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LA DITTATURA DEL RELATIVISMO

Una delle grandi tentazioni di oggi
è il non voler più accettare che esistano
delle verità eterne,
immutabili,
assolute non dipendenti dalla volontà umana:
Dio,
la creazione,
l’anima,
la non disponibilità della vita umana,
i Comandamenti,
il libero arbitrio,
il Paradiso,
l’inferno;
sono alcune di queste verità fondamentali.
Il “Secondo me” ,
o il “La scienza dice”
non hanno significato rispetto a queste verità.
L’uomo non crea la verità,
ma ha il compito di accoglierla e di viverla con umiltà e semplicità.

La ribellione alla verità
conduce purtroppo alla sofferenza e alla morte,
in definitiva all’autodistruzione.
Ecco il monito di San Paolo:
“Non abbiamo infatti alcun potere contro la verità,
ma per la verità;

( 2 Cor. 13,8.)
Come ogni dittatura anche quella del relativismo è destinata all’autodistruzione,
purtroppo dopo aver Causato infiniti mali all’umanità
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LE 12 PROMESSE DEL SACRO CUORE DI GESU'


Mostrando un giorno il suo

Cuore a S.
Margherita Maria Alacoque (1647-1690) Gesù disse:
«Ecco quel

Cuore che ha tanto amato gli uomini e dai quali non riceve che ingratitudini e disprezzo.
.
.
» In diverse apparizioni a Santa Margherita,
Gesù fece le seguenti promesse per coloro che avessero onorato il suo

Cuore e che la Santa riporta nelle sue lettere:
1.
«Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato».
2.
«Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise».
3.
«Li consolerò nelle loro afflizioni».
4.
«Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte».
5.
«Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere».
6.
«I peccatori troveranno nel mio

Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia».
7.
«Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore».
8.
«Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione».
9.
«Benedirò i luoghi dove l'immagine del mio Sacro

Cuore verrà esposta ed onorata».
10.
«A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti».
11.
«Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro

Cuore sarà scritto nel mio

Cuore e non ne verrà mai cancellato».
12.
«Io ti prometto,
nell’eccesso della Misericordia del mio

Cuore,
che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi,
la grazia della perseveranza finale.
.
.
Essi non moriranno nella mia disgrazia,
né senza ricevere i Sacramenti,
servendo loro il mio

Cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema».

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MATERIALE PASTORALE - TEOLOGIA
Il Khàrisma sociale nella spiritualità
del Servo di Dio don Francesco Mottola
PONTIFICIA FACOLTÀ TEOLOGICA DELL’ITALIA MERIDIONALE
Breve premessa biografica
Cristo,
il Figlio di Dio fatto uomo,
è venuto sulla terra per portare il Fuoco dell’Amore del Padre,
per rinfrancare i cuori affranti,
per ristorare coloro che sono affaticati e oppressi sotto il peso del peccato e della morte e donare la speranza della vita eterna.

L’uomo spesso smarrisce,
per misteriose cause,
il vero senso di Dio e dunque il senso della propria vita.
Dio però non si stanca della nostra ottusità,
ma ci viene incontro continuamente entrando nelle pieghe della storia,
tramite uomini che incarnano in se ancora una volta suo Figlio,
e sacrificano la propria vita per il bene dei fratelli.

Uno di tali uomini che ha riacceso in Calabria il Fuoco divino della santità e che presto speriamo di poter vedere canonizzato alla gloria degli altari,
è il Servo di Dio Padre Francesco Mottola,
Oblato del Sacro

Cuore.

«Don Mottola nasce a Tropea il 3 Gennaio del 1901.
All’età di 10 anni entra nel seminario della sua cittadina.
Finiti gli studi ginnasiali si reca a Catanzaro per quelli liceali e teologici nel Seminario Pontificio San Pio X.
Fu ordinato sacerdote il 5 Aprile del 1924[…]Ancora molto giovane fu nominato penitenziere della Cattedrale di Tropea.
Scrittore,
conferenziere e predicatore molto richiesto,
diresse pure tantissime anime nella via della perfezione cristiana.
Fondatore della famiglia degli Oblati e oblate del Sacro

Cuore,
li volle ricchi di una forte spiritualità contemplativa e animati di carità operosa specialmente nei confronti dei poveri e dei sofferenti,
non meno che nel campo della catechesi e dell’apostolato più vario.
Quando poco più che quarantenne (1942) ,
la paralisi sembro stroncare la sua attività sacerdotale,
Don Mottola seppe dare la misura autentica della sua spiritualità,
accettando il carisma del sacrificio e della contemplazione.
Morì il 29 Giugno del 1969,
ripetendo le parole della sua offerta a Dio pronunziate all’aurora della sua vita sacerdotale:
“ Eccomi… tutto!

” »[1].

Ho voluto riportare questa sintesi biografica che si trova come preludio al Diario dello

Spirito,
scritto da don Francesco Mottola in dialogo intimo con il suo Dio,
per dare subito i lineamenti della sua personalità sacerdotale.

Carattere totalitario,
senza mezze misure,
a circa vent’anni ha una radicale conversione:
Dio lo investe con la sua luce chiamandolo ad ascendere giorno dopo giorno alle vette della santità.
Santità che sempre più chiaramente si manifesta nella sua dimensione sociale.
L’amore che don Mottola ha per Dio si riversa inevitabilmente sul prossimo,
pena l’inautenticità dell’amore stesso.
Scriverà alle Oblate del Sacro

Cuore da lui fondate:
« Cristo solo,
ma a patto che sia il Cristo totale capo e membra ».
[2];
e nell’Itinerarium Mentis:
“ Bisogna convincersi che i problemi sociali sono di ordine mistico:
riguardano cioè i nostri rapporti con Dio,
da cui segue la fraternità umana.
Bisogna in questo senso operare”[3].


