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I "segreti" di Fatima
E’ bene precisare che nonostante si parli comunemente di tre segreti in realtà il segreto di Fatima è unico.
Si tratta di un messaggio diviso in tre parti,
di cui la prima riguarda la visione dell’inferno,
la seconda parte la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato,
la terza parte l'invito alla Penitenza e il sacrificio dei martiri della Chiesa.
Nel 1941 Suor Lucia -

su richiesta del suo vescovo Mons.
José Alves Correia da Silva -
scrisse un resoconto delle apparizioni.
In questo resoconto Suor Lucia spiegava che il segreto affidatogli nell’apparizione del 13 luglio 1917 constava di tre parti distinte,
la terza delle quali non poteva però essere ancora svelata.
Suor Lucia affidò al Vescovo le prime due parti del segreto e
queste furono rese pubbliche dal Santo Padre nel 1942,
in occasione della consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria.
La terza parte venne scritta da Suor Lucia il 3 gennaio del 1944
e quindi affidata al Vescovo di Leiria che la consegnò a Papa Pio XII.
Il terzo segreto,
su indicazione di Suor Lucia,
avrebbe dovuto essere rivelato al mondo dopo il 1960,
ma Papa Giovanni XXIII,
che era in carica in quel periodo,
non ritenne opportuno renderlo pubblico e lo stesso fecero anche tutti i suoi successori;
fino a Giovanni Paolo II che,
a sorpresa,
il 13 maggio 2000 – in occasione della beatificazione di due dei veggenti di Fatima,
Giacinta e Francisco Marto – dichiarò di aver incaricato la Congregazione per la Dottrina della Fede di farlo tradurre e divulgare.
Il 26 giugno 2000 la terza parte del segreto è stata presentata ufficialmente dalla Chiesa al pubblico accompagnata da un commento teologico pastorale del Prefetto della Congregazione stessa,
il cardinale Joseph Ratzinger.

Ecco riportate qui di seguito le tre parti del segreto di Fatima.
Le prime due parti sono tratte dalla "terza memoria" del 31 agosto 1941.

Suor Lucia descrive in questi termini la visione dell’inferno che le venne mostrata il 13 luglio 1917:

PRIMA PARTE "La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco,
che sembrava stare sotto terra.
Immersi in quel fuoco,
i demoni e le anime,
come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee,
con forma umana che fluttuavano nell'incendio,
portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo,
cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi,
senza peso né equilibrio,
tra grida e gemiti di dolore e
disperazione che mettevano orrore e
facevano tremare dalla paura.
I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e
ributtanti di animali spaventosi e sconosciuti,
ma trasparenti e neri.
Questa visione durò un momento.
E grazie alla nostra buona Madre del Cielo,
che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione),
altrimenti credo che saremmo morti di spavento e di terrore".
I bambini rimangono spaventati dalla visione e
come per chiedere aiuto alzano gli occhi alla Madonna la quale,
rivolgendosi ad essi con bontà e tristezza,
dice:
SECONDA PARTE "Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori.
Per salvarle,
Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.
Se faranno quel che vi dirò,
molte anime si salveranno e
avranno pace.
La guerra sta per finire;
ma se non smetteranno di offendere Dio,
durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta,
sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini,
per mezzo della guerra,
della fame e
delle persecuzioni alla Chiesa e
al Santo Padre.
Per impedirla,
verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e
la Comunione riparatrice nei primi sabati.
Se accetteranno le Mie richieste,
la Russia si convertirà e
avranno pace;
se no,
spargerà i suoi errori per il mondo,
promovendo guerre e
persecuzioni alla Chiesa.
I buoni saranno martirizzati,
il Santo Padre avrà molto da soffrire,
varie nazioni saranno distrutte.
Finalmente,
il Mio Cuore Immacolato trionferà.
Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia,
che si convertirà,
e sarà concesso al mondo un periodo di pace.
In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede,
ecc.
[aggiunta di suor Lucia contenuta nella quarta memoria]".
La Vergine conclude con l’avvertimento di "non dire questo a nessuno,
tranne che a Francesco".
Suor Lucia credette di riconoscere il "gran segno" a cui si fa riferimento nel segreto,
nella straordinaria aurora che illuminò il cielo nella notte fra il 25 e
il 26 gennaio del 1938 (dalle 20.
45 alle 0l.
l5,
con brevi intervalli).
