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Il peccato secondo la bibbia


2 - IL PECCATO: LA SUA NATURA SECONDO LA BIBBIA
(adattato dal Pastore Avventista Enrico Long, Genova e Savona nel 1989)

INTRODUZIONE

Nello stesso modo in cui Satana si è sempre sforzato di
deformare l’immagine di Dio dentro di noi,
facendoci credere che il Signore abbia un carattere
completamente diverso dal Dio della Bibbia,
così egli tenta di trarci in inganno sulla nostra reale
situazione di peccato.
E’ molto facile, dunque, arrivare ad avere di noi stessi
un concetto sbagliato, un’idea completamente distorta di
quello che è in realtà il peccato.
E quando l’Avversario sarà riuscito in questi due intenti:
1 - distorcere l’immagine di Dio,
2 - ingannarci sulla nostra situazione di peccato.

allora avrà così tanto mescolato le carte da
non permettercipiù di avere una visione
realistica della nostra situazione.

è per questo che, moltissimi credenti vivono la fede nella
frustrazione, perché si aspettano da loro stessi ciò
che la natura umana peccatrice non permette di raggiungere.
Così la vita di molti cristiani diventa una delusione
continua: sono delusi sia nei confronti di Dio che di loro
stessi.
Il risultato di tutto ciò è: critica, malcontento,
contestazione, pessimismo, e Satana riporta la vittoria.
Un filosofo dell’antichità diceva: “Conosci te stesso”; è
proprio quello che tenteremo di fare, definendo il concetto di peccato secondo l’insegnamento biblico.

E’ molto importante che noi arriviamo a capire che cos’è
il peccato perché, in fondo, è un luogo comune:
“Siamo tutti peccatori!”,
ma che cosa vuol dire “essere peccatori”?

Cominciamo con una piccola illustrazione.
Uno scorpione voleva attraversare un fiume, ma - come tutti sanno - lo scorpione non sa nuotare.
Così chiese ad una rana di portarlo dall’altra riva.
La rana rispose:
“Fossi matta! Ti conosco: mi morderesti e sarebbe finita per te e per me”.
Ma lo scorpione la supplicò, facendole un discorso molto
convincente e dicendo che era davvero cambiato,
era diventato buono, che aveva veramente bisogno di arrivare dall’altra parte del fiume...
Alla fine la rana si lasciò convincere e lo fece salire
sulla sua schiena.
Andò tutto bene fino a metà del percorso,
ma arrivati in mezzo al fiume, lo scorpione,
non riuscendo più a resistere, la punse e,
mentre ambedue affondavano morendo,
la rana chiese allo scorpione:
“Ma perché l’hai fatto?
Mi avevi promesso che avresti resistito!
Non vedi che adesso ci tocca morire tutti e due?”
E quest’ultimo le rispose:
“Sì, veramente te l’avevo promesso, ma che cosa vuoi,
era più forte di me... sono fatto così!!”

Questa favola ci fa capire subito che l’umanità,
da quel terribile giorno nell’Eden,
quando i nostri progenitori ascoltarono quanto aveva
suggerito Satana, ha assunto una personalità,
una natura che è segnata indelebilmente dal peccato.
Romani 5:12 > “Perciò, siccome per mezzo d’un sol uomo il
peccato è entrato nel mondo,
e per mezzo del peccato v’è entrata la morte,
e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini,
perché tutti hanno peccato...”

MALATI DI EGOCENTRISMO

Molti chiedono, riflettendo su questo versetto.
“In che modo questa malattia che è il peccato si trasmette
da un essere all’altro... è una situazione ereditaria?
Si trasmette in modo fisico?”
Certo il peccato non è legato ai nostri ‘geni’ ed ai nostri ‘cromosomi’, ma piuttosto alle nostre ferite emozionali,
come abbiamo già visto.
Comunque, per arrivare a capire meglio come si trasmette il peccato, è bene definirlo.

Quando noi andiamo a leggere l’episodio della caduta nel
peccato, nel giardino dell’Eden (Genesi cap. 3),
ci accorgiamo che la tentazione nella quale sono caduti
Adamo ed Eva era quella dell’autonomia,
dell’indipendenza da Dio,
la tentazione di volere far da sé ,
di volersi attribuire le caratteristiche di
padroni dell’universo.
Era la stessa tendenza che fece cadere Lucifero:
in realtà Lucifero ha semplicemente trasmesso all’uomo e
alla donna questa tendenza all’egocentrismo,
a fare di se stessi il centro dell’universo,
elevando la creatura al posto di Dio e sostituendolo
nella direzione della propria vita.

Ezechiele 28:2,14 > “Il tuo cuore s’è fatto altero e
tu dici:
Io sono un dio!
Io sto assiso sopra un trono di Dio nel cuore dei mari!
Mentre sei un uomo e non un Dio, quantunque tu ti faccia
un cuore simile al cuore d’un Dio...
Eri un cherubino dalle ali distese,
un protettore.
Io t’avevo stabilito, tu stavi sul monte santo di Dio...”.
Il profeta sta parlando del re di Tiro, che qui è - lo si capisce dal contesto - la controfigura di Satana stesso.