La spiritualità del Sacro

Cuore
Don Francesco Mottola ha nella spiritualità del Sacro

Cuore il centro di tutta la sua vita spirituale e sociale.
È dalla contemplazione del Sacro

Cuore che egli attinge la carità che lo fa entrare nel mistero della presenza e dell’amore di Dio in tutta la vita dell’uomo e gli consente di moltiplicare quotidianamente le sue energie perché si possa affermare nel mondo il regno di Cristo.
«Il Sacro

Cuore di Gesù/ E’ l’eterno,
che si fece uomo per amore di noi.
/ E’ un mistero straordinario – unitario.
/ L’unità è il principio dell’essere nostro e di Dio.
/ Dio è Uno e Trino nella sua sostanza primigenia.
/ Cristo è venuto al mondo per un atto di amore di Dio.
/ E’ morto sulla croce per un atto di amore di Dio.
/ Ci ha dato il suo cuore per un atto di amore di Dio.
/ Dalla Croce sono usciti il

Cuore,
la Chiesa,
i Sacramenti.
/ Siamo esclusivamente nell’ordine soprannaturale,
a cui la natura si ordina come mezzo al fine.
/ L’uomo è fatto per la soprannatura.
/ Andiamo al Sacro

Cuore in simbiosi di natura e soprannatura.
/ Il Sacro

Cuore di Gesù è il nostro Re»[4].
Contemplando il

Cuore di Gesù,
Don Francesco Mottola entra nel mistero dell’Amore Trinitario,
un amore che si fa carne,
quella del Figlio Unigenito,
per salvare e soccorrere in ogni necessità i fratelli nel travaglio storico della vita.
Il

Cuore è simbolo più bello che nella Sacra Scrittura ci consente di comprendere l’Amore che pervade tutto l’essere di Gesù:
uomo-Dio.
Dice Pio XII nell’Enciclica Haurietis Haquas al n° 30:
«Il

Cuore del Verbo Incarnato è considerato come il simbolo principale,
indice di quel triplice amore,
col quale il divino Redentore ha amato e continuamente ama l’Eterno Padre e l’umanità».
Il

Cuore di Gesù è,
dunque:


• Simbolo dell’Amore divino sotto il velo della carne umana,
cioè del dono eterno di tutto il proprio essere che esiste tra il Padre,
il Figlio e lo

Spirito Santo;


• Simbolo della carità infusa nella sua anima,
dunque dell’ardentissima volontà d’amare,
plasmata perfettamente dalla Sua divinità.


• Simbolo del Suo amore sensibile,
in quanto vero uomo,
cioè formato nel seno castissimo della Vergine Maria e quindi capace d’amare con affetto umano sensibile e purissimo[5].
Ecco perché il Servo di Dio ha voluto consacrare tutta la sua opera al Sacro

Cuore in un impeto inesausto di contemplazione di quest’ineffabile mistero.
Come il

Cuore di Gesù ci ha manifestato tutto l’amore di Dio,
così anch’egli tramite la contemplazione del Sacro

Cuore ha lasciato agire dentro di se la grazia che gradualmente ha conformato il suo cuore al

Cuore di Cristo.
L’amore che Gesù ci ha manifestato non è un amore platonico,
spiritualistico o pietistico,
ma un amore che è l’essenza stessa di Dio,
secondo l’altissima contemplazione ed esperienza di Dio che l’Apostolo Giovanni ci comunica:
«Chi non ama non ha conosciuto Dio perché Dio è amore» (1 Gv 4,
8),
Amore che abbraccia tutte le dimensioni dell’essere dell’uomo,
il quale è chiamato a conformarsi a Cristo pienezza della perfezione dell’uomo stesso.


3.
La Casa della Carità La casa della Carità/ E’ la vita cristiana che si svolge nella Carità.
/E’ l’essere che si svolge nell’essere supremo.
/ E’ sintesi la carità.
/ Di preghiera – Gesù è nel cuore della Casa,
nel cuore di tutti,
nella Casa si prega.
/ La lampada è sempre accesa,
se si spegnesse per un istante la Casa cadrebbe.
/ Di sacrificio – nella Casa vi sono tutte le sofferenze della carne umana.
/ Tutte le sofferenze dello spirito.
/Sono come alimenti di fiamma.
/ Di apostolato- è aperta a tutte le iniziative di apostolato.
/ E’ la Casa del lavoro.
/ E’ la casa del sorriso.
[6] Ecco allora la casa della Carità,
luogo storico dove l’Amore possa manifestarsi nella concretezza prendendosi cura di tutte le miserie e sofferenze umane,
perché sofferenze dello stesso Cristo ancora agonizzante su tutte le croci del mondo.
La Casa della Carità è la Casa del Sacro

Cuore il quale «[…]è l’Ospite Divino - il Padrone assoluto »[7] della stessa casa.
Si entra così nella circolarità dell’Amore Trinitario che si attualizza tra coloro che si consacrano all’Ideale della Carità e i poveri e sofferenti accolti fra le mura della Casa,
che idealmente diventano le pareti del

Cuore di «Cristo dove abita corporalmente tutta la pienezza della divinità»( Cfr Col 2,
9).
La Casa della Carità,
non è,
allora,
solo una struttura assistenziale per i poveri e sofferenti,
ma è un’anticipazione escatologica,
secondo la categoria del già e non ancora,
della comunione che regnerà pienamente nei cieli fra tutti coloro che appartengono all’unico Corpo Mistico di Cristo.
Il bene che si “commercia” dentro la Casa della Carità è appunto,
l’Amore Divino,
bene inestimabile che sgorga dalla fonte sempre viva dell’Eucaristia.
E’ l’Eucaristia,
infatti,
il cuore di tutta la casa davanti alla quale brucia perpetuamente una lampada ad olio simbolo della preghiera e del sacrificio di coloro che si sono consacrati all’Ideale di don Mottola.
Dal Sacrificio Eucaristico sgorga per la casa della Carità ogni benedizione e grazia:
«L’Eucaristia alimenta la vita,
non quella che passa,
ma la vita della grazia che rimane divenendo gloria – ogni momento della nostra esistenza abbiamo bisogno di Pane[…].
L’Eucaristia genera le vergini,
che hanno lo slancio come Gesù verso l’ideale […] l’Eucarestia è il Verbo Incarnato,
è luce che ci illumina.
/ L’Eucaristia è la forza – nell’Eucaristia il

Cuore del Verbo di Dio è sostanzialmente unito al Verbo,
quindi è una forza infinita.
/ E’ necessaria la costanza e il sacrificio»[8].
«La Casa della Carità è,
dunque,
una categoria teologico–spirituale,
in quanto si radica sulla teologia di Dio Creatore e Redentore e della visione della Chiesa come corpo Mistico di Cristo.
Come l’apostolato oblato è sovrabbondanza di contemplazione,
la Casa della Carità è sovrabbondanza dell’Amore di Dio che ha invaso il cuore umano»[9]

L’Amore che plasmava il cuore di Padre Francesco Mottola lo faceva andare con entusiasmo verso gli ultimi.
I Criteri di accettazione che Egli voleva fossero attuati nelle sue Case della Carità sono i seguenti:
«Con preferenza si accolgono:
a) I rifiuti di umanità,
i cenci umani.
b) Quelli che son rifiutati da tutti,
e che nessuno raccomanda.
c) Quelli con malattie molto ripugnanti alla natura umana.
d) Quelli[…]che non portano nulla alla “Casa”,
e che non danno nessuna speranza di rendimento[…]»[10].
Il rendimento che don Mottola sperava era l’Amore stesso,
quell’amore che egli contemplava nel Sacro

