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La Passione e Crocifissione di Gesù

Benvenuto!

In questa via che porta al Calvario,
Gesù

vuol parlare al tuo cuore:
ascoltalo!

È il cammino pasquale che si snoda nella sua fase finale attraverso le tappe dolorose e drammatiche della Passione e della Croce per sfociare dopo il silenzio del Sabato Santo,
nella esplosione gioiosa della Pasqua Era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca

( Isaia 53,
7 )
Verso la risurrezione
È come una luce purificatrice che irrompe in maniera vistosa dentro la coscienza di ogni cristiano che si lascia sopraffare
dall’emozione di un amore così grande del Figlio di Dio che giunge a dare via tutto se stesso per noi.
Il potere straordinario che ha sull’anima la meditazione delle varie fasi della Passione del Signore,
si manifesta nella pace che si prova,
negli affetti forti che suscita,
nel senso di forza che ti invade e di speranza nuova che infonde.
Questo buio impressionante che avvolge la creazione nell’estremo limite della morte di Gesù

,
non è altro che un simbolo di un’altra eclissi di estrema radicalità che incombe dentro la coscienza del Figlio di Dio fatto uomo che prova in sé,
per libera scelta d’amore estremo,
che cosa significa la perdita totale del Padre.
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Non indugiare -

Se intendi rivivere le sue sofferenze per conoscere l'immenso amore che lui ha per te.
Se hai un cuore di carne e non di pietra.
Se attendi che una scintilla possa scoccare per scatenare un incendio inarrestabile d'amore nel tuo cuore.
Allora non attendere,
ascolta cosa ti sussurra il cuore
e incomincia a sfogliare queste stupende pagine che sono state tratte dal libro:
Aprirò una strada nel deserto
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--------------------------------------- IL GETSEMANI-

Tratto da:
"
Aprirò una strada nel deserto "
Un Urlo D'Amore Una delle pagine più

sublimi del Vangelo,
è il mistero della sofferenza dell’Agnello di Dio che porta i peccati di tutti gli uomini.
Gesù

si identifica con il peccato e sente in sé tutta la ripugnanza estrema del rifiuto di Dio da parte del peccatore e del dolore del Padre nei confronti dei figli che l’hanno tradito nell’amore.
È da questo abisso di perdizione che si sviluppa la tenerezza infinita di Gesù

che invoca il Padre con la parola più

intima di Abbà,
(Mc 14,
36) quella che il bimbo pronuncia,
abbandonandosi fra le braccia paterne,
con l’amore più

innocente e confidente che si possa immaginare.
Leggere le vicende di quel tempo può lasciare totalmente indifferenti i tiepidi di cuore,
i frettolosi ed i superficiali;
soltanto coloro che si soffermano meditando sugli eventi,
possono comprenderne la grandiosità e il significato profondo.
La luce da quel momento illumina il mondo e squarcia le tenebre delle menti oscurate.
L'uomo che soffre in quel modo è il figlio di Dio inviato dal Padre,
affinché l’amore invisibile si renda visibile all’umanità.
Grido d’amore che travalica i tempi e lascia attonito tutto il creato.
Cosa fu quel calvario è difficile comprenderlo perché sfugge alle menti.
L'ira del Padre per le iniquità dell'uomo era tremenda,
come se mille e più

giudizi si abbattessero contemporaneamente su di me.
La sua dolce presenza che mi aveva accompagnato da sempre si stava ritirando mentre l'ora scoccava i suoi lenti rintocchi.
Ormai il Padre nella sua ira di Giustizia aveva richiamato lo Spirito Santo.
Che cosa voglia dire trovarsi improvvisamente nel deserto del proprio spirito,
soli con se stessi,
privati del Sommo Bene e dell'Amore Infinito,
supera qualsiasi tortura immaginabile.
Le tenebre come nubi minacciose stavano avvolgendo completamente tutto il mio essere.
La preghiera di quella notte si faceva sempre più

pressante.
Preghiera di perdono per tutti,
tuttavia il Cielo era adirato e non si piegava alle mie suppliche.
La Giustizia reclamava riparazione per tutte le colpe commesse.
Il tempo presente e futuro mi stava dinanzi,
ecco lo scorrere nei particolari del tremendo supplizio.
Sì,
l'agnello da immolare doveva accettare fino in fondo l'opera per cui era venuto.
Che tremendo peso sulle mie spalle umane,
mentre il corpo si accasciava dolorante!

