«Che cercate?».
Gli risposero:
«Rabbì (che significa maestro),
dove abiti?».

39]Disse loro:
«Venite e vedrete».
Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui;
erano circa le quattro del pomeriggio.

40]Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito,
era Andrea,
fratello di Simon Pietro.

41]Egli incontrò per primo suo fratello Simone,
e gli disse:
«Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»
42]e lo condusse da Gesù.
Gesù,
fissando lo sguardo su di lui,
disse:
«Tu sei Simone,
il figlio di Giovanni;
ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

43]Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea;
incontrò Filippo e gli disse:
«Seguimi».

44]Filippo era di Betsaida,
la città di Andrea e di Pietro.

45]Filippo incontrò Natanaele e gli disse:
«Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mose nella Legge e i Profeti,
Gesù,
figlio di Giuseppe di Nazaret».

46]Natanaele esclamò:
«Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?».
Filippo gli rispose:
«Vieni e vedi».

47]Gesù intanto,
visto Natanaele che gli veniva incontro,
disse di lui:
«Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».

48]Natanaele gli domandò:
«Come mi conosci?».
Gli rispose Gesù:
«Prima che Filippo ti chiamasse,
io ti ho visto quando eri sotto il fico».

49]Gli replicò Natanaele:
«Rabbì,
tu sei il Figlio di Dio,
tu sei il re d'Israele!».

50]Gli rispose Gesù:
«Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico,
credi? Vedrai cose maggiori di queste!».

51]Poi gli disse:
«In verità,
in verità vi dico:
vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 2]
1]Tre giorni dopo,
ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù.

2]Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

3]Nel frattempo,
venuto a mancare il vino,
la madre di Gesù gli disse:
«Non hanno più vino».

4]E Gesù rispose:
«Che ho da fare con te,
o donna? Non è ancora giunta la mia ora».

5]La madre dice ai servi:
«Fate quello che vi dirà».

6]Vi erano la sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei,
contenenti ciascuna due o tre barili.

7]E Gesù disse loro:
«Riempite d'acqua le giare»;
e le riempirono fino all'orlo.

8]Disse loro di nuovo:
«Ora attingete e portatene al maestro di tavola».
Ed essi gliene portarono.

9]E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino,
il maestro di tavola,
che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua),
chiamò lo sposo
10]e gli disse:
«Tutti servono da principio il vino buono e,
quando sono un pò brilli,
quello meno buono;
tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono».

11]Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea,
manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

12]Dopo questo fatto,
discese a Cafarnao insieme con sua madre,
i fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo pochi giorni.
La prima pasqua
13]Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

14]Trovò nel tempio gente che vendeva buoi,
pecore e colombe,
e i cambiavalute seduti al banco.

15]Fatta allora una sferza di cordicelle,
scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi;
gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi,

16]e ai venditori di colombe disse:
«Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato».

17]I discepoli si ricordarono che sta scritto:
Lo zelo per la tua casa mi divora.

18]Allora i Giudei presero la parola e gli dissero:
«Quale segno ci mostri per fare queste cose?».

19]Rispose loro Gesù:
«Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

20]Gli dissero allora i Giudei:
«Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?».

21]Ma egli parlava del tempio del suo corpo.

22]Quando poi fu risuscitato dai morti,
i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo,
e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.

23]Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua,
durante la festa molti,
vedendo i segni che faceva,
credettero nel suo nome.

24]Gesù però non si confidava con loro,
perché conosceva tutti
25]e non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro,
egli infatti sapeva quello che c'è in ogni uomo.

cap 3]
1]C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo,
un capo dei Giudei.

2]Egli andò da Gesù,
di notte,
e gli disse:
«Rabbì,
sappiamo che sei un maestro venuto da Dio;
nessuno infatti può fare i segni che tu fai,
se Dio non è con lui».

3]Gli rispose Gesù:
«In verità,
in verità ti dico,
se uno non rinasce dall'alto,
non può vedere il regno di Dio».

4]Gli disse Nicodemo:
«Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».

5]Gli rispose Gesù:
«In verità,
in verità ti dico,
se uno non nasce da acqua e da Spirito,
non può entrare nel regno di Dio.

6]Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.

7]Non ti meravigliare se t'ho detto:
dovete rinascere dall'alto.

8]Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce,
ma non sai di dove viene e dove va:
così è di chiunque è nato dallo Spirito».

9]Replicò Nicodemo:
«Come può accadere questo?».

10]Gli rispose Gesù:
«Tu sei maestro in Israele e non sai queste cose?
11]In verità,
in verità ti dico,
noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che abbiamo veduto;
ma voi non accogliete la nostra testimonianza.

12]Se vi ho parlato di cose della terra e non credete,
come crederete se vi parlerò di cose del cielo?
13]Eppure nessuno è mai salito al cielo,
fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal cielo.

14]E come Mose innalzò il serpente nel deserto,
così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo,

15]perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».

16]Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non muoia,
ma abbia la vita eterna.

17]Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo,
ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

18]Chi crede in lui non è condannato;
ma chi non crede è gia stato condannato,
perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.

19]E il giudizio è questo:
la luce è venuta nel mondo,
ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce,
perché le loro opere erano malvagie.

20]Chiunque infatti fa il male,
odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere.

21]Ma chi opera la verità viene alla luce,
perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.

22]Dopo queste cose,
Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea;
e la si trattenne con loro,
e battezzava.

23]Anche Giovanni battezzava a Ennòn,
vicino a Salìm,
perché c'era la molta acqua;
e la gente andava a farsi battezzare.

24]Giovanni,
infatti,
non era stato ancora imprigionato.

25]Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo la purificazione.

26]Andarono perciò da Giovanni e gli dissero:
«Rabbì,
colui che era con te dall'altra parte del Giordano,
e al quale hai reso testimonianza,
ecco sta battezzando e tutti accorrono a lui».

27]Giovanni rispose:
«Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo.

28]Voi stessi mi siete testimoni che ho detto:
Non sono io il Cristo,
ma io sono stato mandato innanzi a lui.

29]Chi possiede la sposa è lo sposo;
ma l'amico dello sposo,
che è presente e l'ascolta,
esulta di gioia alla voce dello sposo.
Ora questa mia gioia è compiuta.

30]Egli deve crescere e io invece diminuire.

31]Chi viene dall'alto è al di sopra di tutti;
ma chi viene dalla terra,
appartiene alla terra e parla della terra.
Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti.

32]Egli attesta cio che ha visto e udito,
eppure nessuno accetta la sua testimonianza;

33]chi però ne accetta la testimonianza,
certifica che Dio è veritiero.

34]Infatti colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e dá lo Spirito senza misura.

35]Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

36]Chi crede nel Figlio ha la vita eterna;
chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita,
ma l'ira di Dio incombe su di lui».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 4]
1]Quando il Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire:
Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni
2]- sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava,
ma i suoi discepoli -,

3]lasciò la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea.

4]Doveva perciò attraversare la Samaria.

5]Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio:

6]qui c'era il pozzo di Giacobbe.
Gesù dunque,
stanco del viaggio,
sedeva presso il pozzo.
Era verso mezzogiorno.

7]Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua.
Le disse Gesù:
«Dammi da bere».

8]I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi.

9]Ma la Samaritana gli disse:
«Come mai tu,
che sei Giudeo,
chiedi da bere a me,
che sono una donna samaritana?».
I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani.

10]Gesù le rispose:
«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice:
"Dammi da bere!",
tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva».

11]Gli disse la donna:
«Signore,
tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo;
da dove hai dunque quest'acqua viva?
12]Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe,
che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?».

13]Rispose Gesù:
«Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete;

14]ma chi beve dell'acqua che io gli darò,
non avrà mai più sete,
anzi,
l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna».

15] «Signore,
gli disse la donna,
dammi di quest'acqua,
perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».

16]Le disse:
«va a chiamare tuo marito e poi ritorna qui».

17]Rispose la donna:
«Non ho marito».
Le disse Gesù:
«Hai detto bene "non ho marito";

18]infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito;
in questo hai detto il vero».

19]Gli replicò la donna:
«Signore,
vedo che tu sei un profeta.

20]I nostri padri hanno adorato Dio sopra quest monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».

21]Gesù le dice:
«Credimi,
donna,
è giunto il momento in cui ne su questo monte,
ne in Gerusalemme adorerete il Padre.

22]Voi adorate quel che non conoscete,
noi adoriamo quello che conosciamo,
perché la salvezza viene dai Giudei.

23]Ma è giunto il momento,
ed è questo,
in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità;
perché il Padre cerca tali adoratori.

24]Dio è spirito,
e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità».

25]Gli rispose la donna:
«So che deve venire il Messia (cioè il Cristo):
quando egli verrà,
ci annunzierà ogni cosa».

26]Le disse Gesù:
«Sono io,
che ti parlo».

27]In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna.
Nessuno tuttavia gli disse:
«Che desideri?»,
o:
«Perché parli con lei?».

28]La donna intanto lasciò la brocca,
andò in città e disse alla gente:

29] «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto.
Che sia forse il Messia?».

30]Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

31]Intanto i discepoli lo pregavano:
«Rabbì,
mangia».

32]Ma egli rispose:
«Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete».

33]E i discepoli si domandavano l'un l'altro:
«Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?».

34]Gesù disse loro:
«Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera.

35]Non dite voi:
Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco,
io vi dico:
Levate i vostri occhi e guardate i campi che gia biondeggiano per la mietitura.

36]E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna,
perché ne goda insieme chi semina e chi miete.

37]Qui infatti si realizza il detto:
uno semina e uno miete.

38]Io vi ho mandati a mietere cio che voi non avete lavorato;
altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».

39]Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava:
«Mi ha detto tutto quello che ho fatto».

40]E quando i Samaritani giunsero da lui,
lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni.

41]Molti di più credettero per la sua parola
42]e dicevano alla donna:
«Non è più per la tua parola che noi crediamo;
ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

43]Trascorsi due giorni,
partì di la per andare in Galilea.

44]Ma Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella sua patria.

45]Quando però giunse in Galilea,
i Galilei lo accolsero con gioia,
poiché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme durante la festa;
anch'essi infatti erano andati alla festa.

46]Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea,
dove aveva cambiato l'acqua in vino.
Vi era un funzionario del re,
che aveva un figlio malato a Cafarnao.

47]Costui,
udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea,
si recò da lui e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché stava per morire.

48]Gesù gli disse:
«Se non vedete segni e prodigi,
voi non credete».

49]Ma il funzionario del re insistette:
«Signore,
scendi prima che il mio bambino muoia».

50]Gesù gli risponde:
«va,
tuo figlio vive».
Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù e si mise in cammino.

51]Proprio mentre scendeva,
gli vennero incontro i servi a dirgli:
«Tuo figlio vive!».

52]S'informò poi a che ora avesse cominciato a star meglio.
Gli dissero:
«Ieri,
un'ora dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato».

53]Il padre riconobbe che proprio in quell'ora Gesù gli aveva detto:
«Tuo figlio vive» e credette lui con tutta la sua famiglia.

54]Questo fu il secondo miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.
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IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 5]
1]Vi fu poi una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.

2]V'è a Gerusalemme,
presso la porta delle Pecore,
una piscina,
chiamata in ebraico Betzaetà,
con cinque portici,

3]sotto i quali giaceva un gran numero di infermi,
ciechi,
zoppi e paralitici.

4]Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua;
il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto].

5]Si trovava la un uomo che da trentotto anni era malato.

6]Gesù vedendolo disteso e,
sapendo che da molto tempo stava così,
gli disse:
«Vuoi guarire?».

7]Gli rispose il malato:
«Signore,
io non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita.
Mentre infatti sto per andarvi,
qualche altro scende prima di me».

8]Gesù gli disse:
«Alzati,
prendi il tuo lettuccio e cammina».

9]E sull'istante quell'uomo guarì e,
preso il suo lettuccio,
cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato.

10]Dissero dunque i Giudei all'uomo guarito:
«E` sabato e non ti è lecito prender su il tuo lettuccio».

11]Ma egli rispose loro:
«Colui che mi ha guarito mi ha detto:
Prendi il tuo lettuccio e cammina».

12]Gli chiesero allora:
«Chi è stato a dirti:
Prendi il tuo lettuccio e cammina?».

13]Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse;
Gesù infatti si era allontanato,
essendoci folla in quel luogo.

14]Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse:
«Ecco che sei guarito;
non peccare più,
perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio».

15]Quell'uomo se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo.

16]Per questo i Giudei cominciarono a perseguitare Gesù,
perché faceva tali cose di sabato.

17]Ma Gesù rispose loro:
«Il Padre mio opera sempre e anch'io opero».

18]Proprio per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo:
perché non soltanto violava il sabato,
ma chiamava Dio suo Padre,
facendosi uguale a Dio.

19]Gesù riprese a parlare e disse:
«In verità,
in verità vi dico,
il Figlio da se non può fare nulla se non cio che vede fare dal Padre;
quello che egli fa,
anche il Figlio lo fa.

20]Il Padre infatti ama il Figlio,
gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste,
e voi ne resterete meravigliati.

21]Come il Padre risuscita i morti e dá la vita,
così anche il Figlio dá la vita a chi vuole;

22]il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio,

23]perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio,
non onora il Padre che lo ha mandato.

24]In verità,
in verità vi dico:
chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,
ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,
ma è passato dalla morte alla vita.

25]In verità,
in verità vi dico:
è venuto il momento,
ed è questo,
in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio,
e quelli che l'avranno ascoltata,
vivranno.

26]Come infatti il Padre ha la vita in se stesso,
così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso;

27]e gli ha dato il potere di giudicare,
perché è Figlio dell'uomo.

28]Non vi meravigliate di questo,
poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno:

29]quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.

30]Io non posso far nulla da me stesso;
giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto,
perché non cerco la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato.

31]Se fossi io a render testimonianza a me stesso,
la mia testimonianza non sarebbe vera;

32]ma c'è un altro che mi rende testimonianza,
e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.

33]Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.

34]Io non ricevo testimonianza da un uomo;
ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi.

35]Egli era una lampada che arde e risplende,
e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.

36]Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni:
le opere che il Padre mi ha dato da compiere,
quelle stesse opere che io sto facendo,
testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

37]E anche il Padre,
che mi ha mandato,
ha reso testimonianza di me.
Ma voi non avete mai udito la sua voce,
ne avete visto il suo volto,

38]e non avete la sua parola che dimora in voi,
perché non credete a colui che egli ha mandato.

39]Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna;
ebbene,
sono proprio esse che mi rendono testimonianza.

40]Ma voi non volete venire a me per avere la vita.

41]Io non ricevo gloria dagli uomini.

42]Ma io vi conosco e so che non avete in voi l'amore di Dio.

43]Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete;
se un altro venisse nel proprio nome,
lo ricevereste.

44]E come potete credere,
voi che prendete gloria gli uni dagli altri,
e non cercate la gloria che viene da Dio solo?
45]Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre;
c'è gia chi vi accusa,
Mose,
nel quale avete riposto la vostra speranza.

46]Se credeste infatti a Mose,
credereste anche a me;
perché di me egli ha scritto.

47]Ma se non credete ai suoi scritti,
come potrete credere alle mie parole?».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 6]
1]Dopo questi fatti,
Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea,
cioè di Tiberìade,

2]e una grande folla lo seguiva,
vedendo i segni che faceva sugli infermi.

3]Gesù salì sulla montagna e la si pose a sedere con i suoi discepoli.

4]Era vicina la Pasqua,
la festa dei Giudei.

5]Alzati quindi gli occhi,
Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo:
«Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?».

6]Diceva così per metterlo alla prova;
egli infatti sapeva bene quello che stava per fare.

7]Gli rispose Filippo:
«Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

8]Gli disse allora uno dei discepoli,
Andrea,
fratello di Simon Pietro:

9] «C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci;
ma che cos'è questo per tanta gente?».

10]Rispose Gesù:
«Fateli sedere».
C'era molta erba in quel luogo.
Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini.

11]Allora Gesù prese i pani e,
dopo aver reso grazie,
li distribuì a quelli che si erano seduti,
e lo stesso fece dei pesci,
finché ne vollero.

12]E quando furono saziati,
disse ai discepoli:
«Raccogliete i pezzi avanzati,
perché nulla vada perduto».

13]Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d'orzo,
avanzati a coloro che avevano mangiato.

14]Allora la gente,
visto il segno che egli aveva compiuto,
cominciò a dire:
«Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!».

15]Ma Gesù,
sapendo che stavano per venire a prenderlo per farlo re,
si ritirò di nuovo sulla montagna,
tutto solo.

16]Venuta intanto la sera,
i suoi discepoli scesero al mare
17]e,
saliti in una barca,
si avviarono verso l'altra riva in direzione di Cafarnao.
Era ormai buio,
e Gesù non era ancora venuto da loro.

18]Il mare era agitato,
perché soffiava un forte vento.

19]Dopo aver remato circa tre o quattro miglia,
videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca,
ed ebbero paura.

20]Ma egli disse loro:
«Sono io,
non temete».

21]Allora vollero prenderlo sulla barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale erano diretti.

22]Il giorno dopo,
la folla,
rimasta dall'altra parte del mare,
notò che c'era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca,
ma soltanto i suoi discepoli erano partiti.

23]Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade,
presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie.

24]Quando dunque la folla vide che Gesù non era più la e nemmeno i suoi discepoli,
salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù.

25]Trovatolo di la dal mare,
gli dissero:
«Rabbì,
quando sei venuto qua?».

26]Gesù rispose:
«In verità,
in verità vi dico,
voi mi cercate non perché avete visto dei segni,
ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.

27]Procuratevi non il cibo che perisce,
ma quello che dura per la vita eterna,
e che il Figlio dell'uomo vi darà.
Perché su di lui il Padre,
Dio,
ha messo il suo sigillo».

28]Gli dissero allora:
«Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?».

29]Gesù rispose:
«Questa è l'opera di Dio:
credere in colui che egli ha mandato».

30]Allora gli dissero:
«Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?
31]I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto,
come sta scritto:
Diede loro da mangiare un pane dal cielo».

32]Rispose loro Gesù:
«In verità,
in verità vi dico:
non Mose vi ha dato il pane dal cielo,
ma il Padre mio vi dá il pane dal cielo,
quello vero;

33]il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dá la vita al mondo».

34]Allora gli dissero:
«Signore,
dacci sempre questo pane».

35]Gesù rispose:
«Io sono il pane della vita;
chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete.

36]Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete.

37]Tutto cio che il Padre mi dá,
verrà a me;
colui che viene a me,
non lo respingerò,

38]perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà,
ma la volontà di colui che mi ha mandato.

39]E questa è la volontà di colui che mi ha mandato,
che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato,
ma lo risusciti nell'ultimo giorno.

40]Questa infatti è la volontà del Padre mio,
che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna;
io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

41]Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto:
«Io sono il pane disceso dal cielo».

42]E dicevano:
«Costui non è forse Gesù,
il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre.
Come può dunque dire:
Sono disceso dal cielo?».

43]Gesù rispose:
«Non mormorate tra di voi.

44]Nessuno può venire a me,
se non lo attira il Padre che mi ha mandato;
e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

45]Sta scritto nei profeti:
E tutti saranno ammaestrati da Dio.
Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui,
viene a me.

46]Non che alcuno abbia visto il Padre,
ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre.

47]In verità,
in verità vi dico:
chi crede ha la vita eterna.

48]Io sono il pane della vita.

49]I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti;

50]questo è il pane che discende dal cielo,
perché chi ne mangia non muoia.

51]Io sono il pane vivo,
disceso dal cielo.
Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

52]Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro:
«Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

53]Gesù disse:
«In verità,
in verità vi dico:
se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue,
non avrete in voi la vita.

54]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

55]Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

56]Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

57]Come il Padre,
che ha la vita,
ha mandato me e io vivo per il Padre,
così anche colui che mangia di me vivrà per me.

58]Questo è il pane disceso dal cielo,
non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono.
Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

59]Queste cose disse Gesù,
insegnando nella sinagoga a Cafarnao.

60]Molti dei suoi discepoli,
dopo aver ascoltato,
dissero:
«Questo linguaggio è duro;
chi può intenderlo?».

61]Gesù,
conoscendo dentro di se che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano,
disse loro:
«Questo vi scandalizza?
62]E se vedeste il Figlio dell'uomo salire la dov'era prima?
63]E` lo Spirito che dá la vita,
la carne non giova a nulla;
le parole che vi ho dette sono spirito e vita.

64]Ma vi sono alcuni tra voi che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito.

65]E continuò:
«Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me,
se non gli è concesso dal Padre mio».

66]Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.

67]Disse allora Gesù ai Dodici:
«Forse anche voi volete andarvene?».

68]Gli rispose Simon Pietro:
«Signore,
da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;

69]noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

70]Rispose Gesù:
«Non ho forse scelto io voi,
i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!».
Egli parlava di Giuda,
figlio di Simone Iscariota:
questi infatti stava per tradirlo,
uno dei Dodici.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 7]
1]Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea;
infatti non voleva più andare per la Giudea,
perché i Giudei cercavano di ucciderlo.

2]Si avvicinava intanto la festa dei Giudei,
detta delle Capanne;

3]i suoi fratelli gli dissero:
«Parti di qui e va nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai.

4]Nessuno infatti agisce di nascosto,
se vuole venire riconosciuto pubblicamente.
Se fai tali cose,
manifèstati al mondo!».

5]Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui.

6]Gesù allora disse loro:
«Il mio tempo non è ancora venuto,
il vostro invece è sempre pronto.

7]Il mondo non può odiare voi,
ma odia me,
perché di lui io attesto che le sue opere sono cattive.

8]Andate voi a questa festa;
io non ci vado,
perché il mio tempo non è ancora compiuto».

9]Dette loro queste cose,
restò nella Galilea.

10]Ma andati i suoi fratelli alla festa,
allora vi andò anche lui;
non apertamente però:
di nascosto.

11]I Giudei intanto lo cercavano durante la festa e dicevano:
«Dov'è quel tale?».

12]E si faceva sommessamente un gran parlare di lui tra la folla;
gli uni infatti dicevano:
«E` buono!».
Altri invece:
«No,
inganna la gente!».

13]Nessuno però ne parlava in pubblico,
per paura dei Giudei.

14]Quando ormai si era a metà della festa,
Gesù salì al tempio e vi insegnava.

15]I Giudei ne erano stupiti e dicevano:
«Come mai costui conosce le Scritture,
senza avere studiato?».

16]Gesù rispose:
«La mia dottrina non è mia,
ma di colui che mi ha mandato.

17]Chi vuol fare la sua volontà,
conoscerà se questa dottrina viene da Dio,
o se io parlo da me stesso.

18]Chi parla da se stesso,
cerca la propria gloria;
ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato è veritiero,
e in lui non c'è ingiustizia.

19]Non è stato forse Mose a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?».

20]Rispose la folla:
«Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?».

21]Rispose Gesù:
«Un'opera sola ho compiuto,
e tutti ne siete stupiti.

22]Mose vi ha dato la circoncisione - non che essa venga da Mose,
ma dai patriarchi - e voi circoncidete un uomo anche di sabato.

23]Ora se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di Mose,
voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato?
24]Non giudicate secondo le apparenze,
ma giudicate con giusto giudizio!».

25]Intanto alcuni di Gerusalemme dicevano:
«Non è costui quello che cercano di uccidere?
26]Ecco,
egli parla liberamente,
e non gli dicono niente.
Che forse i capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo?
27]Ma costui sappiamo di dov'è;
il Cristo invece,
quando verrà,
nessuno saprà di dove sia».

28]Gesù allora,
mentre insegnava nel tempio,
esclamò:
«Certo,
voi mi conoscete e sapete di dove sono.
Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è veritiero,
e voi non lo conoscete.

29]Io però lo conosco,
perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

30]Allora cercarono di arrestarlo,
ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso,
perché non era ancora giunta la sua ora.

31]Molti della folla invece credettero in lui,
e dicevano:
«Il Cristo,
quando verrà,
potrà fare segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».

32]I farisei intanto udirono che la gente sussurrava queste cose di lui e perciò i sommi sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo.

33]Gesù disse:
«Per poco tempo ancora rimango con voi,
poi vado da colui che mi ha mandato.

34]Voi mi cercherete,
e non mi troverete;
e dove sono io,
voi non potrete venire».

35]Dissero dunque tra loro i Giudei:
«Dove mai sta per andare costui,
che noi non potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono dispersi fra i Greci e ammaestrerà i Greci?
36]Che discorso è questo che ha fatto:
Mi cercherete e non mi troverete e dove sono io voi non potrete venire?».

37]Nell'ultimo giorno,
il grande giorno della festa,
Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce:
«Chi ha sete venga a me e beva
38]chi crede in me;
come dice la Scrittura:
fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».

39]Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui:
infatti non c'era ancora lo Spirito,
perché Gesù non era stato ancora glorificato.

40]All'udire queste parole,
alcuni fra la gente dicevano:
«Questi è davvero il profeta!».

41]Altri dicevano:
«Questi è il Cristo!».
Altri invece dicevano:
«Il Cristo viene forse dalla Galilea?
42]Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme,
il villaggio di Davide?».

43]E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.

44]Alcuni di loro volevano arrestarlo,
ma nessuno gli mise le mani addosso.

45]Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro:
«Perché non lo avete condotto?».

46]Risposero le guardie:
«Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!».

47]Ma i farisei replicarono loro:
«Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?
48]Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi,
o fra i farisei?
49]Ma questa gente,
che non conosce la Legge,
è maledetta!».

50]Disse allora Nicodemo,
uno di loro,
che era venuto precedentemente da Gesù:

51] «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere cio che fa?».

52]Gli risposero:
«Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».

53]E tornarono ciascuno a casa sua.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 8]
1]Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.

2]Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli,
sedutosi,
li ammaestrava.

3]Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e,
postala nel mezzo,

4]gli dicono:
«Maestro,
questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.

5]Ora Mose,
nella Legge,
ci ha comandato di lapidare donne come questa.
Tu che ne dici?».

6]Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.
Ma Gesù,
chinatosi,
si mise a scrivere col dito per terra.

7]E siccome insistevano nell'interrogarlo,
alzò il capo e disse loro:
«Chi di voi è senza peccato,
scagli per primo la pietra contro di lei».

8]E chinatosi di nuovo,
scriveva per terra.

9]Ma quelli,
udito cio,
se ne andarono uno per uno,
cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la donna la in mezzo.

10]Alzatosi allora Gesù le disse:
«Donna,
dove sono? Nessuno ti ha condannata?».

11]Ed essa rispose:
«Nessuno,
Signore».
E Gesù le disse:
«Neanch'io ti condanno;
va e d'ora in poi non peccare più».

12]Di nuovo Gesù parlò loro:
«Io sono la luce del mondo;
chi segue me,
non camminerà nelle tenebre,
ma avrà la luce della vita».

13]Gli dissero allora i farisei:
«Tu dai testimonianza di te stesso;
la tua testimonianza non è vera».

14]Gesù rispose:
«Anche se io rendo testimonianza di me stesso,
la mia testimonianza è vera,
perché so da dove vengo e dove vado.
Voi invece non sapete da dove vengo o dove vado.

15]Voi giudicate secondo la carne;
io non giudico nessuno.

16]E anche se giudico,
il mio giudizio è vero,
perché non sono solo,
ma io e il Padre che mi ha mandato.

17]Nella vostra Legge sta scritto che la testimonianza di due persone è vera:

18]orbene,
sono io che do testimonianza di me stesso,
ma anche il Padre,
che mi ha mandato,
mi dá testimonianza».

19]Gli dissero allora:
«Dov'è tuo padre?».
Rispose Gesù:
«Voi non conoscete ne me ne il Padre;
se conosceste me,
conoscereste anche il Padre mio».

20]Queste parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre insegnava nel tempio.
Enessuno lo arrestò,
perché non era ancora giunta la sua ora.

21]Di nuovo Gesù disse loro:
«Io vado e voi mi cercherete,
ma morirete nel vostro peccato.
Dove vado io,
voi non potete venire».

22]Dicevano allora i Giudei:
«Forse si ucciderà,
dal momento che dice:
Dove vado io,
voi non potete venire?».

23]E diceva loro:
«Voi siete di quaggiù,
io sono di lassù;
voi siete di questo mondo,
io non sono di questo mondo.

24]Vi ho detto che morirete nei vostri peccati;
se infatti non credete che io sono,
morirete nei vostri peccati».

25]Gli dissero allora:
«Tu chi sei?».
Gesù disse loro:
«Proprio cio che vi dico.

26]Avrei molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto;
ma colui che mi ha mandato è veritiero,
ed io dico al mondo le cose che ho udito da lui».

27]Non capirono che egli parlava loro del Padre.

28]Disse allora Gesù:
«Quando avrete innalzato il Figlio dell'uomo,
allora saprete che Io Sono e non faccio nulla da me stesso,
ma come mi ha insegnato il Padre,
così io parlo.

29]Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo,
perché io faccio sempre le cose che gli sono gradite».

30]A queste sue parole,
molti credettero in lui.

31]Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui:
«Se rimanete fedeli alla mia parola,
sarete davvero miei discepoli;

32]conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

33]Gli risposero:
«Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno.
Come puoi tu dire:
Diventerete liberi?».

34]Gesù rispose:
«In verità,
in verità vi dico:
chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.

35]Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa,
ma il figlio vi resta sempre;

36]se dunque il Figlio vi farà liberi,
sarete liberi davvero.

37]So che siete discendenza di Abramo.
Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova posto in voi.

38]Io dico quello che ho visto presso il Padre;
anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro!».

39]Gli risposero:
«Il nostro padre è Abramo».
Rispose Gesù:
«Se siete figli di Abramo,
fate le opere di Abramo!
40]Ora invece cercate di uccidere me,
che vi ho detto la verità udita da Dio;
questo,
Abramo non l'ha fatto.

41]Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero:
«Noi non siamo nati da prostituzione,
noi abbiamo un solo Padre,
Dio!».

42]Disse loro Gesù:
«Se Dio fosse vostro Padre,
certo mi amereste,
perché da Dio sono uscito e vengo;
non sono venuto da me stesso,
ma lui mi ha mandato.

43]Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole,

44]voi che avete per padre il diavolo,
e volete compiere i desideri del padre vostro.
Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità,
perché non vi è verità in lui.
Quando dice il falso,
parla del suo,
perché è menzognero e padre della menzogna.

45]A me,
invece,
voi non credete,
perché dico la verità.

46]Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità,
perché non mi credete?
47]Chi è da Dio ascolta le parole di Dio:
per questo voi non le ascoltate,
perché non siete da Dio».

48]Gli risposero i Giudei:
«Non diciamo con ragione noi che sei un Samaritano e hai un demonio?».

49]Rispose Gesù:
«Io non ho un demonio,
ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate.

50]Io non cerco la mia gloria;
vi è chi la cerca e giudica.

51]In verità,
in verità vi dico:
se uno osserva la mia parola,
non vedrà mai la morte».

52]Gli dissero i Giudei:
«Ora sappiamo che hai un demonio.
Abramo è morto,
come anche i profeti,
e tu dici:
"Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la morte".

53]Sei tu più grande del nostro padre Abramo,
che è morto? Anche i profeti sono morti;
chi pretendi di essere?».

54]Rispose Gesù:
«Se io glorificassi me stesso,
la mia gloria non sarebbe nulla;
chi mi glorifica è il Padre mio,
del quale voi dite:
"E` nostro Dio!",

55]e non lo conoscete.
Io invece lo conosco.
E se dicessi che non lo conosco,
sarei come voi,
un mentitore;
ma lo conosco e osservo la sua parola.

56]Abramo,
vostro padre,
esultò nella speranza di vedere il mio giorno;
lo vide e se ne rallegrò».

57]Gli dissero allora i Giudei:
«Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?».

58]Rispose loro Gesù:
«In verità,
in verità vi dico:
prima che Abramo fosse,
Io Sono».

59]Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui;
ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 9]
1]Passando vide un uomo cieco dalla nascita
2]e i suoi discepoli lo interrogarono:
«Rabbì,
chi ha peccato,
lui o i suoi genitori,
perché egli nascesse cieco?».

3]Rispose Gesù:
«ne lui ha peccato ne i suoi genitori,
ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio.

4]Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno;
poi viene la notte,
quando nessuno può più operare.

5]Finché sono nel mondo,
sono la luce del mondo».

6]Detto questo sputò per terra,
fece del fango con la saliva,
spalmò il fango sugli occhi del cieco
7]e gli disse:
«va a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)».
Quegli andò,
si lavò e tornò che ci vedeva.

8]Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima,
poiché era un mendicante,
dicevano:
«Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?».

9]Alcuni dicevano:
«E` lui»;
altri dicevano:
«No,
ma gli assomiglia».
Ed egli diceva:
«Sono io!».

10]Allora gli chiesero:
«Come dunque ti furono aperti gli occhi?».

11]Egli rispose:
«Quell'uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango,
mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto:
va a Sìloe e lavati! Io sono andato e,
dopo essermi lavato,
ho acquistato la vista».

12]Gli dissero:
«Dov'è questo tale?».
Rispose:
«Non lo so».

13]Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco:

14]era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi.

15]Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista.
Ed egli disse loro:
«Mi ha posto del fango sopra gli occhi,
mi sono lavato e ci vedo».

16]Allora alcuni dei farisei dicevano:
«Quest'uomo non viene da Dio,
perché non osserva il sabato».
Altri dicevano:
«Come può un peccatore compiere tali prodigi?».
E c'era dissenso tra di loro.

17]Allora dissero di nuovo al cieco:
«Tu che dici di lui,
dal momento che ti ha aperto gli occhi?».
Egli rispose:
«E` un profeta!».

18]Ma i Giudei non vollero credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la vista,
finché non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista.

19]E li interrogarono:
«E` questo il vostro figlio,
che voi dite esser nato cieco? Come mai ora ci vede?».

20]I genitori risposero:
«Sappiamo che questo è il nostro figlio e che è nato cieco;

21]come poi ora ci veda,
non lo sappiamo,
ne sappiamo chi gli ha aperto gli occhi;
chiedetelo a lui,
ha l'età,
parlerà lui di se stesso».

22]Questo dissero i suoi genitori,
perché avevano paura dei Giudei;
infatti i Giudei avevano gia stabilito che,
se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo,
venisse espulso dalla sinagoga.

23]Per questo i suoi genitori dissero:
«Ha l'età,
chiedetelo a lui!».

24]Allora chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli dissero:
«Dá gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».

25]Quegli rispose:
«Se sia un peccatore,
non lo so;
una cosa so:
prima ero cieco e ora ci vedo».

26]Allora gli dissero di nuovo:
«Che cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?».

27]Rispose loro:
«Ve l'ho gia detto e non mi avete ascoltato;
perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?».

28]Allora lo insultarono e gli dissero:
«Tu sei suo discepolo,
noi siamo discepoli di Mose!
29]Noi sappiamo infatti che a Mose ha parlato Dio;
ma costui non sappiamo di dove sia».

30]Rispose loro quell'uomo:
«Proprio questo è strano,
che voi non sapete di dove sia,
eppure mi ha aperto gli occhi.

31]Ora,
noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori,
ma se uno è timorato di Dio e fa la sua volontà,
egli lo ascolta.

32]Da che mondo è mondo,
non s'è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato.

33]Se costui non fosse da Dio,
non avrebbe potuto far nulla».

34]Gli replicarono:
«Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?».
E lo cacciarono fuori.

35]Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori,
e incontratolo gli disse:
«Tu credi nel Figlio dell'uomo?».

36]Egli rispose:
«E chi è,
Signore,
perché io creda in lui?».

37]Gli disse Gesù:
«Tu l'hai visto:
colui che parla con te è proprio lui».

38]Ed egli disse:
«Io credo,
Signore!».
E gli si prostrò innanzi.

39]Gesù allora disse:
«Io sono venuto in questo mondo per giudicare,
perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi».

40]Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero:
«Siamo forse ciechi anche noi?».

41]Gesù rispose loro:
«Se foste ciechi,
non avreste alcun peccato;
ma siccome dite:
Noi vediamo,
il vostro peccato rimane».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 10]
1] «In verità,
in verità vi dico:
chi non entra nel recinto delle pecore per la porta,
ma vi sale da un'altra parte,
è un ladro e un brigante.

2]Chi invece entra per la porta,
è il pastore delle pecore.

3]Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce:
egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.

4]E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore,
cammina innanzi a loro,
e le pecore lo seguono,
perché conoscono la sua voce.

5]Un estraneo invece non lo seguiranno,
ma fuggiranno via da lui,
perché non conoscono la voce degli estranei».

6]Questa similitudine disse loro Gesù;
ma essi non capirono che cosa significava cio che diceva loro.

7]Allora Gesù disse loro di nuovo:
«In verità,
in verità vi dico:
io sono la porta delle pecore.

8]Tutti coloro che sono venuti prima di me,
sono ladri e briganti;
ma le pecore non li hanno ascoltati.

9]Io sono la porta:
se uno entra attraverso di me,
sarà salvo;
entrerà e uscirà e troverà pascolo.

10]Il ladro non viene se non per rubare,
uccidere e distruggere;
io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.

11]Io sono il buon pastore.
Il buon pastore offre la vita per le pecore.

12]Il mercenario invece,
che non è pastore e al quale le pecore non appartengono,
vede venire il lupo,
abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde;

13]egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.

14]Io sono il buon pastore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me,

15]come il Padre conosce me e io conosco il Padre;
e offro la vita per le pecore.

16]E ho altre pecore che non sono di quest'ovile;
anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.

17]Per questo il Padre mi ama:
perché io offro la mia vita,
per poi riprenderla di nuovo.

18]Nessuno me la toglie,
ma la offro da me stesso,
poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo.
Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

19]Sorse di nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole.

20]Molti di essi dicevano:
«Ha un demonio ed è fuori di se;
perché lo state ad ascoltare?».

21]Altri invece dicevano:
«Queste parole non sono di un indemoniato;
può forse un demonio aprire gli occhi dei ciechi?».

22]Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione.
Era d'inverno.

23]Gesù passeggiava nel tempio,
sotto il portico di Salomone.

24]Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano:
«Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo,
dillo a noi apertamente».

25]Gesù rispose loro:
«Ve l'ho detto e non credete;
le opere che io compio nel nome del Padre mio,
queste mi danno testimonianza;

26]ma voi non credete,
perché non siete mie pecore.

27]Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

28]Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.

29]Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.

30]Io e il Padre siamo una cosa sola».

31]I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.

32]Gesù rispose loro:
«Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio;
per quale di esse mi volete lapidare?».

33]Gli risposero i Giudei:
«Non ti lapidiamo per un'opera buona,
ma per la bestemmia e perché tu,
che sei uomo,
ti fai Dio».

34]Rispose loro Gesù:
«Non è forse scritto nella vostra Legge:
Io ho detto:
voi siete dei?
35]Ora,
se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),

36]a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo,
voi dite:
Tu bestemmi,
perché ho detto:
Sono Figlio di Dio?
37]Se non compio le opere del Padre mio,
non credetemi;

38]ma se le compio,
anche se non volete credere a me,
credete almeno alle opere,
perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre».

39]Cercavano allora di prenderlo di nuovo,
ma egli sfuggì dalle loro mani.

40]Ritornò quindi al di la del Giordano,
nel luogo dove prima Giovanni battezzava,
e qui si fermò.

41]Molti andarono da lui e dicevano:
«Giovanni non ha fatto nessun segno,
ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».

42]E in quel luogo molti credettero in lui.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 11]
1]Era allora malato un certo Lazzaro di Betania,
il villaggio di Maria e di Marta sua sorella.

2]Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli aveva asciugato i piedi con i suoi capelli;
suo fratello Lazzaro era malato.

3]Le sorelle mandarono dunque a dirgli:
«Signore,
ecco,
il tuo amico è malato».

4]All'udire questo,
Gesù disse:
«Questa malattia non è per la morte,
ma per la gloria di Dio,
perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato».

5]Gesù voleva molto bene a Marta,
a sua sorella e a Lazzaro.

6]Quand'ebbe dunque sentito che era malato,
si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava.

7]Poi,
disse ai discepoli:
«Andiamo di nuovo in Giudea!».

8]I discepoli gli dissero:
«Rabbì,
poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».

9]Gesù rispose:
«Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno,
non inciampa,
perché vede la luce di questo mondo;

10]ma se invece uno cammina di notte,
inciampa,
perché gli manca la luce».

11]Così parlò e poi soggiunse loro:
«Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato;
ma io vado a svegliarlo».

12]Gli dissero allora i discepoli:
«Signore,
se s'è addormentato,
guarirà».

13]Gesù parlava della morte di lui,
essi invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno.

14]Allora Gesù disse loro apertamente:
«Lazzaro è morto
15]e io sono contento per voi di non essere stato la,
perché voi crediate.
Orsù,
andiamo da lui!».

16]Allora Tommaso,
chiamato Dìdimo,
disse ai condiscepoli:
«Andiamo anche noi a morire con lui!».

17]Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel sepolcro.

18]Betania distava da Gerusalemme meno di due miglia
19]e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello.

20]Marta dunque,
come seppe che veniva Gesù,
gli andò incontro;
Maria invece stava seduta in casa.

21]Marta disse a Gesù:
«Signore,
se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto!
22]Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio,
egli te la concederà».

23]Gesù le disse:
«Tuo fratello risusciterà».

24]Gli rispose Marta:
«So che risusciterà nell'ultimo giorno».

25]Gesù le disse:
«Io sono la risurrezione e la vita;
chi crede in me,
anche se muore,
vivrà;

26]chiunque vive e crede in me,
non morrà in eterno.
Credi tu questo?».

27]Gli rispose:
«Sì,
o Signore,
io credo che tu sei il Cristo,
il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

28]Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria,
sua sorella,
dicendo:
«Il Maestro è qui e ti chiama».

29]Quella,
udito cio,
si alzò in fretta e andò da lui.

30]Gesù non era entrato nel villaggio,
ma si trovava ancora la dove Marta gli era andata incontro.

31]Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla,
quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire,
la seguirono pensando:
«Va al sepolcro per piangere la».

32]Maria,
dunque,
quando giunse dov'era Gesù,
vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo:
«Signore,
se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto!».

33]Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei,
si commosse profondamente,
si turbò e disse:

34] «Dove l'avete posto?».
Gli dissero:
«Signore,
vieni a vedere!».

35]Gesù scoppiò in pianto.

36]Dissero allora i Giudei:
«Vedi come lo amava!».

37]Ma alcuni di loro dissero:
«Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

38]Intanto Gesù,
ancora profondamente commosso,
si recò al sepolcro;
era una grotta e contro vi era posta una pietra.

39]Disse Gesù:
«Togliete la pietra!».
Gli rispose Marta,
la sorella del morto:
«Signore,
gia manda cattivo odore,
poiché è di quattro giorni».

40]Le disse Gesù:
«Non ti ho detto che,
se credi,
vedrai la gloria di Dio?».

41]Tolsero dunque la pietra.
Gesù allora alzò gli occhi e disse:
«Padre,
ti ringrazio che mi hai ascoltato.

42]Io sapevo che sempre mi dai ascolto,
ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno,
perché credano che tu mi hai mandato».

43]E,
detto questo,
gridò a gran voce:
«Lazzaro,
vieni fuori!».

44]Il morto uscì,
con i piedi e le mani avvolti in bende,
e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro:
«Scioglietelo e lasciatelo andare».

45]Molti dei Giudei che erano venuti da Maria,
alla vista di quel che egli aveva compiuto,
credettero in lui.

46]Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che Gesù aveva fatto.

47]Allora i sommi sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano:
«Che facciamo? Quest'uomo compie molti segni.

48]Se lo lasciamo fare così,
tutti crederanno in lui e verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra nazione».

49]Ma uno di loro,
di nome Caifa,
che era sommo sacerdote in quell'anno,
disse loro:
«Voi non capite nulla
50]e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera».

51]Questo però non lo disse da se stesso,
ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione
52]e non per la nazione soltanto,
ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

53]Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.

54]Gesù pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i Giudei;
egli si ritirò di la nella regione vicina al deserto,
in una città chiamata E`fraim,
dove si trattenne con i suoi discepoli.

55]Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi.

56]Essi cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro:
«Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?».

57]Intanto i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse,
perché essi potessero prenderlo.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 12]
1]Sei giorni prima della Pasqua,
Gesù andò a Betania,
dove si trovava Lazzaro,
che egli aveva risuscitato dai morti.

2]Equi gli fecero una cena:
Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali.

3]Maria allora,
presa una libbra di olio profumato di vero nardo,
assai prezioso,
cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli,
e tutta la casa si riempì del profumo dell'unguento.

4]Allora Giuda Iscariota,
uno dei suoi discepoli,
che doveva poi tradirlo,
disse:

5] «Perché quest'olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?».

6]Questo egli disse non perché gl'importasse dei poveri,
ma perché era ladro e,
siccome teneva la cassa,
prendeva quello che vi mettevano dentro.

7]Gesù allora disse:
«Lasciala fare,
perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

8]I poveri infatti li avete sempre con voi,
ma non sempre avete me».

9]Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava la,
e accorse non solo per Gesù,
ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti.

10]I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro,

11]perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

12]Il giorno seguente,
la gran folla che era venuta per la festa,
udito che Gesù veniva a Gerusalemme,

13]prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:
Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d'Israele!
14]Gesù,
trovato un asinello,
vi montò sopra,
come sta scritto:

15]Non temere,
figlia di Sion! Ecco,
il tuo re viene,
seduto sopra un puledro d'asina.

16]Sul momento i suoi discepoli non compresero queste cose;
ma quando Gesù fu glorificato,
si ricordarono che questo era stato scritto di lui e questo gli avevano fatto.

17]Intanto la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti,
gli rendeva testimonianza.

18]Anche per questo la folla gli andò incontro,
perché aveva udito che aveva compiuto quel segno.

19]I farisei allora dissero tra di loro:
«Vedete che non concludete nulla? Ecco che il mondo gli è andato dietro!».

20]Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa,
c'erano anche alcuni Greci.

21]Questi si avvicinarono a Filippo,
che era di Betsaida di Galilea,
e gli chiesero:
«Signore,
vogliamo vedere Gesù».

22]Filippo andò a dirlo ad Andrea,
e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.

23]Gesù rispose:
«E` giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo.

24]In verità,
in verità vi dico:
se il chicco di grano caduto in terra non muore,
rimane solo;
se invece muore,
produce molto frutto.

25]Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.

26]Se uno mi vuol servire mi segua,
e dove sono io,
la sarà anche il mio servo.
Se uno mi serve,
il Padre lo onorerà.

27]Ora l'anima mia è turbata;
e che devo dire? Padre,
salvami da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora!
28]Padre,
glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo:
«L'ho glorificato e di nuovo lo glorificherò!».

29]La folla che era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono.
Altri dicevano:
«Un angelo gli ha parlato».

30]Rispose Gesù:
«Questa voce non è venuta per me,
ma per voi.

31]Ora è il giudizio di questo mondo;
ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori.

32]Io,
quando sarò elevato da terra,
attirerò tutti a me».

33]Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire.

34]Allora la folla gli rispose:
«Noi abbiamo appreso dalla Legge che il Cristo rimane in eterno;
come dunque tu dici che il Figlio dell'uomo deve essere elevato? Chi è questo Figlio dell'uomo?».

35]Gesù allora disse loro:
«Ancora per poco tempo la luce è con voi.
Camminate mentre avete la luce,
perché non vi sorprendano le tenebre;
chi cammina nelle tenebre non sa dove va.

36]Mentre avete la luce credete nella luce,
per diventare figli della luce».
Gesù disse queste cose,
poi se ne andò e si nascose da loro.

37]Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro,
non credevano in lui;

38]perché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia:
Signore,
chi ha creduto alla nostra parola? E il braccio del Signore a chi è stato rivelato?
39]E non potevano credere,
per il fatto che Isaia aveva detto ancora:

40]Ha reso ciechi i loro occhi e ha indurito il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi e non comprendano con il cuore,
e si convertano e io li guarisca!
41]Questo disse Isaia quando vide la sua gloria e parlò di lui.

42]Tuttavia,
anche tra i capi,
molti credettero in lui,
ma non lo riconoscevano apertamente a causa dei farisei,
per non essere espulsi dalla sinagoga;

43]amavano infatti la gloria degli uomini più della gloria di Dio.

44]Gesù allora gridò a gran voce:
«Chi crede in me,
non crede in me,
ma in colui che mi ha mandato;

45]chi vede me,
vede colui che mi ha mandato.

46]Io come luce sono venuto nel mondo,
perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.

47]Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva,
io non lo condanno;
perché non sono venuto per condannare il mondo,
ma per salvare il mondo.