L’uomo che era stato nominato dal Signore “gestore”
della Terra, suo “amministratore”,
assunse arbitrariamente la posizione di padrone.

Il peccato, dunque, non è una situazione fisica,
bensì morale?
Il peccato è EGOCENTRISMO
(fare di se stessi il centro dell’universo), è ORGOGLIO.

Quando dunque parliamo di “peccato”,
più che parlare di un atto compiuto, dobbiamo parlare di
una situazione di fatto.
Infatti, quando parliamo di un neonato,
non possiamo logicamente dire che è peccatore perché ha
compiuto dei peccati!
Eppure, possiamo affermare che un neonato è peccatore?
Certamente, ma non perché ha commesso atti peccaminosi,
ma perché partecipa alla tendenza dell’umanità
all’egocentrismo.
Osservando un bambino anche molto piccolo,
non ci vuole molto a constatare come attira tutto a sé,
vuole sempre essere al centro dell’attenzione;
le prime parole che impara sono: “mio, io”.
Questa tendenza a considerarsi il più importante,
il centro dell’interesse, ebbene... questo è il peccato!

Quindi, possiamo dire che la Parola di Dio fa
la distinzione fra “il PECCATO originale” e “la COLPA
originale”.


IL PECCATO ORIGINALE

Questo concetto della “colpa originale” viene da
Sant’Agostino, uno dei Padri della chiesa.
Proprio da questo insegnamento è sorta tutta la
teologia del battesimo dei neonati, perché Sant’Agostino
diceva che il
neonato “nasce colpevole” e, di conseguenza,
dev’essere liberato da questa colpa prima che la morte
lo colga.
Ma noi non troviamo nulla nella Bibbia che confermi
quest’idea, anzi, vi troviamo che Dio non considera
responsabile il bambino,
perché è nato in un mondo di peccato;
ne consegue che nella Parola di Dio non abbiamo
l’insegnamento del battesimo dei bambini.

Che cos’è infatti il battesimo?
E’ un atto simbolico attraverso cui io rinnego in
modo volontario
(mediante il pentimento e la confessione a Dio)
la mia situazione di peccatore e decido di cambiare
non solo vita,
ma di cambiare natura
(e questa sarà opera dello Spirito Santo, non mia).

I passi che, nel Vangelo, parlano di battesimo non
lasciano dubbi sulla necessità che sia un atto volontario
e
responsabile, frutto della fede e amministrato
non prima che sia stata data un’istruzione:
Matteo 28:19-20a > “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello
Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte le cose
che v’ho comandate.”

Marco 16:15-16 > “E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate
l’evangelo ad ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato
battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà
condannato.”

La Bibbia è molto chiara sulla NON TRASMISSIBILITA’ della
colpa da una generazione all’altra:
Ezechiele 18:20 > “L’anima che pecca morirà, il figlio non
porterà l’iniquità del padre e il padre non porterà
l’iniquità del figlio; la giustizia del giusto sarà su di
lui, l’empietà dell’empio sarà su di lui.”

LE CONSEGUENZE DEI PECCATI DEGLI ANTENATI

A questo punto è bene fare una precisazione, perché vi sono testi che sembrerebbero contraddire quanto dice il profeta
Ezechiele, ma solo in apparenza. Per esempio:

Esodo 34:6-7 >
“L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso,
lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa
misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la
trasgressione e il peccato, ma non lascia il colpevole
impunito e che visita l’iniquità dei padri sui figli e sui
figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione.”

Lo stesso concetto è ribadito nel secondo comandamento di
Esodo cap. 20, quello che proibisce le immagini ed il loro
culto.
Ciò che qui è vitale comprendere è che si trasmettono di
padre in figlio le conseguenze dei peccati, NON LE COLPE!
Il cattivo esempio dei genitori costituirà un intoppo sulla via della salvezza dei figli che, a loro volta, non
insegneranno ai propri figli ad amare il Signore,
e così via.
Di conseguenza, le benedizioni e le promesse divine non
potranno compiersi per costoro che, al contrario,
incorreranno nel dispiacere del Signore che, con ogni mezzo, cercherà di richiamarli a sé, di condurli al pentimento.
Egli, nella Sua infinita misericordia, limiterà queste
nefaste conseguenze a tre, quattro generazioni
(e ciò è vero anche in campo fisico).

Purtroppo, le conseguenze dei nostri peccati travolgono
sempre degli innocenti.
Per esempio, il profeta Daniele ed i suoi amici - giovani tutti fedeli al Signore - condivisero l’amara sorte dell’esilio di un Israele
idolatra e ribelle e furono anch’essi deportati a Babilonia, dove comunque Dio li protesse e se ne servì di
testimonianza per quel popolo pagano.