Vedevo in anteprima l'effetto di questo supplizio:
la Chiesa nascente,
gli Apostoli,
i Martiri e tutti i salvati.
E ancora,
le tremende persecuzioni alla mia Chiesa,
le guerre,
le pestilenze,
tutte le iniquità che l'uomo avrebbe ancora commesso e i molti dannati.
Il male nelle sue forme più

cruente e malvagie piombava tutto su di me.
Padre!

Tutto è possibile a te,
allontana da me questo calice!

Però non ciò che io voglio,
ma ciò che tu vuoi (Mc 14,
36).
Sì,
la sua volontà,
che è volontà ineffabile d’amore,
di salvezza e di perdono,
ora reclamava riparazione per la Giustizia offesa.
Lotta cruenta con la carne che urlava i suoi diritti,
con le tenebre del male che già si scagliavano su di essa e con la lontananza del Padre amoroso!

Angosciato,
colpito come a morte,
raccoglievo tutto l'amore che sentivo per quelle creature che attendevano di essere redente.
Tempo di riparazione,
dove angoscia e dolore incombevano tremendi sul corpo sempre più

accasciato e il sangue scaturiva fin sulla pelle per la durissima prova.
Padre!

Padre!

Come un sole ormai scomparso,
nella voluta assenza,
lasciavi al Figlio diletto bere dall’amaro calice della notte glaciale dello spirito.
In tanta desolazione l'amore ha vinto e vincerà per sempre,
vi ho fornito la prova e la testimonianza che anche voi potete vincere.
Vero uomo,
dove la carne reclamava i suoi diritti e vero Dio,
ho dimostrato la forza travolgente dell'amore.
Padre sia fatta la Tua volontà.
Ecco il vero bene assoluto:
fare la volontà del Padre che è nei cieli.
Sì,
la sua volontà è superiore a qualsiasi altro bene perché racchiude il cammino verso il sommo Bene.
Pronto al sacrificio totale,
per amore,
attendevo coloro che guidati da colui che aveva strumentalizzato il mio amore,
stavano per arrivare (cfr.
Mc 14,
41-44).
Meditate la passione,
è un modo sicuro per fortificare lo spirito perché è l'Amore che vi parla negli avvenimenti.
Un Urlo D'Amore -

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LA FLAGELLAZIONE-

Tratto da:
"
Aprirò una strada nel deserto "
Un Grido D'Amore È il supplizio atroce con il quale Pilato si illudeva di commuovere coloro che volevano la morte di Gesù

e poter salvare il Messia dalla pena capitale,
ma invano.
Dalla S.
Sindone emerge che i colpi di flagello sono circa centoventi con sei fori l’uno,
essendo il flagello costruito con varie cordicelle alla cui estremità erano fissate delle palline rudimentali di piombo,
oppure degli ossicini aguzzi.
Può un uomo sopportare volontariamente tali supplizi e tali atrocità?