48]Chi mi respinge e non accoglie le mie parole,
ha chi lo condanna:
la parola che ho annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno.

49]Perché io non ho parlato da me,
ma il Padre che mi ha mandato,
egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare.

50]E io so che il suo comandamento è vita eterna.
Le cose dunque che io dico,
le dico come il Padre le ha dette a me».
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IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 13]
1]Prima della festa di Pasqua Gesù,
sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre,
dopo aver amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine.

2]Mentre cenavano,
quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota,
figlio di Simone,
di tradirlo,

3]Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,

4]si alzò da tavola,
depose le vesti e,
preso un asciugatoio,
se lo cinse attorno alla vita.

5]Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.

6]Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse:
«Signore,
tu lavi i piedi a me?».

7]Rispose Gesù:
«Quello che io faccio,
tu ora non lo capisci,
ma lo capirai dopo».

8]Gli disse Simon Pietro:
«Non mi laverai mai i piedi!».
Gli rispose Gesù:
«Se non ti laverò,
non avrai parte con me».

9]Gli disse Simon Pietro:
«Signore,
non solo i piedi,
ma anche le mani e il capo!».

10]Soggiunse Gesù:
«Chi ha fatto il bagno,
non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo;
e voi siete mondi,
ma non tutti».

11]Sapeva infatti chi lo tradiva;
per questo disse:
«Non tutti siete mondi».

12]Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti,
sedette di nuovo e disse loro:
«Sapete cio che vi ho fatto?
13]Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene,
perché lo sono.

14]Se dunque io,
il Signore e il Maestro,
ho lavato i vostri piedi,
anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.

15]Vi ho dato infatti l'esempio,
perché come ho fatto io,
facciate anche voi.

16]In verità,
in verità vi dico:
un servo non è più grande del suo padrone,
ne un apostolo è più grande di chi lo ha mandato.

17]Sapendo queste cose,
sarete beati se le metterete in pratica.

18]Non parlo di tutti voi;
io conosco quelli che ho scelto;
ma si deve adempiere la Scrittura:
Colui che mangia il pane con me,
ha levato contro di me il suo calcagno.

19]Ve lo dico fin d'ora,
prima che accada,
perché,
quando sarà avvenuto,
crediate che Io Sono.

20]In verità,
in verità vi dico:
Chi accoglie colui che io manderò,
accoglie me;
chi accoglie me,
accoglie colui che mi ha mandato».

21]Dette queste cose,
Gesù si commosse profondamente e dichiarò:
«In verità,
in verità vi dico:
uno di voi mi tradirà».

22]I discepoli si guardarono gli uni gli altri,
non sapendo di chi parlasse.

23]Ora uno dei discepoli,
quello che Gesù amava,
si trovava a tavola al fianco di Gesù.

24]Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse:
«Dì,
chi è colui a cui si riferisce?».

25]Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù,
gli disse:
«Signore,
chi è?».

26]Rispose allora Gesù:
«E` colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò».
E intinto il boccone,
lo prese e lo diede a Giuda Iscariota,
figlio di Simone.

27]E allora,
dopo quel boccone,
satana entrò in lui.
Gesù quindi gli disse:
«Quello che devi fare fallo al più presto».

28]Nessuno dei commensali capì perché gli aveva detto questo;

29]alcuni infatti pensavano che,
tenendo Giuda la cassa,
Gesù gli avesse detto:
«Compra quello che ci occorre per la festa»,
oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri.

30]Preso il boccone,
egli subito uscì.
Ed era notte.

31]Quand'egli fu uscito,
Gesù disse:
«Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato,
e anche Dio è stato glorificato in lui.

32]Se Dio è stato glorificato in lui,
anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

33]Figlioli,
ancora per poco sono con voi;
voi mi cercherete,
ma come ho gia detto ai Giudei,
lo dico ora anche a voi:
dove vado io voi non potete venire.

34]Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri;
come io vi ho amato,
così amatevi anche voi gli uni gli altri.

35]Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,
se avrete amore gli uni per gli altri».

36]Simon Pietro gli dice:
«Signore,
dove vai?».
Gli rispose Gesù:
«Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi;
mi seguirai più tardi».

37]Pietro disse:
«Signore,
perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!».

38]Rispose Gesù:
«Darai la tua vita per me? In verità,
in verità ti dico:
non canterà il gallo,
prima che tu non m'abbia rinnegato tre volte».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 14]
1] «Non sia turbato il vostro cuore.
Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

2]Nella casa del Padre mio vi sono molti posti.
Se no,
ve l'avrei detto.
Io vado a prepararvi un posto;

3]quando sarò andato e vi avrò preparato un posto,
ritornerò e vi prenderò con me,
perché siate anche voi dove sono io.

4]E del luogo dove io vado,
voi conoscete la via».

5]Gli disse Tommaso:
«Signore,
non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?».

6]Gli disse Gesù:
«Io sono la via,
la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

7]Se conoscete me,
conoscerete anche il Padre:
fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

8]Gli disse Filippo:
«Signore,
mostraci il Padre e ci basta».

9]Gli rispose Gesù:
«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto,
Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre.
Come puoi dire:
Mostraci il Padre?
10]Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico,
non le dico da me;
ma il Padre che è con me compie le sue opere.

11]Credetemi:
io sono nel Padre e il Padre è in me;
se non altro,
credetelo per le opere stesse.

12]In verità,
in verità vi dico:
anche chi crede in me,
compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi,
perché io vado al Padre.

13]Qualunque cosa chiederete nel nome mio,
la farò,
perché il Padre sia glorificato nel Figlio.

14]Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome,
io la farò.

15]Se mi amate,
osserverete i miei comandamenti.

16]Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,

17]lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere,
perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete,
perché egli dimora presso di voi e sarà in voi.

18]Non vi lascerò orfani,
ritornerò da voi.

19]Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più;
voi invece mi vedrete,
perché io vivo e voi vivrete.

20]In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi.

21]Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva,
questi mi ama.
Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

22]Gli disse Giuda,
non l'Iscariota:
«Signore,
come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?».

23]Gli rispose Gesù:
«Se uno mi ama,
osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

24]Chi non mi ama non osserva le mie parole;
la parola che voi ascoltate non è mia,
ma del Padre che mi ha mandato.

25]Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.

26]Ma il Consolatore,
lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome,
egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto cio che io vi ho detto.

27]Vi lascio la pace,
vi do la mia pace.
Non come la dá il mondo,
io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

28]Avete udito che vi ho detto:
Vado e tornerò a voi;
se mi amaste,
vi rallegrereste che io vado dal Padre,
perché il Padre è più grande di me.

29]Ve l'ho detto adesso,
prima che avvenga,
perché quando avverrà,
voi crediate.

30]Non parlerò più a lungo con voi,
perché viene il principe del mondo;
egli non ha nessun potere su di me,

31]ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato.
Alzatevi,
andiamo via di qui».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 15]
1] «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.

2]Ogni tralcio che in me non porta frutto,
lo toglie e ogni tralcio che porta frutto,
lo pota perché porti più frutto.

3]Voi siete gia mondi,
per la parola che vi ho annunziato.

4]Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite,
così anche voi se non rimanete in me.

5]Io sono la vite,
voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui,
fa molto frutto,
perché senza di me non potete far nulla.

6]Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca,
e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

7]Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi,
chiedete quel che volete e vi sarà dato.

8]In questo è glorificato il Padre mio:
che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

9]Come il Padre ha amato me,
così anch'io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.

10]Se osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

11]Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.

12]Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri,
come io vi ho amati.

13]Nessuno ha un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici.

14]Voi siete miei amici,
se farete cio che io vi comando.

15]Non vi chiamo più servi,
perché il servo non sa quello che fa il suo padrone;
ma vi ho chiamati amici,
perché tutto cio che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi.

16]Non voi avete scelto me,
ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga;
perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome,
ve lo conceda.

17]Questo vi comando:
amatevi gli uni gli altri.

18]Se il mondo vi odia,
sappiate che prima di voi ha odiato me.

19]Se foste del mondo,
il mondo amerebbe cio che è suo;
poiché invece non siete del mondo,
ma io vi ho scelti dal mondo,
per questo il mondo vi odia.

20]Ricordatevi della parola che vi ho detto:
Un servo non è più grande del suo padrone.
Se hanno perseguitato me,
perseguiteranno anche voi;
se hanno osservato la mia parola,
osserveranno anche la vostra.

21]Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome,
perché non conoscono colui che mi ha mandato.

22]Se non fossi venuto e non avessi parlato loro,
non avrebbero alcun peccato;
ma ora non hanno scusa per il loro peccato.

23]Chi odia me,
odia anche il Padre mio.

24]Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto,
non avrebbero alcun peccato;
ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio.

25]Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge:
Mi hanno odiato senza ragione.

26]Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre,
lo Spirito di verità che procede dal Padre,
egli mi renderà testimonianza;

27]e anche voi mi renderete testimonianza,
perché siete stati con me fin dal principio.


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cap 16]
1]Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.

2]Vi scacceranno dalle sinagoghe;
anzi,
verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.

3]E faranno cio,
perché non hanno conosciuto ne il Padre ne me.

4]Ma io vi ho detto queste cose perché,
quando giungerà la loro ora,
ricordiate che ve ne ho parlato.
Non ve le ho dette dal principio,
perché ero con voi.

5]Ora però vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda:
Dove vai?
6]Anzi,
perché vi ho detto queste cose,
la tristezza ha riempito il vostro cuore.

7]Ora io vi dico la verità:
è bene per voi che io me ne vada,
perché,
se non me ne vado,
non verrà a voi il Consolatore;
ma quando me ne sarò andato,
ve lo manderò.

8]E quando sarà venuto,
egli convincerà il mondo quanto al peccato,
alla giustizia e al giudizio.

9]Quanto al peccato,
perché non credono in me;

10]quanto alla giustizia,
perché vado dal Padre e non mi vedrete più;

11]quanto al giudizio,
perché il principe di questo mondo è stato giudicato.

12]Molte cose ho ancora da dirvi,
ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

13]Quando però verrà lo Spirito di verità,
egli vi guiderà alla verità tutta intera,
perché non parlerà da se,
ma dirà tutto cio che avrà udito e vi annunzierà le cose future.

14]Egli mi glorificherà,
perché prenderà del mio e ve l'annunzierà.

15]Tutto quello che il Padre possiede è mio;
per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.

16]Ancora un poco e non mi vedrete;
un pò ancora e mi vedrete».

17]Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro:
«Che cos'è questo che ci dice:
Ancora un poco e non mi vedrete,
e un pò ancora e mi vedrete,
e questo:
Perché vado al Padre?».

18]Dicevano perciò:
«Che cos'è mai questo "un poco" di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».

19]Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro:
«Andate indagando tra voi perché ho detto:
Ancora un poco e non mi vedrete e un pò ancora e mi vedrete?
20]In verità,
in verità vi dico:
voi piangerete e vi rattristerete,
ma il mondo si rallegrerà.
Voi sarete afflitti,
ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.

21]La donna,
quando partorisce,
è afflitta,
perché è giunta la sua ora;
ma quando ha dato alla luce il bambino,
non si ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo.

22]Così anche voi,
ora,
siete nella tristezza;
ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e
23]nessuno vi potrà togliere la vostra gioia.
In quel giorno non mi domanderete più nulla.
In verità,
in verità vi dico:
Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome,
egli ve la darà.

24]Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.
Chiedete e otterrete,
perché la vostra gioia sia piena.

25]Queste cose vi ho dette in similitudini;
ma verrà l'ora in cui non vi parlerò più in similitudini,
ma apertamente vi parlerò del Padre.

26]In quel giorno chiederete nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per voi:

27]il Padre stesso vi ama,
poiché voi mi avete amato,
e avete creduto che io sono venuto da Dio.

28]Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo;
ora lascio di nuovo il mondo,
e vado al Padre».

29]Gli dicono i suoi discepoli:
«Ecco,
adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini.

30]Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi.
Per questo crediamo che sei uscito da Dio».

31]Rispose loro Gesù:
«Adesso credete?
32]Ecco,
verrà l'ora,
anzi è gia venuta,
in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo;
ma io non sono solo,
perché il Padre è con me.

33]Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me.
Voi avrete tribolazione nel mondo,
ma abbiate fiducia;
io ho vinto il mondo!».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 17]
1]Così parlò Gesù.
Quindi,
alzati gli occhi al cielo,
disse:
«Padre,
è giunta l'ora,
glorifica il Figlio tuo,
perché il Figlio glorifichi te.

2]Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano,
perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato.

3]Questa è la vita eterna:
che conoscano te,
l'unico vero Dio,
e colui che hai mandato,
Gesù Cristo.

4]Io ti ho glorificato sopra la terra,
compiendo l'opera che mi hai dato da fare.

5]E ora,
Padre,
glorificami davanti a te,
con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.

6]Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo.
Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.

7]Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te,

8]perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro;
essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.

9]Io prego per loro;
non prego per il mondo,
ma per coloro che mi hai dato,
perché sono tuoi.

10]Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie,
e io sono glorificato in loro.

11]Io non sono più nel mondo;
essi invece sono nel mondo,
e io vengo a te.
Padre santo,
custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato,
perché siano una cosa sola,
come noi.

12]Quand'ero con loro,
io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi;
nessuno di loro è andato perduto,
tranne il figlio della perdizione,
perché si adempisse la Scrittura.

13]Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo,
perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.

14]Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo,
come io non sono del mondo.

15]Non chiedo che tu li tolga dal mondo,
ma che li custodisca dal maligno.

16]Essi non sono del mondo,
come io non sono del mondo.

17]Consacrali nella verità.
La tua parola è verità.

18]Come tu mi hai mandato nel mondo,
anch'io li ho mandati nel mondo;

19]per loro io consacro me stesso,
perché siano anch'essi consacrati nella verità.

20]Non prego solo per questi,
ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;

21]perché tutti siano una sola cosa.
Come tu,
Padre,
sei in me e io in te,
siano anch'essi in noi una cosa sola,
perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

22]E la gloria che tu hai dato a me,
io l'ho data a loro,
perché siano come noi una cosa sola.

23]Io in loro e tu in me,
perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.

24]Padre,
voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io,
perché contemplino la mia gloria,
quella che mi hai dato;
poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

25]Padre giusto,
il mondo non ti ha conosciuto,
ma io ti ho conosciuto;
questi sanno che tu mi hai mandato.

26]E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere,
perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 18]

IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


1]Detto questo,
Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di la dal torrente Cedron,
dove c'era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli.

2]Anche Giuda,
il traditore,
conosceva quel posto,
perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli.

3]Giuda dunque,
preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei,
si recò la con lanterne,
torce e armi.

4]Gesù allora,
conoscendo tutto quello che gli doveva accadere,
si fece innanzi e disse loro:
«Chi cercate?».

5]Gli risposero:
«Gesù,
il Nazareno».
Disse loro Gesù:
«Sono io!».
Vi era la con loro anche Giuda,
il traditore.

6]Appena disse «Sono io»,
indietreggiarono e caddero a terra.

7]Domandò loro di nuovo:
«Chi cercate?».
Risposero:
«Gesù,
il Nazareno».

8]Gesù replicò:
«Vi ho detto che sono io.
Se dunque cercate me,
lasciate che questi se ne vadano».

9]Perché s'adempisse la parola che egli aveva detto:
«Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato».

10]Allora Simon Pietro,
che aveva una spada,
la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l'orecchio destro.
Quel servo si chiamava Malco.

11]Gesù allora disse a Pietro:
«Rimetti la tua spada nel fodero;
non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?».

12]Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù,
lo legarono
13]e lo condussero prima da Anna:
egli era infatti suocero di Caifa,
che era sommo sacerdote in quell'anno.

14]Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei:
«E` meglio che un uomo solo muoia per il popolo».

15]Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo.
Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;

16]Pietro invece si fermò fuori,
vicino alla porta.
Allora quell'altro discepolo,
noto al sommo sacerdote,
tornò fuori,
parlò alla portinaia e fece entrare anche Pietro.

17]E la giovane portinaia disse a Pietro:
«Forse anche tu sei dei discepoli di quest'uomo?».
Egli rispose:
«Non lo sono».

18]Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco,
perché faceva freddo,
e si scaldavano;
anche Pietro stava con loro e si scaldava.

19]Allora il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


20]Gesù gli rispose:
«Io ho parlato al mondo apertamente;
ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio,
dove tutti i Giudei si riuniscono,
e non ho mai detto nulla di nascosto.

21]Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito cio che ho detto loro;
ecco,
essi sanno che cosa ho detto».

22]Aveva appena detto questo,
che una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù,
dicendo:
«Così rispondi al sommo sacerdote?».

23]Gli rispose Gesù:
«Se ho parlato male,
dimostrami dov'è il male;
ma se ho parlato bene,
perché mi percuoti?».

24]Allora Anna lo mandò legato a Caifa,
sommo sacerdote.

25]Intanto Simon Pietro stava la a scaldarsi.
Gli dissero:
«Non sei anche tu dei suoi discepoli?».
Egli lo negò e disse:
«Non lo sono».

26]Ma uno dei servi del sommo sacerdote,
parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l'orecchio,
disse:
«Non ti ho forse visto con lui nel giardino?».

27]Pietro negò di nuovo,
e subito un gallo cantò.

28]Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio.
Era l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.

29]Uscì dunque Pilato verso di loro e domandò:
«Che accusa portate contro quest'uomo?».

30]Gli risposero:
«Se non fosse un malfattore,
non te l'avremmo consegnato».

31]Allora Pilato disse loro:
«Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge!».
Gli risposero i Giudei:
«A noi non è consentito mettere a morte nessuno».

32]Così si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando di quale morte doveva morire.

33]Pilato allora rientrò nel pretorio,
fece chiamare Gesù e gli disse:
«Tu sei il re dei Giudei?».

34]Gesù rispose:
«Dici questo da te oppure altri te l'hanno detto sul mio conto?».

35]Pilato rispose:
«Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi sacerdoti ti hanno consegnato a me;
che cosa hai fatto?».

36]Rispose Gesù:
«Il mio regno non è di questo mondo;
se il mio regno fosse di questo mondo,
i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei;
ma il mio regno non è di quaggiù».

37]Allora Pilato gli disse:
«Dunque tu sei re?».
Rispose Gesù:
«Tu lo dici;
io sono re.
Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo:
per rendere testimonianza alla verità.
Chiunque è dalla verità,
ascolta la mia voce».

38]Gli dice Pilato:
«Che cos'è la verità?».
E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro:
«Io non trovo in lui nessuna colpa.

39]Vi è tra voi l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua:
volete dunque che io vi liberi il re dei Giudei?».

40]Allora essi gridarono di nuovo:
«Non costui,
ma Barabba!».
Barabba era un brigante.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 19]
1]Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare.

2]E i soldati,
intrecciata una corona di spine,
gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora;
quindi gli venivano davanti e gli dicevano:

3] «Salve,
re dei Giudei!».
E gli davano schiaffi.

4]Pilato intanto uscì di nuovo e disse loro:
«Ecco,
io ve lo conduco fuori,
perché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa».

5]Allora Gesù uscì,
portando la corona di spine e il mantello di porpora.
E Pilato disse loro:
«Ecco l'uomo!».

6]Al vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono:
«Crocifiggilo,
crocifiggilo!».
Disse loro Pilato:
«Prendetelo voi e crocifiggetelo;
io non trovo in lui nessuna colpa».

7]Gli risposero i Giudei:
«Noi abbiamo una legge e secondo questa legge deve morire,
perché si è fatto Figlio di Dio».

8]All'udire queste parole,
Pilato ebbe ancor più paura
9]ed entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù:
«Di dove sei?».
Ma Gesù non gli diede risposta.

10]Gli disse allora Pilato:
«Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?».

11]Rispose Gesù:
«Tu non avresti nessun potere su di me,
se non ti fosse stato dato dall'alto.
Per questo chi mi ha consegnato nelle tue mani ha una colpa più grande».

12]Da quel momento Pilato cercava di liberarlo;
ma i Giudei gridarono:
«Se liberi costui,
non sei amico di Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro Cesare».

13]Udite queste parole,
Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale,
nel luogo chiamato Litòstroto,
in ebraico Gabbatà.

14]Era la Preparazione della Pasqua,
verso mezzogiorno.
Pilato disse ai Giudei:
«Ecco il vostro re!».

15]Ma quelli gridarono:
«Via,
via,
crocifiggilo!».
Disse loro Pilato:
«Metterò in croce il vostro re?».
Risposero i sommi sacerdoti:
«Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare».

16]Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

17]Essi allora presero Gesù ed egli,
portando la croce,
si avviò verso il luogo del Cranio,
detto in ebraico Gòlgota,

18]dove lo crocifissero e con lui altri due,
uno da una parte e uno dall'altra,
e Gesù nel mezzo.

19]Pilato compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce;
vi era scritto:
«Gesù il Nazareno,
il re dei Giudei».

20]Molti Giudei lessero questa iscrizione,
perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città;
era scritta in ebraico,
in latino e in greco.

21]I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato:
«Non scrivere:
il re dei Giudei,
ma che egli ha detto:
Io sono il re dei Giudei».

22]Rispose Pilato:
«cio che ho scritto,
ho scritto».

23]I soldati poi,
quando ebbero crocifisso Gesù,
presero le sue vesti e ne fecero quattro parti,
una per ciascun soldato,
e la tunica.
Ora quella tunica era senza cuciture,
tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo.

24]Perciò dissero tra loro:
Non stracciamola,
ma tiriamo a sorte a chi tocca.
Così si adempiva la Scrittura:
Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte.
E i soldati fecero proprio così.

25]Stavano presso la croce di Gesù sua madre,
la sorella di sua madre,
Maria di Cleofa e Maria di Magdala.

26]Gesù allora,
vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava,
disse alla madre:
«Donna,
ecco il tuo figlio!».

27]Poi disse al discepolo:
«Ecco la tua madre!».
E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

28]Dopo questo,
Gesù,
sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta,
disse per adempiere la Scrittura:
«Ho sete».

29]Vi era lì un vaso pieno d'aceto;
posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.

30]E dopo aver ricevuto l'aceto,
Gesù disse:
«Tutto è compiuto!».
E,
chinato il capo,
spirò.

31]Era il giorno della Preparazione e i Giudei,
perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato),
chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via.

32]Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.

33]Venuti però da Gesù e vedendo che era gia morto,
non gli spezzarono le gambe,

34]ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.

35]Chi ha visto ne dá testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero,
perché anche voi crediate.

36]Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura:
Non gli sarà spezzato alcun osso.

37]E un altro passo della Scrittura dice ancora:
Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto.

38]Dopo questi fatti,
Giuseppe d'Arimatea,
che era discepolo di Gesù,
ma di nascosto per timore dei Giudei,
chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù.
Pilato lo concesse.
Allora egli andò e prese il corpo di Gesù.

39]Vi andò anche Nicodemo,
quello che in precedenza era andato da lui di notte,
e portò una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.

40]Essi presero allora il corpo di Gesù,
e lo avvolsero in bende insieme con oli aromatici,
com'è usanza seppellire per i Giudei.

41]Ora,
nel luogo dove era stato crocifisso,
vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo,
nel quale nessuno era stato ancora deposto.

42]la dunque deposero Gesù,
a motivo della Preparazione dei Giudei,
poiché quel sepolcro era vicino.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 20]
1]Nel giorno dopo il sabato,
Maria di Magdala si recò al sepolcro di buon mattino,
quand'era ancora buio,
e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro.

2]Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo,
quello che Gesù amava,
e disse loro:
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!».

3]Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo,
e si recarono al sepolcro.

4]Correvano insieme tutti e due,
ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

5]Chinatosi,
vide le bende per terra,
ma non entrò.

6]Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,

7]e il sudario,
che gli era stato posto sul capo,
non per terra con le bende,
ma piegato in un luogo a parte.

8]Allora entrò anche l'altro discepolo,
che era giunto per primo al sepolcro,
e vide e credette.

9]Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura,
che egli cioè doveva risuscitare dai morti.

10]I discepoli intanto se ne tornarono di nuovo a casa.

11]Maria invece stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva.
Mentre piangeva,
si chinò verso il sepolcro
12]e vide due angeli in bianche vesti,
seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi,
dove era stato posto il corpo di Gesù.

13]Ed essi le dissero:
«Donna,
perché piangi?».
Rispose loro:
«Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».

14]Detto questo,
si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi;
ma non sapeva che era Gesù.

15]Le disse Gesù:
«Donna,
perché piangi? Chi cerchi?».
Essa,
pensando che fosse il custode del giardino,
gli disse:
«Signore,
se l'hai portato via tu,
dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo».

16]Gesù le disse:
«Maria!».
Essa allora,
voltatasi verso di lui,
gli disse in ebraico:
«Rabbunì!»,
che significa:
Maestro!
17]Gesù le disse:
«Non mi trattenere,
perché non sono ancora salito al Padre;
ma va dai miei fratelli e dì loro:
Io salgo al Padre mio e Padre vostro,
Dio mio e Dio vostro».

18]Maria di Màgdala andò subito ad annunziare ai discepoli:
«Ho visto il Signore» e anche cio che le aveva detto.

19]La sera di quello stesso giorno,
il primo dopo il sabato,
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,
venne Gesù,
si fermò in mezzo a loro e disse:
«Pace a voi!».

20]Detto questo,
mostrò loro le mani e il costato.
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

21]Gesù disse loro di nuovo:
«Pace a voi! Come il Padre ha mandato me,
anch'io mando voi».

22]Dopo aver detto questo,
alitò su di loro e disse:
«Ricevete lo Spirito Santo;

23]a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete,
resteranno non rimessi».

24]Tommaso,
uno dei Dodici,
chiamato Dìdimo,
non era con loro quando venne Gesù.

25]Gli dissero allora gli altri discepoli:
«Abbiamo visto il Signore!».
Ma egli disse loro:
«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato,
non crederò».

26]Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.
Venne Gesù,
a porte chiuse,
si fermò in mezzo a loro e disse:
«Pace a voi!».

27]Poi disse a Tommaso:
«Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani;
stendi la tua mano,
e mettila nel mio costato;
e non essere più incredulo ma credente!».

28]Rispose Tommaso:
«Mio Signore e mio Dio!».

29]Gesù gli disse:
«Perché mi hai veduto,
hai creduto:
beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».

30]Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli,
ma non sono stati scritti in questo libro.

31]Questi sono stati scritti,
perché crediate che Gesù è il Cristo,
il Figlio di Dio e perché,
credendo,
abbiate la vita nel suo nome.


IL VANGELO SECONDO GIOVANNI


cap 21]
1]Dopo questi fatti,
Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade.
E si manifestò così:

2]si trovavano insieme Simon Pietro,
Tommaso detto Dìdimo,
Natanaele di Cana di Galilea,
i figli di Zebedeo e altri due discepoli.

3]Disse loro Simon Pietro:
«Io vado a pescare».
Gli dissero:
«Veniamo anche noi con te».
Allora uscirono e salirono sulla barca;
ma in quella notte non presero nulla.

4]Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva,
ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.

5]Gesù disse loro:
«Figlioli,
non avete nulla da mangiare?».
Gli risposero:
«No».

6]Allora disse loro:
«Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete».
La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.

7]Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro:
«E` il Signore!».
Simon Pietro appena udì che era il Signore,
si cinse ai fianchi il camiciotto,
poiché era spogliato,
e si gettò in mare.

8]Gli altri discepoli invece vennero con la barca,
trascinando la rete piena di pesci:
infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.

9]Appena scesi a terra,
videro un fuoco di brace con del pesce sopra,
e del pane.

10]Disse loro Gesù:
«Portate un pò del pesce che avete preso or ora».

11]Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci.
E benché fossero tanti,
la rete non si spezzò.

12]Gesù disse loro:
«Venite a mangiare».
Enessuno dei discepoli osava domandargli:
«Chi sei?»,
poiché sapevano bene che era il Signore.

13]Allora Gesù si avvicinò,
prese il pane e lo diede a loro,
e così pure il pesce.

14]Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli,
dopo essere risuscitato dai morti.

15]Quand'ebbero mangiato,
Gesù disse a Simon Pietro:
«Simone di Giovanni,
mi vuoi bene tu più di costoro?».
Gli rispose:
«Certo,
Signore,
tu lo sai che ti voglio bene».
Gli disse:
«Pasci i miei agnelli».

16]Gli disse di nuovo:
«Simone di Giovanni,
mi vuoi bene?».
Gli rispose:
«Certo,
Signore,
tu lo sai che ti voglio bene».
Gli disse:
«Pasci le mie pecorelle».

17]Gli disse per la terza volta:
«Simone di Giovanni,
mi vuoi bene?».
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse:
Mi vuoi bene?,
e gli disse:
«Signore,
tu sai tutto;
tu sai che ti voglio bene».
Gli rispose Gesù:
«Pasci le mie pecorelle.

18]In verità,
in verità ti dico:
quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo,
e andavi dove volevi;
ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani,
e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».

19]Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio.
E detto questo aggiunse:
«Seguimi».

20]Pietro allora,
voltatosi,
vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava,
quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato:
«Signore,
chi è che ti tradisce?».

21]Pietro dunque,
vedutolo,
disse a Gesù:
«Signore,
e lui?».

22]Gesù gli rispose:
«Se voglio che egli rimanga finché io venga,
che importa a te? Tu seguimi».

23]Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto.
Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto,
ma:
«Se voglio che rimanga finché io venga,
che importa a te?».

24]Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti;
e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

25]Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù,
che,
se fossero scritte una per una,
penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
PRIMA LETTERA DI GIOVANNI

PRIMA LETTERA DI GIOVANNI

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PRIMA LETTERA DI GIOVANNI

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PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


cap 1]
1]cio che era fin da principio,
cio che noi abbiamo udito,
cio che noi abbiamo veduto con i nostri occhi,
cio che noi abbiamo contemplato e cio che le nostre mani hanno toccato,
ossia il Verbo della vita
2]”poiché la vita si è fatta visibile,
noi l'abbiamo veduta e di cio rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna,
che era presso il Padre e si è resa visibile a noi”,

3]quello che abbiamo veduto e udito,
noi lo annunziamo anche a voi,
perché anche voi siate in comunione con noi.
La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo.

4]Queste cose vi scriviamo,
perché la nostra gioia sia perfetta.

5]Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo:
Dio è luce e in lui non ci sono tenebre.

6]Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre,
mentiamo e non mettiamo in pratica la verità.

7]Ma se camminiamo nella luce,
come egli è nella luce,
siamo in comunione gli uni con gli altri,
e il sangue di Gesù,
suo Figlio,
ci purifica da ogni peccato.

8]Se diciamo che siamo senza peccato,
inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.

9]Se riconosciamo i nostri peccati,
egli che è fedele e giusto ci perdonerà i peccati e ci purificherà da ogni colpa.

10]Se diciamo che non abbiamo peccato,
facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.


PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


cap 2]
1]Figlioli miei,
vi scrivo queste cose perché non pecchiate;
ma se qualcuno ha peccato,
abbiamo un avvocato presso il Padre:
Gesù Cristo giusto.

2]Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati;

non soltanto per i nostri,
ma anche per quelli di tutto il mondo.

3]Da questo sappiamo d'averlo conosciuto:
se osserviamo i suoi comandamenti.

4]Chi dice:
«Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti,
è bugiardo e la verità non è in lui;
5]ma chi osserva la sua parola,
in lui l'amore di Dio è veramente perfetto.
Da questo conosciamo di essere in lui.

6]Chi dice di dimorare in Cristo,
deve comportarsi come lui si è comportato.

7]Carissimi,
non vi scrivo un nuovo comandamento,
ma un comandamento antico,
che avete ricevuto fin da principio.
Il comandamento antico è la parola che avete udito.

8]E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo,
il che è vero in lui e in voi,
perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce gia risplende.

9]Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello,
è ancora nelle tenebre.

10]Chi ama suo fratello,
dimora nella luce e non v'è in lui occasione di inciampo.

11]Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre,
cammina nelle tenebre e non sa dove va,
perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.

12]Scrivo a voi,
figlioli,
perché vi sono stati rimessi i peccati in virtù del suo nome.

13]Scrivo a voi,
padri,
perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Scrivo a voi,
giovani,
perché avete vinto il maligno.

14]Ho scritto a voi,
figlioli,
perché avete conosciuto il Padre.
Ho scritto a voi,
padri,
perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Ho scritto a voi,
giovani,
perché siete forti,
e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno.

15]Non amate ne il mondo,
ne le cose del mondo! Se uno ama il mondo,
l'amore del Padre non è in lui;

16]perché tutto quello che è nel mondo,
la concupiscenza della carne,
la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita,
non viene dal Padre,
ma dal mondo.

17]E il mondo passa con la sua concupiscenza;
ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!
18]Figlioli,
questa è l'ultima ora.
Come avete udito che deve venire l'anticristo,
di fatto ora molti anticristi sono apparsi.
Da questo conosciamo che è l'ultima ora.

19]Sono usciti di mezzo a noi,
ma non erano dei nostri;
se fossero stati dei nostri,
sarebbero rimasti con noi;
ma doveva rendersi manifesto che non tutti sono dei nostri.

20]Ora voi avete l'unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza.

21]Non vi ho scritto perché non conoscete la verità,
ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità.

22]Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L'anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.

23]Chiunque nega il Figlio,
non possiede nemmeno il Padre;
chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

24]Quanto a voi,
tutto cio che avete udito da principio rimanga in voi.
Se rimane in voi quel che avete udito da principio,
anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre.

25]E questa è la promessa che egli ci ha fatto:
la vita eterna.

26]Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di traviarvi.

27]E quanto a voi,
l'unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che alcuno vi ammaestri;
ma come la sua unzione vi insegna ogni cosa,
è veritiera e non mentisce,
così state saldi in lui,
come essa vi insegna.

28]E ora,
figlioli,
rimanete in lui,
perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta.

29]Se sapete che egli è giusto,
sappiate anche che chiunque opera la giustizia,
è nato da lui.


PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


cap 3]
1]Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio,
e lo siamo realmente! La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui.

2]Carissimi,
noi fin d'ora siamo figli di Dio,
ma cio che saremo non è stato ancora rivelato.
Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato,
noi saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è.

3]Chiunque ha questa speranza in lui,
purifica se stesso,
come egli è puro.

4]Chiunque commette il peccato,
commette anche violazione della legge,
perché il peccato è violazione della legge.

5]Voi sapete che egli è apparso per togliere i peccati e che in lui non v'è peccato.

6]Chiunque rimane in lui non pecca;
chiunque pecca non lo ha visto ne l'ha conosciuto.

7]Figlioli,
nessuno v'inganni.
Chi pratica la giustizia è giusto com'egli è giusto.

8]Chi commette il peccato viene dal diavolo,
perché il diavolo è peccatore fin dal principio.
Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo.

9]Chiunque è nato da Dio non commette peccato,
perché un germe divino dimora in lui,
e non può peccare perché è nato da Dio.

10]Da questo si distinguono i figli di Dio dai figli del diavolo:
chi non pratica la giustizia non è da Dio,
ne lo è chi non ama il suo fratello.

11]Poiché questo è il messaggio che avete udito fin da principio:
che ci amiamo gli uni gli altri.

12]Non come Caino,
che era dal maligno e uccise il suo fratello.
E per qual motivo l'uccise? Perché le opere sue erano malvage,
mentre quelle di suo fratello eran giuste.

13]Non vi meravigliate,
fratelli,
se il mondo vi odia.

14]Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita,
perché amiamo i fratelli.
Chi non ama rimane nella morte.

15]Chiunque odia il proprio fratello è omicida,
e voi sapete che nessun omicida possiede in se stesso la vita eterna.

16]Da questo abbiamo conosciuto l'amore:
Egli ha dato la sua vita per noi;
quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.

17]Ma se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il suo fratello in necessità gli chiude il proprio cuore,
come dimora in lui l'amore di Dio?
18]Figlioli,
non amiamo a parole ne con la lingua,
ma coi fatti e nella verità.

19]Da questo conosceremo che siamo nati dalla verità e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore
20]qualunque cosa esso ci rimproveri.
Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

21]Carissimi,
se il nostro cuore non ci rimprovera nulla,
abbiamo fiducia in Dio;

22]e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quel che è gradito a lui.

23]Questo è il suo comandamento:
che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri,
secondo il precetto che ci ha dato.

24]Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio ed egli in lui.
E da questo conosciamo che dimora in noi:
dallo Spirito che ci ha dato.
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PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


cap 4] http:
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PRIMA LETTERA DI GIOVANNI

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1]Carissimi,
non prestate fede a ogni ispirazione,
ma mettete alla prova le ispirazioni,
per saggiare se provengono veramente da Dio,
perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo.

2]Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio:
ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne,
è da Dio;

3]ogni spirito che non riconosce Gesù,
non è da Dio.
Questo è lo spirito dell'anticristo che,
come avete udito,
viene,
anzi è gia nel mondo.

4]Voi siete da Dio,
figlioli,
e avete vinto questi falsi profeti,
perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo.

5]Costoro sono del mondo,
perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta.

6]Noi siamo da Dio.
Chi conosce Dio ascolta noi;
chi non è da Dio non ci ascolta.
Da cio noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore.

7]Carissimi,
amiamoci gli uni gli altri,
perché l'amore è da Dio:
chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.

8]Chi non ama non ha conosciuto Dio,
perché Dio è amore.

9]In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi:
Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo,
perché noi avessimo la vita per lui.

10]In questo sta l'amore:
non siamo stati noi ad amare Dio,
ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.

11]Carissimi,
se Dio ci ha amato,
anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

12]Nessuno mai ha visto Dio;
se ci amiamo gli uni gli altri,
Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi.

13]Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi:
egli ci ha fatto dono del suo Spirito.

14]E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.

15]Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio,
Dio dimora in lui ed egli in Dio.

16]Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi.
Dio è amore;
chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui.

17]Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione,
perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio;
perché come è lui,
così siamo anche noi,
in questo mondo.

18]Nell'amore non c'è timore,
al contrario l'amore perfetto scaccia il timore,
perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore.

19]Noi amiamo,
perché egli ci ha amati per primo.

20]Se uno dicesse:
«Io amo Dio»,
e odiasse il suo fratello,
è un mentitore.
Chi infatti non ama il proprio fratello che vede,
non può amare Dio che non vede.

21]Questo è il comandamento che abbiamo da lui:
chi ama Dio,
ami anche il suo fratello.


PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


cap 5]

PRIMA LETTERA DI GIOVANNI


1]Chiunque crede che Gesù è il Cristo,
è nato da Dio;
e chi ama colui che ha generato,
ama anche chi da lui è stato generato.

2]Da questo conosciamo di amare i figli di Dio:
se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti,

3]perché in questo consiste l'amore di Dio,
nell'osservare i suoi comandamenti;
e i suoi comandamenti non sono gravosi.

4]Tutto cio che è nato da Dio vince il mondo;
e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo:
la nostra fede.

5]E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?
6]Questi è colui che è venuto con acqua e sangue,
Gesù Cristo;
non con acqua soltanto,
ma con l'acqua e con il sangue.
Ed è lo Spirito che rende testimonianza,
perché lo Spirito è la verità.

7]Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza:

8]lo Spirito,
l'acqua e il sangue,
e questi tre sono concordi.

9]Se accettiamo la testimonianza degli uomini,
la testimonianza di Dio è maggiore;
e la testimonianza di Dio è quella che ha dato al suo Figlio.

10]Chi crede nel Figlio di Dio,
ha questa testimonianza in se.
Chi non crede a Dio,
fa di lui un bugiardo,
perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio.

11]E la testimonianza è questa:
Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio.

12]Chi ha il Figlio ha la vita;
chi non ha il Figlio di Dio,
non ha la vita.

13]Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna,
voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

14]Questa è la fiducia che abbiamo in lui:
qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà,
egli ci ascolta.

15]E se sappiamo che ci ascolta in quello che gli chiediamo,
sappiamo di avere gia quello che gli abbiamo chiesto.

16]Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte,
preghi,
e Dio gli darà la vita;
s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte:
c'è infatti un peccato che conduce alla morte;
per questo dico di non pregare.

17]Ogni iniquità è peccato,
ma c'è il peccato che non conduce alla morte.

18]Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca:
chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca.

19]Noi sappiamo che siamo da Dio,
mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno.

20]Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio.
E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo:
egli è il vero Dio e la vita eterna.

21]Figlioli,
guardatevi dai falsi dei!

SECONDA LETTERA DI GIOVANNI

SECONDA LETTERA DI GIOVANNI http:
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SECONDA LETTERA DI GIOVANNI

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1]Io,
il presbitero,
alla Signora eletta e ai suoi figli che amo nella verità,
e non io soltanto,
ma tutti quelli che hanno conosciuto la verità,

2]a causa della verità che dimora in noi e dimorerà con noi in eterno:

3]grazia,
misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo,
Figlio del Padre,
nella verità e nell'amore.
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4]Mi sono molto rallegrato di aver trovato alcuni tuoi figli che camminano nella verità,
secondo il comandamento che abbiamo ricevuto dal Padre.

5]E ora prego te,
Signora,
non per darti un comandamento nuovo,
ma quello che abbiamo avuto fin dal principio,
che ci amiamo gli uni gli altri.

6]E in questo sta l'amore:
nel camminare secondo i suoi comandamenti.
Questo è il comandamento che avete appreso fin dal principio;
camminate in esso.

7]Poiché molti sono i seduttori che sono apparsi nel mondo,
i quali non riconoscono Gesù venuto nella carne.
Ecco il seduttore e l'anticristo!
8]Fate attenzione a voi stessi,
perché non abbiate a perdere quello che avete conseguito,
ma possiate ricevere una ricompensa piena.

9]Chi va oltre e non si attiene alla dottrina del Cristo,
non possiede Dio.
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it/martiri> Chi si attiene alla dottrina,
possiede il Padre e il Figlio.

10]Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento,
non ricevetelo in casa e non salutatelo;

11]poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse.

12]Molte cose avrei da scrivervi,
ma non ho voluto farlo per mezzo di carta e di inchiostro;
ho speranza di venire da voi e di poter parlare a viva voce,
perché la nostra gioia sia piena.

13]Ti salutano i figli della eletta tua sorella.


TERZA LETTERA DI GIOVANNI

TERZA LETTERA DI GIOVANNI
1]Io,
il presbitero,
al carissimo Gaio,
che amo nella verità.

2]Carissimo,
faccio voti che tutto vada bene e che tu sia in buona salute,
come va bene per la tua anima.
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3]Molto infatti mi sono rallegrato quando sono giunti alcuni fratelli e hanno reso testimonianza che tu sei verace in quanto tu cammini nella verità.

4]Non ho gioia più grande di questa,
sapere che i miei figli camminano nella verità.

5]Carissimo,
tu ti comporti fedelmente in tutto cio che fai in favore dei fratelli,
benché forestieri.

6]Essi hanno reso testimonianza della tua carità davanti alla Chiesa,
e farai bene a provvederli nel viaggio in modo degno di Dio,

7]perché sono partiti per amore del nome di Cristo,
senza accettare nulla dai pagani.

8]Noi dobbiamo perciò accogliere tali persone per cooperare alla diffusione della verità.
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9]Ho scritto qualche parola alla Chiesa ma Diòtrefe,
che ambisce il primo posto tra loro,
non ci vuole accogliere.

10]Per questo,
se verrò,
gli rinfaccerò le cose che va facendo,
sparlando contro di noi con voci maligne.
Non contento di questo,
non riceve personalmente i fratelli e impedisce di farlo a quelli che lo vorrebbero e li scaccia dalla Chiesa.

11]Carissimo,
non imitare il male,
ma il bene.
Chi fa il bene è da Dio;
chi fa il male non ha veduto Dio.

12]Quanto a Demetrio,
tutti gli rendono testimonianza,
anche la stessa verità;
anche noi ne diamo testimonianza e tu sai che la nostra testimonianza è veritiera.

13]Molte cose avrei da scriverti,
ma non voglio farlo con inchiostro e penna.

14]Spero però di vederti presto e parleremo a viva voce.

15]La pace sia con te.
Gli amici ti salutano.
Saluta gli amici ad uno ad uno.


APOCALISSE DI GIOVANNI

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APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 1]
1]Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere,
e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni.

2]Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo,
riferendo cio che ha visto.

3]Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte.
Perché il tempo è vicino
4]Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia:
grazia a voi e pace da Colui che è,
che era e che viene,
dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono,

5]e da Gesù Cristo,
il testimone fedele,
il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,

6]che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre,
a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli.
Amen.

7]Ecco,
viene sulle nubi e ognuno lo vedrà;
anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto.
Sì,
Amen!
8]Io sono l'Alfa e l'Omega,
dice il Signore Dio,
Colui che è,
che era e che viene,
l'Onnipotente!
9]Io,
Giovanni,
vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione,
nel regno e nella costanza in Gesù,
mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù.

10]Rapito in estasi,
nel giorno del Signore,
udii dietro di me una voce potente,
come di tromba,
che diceva:

11]Quello che vedi,
scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese:
a Efeso,
a Smirne,
a Pergamo,
a Tiàtira,
a Sardi,
a Filadelfia e a Laodicea.

12]Ora,
come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava,
vidi sette candelabri d'oro
13]e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a figlio di uomo,
con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro.

14]I capelli della testa erano candidi,
simili a lana candida,
come neve.
Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco,

15]i piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo.
La voce era simile al fragore di grandi acque.

16]Nella destra teneva sette stelle,
dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.

17]Appena lo vidi,
caddi ai suoi piedi come morto.
Ma egli,
posando su di me la destra,
mi disse:
Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo
18]e il Vivente.
Io ero morto,
ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi.

19]Scrivi dunque le cose che hai visto,
quelle che sono e quelle che accadranno dopo.

20]Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d'oro,
eccolo:
le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 2]
1]All'angelo della Chiesa di Efeso scrivi:
Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro:

2]Conosco le tue opere,
la tua fatica e la tua costanza,
per cui non puoi sopportare i cattivi;
li hai messi alla prova - quelli che si dicono apostoli e non lo sono - e li hai trovati bugiardi.

3]Sei costante e hai molto sopportato per il mio nome,
senza stancarti.

4]Ho però da rimproverarti che hai abbandonato il tuo amore di prima.

5]Ricorda dunque da dove sei caduto,
ravvediti e compi le opere di prima.
Se non ti ravvederai,
verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto.

6]Tuttavia hai questo di buono,
che detesti le opere dei Nicolaìti,
che anch'io detesto.

7]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese:
Al vincitore darò da mangiare dell'albero della vita,
che sta nel paradiso di Dio.

8]All'angelo della Chiesa di Smirne scrivi:
Così parla il Primo e l'Ultimo,
che era morto ed è tornato alla vita:

9]Conosco la tua tribolazione,
la tua povertà - tuttavia sei ricco – e la calunnia da parte di quelli che si proclamano Giudei e non lo sono,
ma appartengono alla sinagoga di satana.

10]Non temere cio che stai per soffrire:
ecco,
il diavolo sta per gettare alcuni di voi in carcere,
per mettervi alla prova e avrete una tribolazione per dieci giorni.
Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.

11]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese:
Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte.

12]All'angelo della Chiesa di Pergamo scrivi:
Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli:

13]So che abiti dove satana ha il suo trono;
tuttavia tu tieni saldo il mio nome e non hai rinnegato la mia fede neppure al tempo in cui Antìpa,
il mio fedele testimone,
fu messo a morte nella vostra città,
dimora di satana.

14]Ma ho da rimproverarti alcune cose:
hai presso di te seguaci della dottrina di Balaàm,
il quale insegnava a Balak a provocare la caduta dei figli d'Israele,
spingendoli a mangiare carni immolate agli idoli e ad abbandonarsi alla fornicazione.

15]Così pure hai di quelli che seguono la dottrina dei Nicolaìti.

16]Ravvediti dunque;
altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.

17]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese:
Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo,
che nessuno conosce all'infuori di chi la riceve.

18]All'angelo della Chiesa di Tiàtira scrivi:
Così parla il Figlio di Dio,
Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente.

19]Conosco le tue opere,
la carità,
la fede,
il servizio e la costanza e so che le tue ultime opere sono migliori delle prime.

20]Ma ho da rimproverarti che lasci fare a Iezabele,
la donna che si spaccia per profetessa e insegna e seduce i miei servi inducendoli a darsi alla fornicazione e a mangiare carni immolate agli idoli.

21]Io le ho dato tempo per ravvedersi,
ma essa non si vuol ravvedere dalla sua dissolutezza.

22]Ebbene,
io getterò lei in un letto di dolore e coloro che commettono adulterio con lei in una grande tribolazione,
se non si ravvederanno dalle opere che ha loro insegnato.