Cuore,
e che solo può appagare il cuore dell’uomo.
L’uomo non si realizza che nell’Amore e nell’amare,
che ha nella dinamica dello svuotamento di se il principio fondamentale.
Uscire da se stessi per incontrare l’Altro nell’altro che solo ci rivela il nostro vero volto.
Ecco allora l’immagine del viandante che ritorna spesso negli scritti del Servo di Dio.
L’uomo è un pellegrino dell’assoluto che cammina nel desiderio costante dell’incontro con Dio e sa che quest’incontro avverrà pienamente solo alla fine del cammino,
ma il cammino è condizione necessaria per giungere a realizzare la perfezione della propria creaturalità innalzata alla figliolanza divina in Gesù Cristo.
Allora la carità non può rimanere senza la speranza,
perché le pause nel cammino sono tante,
dovute alla fragilità in cui ci ha posto il peccato.
Scriverà don Mottola:
«Ho nell’anima sempre la divina speranza della santità,
è Dio che l’ha messa nel mio cuore ,
come una certezza;
e lo

Spirito me l’alimenta.
/ Quello

Spirito,
che nel buio più fondo mi fa divinamente pregare:
abbà Padre!

[…]Ecco perché ripeto con gesto più ardito e più ardente,
il mio povero dono totalitario.
E’ dono di vigilia,
oggi che siamo alla vigilia dei Cieli.
/ Soffrire,
tacere,
godere,
dimenticarsi;
vivere in ogni istante la pienezza di Dio[…][11].
La santità per don Mottola non consiste in una serie di pratiche o devozioni da fare,
o meglio ancora di buone opere,
la santità consiste nella pienezza della amore,
è dunque una questione di essere e non di fare.
Bisogna conformare il proprio essere all’Essere di Dio che è Amore.
Per questo l’amore a cui anela don Mottola è “massimalista”,
“totalitario”,
secondo la sua espressione un:
«Amore senza ritorni.
Bisogna tagliare i ponti e bruciare le navi.
Amore senza riposo.
Il cuore non riposa mai,
e trova riposo nel non trovar riposo.
Amore senza confini.
I confini dell’eternità[…].
»[12]

La contemplazione come fondamento dell’azione sociale Dunque è dalla contemplazione che sgorga l’azione.
Don Mottola prende questo concetto da S.
Tommaso D’Aquino:
«Contemplata aliis tradere».
Con un’immagine poetica molto suggestiva,
don Mottola fa comprendere la necessità e la forza della contemplazione,
Egli scrive:
«L’apostolato di fatto scende dalla pienezza della contemplazione:
come dai nevai la forza dei fiumi,
che pur tornano al mare ansiosi di azzurro per essere riassorbiti dal sole»[13].
L’apostolato in genere,
ed è apostolato sia l’annuncio esplicito del Vangelo sia la testimonianza concreta di carità,
per essere veramente tale devo avere il suo fondamento nella contemplazione,
cioè nel contatto vitale con Dio per mezzo della preghiera.
Così facendo la mente e il cuore ricolmati della Carità divina non potranno che trasfondere sul prossimo,
in particolare che soffre,
la pienezza di vita e di amore che Dio ha comunicato nell’anima.
Nella Novo Millennio Ineunte Giovanni Paolo II traccia con chiarezza il cammino che la Chiesa del terzo millennio deve percorre per ripartire nella testimonianza viva e vitale al Vangelo.
«Duc in altum»dice il Papa,
ma per prendere il largo si deve prima aver contemplato le meraviglie del volto di Cristo,
e continua:
«La nostra testimonianza sarebbe[…]insopportabilmente povera,
se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto»[14].
Questo volto il Servo di Dio non lo trova soltanto nella Sacra Scrittura,
ma anche nell’altro meraviglioso libro della natura all’apice della quale vi è l’uomo stesso “immagine e somiglianza di Dio” (Cfr Gn 1-2).
Tant’è che contemplare vuol dire per don Mottola «ricreare in noi tutte le vite – perché l’uomo è sintesi di tutte le vite»[15],
entrare in un contatto mistico con l’intero universo sentendo nel proprio cuore il travaglio doloroso di tutte le creature e di tutti gli uomini per riconoscerlo come l’unica agonia del Cristo crocifisso su tutte le croci del mondo.
In una meditazione sulla via crucis questo pensiero è chiarissimo nella mente di don Mottola.
Egli scrive:
«Via crucis su tutte le strade del mondo,
dove batte un cuore umano divinizzato dalla grazia,
si ripete nella realtà mistica del presente la via crucis di Cristo Signore[…]Son mille e mille volti,
bianchi,
bruni,
neri,
rossi,
gialli,
di bimbi,
di donne di uomini:
poveri volti umani pieni di luce e d’ombra:
un solo volto il suo.
Son mille e mille cuori,
piccoli e grandi cuori,
che battono e battono,
sotto la sete e gli stracci,
e non riposano mai:
un solo cuore - il suo […] su la croce sangue vivo dalle ferite aperte,
agonia d’anima,
fasce d’ombra greve all’orizzonte,
d’ogni parte.
Ma una sola croce la sua»[16].


Il chàrisma sociale nella spiritualità del Servo di Dio don Francesco Mottola Comprendiamo bene,
allora,
che il chàrisma sociale di don Mottola è un dono che nasce dalla contemplazione,
la quale lo innesta nella realtà della presenza mistica di Cristo in tutti gli uomini in particolare nei sofferenti.
Ecco perché egli afferma con forza e lucidità,
senza paura di essere considerato un utopista o un don Chisciotte,
che la questione sociale è soprattutto una questione mistica.
Scrive nell’Itineraium Mentis:
«Io penso che soltanto la dottrina del corpo mistico può risolvere in pieno la questione sociale[…] Il fratello da al fratello,
perché la comunanza di sangue richiede questo sacrificio.
Ma non siamo tutti fratelli in Cristo?

Non abbiamo comunanza di sangue ma di grazia soprannaturale[…]In Cristo tutti formano una cosa sola»[17].
Ecco allora come la carità diventa un duplice scambio di vita tra Dio e l’uomo,
che conduce il Primo ad incarnarsi ed il secondo a divinizzarsi trovando il punto di unione nell’uomo stesso.
Dirà don Mottola:
«Intendo parlare del mistero nascosto nei secoli in Dio[…]La dottrina del Corpo mistico è la sintesi di tutta la rivelazione[…]Il piano divino di redenzione e di santificazione non si attua che per l’inserzione a Cristo,
è in Lui che si umana la Carità,
che discende da Dio Padre,
è in Lui che,
attratto sale l’amore dell’uomo e diventa Carità,
una sola Carità vivificante,
santificante,
fino alla più intima unione,
a Cristo quella che faceva esclamare a Paolo Apostolo:
Mihi vivere Chistus est!