Segue la lettera consegnata nel 1944 al Vescovo di Leiria con la quale Suor Lucia ha rivelato la terza parte del segreto:
TERZA PARTE " J.
M.
J.
La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-
Fatima.
Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio,
che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e
della Vostra e mia Santissima Madre.
Dopo le due parti che già ho esposto,
abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra;
scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo;
ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui:
l'Angelo indicando la terra con la mano destra,
con voce forte disse:
Penitenza,
Penitenza,
Penitenza!
E vedemmo in una luce immensa che è Dio:
“qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”.
Vari altri Vescovi,
Sacerdoti,
religiosi e religiose salire una montagna ripida,
in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia;
il Santo Padre,
prima di arrivarvi,
attraversò una grande città mezza in rovina e
mezzo tremulo con passo vacillante,
afflitto di dolore e di pena,
pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino;
giunto alla cima del monte,
prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce,
e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti,
religiosi e religiose e varie persone secolari,
uomini e donne di varie classi e posizioni.
Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano,
nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e
con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

Tuy-3-1-1944".

Approfondimenti e
riflessioni sulle rivelazioni private e
sui fatti del nostro tempo Fatima:
profezia realizzata E’ singolare constatare come spesso quando si parla di Fatima si tenda a glissare sul famoso "Segreto",
quasi come se fosse una questione irrilevante o comunque secondaria rispetto ad altri aspetti più prettamente teologici e
devozionali (che pure hanno la loro indubbia importanza).
Spesso notiamo con rammarico come anche i più attenti studiosi di queste apparizioni tendano a trascurare i tanti nessi tra certi eventi storici del secolo trascorso e le profezie contenute nel "Segreto",
alcune delle quali hanno dimostrato ampiamente -
alla luce dei dati storici oggi a nostra disposizione -
di essersi realizzate,
parola per parola.
Proprio nel realizzarsi del Segreto c’è un’ulteriore inconfutabile dimostrazione non solo dell’autenticità di queste apparizioni,
ma anche dell’importanza di questo genere di interventi straordinari della Madonna nel mondo.
Mettere maggiormente in luce queste "inspiegabili concordanze" costituisce forse la medicina più efficace:
1) contro quella mentalità agnostica e indifferentista tanto diffusa al giorno d’oggi(
le opere potenti di Dio rafforzano la fede in Cristo e incoraggiano a perseverare in essa);
2) contro i tentativi di sminuire la figura di Maria e il suo ruolo di Madre della Chiesa e principale avvocata e mediatrice presso Dio,
una Verità che oggi -
purtroppo -
sono in tanti a mettere in discussione,
perfino all’interno della Chiesa.
Fatima -
per chi avesse qualche dubbio in proposito -
ci dimostra in maniera inequivocabile che Dio per salvare il mondo si serve -
soprattutto nel nostro tempo -
di Sua Madre che a questo fine opera nella Chiesa Cattolica e attraverso la Chiesa Cattolica,
a dimostrazione che -
in tempo di indifferentismo e relativismo galoppante -
questa e solo questa è la Chiesa voluta da Cristo per custodire la pienezza della Verità Rivelata.
Maria Santissima appare per aprirci gli occhi sul "mistero di iniquità" che pervade la nostra epoca;
appare per salvarci dal naufragio nel mare tempestoso dei mali apocalittici del nostro tempo.
Bisogna dire che,
ancor prima del Segreto,
già altre profezie della Madonna si erano realizzate durante le apparizioni del 1917.
Già nei dialoghi con i veggenti(
durante le apparizioni del 13 luglio e del 13 settembre 1917) la Vergine,
per provare la verità della sua presenza a Fatima,
promise che nel mese di ottobre di quello stesso anno avrebbe fatto "un miracolo che tutti potranno vedere bene per credere".
Il 13 ottobre effettivamente la Madonna operò il prodigio delle trasformazioni cromatiche e dei movimenti del sole(
"miracolo del sole").
Questo prodigio,
che fu notato in una zona tanto più vasta del luogo delle apparizioni,
non può essere spiegato come un fenomeno di suggestione collettiva,
per altro eccezionalmente difficile da prodursi nelle migliaia di persone -
dalle 50.
000 alle 70.
000 -
presenti alla Cova da Iria.
Abbiamo parlato in precedenza di "mali apocalittici" del nostro tempo.