L’UOMO NATO CIECO

Dicevamo dunque che la colpa personale,
per la Parola di Dio, non è trasmissibile.
A questo proposito, ricordiamo l’episodio dell’uomo nato
cieco e guarito poi da Gesù.
I discepoli, esprimendo la mentalità corrente insegnata
purtroppo dai rabbini, dissero al Maestro:
“Quest’uomo, che è nato cieco, che male ha fatto?”
Ma siccome non potevano pretendere che il cieco avesse
peccato prima ancora di nascere, aggiunsero:
“Probabilmente saranno i genitori che avranno peccato!”.
Leggiamo la risposta di Gesù:
Giovanni 9:3 > “Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.”
Questo dunque è già un primo passo alla ricerca di una
definizione più consone alla verità che ci insegna la
Sacra Scrittura a proposito del peccato:

IL PECCATO è UNA EREDITà DELLA QUALE NON SONO RESPONSABILE
E PER LA QUALE, FINO A QUANDO NON ASSUMO IO LA
RESPONSABILITà DELLA MIA VITA, NON PORTO LA COLPA.

Un uomo deve dunque prendere coscienza del suo stato di
peccatore, della propria impossibilità di eliminare il
peccato dalla sua vita (consapevolezza data unicamente
dallo Spirito Santo), prima di essere purificato dal
battesimo d’acqua.


IL PECCATO FA PARTE DELLA NOSTRA NATURA

Possiamo a questo punto fare un secondo passo dicendo:

Siamo peccatori perché nasciamo nel peccato
(“Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e la madre mia
mi ha concepito
nel peccato.” Salmo 51:5)
Diventiamo peccatori perché commettiamo il peccato
(“Trattieni pure il tuo servitore dai peccati volontari e
fa che non signoreggino su me.” Salmo 19:13a)
Per la prima situazione, la morte di Cristo risolve il
problema;
quindi un neonato che dovesse morire non può essere reso responsabile del suo stato di peccato.
Al contrario l’adulto, diventando peccatore “per scelta”,
aggiunge a questo stato di peccato ereditato
la sua collaborazione volontaria, la sua partecipazione,
ed è allora che ne diventa responsabile.


PECCATO E PECCATI

La Bibbia fa quindi differenza fra il peccato e i peccati
(azioni peccaminose):

Il peccato è dunque questa tendenza all’egocentrismo che noi riceviamo alla nascita e che fa di noi degli esseri
autonomi da Dio e ci spinge ad organizzare la nostra vita
indipendentemente dal Signore, lontano da Lui.
I peccati sono tutti quegli atti mediante i quali noi
trasgrediamo chiaramente la volontà di Dio esposta nella
Sua Parola e nella Sua legge.
La domanda allora è questa: è possibile vivere una vita di
peccato senza commettere grossi atti peccaminosi,
azioni scandalose che noi tutti giudichiamo come flagrante
trasgressione della legge di Dio?
Molti credenti esprimono questo dubbio:
“Io conosco un ateo che si comporta meglio dei cristiani... Io conosco una persona che non cerca Iddio, ma che tuttavia conduce una vita perfetta, è moralmente a posto...”

Che cosa implica quest’affermazione?
Essa denota che non si conosce la differenza fra peccato
e peccati.
Non si capisce che è possibile essere peccatori,
senza commettere apertamente degli atti peccaminosi;
ci sono persone che addirittura commettono buone azioni per egocentrismo, cioè con motivazioni non altruistiche,
bensì egoistiche; talune persone sono generosissime,
spinte da motivazioni egoistiche: per esibizionismo,
per vanagloria, per essere ammirati...

Gesù esortava:
Matteo 6:1-2 > “Attenti a non fare il bene in pubblico per il desiderio di essere ammirati dalla gente; altrimenti non avrete
nessuna ricompensa dal Padre vostro che è in cielo.

Quando dai qualcosa ai poveri, non fare come gli ipocriti,
non farlo sapere a tutti. Essi fanno così nelle sinagoghe e per le strade, perché cercano di essere lodati dalla gente. Ma io vi assicuro che questa è l’unica loro ricompensa.”

Nel suo stupendo inno all’amore, l’apostolo Paolo sottolinea l’inutilità delle azioni compiute senza la giusta
motivazione dettata da un amore d’origine divina:
I Corinzi 13:3 > “Se do ai poveri tutti i miei averi, se
offro il mio corpo alle fiamme, ma non ho amore, non mi
serve a nulla.” (TILC)

Per questo non è possibile giudicare una persona partendo
dagli atti che commette... e non è nemmeno quello che Dio
fa!
Noi invece abbiamo la tendenza a creare delle casistiche,
delle liste di peccati,
mediante le quali giudichiamo le persone,
facendo come i Farisei al tempo di Gesù,
che erano pieni di liste di cose da farsi e di cose
da non farsi.
Sulla base di queste liste, essi avevano ormai catalogato
tutte le persone, giudicandole salvate o perse eternamente.

Gesù, però, quando venne su questa Terra, scandalizzò i
Farisei, stigmatizzando con terribile serietà la loro
ipocrisia:
Matteo 21:31b >
“I pubblicani e le meretrici vi precedono nel regno dei
cieli.”