»[18].
È,
dunque,
in questo duplice scambio d’amore che parte dall’Alto,
ma che ha il suo punto di unione nell’uomo,
che si risolve tutta l’azione sociale del Cristiano fino a conformarsi totalmente in quello stesso Cristo sofferente e glorioso che si incontra nei fratelli.


Conclusioni Per concludere,
possiamo dire con piena serenità che l’insegnamento del Servo di Dio don Francesco Mottola è attualissimo per i nostri tempi,
che sono così privi anche nella stessa azione della Chiesa,
di valori forti capaci di rifondare la nuova evangelizzazione sul campo difficile della questione sociale.
Profeta ancora tutto da scoprire con potenzialità enormi,
don Mottola rimane un uomo,
un cristiano,
ma specialmente un sacerdote calabrese nel cui cuore vibra la Carità universale del

Cuore di Gesù e che negli anni a venire darà ancora il suo contributo di vita e di sangue per la salvezza della Calabria e del mondo.
7.
Bibliografia Fr.
Mottola,
Diario dello

Spirito,
a cura di B.
M.
Danza,
ed.
La Roccia,
Roma,
1992.
Fr.
Mottola,
Faville della Lampada,
a cura di Ignazio Schinella,
ed.
Rubbettino,
Soveria mannelli,
1994.
Fr.
Mottola,
Itinerarium Mentis,
a cura di Paolo Gheda,
ed.
Rubbettino,
Soveria mannelli,
2000.
Giovanni Paolo II,
Lettera Apostolica Novo Millennio Ineunte,
6 Gennaio,
2001.
I.
Schinella,
Don Mottola e la questione sociale,
ed.
Qualecultura,
Jaca Book,
1994.
Meditazioni dattiloscritte ad uso delle Oblate.
Pio xii,
Lettera Enciclica Haurietis aquas,
15 Maggio,
1956.
Bibliografia consultata G.
Grillo,
Eccomi!

.
.
,
un’avventura meravigliosa,
Ed.
Pro Sanctitate,
Roma,
1977.
I.
Schinella,
Il sole,
l’aquila e l’allodola,
Ed.
Parva Favilla,
Tropea,
1987.
I.
Schinella,
Un Prete universale,
Don Francesco Mottola Oblato del sacro

Cuore,
Ed.
San Paolo,
1997.
Sac. Pietro Cutuli OSC

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CORONA DI RIPARAZIONE E DI FIDUCIA completa di meditazioni e canti Presentazione dell’autore

Contemplando per anni il Sacro

Cuore di Gesù e leggendo in particolare gli scritti di Santa Margherita Maria Alacoque,
di San Claudio De La Colombiere,
di Santa Faustina Kowalska e del Servo di Dio Don Francesco Mottola,
e nata l'ispirazione di una preghiera contemplativa che compendiasse tutte queste splendide spiritualità,
attualissime per i nostri tempi.
La Corona di riparazione e di fiducia nel

Cuore Divino di Gesù c'inserisce nel mistero dell'Amore Divino,
della Sua infinita misericordia,
del Suo totale perdono e nel pieno abbandono che il cuore del credente può con infinita fiducia riporre nel

Cuore del Salvatore.
L'Apostolo Paolo ha mirabilmente sintetizzato tutti questi aspetti della vera spiritualità cristiana nella lettera ai Romani dove così si esprime:
Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo?

Forse la tribolazione,
l'angoscia,
la persecuzione,
la fame,
la nudità,
il pericolo,
la spada?

.
.
.
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita,
né angeli né principati,
né presente né avvenire,
né potenze,
né altezza né profondità,
né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio,
in Cristo Gesù,
nostro Signore.
( Rm 8,
35-39) Con questo atto di riparazione per tutti i peccati dell’umanità e di fiducia nell'Amore di Dio in Cristo,
recitando devotamente questa santa Corona riceveremo infinite grazie spirituali e materiali dal

Cuore Divino del Salvatore per noi stessi,
le nostre famiglie,
le nostre comunità,
la Chiesa tutta e il mondo intero.


Cuore Divino di Gesù,
confido e spero in Te!

Sac. Pietro Cutuli OSC

Località Salvatore,
05/11/2004.
Primo Venerdì del mese Dedicato al Sacro

Cuore di Gesù.
Nel nome del Padre e del Figlio e dello

Spirito Santo.
Amen.


PREGHIERA INIZIALE

Signore Gesù Cristo,
che Ti sei rivelato come Infinito Amore e Misericordia per intercessione del

Cuore Immacolato di Maria accogli l’atto di riparazione di noi poveri peccatori contro tutte le bestemmie,
le dissacrazioni eucaristiche,
le offese al Tuo Divino Amore e all’amore fraterno.
Con questa preghiera ci consacriamo e ci abbandoniamo alla Tua santa volontà,
per mezzo del

Cuore Immacolato di Maria,
in tutte le situazioni della vita e riponiamo con piena fiducia nel Tuo

Cuore Divino tutte le nostre attese e speranze per essere graditi al Padre Celeste e così ottenere tutte le grazie materiali e spirituali necessarie alla nostra eterna salvezza nella gioiosa comunione dei santi.
Amen.
Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Nel primo mistero contempliamo Gesù che chiama a se tutta l’umanità per ristorarla con il suo Divino Amore.
Dal Vangelo secondo Matteo (11,
28-30).
In quel tempo Gesù disse:
“Venite a me,
voi tutti,
che siete affaticati e oppressi,
e io vi ristorerò.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me,
che sono mite e umile di cuore,
e troverete ristoro per le vostre anime.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.
1.
Dal “Diario” di Santa Faustina Kowalska (Oggi Il Signore mi disse):
«Scrivi:
sono tre volte santo ed ho orrore del più piccolo peccato.
Non posso amare un'anima macchiata dal peccato,
ma quando si pente,
la Mia generosità non ha limiti verso di lei.
La Mia Misericordia l'abbraccia e la perdona.
Con la Mia Misericordia inseguo i peccatori su tutte le loro strade ed il Mio

Cuore gioisce quando essi ritornano da Me.
Dimentico le amarezze con le quali hanno abbeverato il Mio

Cuore e sono lieto per il loro ritorno.
Di’ ai peccatori che nessuno sfuggirà alle Mie mani.
Se fuggono davanti al Mio

Cuore misericordioso,
cadranno nelle mani della Mia giustizia.
Di’ ai peccatori che li attendo sempre,
sto in ascolto del battito del loro cuore per sapere quando batterà per Me.
Scrivi che parlo loro con i rimorsi di coscienza,
con gli insuccessi e le sofferenze,
con le tempeste ed i fulmini;
parlo con la voce della Chiesa,
e,
se rendono vane tutte le Mie grazie,
comincio ad adirarMi contro di essi,
abbandonandoli a se stessi e do loro quello che desiderano».
2.
Dai Raggi del Sacro

Cuore di Gesù Il Sacro

Cuore di Gesù Luce e fuoco,
sangue e spine,
croce e gloria,
nella carne martoriata del

Cuore di Gesù.
Mistero d'amore nei cieli e sulla terra.
Dolore e morte che son fonte di vita:
"

Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi ed Io vi ristorerò"

.
Dal

Cuore di Gesù ogni bene,
con il

Cuore di Gesù ogni azione,
nel

Cuore di Gesù ogni pace.
AMEN!