Difficile non scorgere in questo grande miracolo un chiaro riferimento al libro dell’Apocalisse di Giovanni,
riferimento che lo stesso Giovanni Paolo II parve mettere in evidenza durante la cerimonia di beatificazione di Francesco e Giacinta(
13 maggio 2000).
Il Santo Padre fece riferimento per ben due volte al capitolo 12° dell'Apocalisse,
prima citando il versetto 1:
"Per disegno divino,
è venuta dal Cielo su questa terra,
alla ricerca dei piccoli privilegiati dal Padre,
«una Donna vestita di sole»(
Ap 12,
1)".
L'autrice del "miracolo del sole" di Fatima era stata la Madonna,
cioè la "Donna vestita di sole"(
la Chiesa tradizionalmente vede nella "Donna vestita di sole" dell'Apocalisse la Madre di Dio).
Si noti anche che la prima parte di quel versetto dice:
"Nel cielo apparve poi un segno grandioso.
.
.
";
qui l’analogia con il miracolo di Fatima è davvero straordinaria!
Poi il Papa menzionò il versetto 4:
"Il messaggio di Fatima è un appello alla conversione,
che mette in guardia l’umanità affinché non faccia il gioco del «drago»,
il quale con la «coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra»(
Ap 12,
4)" [cfr.
Omelia di Giovanni Paolo II nella Messa di beatificazione di Francesco e Giacinta,
del 13.
5.
2000].
E qui il Santo Padre sembra attualizzare al nostro presente l'azione del "drago" dell'Apocalisse(
Satana);
e questo deve servirci da monito,
perché il nostro cedere alle tante lusinghe che Satana propone al mondo di oggi,
potrebbe avere tragiche conseguenze per tutti noi,
non solo nell'eternità(
non dimentichiamo la visione dell'inferno data ai tre veggenti) ma anche su questa terra:
quelle stesse tribolazioni e flagelli che San Giovanni descrive con drammatico realismo nelle sue visioni profetiche.
Ma c’è anche un’altra profezia realizzata.
La Madonna nell’apparizione del 13 ottobre aveva detto:
"La guerra finirà e i soldati torneranno presto alle loro case",
e questo effettivamente accadde dopo breve tempo.
Ormai praticamente tutto il messaggio profetico di Fatima sembra essersi realizzato fin nei minimi particolari,
tranne forse per la terza parte del "Segreto" in cui si parla della morte del Santo Padre(
vedremo più avanti in che senso questo aspetto non sembrerebbe essersi realizzato completamente) e soprattutto per quanto riguarda l’avvento del "periodo di pace" che la Madonna ha promesso al mondo.
Vediamo quindi di capire i risvolti profetici di questo Segreto mettendoli in relazione con i dati storici che oggi abbiamo a disposizione.
La prima parte del "Segreto" di Fatima La prima parte del segreto è la visione dell'inferno come esito ultimo ed eterno del peccato,
una verità che nel XX secolo sarebbe stata progressivamente messa in discussione persino all’interno della Chiesa,
da parte di certe correnti teologiche emergenti di stampo modernista.
Nella seconda parte del segreto la Madonna aveva spiegato ai veggenti:
"Avete visto l'inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori.
Per salvarle,
Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato".
E il 13 agosto aveva detto:
"Pregate,
pregate molto e fate sacrifici per i peccatori.
Badate che molte,
molte anime vanno all’inferno,
perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro".
La seconda parte del "Segreto" di Fatima "La guerra sta per finire [la Prima Guerra Mondiale;
N.
d.
R.
];
ma se non smetteranno di offendere Dio,
durante il Pontificato di Pio XI ne comincerà un'altra ancora peggiore.
Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta,
sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini,
per mezzo della guerra,
della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre":
questo appello della Madre di Dio purtroppo rimase inascoltato e quindi un’altra guerra ebbe inizio -
proprio come lei aveva preannunciato -
durante il Pontificato di Pio XI:
la Seconda Guerra Mondiale.
Suor Lucia Dos Santos Suor Lucia credette di riconoscere quel "grande segno",
la "luce sconosciuta" di cui si parla nel Segreto,
nella straordinaria aurora di colore rosso che illuminò il cielo in tutto l’emisfero settentrionale nella notte fra il 25 e il 26 gennaio del 1938(
dalle 20.
45 all’1.
15).
La "luce" sembrava provocata da un enorme incendio -
come di una foresta che bruciava in lontananza -
che illuminò nella notte i cieli della Scandinavia,
del Nord Europa,
Nord Africa e Nord America.