Una dichiarazione che ancora oggi può sembrare scandalosa
ai nostri occhi, perché siamo abituati a considerare l’atto e a non la situazione interiore, che nessuno di noi può
discernere, quella che noi abbiamo ereditato dai nostri
genitori e dai nostri progenitori.
Quello che conta è che la motivazione dell’atto che
commettiamo sia quella giusta; siccome nessuno può leggere
nei cuori, ecco perché Gesù c’insegna:
“Non giudicate...” (Matteo 7:1).
Noi non siamo in grado di farlo, perché non si può
giudicare una persona sulla base di ciò che si vede;
l’unico che possa farlo è il Signore: Lui conosce le
motivazioni di fondo, è al corrente di ciò che è nascosto,
di quello che c’è nell’intimo
della coscienza di un individuo.


LA CONVINZIONE INTERIORE

Arriviamo dunque ad una dichiarazione dell’apostolo Paolo,
che compresa alla luce di quanto sopra,
è molto interessante:
Romani 14:23b >
“Tutto quello che non vien da convinzione è peccato.”

Il contesto di questo passo parla del problema,
vivo fra i primi cristiani, della liceità o meno di
mangiare carni precedentemente sacrificate agli idoli.
L’apostolo conclude la sua argomentazione sulla libertà
cristiana, dicendo che chi è nel dubbio di peccare
mangiandone, se poi ne mangia, sbaglia.
La sua frase conclusiva, citata sopra, racchiude un
principio valido per ogni altra questione.
Io posso dunque osservare alla lettera tutta la legge,
come facevano i Farisei, ma senza averci messo il cuore,
senza che la scintilla di una nuova vita divina mi abbia
convinto del mio stato di peccato ed abbia
cambiato la mia natura
(opere affidate allo Spirito Santo).
Questo tipo di osservanza è, agli occhi di Dio, PECCATO!

"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non potranno prevalere!"
Il giovane ricco (Matteo 19:16-26)
L’episodio del giovane ricco che fece a Gesù la domanda più importante nella vita di un essere umano
(“Maestro, che farò io di buono per aver la vita eterna?”
vers. 16) illustra bene tutto questo.
Gesù, mettendosi sul suo piano, sapendo che era uno dei
capi del popolo (particolare dato dall’evangelista Luca) e, come loro, legalista e formalista, gli cita i comandamenti
da osservare. Il giovane gli risponde che questo lui l’ha
fatto fin dall’infanzia.
E’ allora che Gesù gli mette a nudo l’anima, vuole fargli
scoprire che le sue motivazioni non sono quelle giuste,
non sono dettate da un amore divino entrato nel cuore.
L’egoismo lo domina totalmente, la natura umana votata al
peccato è ancora tutta là, la “nuova nascita”
(di cui parlerà Gesù a Nicodemo) non c’è mai stata.
Mettendo il dito nella sua piaga mortale, Cristo gli mostra l’idolo del suo cuore:
“Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai,
dallo ai
poveri e tu avrai un tesoro nel cielo;
poi vieni e seguimi.” (vers. 21 - ND)

Gesù non sta condannando in generale tutte le ricchezze,
ma l’idolo che esse tendono spesso ad essere, a causa della natura egoistica dell’uomo!
Nel caso del giovane ricco, il suo patrimonio costituiva un intoppo sulla via della salvezza,
era un idolo a cui doveva rinunciare, perché prendeva nella sua vita il primo posto, invece di Dio.
L’osservanza formale dei comandamenti non costituiva dunque per lui - come per noi oggi - il mezzo per entrare nel Regno di Dio.
Nessuno vi entrerà tenendo stretti i propri idoli,
siano essi rappresentati da beni materiali,
posizione sociale, parenti, idee, sentimenti o emozioni,
che hanno preso il primo posto nella vita, in luogo di Dio. Quando la natura umana viene cambiata dalla grazia di Dio,
quando Gesù diventa il nostro Salvatore personale,
allora è Lui ad ottenere il posto più importante nella
quotidianità:

Matteo 6:24 >
“Nessuno può servire due padroni: perché, o amerà l’uno e
odierà l’altro; oppure preferirà il primo e disprezzerà il
secondo. Non potete servire Dio e i soldi.”
Matteo 10:37 >
“Chi ama padre o madre più di me, non è
degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me,
non è degno di me.”


L’UOMO NON PUO’ GUARIRE SE STESSO

Se la situazione è dunque questa, non c’è nessuna soluzione umana al problema del peccato!
Se il peccato non è l’azione che commetto,
ma la fonte dalla quale quest’azione scaturisce...
allora nessuno di noi può guarire se stesso,
nessuno di noi può eliminare i propri problemi personali,
che sono problemi di natura e non problemi di buona o
cattiva volontà.

Geremia 13:23 >
“Un moro può egli mutar la sua pelle o un leopardo le sue macchie? Allora anche voi,
abituati come siete a fare il male, potrete fare il bene?”

A questa comprensione dobbiamo arrivare,
per accorgerci che abbiamo bisogno di un intervento esterno e soprannaturale per risolvere il problema del peccato.
Qual’è la soluzione proposta dalla Parola di Dio?

Rinascere dall'Alto! - dice il Signore:
"Le mie parole sono Spirito e Vita!"