23]Colpirò a morte i suoi figli e tutte le Chiese sapranno che io sono Colui che scruta gli affetti e i pensieri degli uomini,
e darò a ciascuno di voi secondo le proprie opere.

24]A voi di Tiàtira invece che non seguite questa dottrina,
che non avete conosciuto le profondità di satana - come le chiamano - non imporrò altri pesi;

25]ma quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno.

26]Al vincitore che persevera sino alla fine nelle mie opere,
darò autorità sopra le nazioni;

27]le pascolerà con bastone di ferro e le frantumerà come vasi di terracotta,

28]con la stessa autorità che a me fu data dal Padre mio e darò a lui la stella del mattino.

29]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 3]
1]All'angelo della Chiesa di Sardi scrivi:
Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle:
Conosco le tue opere;
ti si crede vivo e invece sei morto.

2]Svegliati e rinvigorisci cio che rimane e sta per morire,
perché non ho trovato le tue opere perfette davanti al mio Dio.

3]Ricorda dunque come hai accolto la parola,
osservala e ravvediti,
perché se non sarai vigilante,
verrò come un ladro senza che tu sappia in quale ora io verrò da te.

4]Tuttavia a Sardi vi sono alcuni che non hanno macchiato le loro vesti;
essi mi scorteranno in vesti bianche,
perché ne sono degni.

5]Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti,
non cancellerò il suo nome dal libro della vita,
ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.

6]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese.

7]All'angelo della Chiesa di Filadelfia scrivi:
Così parla il Santo,
il Verace,
Colui che ha la chiave di Davide:
quando egli apre nessuno chiude,
e quando chiude nessuno apre.

8]Conosco le tue opere.
Ho aperto davanti a te una porta che nessuno può chiudere.
Per quanto tu abbia poca forza,
pure hai osservato la mia parola e non hai rinnegato il mio nome.

9]Ebbene,
ti faccio dono di alcuni della sinagoga di satana – di quelli che si dicono Giudei,
ma mentiscono perché non lo sono -:
li farò venire perché si prostrino ai tuoi piedi e sappiano che io ti ho amato.

10]Poiché hai osservato con costanza la mia parola,
anch'io ti preserverò nell'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero,
per mettere alla prova gli abitanti della terra.

11]Verrò presto.
Tieni saldo quello che hai,
perché nessuno ti tolga la corona.

12]Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più.
Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio,
della nuova Gerusalemme che discende dal cielo,
da presso il mio Dio,
insieme con il mio nome nuovo.

13]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese.

14]All'angelo della Chiesa di Laodicea scrivi:
Così parla l'Amen,
il Testimone fedele e verace,
il Principio della creazione di Dio:

15]Conosco le tue opere:
tu non sei ne freddo ne caldo.
Magari tu fossi freddo o caldo!
16]Ma poiché sei tiepido,
non sei cioè ne freddo ne caldo,
sto per vomitarti dalla mia bocca.

17]Tu dici:
«Sono ricco,
mi sono arricchito;
non ho bisogno di nulla» ma non sai di essere un infelice,
un miserabile,
un povero,
cieco e nudo.

18]Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco,
vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista.

19]Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo.
Mostrati dunque zelante e ravvediti.

20]Ecco,
sto alla porta e busso.
Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta,
io verrò da lui,
cenerò con lui ed egli con me.

21]Il vincitore lo farò sedere presso di me,
sul mio trono,
come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono.

22]Chi ha orecchi,
ascolti cio che lo Spirito dice alle Chiese.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 4]
1]Dopo cio ebbi una visione:
una porta era aperta nel cielo.
La voce che prima avevo udito parlarmi come una tromba diceva:
Sali quassù,
ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito.

2]Subito fui rapito in estasi.
Ed ecco,
c'era un trono nel cielo,
e sul trono uno stava seduto.

3]Colui che stava seduto era simile nell'aspetto a diaspro e cornalina.
Un arcobaleno simile a smeraldo avvolgeva il trono.

4]Attorno al trono,
poi,
c'erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro vegliardi avvolti in candide vesti con corone d'oro sul capo.

5]Dal trono uscivano lampi,
voci e tuoni;
sette lampade accese ardevano davanti al trono,
simbolo dei sette spiriti di Dio.

6]Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo.
In mezzo al trono e intorno al trono vi erano quattro esseri viventi pieni d'occhi davanti e di dietro.

7]Il primo vivente era simile a un leone,
il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello,
il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo,
il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola.

8]I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali,
intorno e dentro sono costellati di occhi;
giorno e notte non cessano di ripetere:
Santo,
santo,
santo il Signore Dio,
l'Onnipotente,
Colui che era,
che è e che viene!
9]E ogni volta che questi esseri viventi rendevano gloria,
onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli,

10]i ventiquattro vegliardi si prostravano davanti a Colui che siede sul trono e adoravano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettavano le loro corone davanti al trono,
dicendo:

11]«Tu sei degno,
o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria,
l'onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose,
e per la tua volontà furono create e sussistono»

APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 5]
1]E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo,
scritto sul lato interno e su quello esterno,
sigillato con sette sigilli.

2]Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce:
«Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?»
3]Ma nessuno ne in cielo,
ne in terra,
ne sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo.

4]Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo.

5]Uno dei vegliardi mi disse:
«Non piangere più;
ha vinto il leone della tribù di Giuda,
il Germoglio di Davide,
e aprirà il libro e i suoi sette sigilli»
6]Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello,
come immolato.
Egli aveva sette corna e sette occhi,
simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra.

7]E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono.

8]E quando l'ebbe preso,
i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all'Agnello,
avendo ciascuno un'arpa e coppe d'oro colme di profumi,
che sono le preghiere dei santi.

9]Cantavano un canto nuovo:
«Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli,
perché sei stato immolato e hai riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù,
lingua,
popolo e nazione
10]e li hai costituiti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sopra la terra»
11]Durante la visione poi intesi voci di molti angeli intorno al trono e agli esseri viventi e ai vegliardi.
Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia
12]e dicevano a gran voce:
«L'Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza,
sapienza e forza,
onore,
gloria e benedizione».

13]Tutte le creature del cielo e della terra,
sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute,
udii che dicevano:
«A Colui che siede sul trono e all'Agnello lode,
onore,
gloria e potenza,
nei secoli dei secoli».

14]E i quattro esseri viventi dicevano:
«Amen».
E i vegliardi si prostrarono in adorazione.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 6]
1]Quando l'Agnello sciolse il primo dei sette sigilli,
vidi e udii il primo dei quattro esseri viventi che gridava come con voce di tuono:
«Vieni».

2]Ed ecco mi apparve un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco,
gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora.

3]Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo,
udii il secondo essere vivente che gridava:
«Vieni».

4]Allora uscì un altro cavallo,
rosso fuoco.
A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.

5]Quando l'Agnello aprì il terzo sigillo,
udii il terzo essere vivente che gridava:
«Vieni».
Ed ecco,
mi apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano.

6]E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi:
«Una misura di grano per un danaro e tre misure d'orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati».

7]Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo,
udii la voce del quarto essere vivente che diceva:
«Vieni».

8]Ed ecco,
mi apparve un cavallo verdastro.
Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno.
Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada,
con la fame,
con la peste e con le fiere della terra.

9]Quando l'Agnello aprì il quinto sigillo,
vidi sotto l'altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano resa.

10]E gridarono a gran voce:
«Fino a quando,
Sovrano,
tu che sei santo e verace,
non farai giustizia e non vendicherai il nostro sangue sopra gli abitanti della terra?».

11]Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco,
finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro.

12]Quando l'Agnello aprì il sesto sigillo,
vidi che vi fu un violento terremoto.
Il sole divenne nero come sacco di crine,
la luna diventò tutta simile al sangue,

13]le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra,
come quando un fico,
sbattuto dalla bufera,
lascia cadere i fichi immaturi.

14]Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto.

15]Allora i re della terra e i grandi,
i capitani,
i ricchi e i potenti,
e infine ogni uomo,
schiavo o libero,
si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti;

16]e dicevano ai monti e alle rupi:
Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello,

17]perché è venuto il gran giorno della loro ira,
e chi vi può resistere?

APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 7]
1]Dopo cio,
vidi quattro angeli che stavano ai quattro angoli della terra,
e trattenevano i quattro venti,
perché non soffiassero sulla terra,
ne sul mare,
ne su alcuna pianta.

2]Vidi poi un altro angelo che saliva dall'oriente e aveva il sigillo del Dio vivente.
E gridò a gran voce ai quattro angeli ai quali era stato concesso il potere di devastare la terra e il mare:

3]«Non devastate ne la terra,
ne il mare,
ne le piante,
finché non abbiamo impresso il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi».

4]Poi udii il numero di coloro che furon segnati con il sigillo:
centoquarantaquattromila,
segnati da ogni tribù dei figli d'Israele:

5]dalla tribù di Giuda dodicimila;
dalla tribù di Ruben dodicimila;
dalla tribù di Gad dodicimila;

6]dalla tribù di Aser dodicimila;
dalla tribù di Neftali dodicimila;
dalla tribù di Manàsse dodicimila;

7]dalla tribù di Simeone dodicimila;
dalla tribù di Levi dodicimila;
dalla tribù di I`ssacar dodicimila;

8]dalla tribù di Zàbulon dodicimila;
dalla tribù di Giuseppe dodicimila;
dalla tribù di Beniamino dodicimila.

9]Dopo cio,
apparve una moltitudine immensa,
che nessuno poteva contare,
di ogni nazione,
razza,
popolo e lingua.
Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello,
avvolti in vesti candide,
e portavano palme nelle mani.

10]E gridavano a gran voce:
«La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all'Agnello».

11]Allora tutti gli angeli che stavano intorno al trono e i vegliardi e i quattro esseri viventi,
si inchinarono profondamente con la faccia davanti al trono e adorarono Dio dicendo:

12]«Amen! Lode,
gloria,
sapienza,
azione di grazie,
onore,
potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli.
Amen».

13]Uno dei vegliardi allora si rivolse a me e disse:
«Quelli che sono vestiti di bianco,
chi sono e donde vengono?».

14]Gli risposi:
«Signore mio,
tu lo sai».
E lui:
«Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello.

15]Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo santuario;
e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

16]Non avranno più fame,
ne avranno più sete,
ne li colpirà il sole,
ne arsura di sorta,

17]perché l'Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita.
E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi».


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 8]
1]Quando l'Agnello aprì il settimo sigillo,
si fece silenzio in cielo per circa mezz'ora.

2]Vidi che ai sette angeli ritti davanti a Dio furono date sette trombe.

3]Poi venne un altro angelo e si fermò all'altare,
reggendo un incensiere d'oro.
Gli furono dati molti profumi perché li offrisse insieme con le preghiere di tutti i santi bruciandoli sull'altare d'oro,
posto davanti al trono.

4]E dalla mano dell'angelo il fumo degli aromi salì davanti a Dio,
insieme con le preghiere dei santi.

5]Poi l'angelo prese l'incensiere,
lo riempì del fuoco preso dall'altare e lo gettò sulla terra:
ne seguirono scoppi di tuono,
clamori,
fulmini e scosse di terremoto.

6]I sette angeli che avevano le sette trombe si accinsero a suonarle.

7]Appena il primo suonò la tromba,
grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra.
Un terzo della terra fu arso,
un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò.

8]Il secondo angelo suonò la tromba:
come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare.
Un terzo del mare divenne sangue,

9]un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.

10]Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella,
ardente come una torcia,
e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque.

11]La stella si chiama Assenzio;
un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque,
perché erano divenute amare.

12]Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole,
un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò:
il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.

13]Vidi poi e udii un'aquila che volava nell'alto del cielo e gridava a gran voce:
«Guai,
guai,
guai agli abitanti della terra al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!».


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 9]
1]Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra.
Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso;

2]egli aprì il pozzo dell'Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace,
che oscurò il sole e l'atmosfera.

3]Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra.

4]E fu detto loro di non danneggiare ne erba ne arbusti ne alberi,
ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte.

5]Però non fu concesso loro di ucciderli,
ma di tormentarli per cinque mesi,
e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo.

6]In quei giorni gli uomini cercheranno la morte,
ma non la troveranno;
brameranno morire,
ma la morte li fuggirà.

7]Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra.
Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini.

8]Avevano capelli,
come capelli di donne,
ma i loro denti erano come quelli dei leoni.

9]Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto.

10]Avevano code come gli scorpioni,
e aculei.
Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi.

11]Il loro re era l'angelo dell'Abisso,
che in ebraico si chiama Perdizione,
in greco Sterminatore.

12]Il primo «guai» è passato.
Rimangono ancora due «guai» dopo queste cose.

13]Il sesto angelo suonò la tromba.
Allora udii una voce dai lati dell'altare d'oro che si trova dinanzi a Dio.

14]E diceva al sesto angelo che aveva la tromba:
«Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufràte».

15]Furono sciolti i quattro angeli pronti per l'ora,
il giorno,
il mese e l'anno per sterminare un terzo dell'umanità.

16]Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni;
ne intesi il numero.

17]Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri:
questi avevano corazze di fuoco,
di giacinto,
di zolfo.
Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco,
fumo e zolfo.

18]Da questo triplice flagello,
dal fuoco,
dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca,
fu ucciso un terzo dell'umanità.

19]La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code;
le loro code sono simili a serpenti,
hanno teste e con esse nuociono.

20]Il resto dell'umanità che non perì a causa di questi flagelli,
non rinunziò alle opere delle sue mani;
non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d'oro,
d'argento,
di bronzo,
di pietra e di legno,
che non possono ne vedere,
ne udire,
ne camminare;

21]non rinunziò nemmeno agli omicidi,
ne alle stregonerie,
ne alla fornicazione,
ne alle ruberie.
http:
//web.
tiscali.
it/martiri

APOCALISSE DI GIOVANNI

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tiscli.
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cap 10]
1]Vidi poi un altro angelo,
possente,
discendere dal cielo,
avvolto in una nube,
la fronte cinta di un arcobaleno;
aveva la faccia come il sole e le gambe come colonne di fuoco.

2]Nella mano teneva un piccolo libro aperto.
Avendo posto il piede destro sul mare e il sinistro sulla terra,

3]gridò a gran voce come leone che ruggisce.
E quando ebbe gridato,
i sette tuoni fecero udire la loro voce.

4]Dopochè i sette tuoni ebbero fatto udire la loro voce,
io ero pronto a scrivere quando udii una voce dal cielo che mi disse:
«Metti sotto sigillo quello che hanno detto i sette tuoni e non scriverlo».

5]Allora l'angelo che avevo visto con un piede sul mare e un piede sulla terra,
alzò la destra verso il cielo
6]e giurò per Colui che vive nei secoli dei secoli;
che ha creato cielo,
terra,
mare,
e quanto è in essi:
«Non vi sarà più indugio!
7]Nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce e suonerà la tromba,
allora si compirà il mistero di Dio come egli ha annunziato ai suoi servi,
i profeti».

8]Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo:
«va,
prendi il libro aperto dalla mano dell'angelo che sta ritto sul mare e sulla terra».

9]Allora mi avvicinai all'angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro.
Ed egli mi disse:
«Prendilo e divoralo;
ti riempirà di amarezza le viscere,
ma in bocca ti sarà dolce come il miele».

10]Presi quel piccolo libro dalla mano dell'angelo e lo divorai;
in bocca lo sentii dolce come il miele,
ma come l'ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l'amarezza.

11]Allora mi fu detto:
«Devi profetizzare ancora su molti popoli,
nazioni e re».


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 11]
1]Poi mi fu data una canna simile a una verga e mi fu detto:
«Alzati e misura il santuario di Dio e l'altare e il numero di quelli che vi stanno adorando.

2]Ma l'atrio che è fuori del santuario,
lascialo da parte e non lo misurare,
perché è stato dato in balia dei pagani,
i quali calpesteranno la città santa per quarantadue mesi.

3]Ma farò in modo che i miei due Testimoni,
vestiti di sacco,
compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni».

4]Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.

5]Se qualcuno pensasse di far loro del male,
uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici.
Così deve perire chiunque pensi di far loro del male.

6]Essi hanno il potere di chiudere il cielo,
perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico.
Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli tutte le volte che lo vorranno.

7]E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza,
la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro,
li vincerà e li ucciderà.

8]I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città,
che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto,
dove appunto il loro Signore fu crocifisso.

9]Uomini di ogni popolo,
tribù,
lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.

10]Gli abitanti della terra faranno festa su di loro,
si rallegreranno e si scambieranno doni,
perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.

11]Ma dopo tre giorni e mezzo,
un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi,
con grande terrore di quelli che stavano a guardarli.

12]Allora udirono un grido possente dal cielo:
«Salite quassù» e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici.

13]In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città:
perirono in quel terremoto settemila persone;
i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.

14]Così passò il secondo «guai»;
ed ecco viene subito il terzo «guai».

15]Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:
«Il regno del mondo appartiene al Signore nostro e al suo Cristo:
egli regnerà nei secoli dei secoli».

16]Allora i ventiquattro vegliardi seduti sui loro troni al cospetto di Dio,
si prostrarono faccia a terra e adorarono Dio dicendo:

17]«Noi ti rendiamo grazie,
Signore Dio onnipotente,
che sei e che eri,
perché hai messo mano alla tua grande potenza,
e hai instaurato il tuo regno.

18]Le genti ne fremettero,
ma è giunta l'ora della tua ira,
il tempo di giudicare i morti,
di dare la ricompensa ai tuoi servi,
ai profeti e ai santi e a quanti temono il tuo nome,
piccoli e grandi,
e di annientare coloro che distruggono la terra».

19]Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza.
Ne seguirono folgori,
voci,
scoppi di tuono,
terremoto e una tempesta di grandine.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 12]
1]Nel cielo apparve poi un segno grandioso:
una donna vestita di sole,
con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.

2]Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto.

3]Allora apparve un altro segno nel cielo:
un enorme drago rosso,
con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;

4]la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra.
Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato.

5]Essa partorì un figlio maschio,
destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro,
e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono.

6]La donna invece fuggì nel deserto,
ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.

7]Scoppiò quindi una guerra nel cielo:
Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,

8]ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.

9]Il grande drago,
il serpente antico,
colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra,
fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

10]Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.

11]Ma essi lo hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e grazie alla testimonianza del loro martirio;
poiché hanno disprezzato la vita fino a morire.

12]Esultate,
dunque,
o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi,
terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo».

13]Or quando il drago si vide precipitato sulla terra,
si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio.

14]Ma furono date alla donna le due ali della grande aquila,
per volare nel deserto verso il rifugio preparato per lei per esservi nutrita per un tempo,
due tempi e la metà di un tempo lontano dal serpente.

15]Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d'acqua dietro alla donna,
per farla travolgere dalle sue acque.

16]Ma la terra venne in soccorso alla donna,
aprendo una voragine e inghiottendo il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.

17]Allora il drago si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza,
contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

18]E si fermò sulla spiaggia del mare.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 13]
1]Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste,
sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.

2]La bestia che io vidi era simile a una pantera,
con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone.
Il drago le diede la sua forza,
il suo trono e la sua potestà grande.

3]Una delle sue teste sembrò colpita a morte,
ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione,
andò dietro alla bestia
4]e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo:
«Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?».

5]Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie,
con il potere di agire per quarantadue mesi.

6]Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio,
per bestemmiare il suo nome e la sua dimora,
contro tutti quelli che abitano in cielo.

7]Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli;
le fu dato potere sopra ogni stirpe,
popolo,
lingua e nazione.

8]L'adorarono tutti gli abitanti della terra,
il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello immolato.

9]Chi ha orecchi,
ascolti:

10]Colui che deve andare in prigionia,
andrà in prigionia;
colui che deve essere ucciso di spada di spada sia ucciso.
In questo sta la costanza e la fede dei santi.

11]Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia,
che aveva due corna,
simili a quelle di un agnello,
che però parlava come un drago.

12]Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia,
la cui ferita mortale era guarita.

13]Operava grandi prodigi,
fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.

14]Per mezzo di questi prodigi,
che le era permesso di compiere in presenza della bestia,
sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.

15]Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.

16]Faceva sì che tutti,
piccoli e grandi,
ricchi e poveri,
liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;

17]e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio,
cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.

18]Qui sta la sapienza.
Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia:
essa rappresenta un nome d'uomo.
E tal cifra è seicentosessantasei.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 14]
1]Poi guardai ed ecco l'Agnello ritto sul monte Sion e insieme centoquarantaquattromila persone che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo.

2]Udii una voce che veniva dal cielo,
come un fragore di grandi acque e come un rimbombo di forte tuono.
La voce che udii era come quella di suonatori di arpa che si accompagnano nel canto con le loro arpe.

3]Essi cantavano un cantico nuovo davanti al trono e davanti ai quattro esseri viventi e ai vegliardi.
E nessuno poteva comprendere quel cantico se non i centoquarantaquattromila,
i redenti della terra.

4]Questi non si sono contaminati con donne,
sono infatti vergini e seguono l'Agnello dovunque va.
Essi sono stati redenti tra gli uomini come primizie per Dio e per l'Agnello.

5]Non fu trovata menzogna sulla loro bocca;
sono senza macchia.

6]Poi vidi un altro angelo che volando in mezzo al cielo recava un vangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni nazione,
razza,
lingua e popolo.

7]Egli gridava a gran voce:
«Temete Dio e dategli gloria,
perché è giunta l'ora del suo giudizio.
Adorate colui che ha fatto il cielo e la terra,
il mare e le sorgenti delle acque».

8]Un secondo angelo lo seguì gridando:
«E` caduta,
è caduta Babilonia la grande,
quella che ha abbeverato tutte le genti col vino del furore della sua fornicazione».

9]Poi,
un terzo angelo li seguì gridando a gran voce:
«Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano,

10]berrà il vino dell'ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello.

11]Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli,
e non avranno riposo ne giorno ne notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome».

12]Qui appare la costanza dei santi,
che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.

13]Poi udii una voce dal cielo che diceva:
«Scrivi:
Beati d'ora in poi,
i morti che muoiono nel Signore.
Sì,
dice lo Spirito,
riposeranno dalle loro fatiche,
perché le loro opere li seguono».

14]Io guardai ancora ed ecco una nube bianca e sulla nube uno stava seduto,
simile a un Figlio d'uomo;
aveva sul capo una corona d'oro e in mano una falce affilata.

15]Un altro angelo uscì dal tempio,
gridando a gran voce a colui che era seduto sulla nube:
«Getta la tua falce e mieti;
è giunta l'ora di mietere,
perché la messe della terra è matura».

16]Allora colui che era seduto sulla nuvola gettò la sua falce sulla terra e la terra fu mietuta.

17]Allora un altro angelo uscì dal tempio che è nel cielo,
anch'egli tenendo una falce affilata.

18]Un altro angelo,
che ha potere sul fuoco,
uscì dall'altare e gridò a gran voce a quello che aveva la falce affilata:
«Getta la tua falce affilata e vendemmia i grappoli della vigna della terra,
perché le sue uve sono mature».

19]L'angelo gettò la sua falce sulla terra,
vendemmiò la vigna della terra e gettò l'uva nel grande tino dell'ira di Dio.

20]Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli,
per una distanza di duecento miglia.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 15]
1]Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso:
sette angeli che avevano sette flagelli;
gli ultimi,
poiché con essi si deve compiere l'ira di Dio.

2]Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco e coloro che avevano vinto la bestia e la sua immagine e il numero del suo nome,
stavano ritti sul mare di cristallo.
Accompagnando il canto con le arpe divine,

3]cantavano il cantico di Mose,
servo di Dio,
e il cantico dell'Agnello:
«Grandi e mirabili sono le tue opere,
o Signore Dio onnipotente;
giuste e veraci le tue vie,
o Re delle genti!
4]Chi non temerà,
o Signore,
e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo.
Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te,
perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati».

5]Dopo cio vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della Testimonianza;

6]dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette flagelli,
vestiti di lino puro,
splendente,
e cinti al petto di cinture d'oro.

7]Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d'oro colme dell'ira di Dio che vive nei secoli dei secoli.

8]Il tempio si riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza:
nessuno poteva entrare nel tempio finché non avessero termine i sette flagelli dei sette angeli.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 16]
1]Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli:
«Andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio».

2]Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra;
e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.

3]Il secondo versò la sua coppa nel mare che diventò sangue come quello di un morto e perì ogni essere vivente che si trovava nel mare.

4]Il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque,
e diventarono sangue.

5]Allora udii l'angelo delle acque che diceva:
«Sei giusto,
tu che sei e che eri,
tu,
il Santo,
poiché così hai giudicato.

6]Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti,
tu hai dato loro sangue da bere:
ne sono ben degni!».

7]Udii una voce che veniva dall'altare e diceva:
«Sì,
Signore,
Dio onnipotente;
veri e giusti sono i tuoi giudizi!».

8]Il quarto versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco.

9]E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli,
invece di ravvedersi per rendergli omaggio.

10]Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre.
Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e
11]bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe,
invece di pentirsi delle loro azioni.

12]Il sesto versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufràte e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell'oriente.

13]Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi,
simili a rane:

14]sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.

15]Ecco,
io vengo come un ladro.
Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne.

16]E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.

17]Il settimo versò la sua coppa nell'aria e uscì dal tempio,
dalla parte del trono,
una voce potente che diceva:
«E` fatto!».

18]Ne seguirono folgori,
clamori e tuoni,
accompagnati da un grande terremoto,
di cui non vi era mai stato l'uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra.

19]La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni.
Dio si ricordò di Babilonia la grande,
per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente.

20]Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono.

21]E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini,
e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine,
poiché era davvero un grande flagello.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 17]
1]Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me:
«Vieni,
ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque.

2]Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra si sono inebriati del vino della sua prostituzione».

3]L'angelo mi trasportò in spirito nel deserto.
la vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta,
coperta di nomi blasfemi,
con sette teste e dieci corna.

4]La donna era ammantata di porpora e di scarlatto,
adorna d'oro,
di pietre preziose e di perle,
teneva in mano una coppa d'oro,
colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione.

5]Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso:
«Babilonia la grande,
la madre delle prostitute e degli abomini della terra».

6]E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
Al vederla,
fui preso da grande stupore.

7]Ma l'angelo mi disse:
«Perché ti meravigli? Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta,
con sette teste e dieci corna.

8]La bestia che hai visto era ma non è più,
salirà dall'Abisso,
ma per andare in perdizione.
E gli abitanti della terra,
il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo,
stupiranno al vedere che la bestia era e non è più,
ma riapparirà.

9]Qui ci vuole una mente che abbia saggezza.
Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna;
e sono anche sette re.

10]I primi cinque sono caduti,
ne resta uno ancora in vita,
l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto,
dovrà rimanere per poco.

11]Quanto alla bestia che era e non è più,
è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette,
ma va in perdizione.

12]Le dieci corna che hai viste sono dieci re,
i quali non hanno ancora ricevuto un regno,
ma riceveranno potere regale,
per un'ora soltanto insieme con la bestia.

13]Questi hanno un unico intento:
consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.

14]Essi combatteranno contro l'Agnello,
ma l'Agnello li vincerà,
perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati,
gli eletti e i fedeli».

15]Poi l'angelo mi disse:
«Le acque che hai viste,
presso le quali siede la prostituta,
simboleggiano popoli,
moltitudini,
genti e lingue.

16]Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta,
la spoglieranno e la lasceranno nuda,
ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco.

17]Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi per affidare il loro regno alla bestia,
finché si realizzino le parole di Dio.

18]La donna che hai vista simboleggia la città grande,
che regna su tutti i re della terra».


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 18]
1]Dopo cio,
vidi un altro angelo discendere dal cielo con grande potere e la terra fu illuminata dal suo splendore.

2]Gridò a gran voce:
«E` caduta,
è caduta Babilonia la grande ed è diventata covo di demòni,
carcere di ogni spirito immondo,
carcere d'ogni uccello impuro e aborrito e carcere di ogni bestia immonda e aborrita.

3]Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua sfrenata prostituzione,
i re della terra si sono prostituiti con essa e i mercanti della terra si sono arricchiti del suo lusso sfrenato».

4]Poi udii un'altra voce dal cielo:
«Uscite,
popolo mio,
da Babilonia per non associarvi ai suoi peccati e non ricevere parte dei suoi flagelli.

5]Perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità.

6]Pagatela con la sua stessa moneta,
retribuitele il doppio dei suoi misfatti.
Versatele doppia misura nella coppa con cui mesceva.

7]Tutto cio che ha speso per la sua gloria e il suo lusso,
restituiteglielo in tanto tormento e afflizione.
Poiché diceva in cuor suo:
Io seggo regina,
vedova non sono e lutto non vedrò;

8]per questo,
in un solo giorno,
verranno su di lei questi flagelli:
morte,
lutto e fame;
sarà bruciata dal fuoco,
poiché potente Signore è Dio che l'ha condannata».

9]I re della terra che si sono prostituiti e han vissuto nel fasto con essa piangeranno e si lamenteranno a causa di lei,
quando vedranno il fumo del suo incendio,

10]tenendosi a distanza per paura dei suoi tormenti e diranno:
«Guai,
guai,
immensa città,
Babilonia,
possente città;
in un'ora sola è giunta la tua condanna!».

11]Anche i mercanti della terra piangono e gemono su di lei,
perché nessuno compera più le loro merci:

12]carichi d'oro,
d'argento e di pietre preziose,
di perle,
di lino,
di porpora,
di seta e di scarlatto;
legni profumati di ogni specie,
oggetti d'avorio,
di legno,
di bronzo,
di ferro,
di marmo;

13]cinnamòmo,
amòmo,
profumi,
unguento,
incenso,
vino,
olio,
fior di farina,
frumento,
bestiame,
greggi,
cavalli,
cocchi,
schiavi e vite umane.

14]«I frutti che ti piacevano tanto,
tutto quel lusso e quello splendore sono perduti per te,
mai più potranno trovarli».

15]I mercanti divenuti ricchi per essa,
si terranno a distanza per timore dei suoi tormenti;
piangendo e gemendo,
diranno:

16]«Guai,
guai,
immensa città,
tutta ammantata di bisso,
di porpora e di scarlatto,
adorna d'oro,
di pietre preziose e di perle!
17]In un'ora sola è andata dispersa sì grande ricchezza!».
Tutti i comandanti di navi e l'intera ciurma,
i naviganti e quanti commerciano per mare se ne stanno a distanza,

18]e gridano guardando il fumo del suo incendio:
«Quale città fu mai somigliante all'immensa città?».

19]Gettandosi sul capo la polvere gridano,
piangono e gemono:
«Guai,
guai,
immensa città,
del cui lusso arricchirono quanti avevano navi sul mare! In un'ora sola fu ridotta a un deserto!
20]Esulta,
o cielo,
su di essa,
e voi,
santi,
apostoli,
profeti,
perché condannando Babilonia Dio vi ha reso giustizia!».

21]Un angelo possente prese allora una pietra grande come una mola,
e la gettò nel mare esclamando:
«Con la stessa violenza sarà precipitata Babilonia,
la grande città e più non riapparirà.

22]La voce degli arpisti e dei musici,
dei flautisti e dei suonatori di tromba,
non si udrà più in te;
ed ogni artigiano di qualsiasi mestiere non si troverà più in te;
e la voce della mola non si udrà più in te;

23]e la luce della lampada non brillerà più in te;
e voce di sposo e di sposa non si udrà più in te.
Perché i tuoi mercanti erano i grandi della terra;
perché tutte le nazioni dalle tue malìe furon sedotte.

24]In essa fu trovato il sangue dei profeti e dei santi e di tutti coloro che furono uccisi sulla terra».


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 19]
1]Dopo cio,
udii come una voce potente di una folla immensa nel cielo che diceva:
«Alleluia! Salvezza,
gloria e potenza sono del nostro Dio;

2]perché veri e giusti sono i suoi giudizi,
egli ha condannato la grande meretrice che corrompeva la terra con la sua prostituzione,
vendicando su di lei il sangue dei suoi servi!».

3]E per la seconda volta dissero:
«Alleluia! Il suo fumo sale nei secoli dei secoli!».

4]Allora i ventiquattro vegliardi e i quattro esseri viventi si prostrarono e adorarono Dio,
seduto sul trono,
dicendo:
«Amen,
alleluia».

5]Partì dal trono una voce che diceva:
«Lodate il nostro Dio,
voi tutti,
suoi servi,
voi che lo temete,
piccoli e grandi!».

6]Udii poi come una voce di una immensa folla simile a fragore di grandi acque e a rombo di tuoni possenti,
che gridavano:
«Alleluia.
Ha preso possesso del suo regno il Signore,
il nostro Dio,
l'Onnipotente.

7]Rallegriamoci ed esultiamo,
rendiamo a lui gloria,
perché son giunte le nozze dell'Agnello;
la sua sposa è pronta,

8]le hanno dato una veste di lino puro splendente».
La veste di lino sono le opere giuste dei santi.

9]Allora l'angelo mi disse:
«Scrivi:
Beati gli invitati al banchetto delle nozze dell'Agnello!».
Poi aggiunse:
«Queste sono parole veraci di Dio».

10]Allora mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo,
ma egli mi disse:
«Non farlo! Io sono servo come te e i tuoi fratelli,
che custodiscono la testimonianza di Gesù.
E` Dio che devi adorare».
La testimonianza di Gesù è lo spirito di profezia.

11]Poi vidi il cielo aperto,
ed ecco un cavallo bianco;
colui che lo cavalcava si chiamava «Fedele» e «Verace»:
egli giudica e combatte con giustizia.

12]I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco,
ha sul suo capo molti diademi;
porta scritto un nome che nessuno conosce all'infuori di lui.

13]E` avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio.

14]Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi,
vestiti di lino bianco e puro.

15]Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti.
Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell'ira furiosa del Dio onnipotente.

16]Un nome porta scritto sul mantello e sul femore:
Re dei re e Signore dei signori.

17]Vidi poi un angelo,
ritto sul sole,
che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo:

18]«Venite,
radunatevi al grande banchetto di Dio.
Mangiate le carni dei re,
le carni dei capitani,
le carni degli eroi,
le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini,
liberi e schiavi,
piccoli e grandi».

19]Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito.

20]Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua.
Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco,
ardente di zolfo.

21]Tutti gli altri furono uccisi dalla spada che usciva di bocca al Cavaliere;
e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.
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APOCALISSE DI GIOVANNI

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cap 20]
1]Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell'Abisso e una gran catena in mano.

2]Afferrò il dragone,
il serpente antico - cioè il diavolo,
satana - e lo incatenò per mille anni;

3]lo gettò nell'Abisso,
ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui,
perché non seducesse più le nazioni,
fino al compimento dei mille anni.
Dopo questi dovrà essere sciolto per un pò di tempo.

4]Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare.
Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonanza di Gesù e della parola di Dio,
e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano.
Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni;

5]gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni.
Questa è la prima risurrezione.

6]Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione.
Su di loro non ha potere la seconda morte,
ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.

7]Quando i mille anni saranno compiuti,
satana verrà liberato dal suo carcere
8]e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra,
Gog e Magòg,
per adunarli per la guerra:
il loro numero sarà come la sabbia del mare.

9]Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d'assedio l'accampamento dei santi e la città diletta.
Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.

10]E il diavolo,
che li aveva sedotti,
fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo,
dove sono anche la bestia e il falso profeta:
saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

11]Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso.
Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di se.

12]Poi vidi i morti,
grandi e piccoli,
ritti davanti al trono.
Furono aperti dei libri.
Fu aperto anche un altro libro,
quello della vita.
I morti vennero giudicati in base a cio che era scritto in quei libri,
ciascuno secondo le sue opere.

13]Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere.

14]Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco.
Questa è la seconda morte,
lo stagno di fuoco.

15]E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 21]
1]Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra,
perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c'era più.

2]Vidi anche la città santa,
la nuova Gerusalemme,
scendere dal cielo,
da Dio,
pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

3]Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro".

4]E tergerà ogni lacrima dai loro occhi;
non ci sarà più la morte,
ne lutto,
ne lamento,
ne affanno,
perché le cose di prima sono passate».

5]E Colui che sedeva sul trono disse:
«Ecco,
io faccio nuove tutte le cose»;
e soggiunse:
«Scrivi,
perché queste parole sono certe e veraci.

6]Ecco sono compiute! Io sono l'Alfa e l'Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.

7]Chi sarà vittorioso erediterà questi beni;
io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.

8]Ma per i vili e gl'increduli,
gli abietti e gli omicidi,
gl'immorali,
i fattucchieri,
gli idolàtri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo.
E` questa la seconda morte».

9]Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò:
«Vieni,
ti mostrerò la fidanzata,
la sposa dell'Agnello».

10]L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto,
e mi mostrò la città santa,
Gerusalemme,
che scendeva dal cielo,
da Dio,
risplendente della gloria di Dio.

11]Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima,
come pietra di diaspro cristallino.

12]La città è cinta da un grande e alto muro con dodici porte:
sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti,
i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele.

13]A oriente tre porte,
a settentrione tre porte,
a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte.

14]Le mura della città poggiano su dodici basamenti,
sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell'Agnello.

15]Colui che mi parlava aveva come misura una canna d'oro,
per misurare la città,
le sue porte e le sue mura.

16]La città è a forma di quadrato,
la sua lunghezza è uguale alla larghezza.
L'angelo misurò la città con la canna:
misura dodici mila stadi;
la lunghezza,
la larghezza e l'altezza sono eguali.

17]Ne misurò anche le mura:
sono alte centoquarantaquattro braccia,
secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall'angelo.

18]Le mura sono costruite con diaspro e la città è di oro puro,
simile a terso cristallo.

19]Le fondamenta delle mura della città sono adorne di ogni specie di pietre preziose.
Il primo fondamento è di diaspro,
il secondo di zaffìro,
il terzo di calcedònio,
il quarto di smeraldo,

20]il quinto di sardònice,
il sesto di cornalina,
il settimo di crisòlito,
l'ottavo di berillo,
il nono di topazio,
il decimo di crisopazio,
l'undecimo di giacinto,
il dodicesimo di ametista.

21]E le dodici porte sono dodici perle;
ciascuna porta è formata da una sola perla.
E la piazza della città è di oro puro,
come cristallo trasparente.

22]Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio,
l'Onnipotente,
e l'Agnello sono il suo tempio.

23]La città non ha bisogno della luce del sole,
ne della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello.

24]Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza.

25]Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno,
poiché non vi sarà più notte.

26]E porteranno a lei la gloria e l'onore delle nazioni.

27]Non entrerà in essa nulla d'impuro,
ne chi commette abominio o falsità,
ma solo quelli che sono scritti nel libro della vita dell'Agnello.


APOCALISSE DI GIOVANNI


cap 22]
1]Mi mostrò poi un fiume d'acqua viva limpida come cristallo,
che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello.

2]In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall'altra del fiume si trova un albero di vita che dá dodici raccolti e produce frutti ogni mese;
le foglie dell'albero servono a guarire le nazioni.

3]E non vi sarà più maledizione.
Il trono di Dio e dell'Agnello sarà in mezzo a lei e i suoi servi lo adoreranno;

4]vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome sulla fronte.

5]Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada,
ne di luce di sole,
perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

6]Poi mi disse:
«Queste parole sono certe e veraci.
Il Signore,
il Dio che ispira i profeti,
ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi cio che deve accadere tra breve.

7]Ecco,
io verrò presto.
Beato chi custodisce le parole profetiche di questo libro».

8]Sono io,
Giovanni,
che ho visto e udito queste cose.
Udite e vedute che le ebbi,
mi prostrai in adorazione ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate.

9]Ma egli mi disse:
«Guardati dal farlo! Io sono un servo di Dio come te e i tuoi fratelli,
i profeti,
e come coloro che custodiscono le parole di questo libro.
E` Dio che devi adorare».

10]Poi aggiunse:
«Non mettere sotto sigillo le parole profetiche di questo libro,
perché il tempo è vicino.

11]Il perverso continui pure a essere perverso,
l'impuro continui ad essere impuro e il giusto continui a praticare la giustizia e il santo si santifichi ancora.

12]Ecco,
io verrò presto e porterò con me il mio salario,
per rendere a ciascuno secondo le sue opere.

13]Io sono l'Alfa e l'Omega,
il Primo e l'Ultimo,
il principio e la fine.

14]Beati coloro che lavano le loro vesti:
avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città.

15]Fuori i cani,
i fattucchieri,
gli immorali,
gli omicidi,
gli idolàtri e chiunque ama e pratica la menzogna!
16]Io,
Gesù,
ho mandato il mio angelo,
per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese.
Io sono la radice della stirpe di Davide,
la stella radiosa del mattino».

17]Lo Spirito e la sposa dicono:
«Vieni!».
E chi ascolta ripeta:
«Vieni!».
Chi ha sete venga;
chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita.

18]Dichiaro a chiunque ascolta le parole profetiche di questo libro:
a chi vi aggiungerà qualche cosa,
Dio gli farà cadere addosso i flagelli descritti in questo libro;

19]e chi toglierà qualche parola di questo libro profetico,
Dio lo priverà dell'albero della vita e della città santa,
descritti in questo libro.

20]Colui che attesta queste cose dice:
«Sì,
verrò presto!».
Amen.
Vieni,
Signore Gesù.

21]La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi.
Amen! LETTERA AI ROMANI

LETTERA AI ROMANI

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LETTERA AI ROMANI


cap 1]
1]Paolo,
servo di Cristo Gesù,
apostolo per vocazione,
prescelto per annunziare il vangelo di Dio,

2]che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture,

3]riguardo al Figlio suo,
nato dalla stirpe di Davide secondo la carne,

4]costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti,
Gesù Cristo,
nostro Signore.

5]Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell'apostolato per ottenere l'obbedienza alla fede da parte di tutte le genti,
a gloria del suo nome;

6]e tra queste siete anche voi,
chiamati da Gesù Cristo.

7]A quanti sono in Roma diletti da Dio e santi per vocazione,
grazia a voi e pace da Dio,
Padre nostro,
e dal Signore Gesù Cristo.

8]Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi,
perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo.

9]Quel Dio,
al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo,
mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi,

10]chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi.

11]Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati,

12]o meglio,
per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune,
voi e io.

13]Non voglio pertanto che ignoriate,
fratelli,
che più volte mi sono proposto di venire fino a voi ma finora ne sono stato impedito per raccogliere qualche frutto anche tra voi,
come tra gli altri Gentili.

14]Poiché sono in debito verso i Greci come verso i barbari,
verso i dotti come verso gli ignoranti:

15]sono quindi pronto,
per quanto sta in me,
a predicare il vangelo anche a voi di Roma.

16]Io infatti non mi vergogno del vangelo,
poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede,
del Giudeo prima e poi del Greco.

17]E` in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede,
come sta scritto:
Il giusto vivrà mediante la fede.
I pagani e i giudei sotto l'ira di Dio
18]In realtà l'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell'ingiustizia,

19]poiché cio che di Dio si può conoscere è loro manifesto;
Dio stesso lo ha loro manifestato.

20]Infatti,
dalla creazione del mondo in poi,
le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute,
come la sua eterna potenza e divinità;

21]essi sono dunque inescusabili,
perché,
pur conoscendo Dio,
non gli hanno dato gloria ne gli hanno reso grazie come a Dio,
ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa.

22]Mentre si dichiaravano sapienti,
sono diventati stolti
23]e hanno cambiato la gloria dell'incorruttibile Dio con l'immagine e la figura dell'uomo corruttibile,
di uccelli,
di quadrupedi e di rettili.

24]Perciò Dio li ha abbandonati all'impurità secondo i desideri del loro cuore,
sì da disonorare fra di loro i propri corpi,

25]poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore,
che è benedetto nei secoli.
Amen.

26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami;
le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura.

27]Egualmente anche gli uomini,
lasciando il rapporto naturale con la donna,
si sono accesi di passione gli uni per gli altri,
commettendo atti ignominiosi uomini con uomini,
ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento.

28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio,
Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata,
sicché commettono cio che è indegno,

29]colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia,
di malvagità,
di cupidigia,
di malizia;
pieni d'invidia,
di omicidio,
di rivalità,
di frodi,
di malignità;
diffamatori,

30]maldicenti,
nemici di Dio,
oltraggiosi,
superbi,
fanfaroni,
ingegnosi nel male,
ribelli ai genitori,

31]insensati,
sleali,
senza cuore,
senza misericordia.

32]E pur conoscendo il giudizio di Dio,
che cioè gli autori di tali cose meritano la morte,
non solo continuano a farle,
ma anche approvano chi le fa.


LETTERA AI ROMANI


cap 2]
1]Sei dunque inescusabile,
chiunque tu sia,
o uomo che giudichi;
perché mentre giudichi gli altri,
condanni te stesso;
infatti,
tu che giudichi,
fai le medesime cose.

2]Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.

3]Pensi forse,
o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso,
di sfuggire al giudizio di Dio?
4]O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà,
della sua tolleranza e della sua pazienza,
senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
5]Tu,
però,
con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,

6]il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:

7]la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria,
onore e incorruttibilità;

8]sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.

9]Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male,
per il Giudeo prima e poi per il Greco;

10]gloria invece,
onore e pace per chi opera il bene,
per il Giudeo prima e poi per il Greco,

11]perché presso Dio non c'è parzialità.

12]Tutti quelli che hanno peccato senza la legge,
periranno anche senza la legge;
quanti invece hanno peccato sotto la legge,
saranno giudicati con la legge.

13]Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio,
ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

14]Quando i pagani,
che non hanno la legge,
per natura agiscono secondo la legge,
essi,
pur non avendo legge,
sono legge a se stessi;

15]essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti,
che ora li accusano ora li difendono.

16]Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo,
secondo il mio vangelo.

17]Ora,
se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge,
e ti glori di Dio,

18]del quale conosci la volontà e,
istruito come sei dalla legge,
sai discernere cio che è meglio,

19]e sei convinto di esser guida dei ciechi,
luce di coloro che sono nelle tenebre,

20]educatore degli ignoranti,
maestro dei semplici,
perché possiedi nella legge l'espressione della sapienza e della verità.
.
.

21]ebbene,
come mai tu,
che insegni agli altri,
non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare,
rubi?
22]Tu che proibisci l'adulterio,
sei adultero? Tu che detesti gli idoli,
ne derubi i templi?
23]Tu che ti glori della legge,
offendi Dio trasgredendo la legge?
24]Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani,
come sta scritto.

25]La circoncisione è utile,
sì,
se osservi la legge;
ma se trasgredisci la legge,
con la tua circoncisione sei come uno non circonciso.

26]Se dunque chi non è circonciso osserva le prescrizioni della legge,
la sua non circoncisione non gli verrà forse contata come circoncisione?
27]E così,
chi non è circonciso fisicamente,
ma osserva la legge,
giudicherà te che,
nonostante la lettera della legge e la circoncisione,
sei un trasgressore della legge.

28]Infatti,
Giudeo non è chi appare tale all'esterno,
e la circoncisione non è quella visibile nella carne;

29]ma Giudeo è colui che lo è interiormente e la circoncisione è quella del cuore,
nello spirito e non nella lettera;
la sua gloria non viene dagli uomini ma da Dio.


LETTERA AI ROMANI


cap 3]
1]Qual è dunque la superiorità del Giudeo? O quale l'utilità della circoncisione?
2]Grande,
sotto ogni aspetto.
Anzitutto perché a loro sono state affidate le rivelazioni di Dio.

3]Che dunque? Se alcuni non hanno creduto,
la loro incredulità può forse annullare la fedeltà di Dio?
4]Impossibile! Resti invece fermo che Dio è verace e ogni uomo mentitore,
come sta scritto:
Perché tu sia riconosciuto giusto nelle tue parole e trionfi quando sei giudicato.

5]Se però la nostra ingiustizia mette in risalto la giustizia di Dio,
che diremo? Forse è ingiusto Dio quando riversa su di noi la sua ira? Parlo alla maniera umana.

6]Impossibile! Altrimenti,
come potrà Dio giudicare il mondo?
7]Ma se per la mia menzogna la verità di Dio risplende per sua gloria,
perché dunque sono ancora giudicato come peccatore?
8]Perché non dovremmo fare il male affinchè venga il bene,
come alcuni la cui condanna è ben giusta ci calunniano,
dicendo che noi lo affermiamo?
9]Che dunque? Dobbiamo noi ritenerci superiori? Niente affatto! Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci,
tutti,
sono sotto il dominio del peccato,

10]come sta scritto:
Non c'è nessun giusto,
nemmeno uno,

11]non c'è sapiente,
non c'è chi cerchi Dio!
12]Tutti hanno traviato e si son pervertiti;
non c'è chi compia il bene,
non ce n'è neppure uno.