Di fronte alle numerose chiamate di persone allarmate dal fenomeno,
le autorità si affrettarono a rassicurare che si trattava di una semplice aurora boreale.
Ma quell’evento così impressionante nella sua inusitata imponenza,
era qualcosa di più di un semplice fenomeno naturale,
era presagio dei tragici avvenimenti che tutto il continente europeo e il mondo intero si apprestavano a vivere.
Il secondo conflitto mondiale ebbe inizio appena due mesi più tardi quando,
il 12 marzo 1938,
Hitler invase l’Austria.
La guerra durò 7 anni e quando finì,
nel 1945,
circa 50 milioni di persone vi avevano perso la vita.
Fra queste,
6 milioni di ebrei e altri 5 milioni di persone erano morte per la fame,
le torture o bruciate nei forni crematori nei campi di concentramento nazisti.
Se poi si sommano a questi morti anche quelli di Lenin e Stalin nelle varie guerre e persecuzioni politico-
religiose in Russia,
si possono calcolare circa 100-
150 milioni di vittime,
solo nella prima metà del XX secolo.
A fronte di tali cifre non fa meraviglia che Dio abbia inviato Sua Madre a Fatima per avvertire l’umanità e cercare così di salvarla dai drammatici eventi che stavano per infiammare il mondo.
Ma la Madonna -
come vedremo più avanti -
era venuta a Fatima soprattutto per salvare il mondo da un altro e più grande male del nostro secolo:
l’offensiva planetaria del comunismo.
"la Russia.
.
.
spargerà i suoi errori per il mondo,
promovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa.
I buoni saranno martirizzati":
gli "errori" che la Russia avrebbe sparso nel mondo non erano altro che il comunismo,
che di lì a poco dalla Russia sarebbe dilagato in tutto il mondo causando persecuzioni ai cristiani e insanguinando molte nazioni.
I Bolscevichi(
comunisti) presero il potere in Russia il 7 novembre 1917 dopo la cosiddetta "Rivoluzione di Ottobre" iniziata il 25 ottobre 1917(
cioè pochi giorni dopo la fine delle apparizioni di Fatima).
Alla fine della Seconda Guerra Mondiale(
fra il 1945 e il ‘49) il comunismo si era ormai instaurato in Albania,
Cecoslovacchia,
Romania,
Bulgaria,
Jugoslavia,
Ungheria,
Germania Orientale,
Polonia,
mentre Lettonia,
Estonia e Lituania erano state direttamente annesse dall’Unione Sovietica nel 1940.
Le forze sovietiche avevano occupato tutti questi paesi tranne la Jugoslavia dove Josip Tito riuscì in qualche modo a mantenere il controllo della regione.
Le persecuzioni alla Chiesa in questo paese iniziarono non appena Tito andò al potere.
Centinaia di membri del clero vennero uccisi o deportati nei campi di lavoro,
fra questi anche vescovi cattolici e ortodossi.
Vi furono per tanti anni pesanti persecuzioni anche in Cecoslovacchia,
Romania,
Ungheria,
Bulgaria,
Polonia e un po’ in tutti i paesi del blocco sovietico.
Le persecuzioni contro i cristiani causarono nei primi decenni del regime comunista più martiri che in tutti i secoli precedenti messi assieme.
Solo nella Chiesa Ortodossa russa fra gli anni ‘20 e ‘30,
circa 50.
000 persone fra preti e monaci morirono martiri per essersi rifiutate di rinnegare la loro fede.
Si stima che il numero di membri del clero e di religiosi di tutte le confessioni cristiane martirizzati dai comunisti si aggiri attorno a 140.
000.
Solo Lenin,
nell’arco di 5 anni pare che abbia fatto uccidere non meno di 1200 sacerdoti e 28 vescovi.
Stalin già nel 1930 aveva chiuso metà delle chiese di Mosca e tutti i monasteri dell’Ucraina.
Un gran numero di icone religiose venne fatto bruciare.
Venne soppressa la Domenica e gli operai venivano costretti a firmare una dichiarazione di apostasia e di odio contro Dio,
senza la quale non ottenevano le tessere con cui venivano assegnati cibo,
vestiti e alloggio.
Nel periodo delle purghe staliniane(
1934-
39) milioni di persone morirono nei gulag sovietici.