Padre nostro… Ave Maria… 10 volte:


Cuore Divino di Gesù,
Confido e Spero in Te!

Gloria al Padre … Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Nel secondo mistero contempliamo Gesù che lascia ai suoi discepoli il comandamento nuovo dell’amore fraterno.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,
9-12) In quel tempo Gesù disse:
Come il Padre ha amato me,
così anch'io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore,
come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri,
come io vi ho amati.
Meditazioni 1.
Dal “Diario” di Santa Faustina Kowalska Oggi Gesù è venuto alla porta del convento sotto l'apparenza di un giovane povero.
Un giovane macilento,
con un vestito a brandelli,
scalzo ed a capo scoperto;
era molto infreddolito,
perché era una giornata piovosa e piuttosto fredda.
Ha chiesto di poter mangiare qualche cosa di caldo.
Sono andata in cucina… ho trovato un po' di minestra,
che ho riscaldato e vi ho sminuzzato un po' di pane e l'ho data al povero che l'ha mangiata.
Nel momento in cui riprendevo da lui la scodella,
mi ha fatto conoscere che era il Signore del cielo e della terra.
Appena l'ho visto così com'è,
mi è scomparso dagli occhi.
Quando sono entrata in casa e pensavo a quello che era successo in portineria,
ho udito nell'anima queste parole:
"

Figlia Mia,
sono giunte ai Miei orecchi le benedizioni dei poveri,
che allontanandosi dalla porta del convento Mi benedicono e Mi è piaciuta questa tua Misericordia nei limiti dell'obbedienza e per questo sono sceso dal Mio trono,
per assaggiare il frutto della tua Misericordia"

.
Capisco che la Misericordia è di varie specie,
che sempre,
ovunque,
e in ogni momento si può fare del bene.
L'ardente amor di Dio vede attorno a sé incessantemente la necessità di darsi agli altri con l'azione,
la parola e la preghiera.


2.
Dai Raggi del Sacro

Cuore di Gesù Questo vi comando Il vangelo non è acqua tiepida esso esprime tutta l'intransigenza dell'amore.
Per il cristiano amare è il primo fondamentale impegno,
poiché lo stesso Cristo Signore ha comandato ai suoi discepoli di amarsi e di amare,
con un amore irremovibile e irrevocabile.
“Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.
Non dunque un amore generico,
mondano,
umano,
ma un amore divino che nasce dal contatto di amore con il Maestro.
Se Gesù Divino Maestro ci ha amati donandoci il suo amore fino all'estremo sacrificio,
noi non possiamo non amarci sul Suo esempio e con il Suo aiuto.
Poiché il Risorto ha effuso nei nostri cuori il Suo

Spirito,
l'amore è per noi il primo e fondamentale comandamento per rimanere uniti a Lui quale vera Vite,
fonte di Vita immortale.
Il cristiano che non ama si stacca dalla Vita e rimane nella morte.
Padre nostro… Ave Maria… 10 volte:


Cuore Divino di Gesù,
Confido e Spero in Te!

Gloria al Padre … Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Nel terzo mistero contempliamo Gesù che nell’ultima Cena istituisce il Sacramento della Santissima Eucaristia.
Dal Vangelo secondo Luca (22,
14-20) Quando fu l'ora,
prese posto a tavola e gli apostoli con lui,
e disse:
«Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi,
prima della mia passione,
poiché vi dico:
non la mangerò più,
finché essa non si compia nel regno di Dio».
E preso un calice,
rese grazie e disse:
«Prendetelo e distribuitelo tra voi,
poiché vi dico:
da questo momento non berrò più del frutto della vite,
finché non venga il regno di Dio».
Poi,
preso un pane,
rese grazie,
lo spezzò e lo diede loro dicendo:
«Questo è il mio corpo che è dato per voi;
fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo dopo aver cenato,
prese il calice dicendo:
«Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue,
che viene versato per voi».
1.
Dal “Diario” di Santa Faustina Kowalska Il primo venerdì del mese,
prima della Comunione,
vidi una grande pisside piena di Ostie consacrate.
Una mano posò quella pisside vicino a me e la presi in mano.
In essa c'erano mille Ostie viventi.
Ad un tratto udii una voce:
« Queste Ostie sono ricevute dalle anime,
per le quali hai ottenuto la grazia di una sincera conversione durante questa Quaresima ».
Ed eravamo ad una settimana prima del Venerdì Santo.
Trascorsi quel giorno in un profondo raccoglimento interiore,
annientandomi per il bene delle anime.
Oh,
che gioia annientarsi a vantaggio delle anime immortali!

So che il chicco di grano,
per diventare alimento,
deve essere distrutto e stritolato fra le macine,
così anch'io,
affinché diventi utile alla Chiesa ed alle anime,
devo essere annientata,
benché nessuno all'esterno si accorga del mio sacrificio.
O Gesù,
voglio essere nascosta all'esterno come questa Ostia,
nella quale l'occhio non distingue nulla e anch'io sono un'ostia consacrata a Te.
2.
Dai Raggi del Sacro

Cuore di Gesù Corpo e Sangue di Cristo Vi ho dato da mangiare il mio Corpo!

Vi ho dato da bere il mio Sangue!

Se avessi potuto avrei fatto di più.
Tutto ciò che è del Padre è mio,
tutto ciò che è mio è vostro!

Nutritevi della mia Vita,
dissetatevi dal mio cuore:
questa è la vera Vita!

Contemplando l'Eucaristia possiamo udire nelle profondità del nostro spirito queste parole di Cristo nostro Dio e Signore,
Fratello e Redentore,
che nel sacrificio del suo Corpo e del Suo Sangue perpetua fino alla fine dei tempi il dono assoluto della sua vita per Amore di noi in obbedienza al Padre!

Padre nostro … Ave Maria … 10 volte:


Cuore Divino di Gesù,
Confido e Spero in Te!

Gloria al Padre … Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Nel quarto mistero contempliamo Gesù che dall’alto della croce a sete dell’amore e della salvezza delle anime e per esse squarcia il suo

Cuore Divino versando tutto il suo sangue.
Dal Vangelo secondo Giovanni (19,
28-30) Dopo questo,
Gesù,
sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta,
disse per adempiere la Scrittura:
«Ho sete».
Vi era lì un vaso pieno d'aceto;
posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca.
E dopo aver ricevuto l'aceto,
Gesù disse:
«Tutto è compiuto!