13]La loro gola è un sepolcro spalancato,
tramano inganni con la loro lingua,
veleno di serpenti è sotto le loro labbra,

14]la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza.

15]I loro piedi corrono a versare il sangue;

16]strage e rovina è sul loro cammino
17]e la via della pace non conoscono.

18]Non c'è timore di Dio davanti ai loro occhi.

19]Ora,
noi sappiamo che tutto cio che dice la legge lo dice per quelli che sono sotto la legge,
perché sia chiusa ogni bocca e tutto il mondo sia riconosciuto colpevole di fronte a Dio.

20]Infatti in virtù delle opere della legge nessun uomo sarà giustificato davanti a lui,
perché per mezzo della legge si ha solo la conoscenza del peccato.
La giustizia di Dio e la fede
21]Ora invece,
indipendentemente dalla legge,
si è manifestata la giustizia di Dio,
testimoniata dalla legge e dai profeti;

22]giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo,
per tutti quelli che credono.
E non c'è distinzione:

23]tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,

24]ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia,
in virtù della redenzione realizzata da Cristo Gesù.

25]Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede,
nel suo sangue,
al fine di manifestare la sua giustizia,
dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,

26]nel tempo della divina pazienza.
Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente,
per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.

27]Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No,
ma dalla legge della fede.

28]Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.

29]Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo,
anche dei pagani!
30]Poiché non c'è che un solo Dio,
il quale giustificherà per la fede i circoncisi,
e per mezzo della fede anche i non circoncisi.

31]Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto,
anzi confermiamo la legge.


LETTERA AI ROMANI


cap 4] L'esempio di Abramo
1]Che diremo dunque di Abramo,
nostro antenato secondo la carne?
2]Se infatti Abramo è stato giustificato per le opere,
certo ha di che gloriarsi,
ma non davanti a Dio.

3]Ora,
che cosa dice la Scrittura? Abramo ebbe fede in Dio e cio gli fu accreditato come giustizia.

4]A chi lavora,
il salario non viene calcolato come un dono,
ma come debito;

5]a chi invece non lavora,
ma crede in colui che giustifica l'empio,
la sua fede gli viene accreditata come giustizia.

6]Così anche Davide proclama beato l'uomo a cui Dio accredita la giustizia indipendentemente dalle opere:

7]Beati quelli le cui iniquità sono state perdonate e i peccati sono stati ricoperti;

8]beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato!
9]Orbene,
questa beatitudine riguarda chi è circonciso o anche chi non è circonciso? Noi diciamo infatti che la fede fu accreditata ad Abramo come giustizia.

10]Come dunque gli fu accreditata? Quando era circonciso o quando non lo era? Non certo dopo la circoncisione,
ma prima.

11]Infatti egli ricevette il segno della circoncisione quale sigillo della giustizia derivante dalla fede che aveva gia ottenuta quando non era ancora circonciso;
questo perché fosse padre di tutti i non circoncisi che credono e perché anche a loro venisse accreditata la giustizia
12]e fosse padre anche dei circoncisi,
di quelli che non solo hanno la circoncisione,
ma camminano anche sulle orme della fede del nostro padre Abramo prima della sua circoncisione.

13]Non infatti in virtù della legge fu data ad Abramo o alla sua discendenza la promessa di diventare erede del mondo,
ma in virtù della giustizia che viene dalla fede;

14]poiché se diventassero eredi coloro che provengono dalla legge,
sarebbe resa vana la fede e nulla la promessa.

15]La legge infatti provoca l'ira;
al contrario,
dove non c'è legge,
non c'è nemmeno trasgressione.

16]Eredi quindi si diventa per la fede,
perché cio sia per grazia e così la promessa sia sicura per tutta la discendenza,
non soltanto per quella che deriva dalla legge,
ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo,
il quale è padre di tutti noi.

17]Infatti sta scritto:
Ti ho costituito padre di molti popoli;
(è nostro padre) davanti al Dio nel quale credette,
che dá vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono.

18]Egli ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli,
come gli era stato detto:
Così sarà la tua discendenza.

19]Egli non vacillò nella fede,
pur vedendo gia come morto il proprio corpo aveva circa cento anni e morto il seno di Sara.

20]Per la promessa di Dio non esitò con incredulità,
ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio,

21]pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento.

22]Ecco perché gli fu accreditato come giustizia.

23]E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato come giustizia,

24]ma anche per noi,
ai quali sarà egualmente accreditato:
a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore,

25]il quale è stato messo a morte per i nostri peccati ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.


LETTERA AI ROMANI


cap 5]

LETTERA AI ROMANI

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1]Giustificati dunque per la fede,
noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo;

2]per suo mezzo abbiamo anche ottenuto,
mediante la fede,
di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

3]E non soltanto questo:
noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni,
ben sapendo che la tribolazione produce pazienza,
la pazienza una virtù provata
4]e la virtù provata la speranza.

5]La speranza poi non delude,
perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

6]Infatti,
mentre noi eravamo ancora peccatori,
Cristo morì per gli empi nel tempo stabilito.

7]Ora,
a stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto;
forse ci può essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene.

8]Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché,
mentre eravamo ancora peccatori,
Cristo è morto per noi.

9]A maggior ragione ora,
giustificati per il suo sangue,
saremo salvati dall'ira per mezzo di lui.

10]Se infatti,
quand'eravamo nemici,
siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo,
molto più ora che siamo riconciliati,
saremo salvati mediante la sua vita.

11]Non solo,
ma ci gloriamo pure in Dio,
per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo,
dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione.
Liberazione dal peccato,
dalla morte e dalla legge
12]Quindi,
come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte,
così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini,
perché tutti hanno peccato.

13]Fino alla legge infatti c'era peccato nel mondo e,
anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge,

14]la morte regnò da Adamo fino a Mose anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo,
il quale è figura di colui che doveva venire.

15]Ma il dono di grazia non è come la caduta:
se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti,
molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo,
Gesù Cristo,
si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.

16]E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo:
il giudizio partì da un solo atto per la condanna,
il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione.

17]Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo,
molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.

18]Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna,
così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dá vita.

19]Similmente,
come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori,
così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

20]La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta,
ma laddove è abbondato il peccato,
ha sovrabbondato la grazia,

21]perché come il peccato aveva regnato con la morte,
così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna,
per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.


LETTERA AI ROMANI


cap 6]
1]Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia?
2]E` assurdo! Noi che gia siamo morti al peccato,
come potremo ancora vivere nel peccato?
3]O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù,
siamo stati battezzati nella sua morte?
4]Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte,
perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre,
così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.

5]Se infatti siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua,
lo saremo anche con la sua risurrezione.

6]Sappiamo bene che il nostro uomo vecchio è stato crocifisso con lui,
perché fosse distrutto il corpo del peccato,
e noi non fossimo più schiavi del peccato.

7]Infatti chi è morto,
è ormai libero dal peccato.

8]Ma se siamo morti con Cristo,
crediamo che anche vivremo con lui,

9]sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più;
la morte non ha più potere su di lui.

10]Per quanto riguarda la sua morte,
egli morì al peccato una volta per tutte;
ora invece per il fatto che egli vive,
vive per Dio.

11]Così anche voi consideratevi morti al peccato,
ma viventi per Dio,
in Cristo Gesù.

12]Non regni più dunque il peccato nel vostro corpo mortale,
sì da sottomettervi ai suoi desideri;

13]non offrite le vostre membra come strumenti di ingiustizia al peccato,
ma offrite voi stessi a Dio come vivi tornati dai morti e le vostre membra come strumenti di giustizia per Dio.

14]Il peccato infatti non dominerà più su di voi poiché non siete più sotto la legge,
ma sotto la grazia.

15]Che dunque? Dobbiamo commettere peccati perché non siamo più sotto la legge,
ma sotto la grazia? E` assurdo!
16]Non sapete voi che,
se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli,
siete schiavi di colui al quale servite:
sia del peccato che porta alla morte,
sia dell'obbedienza che conduce alla giustizia?
17]Rendiamo grazie a Dio,
perché voi eravate schiavi del peccato,
ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso
18]e così,
liberati dal peccato,
siete diventati servi della giustizia.

19]Parlo con esempi umani,
a causa della debolezza della vostra carne.
Come avete messo le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità a pro dell'iniquità,
così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione.

20]Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato,
eravate liberi nei riguardi della giustizia.

21]Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte.

22]Ora invece,
liberati dal peccato e fatti servi di Dio,
voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.

23]Perché il salario del peccato è la morte;
ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù nostro Signore.


LETTERA AI ROMANI


cap 7]
1]O forse ignorate,
fratelli parlo a gente esperta di legge che la legge ha potere sull'uomo solo per il tempo in cui egli vive?
2]La donna sposata,
infatti,
è legata dalla legge al marito finché egli vive;
ma se il marito muore,
è libera dalla legge che la lega al marito.

3]Essa sarà dunque chiamata adultera se,
mentre vive il marito,
passa a un altro uomo,
ma se il marito muore,
essa è libera dalla legge e non è più adultera se passa a un altro uomo.

4]Alla stessa maniera,
fratelli miei,
anche voi,
mediante il corpo di Cristo,
siete stati messi a morte quanto alla legge,
per appartenere ad un altro,
cioè a colui che fu risuscitato dai morti,
affinchè noi portiamo frutti per Dio.

5]Quando infatti eravamo nella carne,
le passioni peccaminose,
stimolate dalla legge,
si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte.

6]Ora però siamo stati liberati dalla legge,
essendo morti a cio che ci teneva prigionieri,
per servire nel regime nuovo dello Spirito e non nel regime vecchio della lettera.

7]Che diremo dunque? Che la legge è peccato? No certamente! Però io non ho conosciuto il peccato se non per la legge,
ne avrei conosciuto la concupiscenza,
se la legge non avesse detto:
Non desiderare.

8]Prendendo pertanto occasione da questo comandamento,
il peccato scatenò in me ogni sorta di desideri.
Senza la legge infatti il peccato è morto
9]e io un tempo vivevo senza la legge.
Ma,
sopraggiunto quel comandamento,
il peccato ha preso vita
10]e io sono morto;
la legge,
che doveva servire per la vita,
è divenuta per me motivo di morte.

11]Il peccato infatti,
prendendo occasione dal comandamento,
mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la morte.

12]Così la legge è santa e santo e giusto e buono è il comandamento.

13]cio che è bene è allora diventato morte per me? No davvero! E` invece il peccato:
esso per rivelarsi peccato mi ha dato la morte servendosi di cio che è bene,
perché il peccato apparisse oltre misura peccaminoso per mezzo del comandamento.

14]Sappiamo infatti che la legge è spirituale,
mentre io sono di carne,
venduto come schiavo del peccato.

15]Io non riesco a capire neppure cio che faccio:
infatti non quello che voglio io faccio,
ma quello che detesto.

16]Ora,
se faccio quello che non voglio,
io riconosco che la legge è buona;

17] quindi non sono più io a farlo,
ma il peccato che abita in me.

18]Io so infatti che in me,
cioè nella mia carne,
non abita il bene;
c'è in me il desiderio del bene,
ma non la capacità di attuarlo;

19]infatti io non compio il bene che voglio,
ma il male che non voglio.

20]Ora,
se faccio quello che non voglio,
non sono più io a farlo,
ma il peccato che abita in me.

21]Io trovo dunque in me questa legge:
quando voglio fare il bene,
il male è accanto a me.

22]Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,

23]ma nelle mie membra vedo un'altra legge,
che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che è nelle mie membra.

24]Sono uno sventurato! Chi mi libererà da questo corpo votato alla morte?
25]Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! Io dunque,
con la mente,
servo la legge di Dio,
con la carne invece la legge del peccato.


LETTERA AI ROMANI


cap 8] La vita del cristiano nello Spirito
1]Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù.

2]Poiché la legge dello Spirito che dá vita in Cristo Gesù ti ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

3]Infatti cio che era impossibile alla legge,
perché la carne la rendeva impotente,
Dio lo ha reso possibile:
mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e in vista del peccato,
egli ha condannato il peccato nella carne,

4]perché la giustizia della legge si adempisse in noi,
che non camminiamo secondo la carne ma secondo lo Spirito.

5]Quelli infatti che vivono secondo la carne,
pensano alle cose della carne;
quelli invece che vivono secondo lo Spirito,
alle cose dello Spirito.

6]Ma i desideri della carne portano alla morte,
mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace.

7]Infatti i desideri della carne sono in rivolta contro Dio,
perché non si sottomettono alla sua legge e neanche lo potrebbero.

8]Quelli che vivono secondo la carne non possono piacere a Dio.

9]Voi però non siete sotto il dominio della carne,
ma dello Spirito,
dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi.
Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo,
non gli appartiene.

10]E se Cristo è in voi,
il vostro corpo è morto a causa del peccato,
ma lo spirito è vita a causa della giustificazione.

11]E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi,
colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

12]Così dunque fratelli,
noi siamo debitori,
ma non verso la carne per vivere secondo la carne;

13]poiché se vivete secondo la carne,
voi morirete;
se invece con l'aiuto dello Spirito voi fate morire le opere del corpo,
vivrete.

14]Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio,
costoro sono figli di Dio.

15]E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura,
ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo:
«Abbà,
Padre!».

16]Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio.

17]E se siamo figli,
siamo anche eredi:
eredi di Dio,
coeredi di Cristo,
se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria.

18]Io ritengo,
infatti,
che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.

19]La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;

20]essa infatti è stata sottomessa alla caducità non per suo volere,
ma per volere di colui che l'ha sottomessa e nutre la speranza
21]di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione,
per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.

22]Sapppiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto;

23]essa non è la sola,
ma anche noi,
che possediamo le primizie dello Spirito,
gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli,
la redenzione del nostro corpo.

24]Poiché nella speranza noi siamo stati salvati.
Ora,
cio che si spera,
se visto,
non è più speranza;
infatti,
cio che uno gia vede,
come potrebbe ancora sperarlo?
25]Ma se speriamo quello che non vediamo,
lo attendiamo con perseveranza.

26]Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza,
perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare,
ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi,
con gemiti inesprimibili;

27]e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito,
poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio.

28]Del resto,
noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio,
che sono stati chiamati secondo il suo disegno.

29]Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all'immagine del Figlio suo,
perché egli sia il primogenito tra molti fratelli;

30]quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati;
quelli che ha chiamati li ha anche giustificati;
quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

31]Che diremo dunque in proposito? Se Dio è per noi,
chi sarà contro di noi?
32]Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio,
ma lo ha dato per tutti noi,
come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?
33]Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio giustifica.

34]Chi condannerà? Cristo Gesù,
che è morto,
anzi,
che è risuscitato,
sta alla destra di Dio e intercede per noi?
35]Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione,
l'angoscia,
la persecuzione,
la fame,
la nudità,
il pericolo,
la spada?
36]Proprio come sta scritto:
Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,
siamo trattati come pecore da macello.

37]Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

38]Io sono infatti persuaso che ne morte ne vita,
ne angeli ne principati,
ne presente ne avvenire,

39]ne potenze,
ne altezza ne profondità,
ne alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio,
in Cristo Gesù,
nostro Signore.


LETTERA AI ROMANI


cap 9] Situazione di Israele
1]Dico la verità in Cristo,
non mentisco,
e la mia coscienza me ne dá testimonianza nello Spirito Santo:

2]ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua.

3]Vorrei infatti essere io stesso anàtema,
separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli,
miei consanguinei secondo la carne.

4]Essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli,
la gloria,
le alleanze,
la legislazione,
il culto,
le promesse,

5]i patriarchi;
da essi proviene Cristo secondo la carne,
egli che è sopra ogni cosa,
Dio benedetto nei secoli.
Amen.

6]Tuttavia la parola di Dio non è venuta meno.
Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele,

7]ne per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli.
No,
ma:
in Isacco ti sarà data una discendenza,

8]cioè:
non sono considerati figli di Dio i figli della carne,
ma come discendenza sono considerati solo i figli della promessa.

9]Queste infatti sono le parole della promessa:
Io verrò in questo tempo e Sara avrà un figlio.

10]E non è tutto;
c'è anche Rebecca che ebbe figli da un solo uomo,
Isacco nostro padre:

11]quando essi ancora non eran nati e nulla avevano fatto di bene o di male perché rimanesse fermo il disegno divino fondato sull'elezione non in base alle opere,
ma alla volontà di colui che chiama
12]le fu dichiarato:
Il maggiore sarà sottomesso al minore,

13]come sta scritto:
Ho amato Giacobbe e ho odiato Esau.

14]Che diremo dunque? C'è forse ingiustizia da parte di Dio? No certamente!
15]Egli infatti dice a Mose:
Userò misericordia con chi vorrò,
e avrò pietà di chi vorrò averla.

16]Quindi non dipende dalla volontà ne dagli sforzi dell'uomo,
ma da Dio che usa misericordia.

17]Dice infatti la Scrittura al faraone:
Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra.

18]Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce chi vuole
19]Mi potrai però dire:
«Ma allora perché ancora rimprovera? Chi può infatti resistere al suo volere? ».

20]O uomo,
tu chi sei per disputare con Dio? Oserà forse dire il vaso plasmato a colui che lo plasmò:
«Perché mi hai fatto così? ».

21]Forse il vasaio non è padrone dell'argilla,
per fare con la medesima pasta un vaso per uso nobile e uno per uso volgare?
22]Se pertanto Dio,
volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza,
ha sopportato con grande pazienza vasi di collera,
gia pronti per la perdizione,

23]e questo per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso vasi di misericordia,
da lui predisposti alla gloria,

24]cioè verso di noi,
che egli ha chiamati non solo tra i Giudei ma anche tra i pagani,
che potremmo dire?
25]Esattamente come dice Osea:
Chiamerò mio popolo quello che non era mio popolo e mia diletta quella che non era la diletta.

26]E avverrà che nel luogo stesso dove fu detto loro:
«Voi non siete mio popolo»,
la saranno chiamati figli del Dio vivente.

27]E quanto a Israele,
Isaia esclama:
Se anche il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del mare,
sarà salvato solo il resto;

28]perché con pienezza e rapidità il Signore compirà la sua parola sopra la terra.

29]E ancora secondo cio che predisse Isaia:
Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato una discendenza,
saremmo divenuti come Sòdoma e resi simili a Gomorra.

30]Che diremo dunque? Che i pagani,
che non ricercavano la giustizia,
hanno raggiunto la giustizia:
la giustizia però che deriva dalla fede;

31]mentre Israele,
che ricercava una legge che gli desse la giustizia,
non è giunto alla pratica della legge.

32]E perché mai? Perché non la ricercava dalla fede,
ma come se derivasse dalle opere.
Hanno urtato così contro la pietra d'inciampo,

33]come sta scritto:
Ecco che io pongo in Sion una pietra di scandalo e un sasso d'inciampo;
ma chi crede in lui non sarà deluso.


LETTERA AI ROMANI


cap 10]
1]Fratelli,
il desiderio del mio cuore e la mia preghiera sale a Dio per la loro salvezza.

2]Rendo infatti loro testimonianza che hanno zelo per Dio,
ma non secondo una retta conoscenza;

3]poiché,
ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria,
non si sono sottomessi alla giustizia di Dio.

4]Ora,
il termine della legge è Cristo,
perché sia data la giustizia a chiunque crede.

5]Mose infatti descrive la giustizia che viene dalla legge così:
L'uomo che la pratica vivrà per essa.

6]Invece la giustizia che viene dalla fede parla così:
Non dire nel tuo cuore:
Chi salirà al cielo? Questo significa farne discendere Cristo;

7]oppure:
Chi discenderà nell'abisso? Questo significa far risalire Cristo dai morti.

8]Che dice dunque? Vicino a te è la parola,
sulla tua bocca e nel tuo cuore:
cioè la parola della fede che noi predichiamo.

9]Poiché se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore,
e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti,
sarai salvo.

10]Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza.

11]Dice infatti la Scrittura:
Chiunque crede in lui non sarà deluso.

12]Poiché non c'è distinzione fra Giudeo e Greco,
dato che lui stesso è il Signore di tutti,
ricco verso tutti quelli che l'invocano.

13]Infatti:
Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato.

14]Ora,
come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? Ecome potranno credere,
senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi?
15]E come lo annunzieranno,
senza essere prima inviati? Come sta scritto:
Quanto son belli i piedi di coloro che recano un lieto annunzio di bene!
16]Ma non tutti hanno obbedito al vangelo.
Lo dice Isaia:
Signore,
chi ha creduto alla nostra predicazione?
17]La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la parola di Cristo.

18]Ora io dico:
Non hanno forse udito? Tutt'altro:
per tutta la terra è corsa la loro voce,
e fino ai confini del mondo le loro parole.

19]E dico ancora:
Forse Israele non ha compreso? Gia per primo Mose dice:
Io vi renderò gelosi di un popolo che non è popolo;
contro una nazione senza intelligenza susciterò il vostro sdegno.

20]Isaia poi arriva fino ad affermare:
Sono stato trovato da quelli che non mi cercavano,
mi sono manifestato a quelli che non si rivolgevano a me,

21]mentre di Israele dice:
Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle!

LETTERA AI ROMANI


cap 11]
1]Io domando dunque:
Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch'io infatti sono Israelita,
della discendenza di Abramo,
della tribù di Beniamino.

2]Dio non ha ripudiato il suo popolo,
che egli ha scelto fin da principio.
O non sapete forse cio che dice la Scrittura,
nel passo in cui Elia ricorre a Dio contro Israele?
3]Signore,
hanno ucciso i tuoi profeti,
hanno rovesciato i tuoi altari e io sono rimasto solo e ora vogliono la mia vita.

4]Cosa gli risponde però la voce divina? Mi sono riservato settemila uomini,
quelli che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal.

5]Così anche al presente c'è un resto,
conforme a un'elezione per grazia.

6]E se lo è per grazia,
non lo è per le opere;
altrimenti la grazia non sarebbe più grazia.

7]Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava;
lo hanno ottenuto invece gli eletti;
gli altri sono stati induriti,

8]come sta scritto:
Dio ha dato loro uno spirito di torpore,
occhi per non vedere e orecchi per non sentire,
fino al giorno d'oggi.

9]E Davide dice:
Diventi la lor mensa un laccio,
un tranello e un inciampo e serva loro di giusto castigo!
10]Siano oscurati i loro occhi sì da non vedere,
e fà loro curvare la schiena per sempre!
11]Ora io domando:
Forse inciamparono per cadere per sempre? Certamente no.
Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta ai pagani,
per suscitare la loro gelosia.

12]Se pertanto la loro caduta è stata ricchezza del mondo e il loro fallimento ricchezza dei pagani,
che cosa non sarà la loro partecipazione totale!
13]Pertanto,
ecco che cosa dico a voi,
Gentili:
come apostolo dei Gentili,
io faccio onore al mio ministero,

14]nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni.

15]Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo,
quale potrà mai essere la loro riammissione,
se non una risurrezione dai morti?
16]Se le primizie sono sante,
lo sarà anche tutta la pasta;
se è santa la radice,
lo saranno anche i rami.

17]Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu,
essendo oleastro,
sei stato innestato al loro posto,
diventando così partecipe della radice e della linfa dell'olivo,

18]non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare,
sappi che non sei tu che porti la radice,
ma è la radice che porta te.

19]Dirai certamente:
Ma i rami sono stati tagliati perché vi fossi innestato io!
20]Bene;
essi però sono stati tagliati a causa dell'infedeltà,
mentre tu resti lì in ragione della fede.
Non montare dunque in superbia,
ma temi!
21]Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali,
tanto meno risparmierà te!
22]Considera dunque la bontà e la severità di Dio:
severità verso quelli che sono caduti;
bontà di Dio invece verso di te,
a condizione però che tu sia fedele a questa bontà.
Altrimenti anche tu verrai reciso.

23]Quanto a loro,
se non persevereranno nell'infedeltà,
saranno anch'essi innestati;
Dio infatti ha la potenza di innestarli di nuovo!
24]Se tu infatti sei stato reciso dall'oleastro che eri secondo la tua natura e contro natura sei stato innestato su un olivo buono,
quanto più essi,
che sono della medesima natura,
potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!
25]Non voglio infatti che ignoriate,
fratelli,
questo mistero,
perché non siate presuntuosi:
l'indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.

26]Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto:
Da Sion uscirà il liberatore,
egli toglierà le empietà da Giacobbe.

27]Sarà questa la mia alleanza con loro quando distruggerò i loro peccati.

28]Quanto al vangelo,
essi sono nemici,
per vostro vantaggio;
ma quanto alla elezione,
sono amati,
a causa dei padri,

29]perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
30]Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,

31]così anch'essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi,
perché anch'essi ottengano misericordia.

32]Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza,
per usare a tutti misericordia!
33]O profondità della ricchezza,
della sapienza e della scienza di Dio! Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!
34]Infatti,
chi mai ha potuto conoscere il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?
35]O chi gli ha dato qualcosa per primo,
sì che abbia a riceverne il contraccambio?
36]Poiché da lui,
grazie a lui e per lui sono tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli.
Amen.


LETTERA AI ROMANI


cap 12]
1]Vi esorto dunque,
fratelli,
per la misericordia di Dio,
ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente,
santo e gradito a Dio;
è questo il vostro culto spirituale.

2]Non conformatevi alla mentalità di questo secolo,
ma trasformatevi rinnovando la vostra mente,
per poter discernere la volontà di Dio,
cio che è buono,
a lui gradito e perfetto.

3]Per la grazia che mi è stata concessa,
io dico a ciascuno di voi:
non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi,
ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione,
ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha dato.

4]Poiché,
come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione,

5]così anche noi,
pur essendo molti,
siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri.

6]Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi.
Chi ha il dono della profezia la eserciti secondo la misura della fede;

7]chi ha un ministero attenda al ministero;
chi l'insegnamento,
all'insegnamento;

8]chi l'esortazione,
all'esortazione.
Chi dá,
lo faccia con semplicità;
chi presiede,
lo faccia con diligenza;
chi fa opere di misericordia,
le compia con gioia.

9]La carità non abbia finzioni:
fuggite il male con orrore,
attaccatevi al bene;

10]amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno,
gareggiate nello stimarvi a vicenda.

11]Non siate pigri nello zelo;
siate invece ferventi nello spirito,
servite il Signore.

12]Siate lieti nella speranza,
forti nella tribolazione,
perseveranti nella preghiera,

13]solleciti per le necessità dei fratelli,
premurosi nell'ospitalità.

14]Benedite coloro che vi perseguitano,
benedite e non maledite.

15]Rallegratevi con quelli che sono nella gioia,
piangete con quelli che sono nel pianto.

16]Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri;
non aspirate a cose troppo alte,
piegatevi invece a quelle umili.
Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.

17]Non rendete a nessuno male per male.
Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini.

18]Se possibile,
per quanto questo dipende da voi,
vivete in pace con tutti.

19]Non fatevi giustizia da voi stessi,
carissimi,
ma lasciate fare all'ira divina.
Sta scritto infatti:
A me la vendetta,
sono io che ricambierò,
dice il Signore.

20]Al contrario,
se il tuo nemico ha fame,
dagli da mangiare;
se ha sete,
dagli da bere:
facendo questo,
infatti,
ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo.

21]Non lasciarti vincere dal male,
ma vinci con il bene il male.

cap 13]

LETTERA AI ROMANI


1]Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite;
poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio.

2]Quindi chi si oppone all'autorità,
si oppone all'ordine stabilito da Dio.
E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.

3]I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene,
ma quando si fa il male.
Vuoi non aver da temere l'autorità? Fà il bene e ne avrai lode,

4]poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene.
Ma se fai il male,
allora temi,
perché non invano essa porta la spada;
è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male.

5]Perciò è necessario stare sottomessi,
non solo per timore della punizione,
ma anche per ragioni di coscienza.

6]Per questo dunque dovete pagare i tributi,
perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio.

7]Rendete a ciascuno cio che gli è dovuto:
a chi il tributo,
il tributo;
a chi le tasse le tasse;
a chi il timore il timore;
a chi il rispetto il rispetto.

8]Non abbiate alcun debito con nessuno,
se non quello di un amore vicendevole;
perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.

9]Infatti il precetto:
Non commettere adulterio,
non uccidere,
non rubare,
non desiderare e qualsiasi altro comandamento,
si riassume in queste parole:
Amerai il prossimo tuo come te stesso.

10]L'amore non fa nessun male al prossimo:
pieno compimento della legge è l'amore.

11]Questo voi farete,
consapevoli del momento:
è ormai tempo di svegliarvi dal sonno,
perché la nostra salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti.

12]La notte è avanzata,
il giorno è vicino.
Gettiamo via perciò le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

13]Comportiamoci onestamente,
come in pieno giorno:
non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze,
non fra impurità e licenze,
non in contese e gelosie.

14]Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non seguite la carne nei suoi desideri.


LETTERA AI ROMANI


cap 14]
1]Accogliete tra voi chi è debole nella fede,
senza discuterne le esitazioni.

2]Uno crede di poter mangiare di tutto,
l'altro invece,
che è debole,
mangia solo legumi.

3]Colui che mangia non disprezzi chi non mangia;
chi non mangia,
non giudichi male chi mangia,
perché Dio lo ha accolto.

4]Chi sei tu per giudicare un servo che non è tuo? Stia in piedi o cada,
cio riguarda il suo padrone;
ma starà in piedi,
perché il Signore ha il potere di farcelo stare.

5]C'è chi distingue giorno da giorno,
chi invece li giudica tutti uguali;
ciascuno però cerchi di approfondire le sue convinzioni personali.

6]Chi si preoccupa del giorno,
se ne preoccupa per il Signore;
chi mangia,
mangia per il Signore,
dal momento che rende grazie a Dio;
anche chi non mangia,
se ne astiene per il Signore e rende grazie a Dio.

7]Nessuno di noi,
infatti,
vive per se stesso e nessuno muore per se stesso,

8]perché se noi viviamo,
viviamo per il Signore,
se noi moriamo,
moriamo per il Signore.
Sia che viviamo,
sia che moriamo,
siamo dunque del Signore.

9]Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita:
per essere il Signore dei morti e dei vivi.

10]Ma tu,
perché giudichi il tuo fratello? E anche tu,
perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio,

11]poiché sta scritto:
Come è vero che io vivo,
dice il Signore,
ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.

12]Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.

13]Cessiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri;
pensate invece a non esser causa di inciampo o di scandalo al fratello.

14]Io so,
e ne sono persuaso nel Signore Gesù,
che nulla è immondo in se stesso;
ma se uno ritiene qualcosa come immondo,
per lui è immondo.

15]Ora se per il tuo cibo il tuo fratello resta turbato,
tu non ti comporti più secondo carità.
Guardati perciò dal rovinare con il tuo cibo uno per il quale Cristo è morto!
16]Non divenga motivo di biasimo il bene di cui godete!
17]Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda,
ma è giustizia,
pace e gioia nello Spirito Santo:

18]chi serve il Cristo in queste cose,
è bene accetto a Dio e stimato dagli uomini.

19]Diamoci dunque alle opere della pace e alla edificazione vicendevole.

20]Non distruggere l'opera di Dio per una questione di cibo! Tutto è mondo,
d'accordo;
ma è male per un uomo mangiare dando scandalo.

21]Perciò è bene non mangiare carne,
ne bere vino,
ne altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.

22]La fede che possiedi,
conservala per te stesso davanti a Dio.
Beato chi non si condanna per cio che egli approva.

23]Ma chi è nel dubbio,
mangiando si condanna,
perché non agisce per fede;
tutto quello,
infatti,
che non viene dalla fede è peccato.


LETTERA AI ROMANI


cap 15]
1]Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di sopportare l'infermità dei deboli,
senza compiacere noi stessi.

2]Ciascuno di noi cerchi di compiacere il prossimo nel bene,
per edificarlo.

3]Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso,
ma come sta scritto:
gli insulti di coloro che ti insultano sono caduti sopra di me.

4]Ora,
tutto cio che è stato scritto prima di noi,
è stato scritto per nostra istruzione,
perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza.

5]E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti ad esempio di Cristo Gesù,

6]perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

7]Accoglietevi perciò gli uni gli altri come Cristo accolse voi,
per la gloria di Dio.

8]Dico infatti che Cristo si è fatto servitore dei circoncisi in favore della veracità di Dio,
per compiere le promesse dei padri;

9]le nazioni pagane invece glorificano Dio per la sua misericordia,
come sta scritto:
Per questo ti celebrerò tra le nazioni pagane,
e canterò inni al tuo nome.

10]E ancora:
Rallegratevi,
o nazioni,
insieme al suo popolo.

11]E di nuovo:
Lodate,
nazioni tutte,
il Signore;
i popoli tutti lo esaltino.

12]E a sua volta Isaia dice:
Spunterà il rampollo di Iesse,
colui che sorgerà a giudicare le nazioni:
in lui le nazioni spereranno.

13]Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede,
perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo.

14]Fratelli miei,
sono anch'io convinto,
per quel che vi riguarda,
che voi pure siete pieni di bontà,
colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l'un l'altro.

15]Tuttavia vi ho scritto con un pò di audacia,
in qualche parte,
come per ricordarvi quello che gia sapete,
a causa della grazia che mi è stata concessa da parte di Dio
16]di essere un ministro di Gesù Cristo tra i pagani,
esercitando l'ufficio sacro del vangelo di Dio perché i pagani divengano una oblazione gradita,
santificata dallo Spirito Santo.

17]Questo è in realtà il mio vanto in Gesù Cristo di fronte a Dio;

18]non oserei infatti parlare di cio che Cristo non avesse operato per mezzo mio per condurre i pagani all'obbedienza,
con parole e opere,

19]con la potenza di segni e di prodigi,
con la potenza dello Spirito.
Così da Gerusalemme e dintorni fino all'Illiria,
ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo.

20]Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo,
per non costruire su un fondamento altrui,

21]ma come sta scritto:
Lo vedranno coloro ai quali non era stato annunziato e coloro che non ne avevano udito parlare,
comprenderanno.

22]Per questo appunto fui impedito più volte di venire da voi.

23]Ora però,
non trovando più un campo d'azione in queste regioni e avendo gia da parecchi anni un vivo desiderio di venire da voi,

24]quando andrò in Spagna spero,
passando,
di vedervi,
e di esser da voi aiutato per recarmi in quella regione,
dopo avere goduto un poco della vostra presenza.

25]Per il momento vado a Gerusalemme,
a rendere un servizio a quella comunità;

26]la Macedonia e l'Acaia infatti hanno voluto fare una colletta a favore dei poveri che sono nella comunità di Gerusalemme.

27]L'hanno voluto perché sono ad essi debitori:
infatti,
avendo i pagani partecipato ai loro beni spirituali,
sono in debito di rendere un servizio sacro nelle loro necessità materiali.

28]Fatto questo e presentato ufficialmente ad essi questo frutto,
andrò in Spagna passando da voi.

29]E so che,
giungendo presso di voi,
verrò con la pienezza della benedizione di Cristo.

30]Vi esorto perciò,
fratelli,
per il Signore nostro Gesù Cristo e l'amore dello Spirito,
a lottare con me nelle preghiere che rivolgete per me a Dio,

31]perché io sia liberato dagli infedeli della Giudea e il mio servizio a Gerusalemme torni gradito a quella comunità,

32]sicché io possa venire da voi nella gioia,
se così vuole Dio,
e riposarmi in mezzo a voi.
Il Dio della pace sia con tutti voi.
Amen.


LETTERA AI ROMANI


cap 16]
1]Vi raccomando Febe,
nostra sorella,
diaconessa della Chiesa di Cencre:

2]ricevetela nel Signore,
come si conviene ai credenti,
e assistetela in qualunque cosa abbia bisogno;
anch'essa infatti ha protetto molti,
e anche me stesso.

3]Salutate Prisca e Aquila,
miei collaboratori in Cristo Gesù;
per salvarmi la vita essi hanno rischiato la loro testa,

4]e ad essi non io soltanto sono grato,
ma tutte le Chiese dei Gentili;

5]salutate anche la comunità che si riunisce nella loro casa.
Salutate il mio caro Epèneto,
primizia dell'Asia per Cristo.

6]Salutate Maria,
che ha faticato molto per voi.

7]Salutate Andronìco e Giunia,
miei parenti e compagni di prigionia;
sono degli apostoli insigni che erano in Cristo gia prima di me.

8]Salutate Ampliato,
mio diletto nel Signore.

9]Salutate Urbano,
nostro collaboratore in Cristo,
e il mio caro Stachi.

10]Salutate Apelle che ha dato buona prova in Cristo.
Salutate i familiari di Aristòbulo.

11]Salutate Erodione,
mio parente.
Salutate quelli della casa di Narcìso che sono nel Signore.

12]Salutate Trifèna e Trifòsa che hanno lavorato per il Signore.
Salutate la carissima Pèrside che ha lavorato per il Signore.

13]Salutate Rufo,
questo eletto nel Signore,
e la madre sua che è anche mia.

14]Salutate Asìncrito,
Flego\'sìnte,
Erme,
Pàtroba,
Erma e i fratelli che sono con loro.

15]Salutate Filòlogo e Giulia,
Nèreo e sua sorella e Olimpas e tutti i credenti che sono con loro.

16]Salutatevi gli uni gli altri con il bacio santo.
Vi salutano tutte le chiese di Cristo.

17]Mi raccomando poi,
fratelli,
di ben guardarvi da coloro che provocano divisioni e ostacoli contro la dottrina che avete appreso:
tenetevi lontani da loro.

18]Costoro,
infatti,
non servono Cristo nostro Signore,
ma il proprio ventre e con un parlare solenne e lusinghiero ingannano il cuore dei semplici.

19]La fama della vostra obbedienza è giunta dovunque;
mentre quindi mi rallegro di voi,
voglio che siate saggi nel bene e immuni dal male.

20]Il Dio della pace stritolerà ben presto satana sotto i vostri piedi.
La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi.

21]Vi saluta Timoteo mio collaboratore,
e con lui Lucio,
Giasone,
Sosìpatro,
miei parenti.

22]Vi saluto nel Signore anch'io,
Terzo,
che ho scritto la lettera.

23]Vi saluta Gaio,
che ospita me e tutta la comunità.
Vi salutano Erasto,
tesoriere della città,
e il fratello Quarto.

25]A colui che ha il potere di confermarvi secondo il vangelo che io annunzio e il messaggio di Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni,

26]ma rivelato ora e annunziato mediante le scritture profetiche,
per ordine dell'eterno Dio,
a tutte le genti perché obbediscano alla fede,

27]a Dio che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli dei secoli.
Amen.


LETTERA A TITO

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LETTERA A TITO


cap 1]
1]Paolo,
servo di Dio,
apostolo di Gesù Cristo per chiamare alla fede gli eletti di Dio e per far conoscere la verità che conduce alla pietà
2]ed è fondata sulla speranza della vita eterna,
promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce,

3]e manifestata poi con la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per ordine di Dio,
nostro salvatore,

4]a Tito,
mio vero figlio nella fede comune:
grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù,
nostro salvatore.

5]Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi cio che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città,
secondo le istruzioni che ti ho dato:

6]il candidato deve essere irreprensibile,
sposato una sola volta,
con figli credenti e che non possano essere accusati di dissolutezza o siano insubordinati.

7]Il vescovo infatti,
come amministratore di Dio,
dev'essere irreprensibile:
non arrogante,
non iracondo,
non dedito al vino,
non violento,
non avido di guadagno disonesto,

8]ma ospitale,
amante del bene,
assennato,
giusto,
pio,
padrone di se,

9]attaccato alla dottrina sicura,
secondo l'insegnamento trasmesso,
perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono.

10]Vi sono infatti,
soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione,
molti spiriti insubordinati,
chiacchieroni e ingannatori della gente.

11]A questi tali bisogna chiudere la bocca,
perché mettono in scompiglio intere famiglie,
insegnando per amore di un guadagno disonesto cose che non si devono insegnare.

12]Uno dei loro,
proprio un loro profeta,
gia aveva detto:
«I Cretesi son sempre bugiardi,
male bestie,
ventri pigri».

13]Questa testimonianza è vera.
Perciò correggili con fermezza,
perché rimangano nella sana dottrina
14]e non diano più retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità.

15]Tutto è puro per i puri;
ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro;
sono contaminate la loro mente e la loro coscienza.

16]Dichiarano di conoscere Dio,
ma lo rinnegano con i fatti,
abominevoli come sono,
ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona.

cap 2] //web.
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1]Tu però insegna cio che è secondo la sana dottrina:

2]i vecchi siano sobri,
dignitosi,
assennati,
saldi nella fede,
nell'amore e nella pazienza.

3]Ugualmente le donne anziane si comportino in maniera degna dei credenti;
non siano maldicenti ne schiave di molto vino;
sappiano piuttosto insegnare il bene,

4]per formare le giovani all'amore del marito e dei figli,

5]ad essere prudenti,
caste,
dedite alla famiglia,
buone,
sottomesse ai propri mariti,
perché la parola di Dio non debba diventare oggetto di biasimo.

6]Esorta ancora i più giovani a essere assennati,

7]offrendo te stesso come esempio in tutto di buona condotta,
con purezza di dottrina,
dignità,

8]linguaggio sano e irreprensibile,
perché il nostro avversario resti confuso,
non avendo nulla di male da dire sul conto nostro.

9]Esorta gli schiavi a esser sottomessi in tutto ai loro padroni;
li accontentino e non li contraddicano,

10]non rubino,
ma dimostrino fedeltà assoluta,
per fare onore in tutto alla dottrina di Dio,
nostro salvatore.

11]E` apparsa infatti la grazia di Dio,
apportatrice di salvezza per tutti gli uomini,

12]che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà,
giustizia e pietà in questo mondo,

13]nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo;

14]il quale ha dato se stesso per noi,
per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga,
zelante nelle opere buone.

15]Questo devi insegnare,
raccomandare e rimproverare con tutta autorità.
Nessuno osi disprezzarti

LETTERA A TITO


cap 3] //web.
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1]Ricorda loro di esser sottomessi ai magistrati e alle autorità,
di obbedire,
di essere pronti per ogni opera buona;

2]di non parlar male di nessuno,
di evitare le contese,
di esser mansueti,
mostrando ogni dolcezza verso tutti gli uomini.

3]Anche noi un tempo eravamo insensati,
disobbedienti,
traviati,
schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri,
vivendo nella malvagità e nell'invidia,
degni di odio e odiandoci a vicenda.

4]Quando però si sono manifestati la bontà di Dio,
salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,

5]egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute,
ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo,

6]effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo,
salvatore nostro,

7]perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi,
secondo la speranza,
della vita eterna.

8]Questa parola è degna di fede e perciò voglio che tu insista in queste cose,
perché coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi nelle opere buone.
cio è bello e utile per gli uomini.

9]Guàrdati invece dalle questioni sciocche,
dalle genealogie,
dalle questioni e dalle contese intorno alla legge,
perché sono cose inutili e vane.

10]Dopo una o due ammonizioni stá lontano da chi è fazioso,

11]ben sapendo che è gente ormai fuori strada e che continua a peccare condannandosi da se stessa.


LETTERA A TITO

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LETTERA A TITO


12]Quando ti avrò mandato Artema o Tìchico,
cerca di venire subito da me a Nicòpoli,
perché ho deciso di passare l'inverno colà.

13]Provvedi con cura al viaggio di Zena,
il giureconsulto,
e di Apollo,
che non manchi loro nulla.

14]Imparino così anche i nostri a distinguersi nelle opere di bene riguardo ai bisogni urgenti,
per non vivere una vita inutile.

15]Ti salutano tutti coloro che sono con me.
Saluta quelli che ci amano nella fede.
La grazia sia con tutti voi!

PRIMA LETTERA A TIMOTEO

PRIMA LETTERA A TIMOTEO musica <37.
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PRIMA LETTERA A TIMOTEO


cap 1]
1]Paolo,
apostolo di Cristo Gesù,
per comando di Dio nostro salvatore e di Cristo Gesù nostra speranza,

2]a Timoteo,
mio vero figlio nella fede:
grazia,
misericordia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù Signore nostro.

3]Partendo per la Macedonia,
ti raccomandai di rimanere in E`feso,
perché tu invitassi alcuni a non insegnare dottrine diverse
4]e a non badare più a favole e a genealogie interminabili,
che servono più a vane discussioni che al disegno divino manifestato nella fede.

5]Il fine di questo richiamo è però la carità,
che sgorga da un cuore puro,
da una buona coscienza e da una fede sincera.

6]Proprio deviando da questa linea,
alcuni si sono volti a fatue verbosità,

7]pretendendo di essere dottori della legge mentre non capiscono ne quello che dicono,
ne alcuna di quelle cose che dànno per sicure.

8]Certo,
noi sappiamo che la legge è buona,
se uno ne usa legalmente;

9]sono convinto che la legge non è fatta per il giusto,
ma per gli iniqui e i ribelli,
per gli empi e i peccatori,
per i sacrileghi e i profanatori,
per i parricidi e i matricidi,
per gli assassini,

10]i fornicatori,
i pervertiti,
i trafficanti di uomini,
i falsi,
gli spergiuri e per ogni altra cosa che è contraria alla sana dottrina,

11]secondo il vangelo della gloria del beato Dio che mi è stato affidato.

12]Rendo grazie a colui che mi ha dato la forza,
Cristo Gesù Signore nostro,
perché mi ha giudicato degno di fiducia chiamandomi al mistero:

13]io che per l'innanzi ero stato un bestemmiatore,
un persecutore e un violento.
Ma mi è stata usata misericordia,
perché agivo senza saperlo,
lontano dalla fede;

14]così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità che è in Cristo Gesù.

15]Questa parola è sicura e degna di essere da tutti accolta:
Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io.

16]Ma appunto per questo ho ottenuto misericordia,
perché Gesù Cristo ha voluto dimostrare in me,
per primo,
tutta la sua magnanimità,
a esempio di quanti avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna.

17]Al Re dei secoli incorruttibile,
invisibile e unico Dio,
onore e gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

18]Questo è l'avvertimento che ti do,
figlio mio Timoteo,
in accordo con le profezie che sono state fatte a tuo riguardo,
perché,
fondato su di esse,
tu combatta la buona battaglia
19]con fede e buona coscienza,
poiché alcuni che l'hanno ripudiata hanno fatto naufragio nella fede;

20]tra essi Imenèo e Alessandro,
che ho consegnato a satana perché imparino a non più bestemmiare.


PRIMA LETTERA A TIMOTEO


cap 2]
1]Ti raccomando dunque,
prima di tutto,
che si facciano domande,
suppliche,
preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini,

2]per i re e per tutti quelli che stanno al potere,
perché possiamo trascorrere una vita calma e tranquilla con tutta pietà e dignità.

3]Questa è una cosa bella e gradita al cospetto di Dio,
nostro salvatore,

4]il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità.

5]Uno solo,
infatti,
è Dio e uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini,
l'uomo Cristo Gesù,

6]che ha dato se stesso in riscatto per tutti.
Questa testimonianza egli l'ha data nei tempi stabiliti,

7]e di essa io sono stato fatto banditore e apostolo - dico la verità,
non mentisco -,
maestro dei pagani nella fede e nella verità.

8]Voglio dunque che gli uomini preghino,
dovunque si trovino,
alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese.

9]Alla stessa maniera facciano le donne,
con abiti decenti,
adornandosi di pudore e riservatezza,
non di trecce e ornamenti d'oro,
di perle o di vesti sontuose,

10]ma di opere buone,
come conviene a donne che fanno professione di pietà.

11]La donna impari in silenzio,
con tutta sottomissione.

12]Non concedo a nessuna donna di insegnare,
ne di dettare legge all'uomo;
piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo.

13]Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva;

14]e non fu Adamo ad essere ingannato,
ma fu la donna che,
ingannata,
si rese colpevole di trasgressione.

15]Essa potrà essere salvata partorendo figli,
a condizione di perseverare nella fede,
nella carità e nella santificazione,
con modestia.
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PRIMA LETTERA A TIMOTEO


cap 3]
1]E` degno di fede quanto vi dico:
se uno aspira all'episcopato,
desidera un nobile lavoro.

2]Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile,
non sposato che una sola volta,
sobrio,
prudente,
dignitoso,
ospitale,
capace di insegnare,

3]non dedito al vino,
non violento ma benevolo,
non litigioso,
non attaccato al denaro.

4]Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità,

5]perché se uno non sa dirigere la propria famiglia,
come potrà aver cura della Chiesa di Dio?
6]Inoltre non sia un neofita,
perché non gli accada di montare in superbia e di cadere nella stessa condanna del diavolo.

