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Da Radici Cristiane – anno – n°15 giugno 2006,
p.9


Parlamento Europeo:
la lobby omosessualista attacca i valori naturali e cristiani
Lo scorso 18 gennaio il Parlamento Europeo,
con 468 voti a favore,
149 contrari e 41 astenuti,
ha votato una risoluzione che sollecita gli stati membri ad adottare
disposizioni legislative
volte a “porre fine alle discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso
in materia di successione,
proprietà,
locazione,
pensioni fiscalità,
sicurezza sociale,
ecc…”,
Invitando di fatto i Paesi europei ad impegnarsi per il riconoscimento delle coppie omosessuali.
----- di Sofia Pain


La solita trappola dei diritti umani

La risoluzione di condanna dell’omofobia
– nella stessa definita come “una paura e un’avversione irrazionale
nei confronti dell’omosessualità e gay,
lesbiche,
bisessuali e transessuali (GLBT),
basata sul pregiudizio e analoga al razzismo,
alla xenofobia,
all’antisemitismo e al sessismo” –
Non rappresentando un atto vincolante per gli Stati membri,
tuttavia solleva una questione etica cruciale ponendo sullo stesso piano
delle unioni tra uomo e donna quelle tra omosessuali,
inficiando il valore e la definizione della famiglia e andando,
nei fatti,
contro valori condivisi e radicati.
Il documento,
che chiede espressamente agli Stati di
“garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto,
della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”,
scaturisce da una proposta congiunta di PPE,
PSE,
liberal-democratici,
verdi e comunisti fondato
sulla considerazione della necessità di “sradicare l’omofobia e promuovere
una cultura della libertà,
della tolleranza e dell’uguaglianza tra i cittadini e negli ordinamenti giuridici”,
facendosi scudo di una interpretazione quanto meno originale del concetto di tutela dei diritti umani.


Discriminazione delle persone normali?


Proprio in questa singolare prospettiva la Risoluzione,
infatti,
condanna “con forza ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale”
e giunge a chiedere ai Paesi europei di adottare qualsiasi misura ritengano opportuna
“nella lotta all’omofobia e alla discriminazione basata sull’orientamento sessuale
e di promuovere ed adottare il principio dell’eguaglianza
nelle loro società e nei loro ordinamenti giuridici”.
Il documento,
che tra l’altro pone l’accento sul fatto che in alcuni degli stati membri
i partner dello stesso sesso non godono di tutti i diritti
e le protezioni riservate ai partner sposati di sesso opposto,
subendo di conseguenza discriminazioni e svantaggi,
sollecita poi gli Stati e la Commissione ad “intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica,
ad esempio attraverso campagne
contro l’omofobia condotte nelle scuole,
le università e i mezzi di informazione,
e anche per via amministrativa,
giudiziaria e legislativa”.
“Plaude – infine – alle iniziative recentemente
intraprese in numerosi stati membri volte a migliorare
la posizione delle persone GLBT e decide di organizzare il 17 maggio 2006
(giornata mondiale contro l’omofobia)
un seminario finalizzato alle buone pratiche”.


1 – osservazione:
Analizziamo il termine OMOFOBIA
Da diversi dizionari il termine è assente,
ma certamente è composto da “omo” e “fobia”,
cioè paura dell’uomo?
Forse loro vogliono dire “omosessuofobia”,
ecco che l’ambiguità incomincia ad emergere già dall’uso di alcuni termini!
Porre sullo stesso piano una patologia
con la famiglia naturale,
significa distruggere il fondamento
su cui si regge la nostra società:
LA FAMIGLIA.


2 – osservazione:
Il Signore mi ha spinto ad avere delle relazioni importanti con omosessuali,
perché LUI è amore gratuito nella santità,
che non si stanca di cercare la pecorella smarrita.
Così ho potuto assistere a molte guarigioni dalla devianza omosessualista.
Perché il nostro Dio è misericordioso ed ha mandato il Suo Figlio
a cercare ciò che era perduto.
Non dimentichiamo il principio che:
· bisogna odiare il peccato e non il peccatore;
· bisogna odiare la malattia e non il malato.
Per questo ogni forma sociale di insulto o emarginazione
è aborrita agli occhi di Dio e di ogni società che voglia dirsi civile.


3 – osservazione:
ma il vero problema non è la tolleranza,
come falsamente ci si vuol far credere.
Il vero problema è
L’IDEOLOGIA OMOSESSUALISTA,
perché questa pone come criminale il messaggio biblico,
il messaggio cristiano e attenta alla legge naturale scardinando dal profondo le radici stesse della nostra civiltà.
Il Parlamento europeo propugna tale ideologia ponendo le basi di una persecuzione al cristianesimo:

“campagne ….
anche per via amministrativa,
giudiziaria e legislativa”.

Infatti,
diversi mesi di carcere ha dovuto fare un sacerdote in un paese scandinavo,
per aver ricordato ai suoi fedele l’insegnamento biblico sulla omosessualità.


Distinti saluti da prof. Lorenzo Scarola
[email protected]