The sin second Bible 2 - the SIN: ITS NATURE SECOND the BIBLE (adapted from the Avventista Shepherdesses Enrico Long, Genoa and Savona in the 1989) INTRODUCTION In the same way in which Satana always it has been strained to deform the image of God within of we, making to believe us that the Getlteman has a completely various character from the God of the Bible, therefore he tries of trarci in deceit on our real situation of sin. And' much easy one, therefore, to arrive to having of same we a mistaken concept, an idea completely distorted of what it is in reality the sin. And when the Adversary is successful in these two attempts: 1 - to distort the image of God, 2 - to trick to us on our situation of sin. then realistic vision of our situation will have therefore a lot stirred the papers from not permettercipiù of having one. he is for that, very many believers live the faith in the frustration, because they expect from same they that that the human nature sinner does not allow to catch up. Therefore the life of many Christians becomes a continuous disappointment: they are disappointed is in the comparisons of God that of same they. The result of all that is: critic, dissatisfaction, contestazione, pessimism, and Satana filler the Victoria. A philosopher of the antiquity said: “You know same you”; it is just what we will try to make, defining the sin concept second the Biblical instruction. And' a lot important that we succeed in to understand that what is the sin because, in bottom, it is a common place: “We are all sinners! ”, but that what wants to say “to be sinners”? We begin with one small illustration. A scorpion wanted to cross a river, but - as all know - the scorpion does not know to swim. Therefore churches to one frog to carry it from the other river. The frog answered: “Pits matta! I know to you: you would bite to me and would be ended for you and me”. But the scorpion the supplicò, making them a speech a lot convincing and saying that indeed it was changed, had become good, that it truly had need to arrive from the other part of the river… To the end the frog let to convince and it made it to go up on its back. All good went until half of the distance, but it arrives to you in means to the river, the scorpion, more not succeeding to resist, the punse and, while both sank dying, the frog churches to the scorpion: “But because you have made it? You had promised to me that you would have resistito! You do not see that now it touches to us to die all and two” And this last one answered to them: “Yes, truly I had promised to you, but that what you want, it was more strongly than me… they are made therefore!!” This fable makes us to understand endured that the humanity, from that terrible day in the Eden, when our progenitori listened to how much had suggested Satana, has assumed a personality, a nature that is marked indelebilmente from the sin. 5:12 Roman > “Therefore, siccome for means of sol a man the sin has entered in the world, and for means of sin v' he has entered the dead women, and in this way the dead women the men are last on all, because all have sin…” SICK FOR EGOCENTRISMO Many ask, reflecting on this verse. “In that way this disease that is the sin transmits a being to other… is one hereditary situation? It is transmitted in physical way” Sure the sin is not legacy to ours `geniuses' and ours `chromosomes', but rather to our wounds it moves them, as we have already seen. However, in order to succeed in to understand better as the sin is transmitted, it is well to define it. When we go to read the episode of the fall in the sin, in the garden of the Eden (Genesis CAP. 3), we notice that the temptation in which Adam and Eva have fallen was that one of the autonomy, of independence from God, the temptation of wanting to make from himself, of wanting itself to attribute the characteristics of masters of the universe. It was the same tendency that it made to fall Lucifero: in reality Lucifero has simply transmitted to the man and the woman this tendency to the egocentrismo, to make of if the center of the universe, elevating the creature in place of God same and replacing it in the direction of the own life. Ezechiele 28:2,14 > “your heart s' is made alters and you say: I am a God! I am assiso over a throne of God in the heart of the seas! While a six man and not a God, quantunque you make a heart you similar to the heart of a God… You were a cherub from the extended wings, a protecting one. I t' had established, you I was on the Saint mount of God…”. The prophet is speaking about the king of Shooting, than it is - he is understood from the context - the controfigura of same Satana here. The man who had been name from the Getlteman “manager” of the Earth, its “administrator”, assumed the position of landladies arbitrarily. The sin, therefore, is not one physical, but moral situation? The sin is EGOCENTRISMO (to make of if same the center of the universe), is PRIDE. When therefore we speak about “sin”, more than to speak than a completed action, we must speak about one fact situation. In fact, when we speak about a baby, we cannot logically say that he is sinner because it has completed of the sins! Nevertheless, we can assert that a baby is sinner? Sure, but not because it has store clerk peccaminosi actions, but because it participates to the tendency of the humanity to the egocentrismo. Observing a child also much small, us a lot to state does not want as it attracts himself all, wants to always be to the center of the attention; the first words that learn are: “mine, I”. This tendency to consider the more important, the center of the interest, well… this is the sin! Therefore, we can say that the Word of God makes the distinction between “the SIN originates them” and “the GUILT originates them”. The SIN ORIGINATES THEM This concept of the “guilt originates them” comes from Sant' Augustin, one of the Fathers of the church. Just from this instruction the theology of the baptism of the babies is risen all, because Sant' Augustin said that the baby “is born guilty” and, consequently, dev' to be freed from this guilt before that the dead women pick it. But we do not find null in the Bible that confirmations this idea, indeed, we find to you that God does not consider responsible the child, because it is been born in a sin world; he achieves some that in the Word of God we