7]E` necessario che egli goda buona reputazione presso quelli di fuori,
per non cadere in discredito e in qualche laccio del diavolo.

8]Allo stesso modo i diaconi siano dignitosi,
non doppi nel parlare,
non dediti al molto vino ne avidi di guadagno disonesto,

9]e conservino il mistero della fede in una coscienza pura.

10]Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi,
se trovati irreprensibili,
siano ammessi al loro servizio.

11]Allo stesso modo le donne siano dignitose,
non pettegole,
sobrie,
fedeli in tutto.

12]I diaconi non siano sposati che una sola volta,
sappiano dirigere bene i propri figli e le proprie famiglie.

13]Coloro infatti che avranno ben servito,
si acquisteranno un grado onorifico e una grande sicurezza nella fede in Cristo Gesù.

14]Ti scrivo tutto questo,
nella speranza di venire presto da te;

15]ma se dovessi tardare,
voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio,
che è la Chiesa del Dio vivente,
colonna e sostegno della verità.

16]Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà:
Egli si manifestò nella carne,
fu giustificato nello Spirito,
apparve agli angeli,
fu annunziato ai pagani,
fu creduto nel mondo,
fu assunto nella gloria.


PRIMA LETTERA A TIMOTEO


cap 4]
1]Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede,
dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche,

2]sedotti dall'ipocrisia di impostori,
gia bollati a fuoco nella loro coscienza.

3]Costoro vieteranno il matrimonio,
imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità.

4]Infatti tutto cio che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi,
quando lo si prende con rendimento di grazie,

5]perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.

6]Proponendo queste cose ai fratelli sarai un buon ministro di Cristo Gesù,
nutrito come sei dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito.

7]Rifiuta invece le favole profane,
roba da vecchierelle.

8]Esercitati nella pietà,
perché l'esercizio fisico è utile a poco,
mentre la pietà è utile a tutto,
portando con se la promessa della vita presente come di quella futura.

9]Certo questa parola è degna di fede.

10]Noi infatti ci affatichiamo e combattiamo perché abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente,
che è il salvatore di tutti gli uomini,
ma soprattutto di quelli che credono.

11]Questo tu devi proclamare e insegnare.

12]Nessuno disprezzi la tua giovane età,
ma sii esempio ai fedeli nelle parole,
nel comportamento,
nella carità,
nella fede,
nella purezza.

13]Fino al mio arrivo,
dèdicati alla lettura,
all'esortazione e all'insegnamento.

14]Non trascurare il dono spirituale che è in te e che ti è stato conferito,
per indicazioni di profeti,
con l'imposizione delle mani da parte del collegio dei presbiteri.

15]Abbi premura di queste cose,
dèdicati ad esse interamente perché tutti vedano il tuo progresso.

16]Vigila su te stesso e sul tuo insegnamento e sii perseverante:
così facendo salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.

cap 5]
1]Non essere aspro nel riprendere un anziano,
ma esortalo come fosse tuo padre;
i più giovani come fratelli;

2]le donne anziane come madri e le più giovani come sorelle,
in tutta purezza.

3]Onora le vedove,
quelle che sono veramente vedove;

4]ma se una vedova ha figli o nipoti,
questi imparino prima a praticare la pietà verso quelli della propria famiglia e a rendere il contraccambio ai loro genitori,
poiché è gradito a Dio.

5]Quella poi veramente vedova e che sia rimasta sola,
ha riposto la speranza in Dio e si consacra all'orazione e alla preghiera giorno e notte;

6]al contrario quella che si dá ai piaceri,
anche se vive,
è gia morta.

7]Proprio questo raccomanda,
perché siano irreprensibili.

8]Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari,
soprattutto di quelli della sua famiglia,
costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele.

9]Una vedova sia iscritta nel catalogo delle vedove quando abbia non meno di sessant'anni,
sia andata sposa una sola volta,

10]abbia la testimonianza di opere buone:
abbia cioè allevato figli,
praticato l'ospitalità,
lavato i piedi ai santi,
sia venuta in soccorso agli afflitti,
abbia esercitato ogni opera di bene.

11]Le vedove più giovani non accettarle perché,
non appena vengono prese da desideri indegni di Cristo,
vogliono sposarsi di nuovo
12]e si attirano così un giudizio di condanna per aver trascurato la loro prima fede.

13]Inoltre,
trovandosi senza far niente,
imparano a girare qua e la per le case e sono non soltanto oziose,
ma pettegole e curiose,
parlando di cio che non conviene.

14]Desidero quindi che le più giovani si risposino,
abbiano figli,
governino la loro casa,
per non dare all'avversario nessun motivo di biasimo.

15]Gia alcune purtroppo si sono sviate dietro a satana.

16]Se qualche donna credente ha con se delle vedove,
provveda lei a loro e non ricada il peso sulla Chiesa,
perché questa possa così venire incontro a quelle che sono veramente vedove.

17]I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore,
soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento.

18]Dice infatti la Scrittura:
Non metterai la museruola al bue che trebbia e:
Il lavoratore ha diritto al suo salario.

19]Non accettare accuse contro un presbitero senza la deposizione di due o tre testimoni.

20]Quelli poi che risultino colpevoli riprendili alla presenza di tutti,
perché anche gli altri ne abbiano timore.

21]Ti scongiuro davanti a Dio,
a Cristo Gesù e agli angeli eletti,
di osservare queste norme con imparzialità e di non far mai nulla per favoritismo.

22]Non aver fretta di imporre le mani ad alcuno,
per non farti complice dei peccati altrui.
Conservati puro!
23]Smetti di bere soltanto acqua,
ma fà uso di un pò di vino a causa dello stomaco e delle tue frequenti indisposizioni.

24]Di alcuni uomini i peccati si manifestano prima del giudizio e di altri dopo;

25]così anche le opere buone vengono alla luce e quelle stesse che non sono tali non possono rimanere nascoste.


PRIMA LETTERA A TIMOTEO


cap 6]
1]Quelli che si trovano sotto il giogo della schiavitù,
trattino con ogni rispetto i loro padroni,
perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina.

2]Quelli poi che hanno padroni credenti,
non manchino loro di riguardo perché sono fratelli,
ma li servano ancora meglio,
proprio perché sono credenti e amati coloro che ricevono i loro servizi.
Questo devi insegnare e raccomandare.

3]Se qualcuno insegna diversamente e non segue le sane parole del Signore nostro Gesù Cristo e la dottrina secondo la pietà,

4]costui è accecato dall'orgoglio,
non comprende nulla ed è preso dalla febbre di cavilli e di questioni oziose.
Da cio nascono le invidie,
i litigi,
le maldicenze,
i sospetti cattivi,

5]i conflitti di uomini corrotti nella mente e privi della verità,
che considerano la pietà come fonte di guadagno.

6]Certo,
la pietà è un grande guadagno,
congiunta però a moderazione!
7]Infatti non abbiamo portato nulla in questo mondo e nulla possiamo portarne via.

8]Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci,
contentiamoci di questo.

9]Al contrario coloro che vogliono arricchire,
cadono nella tentazione,
nel laccio e in molte bramosie insensate e funeste,
che fanno affogare gli uomini in rovina e perdizione.

10]L'attaccamento al denaro infatti è la radice di tutti i mali;
per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori.

11]Ma tu,
uomo di Dio,
fuggi queste cose;
tendi alla giustizia,
alla pietà,
alla fede,
alla carità,
alla pazienza,
alla mitezza.

12]Combatti la buona battaglia della fede,
cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni.

13]Al cospetto di Dio che dá vita a tutte le cose e di Gesù Cristo che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato,

14]ti scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento,
fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo,

15]che al tempo stabilito sarà a noi rivelata dal beato e unico sovrano,
il re dei regnanti e signore dei signori,

16]il solo che possiede l'immortalità,
che abita una luce inaccessibile;
che nessuno fra gli uomini ha mai visto ne può vedere.
A lui onore e potenza per sempre.
Amen.

17]Ai ricchi in questo mondo raccomanda di non essere orgogliosi,
di non riporre la speranza sull'incertezza delle ricchezze,
ma in Dio,
che tutto ci dá con abbondanza perché ne possiamo godere;

18]di fare del bene,
di arricchirsi di opere buone,
di essere pronti a dare,
di essere generosi,

19]mettendosi così da parte un buon capitale per il futuro,
per acquistarsi la vita vera.

20]O Timoteo,
custodisci il deposito;
evita le chiacchiere profane e le obiezioni della cosiddetta scienza,

21]professando la quale taluni hanno deviato dalla fede.
La grazia sia con voi!

SECONDA LETTERA A TIMOTEO

SECONDA LETTERA A TIMOTEO

SECONDA LETTERA A TIMOTEO

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SECONDA LETTERA A TIMOTEO


cap 1]
1]Paolo,
apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio,
per annunziare la promessa della vita in Cristo Gesù,

2]al diletto figlio Timoteo:
grazia,
misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

3]Ringrazio Dio,
che io servo con coscienza pura come i miei antenati,
ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere,
notte e giorno;

4]mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia.

5]Mi ricordo infatti della tua fede schietta,
fede che fu prima nella tua nonna Lòide,
poi in tua madre Eunìce e ora,
ne sono certo,
anche in te.

6]Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani.

7]Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza,
ma di forza,
di amore e di saggezza.

8]Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro,
ne di me,
che sono in carcere per lui;
ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo,
aiutato dalla forza di Dio.

9]Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa,
non gia in base alle nostre opere,
ma secondo il suo proposito e la sua grazia;
grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità,

10]ma è stata rivelata solo ora con l'apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù,
che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'immortalità per mezzo del vangelo,

11]del quale io sono stato costituito araldo,
apostolo e maestro.

12]E` questa la causa dei mali che soffro,
ma non me ne vergogno:
so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno.

13]Prendi come modello le sane parole che hai udito da me,
con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù.

14]Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito santo che abita in noi.

15]Tu sai che tutti quelli dell'Asia,
tra i quali Fìgelo ed Ermègene,
mi hanno abbandonato.

16]Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesìforo,
perché egli mi ha più volte confortato e non s'è vergognato delle mie catene;

17]anzi,
venuto a Roma,
mi ha cercato con premura,
finché mi ha trovato.

18]Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno.
E quanti servizi egli ha reso in E`feso,
lo sai meglio di me.


SECONDA LETTERA A TIMOTEO


cap 2] //web.
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1]Tu dunque,
figlio mio,
attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù
2]e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni,
trasmettile a persone fidate,
le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri.

3]Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze,
come un buon soldato di Cristo Gesù.

4]Nessuno però,
quando presta servizio militare,
s'intralcia nelle faccende della vita comune,
se vuol piacere a colui che l'ha arruolato.

5]Anche nelle gare atletiche,
non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole.

6]L'agricoltore poi che si affatica,
dev'essere il primo a cogliere i frutti della terra.

7]Cerca di comprendere cio che voglio dire;
il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa.

8]Ricordati che Gesù Cristo,
della stirpe di Davide,
è risuscitato dai morti,
secondo il mio vangelo,

9]a causa del quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore;
ma la parola di Dio non è incatenata!
10]Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti,
perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù,
insieme alla gloria eterna.

11]Certa è questa parola:
Se moriamo con lui,
vivremo anche con lui;

12]se con lui perseveriamo,
con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo,
anch'egli ci rinnegherà;

13]se noi manchiamo di fede,
egli però rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

14]Richiama alla memoria queste cose,
scongiurandoli davanti a Dio di evitare le vane discussioni,
che non giovano a nulla,
se non alla perdizione di chi le ascolta.

15]Sfòrzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione,
un lavoratore che non ha di che vergognarsi,
uno scrupoloso dispensatore della parola della verità.

16]Evita le chiacchiere profane,
perché esse tendono a far crescere sempre più nell'empietà;

17]la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena.
Fra questi ci sono Imenèo e Filèto,

18]i quali hanno deviato dalla verità,
sostenendo che la risurrezione è gia avvenuta e così sconvolgono la fede di alcuni.

19]Tuttavia il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo:
Il Signore conosce i suoi,
e ancora:
Si allontani dall'iniquità chiunque invoca il nome del Signore.

20]In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d'oro e d'argento,
ma anche di legno e di coccio;
alcuni sono destinati ad usi nobili,
altri per usi più spregevoli.

21]Chi si manterrà puro astenendosi da tali cose,
sarà un vaso nobile,
santificato,
utile al padrone,
pronto per ogni opera buona.

22]Fuggi le passioni giovanili;
cerca la giustizia,
la fede,
la carità,
la pace,
insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro.

23]Evita inoltre le discussioni sciocche e non educative,
sapendo che generano contese.

24]Un servo del Signore non dev'essere litigioso,
ma mite con tutti,
atto a insegnare,
paziente nelle offese subite,

25]dolce nel riprendere gli oppositori,
nella speranza che Dio voglia loro concedere di convertirsi,
perché riconoscano la verità
26]e ritornino in se sfuggendo al laccio del diavolo,
che li ha presi nella rete perché facessero la sua volontà.
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SECONDA LETTERA A TIMOTEO


cap 3]
1]Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili.

2]Gli uomini saranno egoisti,
amanti del denaro,
vanitosi,
orgogliosi,
bestemmiatori,
ribelli ai genitori,
ingrati,
senza religione,

3]senza amore,
sleali,
maldicenti,
intemperanti,
intrattabili,
nemici del bene,

4]traditori,
sfrontati,
accecati dall'orgoglio,
attaccati ai piaceri più che a Dio,

5]con la parvenza della pietà,
mentre ne hanno rinnegata la forza interiore.
Guardati bene da costoro!
6]Al loro numero appartengono certi tali che entrano nelle case e accalappiano donnicciole cariche di peccati,
mosse da passioni di ogni genere,

7]che stanno sempre lì ad imparare,
senza riuscire mai a giungere alla conoscenza della verità.

8]Sull'esempio di Iannes e di Iambres che si opposero a Mose,
anche costoro si oppongono alla verità:
uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede.

9]Costoro però non progrediranno oltre,
perché la loro stoltezza sarà manifestata a tutti,
come avvenne per quelli.

10]Tu invece mi hai seguito da vicino nell'insegnamento,
nella condotta,
nei propositi,
nella fede,
nella magnanimità,
nell'amore del prossimo,
nella pazienza,

11]nelle persecuzioni,
nelle sofferenze,
c ome quelle che incontrai ad Antiochia,
a Icònio e a Listri.
Tu sai bene quali persecuzioni ho sofferto.
Eppure il Signore mi ha liberato da tutte.

12]Del resto,
tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati.

13]Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio,
ingannatori e ingannati nello stesso tempo.

14]Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto,
sapendo da chi l'hai appreso
15]e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture:
queste possono istruirti per la salvezza,
che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù.

16]Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare,
convincere,
correggere e formare alla giustizia,
perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
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SECONDA LETTERA A TIMOTEO


cap 4]
1]Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti,
per la sua manifestazione e il suo regno:

2]annunzia la parola,
insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna,
ammonisci,
rimprovera,
esorta con ogni magnanimità e dottrina.

3]Verrà giorno,
infatti,
in cui non si sopporterà più la sana dottrina,
ma,
per il prurito di udire qualcosa,
gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie,

4]rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole.

5]Tu però vigila attentamente,
sappi sopportare le sofferenze,
compi la tua opera di annunziatore del vangelo,
adempi il tuo ministero.

6]Quanto a me,
il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele.

7]Ho combattuto la buona battaglia,
ho terminato la mia corsa,
ho conservato la fede.

8]Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore,
giusto giudice,
mi consegnerà in quel giorno;
e non solo a me,
ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

9]Cerca di venire presto da me,

10]perché Dema mi ha abbondonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica;
Crescente è andato in Galazia,
Tito in Dalmazia.

11]Solo Luca è con me.
Prendi Marco e portalo con te,
perché mi sarà utile per il ministero.

12]Ho inviato Tìchico a Efeso.

13]Venendo,
portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri,
soprattutto le pergamene.

14]Alessandro,
il ramaio,
mi ha procurato molti mali.
Il Signore gli renderà secondo le sue opere;

15]guàrdatene anche tu,
perché è stato un accanito avversario della nostra predicazione.

16]Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito;
tutti mi hanno abbandonato.
Non se ne tenga conto contro di loro.

17]Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza,
perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili:
e così fui liberato dalla bocca del leone.

18]Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno;
a lui la gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

19]Saluta Prisca e Aquila e la famiglia di Onesìforo.

20]Eràsto è rimasto a Corinto;
Tròfimo l'ho lasciato ammalato a Milèto.

21]Affrettati a venire prima dell'inverno.
Ti salutano Eubùlo,
Pudènte,
Lino,
Claudia e tutti i fratelli.

22]Il Signore Gesù sia con il tuo spirito.
La grazia sia con voi! PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI //web.
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PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


cap 1]
1]Paolo,
Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo:
grazia a voi e pace!
2]Ringraziamo sempre Dio per tutti voi,
ricordandovi nelle nostre preghiere,
continuamente
3]memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede,
della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo.

4]Noi ben sappiamo,
fratelli amati da Dio,
che siete stati eletti da lui.

5]Il nostro vangelo,
infatti,
non si è diffuso fra voi soltanto per mezzo della parola,
ma anche con potenza e con Spirito Santo e con profonda convinzione,
come ben sapete che siamo stati in mezzo a voi per il vostro bene.

6]E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore,
avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo anche in mezzo a grande tribolazione,

7]così da diventare modello a tutti i credenti che sono nella Macedonia e nell'Acaia.

8]Infatti la parola del Signore riecheggia per mezzo vostro non soltanto in Macedonia e nell'Acaia,
ma la fama della vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto,
di modo che non abbiamo più bisogno di parlarne.

9]Sono loro infatti a parlare di noi,
dicendo come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti a Dio,
allontanandovi dagli idoli,
per servire al Dio vivo e vero
10]e attendere dai cieli il suo Figlio,
che egli ha risuscitato dai morti,
Gesù,
che ci libera dall'ira ventura.


PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


cap 2]
1]Voi stessi infatti,
fratelli,
sapete bene che la nostra venuta in mezzo a voi non è stata vana.

2]Ma dopo avere prima sofferto e subìto oltraggi a Filippi,
come ben sapete,
abbiamo avuto il coraggio nel nostro Dio di annunziarvi il vangelo di Dio in mezzo a molte lotte.

3]E il nostro appello non è stato mosso da volontà di inganno,
ne da torbidi motivi,
ne abbiamo usato frode alcuna;

4]ma come Dio ci ha trovati degni di affidarci il vangelo così lo predichiamo,
non cercando di piacere agli uomini,
ma a Dio,
che prova i nostri cuori.

5]Mai infatti abbiamo pronunziato parole di adulazione,
come sapete,
ne avuto pensieri di cupidigia:
Dio ne è testimone.

6]E neppure abbiamo cercato la gloria umana,
ne da voi ne da altri,
pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.

7]Invece siamo stati amorevoli in mezzo a voi come una madre nutre e ha cura delle proprie creature.

8]Così affezionati a voi,
avremmo desiderato darvi non solo il vangelo di Dio,
ma la nostra stessa vita,
perché ci siete diventati cari.

9]Voi ricordate infatti,
fratelli,
la nostra fatica e il nostro travaglio:
lavorando notte e giorno per non essere di peso ad alcuno vi abbiamo annunziato il vangelo di Dio.

10]Voi siete testimoni,
e Dio stesso è testimone,
come è stato santo,
giusto,
irreprensibile il nostro comportamento verso di voi credenti;

11]e sapete anche che,
come fa un padre verso i propri figli,
abbiamo esortato ciascuno di voi,

12]incoraggiandovi e scongiurandovi a comportarvi in maniera degna di quel Dio che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.

13]Proprio per questo anche noi ringraziamo Dio continuamente,
perché,
avendo ricevuto da noi la parola divina della predicazione,
l'avete accolta non quale parola di uomini,
ma,
come è veramente,
quale parola di Dio,
che opera in voi che credete.

14]Voi infatti,
fratelli,
siete diventati imitatori delle Chiese di Dio in Gesù Cristo,
che sono nella Giudea,
perché avete sofferto anche voi da parte dei vostri connazionali come loro da parte dei Giudei,

15]i quali hanno perfino messo a morte il Signore Gesù e i profeti e hanno perseguitato anche noi;
essi non piacciono a Dio e sono nemici di tutti gli uomini,

16]impedendo a noi di predicare ai pagani perché possano essere salvati.
In tal modo essi colmano la misura dei loro peccati! Ma ormai l'ira è arrivata al colmo sul loro capo.

17]Quanto a noi,
fratelli,
dopo poco tempo che eravamo separati da voi,
di persona ma non col cuore,
eravamo nell'impazienza di rivedere il vostro volto,
tanto il nostro desiderio era vivo.

18]Perciò abbiamo desiderato una volta,
anzi due volte,
proprio io Paolo,
di venire da voi,
ma satana ce lo ha impedito.

19]Chi infatti,
se non proprio voi,
potrebbe essere la nostra speranza,
la nostra gioia e la corona di cui ci possiamo vantare,
davanti al Signore nostro Gesù,
nel momento della sua venuta?
20]Siete voi la nostra gloria e la nostra gioia.
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PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


cap 3]
1]Per questo,
non potendo più resistere,
abbiamo deciso di restare soli ad Atene
2]e abbiamo inviato Timoteo,
nostro fratello e collaboratore di Dio nel vangelo di Cristo,
per confermarvi ed esortarvi nella vostra fede,

3]perché nessuno si lasci turbare in queste tribolazioni.
Voi stessi,
infatti,
sapete che a questo siamo destinati;

4]gia quando eravamo tra voi,
vi preannunziavamo che avremmo dovuto subire tribolazioni,
come in realtà è accaduto e voi ben sapete.

5]Per questo,
non potendo più resistere,
mandai a prendere notizie sulla vostra fede,
per timore che il tentatore vi avesse tentati e così diventasse vana la nostra fatica.

6]Ma ora che è tornato Timoteo,
e ci ha portato il lieto annunzio della vostra fede,
della vostra carità e del ricordo sempre vivo che conservate di noi,
desiderosi di vederci come noi lo siamo di vedere voi,

7]ci sentiamo consolati,
fratelli,
a vostro riguardo,
di tutta l'angoscia e tribolazione in cui eravamo per la vostra fede;

8]ora,
sì,
ci sentiamo rivivere,
se rimanete saldi nel Signore.

9]Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi,
per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio,

10]noi che con viva insistenza,
notte e giorno,
chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare cio che ancora manca alla vostra fede?
11]Voglia Dio stesso,
Padre nostro,
e il Signore nostro Gesù dirigere il nostro cammino verso di voi!
12]Il Signore poi vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti,
come anche noi lo siamo verso di voi,

13]per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità,
davanti a Dio Padre nostro,
al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.


PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


cap 4]
1]Per il resto,
fratelli,
vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù:
avete appreso da noi come comportarvi in modo da piacere a Dio,
e così gia vi comportate;
cercate di agire sempre così per distinguervi ancora di più.

2]Voi conoscete infatti quali norme vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.

3]Perché questa è la volontà di Dio,
la vostra santificazione:
che vi asteniate dalla impudicizia,

4]che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto,

5]non come oggetto di passioni e libidine,
come i pagani che non conoscono Dio;

6]che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello,
perché il Signore è vindice di tutte queste cose,
come gia vi abbiamo detto e attestato.

7]Dio non ci ha chiamati all'impurità,
ma alla santificazione.

8]Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo,
ma Dio stesso,
che vi dona il suo Santo Spirito.

9]Riguardo all'amore fraterno,
non avete bisogno che ve ne scriva;
voi stessi infatti avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri,

10]e questo voi fate verso tutti i fratelli dell'intera Macedonia.
Ma vi esortiamo,
fratelli,
a farlo ancora di più
11]e a farvi un punto di onore:
vivere in pace,
attendere alle cose vostre e lavorare con le vostre mani,
come vi abbiamo ordinato,

12]al fine di condurre una vita decorosa di fronte agli estranei e di non aver bisogno di nessuno.

13]Non vogliamo poi lasciarvi nell'ignoranza,
fratelli,
circa quelli che sono morti,
perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza.

14]Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato;
così anche quelli che sono morti,
Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

15]Questo vi diciamo sulla parola del Signore:
noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore,
non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.

16]Perché il Signore stesso,
a un ordine,
alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio,
discenderà dal cielo.
E prima risorgeranno i morti in Cristo;

17]quindi noi,
i vivi,
i superstiti,
saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole,
per andare incontro al Signore nell'aria,
e così saremo sempre con il Signore.

18]Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
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PRIMA LETTERA AI TESSALONICESI


cap 5]
1]Riguardo poi ai tempi e ai momenti,
fratelli,
non avete bisogno che ve ne scriva;

2]infatti voi ben sapete che come un ladro di notte,
così verrà il giorno del Signore.

3]E quando si dirà:
«Pace e sicurezza»,
allora d'improvviso li colpirà la rovina,
come le doglie una donna incinta;
e nessuno scamperà.

4]Ma voi,
fratelli,
non siete nelle tenebre,
così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro:

5]voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno;
noi non siamo della notte,
ne delle tenebre.

6]Non dormiamo dunque come gli altri,
ma restiamo svegli e siamo sobrii.

7]Quelli che dormono,
infatti,
dormono di notte;
e quelli che si ubriacano,
sono ubriachi di notte.

8]Noi invece,
che siamo del giorno,
dobbiamo essere sobrii,
rivestiti con la corazza della fede e della carità e avendo come elmo la speranza della salvezza.

9]Poiché Dio non ci ha destinati alla sua collera ma all'acquisto della salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo,

10]il quale è morto per noi,
perché,
sia che vegliamo sia che dormiamo,
viviamo insieme con lui.

11]Perciò confortatevi a vicenda edificandovi gli uni gli altri,
come gia fate.

12]Vi preghiamo poi,
fratelli,
di aver riguardo per quelli che faticano tra di voi,
che vi sono preposti nel Signore e vi ammoniscono;

13]trattateli con molto rispetto e carità,
a motivo del loro lavoro.
Vivete in pace tra voi.

14]Vi esortiamo,
fratelli:
correggete gli indisciplinati,
confortate i pusillanimi,
sostenete i deboli,
siate pazienti con tutti.

15]Guardatevi dal rendere male per male ad alcuno;
ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti.

16]State sempre lieti,

17]pregate incessantemente,

18]in ogni cosa rendete grazie;
questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.

19]Non spegnete lo Spirito,

20]non disprezzate le profezie;

21]esaminate ogni cosa,
tenete cio che è buono.

22]Astenetevi da ogni specie di male.

23]Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione,
e tutto quello che è vostro,
spirito,
anima e corpo,
si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

24]Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!
25]Fratelli,
pregate anche per noi.

26]Salutate tutti i fratelli con il bacio santo.

27]Vi scongiuro,
per il Signore,
che si legga questa lettera a tutti i fratelli.

28]La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi.


SECONDALETTERA AI TESSALONICESI

SECONDA LETTERA AI TESSALONICESI
cap 1]
1]Paolo,
Silvano e Timoteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre nostro e nel Signore Gesù Cristo:

2]grazia a voi e pace da Dio Padre e dal Signore Gesù Cristo.

3]Dobbiamo sempre ringraziare Dio per voi,
fratelli,
ed è ben giusto.
La vostra fede infatti cresce rigogliosamente e abbonda la vostra carità vicendevole;

4]così noi possiamo gloriarci di voi nelle Chiese di Dio,
per la vostra fermezza e per la vostra fede in tutte le persecuzioni e tribolazioni che sopportate.

5]Questo è un segno del giusto giudizio di Dio,
che vi proclamerà degni di quel regno di Dio,
per il quale ora soffrite.

6]E` proprio della giustizia di Dio rendere afflizione a quelli che vi affliggono
7]e a voi,
che ora siete afflitti,
sollievo insieme a noi,
quando si manifesterà il Signore Gesù dal cielo con gli angeli della sua potenza
8]in fuoco ardente,
a far vendetta di quanti non conoscono Dio e non obbediscono al vangelo del Signore nostro Gesù.

9]Costoro saranno castigati con una rovina eterna,
lontano dalla faccia del Signore e dalla gloria della sua potenza,

10]quando egli verrà per esser glorificato nei suoi santi ed esser riconosciuto mirabile in tutti quelli che avranno creduto,
perché è stata creduta la nostra testimonianza in mezzo a voi.
Questo accadrà,
in quel giorno.

11]Anche per questo preghiamo di continuo per voi,
perché il nostro Dio vi renda degni della sua chiamata e porti a compimento,
con la sua potenza,
ogni vostra volontà di bene e l'opera della vostra fede;

12]perché sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi e voi in lui,
secondo la grazia del nostro Dio e del Signore Gesù Cristo.
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cap 2]
1]Ora vi preghiamo,
fratelli,
riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e alla nostra riunione con lui,

2]di non lasciarvi così facilmente confondere e turbare,
ne da pretese ispirazioni,
ne da parole,
ne da qualche lettera fatta passare come nostra,
quasi che il giorno del Signore sia imminente.

3]Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo,
il figlio della perdizione,

4]colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto,
fino a sedere nel tempio di Dio,
additando se stesso come Dio.

5]Non ricordate che,
quando ancora ero tra voi,
venivo dicendo queste cose?
6]E ora sapete cio che impedisce la sua manifestazione,
che avverrà nella sua ora.

7]Il mistero dell'iniquità è gia in atto,
ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.

8]Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta,
l'iniquo,

9]la cui venuta avverrà nella potenza di satana,
con ogni specie di portenti,
di segni e prodigi menzogneri,

10]e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi.

11]E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna
12]e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità,
ma hanno acconsentito all'iniquità.

13]Noi però dobbiamo rendere sempre grazie a Dio per voi,
fratelli amati dal Signore,
perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza,
attraverso l'opera santificatrice dello Spirito e la fede nella verità,

14]chiamandovi a questo con il nostro vangelo,
per il possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo.

15]Perciò,
fratelli,
state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera.

16]E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio Padre nostro,
che ci ha amati e ci ha dato,
per sua grazia,
una consolazione eterna e una buona speranza,

17]conforti i vostri cuori e li confermi in ogni opera e parola di bene.

cap 3]
1]Per il resto,
fratelli,
pregate per noi,
perché la parola del Signore si diffonda e sia glorificata come lo è anche tra voi
2]e veniamo liberati dagli uomini perversi e malvagi.
Non di tutti infatti è la fede.

3]Ma il Signore è fedele;
egli vi confermerà e vi custodirà dal maligno.

4]E riguardo a voi,
abbiamo questa fiducia nel Signore,
che quanto vi ordiniamo gia lo facciate e continuiate a farlo.

5]Il Signore diriga i vostri cuori nell'amore di Dio e nella pazienza di Cristo.

6]Vi ordiniamo pertanto,
fratelli,
nel nome del Signore nostro Gesù Cristo,
di tenervi lontani da ogni fratello che si comporta in maniera indisciplinata e non secondo la tradizione che ha ricevuto da noi.

7]Sapete infatti come dovete imitarci:
poiché noi non abbiamo vissuto oziosamente fra voi,

8]ne abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno,
ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno per non essere di peso ad alcuno di voi.

9]Non che non ne avessimo diritto,
ma per darvi noi stessi come esempio da imitare.

10]E infatti quando eravamo presso di voi,
vi demmo questa regola:
chi non vuol lavorare neppure mangi.

11]Sentiamo infatti che alcuni fra di voi vivono disordinatamente,
senza far nulla e in continua agitazione.

12]A questi tali ordiniamo,
esortandoli nel Signore Gesù Cristo,
di mangiare il proprio pane lavorando in pace.

13]Voi,
fratelli,
non lasciatevi scoraggiare nel fare il bene.

14]Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo per lettera,
prendete nota di lui e interrompete i rapporti,
perché si vergogni;

15]non trattatelo però come un nemico,
ma ammonitelo come un fratello.

16]Il Signore della pace vi dia egli stesso la pace sempre e in ogni modo.
Il Signore sia con tutti voi.

17]Questo saluto è di mia mano,
di Paolo;
cio serve come segno di autenticazione per ogni lettera;
io scrivo così.

18]La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi.


LETTERA AI COLOSSESI

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CAP 1]
1]Paolo,
apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio,
e il fratello Timoteo,

2]ai santi e fedeli fratelli in Cristo dimoranti in Colossi grazia a voi e pace da Dio,
Padre nostro!
3]Noi rendiamo continuamente grazie a Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
nelle nostre preghiere per voi,

4]per le notizie ricevute della vostra fede in Cristo Gesù,
e della carità che avete verso tutti i santi,

5]in vista della speranza che vi attende nei cieli.
Di questa speranza voi avete gia udito l'annunzio dalla parola di verità del vangelo
6]che è giunto a voi,
come pure in tutto il mondo fruttifica e si sviluppa;
così anche fra voi dal giorno in cui avete ascoltato e conosciuto la grazia di Dio nella verità,

7]che avete appresa da Epafra,
nostro caro compagno nel ministero;
egli ci supplisce come un fedele ministro di Cristo,

8]e ci ha pure manifestato il vostro amore nello Spirito.

9]Perciò anche noi,
da quando abbiamo saputo questo,
non cessiamo di pregare per voi,
e di chiedere che abbiate una conoscenza piena della sua volontà con ogni sapienza e intelligenza spirituale,

10]perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore,
per piacergli in tutto,
portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio;

11]rafforzandovi con ogni energia secondo la potenza della sua gloria,
per poter essere forti e pazienti in tutto;

12]ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce.

13]E` lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto,

14]per opera del quale abbiamo la redenzione,
la remissione dei peccati.

15]Egli è immagine del Dio invisibile,
generato prima di ogni creatura;

16]poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni,
Dominazioni,
Principati e Potestà.
Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

17]Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui.

18]Egli è anche il capo del corpo,
cioè della Chiesa;
il principio,
il primogenito di coloro che risuscitano dai morti,
per ottenere il primato su tutte le cose.

19]Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza
20]e per mezzo di lui riconciliare a se tutte le cose,
rappacificando con il sangue della sua croce,
cioè per mezzo di lui,
le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

21]E anche voi,
che un tempo eravate stranieri e nemici con la mente intenta alle opere cattive che facevate,

22]ora egli vi ha riconciliati per mezzo della morte del suo corpo di carne,
per presentarvi santi,
immacolati e irreprensibili al suo cospetto:

23]purché restiate fondati e fermi nella fede e non vi lasciate allontanare dalla speranza promessa nel vangelo che avete ascoltato,
il quale è stato annunziato ad ogni creatura sotto il cielo e di cui io,
Paolo,
sono diventato ministro.

24]Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo,
a favore del suo corpo che è la Chiesa.

25]Di essa sono diventato ministro,
secondo la missione affidatami da Dio presso di voi di realizzare la sua parola,

26]cioè il mistero nascosto da secoli e da generazioni,
ma ora manifestato ai suoi santi,

27]ai quali Dio volle far conoscere la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani,
cioè Cristo in voi,
speranza della gloria.

28]E` lui infatti che noi annunziamo,
ammonendo e istruendo ogni uomo con ogni sapienza,
per rendere ciascuno perfetto in Cristo.

29]Per questo mi affatico e lotto,
con la forza che viene da lui e che agisce in me con potenza.


LETTERA AI COLOSSESI


CAP 2]
1]Voglio infatti che sappiate quale dura lotta io devo sostenere per voi,
per quelli di Laodicea e per tutti coloro che non mi hanno mai visto di persona,

2]perché i loro cuori vengano consolati e così,
strettamente congiunti nell'amore,
essi acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza,
e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio,
cioè Cristo,

3]nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza.

4]Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti,

5]perché,
anche se sono lontano con il corpo,
sono tra voi con lo spirito e gioisco al vedere la vostra condotta ordinata e la saldezza della vostra fede in Cristo.

6]Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo,
come l'avete ricevuto,

7]ben radicati e fondati in lui,
saldi nella fede come vi è stato insegnato,
abbondando nell'azione di grazie.

8]Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana,
secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.

9]E` in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità,

10]e voi avete in lui parte alla sua pienezza,
di lui cioè che è il capo di ogni Principato e di ogni Potestà.

11]In lui voi siete stati anche circoncisi,
di una circoncisione però non fatta da mano di uomo,
mediante la spogliazione del nostro corpo di carne,
ma della vera circoncisione di Cristo.

12]Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo,
in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio,
che lo ha risuscitato dai morti.

13]Con lui Dio ha dato vita anche a voi,
che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne,
perdonandoci tutti i peccati,

14]annullando il documento scritto del nostro debito,
le cui condizioni ci erano sfavorevoli.
Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce;

15]avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo.

16]Nessuno dunque vi condanni più in fatto di cibo o di bevanda,
o riguardo a feste,
a noviluni e a sabati:

17]tutte cose queste che sono ombra delle future;
ma la realtà invece è Cristo!
18]Nessuno v'impedisca di conseguire il premio,
compiacendosi in pratiche di poco conto e nella venerazione degli angeli,
seguendo le proprie pretese visioni,
gonfio di vano orgoglio nella sua mente carnale,

19]senza essere stretto invece al capo,
dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione per mezzo di giunture e legami,
realizzando così la crescita secondo il volere di Dio.

20]Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo,
perché lasciarvi imporre,
come se viveste ancora nel mondo,
dei precetti quali
21]«Non prendere,
non gustare,
non toccare»
?
22]Tutte cose destinate a scomparire con l'uso:
sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini!
23]Queste cose hanno una parvenza di sapienza,
con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo,
ma in realtà non servono che per soddisfare la carne.
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CAP 3]
1]Se dunque siete risorti con Cristo,
cercate le cose di lassù,
dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio;

2]pensate alle cose di lassù,
non a quelle della terra.

3]Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!
4]Quando si manifesterà Cristo,
la vostra vita,
allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria.

5]Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra:
fornicazione,
impurità,
passioni,
desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria,

6]cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono.

7]Anche voi un tempo eravate così,
quando la vostra vita era immersa in questi vizi.

8]Ora invece deponete anche voi tutte queste cose:
ira,
passione,
malizia,
maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca.

9]Non mentitevi gli uni gli altri.
Vi siete infatti spogliati dell'uomo vecchio con le sue azioni
10]e avete rivestito il nuovo,
che si rinnova,
per una piena conoscenza,
ad immagine del suo Creatore.

11]Qui non c'è più Greco o Giudeo,
circoncisione o incirconcisione,
barbaro o Scita,
schiavo o libero,
ma Cristo è tutto in tutti.

12]Rivestitevi dunque,
come amati di Dio,
santi e diletti,
di sentimenti di misericordia,
di bontà,
di umiltà,
di mansuetudine,
di pazienza;

13]sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente,
se qualcuno abbia di che lamentarsi nei riguardi degli altri.
Come il Signore vi ha perdonato,
così fate anche voi.

14]Al di sopra di tutto poi vi sia la carità,
che è il vincolo di perfezione.

15]E la pace di Cristo regni nei vostri cuori,
perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo.
E siate riconoscenti!
16]La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente;
ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza,
cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi,
inni e cantici spirituali.

17]E tutto quello che fate in parole ed opere,
tutto si compia nel nome del Signore Gesù,
rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

18]Voi,
mogli,
state sottomesse ai mariti,
come si conviene nel Signore.

19]Voi,
mariti,
amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse.

20]Voi,
figli,
obbedite ai genitori in tutto;
cio è gradito al Signore.

21]Voi,
padri,
non esasperate i vostri figli,
perché non si scoraggino.

22]Voi,
servi,
siate docili in tutto con i vostri padroni terreni;
non servendo solo quando vi vedono,
come si fa per piacere agli uomini,
ma con cuore semplice e nel timore del Signore.

23]Qualunque cosa facciate,
fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini,

24]sapendo che come ricompensa riceverete dal Signore l'eredità.
Servite a Cristo Signore.

25]Chi commette ingiustizia infatti subirà le conseguenze del torto commesso,
e non v'è parzialità per nessuno.

CAP 4]
1]Voi,
padroni,
date ai vostri servi cio che è giusto ed equo,
sapendo che anche voi avete un padrone in cielo.

2]Perseverate nella preghiera e vegliate in essa,
rendendo grazie.

3]Pregate anche per noi,
perché Dio ci apra la porta della predicazione e possiamo annunziare il mistero di Cristo,
per il quale mi trovo in catene:

4]che possa davvero manifestarlo,
parlandone come devo.

5]Comportatevi saggiamente con quelli di fuori;
approfittate di ogni occasione.

6]Il vostro parlare sia sempre con grazia,
condito di sapienza,
per sapere come rispondere a ciascuno.

7]Tutto quanto mi riguarda ve lo riferirà Tìchico,
il caro fratello e ministro fedele,
mio compagno nel servizio del Signore,

8]che io mando a voi,
perché conosciate le nostre condizioni e perché rechi conforto ai vostri cuori.

9]Con lui verrà anche Onesimo,
il fedele e caro fratello,
che è dei vostri.
Essi vi informeranno su tutte le cose di qui.

10]Vi salutano Aristarco,
mio compagno di carcere,
e Marco,
il cugino di Barnaba,
riguardo al quale avete ricevuto istruzioni - se verrà da voi,
fategli buona accoglienza –
11]e Gesù,
chiamato Giusto.
Di quelli venuti dalla circoncisione questi soli hanno collaborato con me per il regno di Dio e mi sono stati di consolazione.

12]Vi saluta Epafra,
servo di Cristo Gesù,
che è dei vostri,
il quale non cessa di lottare per voi nelle sue preghiere,
perché siate saldi,
perfetti e aderenti a tutti i voleri di Dio.

13]Gli rendo testimonianza che si impegna a fondo per voi,
come per quelli di Laodicea e di Gerapoli.

14]Vi salutano Luca,
il caro medico,
e Dema.

15]Salutate i fratelli di Laodicea e Ninfa con la comunità che si raduna nella sua casa.

16]E quando questa lettera sarà stata letta da voi,
fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi.

17]Dite ad Archippo:
«Considera il ministero che hai ricevuto nel Signore e vedi di compierlo bene».

18]Il saluto è di mia propria mano,
di me,
Paolo.
Ricordatevi delle mie catene.
La grazia sia con voi.
PRIMA LETTERA AI CORINZI

PRIMA LETTERA AI CORINZI

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PRIMA LETTERA AI CORINZI

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cap 1]
1]Paolo,
chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio,
e il fratello Sòstene,

2]alla Chiesa di Dio che è in Corinto,
a coloro che sono stati santificati in Cristo Gesù,
chiamati ad essere santi insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo,
Signore nostro e loro:

3]grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

4]Ringrazio continuamente il mio Dio per voi,
a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù,

5]perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni,
quelli della parola e quelli della scienza.

6]La testimonianza di Cristo si è infatti stabilita tra voi così saldamente,

7]che nessun dono di grazia più vi manca,
mentre aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

8]Egli vi confermerà sino alla fine,
irreprensibili nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo:

9]fedele è Dio,
dal quale siete stati chiamati alla comunione del Figlio suo Gesù Cristo,
Signore nostro!
10]Vi esorto pertanto,
fratelli,
per il nome del Signore nostro Gesù Cristo,
ad essere tutti unanimi nel parlare,
perché non vi siano divisioni tra voi,
ma siate in perfetta unione di pensiero e d'intenti.

11]Mi è stato segnalato infatti a vostro riguardo,
fratelli,
dalla gente di Cloe,
che vi sono discordie tra voi.

12]Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice:
«Io sono di Paolo»,
«Io invece sono di Apollo»,
«E io di Cefa»,
«E io di Cristo!».

13]Cristo è stato forse diviso? Forse Paolo è stato crocifisso per voi,
o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati.

14]Ringrazio Dio di non aver battezzato nessuno di voi,
se non Crispo e Gaio,

15]perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome.

16]Ho battezzato,
è vero,
anche la famiglia di Stefana,
ma degli altri non so se abbia battezzato alcuno.

17]Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare,
ma a predicare il vangelo;
non però con un discorso sapiente,
perché non venga resa vana la croce di Cristo.

18]La parola della croce infatti è stoltezza per quelli cha vanno in perdizione,
ma per quelli che si salvano,
per noi,
è potenza di Dio.

19]Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.

20]Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo? Non ha forse Dio dimostrato stolta la sapienza di questo mondo.

21]Poiché,
infatti,
nel disegno sapiente di Dio il mondo,
con tutta la sua sapienza,
non ha conosciuto Dio,
è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.

22]E mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza,

23]noi predichiamo Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei,
stoltezza per i pagani;

24]ma per coloro che sono chiamati,
sia Giudei che Greci,
predichiamo Cristo potenza di Dio e sapienza di Dio.

25]Perché cio che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini,
e cio che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

26]Considerate infatti la vostra chiamata,
fratelli:
non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne,
non molti potenti,
non molti nobili.

27]Ma Dio ha scelto cio che nel mondo è stolto per confondere i sapienti,
Dio ha scelto cio che nel mondo è debole per confondere i forti,

28]Dio ha scelto cio che nel mondo è ignobile e disprezzato e cio che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono,

29]perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.

30]Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù,
il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza,
giustizia,
santificazione e redenzione,

31]perché,
come sta scritto:
Chi si vanta si vanti nel Signore.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 2]
1]Anch'io,
o fratelli,
quando sono venuto tra voi,
non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza.

2]Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo,
e questi crocifisso.

3]Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione;

4]e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza,
ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza,

5]perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana,
ma sulla potenza di Dio.

6]Tra i perfetti parliamo,
sì,
di sapienza,
ma di una sapienza che non è di questo mondo,
ne dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla;

7]parliamo di una sapienza divina,
misteriosa,
che è rimasta nascosta,
e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria.

8]Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla;
se l'avessero conosciuta,
non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

9]Sta scritto infatti:
Quelle cose che occhio non vide,
ne orecchio udì,
ne mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.

10]Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito;
lo Spirito infatti scruta ogni cosa,
anche le profondità di Dio.

11]Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.

12]Ora,
noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo,
ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto cio che Dio ci ha donato.

13]Di queste cose noi parliamo,
non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana,
ma insegnato dallo Spirito,
esprimendo cose spirituali in termini spirituali.

14]L'uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio;
esse sono follia per lui,
e non è capace di intenderle,
perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.

15]L'uomo spirituale invece giudica ogni cosa,
senza poter essere giudicato da nessuno.

16]Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo dirigere? Ora,
noi abbiamo il pensiero di Cristo.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 3]
1]Io,
fratelli,
sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali,
ma come ad esseri carnali,
come a neonati in Cristo.

2]Vi ho dato da bere latte,
non un nutrimento solido,
perché non ne eravate capaci.
E neanche ora lo siete;

3]perché siete ancora carnali:
dal momento che c'è tra voi invidia e discordia,
non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?
4]Quando uno dice:
«Io sono di Paolo»,
e un altro:
«Io sono di Apollo»,
non vi dimostrate semplicemente uomini?
5]Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso.

6]Io ho piantato,
Apollo ha irrigato,
ma è Dio che ha fatto crescere.

7]Ora ne chi pianta,
ne chi irrìga è qualche cosa,
ma Dio che fa crescere.

8]Non c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga,
ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro.

9]Siamo infatti collaboratori di Dio,
e voi siete il campo di Dio,
l'edificio di Dio.

10]Secondo la grazia di Dio che mi è stata data,
come un sapiente architetto io ho posto il fondamento;
un altro poi vi costruisce sopra.
Ma ciascuno stia attento come costruisce.

11]Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi si trova,
che è Gesù Cristo.

12]E se,
sopra questo fondamento,
si costruisce con oro,
argento,
pietre preziose,
legno,
fieno,
paglia,

13]l'opera di ciascuno sarà ben visibile:
la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco,
e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno.

14]Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà,
costui ne riceverà una ricompensa;

15]ma se l'opera finirà bruciata,
sarà punito:
tuttavia egli si salverà,
però come attraverso il fuoco.

16]Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
17]Se uno distrugge il tempio di Dio,
Dio distruggerà lui.
Perché santo è il tempio di Dio,
che siete voi.

18]Nessuno si illuda.
Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo,
si faccia stolto per diventare sapiente;

19]perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio.
Sta scritto infatti:
Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia.

20]E ancora:
Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.

21]Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini,
perché tutto è vostro:

22]Paolo,
Apollo,
Cefa,
il mondo,
la vita,
la morte,
il presente,
il futuro:
tutto è vostro!
23]Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 4]
1]Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.

2]Ora,
quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele.

3]A me però,
poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano;
anzi,
io neppure giudico me stesso,

4]perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato.
Il mio giudice è il Signore!
5]Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo,
finché venga il Signore.
Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori;
allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.