».
E,
chinato il capo,
spirò.
(Chi può s’inginocchi e si fa una pausa di assoluto silenzio).
Era il giorno della Preparazione per il Giudei,
perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato),
chiesero a Pilato che fossero spezzate le gambe e fossero portati via.
Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui.
Venuti però da Gesù non gli spezzarono le gambe,
ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua.
Chi ha visto ne da testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero,
perché anche voi crediate.
Meditazioni 1.
Dal “Diario” di Santa Faustina Kowalska Oggi il Signore mi disse:
"

Alle tre del pomeriggio implora la Mia Misericordia specialmente per i peccatori e sia pure per un breve momento immergiti nella Mia Passione,
particolarmente nel Mio abbandono al momento della morte.
E' un'ora di grande Misericordia per il mondo intero.
Ti permetterò di penetrare nella Mia tristezza mortale.
In quell'ora non rifiuterò nulla all'anima che Mi prega per la Mia passione.
.
.
Squarciai il mio cuore come sorgente di misericordia,
affinché tutte le anime vi attingano la vita.
S'accostino,
dunque,
tutti con fiducia illimitata a questo oceano di pura bontà.
I peccatori ne conseguiranno la giustificazione e i giusti saranno confermati nel bene.
Nell'ora della morte,
colmerò con la mia divina pace l'anima che avrà collocato la sua fiducia nella mia pura bontà.
Ai sacerdoti che annunceranno la mia misericordia,
concederò una forza singolare e darò efficacia alle loro parole,
commovendo i cuori di coloro ai quali essi si rivolgeranno"

.
2.
Dai Raggi del Sacro

Cuore di Gesù Eucaristia:
Amore e Misericordia L’Eucaristia è il

Cuore di Cristo squarciato che effonde in sovrabbondanza Amore e Misericordia sul mondo.
“Un soldato gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue e acqua”.
Sangue:
nessuno ha un amore più grande di Colui che da la Vita per i propri amici.
Acqua,
Gesù ha detto:
Chi ha sete venga a me e beva,
chi crede in me sgorgheranno dal suo seno fiumi d’Acqua viva.
Il Sangue dell’Amore e l’Acqua della Misericordia di Cristo sgorgano incessantemente dal Suo

Cuore eucaristico.
Attingiamo a piene mani da questa fonte inesauribile per ricevere e donare incessantemente Amore e Misericordia.
Padre nostro … Ave Maria … 10 volte:


Cuore Divino di Gesù,
Confido e Spero in Te!

Gloria al Padre … Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Nel quinto mistero contempliamo Gesù risorto che conferma Tommaso e tutti i suoi discepoli nelle fede.
Dal Vangelo secondo Giovanni (20,
24-29) Tommaso,
uno dei Dodici,
chiamato Dìdimo,
non era con loro quando venne Gesù.
Gli dissero allora gli altri discepoli:
«Abbiamo visto il Signore!

».
Ma egli disse loro:
«Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato,
non crederò».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso.
Venne Gesù,
a porte chiuse,
si fermò in mezzo a loro e disse:
«Pace a voi!

».
Poi disse a Tommaso:
«Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani;
stendi la tua mano,
e mettila nel mio costato;
e non essere più incredulo ma credente!

».
Rispose Tommaso:
« Mio Signore e mio Dio!

».
Gesù gli disse:
«Perché mi hai veduto,
hai creduto:
beati quelli che pur non avendo visto crederanno!

».
1.
Dal "

Diario"

di Santa Faustina Kowalska Una volta udii queste parole:
"

Figlia Mia,
parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia.
Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori.
In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia,
riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicineranno alla sorgente della Mia Misericordia.
L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione,
riceve il perdono totale delle colpe e delle pene.
In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine.
Nessuna anima abbia paura di accostarsi a me,
anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto.
La Mia Misericordia è talmente grande che nessuna mente,
né umana né angelica,
riuscirà a sviscerarla pur impegnandovisi per tutta l'eternità.
Tutto quello che esiste,
è uscito dalle viscere della Mia Misericordia.
La festa della Misericordia è uscita dalle Mie viscere;
desidero che venga celebrata solennemente la prima domenica dopo Pasqua.
L'umanità non troverà pace finché non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia"

… Venerdì,
durante la S.
Messa,
quando la mia anima era inondata dalla felicità di Dio,
sentii nell'anima queste parole:
"

La Mia Misericordia è giunta alle anime attraverso il

Cuore divino e umano di Gesù,
come un raggio di sole attraverso un cristallo"

.
Sentii nell'anima e compresi che ogni avvicinamento a Dio ci viene concesso per Gesù,
in Lui e per Lui.
2.
Dai Raggi del Sacro

Cuore di Gesù Tu sei il mio Signore e il mio Dio Tommaso,
l’incredulo,
non aveva ancora compreso il mistero nascosto nella Persona del Cristo.
I prodigi,
le guarigioni,
le resurrezioni a cui ha assistito e toccato con mano,
non sono bastati per generare nel suo cuore la fede.
Cristo per Lui era un menzognero e lo stesso tutti gli Apostoli che lo avevano incontrato.
Per Tommaso Gesù non era risorto dalla morte e tutto quello che aveva compiuto in vita era una semplice illusione riposta nei meandri della sua memoria.
Ma quando Il Risorto gli apparve in tutta la sua gloria pieno di grazia e di verità,
Tommaso,
ancora incredulo,
volle toccare “il posto dei chiodi” e attraverso il costato spaccato,
il

Cuore squarciato di Cristo,
palpitante di amore e di misericordia.
All’istante cadde folgorato dalla luce divina della fede sulle sue ginocchia vacillanti e la sua bocca proclamò le parole che avrebbero confermato moltitudini di fedeli:
Tu sei il mio Signore e il mio Dio.
Gesù gli disse:
«Perché mi hai veduto,
hai creduto:
beati quelli che pur non avendo visto crederanno!

».
Padre nostro … Ave Maria 10 volte:


Cuore Divino di Gesù,
Confido e Spero in Te!

Gloria al Padre … Gesù mite e umile di

Cuore,
rendi il nostro cuore simile al Tuo.