La carne urla il suo strazio sotto l'impietosa flagellazione,
fatta da carnefici al servizio del male.
Sì,
è l'amore che mi tiene inchiodato nella sopportazione dell'immane sofferenza offerta in sacrificio per tutti voi.
Provate a pensare:
come vero uomo la mia carne non era diversa dalla vostra,
difatti il sangue che pulsava nelle vene portava la vita come in tutti voi,
eppure fino all'ultima goccia lo dovevo versare per riscattare tutte le colpe commesse ed anche quelle future.
Sì,
tutte le colpe gravavano insieme come enormi macigni su di me,
mentre il maligno scatenato si arrovellava per escogitare tremende torture,
convinto com’era della vittoria che avrebbe ottenuto con il mio annientamento fisico.
Se fosse stato possibile quei carnefici mi avrebbero strappato e lacerato anche l'anima.
Per intanto si accanivano su ogni centimetro del mio corpo,
lacerando non solo la pelle,
ma anche la carne (cfr.
Is 53,
5).
Provate con dei piccoli uncini a strappare un po’ della vostra carne e forse potrete immaginare l'intenso dolore nel sentirvi martoriati in ogni dove.
In quel momento rivivevo come in un incubo quello che già sapevo,
non per nulla avevo sudato sangue nell'orto degli Ulivi (cfr.
Lc 22,
44).
La croce da portare e il calice amaro da bere erano aldilà della sopportazione umana,
difatti tutte le vostre croci,
sofferenze,
patimenti e crudeltà messe insieme non potranno mai uguagliare la mia agonia.
Lì,
non solo il corpo soffriva,
ma l'essere mio nella sua totalità.
Tradito da un discepolo che amavo.
Picchiato anche da coloro che avevano tratto beneficio dalle mie grazie.
Insultato come l'ultimo degli uomini.
Schernito come impostore,
prendevo per compassione,
come uomo e come Dio,
tutto su di me.
(cfr Eb 4,
15).
Quanto mi siete costati?

Eppure,
troppo pochi riescono a vedere in quell'uomo flagellato il loro Dio,
che è venuto per urlare il suo amore,
per strappare l'umanità dal peccato e ricongiungerla con il divino lavando con il proprio sangue le colpe di ognuno (cfr.
Ap 7,
14).
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GESù

CADE
Tratto da:
"
Aprirò una strada nel deserto "
Un Grido D'Amore S.
Ignazio raccomanda nei giorni dedicati alla meditazione della passione questa preparazione psicologica:
.
.
.
appena svegliato,
ponendomi davanti dove vado e a che fine,
riassumendo un poco la contemplazione che voglio fare,
secondo il mistero che sarà,
e sforzandomi,
mentre mi alzo e mi vesto,
nel rattristirmi e dolermi di tanto dolore e di tanto soffrire di Cristo nostro Signore La passione continuava e sembrava non aver più

fine:
dopo la tremenda flagellazione e la condanna,
ecco il viaggio verso il Golgota.
La croce era pesante,
un uomo in salute l'avrebbe portata,
ma io ero stremato.
La carne martoriata sprigionava dolore,
dolore e solo dolore.
La corona di spine conficcata sul capo non dava tregua.
La testa era stretta dalla sua morsa,
i suoi profondi aculei la martirizzavano.
In quello stato il peso della croce era insostenibile e a mala pena riuscivo a trascinare con sforzi sovrumani il mio povero corpo,
Quanta folla di popolo alle ali del mio passaggio,
i soldati della scorta facevano fatica a contenerla.
In maggioranza,
però,
erano quelli che volevano la mia morte e per loro la festa era cominciata.
Non c’era nessun movimento di pietà per quel essere insanguinato che procedeva stentatamente,
anzi,
i più

cercavano di colpirmi con bastoni e pugni.
L’odio accecava le menti e il male trionfava in quella turba,
incurante la soldataglia procedeva e mi sollecitava brutalmente nel mio incedere.
Per loro c’era soltanto un compito da portare a termine nel più

breve tempo possibile.
Dov’erano tutti quelli che avevano ricevuto beneficio dalle mie grazie?

Qualcuno era lì con tanti altri pronto a colpirmi.
Cosa gli avevo fatto e qual era la mia colpa?

Era scoccata l’ora del male ed io ero la vittima sacrificale su cui scaricare tutto il possibile.
Nemmeno sulle bestie mai nessun aguzzino ha scaricato tanta crudeltà,
così l’odio si compiaceva della sofferenza e poco importava dell'innocenza.
In quel momento ero rimasto solo con la mente sconvolta dal dolore.
Stremato sono stato travolto dalla pesante croce,
così dolore si aggiunse al dolore lungo quel percorso che sembrava non dovesse finire mai.
Brutalmente la soldataglia mi ha fatto risollevare perché il cammino doveva continuare.
Lassù

in alto dovevo essere immolato,
affinché tutto fosse compiuto.
Ho pagato su di me le vostre colpe ed ho donato,
per coloro che crederanno,
la vita eterna.
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Un grido D'Amore: http://digilander.libero.it/speran/index.htm
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