6]Queste cose,
fratelli,
le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a stare a cio che è scritto e non vi gonfiate d'orgoglio a favore di uno contro un altro.

7]Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto,
perché te ne vanti come non l'avessi ricevuto?
8]Gia siete sazi,
gia siete diventati ricchi;
senza di noi gia siete diventati re.
Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi.

9]Ritengo infatti che Dio abbia messo noi,
gli apostoli,
all'ultimo posto,
come condannati a morte,
poiché siamo diventati spettacolo al mondo,
agli angeli e agli uomini.

10]Noi stolti a causa di Cristo,
voi sapienti in Cristo;
noi deboli,
voi forti;
voi onorati,
noi disprezzati.

11]Fino a questo momento soffriamo la fame,
la sete,
la nudità,
veniamo schiaffeggiati,
andiamo vagando di luogo in luogo,

12]ci affatichiamo lavorando con le nostre mani.
Insultati,
benediciamo;
perseguitati,
sopportiamo;

13]calunniati,
confortiamo;
siamo diventati come la spazzatura del mondo,
il rifiuto di tutti,
fino ad oggi.

14]Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose,
ma per ammonirvi,
come figli miei carissimi.

15]Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo,
ma non certo molti padri,
perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù,
mediante il vangelo.

16]Vi esorto dunque,
fatevi miei imitatori!
17]Per questo appunto vi ho mandato Timoteo,
mio figlio diletto e fedele nel Signore:
egli vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho indicato in Cristo,
come insegno dappertutto in ogni Chiesa.

18]Come se io non dovessi più venire da voi,
alcuni hanno preso a gonfiarsi d'orgoglio.

19]Ma verrò presto,
se piacerà al Signore,
e mi renderò conto allora non gia delle parole di quelli,
gonfi di orgoglio,
ma di cio che veramente sanno fare,

20]perché il regno di Dio non consiste in parole,
ma in potenza.

21]Che volete? Debbo venire a voi con il bastone,
o con amore e con spirito di dolcezza?

PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 5]
1]Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi,
e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani,
al punto che uno convive con la moglie di suo padre.

2]E voi vi gonfiate di orgoglio,
piuttosto che esserne afflitti,
in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione!
3]Orbene,
io,
assente col corpo ma presente con lo spirito,
ho gia giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione:

4]nel nome del Signore nostro Gesù,
essendo radunati insieme voi e il mio spirito,
con il potere del Signore nostro Gesù,

5]questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne,
affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.

6]Non è una bella cosa il vostro vanto.
Non sapete che un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta.

7]Togliete via il lievito vecchio,
per essere pasta nuova,
poiché siete azzimi.
E infatti Cristo,
nostra Pasqua,
è stato immolato!
8]Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio,
ne con lievito di malizia e di perversità,
ma con azzimi di sincerità e di verità.

9]Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi.

10]Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari,
ai ladri o agli idolatri:
altrimenti dovreste uscire dal mondo!
11]Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello,
ed è impudico o avaro o idolatra o maldicente o ubriacone o ladro;
con questi tali non dovete neanche mangiare insieme.

12]Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate.

13]Quelli di fuori li giudicherà Dio.
Togliete il malvagio di mezzo a voi!

PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 6]
1]V'è tra voi chi,
avendo una questione con un altro,
osa farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai santi.

2]O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è da voi che verrà giudicato il mondo,
siete dunque indegni di giudizi di minima importanza.

3]Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita!
4]Se dunque avete liti per cose di questo mondo,
voi prendete a giudici gente senza autorità nella Chiesa?
5]Lo dico per vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello.

6]No,
anzi,
un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello e per di più davanti a infedeli!
7]E dire che è gia per voi una sconfitta avere liti vicendevoli! Perché non subire piuttosto l'ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di cio che vi appartiene?
8]Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate,
e cio ai fratelli!
9]O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi:
ne immorali,
ne idolatri,
ne adulteri,

10]ne effeminati,
ne sodomiti,
ne ladri,
ne avari,
ne ubriaconi,
ne maldicenti,
ne rapaci erediteranno il regno di Dio.

11]E tali eravate alcuni di voi;
ma siete stati lavati,
siete stati santificati,
siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!
12]«Tutto mi è lecito!».
Ma non tutto giova.
«Tutto mi è lecito!».
Ma io non mi lascerò dominare da nulla.

13]«I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!».
Ma Dio distruggerà questo e quelli;
il corpo poi non è per l'impudicizia,
ma per il Signore,
e il Signore è per il corpo.

14]Dio poi,
che ha risuscitato il Signore,
risusciterà anche noi con la sua potenza.

15]Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!
16]O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno,
è detto,
un corpo solo.

17]Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
18]Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta,
è fuori del suo corpo;
ma chi si dá alla fornicazione,
pecca contro il proprio corpo.

19]O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio,
e che non appartenete a voi stessi?
20]Infatti siete stati comprati a caro prezzo.
Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 7]
1]Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto,
è cosa buona per l'uomo non toccare donna;

2]tuttavia,
per il pericolo dell'incontinenza,
ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.

3]Il marito compia il suo dovere verso la moglie;
ugualmente anche la moglie verso il marito.

4]La moglie non è arbitra del proprio corpo,
ma lo è il marito;
allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo,
ma lo è la moglie.

5]Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente,
per dedicarvi alla preghiera,
e poi ritornate a stare insieme,
perché satana non vi tenti nei momenti di passione.

6]Questo però vi dico per concessione,
non per comando.

7]Vorrei che tutti fossero come me;
ma ciascuno ha il proprio dono da Dio,
chi in un modo,
chi in un altro.

8]Ai non sposati e alle vedove dico:
è cosa buona per loro rimanere come sono io;

9]ma se non sanno vivere in continenza,
si sposino;
è meglio sposarsi che ardere.

10]Agli sposati poi ordino,
non io,
ma il Signore:
la moglie non si separi dal marito –
11]e qualora si separi,
rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non ripudi la moglie.

12]Agli altri dico io,
non il Signore:
se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui,
non la ripudi;

13]e una donna che abbia il marito non credente,
se questi consente a rimanere con lei,
non lo ripudi:

14]perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente;
altrimenti i vostri figli sarebbero impuri,
mentre invece sono santi.

15]Ma se il non credente vuol separarsi,
si separi;
in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù;
Dio vi ha chiamati alla pace!
16]E che sai tu,
donna,
se salverai il marito? O che ne sai tu,
uomo,
se salverai la moglie?
17]Fuori di questi casi,
ciascuno continui a vivere secondo la condizione che gli ha assegnato il Signore,
così come Dio lo ha chiamato;
così dispongo in tutte le chiese.

18]Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! E` stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia circoncidere!
19]La circoncisione non conta nulla,
e la non circoncisione non conta nulla;
conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio.

20]Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato.

21]Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare;
ma anche se puoi diventare libero,
profitta piuttosto della tua condizione!
22]Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore,
è un liberto affrancato del Signore! Similmente chi è stato chiamato da libero,
è schiavo di Cristo.

23]Siete stati comprati a caro prezzo:
non fatevi schiavi degli uomini!
24]Ciascuno,
fratelli,
rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui era quando è stato chiamato.

25]Quanto alle vergini,
non ho alcun comando dal Signore,
ma do un consiglio,
come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia.

26]Penso dunque che sia bene per l'uomo,
a causa della presente necessità,
di rimanere così.

27]Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti.
Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla.

28]Però se ti sposi non fai peccato;
e se la giovane prende marito,
non fa peccato.
Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne,
e io vorrei risparmiarvele.

29]Questo vi dico,
fratelli:
il tempo ormai si è fatto breve;
d'ora innanzi,
quelli che hanno moglie,
vivano come se non l'avessero;

30]coloro che piangono,
come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero;
quelli che comprano,
come se non possedessero;

31]quelli che usano del mondo,
come se non ne usassero appieno:
perché passa la scena di questo mondo!
32]Io vorrei vedervi senza preoccupazioni:
chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore,
come possa piacere al Signore;

33]chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo,
come possa piacere alla moglie,

34]e si trova diviso! Così la donna non sposata,
come la vergine,
si preoccupa delle cose del Signore,
per essere santa nel corpo e nello spirito;
la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo,
come possa piacere al marito.

35]Questo poi lo dico per il vostro bene,
non per gettarvi un laccio,
ma per indirizzarvi a cio che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.

36]Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine,
qualora essa sia oltre il fiore dell'età,
e conviene che accada così,
faccia cio che vuole:
non pecca.
Si sposino pure!
37]Chi invece è fermamente deciso in cuor suo,
non avendo nessuna necessità,
ma è arbitro della propria volontà,
ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine,
fa bene.

38]In conclusione,
colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.

39]La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito;
ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole,
purché cio avvenga nel Signore.

40]Ma se rimane così,
a mio parere è meglio;
credo infatti di avere anch'io lo Spirito di Dio.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 8]
1]Quanto poi alle carni immolate agli idoli,
sappiamo di averne tutti scienza.

2]Ma la scienza gonfia,
mentre la carità edifica.
Se alcuno crede di sapere qualche cosa,
non ha ancora imparato come bisogna sapere.

3]Chi invece ama Dio,
è da lui conosciuto.

4]Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli,
noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non c'è che un Dio solo.

5]E in realtà,
anche se vi sono cosiddetti dei sia nel cielo sia sulla terra,
e difatti ci sono molti dei e molti signori,

6]per noi c'è un solo Dio,
il Padre,
dal quale tutto proviene e noi siamo per lui;
e un solo Signore Gesù Cristo,
in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

7]Ma non tutti hanno questa scienza;
alcuni,
per la consuetudine avuta fino al presente con gli idoli,
mangiano le carni come se fossero davvero immolate agli idoli,
e così la loro coscienza,
debole com'è,
resta contaminata.

8]Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio;
ne,
se non ne mangiamo,
veniamo a mancare di qualche cosa,
ne mangiandone ne abbiamo un vantaggio.

9]Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli.

10]Se uno infatti vede te,
che hai la scienza,
stare a convito in un tempio di idoli,
la coscienza di quest'uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni immolate agli idoli?
11]Ed ecco,
per la tua scienza,
va in rovina il debole,
un fratello per il quale Cristo è morto!
12]Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole,
voi peccate contro Cristo.

13]Per questo,
se un cibo scandalizza il mio fratello,
non mangerò mai più carne,
per non dare scandalo al mio fratello.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 9]

PRIMA LETTERA AI CORINZI

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tiscali.
it/martiri

PRIMA LETTERA AI CORINZI

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1]Non sono forse libero,
io? Non sono un apostolo? Non ho veduto Gesù,
Signore nostro? E non siete voi la mia opera nel Signore?
2]Anche se per altri non sono apostolo,
per voi almeno lo sono;
voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

3]Questa è la mia difesa contro quelli che mi accusano.

4]Non abbiamo forse noi il diritto di mangiare e di bere?
5]Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente,
come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?
6]Ovvero solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare?
7]E chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? O chi fa pascolare un gregge senza cibarsi del latte del gregge.

8]Io non dico questo da un punto di vista umano;
è la Legge che dice così.

9]Sta scritto infatti nella legge di Mose:
Non metterai la museruola al bue che trebbia.
Forse Dio si dá pensiero dei buoi.

10]Oppure lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi.
Poiché colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte,
come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza.

11]Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali,
è forse gran cosa se raccoglieremo beni materiali.

12]Se gli altri hanno tale diritto su di voi,
non l'avremmo noi di più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto,
ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo.

13]Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto,
e coloro che attendono all'altare hanno parte dell'altare.

14]Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo.

15]Ma io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti,
ne ve ne scrivo perché ci si regoli in tal modo con me;
preferirei piuttosto morire.
Nessuno mi toglierà questo vanto!
16]Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo;
è un dovere per me:
guai a me se non predicassi il vangelo!
17]Se lo faccio di mia iniziativa,
ho diritto alla ricompensa;
ma se non lo faccio di mia iniziativa,
è un incarico che mi è stato affidato.

18]Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.

19]Infatti,
pur essendo libero da tutti,
mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero:

20]mi sono fatto Giudeo con i Giudei,
per guadagnare i Giudei;
con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge,
pur non essendo sotto la legge,
allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge.

21]Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge,
pur non essendo senza la legge di Dio,
anzi essendo nella legge di Cristo,
per guadagnare coloro che sono senza legge.

22]Mi sono fatto debole con i deboli,
per guadagnare i deboli;
mi sono fatto tutto a tutti,
per salvare ad ogni costo qualcuno.

23]Tutto io faccio per il vangelo,
per diventarne partecipe con loro.

24]Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono,
ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!
25]Però ogni atleta è temperante in tutto;
essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile,
noi invece una incorruttibile.

26]Io dunque corro,
ma non come chi è senza meta;
faccio il pugilato,
ma non come chi batte l'aria,

27]anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri,
venga io stesso squalificato.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 10]
1]Non voglio infatti che ignoriate,
o fratelli,
che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola,
tutti attraversarono il mare,

2]tutti furono battezzati in rapporto a Mose nella nuvola e nel mare,

3]tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale,

4]tutti bevvero la stessa bevanda spirituale:
bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava,
e quella roccia era il Cristo.

5]Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto.

6]Ora cio avvenne come esempio per noi,
perché non desiderassimo cose cattive,
come essi le desiderarono.

7]Non diventate idolatri come alcuni di loro,
secondo quanto sta scritto:
Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi.

8]Non abbandoniamoci alla fornicazione,
come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila.

9]Non mettiamo alla prova il Signore,
come fecero alcuni di essi,
e caddero vittime dei serpenti.

10]Non mormorate,
come mormorarono alcuni di essi,
e caddero vittime dello sterminatore.

11]Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio,
e sono state scritte per ammonimento nostro,
di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi.

12]Quindi,
chi crede di stare in piedi,
guardi di non cadere.

13]Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana;
infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze,
ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla.

14]Perciò,
o miei cari,
fuggite l'idolatria.

15]Parlo come a persone intelligenti;
giudicate voi stessi quello che dico:

16]il calice della benedizione che noi benediciamo,
non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo,
non è forse comunione con il corpo di Cristo.

17]Poiché c'è un solo pane,
noi,
pur essendo molti,
siamo un corpo solo:
tutti infatti partecipiamo dell'unico pane.

18]Guardate Israele secondo la carne:
quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l'altare?
19]Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa?
20]No,
ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio.
Ora,
io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni;

21]non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni;
non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni.

22]O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?
23]«Tutto è lecito!».
Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!».
Ma non tutto edifica.

24]Nessuno cerchi l'utile proprio,
ma quello altrui.

25]Tutto cio che è in vendita sul mercato,
mangiatelo pure senza indagare per motivo di coscienza,

26]perché del Signore è la terra e tutto cio che essa contiene.

27]Se qualcuno non credente vi invita e volete andare,
mangiate tutto quello che vi viene posto davanti,
senza fare questioni per motivo di coscienza.

28]Ma se qualcuno vi dicesse:
«E` carne immolata in sacrificio»,
astenetevi dal mangiarne,
per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza;

29]della coscienza,
dico,
non tua,
ma dell'altro.
Per qual motivo,
infatti,
questa mia libertà dovrebbe esser sottoposta al giudizio della coscienza altrui?
30]Se io con rendimento di grazie partecipo alla mensa,
perché dovrei essere biasimato per quello di cui rendo grazie?
31]Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa,
fate tutto per la gloria di Dio.

32]Non date motivo di scandalo ne ai Giudei,
ne ai Greci,
ne alla Chiesa di Dio;

33]così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto,
senza cercare l'utile mio ma quello di molti,
perché giungano alla salvezza.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 11]
1]Fatevi miei imitatori,
come io lo sono di Cristo.

2]Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse.

3]Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo,
e capo della donna è l'uomo,
e capo di Cristo è Dio.

4]Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto,
manca di riguardo al proprio capo.

5]Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo,
manca di riguardo al proprio capo,
poiché è lo stesso che se fosse rasata.

6]Se dunque una donna non vuol mettersi il velo,
si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi,
allora si copra.

7]L'uomo non deve coprirsi il capo,
poiché egli è immagine e gloria di Dio;
la donna invece è gloria dell'uomo.

8]E infatti non l'uomo deriva dalla donna,
ma la donna dall'uomo;

9]ne l'uomo fu creato per la donna,
ma la donna per l'uomo.

10]Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli.

11]Tuttavia,
nel Signore,
ne la donna è senza l'uomo,
ne l'uomo è senza la donna;

12]come infatti la donna deriva dall'uomo,
così l'uomo ha vita dalla donna;
tutto poi proviene da Dio.

13]Giudicate voi stessi:
è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto.

14]Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli,

15]mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo.

16]Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione,
noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio.

17]E mentre vi do queste istruzioni,
non posso lodarvi per il fatto che le vostre riunioni non si svolgono per il meglio,
ma per il peggio.

18]Innanzi tutto sento dire che,
quando vi radunate in assemblea,
vi sono divisioni tra voi,
e in parte lo credo.

19]E` necessario infatti che avvengano divisioni tra voi,
perché si manifestino quelli che sono i veri credenti in mezzo a voi.

20]Quando dunque vi radunate insieme,
il vostro non è più un mangiare la cena del Signore.

21]Ciascuno infatti,
quando partecipa alla cena,
prende prima il proprio pasto e così uno ha fame,
l'altro è ubriaco.

22]Non avete forse le vostre case per mangiare e per bere? O volete gettare il disprezzo sulla chiesa di Dio e far vergognare chi non ha niente? Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!
23]Io,
infatti,
ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso:
il Signore Gesù,
nella notte in cui veniva tradito,
prese del pane
24]e,
dopo aver reso grazie,
lo spezzò e disse:
«Questo è il mio corpo,
che è per voi;
fate questo in memoria di me».

25]Allo stesso modo,
dopo aver cenato,
prese anche il calice,
dicendo:
«Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue;
fate questo,
ogni volta che ne bevete,
in memoria di me».

26]Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice,
voi annunziate la morte del Signore finché egli venga.

27]Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore,
sarà reo del corpo e del sangue del Signore.

28]Ciascuno,
pertanto,
esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice;

29]perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore,
mangia e beve la propria condanna.

30]E` per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi,
e un buon numero sono morti.

31]Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi,
non saremmo giudicati;

32]quando poi siamo giudicati dal Signore,
veniamo ammoniti per non esser condannati insieme con questo mondo.

33]Perciò,
fratelli miei,
quando vi radunate per la cena,
aspettatevi gli uni gli altri.

34]E se qualcuno ha fame,
mangi a casa,
perché non vi raduniate a vostra condanna.
Quanto alle altre cose,
le sistemerò alla mia venuta.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 12]
1]Riguardo ai doni dello Spirito,
fratelli,
non voglio che restiate nell'ignoranza.

2]Voi sapete infatti che,
quando eravate pagani,
vi lasciavate trascinare verso gli idoli muti secondo l'impulso del momento.

3]Ebbene,
io vi dichiaro:
come nessuno che parli sotto l'azione dello Spirito di Dio può dire «Gesù è anatema»,
così nessuno può dire «Gesù è Signore» se non sotto l'azione dello Spirito Santo.

4]Vi sono poi diversità di carismi,
ma uno solo è lo Spirito;

5]vi sono diversità di ministeri,
ma uno solo è il Signore;

6]vi sono diversità di operazioni,
ma uno solo è Dio,
che opera tutto in tutti.

7]E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l'utilità comune:

8]a uno viene concesso dallo Spirito il linguaggio della sapienza;
a un altro invece,
per mezzo dello stesso Spirito,
il linguaggio di scienza;

9]a uno la fede per mezzo dello stesso Spirito;
a un altro il dono di far guarigioni per mezzo dell'unico Spirito;

10]a uno il potere dei miracoli;
a un altro il dono della profezia;
a un altro il dono di distinguere gli spiriti;
a un altro le varietà delle lingue;
a un altro infine l'interpretazione delle lingue.

11]Ma tutte queste cose è l'unico e il medesimo Spirito che le opera,
distribuendole a ciascuno come vuole.

12]Come infatti il corpo,
pur essendo uno,
ha molte membra e tutte le membra,
pur essendo molte,
sono un corpo solo,
così anche Cristo.

13]E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo,
Giudei o Greci,
schiavi o liberi;
e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito.

14]Ora il corpo non risulta di un membro solo,
ma di molte membra.

15]Se il piede dicesse:
«Poiché io non sono mano,
non appartengo al corpo»,
non per questo non farebbe più parte del corpo.

16]E se l'orecchio dicesse:
«Poiché io non sono occhio,
non appartengo al corpo»,
non per questo non farebbe più parte del corpo.

17]Se il corpo fosse tutto occhio,
dove sarebbe l'udito? Se fosse tutto udito,
dove l'odorato.

18]Ora,
invece,
Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo,
come egli ha voluto.

19]Se poi tutto fosse un membro solo,
dove sarebbe il corpo.

20]Invece molte sono le membra,
ma uno solo è il corpo.

21]Non può l'occhio dire alla mano:
«Non ho bisogno di te»;
ne la testa ai piedi:
«Non ho bisogno di voi».

22]Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie;

23]e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto,
e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza,

24]mentre quelle decenti non ne hanno bisogno.
Ma Dio ha composto il corpo,
conferendo maggior onore a cio che ne mancava,

25]perché non vi fosse disunione nel corpo,
ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre.

26]Quindi se un membro soffre,
tutte le membra soffrono insieme;
e se un membro è onorato,
tutte le membra gioiscono con lui.

27]Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra,
ciascuno per la sua parte.

28]Alcuni perciò Dio li ha posti nella Chiesa in primo luogo come apostoli,
in secondo luogo come profeti,
in terzo luogo come maestri;
poi vengono i miracoli,
poi i doni di far guarigioni,
i doni di assistenza,
di governare,
delle lingue.

29]Sono forse tutti apostoli? Tutti profeti? Tutti maestri? Tutti operatori di miracoli.

30]Tutti possiedono doni di far guarigioni? Tutti parlano lingue? Tutti le interpretano?
31]Aspirate ai carismi più grandi! E io vi mostrerò una via migliore di tutte.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 13]
1]Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

2]E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sono nulla.

3]E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi la carità,
niente mi giova.

4]La carità è paziente,
è benigna la carità;
non è invidiosa la carità,
non si vanta,
non si gonfia,

5]non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,

6]non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.

7]Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.

8]La carità non avrà mai fine.
Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.

9]La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia.

10]Ma quando verrà cio che è perfetto,
quello che è imperfetto scomparirà.

11]Quand'ero bambino,
parlavo da bambino,
pensavo da bambino,
ragionavo da bambino.
Ma,
divenuto uomo,
cio che era da bambino l'ho abbandonato.

12]Ora vediamo come in uno specchio,
in maniera confusa;
ma allora vedremo a faccia a faccia.
Ora conosco in modo imperfetto,
ma allora conoscerò perfettamente,
come anch'io sono conosciuto.

13]Queste dunque le tre cose che rimangono:
la fede,
la speranza e la carità;
ma di tutte più grande è la carità! http:
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PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 14]
1]Ricercate la carità.
Aspirate pure anche ai doni dello Spirito,
soprattutto alla profezia.

2]Chi infatti parla con il dono delle lingue non parla agli uomini,
ma a Dio,
giacchè nessuno comprende,
mentre egli dice per ispirazione cose misteriose.

3]Chi profetizza,
invece,
parla agli uomini per loro edificazione,
esortazione e conforto.

4]Chi parla con il dono delle lingue edifica se stesso,
chi profetizza edifica l'assemblea.

5]Vorrei vedervi tutti parlare con il dono delle lingue,
ma preferisco che abbiate il dono della profezia;
in realtà è più grande colui che profetizza di colui che parla con il dono delle lingue,
a meno che egli anche non interpreti,
perché l'assemblea ne riceva edificazione.

6]E ora,
fratelli,
supponiamo che io venga da voi parlando con il dono delle lingue;
in che cosa potrei esservi utile,
se non vi parlassi in rivelazione o in scienza o in profezia o in dottrina.

7]E` quanto accade per gli oggetti inanimati che emettono un suono,
come il flauto o la cetra;
se non si distinguono con chiarezza i suoni,
come si potrà distinguere cio che si suona col flauto da cio che si suona con la cetra.

8]E se la tromba emette un suono confuso,
chi si preparerà al combattimento.

9]Così anche voi,
se non pronunziate parole chiare con la lingua,
come si potrà comprendere cio che andate dicendo? Parlerete al vento!
10]Nel mondo vi sono chissà quante varietà di lingue e nulla è senza un proprio linguaggio;

11]ma se io non conosco il valore del suono,
sono come uno straniero per colui che mi parla,
e chi mi parla sarà uno straniero per me.

12]Quindi anche voi,
poiché desiderate i doni dello Spirito,
cercate di averne in abbondanza,
per l'edificazione della comunità.

13]Perciò chi parla con il dono delle lingue,
preghi di poterle interpretare.

14]Quando infatti prego con il dono delle lingue,
il mio spirito prega,
ma la mia intelligenza rimane senza frutto.

15]Che fare dunque? Pregherò con lo spirito,
ma pregherò anche con l'intelligenza;
canterò con lo spirito,
ma canterò anche con l'intelligenza.

16]Altrimenti se tu benedici soltanto con lo spirito,
colui che assiste come non iniziato come potrebbe dire l'Amen al tuo ringraziamento,
dal momento che non capisce quello che dici.

17]Tu puoi fare un bel ringraziamento,
ma l'altro non viene edificato.

18]Grazie a Dio,
io parlo con il dono delle lingue molto più di tutti voi;

19]ma in assemblea preferisco dire cinque parole con la mia intelligenza per istruire anche gli altri,
piuttosto che diecimila parole con il dono delle lingue.

20]Fratelli,
non comportatevi da bambini nei giudizi;
siate come bambini quanto a malizia,
ma uomini maturi quanto ai giudizi.

21]Sta scritto nella Legge:
Parlerò a questo popolo in altre lingue e con labbra di stranieri,
ma neanche così mi ascolteranno,
dice il Signore.

22]Quindi le lingue non sono un segno per i credenti ma per i non credenti,
mentre la profezia non è per i non credenti ma per i credenti.

23]Se,
per esempio,
quando si raduna tutta la comunità,
tutti parlassero con il dono delle lingue e sopraggiungessero dei non iniziati o non credenti,
non direbbero forse che siete pazzi.

24]Se invece tutti profetassero e sopraggiungesse qualche non credente o un non iniziato,
verrebbe convinto del suo errore da tutti,
giudicato da tutti;

25]sarebbero manifestati i segreti del suo cuore,
e così prostrandosi a terra adorerebbe Dio,
proclamando che veramente Dio è fra voi.

26]Che fare dunque,
fratelli? Quando vi radunate ognuno può avere un salmo,
un insegnamento,
una rivelazione,
un discorso in lingue,
il dono di interpretarle.
Ma tutto si faccia per l'edificazione.

27]Quando si parla con il dono delle lingue,
siano in due o al massimo in tre a parlare,
e per ordine;
uno poi faccia da interprete.

28]Se non vi è chi interpreta,
ciascuno di essi taccia nell'assemblea e parli solo a se stesso e a Dio.

29]I profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino.

30]Se uno di quelli che sono seduti riceve una rivelazione,
il primo taccia:

31]tutti infatti potete profetare,
uno alla volta,
perché tutti possano imparare ed essere esortati.

32]Ma le ispirazioni dei profeti devono essere sottomesse ai profeti,

33]perché Dio non è un Dio di disordine,
ma di pace.

34]Come in tutte le comunità dei fedeli,
le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare;
stiano invece sottomesse,
come dice anche la legge.

35]Se vogliono imparare qualche cosa,
interroghino a casa i loro mariti,
perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.

36]Forse la parola di Dio è partita da voi? O è giunta soltanto a voi.

37]Chi ritiene di essere profeta o dotato di doni dello Spirito,
deve riconoscere che quanto scrivo è comando del Signore;

38]se qualcuno non lo riconosce,
neppure lui è riconosciuto.

39]Dunque,
fratelli miei,
aspirate alla profezia e,
quanto al parlare con il dono delle lingue,
non impeditelo.

40]Ma tutto avvenga decorosamente e con ordine.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 15]
1]Vi rendo noto,
fratelli,
il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto,
nel quale restate saldi,

2]e dal quale anche ricevete la salvezza,
se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziato.
Altrimenti,
avreste creduto invano!
3]Vi ho trasmesso dunque,
anzitutto,
quello che anch'io ho ricevuto:
che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,

4]fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,

5]e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

6]In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta:
la maggior parte di essi vive ancora,
mentre alcuni sono morti.

7]Inoltre apparve a Giacomo,
e quindi a tutti gli apostoli.

8]Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

9]Io infatti sono l'infimo degli apostoli,
e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo,
perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

10]Per grazia di Dio però sono quello che sono,
e la sua grazia in me non è stata vana;
anzi ho faticato più di tutti loro,
non io però,
ma la grazia di Dio che è con me.

11]Pertanto,
sia io che loro,
così predichiamo e così avete creduto.

12]Ora,
se si predica che Cristo è risuscitato dai morti,
come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?
13]Se non esiste risurrezione dai morti,
neanche Cristo è risuscitato!
14]Ma se Cristo non è risuscitato,
allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.

15]Noi,
poi,
risultiamo falsi testimoni di Dio,
perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo,
mentre non lo ha risuscitato,
se è vero che i morti non risorgono.

16]Se infatti i morti non risorgono,
neanche Cristo è risorto;

17]ma se Cristo non è risorto,
è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.

18]E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.

19]Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita,
siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

20]Ora,
invece,
Cristo è risuscitato dai morti,
primizia di coloro che sono morti.

21]Poiché se a causa di un uomo venne la morte,
a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

22]e come tutti muoiono in Adamo,
così tutti riceveranno la vita in Cristo.

23]Ciascuno però nel suo ordine:
prima Cristo,
che è la primizia;
poi,
alla sua venuta,
quelli che sono di Cristo;

24]poi sarà la fine,
quando egli consegnerà il regno a Dio Padre,
dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

25]Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.

26]L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

27]perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.
Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta,
è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

28]E quando tutto gli sarà stato sottomesso,
anche lui,
il Figlio,
sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa,
perché Dio sia tutto in tutti.

29]Altrimenti,
che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono,
perché si fanno battezzare per loro?
30]E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente.

31]Ogni giorno io affronto la morte,
come è vero che voi siete il mio vanto,
fratelli,
in Cristo Gesù nostro Signore!
32]Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a E`feso contro le belve,
a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono,
mangiamo e beviamo,
perché domani moriremo.

33]Non lasciatevi ingannare:
«Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi».

34]Ritornate in voi,
come conviene,
e non peccate! Alcuni infatti dimostrano di non conoscere Dio;
ve lo dico a vostra vergogna.

35]Ma qualcuno dirà:
«Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?».

36]Stolto! cio che tu semini non prende vita,
se prima non muore;

37]e quello che semini non è il corpo che nascerà,
ma un semplice chicco,
di grano per esempio o di altro genere.

38]E Dio gli dá un corpo come ha stabilito,
e a ciascun seme il proprio corpo.

39]Non ogni carne è la medesima carne;
altra è la carne di uomini e altra quella di animali;
altra quella di uccelli e altra quella di pesci.

40]Vi sono corpi celesti e corpi terrestri,
ma altro è lo splendore dei corpi celesti,
e altro quello dei corpi terrestri.

41]Altro è lo splendore del sole,
altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle:
ogni stella infatti differisce da un'altra nello splendore.

42]Così anche la risurrezione dei morti:
si semina corruttibile e risorge incorruttibile;

43]si semina ignobile e risorge glorioso,
si semina debole e risorge pieno di forza;

44]si semina un corpo animale,
risorge un corpo spirituale.
Se c'è un corpo animale,
vi è anche un corpo spirituale,
poiché sta scritto che
45]il primo uomo,
Adamo,
divenne un essere vivente,
ma l'ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.

46]Non vi fu prima il corpo spirituale,
ma quello animale,
e poi lo spirituale.

47]Il primo uomo tratto dalla terra è di terra,
il secondo uomo viene dal cielo.

48]Quale è l'uomo fatto di terra,
così sono quelli di terra;
ma quale il celeste,
così anche i celesti.

49]E come abbiamo portato l'immagine dell'uomo di terra,
così porteremo l'immagine dell'uomo celeste.

50]Questo vi dico,
o fratelli:
la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio,
ne cio che è corruttibile può ereditare l'incorruttibilità.

51]Ecco io vi annunzio un mistero:
non tutti,
certo,
moriremo,
ma tutti saremo trasformati,

52]in un istante,
in un batter d'occhio,
al suono dell'ultima tromba;
suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

53]E` necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

54]Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d'incorruttibilità e questo corpo mortale d'immortalità,
si compirà la parola della Scrittura:
La morte è stata ingoiata per la vittoria.

55]Dov'è,
o morte,
la tua vittoria? Dov'è,
o morte,
il tuo pungiglione?
56]Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.

57]Siano rese grazie a Dio che ci dá la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!
58]Perciò,
fratelli miei carissimi,
rimanete saldi e irremovibili,
prodigandovi sempre nell'opera del Signore,
sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.


PRIMA LETTERA AI CORINZI


cap 16]
1]Quanto poi alla colletta in favore dei fratelli,
fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia.

2]Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte cio che gli è riuscito di risparmiare,
perché non si facciano le collette proprio quando verrò io.

3]Quando poi giungerò,
manderò con una mia lettera quelli che voi avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme.

4]E se converrà che vada anch'io,
essi partiranno con me.

5]Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia,
poiché la Macedonia intendo solo attraversarla;

6]ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l'inverno,
perché siate voi a predisporre il necessario per dove andrò.

7]Non voglio vedervi solo di passaggio,
ma spero di trascorrere un pò di tempo con voi,
se il Signore lo permetterà.

8]Mi fermerò tuttavia a E`feso fino a Pentecoste,

9]perché mi si è aperta una porta grande e propizia,
anche se gli avversari sono molti.

10]Quando verrà Timoteo,
fate che non si trovi in soggezione presso di voi,
giacchè anche lui lavora come me per l'opera del Signore.

11]Nessuno dunque gli manchi di riguardo;
al contrario,
accomiatatelo in pace,
perché ritorni presso di me:
io lo aspetto con i fratelli.

12]Quanto poi al fratello Apollo,
l'ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli,
ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora;
verrà tuttavia quando gli si presenterà l'occasione.

13]Vigilate,
state saldi nella fede,
comportatevi da uomini,
siate forti.

14]Tutto si faccia tra voi nella carità.

15]Una raccomandazione ancora,
o fratelli:
conoscete la famiglia di Stefana,
che è primizia dell'Acaia;
hanno dedicato se stessi a servizio dei fedeli;

16]siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro.

17]Io mi rallegro della visita di Stefana,
di Fortunato e di Acaico,
i quali hanno supplito alla vostra assenza;

18]essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro.
Sappiate apprezzare siffatte persone.

19]Le comunità dell'Asia vi salutano.
Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca,
con la comunità che si raduna nella loro casa.

20]Vi salutano i fratelli tutti.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo.

21]Il saluto è di mia mano,
di Paolo.

22]Se qualcuno non ama il Signore sia anatema.
Marana tha:
vieni,
o Signore!
23]La grazia del Signore Gesù sia con voi.

24]Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù! http:
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SECONDA LETTERA AI CORINZI

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SECONDA LETTERA AI CORINZI

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CAP 1]
1]Paolo,
apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio,
e il fratello Timoteo,
alla chiesa di Dio che è in Corinto e a tutti i santi dell'intera Acaia:

2]grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.

3]Sia benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione,

4]il quale ci consola in ogni nostra tribolazione perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in qualsiasi genere di afflizione con la consolazione con cui siamo consolati noi stessi da Dio.

5]Infatti,
come abbondano le sofferenze di Cristo in noi,
così,
per mezzo di Cristo,
abbonda anche la nostra consolazione.

6]Quando siamo tribolati,
è per la vostra consolazione e salvezza;
quando siamo confortati,
è per la vostra consolazione,
la quale si dimostra nel sopportare con forza le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo.

7]La nostra speranza nei vostri riguardi è ben salda,
convinti che come siete partecipi delle sofferenze,
così lo siete anche della consolazione.

8]Non vogliamo,
infatti,
che ignoriate,
fratelli,
come la tribolazione che ci è capitata in Asia ci ha colpiti oltre misura,
al di la delle nostre forze,
sì da dubitare anche della vita.

9]Abbiamo addirittura ricevuto su di noi la sentenza di morte per imparare a non riporre fiducia in noi stessi,
ma nel Dio che risuscita i morti.

10]Da quella morte,
però,
Egli ci ha liberato e ci libererà per la speranza che abbiamo riposto in Lui,
che ci libererà ancora.

11]grazie alla vostra cooperazione nella preghiera per noi,
affinche per il favore divino ottenutoci da molte persone,
siano rese grazie per noi da parte di molti.

12] Questo infatti è il nostro vanto:
la testimonianza della coscienza di esserci comportati nel mondo,
e particolarmente verso di voi,
con la santità e sincerità che vengono da Dio.

13] Non vi scriviamo in maniera diversa da quello che potete leggere o comprendere;
spero che comprenderete sino alla fine,

14] come ci avete e gia compresi in parte,
che noi siamo il vostro vanto,
come voi sarete il nostro,
nel giorno del Signore nostro Gesù.

15] Con questa convinzione avevo deciso in un primo tempo di venire da voi,
perché riceveste una seconda grazia.

16] e da voi passare in Macedonia,
per ritornare nuovamente dalla Macedonia in mezzo a voi ed avere da voi il commiato per la Giudea.

17]Forse in questo progetto mi sono comportato con leggerezza? O quello che decido lo decido secondo la carne,
in maniera da dire allo stesso tempo «sì,
sì» e «no,
no,
»
?
18] Dio è testimone che la nostra parola verso di voi non è "si" e "no".

19] Il Figlio di Dio,
Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi,
io,
Silvano e Timoteo,
non fu "si" e "no",
ma in lui c'è stato il "si".

20] E in realtà tutte le promesse di Dio in lui sono divenute "si".
Per questo sempre attraverso lui sale a Dio il nostro Amen per la sua gloria.

21] è Dio stesso che ci conferma,
insieme a voi,
in Cristo,
e ci ha conferito l'unzione.

22] ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito Santo nei nostri cuori.

23] Io chiamo Dio a testimone sulla mia vita,
che solo per risparmiarvi non sono più venuto a Corinto.

24] Noi non intendiamo far da padroni sulla vostra fede;
siamo invece i collaboratori della vostra gioia,
perché nella fede voi siete gia saldi.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 2]
1]Ritenni pertanto opportuno non venire di nuovo fra voi con tristezza.

2]Perché se io rattristo voi,
chi mi rallegrerà se non colui che è stato da me rattristato?
3]Perciò vi ho scritto in quei termini che voi sapete,
per non dovere poi essere rattristato alla mia venuta da quelli che dovrebbero rendermi lieto,
persuaso come sono riguardo a voi tutti che la mia gioia è quella di tutti voi.

4]Vi ho scritto in un momento di grande afflizione e col cuore angosciato,
tra molte lacrime,
però non per rattristarvi,
ma per farvi conoscere l'affetto immenso che ho per voi.

5]Se qualcuno mi ha rattristato,
non ha rattristato me soltanto,
ma in parte almeno,
senza voler esagerare,
tutti voi.

6]Per quel tale però è gia sufficiente il castigo che gli è venuto dai più,

7]cosicché voi dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo,
perché egli non soccomba sotto un dolore troppo forte.

8]Vi esorto quindi a far prevalere nei suoi riguardi la carità;

9]e anche per questo vi ho scritto,
per vedere alla prova se siete effettivamente obbedienti in tutto.

10]A chi voi perdonate,
perdono anch'io;
perché quello che io ho perdonato,
se pure ebbi qualcosa da perdonare,
l'ho fatto per voi,
davanti a Cristo.

11]per non cadere in balìa di satana,
di cui non ignoriamo le macchinazioni.

12]Giunto pertanto a Troade per annunziare il vangelo di Cristo,
sebbene la porta mi fosse aperta nel Signore,

13]non ebbi pace nello spirito perché non vi trovai Tito,
mio fratello;
perciò,
congedatomi da loro,
partii per la Macedonia.

14]Siano rese grazie a Dio,
il quale ci fa partecipare al suo trionfo in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!
15]Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono;

16]per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita per la vita.
E chi è mai all'altezza di questi compiti?
17]Noi non siamo infatti come quei molti che mercanteggiano la parola di Dio,
ma con sincerità e come mossi da Dio,
sotto il suo sguardo,
noi parliamo in Cristo.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 3]
1]Cominciamo forse di nuovo a raccomandare noi stessi? O forse abbiamo bisogno,
come altri,
di lettere di raccomandazione per voi o da parte vostra?
2]La nostra lettera siete voi,
lettera scritta nei nostri cuori,
conosciuta e letta da tutti gli uomini.

3]E` noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi,
scritta non con inchiostro,
ma con lo Spirito del Dio vivente,
non su tavole di pietra,
ma sulle tavole di carne dei vostri cuori.

4]Questa è la fiducia che abbiamo per mezzo di Cristo,
davanti a Dio.

5]Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi,
ma la nostra capacità viene da Dio.

6]che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza,
non della lettera ma dello Spirito;
perché la lettera uccide,
lo Spirito dá vita.

7]Se il ministero della morte,
inciso in lettere su pietre,
fu circonfuso di gloria,
al punto che i figli d'Israele non potevano fissare il volto di Mose a causa dello splendore pure effimero del suo volto,

8]quanto più sarà glorioso il ministero dello Spirito?
9]Se gia il ministero della condanna fu glorioso,
molto di più abbonda di gloria il ministero della giustizia.

10]Anzi sotto quest'aspetto,
quello che era glorioso non lo è più a confronto della sovraeminente gloria della Nuova Alleanza.

11]Se dunque cio che era effimero fu glorioso,
molto più lo sarà cio che è duraturo.

12]Forti di tale speranza,
ci comportiamo con molta franchezza
13]e non facciamo come Mose che poneva un velo sul suo volto,
perché i figli di Israele non vedessero la fine di cio che era solo effimero.

14]Ma le loro menti furono accecate;
infatti fino ad oggi quel medesimo velo rimane,
non rimosso,
alla lettura dell'Antico Testamento,
perché è in Cristo che esso viene eliminato.

15]Fino ad oggi,
quando si legge Mose,
un velo è steso sul loro cuore;

16]ma quando ci sarà la conversione al Signore,
quel velo sarà tolto.

17]Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà.

18]E noi tutti,
a viso scoperto,
riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore,
veniamo trasformati in quella medesima immagine,
di gloria in gloria,
secondo l'azione dello Spirito del Signore.
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SECONDA LETTERA AI CORINZI

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SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 4]
1]Perciò,
investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata,
non ci perdiamo d'animo;

2]al contrario,
rifiutando le dissimulazioni vergognose,
senza comportarci con astuzia ne falsificando la parola di Dio,
ma annunziando apertamente la verità,
ci presentiamo davanti a ogni coscienza,
al cospetto di Dio.

3]E se il nostro vangelo rimane velato,
lo è per coloro che si perdono,

4]ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula,
perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio.

5]Noi infatti non predichiamo noi stessi,
ma Cristo Gesù Signore;
quanto a noi,
siamo i vostri servitori per amore di Gesù.

6]E Dio che disse:
Rifulga la luce dalle tenebre,
rifulse nei nostri cuori,
per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.

7]Però noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta,
perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi.

8]Siamo infatti tribolati da ogni parte,
ma non schiacciati;
siamo sconvolti,
ma non disperati;

9]perseguitati,
ma non abbandonati;
colpiti,
ma non uccisi,

10]portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù,
perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo.

11]Sempre infatti,
noi che siamo vivi,
veniamo esposti alla morte a causa di Gesù,
perché anche la vita di Gesù sia manifesta nella nostra carne mortale.

12]Di modo che in noi opera la morte,
ma in voi la vita.

13]Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto:
Ho creduto,
perciò ho parlato,
anche noi crediamo e perciò parliamo,

14]convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù,
risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi.

15]Tutto infatti è per voi,
perché la grazia,
ancora più abbondante ad opera di un maggior numero,
moltiplichi l'inno di lode alla gloria di Dio.

16]Per questo non ci scoraggiamo,
ma se anche il nostro uomo esteriore si va disfacendo,
quello interiore si rinnova di giorno in giorno.

17]Infatti il momentaneo,
leggero peso della nostra tribolazione,
ci procura una quantità smisurata ed eterna di gloria,

18]perché noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili,
ma su quelle invisibili.
Le cose visibili sono d'un momento,
quelle invisibili sono eterne.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 5]

SECONDA LETTERA AI CORINZI

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1]Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo,
nostra abitazione sulla terra,
riceveremo un'abitazione da Dio,
una dimora eterna,
non costruita da mani di uomo,
nei cieli.

2]Perciò sospiriamo in questo nostro stato,
desiderosi di rivestirci del nostro corpo celeste:

3]a condizione però di esser trovati gia vestiti,
non nudi.

4]In realtà quanti siamo in questo corpo,
sospiriamo come sotto un peso,
non volendo venire spogliati ma sopravvestiti,
perché cio che è mortale venga assorbito dalla vita.

5]E` Dio che ci ha fatti per questo e ci ha dato la caparra dello Spirito.

6]Così,
dunque,
siamo sempre pieni di fiducia e sapendo che finché abitiamo nel corpo siamo in esilio lontano dal Signore.

7]camminiamo nella fede e non ancora in visione.

8]Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore.

9]Perciò ci sforziamo,
sia dimorando nel corpo sia esulando da esso,
di essere a lui graditi.

10]Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo,
ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo,
sia in bene che in male.

11]Consapevoli dunque del timore del Signore,
noi cerchiamo di convincere gli uomini;
per quanto invece riguarda Dio,
gli siamo ben noti.
E spero di esserlo anche davanti alle vostre coscienze.

12]Non ricominciamo a raccomandarci a voi,
ma è solo per darvi occasione di vanto a nostro riguardo,
perché abbiate di che rispondere a coloro il cui vanto è esteriore e non nel cuore.

13]Se infatti siamo stati fuori di senno,
era per Dio;
se siamo assennati,
è per voi.

14]Poiché l'amore del Cristo ci spinge,
al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti.

15]Ed egli è morto per tutti,
perché quelli che vivono non vivano più per se stessi,
ma per colui che è morto e risuscitato per loro.

16]Cosicché ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne;
e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne,
ora non lo conosciamo più così.

17]Quindi se uno è in Cristo,
è una creatura nuova;
le cose vecchie sono passate,
ecco ne sono nate di nuove.

18]Tutto questo però viene da Dio,
che ci ha riconciliati con se mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione.

19]E` stato Dio infatti a riconciliare a se il mondo in Cristo,
non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.

20]Noi fungiamo quindi da ambasciatori per Cristo,
come se Dio esortasse per mezzo nostro.
Vi supplichiamo in nome di Cristo:
lasciatevi riconciliare con Dio.

21]Colui che non aveva conosciuto peccato,
Dio lo trattò da peccato in nostro favore,
perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 6]
1]E poiché siamo suoi collaboratori,
vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio.

2]Egli dice infatti:
Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso.
Ecco ora il momento favorevole,
ecco ora il giorno della salvezza!
3]Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno,
perché non venga biasimato il nostro ministero;

4]ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio,
con molta fermezza nelle tribolazioni,
nelle necessità,
nelle angosce.

5]nelle percosse,
nelle prigioni,
nei tumulti,
nelle fatiche,
nelle veglie,
nei digiuni;

6]con purezza,
sapienza,
pazienza,
benevolenza,
spirito di santità,
amore sincero;

7]con parole di verità,
con la potenza di Dio;
con le armi della giustizia a destra e a sinistra;

8]nella gloria e nel disonore,
nella cattiva e nella buona fama.
Siamo ritenuti impostori,
eppure siamo veritieri;

9]sconosciuti,
eppure siamo notissimi;
moribondi,
ed ecco viviamo;
puniti,
ma non messi a morte;

10]afflitti,
ma sempre lieti;
poveri,
ma facciamo ricchi molti;
gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!
11]La nostra bocca vi ha parlato francamente,
Corinzi,
e il nostro cuore si è tutto aperto per voi.

12]Non siete davvero allo stretto in noi;
è nei vostri cuori invece che siete allo stretto.

13]Io parlo come a figli:
rendeteci il contraccambio,
aprite anche voi il vostro cuore!
14]Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli.
Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità,
o quale unione tra la luce e le tenebre?
15]Quale intesa tra Cristo e Beliar,
o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?
16]Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente,
come Dio stesso ha detto:
Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio,
ed essi saranno il mio popolo.