Cuore Immacolato di Maria,
prega per noi.
Salve O Regina,
Madre di misericordia;
vita dolcezza e speranza nostra,
salve.
A Te ricorriamo noi esuli figli di Eva;
a Te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
Orsù,
dunque,
Avvocata nostra rivolgi a noi gli occhi Tuoi misericordiosi.
E mostraci dopo questo esilio Gesù,
il frutto benedetto del ventre Tuo,
o clemente,
o pia,
o dolce Vergine Maria.
Litanie del Sacro

Cuore ( o della Divina Misericordia) Signore,
pietà Cristo,
pietà Signore,
pietà Cristo,
ascoltaci Cristo,
esaudiscici O Dio,
Padre celeste abbi pietà di noi O Dio,
Figlio redentore del mondo,
“ O Dio,


Spirito Santo Amore “ Santissima Trinità,
unico Dio “

Cuore di Gesù,
Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù,
formato dallo

Spirito Santo “ nel seno della Vergine Maria “

Cuore di Gesù,
sostanzialmente unito al Verbo di Dio “

Cuore di Gesù,
maestà infinita “

Cuore di Gesù,
tempio santo di Dio “

Cuore di Gesù,
tabernacolo dell'Altissimo “

Cuore di Gesù,
casa di Dio e porta del cielo “

Cuore di Gesù,
fornace ardente di amore “

Cuore di Gesù,
fonte di giustizia e di carità “

Cuore di Gesù,
colmo di bontà e di amore “

Cuore di Gesù,
abisso di ogni virtù “

Cuore di Gesù,
degnissimo di ogni lode “

Cuore di Gesù,
re e centro di tutti i cuori “

Cuore di Gesù,
in cui si trovano tutti i tesori di sapienza e di scienza “

Cuore di Gesù,
in cui abita tutta la pienezza della divinità “

Cuore di Gesù,
in cui il Padre si compiacque “

Cuore di Gesù,
dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto “

Cuore di Gesù,
desiderio della patria eterna “

Cuore di Gesù,
paziente e misericordioso “

Cuore di Gesù,
generoso verso tutti quelli che ti invocano “

Cuore di Gesù,
fonte di vita e di santità “

Cuore di Gesù,
ricolmato di oltraggi “

Cuore di Gesù,
propiziazione per i nostri peccati “

Cuore di Gesù,
annientato dalle nostre colpe “

Cuore di Gesù,
obbediente fino alla morte “

Cuore di Gesù,
trafitto dalla lancia “

Cuore di Gesù,
fonte di ogni consolazione “

Cuore di Gesù,
vita e risurrezione nostra “

Cuore di Gesù,
pace e riconciliazione nostra “

Cuore di Gesù,
vittima per i peccatori “

Cuore di Gesù,
salvezza di chi spera in te “

Cuore di Gesù,
speranza di chi muore in te “

Cuore di Gesù,
gioia di tutti i santi “ Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
perdonaci,
Signore Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
esaudiscici,
Signore Agnello di Dio che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi V.
Gesù,
mite e umile di

Cuore,
R.
Rendi il nostro cuore simile al tuo!

PREGHIAMO O Dio onnipotente ed eterno,
guarda al

Cuore del tuo dilettissimo Figlio e alle lodi e alle soddisfazioni che,
in nome dei peccatori,
ti offre;
e a coloro che invocano la tua misericordia,
concedi il perdono,
nel nome del tuo stesso Figlio Gesù Cristo,
che vive e regna con Te,
nell'unità dello

Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.
Amen
PREGHIERA FINALE
Signore Gesù,
Tu che sei il principio e la fine di ogni cosa creata e della storia umana.
Tu che ti sei fatto uomo per ricondurre l’umanità dispersa al

Cuore del Padre Celeste e hai donato la vita sacrificandola per amore nostro sul legno della Croce e risorgendo ci hai dato la speranza della vita eterna;
continua dal Tuo trono di gloria ad effondere sul mondo il fiume di misericordia che fuoriuscì dal Tuo costato squarciato.
Continua a farci sentire il desiderio che hai delle nostre vite come quando dicesti:
”Ho Sete”.
Fai che i nostri cuori induriti si aprano al Tuo desiderio d’amore e noi possiamo ricambiare il sacrificio della tua vita con il sacrificio della nostra vita per amore Tuo e dei fratelli.
L’Eucaristia sia il centro della nostra vita spirituale.
Il Tuo

Cuore ricolmo di amore e di vita nella SS.
Eucaristia sia il nutrimento più desiderato del nostro spirito in modo che nutrendoci con sommo amore e rispetto di Te possiamo riparare alle infinite dissacrazioni,
ingratitudini e freddezze,
che moltissimi Tuoi discepoli e uomini senza fede hanno nei riguardi del Tuo Corpo e del Tuo Sangue e così ottenere quelle infinite grazie spirituali e materiali che il Tuo

Cuore Eucaristico racchiude.
La SS.
Vergine Maria Tua e nostra tenera Madre accolga nel Suo

Cuore Immacolato questi nostri propositi e li presenti al Tuo cospetto affinché Tu li accolga e li esaudisca.
Amen.

CANTI
DAVANTI A GESÙ
Nel silenzio lo

Spirito parla,
si rivela all'amore fedele,
meraviglie mi fa intravedere del Mistero d'Amore infinito.
Già la vita mi avvince di se,
ed il cuore batte solo per Te,
ecco allora che l'anima canta sboccia in me la passion per il Re.

O Gesù innamorato quale dono ci hai dato,
sei rimasto con noi Ti adoriamo lo sai.
Vieni in noi col Tuo

Spirito,
parla al cuore di ognuno,
per riunirci nell'Uno del Corpo,
Gesù.
La mia vita nuovo senso ha per me ora che ho incontrato Te,
non lasciare il mio cuore Signore,
dammi pace e calore Gesù.
Io Ti offro le gioie e i dolori come pegno di amore sincero,
ma Tu dammi la forza e la vita per amarti in eterno Gesù.
O Gesù Pane spezzato col Tuo sangue hai mondato e con l'acqua hai lavato i peccati di chi.
.
.
Ti ha deriso e insultato e alla croce inchiodato e Ti ha ancora tentato ma Tu hai perdonato,
ma Tu hai perdonato
IL CUORE DIVINO
RIT.
"

Abbiate in me fiducia e nel mio Divin

Cuore "

.
"

Confido e spero in te "

gridiamo o mio Signore Venite a me voi tutti io vi ristorerò.
Prendete su di voi il giogo del mio amor.
Rit.
Il Padre mi ha amato e anch'io ho amato voi.
Il mio comandamento è amatevi tra voi.
Rit.
Mangiate questo pane,
bevete questo vino.
La Carne e il Sangue mio sono il Cibo Divino.
Rit.
Ho sete delle anime,
ho sete dell'amore.
Donarvi la mia vita desidera il mio cuore.
Rit.
Tommaso tocca i fori e poi il mio costato.
Vedendo hai creduto,
chi crederà è beato.
Rit.

OBLAZIONE
Rit.
:
Sei vita donata,
sei il

Cuore del mondo,
Amore Divino sei Tu Gesù,
Figlio del Padre (2 volte).
Nel profondo mi parli di Te,
mi riveli chi sei per me,
senza te non ha senso la vita,
la tua voce mi guida nel buio.
Tu ci chiami ad essere Tuoi,
ad amarti al di sopra di noi,
a donare la vita per il mondo,
gioia vera che dura per sempre.
Rit.