Si stima che fra il 1935 e il ‘41 più di 19 milioni di persone siano state arrestate da Stalin.
Meno della metà di questi venne passata per le armi subito,
il resto morì nei gulag della Siberia.
Regimi più o meno comunisti esistono ancora oggi in Cina,
Corea del Nord,
Laos,
Vietnam e a Cuba.
La Cina cadde in mano ai comunisti nel 1949,
dopo che i precedenti governanti furono mandati in esilio nell'isola di Taiwan.
In Cina molti milioni di persone che si erano opposte all'affermarsi del comunismo furono uccise.
Il Vietnam del Nord cadde nel 1954;
più tardi anche il Sud cadde in mano ai comunisti,
dopo che gli Stati Uniti avevano lasciato il paese nel 1975.
La Corea del Nord divenne uno stato comunista il 1 maggio 1948 in seguito all'occupazione sovietica.
Il 25 giugno 1950,
forze comuniste nordcoreane violarono il confine con la Corea del Sud,
dando così inizio alla guerra di Corea(
1950-
1953).
Cuba cadde sotto il dominio comunista quando Fidel Castro assunse il controllo del governo il 1 gennaio 1959.
Nel 1961,
dopo che Cuba fu ufficialmente dichiarata uno stato socialista,
350 scuole cattoliche vennero nazionalizzate.
136 sacerdoti furono espulsi e la Chiesa da allora è stata sottoposta a severe restrizioni e molte persone hanno cessato la pratica della fede cattolica.
All'inizio del 1960 si stimava che 900 milioni di persone,
più di 1/3 della popolazione mondiale,
fossero dominate da regimi comunisti.
"il Santo Padre avrà molto da soffrire":
sebbene la Madonna non indichi qui a quale Papa specificamente si riferisca,
generalmente si tende a ritenere che questo pontefice sia Giovanni Paolo II.
Egli è considerato ormai il "Papa di Fatima",
sia per via dell’attentato del 1981 sia per il suo contributo determinante alla caduta del Comunismo e alla dissoluzione dell’Urss.
Ma parallelamente,
in questa profezia si possono intravedere anche le sofferenze morali di tutti i pontefici che nel secolo scorso si sono dovuti misurare con i tanti attacchi feroci che Satana ha sferrato alla Chiesa,
e -
possiamo ragionevolmente prevedere -
anche le sofferenze dei papi a venire,
almeno fino a quando il "periodo di pace" non si sarà compiuto.
Giovanni Paolo II ha compiuto una personale Via Crucis,
cominciata da quell'attentato del 13 maggio 1981(
era l’anniversario della prima apparizione della Madonna a Fatima) in cui il turco Mehmet Ali Agca gli sparò in piazza San Pietro.
Ali Agca,
secondo varie indagini compiute dai magistrati italiani,
sarebbe stato ingaggiato dai servizi segreti bulgari per conto dell’Unione Sovietica con il compito di uccidere Giovanni Paolo II;
un Papa troppo scomodo e pericoloso,
che bisognava fermare ad ogni costo.
Troppo imprevedibili(
potenzialmente destabilizzanti per il regime comunista) potevano essere gli effetti del suo pontificato,
non solo per la sua patria(
la Polonia) ma per l’intero blocco sovietico.
Alle 17,
17 di quel 13 maggio,
mentre Giovanni Paolo II salutava la folla sulla sua jeep bianca,
baciando bambini e stringendo mani,
il giovane Agca ad una decina di metri da lui,
estraeva una pistola e faceva fuoco.
Colpito dalle pallottole,
Giovanni Paolo II con l'abito pontificale macchiato di sangue,
si accasciava sulla vettura che partiva di corsa per raggiungere il più vicino ospedale.
I proiettili centrarono il bersaglio,
perforando l'addome e ferendo il Pontefice ad una mano,
ma non lo uccisero.
Wojtyla,
qualche tempo più tardi,
disse che quel giorno a salvarlo fu l'aiuto celeste della Madonna di Fatima che con la sua mano invisibile aveva deviato la traiettoria del proiettile.
In effetti,
i medici del Policlinico Gemelli che lo curarono si sono sempre interrogati sull'anomalo tragitto della pallottola:
un millimetro più in là e il Papa sarebbe stato colpito mortalmente agli organi vitali.
Al Gemelli il Papa rimase in convalescenza per ben cinque mesi.