17]Perciò uscite di mezzo a loro e riparatevi,
dice il Signore,
non toccate nulla d'impuro.
E io vi accoglierò,

18]e sarò per voi come un padre,
e voi mi sarete come figli e figlie,
dice il Signore onnipotente.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 7]
1]In possesso dunque di queste promesse,
carissimi,
purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito,
portando a compimento la nostra santificazione,
nel timore di Dio.

2]Fateci posto nei vostri cuori! A nessuno abbiamo fatto ingiustizia,
nessuno abbiamo danneggiato,
nessuno abbiamo sfruttato.

3]Non dico questo per condannare qualcuno;
infatti vi ho gia detto sopra che siete nel nostro cuore,
per morire insieme e insieme vivere.

4]Sono molto franco con voi e ho molto da vantarmi di voi.
Sono pieno di consolazione,
pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione.

5]Infatti,
da quando siamo giunti in Macedonia,
la nostra carne non ha avuto sollievo alcuno,
ma da ogni parte siamo tribolati:
battaglie all'esterno,
timori al di dentro.

6]Ma Dio che consola gli afflitti ci ha consolati con la venuta di Tito,

7]e non solo con la sua venuta,
ma con la consolazione che ha ricevuto da voi.
Egli ci ha annunziato infatti il vostro desiderio,
il vostro dolore,
il vostro affetto per me;
cosicché la mia gioia si è ancora accresciuta.

8]Se anche vi ho rattristati con la mia lettera,
non me ne dispiace.
E se me ne è dispiaciuto - vedo infatti che quella lettera,
anche se per breve tempo soltanto,
vi ha rattristati –
9]ora ne godo;
non per la vostra tristezza,
ma perché questa tristezza vi ha portato a pentirvi.
Infatti vi siete rattristati secondo Dio e così non avete ricevuto alcun danno da parte nostra;

10]perché la tristezza secondo Dio produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza,
mentre la tristezza del mondo produce la morte.

11]Ecco,
infatti,
quanta sollecitudine ha prodotto in voi proprio questo rattristarvi secondo Dio;
anzi quante scuse,
quanta indignazione,
quale timore,
quale desiderio,
quale affetto,
quale punizione! Vi siete dimostrati innocenti sotto ogni riguardo in questa faccenda.

12]Così se anche vi ho scritto,
non fu tanto a motivo dell'offensore o a motivo dell'offeso,
ma perché apparisse chiara la vostra sollecitudine per noi davanti a Dio.

13]Ecco quello che ci ha consolati.
A questa nostra consolazione si è aggiunta una gioia ben più grande per la letizia di Tito,
poiché il suo spirito è stato rinfrancato da tutti voi.

14]Cosicché se in qualche cosa mi ero vantato di voi con lui,
non ho dovuto vergognarmene,
ma come abbiamo detto a voi ogni cosa secondo verità,
così anche il nostro vanto con Tito si è dimostrato vero.

15]E il suo affetto per voi è cresciuto,
ricordando come tutti gli avete obbedito e come lo avete accolto con timore e trepidazione.

16]Mi rallegro perché posso contare totalmente su di voi.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 8]
1]Vogliamo poi farvi nota,
fratelli,
la grazia di Dio concessa alle Chiese della Macedonia:

2]nonostante la lunga prova della tribolazione,
la loro grande gioia e la loro estrema povertà si sono tramutate nella ricchezza della loro generosità.

3]Posso testimoniare infatti che hanno dato secondo i loro mezzi e anche al di la dei loro mezzi,
spontaneamente,

4]domandandoci con insistenza la grazia di prendere parte a questo servizio a favore dei santi.

5]Superando anzi le nostre stesse speranze,
si sono offerti prima di tutto al Signore e poi a noi,
secondo la volontà di Dio;

6]cosicché abbiamo pregato Tito di portare a compimento fra voi quest'opera generosa,
dato che lui stesso l'aveva incominciata.

7]E come vi segnalate in ogni cosa,
nella fede,
nella parola,
nella scienza,
in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato,
così distinguetevi anche in quest'opera generosa.

8]Non dico questo per farvene un comando,
ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri.

9]Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo:
da ricco che era,
si è fatto povero per voi,
perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

10]E a questo riguardo vi do un consiglio:
si tratta di cosa vantaggiosa per voi,
che fin dall'anno passato siete stati i primi,
non solo a intraprenderla ma a desiderarla.

11]Ora dunque realizzatela,
perché come vi fu la prontezza del volere,
così anche vi sia il compimento,
secondo i vostri mezzi.

12]Se infatti c'è la buona volontà,
essa riesce gradita secondo quello che uno possiede e non secondo quello che non possiede.

13]Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri,
ma di fare uguaglianza.

14]Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza,
perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza,
e vi sia uguaglianza,
come sta scritto:

15]Colui che raccolse molto non abbondò,
e colui che raccolse poco non ebbe di meno.

16]Siano pertanto rese grazie a Dio che infonde la medesima sollecitudine per voi nel cuore di Tito!
17]Egli infatti ha accolto il mio invito e ancor più pieno di zelo è partito spontaneamente per venire da voi.

18]Con lui abbiamo inviato pure il fratello che ha lode in tutte le Chiese a motivo del vangelo;

19]egli è stato designato dalle Chiese come nostro compagno in quest'opera di carità,
alla quale ci dedichiamo per la gloria del Signore,
e per dimostrare anche l'impulso del nostro cuore.

20]Con cio intendiamo evitare che qualcuno possa biasimarci per questa abbondanza che viene da noi amministrata.

21]Ci preoccupiamo infatti di comportarci bene non soltanto davanti al Signore,
ma anche davanti agli uomini.

22]Con loro abbiamo inviato anche il nostro fratello,
di cui abbiamo più volte sperimentato lo zelo in molte circostanze;
egli è ora più zelante che mai per la grande fiducia che ha in voi.

23]Quanto a Tito,
egli è mio compagno e collaboratore presso di voi;
quanto ai nostri fratelli,
essi sono delegati delle Chiese e a gloria di Cristo.

24]Date dunque a loro la prova del vostro affetto e della legittimità del nostro vanto per voi davanti a tutte le Chiese.

CAP 9] MUSICA <21.
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1]Riguardo poi a questo servizio in favore dei santi,
è superfluo che ve ne scriva.

2]Conosco infatti bene la vostra buona volontà,
e ne faccio vanto con i Macèdoni dicendo che l'Acaia è pronta fin dallo scorso anno e gia molti sono stati stimolati dal vostro zelo.

3]I fratelli poi li ho mandati perché il nostro vanto per voi su questo punto non abbia a dimostrarsi vano,
ma siate realmente pronti,
come vi dicevo,
perché
4]non avvenga che,
venendo con me alcuni Macèdoni,
vi trovino impreparati e noi dobbiamo arrossire,
per non dire anche voi,
di questa nostra fiducia.

5]Ho quindi ritenuto necessario invitare i fratelli a recarsi da voi prima di me,
per organizzare la vostra offerta gia promessa,
perché essa sia pronta come una vera offerta e non come una spilorceria.

6]Tenete a mente che chi semina scarsamente,
scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza,
con larghezza raccoglierà.

7]Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore,
non con tristezza ne per forza,
perché Dio ama chi dona con gioia.

8]Del resto,
Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché,
avendo sempre il necessario in tutto,
possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.

9]come sta scritto:
ha largheggiato,
ha dato ai poveri;
la sua giustizia dura in eterno.

10]Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento,
somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente e farà crescere i frutti della vostra giustizia.

11]Così sarete ricchi per ogni generosità,
la quale poi farà salire a Dio l'inno di ringraziamento per mezzo nostro.

12]Perché l'adempimento di questo servizio sacro non provvede soltanto alle necessità dei santi,
ma ha anche maggior valore per i molti ringraziamenti a Dio.

13]A causa della bella prova di questo servizio essi ringrazieranno Dio per la vostra obbedienza e accettazione del vangelo di Cristo,
e per la generosità della vostra comunione con loro e con tutti;

14]e pregando per voi manifesteranno il loro affetto a causa della straordinaria grazia di Dio effusa sopra di voi.

15]Grazie a Dio per questo suo ineffabile dono! http:
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SECONDA LETTERA AI CORINZI

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SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 10]
1]Ora io stesso,
Paolo,
vi esorto per la dolcezza e la mansuetudine di Cristo,
io davanti a voi così meschino,
ma di lontano così animoso con voi;

2]vi supplico di far in modo che non avvenga che io debba mostrare,
quando sarò tra voi,
quell'energia che ritengo di dover adoperare contro alcuni che pensano che noi camminiamo secondo la carne.

3]In realtà,
noi viviamo nella carne ma non militiamo secondo la carne.
Infatti le armi della nostra battaglia non sono carnali.

4]ma hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze.

5]distruggendo i ragionamenti e ogni baluardo che si leva contro la conoscenza di Dio,
e rendendo ogni intelligenza soggetta all'obbedienza al Cristo.

6]Perciò siamo pronti a punire qualsiasi disobbedienza,
non appena la vostra obbedienza sarà perfetta.

7]Guardate le cose bene in faccia:
se qualcuno ha in se stesso la persuasione di appartenere a Cristo,
si ricordi che se lui è di Cristo lo siamo anche noi.

8]In realtà,
anche se mi vantassi di più a causa della nostra autorità,
che il Signore ci ha dato per vostra edificazione e non per vostra rovina,
non avrò proprio da vergognarmene.

9]Non sembri che io vi voglia spaventare con le lettere!
10]Perché «le lettere - si dice - sono dure e forti,
ma la sua presenza fisica è debole e la parola dimessa».

11]Questo tale rifletta però che quali noi siamo a parole per lettera,
assenti,
tali saremo anche con i fatti,
di presenza.

12]Certo noi non abbiamo l'audacia di uguagliarci o paragonarci ad alcuni di quelli che si raccomandano da se;
ma mentre si misurano su di se e si paragonano con se stessi,
mancano di intelligenza.

13]Noi invece non ci vanteremo oltre misura,
ma secondo la norma della misura che Dio ci ha assegnato,
sì da poter arrivare fino a voi;

14]ne ci innalziamo in maniera indebita,
come se non fossimo arrivati fino a voi,
perché fino a voi siamo giunti col vangelo di Cristo.

15]ne ci vantiamo indebitamente di fatiche altrui,
ma abbiamo la speranza,
col crescere della vostra fede,
di crescere ancora nella vostra considerazione,
secondo la nostra misura.

16]per evangelizzare le regioni più lontane della vostra,
senza vantarci alla maniera degli altri delle cose gia fatte da altri.

17]Pertanto chi si vanta,
si vanti nel Signore;

18]perché non colui che si raccomanda da se viene approvato,
ma colui che il Signore raccomanda.

CAP 11]
1]Oh se poteste sopportare un pò di follia da parte mia! Ma,
certo,
voi mi sopportate.

2]Io provo infatti per voi una specie di gelosia divina,
avendovi promessi a un unico sposo,
per presentarvi quale vergine casta a Cristo.

3]Temo però che,
come il serpente nella sua malizia sedusse Eva,
così i vostri pensieri vengano in qualche modo traviati dalla loro semplicità e purezza nei riguardi di Cristo.

4]Se infatti il primo venuto vi predica un Gesù diverso da quello che vi abbiamo predicato noi o se si tratta di ricevere uno spirito diverso da quello che avete ricevuto o un altro vangelo che non avete ancora sentito,
voi siete ben disposti ad accettarlo.

5]Ora io ritengo di non essere in nulla inferiore a questi «superapostoli»!
6]E se anche sono un profano nell'arte del parlare,
non lo sono però nella dottrina,
come vi abbiamo dimostrato in tutto e per tutto davanti a tutti.

7]O forse ho commesso una colpa abbassando me stesso per esaltare voi,
quando vi ho annunziato gratuitamente il vangelo di Dio?
8]Ho spogliato altre Chiese accettando da loro il necessario per vivere,
allo scopo di servire voi.

9]E trovandomi presso di voi e pur essendo nel bisogno,
non sono stato d'aggravio a nessuno,
perché alle mie necessità hanno provveduto i fratelli giunti dalla Macedonia.
In ogni circostanza ho fatto il possibile per non esservi di aggravio e così farò in avvenire.

10]Com'è vero che c'è la verità di Cristo in me,
nessuno mi toglierà questo vanto in terra di Acaia!
11]Questo perché? Forse perché non vi amo? Lo sa Dio!
12]Lo faccio invece,
e lo farò ancora,
per troncare ogni pretesto a quelli che cercano un pretesto per apparire come noi in quello di cui si vantano.

13]Questi tali sono falsi apostoli,
operai fraudolenti,
che si mascherano da apostoli di Cristo.

14]cio non fa meraviglia,
perché anche satana si maschera da angelo di luce.

15]Non è perciò gran cosa se anche i suoi ministri si mascherano da ministri di giustizia;
ma la loro fine sarà secondo le loro opere.

16]Lo dico di nuovo:
nessuno mi consideri come un pazzo,
o se no ritenetemi pure come un pazzo,
perché possa anch'io vantarmi un poco.

17]Quello che dico,
però,
non lo dico secondo il Signore,
ma come da stolto,
nella fiducia che ho di potermi vantare.

18]Dal momento che molti si vantano da un punto di vista umano,
mi vanterò anch'io.

19]Infatti voi,
che pur siete saggi,
sopportate facilmente gli stolti.

20]In realtà sopportate chi vi riduce in servitù,
chi vi divora,
chi vi sfrutta,
chi è arrogante,
chi vi colpisce in faccia.

21]Lo dico con vergogna;
come siamo stati deboli! Però in quello in cui qualcuno osa vantarsi,
lo dico da stolto,
oso vantarmi anch'io.

22]Sono Ebrei? Anch'io! Sono Israeliti? Anch'io! Sono stirpe di Abramo? Anch'io!
23]Sono ministri di Cristo? Sto per dire una pazzia,
io lo sono più di loro:
molto di più nelle fatiche,
molto di più nelle prigionie,
infinitamente di più nelle percosse,
spesso in pericolo di morte.

24]Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi;

25]tre volte sono stato battuto con le verghe,
una volta sono stato lapidato,
tre volte ho fatto naufragio,
ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde.

26]Viaggi innumerevoli,
pericoli di fiumi,
pericoli di briganti,
pericoli dai miei connazionali,
pericoli dai pagani,
pericoli nella città,
pericoli nel deserto,
pericoli sul mare,
pericoli da parte di falsi fratelli;

27]fatica e travaglio,
veglie senza numero,
fame e sete,
frequenti digiuni,
freddo e nudità.

28]E oltre a tutto questo,
il mio assillo quotidiano,
la preoccupazione per tutte le Chiese.

29]Chi è debole,
che anch'io non lo sia? Chi riceve scandalo,
che io non ne frema?
30]Se è necessario vantarsi,
mi vanterò di quanto si riferisce alla mia debolezza.

31]Dio e Padre del Signore Gesù,
lui che è benedetto nei secoli,
sa che non mentisco.

32]A Damasco,
il governatore del re Areta montava la guardia alla città dei Damasceni per catturarmi,

33]ma da una finestra fui calato per il muro in una cesta e così sfuggii dalle sue mani.


SECONDA LETTERA AI CORINZI


CAP 12]

SECONDA LETTERA AI CORINZI

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1]Bisogna vantarsi? Ma cio non conviene! Pur tuttavia verrò alle visioni e alle rivelazioni del Signore.

2]Conosco un uomo in Cristo che,
quattordici anni fa - se con il corpo o fuori del corpo non lo so,
lo sa Dio – fu rapito fino al terzo cielo.

3]E so che quest'uomo - se con il corpo o senza corpo non lo so,
lo sa Dio –
4]fu rapito in paradiso e udì parole indicibili che non è lecito ad alcuno pronunziare.

5]Di lui io mi vanterò! Di me stesso invece non mi vanterò fuorchè delle mie debolezze.

6]Certo,
se volessi vantarmi,
non sarei insensato,
perché direi solo la verità;
ma evito di farlo,
perché nessuno mi giudichi di più di quello che vede o sente da me.

7]Perché non montassi in superbia per la grandezza delle rivelazioni,
mi è stata messa una spina nella carne,
un inviato di satana incaricato di schiaffeggiarmi,
perché io non vada in superbia.

8]A causa di questo per ben tre volte ho pregato il Signore che l'allontanasse da me.

9]Ed egli mi ha detto:
«Ti basta la mia grazia;
la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza».
Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze,
perché dimori in me la potenza di Cristo.

10]Perciò mi compiaccio nelle mie infermità,
negli oltraggi,
nelle necessità,
nelle persecuzioni,
nelle angosce sofferte per Cristo:
quando sono debole,
è allora che sono forte.

11]Sono diventato pazzo;
ma siete voi che mi ci avete costretto.
Infatti avrei dovuto essere raccomandato io da voi,
perché non sono per nulla inferiore a quei «superapostoli»,
anche se sono un nulla.

12]Certo,
in mezzo a voi si sono compiuti i segni del vero apostolo,
in una pazienza a tutta prova,
con segni,
prodigi e miracoli.

13]In che cosa infatti siete stati inferiori alle altre Chiese,
se non in questo,
che io non vi sono stato d'aggravio? Perdonatemi questa ingiustizia!
14]Ecco,
è la terza volta che sto per venire da voi,
e non vi sarò di peso,
perché non cerco i vostri beni,
ma voi.
Infatti non spetta ai figli mettere da parte per i genitori,
ma ai genitori per i figli.

15]Per conto mio mi prodigherò volentieri,
anzi consumerò me stesso per le vostre anime.
Se io vi amo più intensamente,
dovrei essere riamato di meno?
16]Ma sia pure che io non vi sono stato di peso;
però,
scaltro come sono,
vi ho preso con inganno.

17]Vi ho forse sfruttato per mezzo di qualcuno di quelli che ho inviato tra voi?
18]Ho vivamente pregato Tito di venire da voi e ho mandato insieme con lui quell'altro fratello.
Forse Tito vi ha sfruttato in qualche cosa? Non abbiamo forse noi due camminato con lo stesso spirito,
sulle medesime tracce?
19]Certo,
da tempo vi immaginate che stiamo facendo la nostra difesa davanti a voi.
Ma noi parliamo davanti a Dio,
in Cristo,
e tutto,
carissimi,
è per la vostra edificazione.

20]Temo infatti che,
venendo,
non vi trovi come desidero e che a mia volta venga trovato da voi quale non mi desiderate;
che per caso non vi siano contese,
invidie,
animosità,
dissensi,
maldicenze,
insinuazioni,
superbie,
disordini,

21]e che,
alla mia venuta,
il mio Dio mi umilii davanti a voi e io abbia a piangere su molti che hanno peccato in passato e non si sono convertiti dalle impurità,
dalla fornicazione e dalle dissolutezze che hanno commesso.

CAP 13]
1]Questa è la terza volta che vengo da voi.
Ogni questione si deciderà sulla dichiarazione di due o tre testimoni.

2]L'ho detto prima e lo ripeto ora,
allora presente per la seconda volta e ora assente,
a tutti quelli che hanno peccato e a tutti gli altri:
quando verrò di nuovo non perdonerò più,

3]dal momento che cercate una prova che Cristo parla in me,
lui che non è debole,
ma potente in mezzo a voi.

4]Infatti egli fu crocifisso per la sua debolezza,
ma vive per la potenza di Dio.
E anche noi che siamo deboli in lui,
saremo vivi con lui per la potenza di Dio nei vostri riguardi.

5]Esaminate voi stessi se siete nella fede,
mettetevi alla prova.
Non riconoscete forse che Gesù Cristo abita in voi? A meno che la prova non sia contro di voi!
6]Spero tuttavia che riconoscerete che essa non è contro di noi.

7]Noi preghiamo Dio che non facciate alcun male,
e non per apparire noi superiori nella prova,
ma perché voi facciate il bene e noi restiamo come senza prova.

8]Non abbiamo infatti alcun potere contro la verità,
ma per la verità;

9]perciò ci rallegriamo quando noi siamo deboli e voi siete forti.
Noi preghiamo anche per la vostra perfezione.

10]Per questo vi scrivo queste cose da lontano:
per non dover poi,
di presenza,
agire severamente con il potere che il Signore mi ha dato per edificare e non per distruggere.

11]Per il resto,
fratelli,
state lieti,
tendete alla perfezione,
fatevi coraggio a vicenda,
abbiate gli stessi sentimenti,
vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.

12]Salutatevi a vicenda con il bacio santo.
Tutti i santi vi salutano.

13]La grazia del Signore Gesù Cristo,
l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.


LETTERA AGLI EBREI

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SECONDA LETTERA AI CORINZI

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LETTERA AGLI EBREI


cap 1]
1]Dio,
che aveva gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti,
ultimamente,

2]in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio,
che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo.

3]Questo Figlio,
che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola,
dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei cieli,

4]ed è diventato tanto superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.

5]Infatti a quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio;
oggi ti ho generato? E ancora:
Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio?
6]E di nuovo,
quando introduce il primogenito nel mondo,
dice:
Lo adorino tutti gli angeli di Dio.

7]Mentre degli angeli dice:
Egli fa i suoi angeli pari ai venti,
e i suoi ministri come fiamma di fuoco,

8]del Figlio invece afferma:
Il tuo trono,
Dio,
sta in eterno e:
Scettro giusto è lo scettro del tuo regno;

9]hai amato la giustizia e odiato l'iniquità,
perciò ti unse Dio,
il tuo Dio,
con olio di esultanza più dei tuoi compagni.

10]E ancora:
Tu,
Signore,
da principio hai fondato la terra e opera delle tue mani sono i cieli.

11]Essi periranno,
ma tu rimani;
invecchieranno tutti come un vestito.

12]Come un mantello li avvolgerai,
come un abito e saranno cambiati;
ma tu rimani lo stesso,
e gli anni tuoi non avranno fine.

13]A quale degli angeli poi ha mai detto:
Siedi alla mia destra,
finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?
14]Non sono essi tutti spiriti incaricati di un ministero,
inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza?

LETTERA AGLI EBREI


cap 2]
1]Proprio per questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a quelle cose che abbiamo udito,
per non andare fuori strada.

2]Se,
infatti,
la parola trasmessa per mezzo degli angeli si è dimostrata salda,
e ogni trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta punizione,

3]come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? Questa infatti,
dopo essere stata promulgata all'inizio dal Signore,
è stata confermata in mezzo a noi da quelli che l'avevano udita,

4]mentre Dio testimoniava nello stesso tempo con segni e prodigi e miracoli d'ogni genere e doni dello Spirito Santo,
distribuiti secondo la sua volontà.

5]Non certo a degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro,
del quale parliamo.

6]Anzi,
qualcuno in un passo ha testimoniato:
Che cos'è l'uomo perché ti ricordi di lui o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi?
7]Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli,
di gloria e di onore l'hai coronato
8]e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi.
Avendogli assoggettato ogni cosa,
nulla ha lasciato che non gli fosse sottomesso.
Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa.

9]Però quel Gesù,
che fu fatto di poco inferiore agli angeli,
lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto,
perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.

10]Ed era ben giusto che colui,
per il quale e del quale sono tutte le cose,
volendo portare molti figli alla gloria,
rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.

11]Infatti,
colui che santifica e coloro che sono santificati provengono tutti da una stessa origine;
per questo non si vergogna di chiamarli fratelli,

12]dicendo:
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi;

13]e ancora:
Io metterò la mia fiducia in lui;
e inoltre:
Eccoci,
io e i figli che Dio mi ha dato.

14]Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne,
anch'egli ne è divenuto partecipe,
per ridurre all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere,
cioè il diavolo,

15]e liberare così quelli che per timore della morte erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.

16]Egli infatti non si prende cura degli angeli,
ma della stirpe di Abramo si prende cura.

17]Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli,
per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio,
allo scopo di espiare i peccati del popolo.

18]Infatti proprio per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente,
è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.


LETTERA AGLI EBREI


cap 3]
1]Perciò,
fratelli santi,
partecipi di una vocazione celeste,
fissate bene lo sguardo in Gesù,
l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo,

2]il quale è fedele a colui che l'ha costituito,
come lo fu anche Mose in tutta la sua casa.

3]Ma in confronto a Mose,
egli è stato giudicato degno di tanta maggior gloria,
quanto l'onore del costruttore della casa supera quello della casa stessa.

4]Ogni casa infatti viene costruita da qualcuno;
ma colui che ha costruito tutto è Dio.

5]In verità Mose fu fedele in tutta la sua casa come servitore,
per rendere testimonianza di cio che doveva essere annunziato più tardi;

6]Cristo,
invece,
lo fu come figlio costituito sopra la sua propria casa.
E la sua casa siamo noi,
se conserviamo la libertà e la speranza di cui ci vantiamo.

7]Per questo,
come dice lo Spirito Santo:
Oggi,
se udite la sua voce,

8]non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione,
il giorno della tentazione nel deserto,

9]dove mi tentarono i vostri padri mettendomi alla prova,
pur avendo visto per quarant'anni le mie opere.

10]Perciò mi disgustai di quella generazione e dissi:
Sempre hanno il cuore sviato.
Non hanno conosciuto le mie vie.

11]Così ho giurato nella mia ira:
Non entreranno nel mio riposo.

12]Guardate perciò,
fratelli,
che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente.

13]Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno,
finché dura quest'oggi,
perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato.

14]Siamo diventati infatti partecipi di Cristo,
a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuta da principio.

15]Quando pertanto si dice:
Oggi,
se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione,

16]chi furono quelli che,
dopo aver udita la sua voce,
si ribellarono? Non furono tutti quelli che erano usciti dall'Egitto sotto la guida di Mose?
17]E chi furono coloro di cui si è disgustato per quarant'anni? Non furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri nel deserto?
18]E a chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo,
se non a quelli che non avevano creduto?
19]In realtà vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro mancanza di fede.


LETTERA AGLI EBREI


cap 4]
1]Dobbiamo dunque temere che,
mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo,
qualcuno di voi ne sia giudicato escluso.

2]Poiché anche a noi,
al pari di quelli,
è stata annunziata una buona novella:
purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla,
non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato.

3]Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo,
secondo cio che egli ha detto:
Sicché ho giurato nella mia ira:
Non entreranno nel mio riposo! Questo,
benché le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo.

4]Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno:
E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue.

5]E ancora in questo passo:
Non entreranno nel mio riposo!
6]Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza,

7]egli fissa di nuovo un giorno,
oggi,
dicendo in Davide dopo tanto tempo:
Oggi,
se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori!
8]Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo,
Dio non avrebbe parlato,
in seguito,
di un altro giorno.

9]E` dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio.

10]Chi è entrato infatti nel suo riposo,
riposa anch'egli dalle sue opere,
come Dio dalle proprie.

11]Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo,
perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

12]Infatti la parola di Dio è viva,
efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio;
essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito,
delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.

13]Non v'è creatura che possa nascondersi davanti a lui,
ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.

14]Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote,
che ha attraversato i cieli,
Gesù,
Figlio di Dio,
manteniamo ferma la professione della nostra fede.

15]Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità,
essendo stato lui stesso provato in ogni cosa,
a somiglianza di noi,
escluso il peccato.

16]Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia,
per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno.


LETTERA AGLI EBREI


cap 5]
1]Ogni sommo sacerdote,
preso fra gli uomini,
viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio,
per offrire doni e sacrifici per i peccati.

2]In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore,
essendo anch'egli rivestito di debolezza;

3]proprio a causa di questa anche per se stesso deve offrire sacrifici per i peccati,
come lo fa per il popolo.

4]Nessuno può attribuire a se stesso questo onore,
se non chi è chiamato da Dio,
come Aronne.

5]Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote,
ma gliela conferì colui che gli disse:
Mio figlio sei tu,
oggi ti ho generato.

6]Come in un altro passo dice:
Tu sei sacerdote per sempre,
alla maniera di Melchìsedek.

7]Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà;

8]pur essendo Figlio,
imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì
9]e,
reso perfetto,
divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono,

10]essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek.

11]Su questo argomento abbiamo molte cose da dire,
difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire.

12]Infatti,
voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo,
avete di nuovo bisogno che qualcuno v'insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido.

13]Ora,
chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia,
perché è ancora un bambino.

14]Il nutrimento solido invece è per gli uomini fatti,
quelli che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.


LETTERA AGLI EBREI


cap 6]
1]Perciò,
lasciando da parte l'insegnamento iniziale su Cristo,
passiamo a cio che è più completo,
senza gettare di nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e della fede in Dio,

2]della dottrina dei battesimi,
dell'imposizione delle mani,
della risurrezione dei morti e del giudizio eterno.

3]Questo noi intendiamo fare,
se Dio lo permette.

4]Quelli infatti che sono stati una volta illuminati,
che hanno gustato il dono celeste,
sono diventati partecipi dello Spirito Santo
5]e hanno gustato la buona parola di Dio e le meraviglie del mondo futuro.

6]Tuttavia se sono caduti,
è impossibile rinnovarli una seconda volta portandoli alla conversione,
dal momento che per loro conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo espongono all'infamia.

7]Infatti una terra imbevuta della pioggia che spesso cade su di essa,
se produce erbe utili a quanti la coltivano,
riceve benedizione da Dio;

8]ma se produce pruni e spine,
non ha alcun valore ed è vicina alla maledizione:
sarà infine arsa dal fuoco!
9]Quanto a voi però,
carissimi,
anche se parliamo così,
siamo certi che sono in voi cose migliori e che portano alla salvezza.

10]Dio infatti non è ingiusto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome,
con i servizi che avete reso e rendete tuttora ai santi.

11]Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine,

12]e perché non diventiate pigri,
ma piuttosto imitatori di coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi delle promesse.

13]Quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo,
non potendo giurare per uno superiore a se,
giurò per se stesso,

14]dicendo:
Ti benedirò e ti moltiplicherò molto.

15]Così,
avendo perseverato,
Abramo conseguì la promessa.

16]Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni controversia.

17]Perciò Dio,
volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l'irrevocabilità della sua decisione,
intervenne con un giuramento
18]perché grazie a due atti irrevocabili,
nei quali è impossibile che Dio mentisca,
noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande incoraggiamento nell'afferrarci saldamente alla speranza che ci è posta davanti.

19]In essa infatti noi abbiamo come un'àncora della nostra vita,
sicura e salda,
la quale penetra fin nell'interno del velo del santuario,

20]dove Gesù è entrato per noi come precursore,
essendo divenuto sommo sacerdote per sempre alla maniera di Melchìsedek.


LETTERA AGLI EBREI


cap 7]
1]Questo Melchìsedek infatti,
re di Salem,
sacerdote del Dio Altissimo,
andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse;

2]a lui Abramo diede la decima di ogni cosa;
anzitutto il suo nome tradotto significa re di giustizia;
è inoltre anche re di Salem,
cioè re di pace.

3]Egli è senza padre,
senza madre,
senza genealogia,
senza principio di giorni ne fine di vita,
fatto simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno.

4]Considerate pertanto quanto sia grande costui,
al quale Abramo,
il patriarca,
diede la decima del suo bottino.

5]In verità anche quelli dei figli di Levi,
che assumono il sacerdozio,
hanno il mandato di riscuotere,
secondo la legge,
la decima dal popolo,
cioè dai loro fratelli,
essi pure discendenti da Abramo.

6]Egli invece,
che non era della loro stirpe,
prese la decima da Abramo e benedisse colui che era depositario della promessa.

7]Ora,
senza dubbio,
è l'inferiore che è benedetto dal superiore.

8]Inoltre,
qui riscuotono le decime uomini mortali;
la invece le riscuote uno di cui si attesta che vive.

9]Anzi si può dire che lo stesso Levi,
che pur riceve le decime,
ha versato la sua decima in Abramo:

10]egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek.

11]Or dunque,
se la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico – sotto di esso il popolo ha ricevuto la legge - che bisogno c'era che sorgesse un altro sacerdote alla maniera di Melchìsedek,
e non invece alla maniera di Aronne?
12]Infatti,
mutato il sacerdozio,
avviene necessariamente anche un mutamento della legge.

13]Questo si dice di chi è appartenuto a un'altra tribù,
della quale nessuno mai fu addetto all'altare.

14]E` noto infatti che il Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù Mose non disse nulla riguardo al sacerdozio.

15]cio risulta ancor più evidente dal momento che,
a somiglianza di Melchìsedek,
sorge un altro sacerdote,

16]che non è diventato tale per ragione di una prescrizione carnale,
ma per la potenza di una vita indefettibile.

17]Gli è resa infatti questa testimonianza:
Tu sei sacerdote in eterno alla maniera di Melchìsedek.

18]Si ha così l'abrogazione di un ordinamento precedente a causa della sua debolezza e inutilità –
19]la legge infatti non ha portato nulla alla perfezione - e si ha invece l'introduzione di una speranza migliore,
grazie alla quale ci avviciniamo a Dio.

20]Inoltre cio non avvenne senza giuramento.
Quelli infatti diventavano sacerdoti senza giuramento;

21] costui al contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
Il Signore ha giurato e non si pentirà:
tu sei sacerdote per sempre.

22]Per questo,
Gesù è diventato garante di un'alleanza migliore.

23]Inoltre,
quelli sono diventati sacerdoti in gran numero,
perché la morte impediva loro di durare a lungo;

24]egli invece,
poiché resta per sempre,
possiede un sacerdozio che non tramonta.

25]Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio,
essendo egli sempre vivo per intercedere a loro favore.

26]Tale era infatti il sommo sacerdote che ci occorreva:
santo,
innocente,
senza macchia,
separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli;

27]egli non ha bisogno ogni giorno,
come gli altri sommi sacerdoti,
di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo,
poiché egli ha fatto questo una volta per tutte,
offrendo se stesso.

28]La legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all'umana debolezza,
ma la parola del giuramento,
posteriore alla legge,
costituisce il Figlio che è stato reso perfetto in eterno.


LETTERA AGLI EBREI


cap 8]
1]Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo:
noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli,

2]ministro del santuario e della vera tenda che il Signore,
e non un uomo,
ha costruito.

3]Ogni sommo sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e sacrifici:
di qui la necessità che anch'egli abbia qualcosa da offrire.

4]Se Gesù fosse sulla terra,
egli non sarebbe neppure sacerdote,
poiché vi sono quelli che offrono i doni secondo la legge.

5]Questi però attendono a un servizio che è una copia e un'ombra delle realtà celesti,
secondo quanto fu detto da Dio a Mose,
quando stava per costruire la Tenda:
Guarda,
disse,
di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte.

6]Ora invece egli ha ottenuto un ministero tanto più eccellente quanto migliore è l'alleanza di cui è mediatore,
essendo questa fondata su migliori promesse.

7]Se la prima infatti fosse stata perfetta,
non sarebbe stato il caso di stabilirne un'altra.

8]Dio infatti,
biasimando il suo popolo,
dice:
Ecco vengono giorni,
dice il Signore,
quando io stipulerò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda un'alleanza nuova;

9]non come l'alleanza che feci con i loro padri,
nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dalla terra d'Egitto;
poiché essi non son rimasti fedeli alla mia alleanza,
anch'io non ebbi più cura di loro,
dice il Signore.

10]E questa è l'alleanza che io stipulerò con la casa d'Israele dopo quei giorni,
dice il Signore:
porrò le mie leggi nella loro mente e le imprimerò nei loro cuori;
sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.

11]ne alcuno avrà più da istruire il suo concittadino,
ne alcuno il proprio fratello,
dicendo:
Conosci il Signore! Tutti infatti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande di loro.

12]Perché io perdonerò le loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati.

13]Dicendo però alleanza nuova,
Dio ha dichiarato antiquata la prima;
ora,
cio che diventa antico e invecchia,
è prossimo a sparire.


LETTERA AGLI EBREI


cap 9]
1]Certo,
anche la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario terreno.

2]Fu costruita infatti una Tenda:
la prima,
nella quale vi erano il candelabro,
la tavola e i pani dell'offerta:
essa veniva chiamata il Santo.

3]Dietro il secondo velo poi c'era una Tenda,
detta Santo dei Santi,
con
4]l'altare d'oro per i profumi e l'arca dell'alleanza tutta ricoperta d'oro,
nella quale si trovavano un'urna d'oro contenente la manna,
la verga di Aronne che aveva fiorito e le tavole dell'alleanza.

5]E sopra l'arca stavano i cherubini della gloria,
che facevano ombra al luogo dell'espiazione.
Di tutte queste cose non è necessario ora parlare nei particolari.

6]Disposte in tal modo le cose,
nella prima Tenda entrano sempre i sacerdoti per celebrarvi il culto;

7]nella seconda invece solamente il sommo sacerdote,
una volta all'anno,
e non senza portarvi del sangue,
che egli offre per se stesso e per i peccati involontari del popolo.

8]Lo Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora aperta la via del santuario,
finché sussisteva la prima Tenda.

9]Essa infatti è una figura per il tempo attuale,
offrendosi sotto di essa doni e sacrifici che non possono rendere perfetto,
nella sua coscienza,
l'offerente,

10]trattandosi solo di cibi,
di bevande e di varie abluzioni,
tutte prescrizioni umane,
valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.

11]Cristo invece,
venuto come sommo sacerdote di beni futuri,
attraverso una Tenda più grande e più perfetta,
non costruita da mano di uomo,
cioè non appartenente a questa creazione,

12]non con sangue di capri e di vitelli,
ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario,
procurandoci così una redenzione eterna.

13]Infatti,
se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca,
sparsi su quelli che sono contaminati,
li santificano,
purificandoli nella carne,

14]quanto più il sangue di Cristo,
che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio,
purificherà la nostra coscienza dalla opere morte,
per servire il Dio vivente?
15]Per questo egli è mediatore di una nuova alleanza,
perché,
essendo ormai intervenuta la sua morte per la rendenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza,
coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata promessa.

16]Dove infatti c'è un testamento,
è necessario che sia accertata la morte del testatore,

17]perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive.

18]Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue.

19]Infatti dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mose,
secondo la legge,
questi,
preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua,
lana scarlatta e issòpo,
ne asperse il libro stesso e tutto il popolo,

20]dicendo:
Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito per voi.

21]Alla stessa maniera asperse con il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto.

22]Secondo la legge,
infatti,
quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste perdono.

23]Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti fossero purificati con tali mezzi;
le realtà celesti poi dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi.

24]Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d'uomo,
figura di quello vero,
ma nel cielo stesso,
per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore,

25]e non per offrire se stesso più volte,
come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui.

26]In questo caso,
infatti,
avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo.
Ora invece una volta sola,
alla pienezza dei tempi,
è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.

27]E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta,
dopo di che viene il giudizio,

28]così Cristo,
dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti,
apparirà una seconda volta,
senza alcuna relazione col peccato,
a coloro che l'aspettano per la loro salvezza.
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LETTERA AGLI EBREI


cap 10]
1]Avendo infatti la legge solo un'ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose,
non ha il potere di condurre alla perfezione,
per mezzo di quei sacrifici che si offrono continuamente di anno in anno,
coloro che si accostano a Dio.

2]Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli,
dal momento che i fedeli,
purificati una volta per tutte,
non avrebbero ormai più alcuna coscienza dei peccati?
3]Invece per mezzo di quei sacrifici si rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati,

4]poiché è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri.

5]Per questo,
entrando nel mondo,
Cristo dice:
Tu non hai voluto ne sacrificio ne offerta,
un corpo invece mi hai preparato.

6]Non hai gradito ne olocausti ne sacrifici per il peccato.

7]Allora ho detto:
Ecco,
io vengo - poiché di me sta scritto nel rotolo del libro - per fare,
o Dio,
la tua volontà.

8]Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito ne sacrifici ne offerte,
ne olocausti ne sacrifici per il peccato,
cose tutte che vengono offerte secondo la legge,

9]soggiunge:
Ecco,
io vengo a fare la tua volontà.
Con cio stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo.

10]Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati,
per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo,
fatta una volta per sempre.

11]Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati.

12]Egli al contrario,
avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio,

13]aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi.

14]Poiché con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati.

15]Questo ce lo attesta anche lo Spirito Santo.
Infatti,
dopo aver detto:

16]Questa è l'alleanza che io stipulerò con loro dopo quei giorni,
dice il Signore:
io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente,

17]dice:
E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità.

18]Ora,
dove c'è il perdono di queste cose,
non c'è più bisogno di offerta per il peccato.

19]Avendo dunque,
fratelli,
piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù,

20]per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo,
cioè la sua carne;

21]avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio,

22]accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede,
con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura.

23]Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza,
perché è fedele colui che ha promesso.

24]Cerchiamo anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone,

25]senza disertare le nostre riunioni,
come alcuni hanno l'abitudine di fare,
ma invece esortandoci a vicenda;
tanto più che potete vedere come il giorno si avvicina.

26]Infatti,
se pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità,
non rimane più alcun sacrificio per i peccati,

27]ma soltanto una terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli.

28]Quando qualcuno ha violato la legge di Mose,
viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni.

29]Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia?
30]Conosciamo infatti colui che ha detto:
A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora:
Il Signore giudicherà il suo popolo.

31]E` terribile cadere nelle mani del Dio vivente!
32]Richiamate alla memoria quei primi giorni nei quali,
dopo essere stati illuminati,
avete dovuto sopportare una grande e penosa lotta,

33]ora esposti pubblicamente a insulti e tribolazioni,
ora facendovi solidali con coloro che venivano trattati in questo modo.

34]Infatti avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete accettato con gioia di esser spogliati delle vostre sostanze,
sapendo di possedere beni migliori e più duraturi.

35]Non abbandonate dunque la vostra franchezza,
alla quale è riservata una grande ricompensa.

36]Avete solo bisogno di costanza,
perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate raggiungere la promessa.

37]Ancora un poco,
infatti,
un poco appena,
e colui che deve venire,
verrà e non tarderà.

38]Il mio giusto vivrà mediante la fede;
ma se indietreggia,
la mia anima non si compiace in lui.

39]Noi però non siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione,
bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima.


LETTERA AGLI EBREI


cap 11]
1]La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.

2]Per mezzo di questa fede gli antichi ricevettero buona testimonianza.

3]Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio,
sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede.

4]Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto,
attestando Dio stesso di gradire i suoi doni;
per essa,
benché morto,
parla ancora.

5]Per fede Enoch fu trasportato via,
in modo da non vedere la morte;
e non lo si trovò più,
perché Dio lo aveva portato via.
Prima infatti di essere trasportato via,
ricevette la testimonianza di essere stato gradito a Dio.

6]Senza la fede però è impossibile essergli graditi;
chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano.

7]Per fede Noè,
avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano,
costruì con pio timore un'arca a salvezza della sua famiglia;
e per questa fede condannò il mondo e divenne erede della giustizia secondo la fede.

8]Per fede Abramo,
chiamato da Dio,
obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità,
e partì senza sapere dove andava.

9]Per fede soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera,
abitando sotto le tende,
come anche Isacco e Giacobbe,
coeredi della medesima promessa.

10]Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta,
il cui architetto e costruttore è Dio stesso.

11]Per fede anche Sara,
sebbene fuori dell'età,
ricevette la possibilità di diventare madre perché ritenne fedele colui che glielo aveva promesso.

12]Per questo da un uomo solo,
e inoltre gia segnato dalla morte,
nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia innumerevole che si trova lungo la spiaggia del mare.

13]Nella fede morirono tutti costoro,
pur non avendo conseguito i beni promessi,
ma avendoli solo veduti e salutati di lontano,
dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la terra.

14]Chi dice così,
infatti,
dimostra di essere alla ricerca di una patria.

15]Se avessero pensato a quella da cui erano usciti,
avrebbero avuto possibilità di ritornarvi;

16]ora invece essi aspirano a una migliore,
cioè a quella celeste.
Per questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio:
ha preparato infatti per loro una città.

17]Per fede Abramo,
messo alla prova,
offrì Isacco e proprio lui,
che aveva ricevuto le promesse,
offrì il suo unico figlio,

18]del quale era stato detto:
In Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome.

19]Egli pensava infatti che Dio è capace di far risorgere anche dai morti:
per questo lo riebbe e fu come un simbolo.

20]Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esau anche riguardo a cose future.

21]Per fede Giacobbe,
morente,
benedisse ciascuno dei figli di Giuseppe e si prostrò,
appoggiandosi all'estremità del bastone.

22]Per fede Giuseppe,
alla fine della vita,
parlò dell'esodo dei figli d'Israele e diede disposizioni circa le proprie ossa.

23]Per fede Mose,
appena nato,
fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori,
perché videro che il bambino era bello;
e non ebbero paura dell'editto del re.

24]Per fede Mose,
divenuto adulto,
rifiutò di esser chiamato figlio della figlia del faraone,

25]preferendo essere maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per breve tempo del peccato.

26]Questo perché stimava l'obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei tesori d'Egitto;
guardava infatti alla ricompensa.

27]Per fede lasciò l'Egitto,
senza temere l'ira del re;
rimase infatti saldo,
come se vedesse l'invisibile.

28]Per fede celebrò la pasqua e fece l'aspersione del sangue,
perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti.

29]Per fede attraversarono il Mare Rosso come fosse terra asciutta;
questo tentarono di fare anche gli Egiziani,
ma furono inghiottiti.

30]Per fede caddero le mura di Gerico,
dopo che ne avevano fatto il giro per sette giorni.

31]Per fede Raab,
la prostituta,
non perì con gl'increduli,
avendo accolto con benevolenza gli esploratori.

32]E che dirò ancora? Mi mancherebbe il tempo,
se volessi narrare di Gedeone,
di Barak,
di Sansone,
di Iefte,
di Davide,
di Samuele e dei profeti,

33]i quali per fede conquistarono regni,
esercitarono la giustizia,
conseguirono le promesse,
chiusero le fauci dei leoni,

34]spensero la violenza del fuoco,
scamparono al taglio della spada,
trovarono forza dalla loro debolezza,
divennero forti in guerra,
respinsero invasioni di stranieri.

35]Alcune donne riacquistarono per risurrezione i loro morti.
Altri poi furono torturati,
non accettando la liberazione loro offerta,
per ottenere una migliore risurrezione.

36]Altri,
infine,
subirono scherni e flagelli,
catene e prigionia.

37]Furono lapidati,
torturati,
segati,
furono uccisi di spada,
andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra,
bisognosi,
tribolati,
maltrattati -
38]di loro il mondo non era degno! -,
vaganti per i deserti,
sui monti,
tra le caverne e le spelonche della terra.

39]Eppure,
tutti costoro,
pur avendo ricevuto per la loro fede una buona testimonianza,
non conseguirono la promessa:

40]Dio aveva in vista qualcosa di meglio per noi,
perché essi non ottenessero la perfezione senza di noi.


LETTERA AGLI EBREI


cap 12]
1]Anche noi dunque,
circondati da un così gran nugolo di testimoni,
deposto tutto cio che è di peso e il peccato che ci assedia,
corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti,

2]tenendo fisso lo sguardo su Gesù,
autore e perfezionatore della fede.
Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi,
si sottopose alla croce,
disprezzando l'ignominia,
e si è assiso alla destra del trono di Dio.

3]Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di se una così grande ostilità dei peccatori,
perché non vi stanchiate perdendovi d'animo.

4]Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato
5]e avete gia dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli:
Figlio mio,
non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui;

6]perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio.

7]E` per la vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come figli;
e qual è il figlio che non è corretto dal padre?
8]Se siete senza correzione,
mentre tutti ne hanno avuto la loro parte,
siete bastardi,
non figli!
9]Del resto,
noi abbiamo avuto come correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati;
non ci sottometteremo perciò molto di più al Padre degli spiriti,
per avere la vita?
10]Costoro infatti ci correggevano per pochi giorni,
come sembrava loro;
Dio invece lo fa per il nostro bene,
allo scopo di renderci partecipi della sua santità.

11]Certo,
ogni correzione,
sul momento,
non sembra causa di gioia,
ma di tristezza;
dopo però arreca un frutto di pace e di giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati addestrati.

12]Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia infiacchite
13]e raddrizzate le vie storte per i vostri passi,
perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi,
ma piuttosto a guarire.

14]Cercate la pace con tutti e la santificazione,
senza la quale nessuno vedrà mai il Signore,

15]vigilando che nessuno venga meno alla grazia di Dio.
Non spunti ne cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così molti ne siano infettati;

16]non vi sia nessun fornicatore o nessun profanatore,
come Esau,
che in cambio di una sola pietanza vendette la sua primogenitura.