do not have the instruction of the baptism of the children. Which thing is in fact the baptism? And' a symbolic action through which I rinnego in voluntary way (by means of the repentance and the confession to God) my situation of sinner and decide to change not only life, but to change nature (and this will be work of the Saint Spirit, not mine). The steps that, in the Gospel, speak about baptism do not leave doubts on the necessity that is a voluntary and responsible action, fruit of the trained faith and not before that it has been given an instruction: Matteo 28:19 - 20a > “Gone therefore, trained all the people, battezzandoli in the name of the Father and the Figliuolo and the Saint Spirit, teaching they to observe all the things that v' I have commant.” Mark 16:15 - 16 > “and said they: Gone all over the world and preached the evangelo to every creature. Who will have believed and been christened will be saved; but who will not have believed will be condemned.” The Bible is much clear on NOT the TRASMISSIBILITA' of the guilt from one generation to the other: Ezechiele 18:20 > “the spirit that morirà defect, the son will not carry the iniquità of the father and the father will not carry the iniquità of the son; the justice of the just one will be on he, the empietà of fills up it will be on he.” The CONSEQUENCES OF the SINS OF the ANCESTORS To this point are well to make a precisazione, because there are witnesses who would seem to contradict how much say the Ezechiele prophet, but only in appearance. As an example: 34:6 exodus - 7 > “the Eternal one, the Eternal God, merciful and pietoso, slow to ira, rich in benignity and the fidelity, that it uses misericordia to migliaia, that pardons the iniquità, the trasgressione and the sin, but does not leave the guilty impunito and that it visits the iniquità of the fathers on the sons and the sons of the sons until third and to the quarter generation.” The same concept ribadito in according to comandamento of Exodus CAP. 20, what it forbids to the images and their cult. That that is vital here to comprise is that the consequences of the sins are transmitted of father in son, NOT the COLPE! The bad example of the parents will constitute a difficulty on the way of the salvation of the sons who, to they time, will not teach to the own sons to love the Getlteman, and therefore via. Consequently, the divine blessings and promises will not be able to be completed for costoro that, on the contrary, they will incur in the displeasure of the Getlteman who, with every half, will try to recall them to himself, of condurli to the repentance. It, in Its infinite one misericordia, will limit these ominous consequences to three, four generations (and that is true also in physical field). Unfortunately, the consequences of our sins always sweep up of the innocents. As an example, the prophet Daniel and its friends - young all faithfuls to the Getlteman - shared the bitter fate of the exile of a Israel idolatra and rebel and were anch' they deport to you to Babylon, where however God them protesse and used some of testimony for that people pays. BLIND MAN NATO We said therefore that the personal guilt, for the Word of God, is not transmissible. On this subject, we then remember the episode of the blind and recovered born man from Jesus. The disciples, expressing the running mentality taught unfortunately from the rabbis, said the Master: “This man, that he is been born blind, than badly has made” But siccome they could not expect that the blind person had sin before still to be born, added: “Probably they will be the parents who will have sin!”. We read the answer of Jesus: Giovanni 9:3 > “Neither he sinned, neither its parents; but it is therefore, so that the works of God are manifested in he.” This therefore is already a first step to the search of one definition more consone to the truth who us standard the Sacred Writing on purpose of the sin: The SIN is an Inheritance OF WHICH THEY ARE NOT RESPONSIBLE AND FOR Which, UNTIL WHEN I DO NOT ASSUME IT Responsibility OF MY LIFE, NOT PORT the GUILT. A man must therefore take conscience of its state of sinner, of the own impossibility to only eliminate the sin from its life (knowledge given from the Saint Spirit), before being purified from the water baptism. The SIN AGO PART OF OUR NATURE We can to this point to make according to step saying: We are sinners because we are born Here in the sin (“, I have been formed in the iniquità and the mother mine has conceived to me in the sin.” Salmo 51:5) We become sinners because we commit the sin (“You also withhold your servitore from the voluntary sins and ago that not signoreggino on me.” Salmo 19:13 to) For the first situation, the dead women of Christ resolves the problem; therefore a baby who had to die cannot be rendered in charge of its state of sin. On the contrary the adult, becoming sinner “for choice”, adds to this state of inherited sin its voluntary collaboration, its participation, and is then that he becomes some responsible. SIN AND SINS the Bible makes therefore difference between the sin and the sins (sets in action peccaminose): The sin is therefore this tendency to the egocentrismo that we receive to the birth and that ago of we of the independent beings from God and he pushes to us independently to organize our life from the Getlteman, far away from He. The sins are all those actions by means of which we transgress the will of God clearly exposed in Its Word and Its law. The question then is this: is possible living a life of sin without to commit large peccaminosi actions, sets in action scandalous that we all judge like flagrant trasgressione of the law of God? Many believers express this doubt: “I know an atheist who behaves itself better of the Christians… I know a person who does not try Iddio, but that however she leads a perfect life, she is morally to place…” Which thing implies this affirmation? It denotes that the difference between sin and sins is not known. It is not understood that it is possible to be sinners, without to commit openly of the peccaminosi actions; there are persons who quite commit good actions for egocentrismo, that is with not altruistic, but egoistic motivations; some persons are most generous, pushed from egoistic motivations: for esibizionismo, for vanagloria, being she admires to you… Jesus exhorted: Matteo 6:1 - 