Il proiettile sparato da Ali Agca,
per volere di Wojtyla è stato incastonato nella corona tempestata di pietre preziose della statua della Vergine di Fatima.
Ali Agca in seguito rivelerà in un’intervista un’altra coincidenza impressionante:
la suora che arrestò la sua fuga quel 13 maggio si chiamava suor Lucia,
proprio come l'unica superstite dei tre pastorelli cui esattamente 64 anni prima era apparsa la Madonna a Fatima.
E’ da notare che sempre nel 1981,
esattamente un mese dopo l'attentato al "Papa di Fatima",
sono iniziate le apparizioni di Medjugorje -
un paesino della Bosnia Erzegovina,
allora ancora sotto il regime comunista jugoslavo.
Le apparizioni di Medjugorje vengono oggi considerate dagli esperti in qualche modo come la continuazione di quelle di Fatima.
La stessa Vergine in un messaggio del ‘91 ha spiegato che a Medjugorje intendeva compiere quello che aveva iniziato a Fatima.
Ma questo del 1981 non fu l’unico attentato alla vita del Santo Padre.
Il 12 maggio 1982 vi fu un altro tentativo di assassinare Giovanni Paolo II,
un uomo a Fatima cercò di accoltellarlo,
ma venne neutralizzato dalle forze di sicurezza prima che potesse portare a termine il suo piano.
Durante una sua visita nelle Filippine,
nel corso della giornata mondiale della gioventù del 1995,
alcuni terroristi islamici organizzarono un altro attentato al Santo Padre,
senza però riuscire nei loro intenti.
Uno degli arrestati disse che dietro al gruppo c'erano varie organizzazioni ed un "miliardario saudita"(
Al-
Qaeda?
).
Ma si può dire che tutto il suo pontificato fu un vero calvario di sofferenza per i tanti problemi di salute che il Papa dovette patire fin dai primi anni.
Il 15 luglio 1992(
11 anni dopo il primo ricovero) venne sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione di un voluminoso tumore benigno.
Nell'occasione Giovanni Paolo II subì anche un intervento alla cistifellea,
per la presenza di "alcuni calcoli".
Ma per anni circolò la voce,
infondata,
di un tumore maligno.
L'11 novembre 1993,
durante un'udienza Giovanni Paolo II inciampò e cadde.
Ricoverato al Gemelli subì la riduzione di una lussazione alla spalla destra.
Il 29 aprile 1994 fu nuovamente ricoverato;
era scivolato in bagno e si era fratturato un femore.
Con un intervento chirurgico venne sostituita la testa del femore con una protesi.
L'8 ottobre 1996 venne operato di appendicite.
Nel frattempo si facevano sempre più evidenti i sintomi del Parkinson.
I primi accenni della malattia avevano cominciato a manifestarsi già dal 1992 e col passare degli anni divennero rapidamente sempre più gravi e invalidanti:
la mano sinistra cominciò a tremare,
la muscolatura facciale si irrigidiva ed assumeva la maschera tipica del morbo.
Con il passare del tempo apparirono sintomi secondari,
come difficoltà nel pronunciare le parole,
problemi respiratori ed un atteggiamento esitante.
Con gli anni il Papa aveva avuto anche un significativo calo dell'udito,
tanto che,
in gran segreto,
gli fu applicato un piccolissimo apparecchio prima all'orecchio destro,
poi ad entrambi.
Ad aggravare gli effetti menomanti del progredire del Parkinson si aggiunsero i dolori per l’intervento al femore e le conseguenze di un'artrosi che dal febbraio 2002 lo colpì al ginocchio destro.
Pian piano per il Papa diventava sempre più difficile muoversi e camminare.
Il 1 febbraio 2005 Giovanni Paolo II fu ricoverato d'urgenza per "una laringo-
tracheite acuta con episodi di laringospasmo",
esiti di un’influenza che lo aveva colpito qualche giorno prima.
Il 24 febbraio 2005 vi fu un nuovo ricovero,
sempre per motivi respiratori.
Questa volta gli venne praticata una tracheotomia,
un intervento che incise drasticamente sulla capacità del Papa di parlare.
Alla fine di marzo vi fu poi l'aggravamento definitivo delle sue condizioni che ebbe per esito il decesso,
avvenuto il 2 aprile 2005 alle ore 21.
37.
Questa vita così densa di tribolazioni e sofferenze,
ricorda in qualche misura quella di certi mistici a cui il Signore ha affidato il compito di essere anime vittime per l’umanità.