17]E voi ben sapete che in seguito,
quando volle ereditare la benedizione,
fu respinto,
perché non trovò possibilità che il padre mutasse sentimento,
sebbene glielo richiedesse con lacrime.

18]Voi infatti non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco ardente,
ne a oscurità,
tenebra e tempesta,

19]ne a squillo di tromba e a suono di parole,
mentre quelli che lo udivano scongiuravano che Dio non rivolgesse più a loro la parola;

20]non potevano infatti sopportare l'intimazione:
Se anche una bestia tocca il monte sia lapidata.

21]Lo spettacolo,
in realtà,
era così terrificante che Mose disse:
Ho paura e tremo.

22]Voi vi siete invece accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente,
alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli,
all'adunanza festosa
23]e all'assemblea dei primogeniti iscritti nei cieli,
al Dio giudice di tutti e agli spiriti dei giusti portati alla perfezione,

24]al Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue dell'aspersione dalla voce più eloquente di quello di Abele.

25]Guardatevi perciò di non rifiutare Colui che parla;
perché se quelli non trovarono scampo per aver rifiutato colui che promulgava decreti sulla terra,
molto meno lo troveremo noi,
se volteremo le spalle a Colui che parla dai cieli.

26]La sua voce infatti un giorno scosse la terra;
adesso invece ha fatto questa promessa:
Ancora una volta io scuoterò non solo la terra,
ma anche il cielo.

27]La parola ancora una volta sta a indicare che le cose che possono essere scosse son destinate a passare,
in quanto cose create,
perché rimangano quelle che sono incrollabili.

28]Perciò,
poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile,
conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo un culto gradito a Dio,
con riverenza e timore;

29]perché il nostro Dio è un fuoco divoratore.


LETTERA AGLI EBREI


cap 13]
1]Perseverate nell'amore fraterno.

2]Non dimenticate l'ospitalità;
alcuni,
praticandola,
hanno accolto degli angeli senza saperlo.

3]Ricordatevi dei carcerati,
come se foste loro compagni di carcere,
e di quelli che soffrono,
essendo anche voi in un corpo mortale.

4]Il matrimonio sia rispettato da tutti e il talamo sia senza macchia.
I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio.

5]La vostra condotta sia senza avarizia;
accontentatevi di quello che avete,
perché Dio stesso ha detto:
Non ti lascerò e non ti abbandonerò.

6]Così possiamo dire con fiducia:
Il Signore è il mio aiuto,
non temerò.
Che mi potrà fare l'uomo?
7]Ricordatevi dei vostri capi,
i quali vi hanno annunziato la parola di Dio;
considerando attentamente l'esito del loro tenore di vita,
imitatene la fede.

8]Gesù Cristo è lo stesso ieri,
oggi e sempre!
9]Non lasciatevi sviare da dottrine diverse e peregrine,
perché è bene che il cuore venga rinsaldato dalla grazia,
non da cibi che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne usarono.

10]Noi abbiamo un altare del quale non hanno alcun diritto di mangiare quelli che sono al servizio del Tabernacolo.

11]Infatti i corpi degli animali,
il cui sangue vien portato nel santuario dal sommo sacerdote per i peccati,
vengono bruciati fuori dell'accampamento.

12]Perciò anche Gesù,
per santificare il popolo con il proprio sangue,
patì fuori della porta della città.

13]Usciamo dunque anche noi dall'accampamento e andiamo verso di lui,
portando il suo obbrobrio,

14]perché non abbiamo quaggiù una città stabile,
ma cerchiamo quella futura.

15]Per mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio di lode a Dio,
cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

16]Non scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri beni agli altri,
perché di tali sacrifici il Signore si compiace.

17]Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi,
perché essi vegliano su di voi,
come chi ha da renderne conto;
obbedite,
perché facciano questo con gioia e non gemendo:
cio non sarebbe vantaggioso per voi.

18]Pregate per noi,
poiché crediamo di avere una buona coscienza,
desiderando di comportarci bene in tutto.

19]Con maggiore insistenza poi vi esorto a farlo,
perché possa esservi restituito al più presto.

20]Il Dio della pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande delle pecore,
in virtù del sangue di un'alleanza eterna,
il Signore nostro Gesù,

21]vi renda perfetti in ogni bene,
perché possiate compiere la sua volontà,
operando in voi cio che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo,
al quale sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

22]Vi raccomando,
fratelli,
accogliete questa parola di esortazione;
proprio per questo molto brevemente vi ho scritto.

23]Sappiate che il nostro fratello Timoteo è stato messo in libertà;
se arriva presto,
vi vedrò insieme con lui.

24]Salutate tutti i vostri capi e tutti i santi.
Vi salutano quelli d'Italia.
La grazia sia con tutti voi.
LETTERA AGLI EFESINI

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LETTERA AGLI EFESINI


cap 1]
1]Paolo,
apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio,
ai santi che sono in Efeso,
credenti in Cristo Gesù:

2]grazia a voi e pace da Dio,
Padre nostro,
e dal Signore Gesù Cristo.

3]Benedetto sia Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli,
in Cristo.

4]In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo,
per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,

5]predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,

6]secondo il beneplacito della sua volontà.
E questo a lode e gloria della sua grazia,
che ci ha dato nel suo Figlio diletto;

7]nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue,
la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia.

8]Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza,

9]poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà,
secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito
10]per realizzarlo nella pienezza dei tempi:
il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose,
quelle del cielo come quelle della terra.

11]In lui siamo stati fatti anche eredi,
essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà,

12]perché noi fossimo a lode della sua gloria,
noi,
che per primi abbiamo sperato in Cristo.

13]In lui anche voi,
dopo aver ascoltato la parola della verità,
il vangelo della vostra salvezza e avere in esso creduto,
avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso,

14]il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato,
a lode della sua gloria.

15]Perciò anch'io,
avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell'amore che avete verso tutti i santi,

16]non cesso di render grazie per voi,
ricordandovi nelle mie preghiere,

17]perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo,
il Padre della gloria,
vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui.

18]Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati,
quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi
19]e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l'efficacia della sua forza
20]che egli manifestò in Cristo,
quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli,

21]al di sopra di ogni principato e autorità,
di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro.

22]Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa,

23]la quale è il suo corpo,
la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.


LETTERA AGLI EFESINI


cap 2]
1]Anche voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati,

2]nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo,
seguendo il principe delle potenze dell'aria,
quello spirito che ora opera negli uomini ribelli.

3]Nel numero di quei ribelli,
del resto,
siamo vissuti anche tutti noi,
un tempo,
con i desideri della nostra carne,
seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi;
ed eravamo per natura meritevoli d'ira,
come gli altri.

4]Ma Dio,
ricco di misericordia,
per il grande amore con il quale ci ha amati,

5]da morti che eravamo per i peccati,
ci ha fatti rivivere con Cristo:
per grazia infatti siete stati salvati.

6]Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli,
in Cristo Gesù,

7]per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.

8]Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede;
e cio non viene da voi,
ma è dono di Dio;

9]ne viene dalle opere,
perché nessuno possa vantarsene.

10]Siamo infatti opera sua,
creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo.

11]Perciò ricordatevi che un tempo voi,
pagani per nascita,
chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi perché tali sono nella carne per mano di uomo,

12]ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo,
esclusi dalla cittadinanza d'Israele,
estranei ai patti della promessa,
senza speranza e senza Dio in questo mondo.

13]Ora invece,
in Cristo Gesù,
voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo.

14]Egli infatti è la nostra pace,
colui che ha fatto dei due un popolo solo,
abbattendo il muro di separazione che era frammezzo,
cioè l'inimicizia,

15]annullando,
per mezzo della sua carne,
la legge fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso,
dei due,
un solo uomo nuovo,
facendo la pace,

16]e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
distruggendo in se stesso l'inimicizia.

17]Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini.

18]Per mezzo di lui possiamo presentarci,
gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.

19]Così dunque voi non siete più stranieri ne ospiti,
ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio,

20]edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti,
e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.

21]In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore;

22]in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito.


LETTERA AGLI EFESINI


cap 3]
1]Per questo,
io Paolo,
il prigioniero di Cristo per voi Gentili.

2]penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio,
a me affidato a vostro beneficio:

3]come per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero di cui sopra vi ho scritto brevemente.

4]Dalla lettura di cio che ho scritto potete ben capire la mia comprensione del mistero di Cristo.

5]Questo mistero non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito:

6]che i Gentili cioè sono chiamati,
in Cristo Gesù,
a partecipare alla stessa eredità,
a formare lo stesso corpo,
e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo,

7]del quale sono divenuto ministro per il dono della grazia di Dio a me concessa in virtù dell'efficacia della sua potenza.

8]A me,
che sono l'infimo fra tutti i santi,
è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo,

9]e di far risplendere agli occhi di tutti qual è l'adempimento del mistero nascosto da secoli nella mente di Dio,
creatore dell'universo,

10]perché sia manifestata ora nel cielo,
per mezzo della Chiesa,
ai Principati e alle Potestà la multiforme sapienza di Dio,

11]secondo il disegno eterno che ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore,

12]il quale ci dá il coraggio di avvicinarci in piena fiducia a Dio per la fede in lui.

13]Vi prego quindi di non perdervi d'animo per le mie tribolazioni per voi;
sono gloria vostra.

14]Per questo,
dico,
io piego le ginocchia davanti al Padre,

15]dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome,

16]perché vi conceda,
secondo la ricchezza della sua gloria,
di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo interiore.

17]Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così,
radicati e fondati nella carità,

18]siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l'ampiezza,
la lunghezza,
l'altezza e la profondità,

19]e conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza,
perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio.

20]A colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare,
secondo la potenza che gia opera in noi,

21]a lui la gloria nella Chiesa e in Cristo Gesù per tutte le generazioni,
nei secoli dei secoli! Amen.
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cap 4]
1]Vi esorto dunque io,
il prigioniero nel Signore,
a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto,

2]con ogni umiltà,
mansuetudine e pazienza,
sopportandovi a vicenda con amore,

3]cercando di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.

4]Un solo corpo,
un solo spirito,
come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati,
quella della vostra vocazione;

5]un solo Signore,
una sola fede,
un solo battesimo.

6]Un solo Dio Padre di tutti,
che è al di sopra di tutti,
agisce per mezzo di tutti ed è presente in tutti.

7]A ciascuno di noi,
tuttavia,
è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo.

8]Per questo sta scritto:
Ascendendo in cielo ha portato con se prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.

9]Ma che significa la parola «ascese»,
se non che prima era disceso quaggiù sulla terra?
10]Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli,
per riempire tutte le cose.

11]E` lui che ha stabilito alcuni come apostoli,
altri come profeti,
altri come evangelisti,
altri come pastori e maestri,

12]per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero,
al fine di edificare il corpo di Cristo,

13]finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio,
allo stato di uomo perfetto,
nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo.

14]Questo affinchè non siamo più come fanciulli sballottati dalle onde e portati qua e la da qualsiasi vento di dottrina,
secondo l'inganno degli uomini,
con quella loro astuzia che tende a trarre nell'errore.

15]Al contrario,
vivendo secondo la verità nella carità,
cerchiamo di crescere in ogni cosa verso di lui,
che è il capo,
Cristo,

16]dal quale tutto il corpo,
ben compaginato e connesso,
mediante la collaborazione di ogni giuntura,
secondo l'energia propria di ogni membro,
riceve forza per crescere in modo da edificare se stesso nella carità.

17]Vi dico dunque e vi scongiuro nel Signore:
non comportatevi più come i pagani nella vanità della loro mente,

18]accecati nei loro pensieri,
estranei alla vita di Dio a causa dell'ignoranza che è in loro,
e per la durezza del loro cuore.

19]Diventati così insensibili,
si sono abbandonati alla dissolutezza,
commettendo ogni sorta di impurità con avidità insaziabile.

20]Ma voi non così avete imparato a conoscere Cristo,

21]se proprio gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti,
secondo la verità che è in Gesù,

22]per la quale dovete deporre l'uomo vecchio con la condotta di prima,
l'uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici
23]e dovete rinnovarvi nello spirito della vostra mente
24]e rivestire l'uomo nuovo,
creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera.

25]Perciò,
bando alla menzogna:
dite ciascuno la verità al proprio prossimo;
perché siamo membra gli uni degli altri.

26]Nell'ira,
non peccate;
non tramonti il sole sopra la vostra ira,

27]e non date occasione al diavolo.

28]Chi è avvezzo a rubare non rubi più,
anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani,
per farne parte a chi si trova in necessità.

29]Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca;
ma piuttosto,
parole buone che possano servire per la necessaria edificazione,
giovando a quelli che ascoltano.

30]E non vogliate rattristare lo Spirito Santo di Dio,
col quale foste segnati per il giorno della redenzione.

31]Scompaia da voi ogni asprezza,
sdegno,
ira,
clamore e maldicenza con ogni sorta di malignità.

32]Siate invece benevoli gli uni verso gli altri,
misericordiosi,
perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.


LETTERA AGLI EFESINI


cap 5]
1]Fatevi dunque imitatori di Dio,
quali figli carissimi,

2]e camminate nella carità,
nel modo che anche Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per noi,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

3]Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia,
neppure se ne parli tra voi,
come si addice a santi;

4]lo stesso si dica per le volgarità,
insulsaggini,
trivialità:
cose tutte sconvenienti.
Si rendano invece azioni di grazie!
5]Perché,
sappiatelo bene,
nessun fornicatore,
o impuro,
o avaro - che è roba da idolàtri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio.

6]Nessuno vi inganni con vani ragionamenti:
per queste cose infatti piomba l'ira di Dio sopra coloro che gli resistono.

7]Non abbiate quindi niente in comune con loro.

8]Se un tempo eravate tenebra,
ora siete luce nel Signore.
Comportatevi perciò come i figli della luce;

9]il frutto della luce consiste in ogni bontà,
giustizia e verità.

10]Cercate cio che è gradito al Signore,

11]e non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre,
ma piuttosto condannatele apertamente,

12]poiché di quanto viene fatto da costoro in segreto è vergognoso perfino parlare.

13]Tutte queste cose che vengono apertamente condannate sono rivelate dalla luce,
perché tutto quello che si manifesta è luce.

14]Per questo sta scritto:
«Svegliati,
o tu che dormi,
destati dai morti e Cristo ti illuminerà».

15]Vigilate dunque attentamente sulla vostra condotta,
comportandovi non da stolti,
ma da uomini saggi;

16]profittando del tempo presente,
perché i giorni sono cattivi.

17]Non siate perciò inconsiderati,
ma sappiate comprendere la volontà di Dio.

18]E non ubriacatevi di vino,
il quale porta alla sfrenatezza,
ma siate ricolmi dello Spirito,

19]intrattenendovi a vicenda con salmi,
inni,
cantici spirituali,
cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore,

20]rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre,
nel nome del Signore nostro Gesù Cristo.

21]Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.

22]Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore;

23]il marito infatti è capo della moglie,
come anche Cristo è capo della Chiesa,
lui che è il salvatore del suo corpo.

24]E come la Chiesa sta sottomessa a Cristo,
così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in tutto.

25]E voi,
mariti,
amate le vostre mogli,
come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei,

26]per renderla santa,
purificandola per mezzo del lavacro dell'acqua accompagnato dalla parola,

27]al fine di farsi comparire davanti la sua Chiesa tutta gloriosa,
senza macchia ne ruga o alcunchè di simile,
ma santa e immacolata.

28]Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo,
perché chi ama la propria moglie ama se stesso.

29]Nessuno mai infatti ha preso in odio la propria carne;
al contrario la nutre e la cura,
come fa Cristo con la Chiesa,

30]poiché siamo membra del suo corpo.

31]Per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola.

32]Questo mistero è grande;
lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!
33]Quindi anche voi,
ciascuno da parte sua,
ami la propria moglie come se stesso,
e la donna sia rispettosa verso il marito.


LETTERA AGLI EFESINI


cap 6]
1]Figli,
obbedite ai vostri genitori nel Signore,
perché questo è giusto.

2]Onora tuo padre e tua madre:
è questo il primo comandamento associato a una promessa:

3]perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra.

4]E voi,
padri,
non inasprite i vostri figli,
ma allevateli nell'educazione e nella disciplina del Signore.

5]Schiavi,
obbedite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore,
con semplicità di spirito,
come a Cristo,

6]e non servendo per essere visti,
come per piacere agli uomini,
ma come servi di Cristo,
compiendo la volontà di Dio di cuore,

7]prestando servizio di buona voglia come al Signore e non come a uomini.

8]Voi sapete infatti che ciascuno,
sia schiavo sia libero,
riceverà dal Signore secondo quello che avrà fatto di bene.

9]Anche voi,
padroni,
comportatevi allo stesso modo verso di loro,
mettendo da parte le minacce,
sapendo che per loro come per voi c'è un solo Signore nel cielo,
e che non v'è preferenza di persone presso di lui.

10]Per il resto,
attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza.

11]Rivestitevi dell'armatura di Dio,
per poter resistere alle insidie del diavolo.

12]La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne,
ma contro i Principati e le Potestà,
contro i dominatori di questo mondo di tenebra,
contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

13]Prendete perciò l'armatura di Dio,
perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove.

14]State dunque ben fermi,
cinti i fianchi con la verità,
rivestiti con la corazza della giustizia,

15]e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.

16]Tenete sempre in mano lo scudo della fede,
con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno;

17]prendete anche l'elmo della salvezza e la spada dello Spirito,
cioè la parola di Dio.

18]Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito,
vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi,

19]e anche per me,
perché quando apro la bocca mi sia data una parola franca,
per far conoscere il mistero del vangelo,

20]del quale sono ambasciatore in catene,
e io possa annunziarlo con franchezza come è mio dovere.

21]Desidero che anche voi sappiate come sto e cio che faccio;
di tutto vi informerà Tìchico,
fratello carissimo e fedele ministro nel Signore.

22]Ve lo mando proprio allo scopo di farvi conoscere mie notizie e per confortare i vostri cuori.

23]Pace ai fratelli,
e carità e fede da parte di Dio Padre e del Signore Gesù Cristo.
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24]La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo,
con amore incorruttibile.


LETTERA A FILEMONE

LETTERA A FILEMONE

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1]Paolo,
prigioniero di Cristo Gesù,
e il fratello Timoteo al nostro caro collaboratore Filemone,

2]alla sorella Appia,
ad Archippo nostro compagno d'armi e alla comunità che si raduna nella tua casa:

3]grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

4]Rendo sempre grazie a Dio ricordandomi di te nelle mie preghiere,

5]perché sento parlare della tua carità per gli altri e della fede che hai nel Signore Gesù e verso tutti i santi.

6]La tua partecipazione alla fede diventi efficace per la conoscenza di tutto il bene che si fa tra voi per Cristo.
MUSICA <52.
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7]La tua carità è stata per me motivo di grande gioia e consolazione,
fratello,
poiché il cuore dei credenti è stato confortato per opera tua.

8]Per questo,
pur avendo in Cristo piena libertà di comandarti cio che devi fare,

9]preferisco pregarti in nome della carità,
così qual io sono,
Paolo,
vecchio,
e ora anche prigioniero per Cristo Gesù;

10]ti prego dunque per il mio figlio,
che ho generato in catene,

11]Onesimo,
quello che un giorno ti fu inutile,
ma ora è utile a te e a me.

12]Te l'ho rimandato,
lui,
il mio cuore.

13]Avrei voluto trattenerlo presso di me perché mi servisse in vece tua nelle catene che porto per il vangelo.

14]Ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere,
perché il bene che farai non sapesse di costrizione,
ma fosse spontaneo.

15]Forse per questo è stato separato da te per un momento perché tu lo riavessi per sempre;

16]non più però come schiavo,
ma molto più che schiavo,
come un fratello carissimo in primo luogo a me,
ma quanto più a te,
sia come uomo,
sia come fratello nel Signore.

17]Se dunque tu mi consideri come amico,
accoglilo come me stesso.

18]E se in qualche cosa ti ha offeso o ti è debitore,
metti tutto sul mio conto.

19]Lo scrivo di mio pugno,
io,
Paolo:
pagherò io stesso.
Per non dirti che anche tu mi sei debitore e proprio di te stesso!
20]Sì,
fratello! Che io possa ottenere da te questo favore nel Signore;
dá questo sollievo al mio cuore in Cristo!
21]Ti scrivo fiducioso nella tua docilità,
sapendo che farai anche più di quanto ti chiedo.

22]Al tempo stesso preparami un alloggio,
perché spero,
grazie alle vostre preghiere,
di esservi restituito.

23]Ti saluta E`pafra,
mio compagno di prigionia per Cristo Gesù,

24]con Marco,
Aristarco,
Dema e Luca,
miei collaboratori.

25]La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.


LETTERA AI FILIPPESI



LETTERA AI FILIPPESI

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LETTERA AI FILIPPESI

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cap 1]
1]Paolo e Timoteo,
servi di Cristo Gesù,
a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi,
con i vescovi e i diaconi.

2]Grazia a voi e pace da Dio,
Padre nostro,
e dal Signore Gesù Cristo.

3]Ringrazio il mio Dio ogni volta ch'io mi ricordo di voi,

4]pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera,

5]a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente,

6]e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest'opera buona,
la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.

7]E` giusto,
del resto,
che io pensi questo di tutti voi,
perché vi porto nel cuore,
voi che siete tutti partecipi della grazia che mi è stata concessa sia nelle catene,
sia nella difesa e nel consolidamento del vangelo.

8]Infatti Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù.

9]E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza e in ogni genere di discernimento,

10]perché possiate distinguere sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo,

11]ricolmi di quei frutti di giustizia che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo,
a gloria e lode di Dio.

12]Desidero che sappiate,
fratelli,
che le mie vicende si sono volte piuttosto a vantaggio del vangelo,

13]al punto che in tutto il pretorio e dovunque si sa che sono in catene per Cristo;

14]in tal modo la maggior parte dei fratelli,
incoraggiati nel Signore dalle mie catene,
ardiscono annunziare la parola di Dio con maggior zelo e senza timore alcuno.

15]Alcuni,
è vero,
predicano Cristo anche per invidia e spirito di contesa,
ma altri con buoni sentimenti.

16]Questi lo fanno per amore,
sapendo che sono stato posto per la difesa del vangelo;

17]quelli invece predicano Cristo con spirito di rivalità,
con intenzioni non pure,
pensando di aggiungere dolore alle mie catene.

18]Ma questo che importa? Purché in ogni maniera,
per ipocrisia o per sincerità,
Cristo venga annunziato,
io me ne rallegro e continuerò a rallegrarmene.

19]So infatti che tutto questo servirà alla mia salvezza,
grazie alla vostra preghiera e all'aiuto dello Spirito di Gesù Cristo,

20]secondo la mia ardente attesa e speranza che in nulla rimarrò confuso;
anzi nella piena fiducia che,
come sempre,
anche ora Cristo sarà glorificato nel mio corpo,
sia che io viva sia che io muoia.

21]Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno.

22]Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto,
non so davvero che cosa debba scegliere.

23]Sono messo alle strette infatti tra queste due cose:
da una parte il desiderio di essere sciolto dal corpo per essere con Cristo,
il che sarebbe assai meglio;

24]d'altra parte,
è più necessario per voi che io rimanga nella carne.

25]Per conto mio,
sono convinto che resterò e continuerò a essere d'aiuto a voi tutti,
per il progresso e la gioia della vostra fede,

26]perché il vostro vanto nei miei riguardi cresca sempre più in Cristo,
con la mia nuova venuta tra voi.

27]Soltanto però comportatevi da cittadini degni del vangelo,
perché nel caso che io venga e vi veda o che di lontano senta parlare di voi,
sappia che state saldi in un solo spirito e che combattete unanimi per la fede del vangelo,

28]senza lasciarvi intimidire in nulla dagli avversari.
Questo è per loro un presagio di perdizione,
per voi invece di salvezza,
e cio da parte di Dio;

29]perché a voi è stata concessa la grazia non solo di credere in Cristo;
ma anche di soffrire per lui,

30]sostenendo la stessa lotta che mi avete veduto sostenere e che ora sentite dire che io sostengo.


LETTERA AI FILIPPESI


cap 2]
1]Se c'è pertanto qualche consolazione in Cristo,
se c'è conforto derivante dalla carità,
se c'è qualche comunanza di spirito,
se ci sono sentimenti di amore e di compassione,

2]rendete piena la mia gioia con l'unione dei vostri spiriti,
con la stessa carità,
con i medesimi sentimenti.

3]Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria,
ma ciascuno di voi,
con tutta umiltà,
consideri gli altri superiori a se stesso,

4]senza cercare il proprio interesse,
ma anche quello degli altri.

5]Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,

6]il quale,
pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

7]ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,

8]umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce.

9]Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;

10]perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli,
sulla terra e sotto terra;

11]e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore,
a gloria di Dio Padre.

12]Quindi,
miei cari,
obbedendo come sempre,
non solo come quando ero presente,
ma molto più ora che sono lontano,
attendete alla vostra salvezza con timore e tremore.

13]E` Dio infatti che suscita in voi il volere e l'operare secondo i suoi benevoli disegni.

14]Fate tutto senza mormorazioni e senza critiche,

15]perché siate irreprensibili e semplici,
figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere,
nella quale dovete splendere come astri nel mondo,

16]tenendo alta la parola di vita.
Allora nel giorno di Cristo,
io potrò vantarmi di non aver corso invano ne invano faticato.

17]E anche se il mio sangue deve essere versato in libagione sul sacrificio e sull'offerta della vostra fede,
sono contento,
e ne godo con tutti voi.

18]Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.

19]Ho speranza nel Signore Gesù di potervi presto inviare Timoteo,
per essere anch'io confortato nel ricevere vostre notizie.

20]Infatti,
non ho nessuno d'animo uguale al suo e che sappia occuparsi così di cuore delle cose vostre,

21]perché tutti cercano i propri interessi,
non quelli di Gesù Cristo.

22]Ma voi conoscete la buona prova da lui data,
poiché ha servito il vangelo con me,
come un figlio serve il padre.

23]Spero quindi di mandarvelo presto,
non appena avrò visto chiaro nella mia situazione.

24]Ma ho la convinzione nel Signore che presto verrò anch'io di persona.

25]Per il momento ho creduto necessario mandarvi Epafrodìto,
questo nostro fratello che è anche mio compagno di lavoro e di lotta,
vostro inviato per sovvenire alle mie necessità;

26]lo mando perché aveva grande desiderio di rivedere voi tutti e si preoccupava perché eravate a conoscenza della sua malattia.

27]E` stato grave,
infatti,
e vicino alla morte.
Ma Dio gli ha usato misericordia,
e non a lui solo ma anche a me,
perché non avessi dolore su dolore.

28]L'ho mandato quindi con tanta premura perché vi rallegriate al vederlo di nuovo e io non sia più preoccupato.

29]Accoglietelo dunque nel Signore con piena gioia e abbiate grande stima verso persone come lui;

30]perché ha rasentato la morte per la causa di Cristo,
rischiando la vita,
per sostituirvi nel servizio presso di me.
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LETTERA AI FILIPPESI

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LETTERA AI FILIPPESI


cap 3]
1]Per il resto,
fratelli mei,
state lieti nel Signore.
A me non pesa e a voi è utile che vi scriva le stesse cose:

2]guardatevi dai cani,
guardatevi dai cattivi operai,
guardatevi da quelli che si fanno circoncidere!
3]Siamo infatti noi i veri circoncisi,
noi che rendiamo il culto mossi dallo Spirito di Dio e ci gloriamo in Cristo Gesù,
senza avere fiducia nella carne,

4]sebbene io possa vantarmi anche nella carne.
Se alcuno ritiene di poter confidare nella carne,
io più di lui:

5]circonciso l'ottavo giorno,
della stirpe d'Israele,
della tribù di Beniamino,
ebreo da Ebrei,
fariseo quanto alla legge;

6]quanto a zelo,
persecutore della Chiesa;
irreprensibile quanto alla giustizia che deriva dall'osservanza della legge.

7]Ma quello che poteva essere per me un guadagno,
l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo.

8]Anzi,
tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù,
mio Signore,
per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura,
al fine di guadagnare Cristo
9]e di essere trovato in lui,
non con una mia giustizia derivante dalla legge,
ma con quella che deriva dalla fede in Cristo,
cioè con la giustizia che deriva da Dio,
basata sulla fede.

10]E questo perché io possa conoscere lui,
la potenza della sua risurrezione,
la partecipazione alle sue sofferenze,
diventandogli conforme nella morte,

11]con la speranza di giungere alla risurrezione dai morti.

12]Non però che io abbia gia conquistato il premio o sia ormai arrivato alla perfezione;
solo mi sforzo di correre per conquistarlo,
perché anch'io sono stato conquistato da Gesù Cristo.

13]Fratelli,
io non ritengo ancora di esservi giunto,
questo soltanto so:
dimentico del passato e proteso verso il futuro,

14]corro verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù,
in Cristo Gesù.

15]Quanti dunque siamo perfetti,
dobbiamo avere questi sentimenti;
se in qualche cosa pensate diversamente,
Dio vi illuminerà anche su questo.

16]Intanto,
dal punto a cui siamo arrivati continuiamo ad avanzare sulla stessa linea.

17]Fatevi miei imitatori,
fratelli,
e guardate a quelli che si comportano secondo l'esempio che avete in noi.

18]Perché molti,
ve l'ho gia detto più volte e ora con le lacrime agli occhi ve lo ripeto,
si comportano da nemici della croce di Cristo:

19]la perdizione però sarà la loro fine,
perché essi,
che hanno come dio il loro ventre,
si vantano di cio di cui dovrebbero vergognarsi,
tutti intenti alle cose della terra.

20]La nostra patria invece è nei cieli e di la aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo,

21]il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso,
in virtù del potere che ha di sottomettere a se tutte le cose.


LETTERA AI FILIPPESI


cap 4]
1]Perciò,
fratelli miei carissimi e tanto desiderati,
mia gioia e mia corona,
rimanete saldi nel Signore così come avete imparato,
carissimi!
2]Esorto Evòdia ed esorto anche Sintiche ad andare d'accordo nel Signore.

3]E prego te pure,
mio fedele collaboratore,
di aiutarle,
poiché hanno combattuto per il vangelo insieme con me,
con Clemente e con gli altri miei collaboratori,
i cui nomi sono nel libro della vita.

4]Rallegratevi nel Signore,
sempre;
ve lo ripeto ancora,
rallegratevi.

5]La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini.
Il Signore è vicino!
6]Non angustiatevi per nulla,
ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste,
con preghiere,
suppliche e ringraziamenti;

7]e la pace di Dio,
che sorpassa ogni intelligenza,
custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.

8]In conclusione,
fratelli,
tutto quello che è vero,
nobile,
giusto,
puro,
amabile,
onorato,
quello che è virtù e merita lode,
tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri.

9]cio che avete imparato,
ricevuto,
ascoltato e veduto in me,
è quello che dovete fare.
E il Dio della pace sarà con voi!
10]Ho provato grande gioia nel Signore,
perché finalmente avete fatto rifiorire i vostri sentimenti nei miei riguardi:
in realtà li avevate anche prima,
ma non ne avete avuta l'occasione.

11]Non dico questo per bisogno,
poiché ho imparato a bastare a me stesso in ogni occasione;

12]ho imparato ad essere povero e ho imparato ad essere ricco;
sono iniziato a tutto,
in ogni maniera:
alla sazietà e alla fame,
all'abbondanza e all'indigenza.

13]Tutto posso in colui che mi dá la forza.

14]Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alla mia tribolazione.

15]Ben sapete proprio voi,
Filippesi,
che all'inizio della predicazione del vangelo,
quando partii dalla Macedonia,
nessuna Chiesa aprì con me un conto di dare o di avere,
se non voi soli;

16]ed anche a Tessalonica mi avete inviato per due volte il necessario.

17]Non è però il vostro dono che io ricerco,
ma il frutto che ridonda a vostro vantaggio.

18]Adesso ho il necessario e anche il superfluo;
sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodito,
che sono un profumo di soave odore,
un sacrificio accetto e gradito a Dio.

19]Il mio Dio,
a sua volta,
colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza in Cristo Gesù.

20]Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

21]Salutate ciascuno dei santi in Cristo Gesù.

22]Vi salutano i fratelli che sono con me.
Vi salutano tutti i santi,
soprattutto quelli della casa di Cesare.

23]La grazia del Signore Gesù Cristo sia con il vostro spirito.


LETTERA AI GALATI

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LETTERA AI GALATI

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cap 1]
1]Paolo,
apostolo non da parte di uomini,
ne per mezzo di uomo,
ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti,

2]e tutti i fratelli che sono con me,
alle Chiese della Galazia.

3]Grazia a voi e pace da parte di Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo,

4]che ha dato se stesso per i nostri peccati,
per strapparci da questo mondo perverso,
secondo la volontà di Dio e Padre nostro,

5]al quale sia gloria nei secoli dei secoli.
Amen.

6]Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo.

7]In realtà,
però,
non ce n'è un altro;
solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.

8]Orbene,
se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato,
sia anàtema!
9]L'abbiamo gia detto e ora lo ripeto:
se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto,
sia anàtema!
10]Infatti,
è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi,
o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini,
non sarei più servitore di Cristo!
11]Vi dichiaro dunque,
fratelli,
che il vangelo da me annunziato non è modellato sull'uomo;

12]infatti io non l'ho ricevuto ne l'ho imparato da uomini,
ma per rivelazione di Gesù Cristo.

13]Voi avete certamente sentito parlare della mia condotta di un tempo nel giudaismo,
come io perseguitassi fieramente la Chiesa di Dio e la devastassi,

14]superando nel giudaismo la maggior parte dei miei coetanei e connazionali,
accanito com'ero nel sostenere le tradizioni dei padri.

15]Ma quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque
16]di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani,
subito,
senza consultare nessun uomo,

17]senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me,
mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.

18]In seguito,
dopo tre anni andai a Gerusalemme per consultare Cefa,
e rimasi presso di lui quindici giorni;

19]degli apostoli non vidi nessun altro,
se non Giacomo,
il fratello del Signore.

20]In cio che vi scrivo,
io attesto davanti a Dio che non mentisco.

21]Quindi andai nelle regioni della Siria e della Cilicia.

22]Ma ero sconosciuto personalmente alle Chiese della Giudea che sono in Cristo;

23]soltanto avevano sentito dire:
«Colui che una volta ci perseguitava,
va ora annunziando la fede che un tempo voleva distruggere».

24]E glorificavano Dio a causa mia.


LETTERA AI GALATI


cap 2]
1]Dopo quattordici anni,
andai di nuovo a Gerusalemme in compagnia di Barnaba,
portando con me anche Tito:

2]vi andai però in seguito ad una rivelazione.
Esposi loro il vangelo che io predico tra i pagani,
ma lo esposi privatamente alle persone più ragguardevoli,
per non trovarmi nel rischio di correre o di aver corso invano.

3]Ora neppure Tito,
che era con me,
sebbene fosse greco,
fu obbligato a farsi circoncidere.

4]E questo proprio a causa dei falsi fratelli che si erano intromessi a spiare la libertà che abbiamo in Cristo Gesù,
allo scopo di renderci schiavi.

5]Ad essi però non cedemmo,
per riguardo,
neppure un istante,
perché la verità del vangelo continuasse a rimanere salda tra di voi.

6]Da parte dunque delle persone più ragguardevoli - quali fossero allora non m'interessa,
perché Dio non bada a persona alcuna - a me,
da quelle persone ragguardevoli,
non fu imposto nulla di più.

7]Anzi,
visto che a me era stato affidato il vangelo per i non circoncisi,
come a Pietro quello per i circoncisi –
8]poiché colui che aveva agito in Pietro per farne un apostolo dei circoncisi aveva agito anche in me per i pagani –
9]e riconoscendo la grazia a me conferita,
Giacomo,
Cefa e Giovanni,
ritenuti le colonne,
diedero a me e a Barnaba la loro destra in segno di comunione,
perché noi andassimo verso i pagani ed essi verso i circoncisi.

10]Soltanto ci pregarono di ricordarci dei poveri:
cio che mi sono proprio preoccupato di fare.

11]Ma quando Cefa venne ad Antiochia,
mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto.

12]Infatti,
prima che giungessero alcuni da parte di Giacomo,
egli prendeva cibo insieme ai pagani;
ma dopo la loro venuta,
cominciò a evitarli e a tenersi in disparte,
per timore dei circoncisi.

13]E anche gli altri Giudei lo imitarono nella simulazione,
al punto che anche Barnaba si lasciò attirare nella loro ipocrisia.

14]Ora quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del vangelo,
dissi a Cefa in presenza di tutti:
«Se tu,
che sei Giudeo,
vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei,
come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?
15]Noi che per nascita siamo Giudei e non pagani peccatori,

16]sapendo tuttavia che l'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo,
abbiamo creduto anche noi in Gesù Cristo per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge;
poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno».

17]Se pertanto noi che cerchiamo la giustificazione in Cristo siamo trovati peccatori come gli altri,
forse Cristo è ministro del peccato? Impossibile!
18]Infatti se io riedifico quello che ho demolito,
mi denuncio come trasgressore.

19]In realtà mediante la legge io sono morto alla legge,
per vivere per Dio.

20]Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me.
Questa vita nella carne,
io la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

21]Non annullo dunque la grazia di Dio;
infatti se la giustificazione viene dalla legge,
Cristo è morto invano.


LETTERA AI GALATI


cap 3]
1]O stolti Galati,
chi mai vi ha ammaliati,
proprio voi agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso?
2]Questo solo io vorrei sapere da voi:
è per le opere della legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver creduto alla predicazione?
3]Siete così privi d'intelligenza che,
dopo aver incominciato con lo Spirito,
ora volete finire con la carne?
4]Tante esperienze le avete fatte invano? Se almeno fosse invano!
5]Colui che dunque vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi,
lo fa grazie alle opere della legge o perché avete creduto alla predicazione?
6]Fu così che Abramo ebbe fede in Dio e gli fu accreditato come giustizia.

7]Sappiate dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede.

8]E la Scrittura,
prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede,
preannunziò ad Abramo questo lieto annunzio:
In te saranno benedette tutte le genti.

9]Di conseguenza,
quelli che hanno la fede vengono benedetti insieme ad Abramo che credette.

10]Quelli invece che si richiamano alle opere della legge,
stanno sotto la maledizione,
poiché sta scritto:
Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle.

11]E che nessuno possa giustificarsi davanti a Dio per la legge risulta dal fatto che il giusto vivrà in virtù della fede.

12]Ora la legge non si basa sulla fede;
al contrario dice che chi praticherà queste cose,
vivrà per esse.

13]Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge,
diventando lui stesso maledizione per noi,
come sta scritto:
Maledetto chi pende dal legno,

14]perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede.

15]Fratelli,
ecco,
vi faccio un esempio comune:
un testamento legittimo,
pur essendo solo un atto umano,
nessuno lo dichiara nullo o vi aggiunge qualche cosa.

16]Ora è appunto ad Abramo e alla sua discendenza che furon fatte le promesse.
Non dice la Scrittura:
«e ai tuoi discendenti»,
come se si trattasse di molti,
ma e alla tua discendenza,
come a uno solo,
cioè Cristo.

17]Ora io dico:
un testamento stabilito in precedenza da Dio stesso,
non può dichiararlo nullo una legge che è venuta quattrocentotrenta anni dopo,
annullando così la promessa.

18]Se infatti l'eredità si ottenesse in base alla legge,
non sarebbe più in base alla promessa;
Dio invece concesse il suo favore ad Abramo mediante la promessa.

19]Perché allora la legge? Essa fu aggiunta per le trasgressioni,
fino alla venuta della discendenza per la quale era stata fatta la promessa,
e fu promulgata per mezzo di angeli attraverso un mediatore.

20]Ora non si dá mediatore per una sola persona e Dio è uno solo.

21]La legge è dunque contro le promesse di Dio? Impossibile! Se infatti fosse stata data una legge capace di conferire la vita,
la giustificazione scaturirebbe davvero dalla legge;

22]la Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato,
perché ai credenti la promessa venisse data in virtù della fede in Gesù Cristo.

23]Prima però che venisse la fede,
noi eravamo rinchiusi sotto la custodia della legge,
in attesa della fede che doveva essere rivelata.

24]Così la legge è per noi come un pedagogo che ci ha condotto a Cristo,
perché fossimo giustificati per la fede.

25]Ma appena è giunta la fede,
noi non siamo più sotto un pedagogo.

26]Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù,

27]poiché quanti siete stati battezzati in Cristo,
vi siete rivestiti di Cristo.

28]Non c'è più giudeo ne greco;
non c'è più schiavo ne libero;
non c'è più uomo ne donna,
poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù.

29]E se appartenete a Cristo,
allora siete discendenza di Abramo,
eredi secondo la promessa.


LETTERA AI GALATI


cap 4]
1]Ecco,
io faccio un altro esempio:
per tutto il tempo che l'erede è fanciullo,
non è per nulla differente da uno schiavo,
pure essendo padrone di tutto;

2]ma dipende da tutori e amministratori,
fino al termine stabilito dal padre.

3]Così anche noi quando eravamo fanciulli,
eravamo come schiavi degli elementi del mondo.

4]Ma quando venne la pienezza del tempo,
Dio mandò il suo Figlio,
nato da donna,
nato sotto la legge,

5]per riscattare coloro che erano sotto la legge,
perché ricevessimo l'adozione a figli.

6]E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida:
Abbà,
Padre!
7]Quindi non sei più schiavo,
ma figlio;
e se figlio,
sei anche erede per volontà di Dio.

8]Ma un tempo,
per la vostra ignoranza di Dio,
eravate sottomessi a divinità,
che in realtà non lo sono;

9]ora invece che avete conosciuto Dio,
anzi da lui siete stati conosciuti,
come potete rivolgervi di nuovo a quei deboli e miserabili elementi,
ai quali di nuovo come un tempo volete servire?
10]Voi infatti osservate giorni,
mesi,
stagioni e anni!
11]Temo per voi che io mi sia affaticato invano a vostro riguardo.

12]Siate come me,
ve ne prego,
poiché anch'io sono stato come voi,
fratelli.
Non mi avete offeso in nulla.

13]Sapete che fu a causa di una malattia del corpo che vi annunziai la prima volta il vangelo;

14]e quella che nella mia carne era per voi una prova non l'avete disprezzata ne respinta,
ma al contrario mi avete accolto come un angelo di Dio,
come Cristo Gesù.

15]Dove sono dunque le vostre felicitazioni? Vi rendo testimonianza che,
se fosse stato possibile,
vi sareste cavati anche gli occhi per darmeli.

16]Sono dunque diventato vostro nemico dicendovi la verità?
17]Costoro si danno premura per voi,
ma non onestamente;
vogliono mettervi fuori,
perché mostriate zelo per loro.

18]E` bello invece essere circondati di premure nel bene sempre e non solo quando io mi trovo presso di voi,

19]figlioli miei,
che io di nuovo partorisco nel dolore finché non sia formato Cristo in voi!
20]Vorrei essere vicino a voi in questo momento e poter cambiare il tono della mia voce,
perché non so cosa fare a vostro riguardo.

21]Ditemi,
voi che volete essere sotto la legge:
non sentite forse cosa dice la legge?
22]Sta scritto infatti che Abramo ebbe due figli,
uno dalla schiava e uno dalla donna libera.

23]Ma quello dalla schiava è nato secondo la carne;
quello dalla donna libera,
in virtù della promessa.

24]Ora,
tali cose sono dette per allegoria:
le due donne infatti rappresentano le due Alleanze;
una,
quella del monte Sinai,
che genera nella schiavitù,
rappresentata da Agar
25]- il Sinai è un monte dell'Arabia -;
essa corrisponde alla Gerusalemme attuale,
che di fatto è schiava insieme ai suoi figli.

26]Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre.

27]Sta scritto infatti:
Rallègrati,
sterile,
che non partorisci,
grida nell'allegria tu che non conosci i dolori del parto,
perché molti sono i figli dell'abbandonata,
più di quelli della donna che ha marito.

28]Ora voi,
fratelli,
siete figli della promessa,
alla maniera di Isacco.

29]E come allora colui che era nato secondo la carne perseguitava quello nato secondo lo spirito,
così accade anche ora.

30]Però,
che cosa dice la Scrittura? Manda via la schiava e suo figlio,
perché il figlio della schiava non avrà eredità col figlio della donna libera.

31]Così,
fratelli,
noi non siamo figli di una schiava,
ma di una donna libera.


LETTERA AI GALATI


cap 5]
1]Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi;
state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù.

2]Ecco,
io Paolo vi dico:
se vi fate circoncidere,
Cristo non vi gioverà nulla.

3]E dichiaro ancora una volta a chiunque si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta quanta la legge.

4]Non avete più nulla a che fare con Cristo voi che cercate la giustificazione nella legge;
siete decaduti dalla grazia.

5]Noi infatti per virtù dello Spirito,
attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo.

6]Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta o la non circoncisione,
ma la fede che opera per mezzo della carità.

7]Correvate così bene;
chi vi ha tagliato la strada che non obbedite più alla verità?
8]Questa persuasione non viene sicuramente da colui che vi chiama!
9]Un pò di lievito fa fermentare tutta la pasta.

10]Io sono fiducioso per voi nel Signore che non penserete diversamente;
ma chi vi turba,
subirà la sua condanna,
chiunque egli sia.

11]Quanto a me,
fratelli,
se io predico ancora la circoncisione,
perché sono tuttora perseguitato? è dunque annullato lo scandalo della croce?
12]Dovrebbero farsi mutilare coloro che vi turbano.

13]Voi infatti,
fratelli,
siete stati chiamati a libertà.
Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne,
ma mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri.

14]Tutta la legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto:
amerai il prossimo tuo come te stesso.

15]Ma se vi mordete e divorate a vicenda,
guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri!
16]Vi dico dunque:
camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne;

17]la carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne;
queste cose si oppongono a vicenda,
sicché voi non fate quello che vorreste.

18]Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito,
non siete più sotto la legge.

19]Del resto le opere della carne sono ben note:
fornicazione,
impurità,
libertinaggio,

20]idolatria,
stregonerie,
inimicizie,
discordia,
gelosia,
dissensi,
divisioni,
fazioni,

21]invidie,
ubriachezze,
orge e cose del genere;
circa queste cose vi preavviso,
come gia ho detto,
che chi le compie non erediterà il regno di Dio.

22]Il frutto dello Spirito invece è amore,
gioia,
pace,
pazienza,
benevolenza,
bontà,
fedeltà,
mitezza,
dominio di se;

23]contro queste cose non c'è legge.

24]Ora quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la loro carne con le sue passioni e i suoi desideri.

25]Se pertanto viviamo dello Spirito,
camminiamo anche secondo lo Spirito.

26]Non cerchiamo la vanagloria,
provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.


LETTERA AI GALATI


cap 6]
1]Fratelli,
qualora uno venga sorpreso in qualche colpa,
voi che avete lo Spirito correggetelo con dolcezza.
E vigila su te stesso,
per non cadere anche tu in tentazione.

2]Portate i pesi gli uni degli altri,
così adempirete la legge di Cristo.

3]Se infatti uno pensa di essere qualcosa mentre non è nulla,
inganna se stesso.

4]Ciascuno esamini invece la propria condotta e allora solo in se stesso e non negli altri troverà motivo di vanto:

5]ciascuno infatti porterà il proprio fardello.

6]Chi viene istruito nella dottrina,
faccia parte di quanto possiede a chi lo istruisce.

7]Non vi fate illusioni;
non ci si può prendere gioco di Dio.
Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato.

8]Chi semina nella sua carne,
dalla carne raccoglierà corruzione;
chi semina nello Spirito,
dallo Spirito raccoglierà vita eterna.

9]E non stanchiamoci di fare il bene;
se infatti non desistiamo,
a suo tempo mieteremo.

10]Poiché dunque ne abbiamo l'occasione,
operiamo il bene verso tutti,
soprattutto verso i fratelli nella fede.

11]Vedete con che grossi caratteri vi scrivo,
ora,
di mia mano.

12]Quelli che vogliono fare bella figura nella carne,
vi costringono a farvi circoncidere,
solo per non essere perseguitati a causa della croce di Cristo.

13]Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la legge,
ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne.

14]Quanto a me invece non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo,
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,
come io per il mondo.

15]Non è infatti la circoncisione che conta,
ne la non circoncisione,
ma l'essere nuova creatura.

16]E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia,
come su tutto l'Israele di Dio.

17]D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi:
difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo.

18]La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con il vostro spirito,
fratelli.
Amen.