2 > “Attention not to make the good in public for desire of being he admires to you from people; otherwise you will not have nobody ricompensa from the Father yours that are in sky. When from the something to the poor ones, not to make like the hypocritical, not to make to know it to all. They make therefore in the sinagoghe and for the roads, because they try to be praises to you from people. But I assure to you that this is only they ricompensa.” In its wonderful hymn to the love, the apostle Paul emphasizes the uselessness of the actions completed without the just motivation dictated from a love of divine origin: The Corinzi 13:3 > “If I give to the poor all my assets, if I offer my body to flames, but I do not have love, does not serve to me to null.” (TILC) For this is not possible to judge a person leaving from the actions that commit… and are not not even what God makes! We instead have the tendency to create of the casuistries, of the lists of sins, by means of which we judge the persons, making like the Farisei to the time of Jesus, that they were full of lists of things from makes yourself and of things from it does not make yourself. On the base of these lists, they had by now catalogued all the persons, judging them saved or lost eternally. Jesus, but, when he came on this Earth, scandalized the Farisei, stigmatizzando with terrible seriousness their hypocrisy: Matteo 21:31 b > “the pubblicani and the meretrici ones precede to you in the reign of skies.” A declaration that still today can seem scandalous to our eyes, because is accustoms to you to consider the action and not the inner situation, than nobody of we can discern, which we have inherited from our parents and our progenitori. What it counts is that the motivation of the action that we commit is that right one; siccome nobody can read in the hearts, here because Jesus there standard: “Not judged…” (Matteo 7:1). We are not in a position to making it, because a person cannot itself be judged on the base of that she looks at herself; the only one that can make it is the Getlteman: It knows the bottom motivations, is to the current of that he is hidden, of what is in the intimate one of the conscience of an individual. The INNER CONVICTION We arrive therefore to a declaration of the apostle Paul, than comprised in the light of how much over, it is a lot interesting: 14:23 Roman b > “All which vien from conviction is not sin.” The context at this rate speaks about the problem, alive between the first Christians, of the liceità or less than to eat meats previously sacrificed to the idoli. The apostle concludes its reasoning on the Christian freedom, saying that who is in the doubt to sin eating some, if then she eats some, mistakes. Its conclusive phrase, cited over, encloses every a valid principle for other issue. I can therefore observe exactly all the law, as they made the Farisei, but without to have to us put the heart, without that the spark of one new divine life has convinced to me of my state of sin and has changed to my nature (works entrusted to the Saint Spirit). This type of observance is, to the eyes of God, SIN! The rich young person (Matteo 19:16 - 26) the episode of the rich young person that made to Jesus the more important question in the life of a human being (“Master, that I of bond in order to have the eternal life will make” vers. 16) illustrate all this well. Jesus, putting itself on its plan, knowing that particular data from the evangelista was one of the heads of the people (legalista and formalista Luca) and, like they, it cites the comandamenti to observe. The young person answers to it that this he has made it since infancy. And' then that Jesus puts it to knot the spirit, it wants fargli to discover that its motivations are not those right ones, are not dictated from an entered divine love in the heart. The egoismo dominates it totally, the voted human nature to the sin is still all here, the “new birth” (about which Jesus to Nicodemo will speak) not never has been. Putting the finger in its mortal plague them, Christ the extension the idolo of its heart: “If you want to be perfect, he goes', you sell that that you have, from to poor and you will have a treasure in the sky; then you come and you follow to me.” (vers. 21 - ND) Jesus is not condemning in general terms all the riches, but the idolo that they often stretch to being, because of the egoistic nature of the man! In the event of the rich young person, its patrimony constituted a difficulty on the way of the salvation, it was a idolo to which had to renounce, because it took in its life the first place, instead of God. The formal observance of the comandamenti did not constitute therefore for he - like for we today - means in order to enter in the Reign of God. Nobody will enter to you holding tightened the own idoli, is they represents to you from material assets, social position, relatives, ideas, feelings or emotions, that they have taken the first place in the life, in place of God. When the human nature comes changed from the grace of God, when Jesus becomes our personal Salvatore, then is He to obtain the more important place in the quotidianità: Matteo 6:24 > “Nobody can serve two masters: because, or he will love one and he will hate the other; or he will prefer the first one and he will despise the second. You cannot serve God and the moneies.” Matteo 10:37 > “Who loves father or mother more than me, it is not worthy of me; and who loves figliuolo or figliuola more than me, it is not worthy of me.” MAN PUO' NOT TO RECOVER IF SAME If the situation is therefore this, not there is no human solution to the problem of the sin! If the sin is not the action that I commit, but the source from the which this action gushes then… nobody of we can recover if same, nobody of we can eliminate the own personal problems, that they are nature problems and not problems of good or bad will. Geremia 13:23 > “a Moor can he change its skin or leopardo its spots? Then also you, it accustoms as you are to make the evil you, you will be able to make the good” To this understanding we must arrive, in order to notice that we have supernatural need of an external participation and in order to resolve the problem of the sin. Which' is the solution proposed from the Word of God? Rinascere from above! - the Getlteman says: “My words are Spirit and Vita!”