Sei l'Amico da sempre fedele.
il Fratello da sempre sognato,
sei lo Sposo di chi a te si dona,
e il Signore di chi crede in te.
Ho deciso Gesù di seguirti,
nel cammino che porta alla vita,
di donarmi senza misura,
di amare senza paura.
Oblazione è la vita,
dono senza misura,
e se duro e soffrire a seguirti Gesù,
al mio fianco sei tu.
(2 volte)
SPIRITO DELLA VITA


Spirito della vita scendi qui su di noi,


Spirito di giustizia scendi qui su di noi.


Spirito che sei Dio vieni dentro i nostri cuori.


Spirito di Gesù grida in noi Abbà:
Dio Padre.


Spirito di sapienza scendi qui su di noi,


Spirito che sei Amore scendi qui su di noi.


Spirito di unità fa che siamo un solo cuore,


Spirito di Maria rendi puri i nostri cuori

Spirito Consolatore scendi qui su di me,


Spirito di fortezza scendi qui su di me.


Spirito della Croce dammi forza a seguire Gesù,


Spirito della gioia resta sempre Tu nel mio cuore.


Spirito della pace scendi qui su di noi,


Spirito di consiglio scendi qui su di noi.


Spirito che sei Dio vieni dentro i nostri cuori.


Spirito di Gesù grida in noi Abbà:
Dio Padre.
DAVANTI AL RE
Davanti al Re,
ci inchiniamo insieme per adorarlo con tutto il cuor.
Verso di Lui eleviamo insieme canti di gloria al nostro Re dei Re.
NIENTE TI TURBI Niente ti turbi,
niente ti spaventi chi ha Dio,
niente gli manca.
Niente ti turbi,
niente ti spaventi,
solo Dio basta.
VIENI O SPIRITO RIT:
Vieni,
vieni

Spirito d'amore ad insegnar le cose di Dio.
Vieni,
vieni

Spirito di pace a suggerir le cose che Lui ha detto a noi.
Noi ti invochiamo,


Spirito di Cristo,
vieni Tu dentro di noi;
cambia i nostri occhi,
fa' che noi vediamo la bontà di Dio per noi.
RIT.
Vieni o

Spirito,
dai quattro venti e soffia su chi non ha vita;
vieni o

Spirito e soffia su di noi e fa’ che anche noi riviviamo.
RIT.
Insegnaci ad amare,
insegnaci a sperare,
insegnaci a lodare Iddio;
insegnaci a pregare,
insegnaci la via,
insegnaci Tu l'unità.
RIT.

CUSTODISCIMI
Ho detto a Dio senza di Te alcun bene non ho,
custodiscimi.
Magnifica è la mia eredità,
benedetto sei Tu,
sempre sei con me.
RIT:
Custodiscimi,
mia forza sei Tu.
Custodiscimi,
mia gioia Gesù.
(2 V) Ti pongo sempre innanzi a me al sicuro sarò,
mai vacillerò.
Via,
verità e vita sei,
mio Dio credo che Tu mi guiderai.
RIT.
TE AL CENTRO DEL MIO CUORE Ho bisogno di incontrarti nel mio cuore,
di trovare Te,
di stare insieme a Te:
unico riferimento del mio andare,
unica ragione Tu,
unico sostegno Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace,
ma c'è un punto fermo,
è quella stella là.
La stella polare è fissa ed è la sola,
la stella polare Tu,
la stella sicura Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
RIT:
Tutto ruota attorno a Te,
in funzione di Te e poi non importa il "

come"

,
il "

dove"

e il "

se"

.
Che Tu splenda sempre al centro del mio cuore,
il significato allora sarai Tu,
quello che farò sarà soltanto amore.
Unico sostegno Tu,
la stella polare Tu.
Al centro del mio cuore ci sei solo Tu.
RIT.


FAMMI DIVENTARE AMORE Signore,
io ti prego con il cuore:
la mia vita voglio offrire in mano a te,
voglio solamente te servire ed amare come hai amato Tu.
RIT:
Fammi diventare amore segno della tua libertà,
fammi diventare amore segno della tua verità.
Signore,
io ti prego con il cuore:
rendi forte la mia fede più che mai,
dammi tu la forza per seguirti e per camminare sempre insieme a Te.
RIT.
Signore,
io ti prego con il cuore:
dammi sempre la tua fedeltà,
fa' ch'io possa correre nel mondo e cantare a tutti la tua libertà.
RIT.
MAGNIFICAT

Dio ha fatto in me cose grandi,
Lui che guarda l’umile servo e disperde i superbi nell’orgoglio del cuore.
RIT:
L’anima mia esulta in Dio,
mio Salvatore.
L’anima mia esulta in Dio,
mio Salvatore la sua salvezza canterò!

Lui,
onnipotente e Santo.
Lui abbatte i grandi dai troni e solleva dal fango il suo umile servo.
RIT.
Lui,
misericordia infinita.
Lui che rende povero il ricco e ricolma di beni chi si affida al suo amore.
RIT.
Lui,
amore sempre fedele.
Lui guida il suo servo Israele e ricorda il suo patto stabilito per sempre.
RIT.

VOCAZIONE Era un giorno come tanti altri e quel giorno Lui passò.
Era un uomo come tutti gli altri e passando mi chiamò.
Come lo sapesse che il mio nome era proprio quello,
come mai vedesse proprio me nella Sua vita,
non lo so.
Era un giorno come tanti altri e quel giorno mi chiamò.
RIT.
Tu,
Dio,
che conosci il nome mio fa' che ascoltando la Tua voce io ricordi dove porta la mia strada nella vita all'incontro con Te.
Era un'alba triste e senza vita e qualcuno mi chiamò.
Era un uomo come tanti altri ma la voce,
quella no;
quante volte un uomo con il nome giusto mi ha chiamato,
una volta sola l'ho sentito pronunciare con amore.
Era un uomo come nessun altro e quel giorno mi chiamò.
RIT.


VIVERE LA VITA Vivere la vita con le gioie e coi dolori di ogni giorno è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e inabissarti nell’amore è il tuo destino è quello che Dio vuole da te.
Fare insieme agli altri la tua strada verso Lui correre con i fratelli tuoi.
.
.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere la vita è l’avventura più stupenda dell’amore,
è quello che Dio vuole da te.
Vivere la vita e generare ogni momento il Paradiso è quello che Dio vuole da te.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità perché dio sta nei fratelli tuoi.
.
.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
Vivere perché ritorni al mondo l’unità perché dio sta nei fratelli tuoi.
.
.
Scoprirai allora il cielo dentro di te,
una scia di luce lascerai.
una scia di luce lascerai.
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