الذنب الثاني الانجيل 2 - الذنب : طبيعه ثانيه الانجيل (المقتبس من اففنتيستا الراعيات انريكو طويله جنوه والقضيه في عام 1989) مقدمه في نفس الطريقه التي ساتانا داءما واجهد ان شوه صوره الله في نحن جعل نحن نعتقد ان غيتلتمان له طابع مختلف تماما عن الله في الكتاب المقدس ، ومن ثم يحاول الخداع في ترارسي علي الوضع الحقيقي خطيءه. ومن السهل علي كثير من ثم الوصول الي الواحده بعد ومفهوم خاطء ، وهي فكره مشوهه تماما ما هي في واقع الامر خطيءه. وعندما نجح العدو في هذه محاولتان : 1 - تشويه صوره الله 2 - كيف لنا علي حاله خطيءه. ثم رءيه واقعيه حالتنا سيكون لذلك اثار الكثير من الاوراق permettercipiù عدم وجود احد. وهي كثيره جدا ، يعيش المءمنون الايمان الاحباط ، لانهم كانوا يتوقعون من نفسه انه اثم الطبيعه البشريه لا تسمح اللحاق بهم. لذلك فان حياه الكثير من المسيحيين يصبح الاحباط المستمر : فهي ضعيفه في مقارنات الله التي هي نفسها. نتيجه كل ذلك هو الاستياء والناقد والتشاءم كونتيستازيوني ، وساتانا الفيلير فيكتوريا. فيلسوف في العصور القديمه : "انتم تعلمون نفسه". ومجرد ما سنحاول القيام ، تحديد مفهوم خطيءه الامر الثاني التوراتيه. وعلي قدر كبير من الاهميه بمكان ان ن  الاجابات ان هذا قد يجعل منذ الطفوله. وانذاك ان يسوع هو يضع العقده في الروح ، تريد فارغلي اكتشاف ان دوافع غير تلك المطلوبه غير مفروض من داخل المحبه الالهيه في القلب. ويغويسمو يسيطر كليا ، صوت الطبيعه البشريه وهي خطيءه ما زال هنا "الولاده الجديده" (اي عن المسيح نيكوديمو سيتكلم) الا لم يكن. ضع الاصبع في الانسان البلاء ، المسيح تمديد ويدولو من القلب : "اذا اردت ان تكون كاملا ، ما ذهب' ، بعت ان لديكم من ضعف وستجدون كنز في السماء. ثم تاتي انت وانت تتابع لي. "(vers. 21 داكوتا الشماليه) يسوع لا يدين بشكل عام كل الثروات ، ولكن يدولو انهم كثيرا ما تمتد الي الحاضر بسبب الانانيه وطبيعه الرجل! في حال الغني الشباب والميراث يشكل صعوبه علي طريق الخلاص ، فهو يدولو التي قد نبذ لانه اخذ في حياته الاولي ، محل الله. في احتفال رسمي وكوماندامنتي لا تشكل بالتالي فهو اشبه نحن اليوم الوساءل من اجل تدخل في عهد الرب. لا احد يدخل اليكم عقد تشديد الملك يدولي وهي تمثل اليكم من الاصول الماديه والاجتماعيه الموقف الاقارب والافكار والمشاعر والانفعالات ، حلوا في المرتبه الاولي في الحياه ، في مكان الله. عندما الطبيعه البشريه ياتي تغير من رحمه الله ، عندما يسوع يصبح شخصيا سالفاتور ثم هو الحصول علي اكثر اهميه في quotidianità : matteo 6:24> "لا احد يستطيع ان يخدم اثنين الماجستير : لان ، او هو اراده الحب الاول وهو سوف يكرهون الاخر ؛ وهو يفضل الاولي وسوف احتقر الثانيه. لا يمكنك ان تكون لله ومونييس. "matteo 10:37>" العاشق الاب او الام اكثر مني ، ولا يليق بي. والعاشق فيغليوولو فيغليوولا او اكثر مني ، ولا يليق بي. "رجل بوو' لا يسترد نفسه لو ان هذا الامر ليس هناك اي حل انساني لهذه المشكله من خطيءه! اذا كان الذنب ليس عمل بانني ارتكب ، لكن مصدر هذا العمل التدفقات ثم... احدا من نستطيع استردادها عند ذلك ، لا احد في نستطيع القضاء الشخصيه المشاكل ، انها طبيعه المشاكل ولا مشاكل حسن او سوء النيه. 13:23 غيريميا> "الارض البور هل يستطيع تغيير الجلد او في بءر ليوباردو؟ ثم لك ان يعود كما تعلمون جعل شر لكم انكم لن تكون قادره علي تقديم الخير "ان هذا الفهم يجب ان تصل ، حتي اشعار اننا خارق يحتاج الي المشاركه الخارجيه ومن اجل حل مشكله الذنب. اي 'الحل المقترح من كلمه الله؟ ريناسكيري من فوق! - غيتلتمان يقول : "كلمتي الروح وفيتا"!