All’età di 84 anni si spegneva il papa che aveva guidato la Chiesa per oltre 26 anni(
uno dei pontificati più lunghi della storia) con mirabile saggezza e santità,
vigoroso impegno e ispirato magistero,
e che aveva giocato un ruolo chiave nella caduta del comunismo in Europa.
Appena pochi giorni prima(
il 13 febbraio) era morta anche Suor Lucia,
una coincidenza che pare quasi un suggello del(
definitivo?
) compimento di quel misterioso disegno divino iniziato nel 1917 a Fatima.
Un’altra singolare coincidenza legata a Fatima è che il Papa si spense nel primo sabato del mese,
il che ricorda la pia pratica dei "Primi 5 Sabati" chiesta a Suor Lucia dalla Vergine di Fatima il 10 dicembre 1925,
quando le apparve nella casa delle Suore Dorotee a Pontevedra,
in Spagna.
Ma c'è anche un'altra coincidenza legata al giorno in cui Giovanni Paolo II è morto che,
sebbene non collegata direttamente a Fatima,
è davvero straordinaria e merita di essere menzionata.
Egli rese l'anima a Dio nelle prime ore della festa della Divina Misericordia(
dopo i Vespri del sabato),
festa e che è stata introdotta da lui stesso nel 2000.
Per l’istituzione della festa,
che si celebra nella prima domenica dopo la Pasqua,
il Santo Padre trasse ispirazione dalle rivelazioni di suor Faustina Kowalska,
una mistica polacca a cui egli fin dalla giovinezza fu particolarmente devoto.
Tra l’altro fu proprio Papa Wojtyla a promuovere la causa di beatificazione di suor Faustina e sempre lui nell'Anno Santo del 2000 l’ha proclamata santa.
"Verrò a chiedere la consacrazione della Russia":
la Madonna mantenne questa promessa il 13 giugno 1929,
quando apparve a Suor Lucia nella cappella del suo convento.
Così Suor Lucia riferisce le parole di Maria SS.
:
"La Madonna mi disse:
"Il momento è venuto in cui Dio chiede al Santo Padre [a quel tempo era papa Pio XI;
si noti che la Madonna nel "Segreto" del 1917 aveva annunciato che proprio durante il pontificato di questo papa ci sarebbe stata una grande guerra,
peggiore della Prima Guerra Mondiale,
se le sue richieste non fossero state accolte;
N.
d.
R.
],
in unione con tutti i vescovi del mondo,
di consacrare la Russia al mio Cuore Immacolato,
promettendo così di salvarla in questo modo.
Ci sono così tante anime che sono condannate dalla giustizia di Dio per i peccati commessi contro di me,
che sono venuta a chiedere riparazione:
fai sacrifici per questa intenzione e prega".
Ma Pio XI non fece la consacrazione al Cuore Immacolato che la Madonna aveva chiesto.
La consacrazione fu fatta invece da Pio XII in due occasioni,
nel 1942 e nel 1952,
ma non come la Madonna l’aveva richiesta.
Anche Papa Wojtyla fece(
nel 1982 e nel 1983) due consacrazioni,
ritenute però da suor Lucia "invalide".
"Il Santo Padre Mi consacrerà la Russia,
che si convertirà":
durante un solenne pellegrinaggio a Fatima,
il 13 maggio 1982 per ringraziare la Vergine di avergli salvato la vita esattamente un anno prima,
Giovanni Paolo II consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria,
con una "speciale menzione" al popolo russo.
Il Santo Padre rinnovò questo atto di offerta e consacrazione in altre tre occasioni:
il 16 ottobre 1983,
il 25 marzo 1984 e infine l’8 dicembre 1985(
lo stesso anno in cui Gorbaciov andò al potere).
Suor Lucia Dos Santos confermò la validità della consacrazione del 1984:
"la consacrazione desiderata da Nostra Signora è stata fatta nel 1984,
ed è stata accetta al Cielo"(
cfr.
Incontro di Mons.
Tarcisio Bertone con Suor Lucia,
"L'Osservatore Romano",
21.
12.
2001).
Quel 25 marzo del 1984 Giovanni Paolo II compiva -
in comunione con tutti i vescovi del mondo -
l’Atto di affidamento a Maria del mondo,
pronunciando queste parole:
"Ci troviamo uniti con tutti i Pastori della Chiesa,
in un particolare vincolo,
costituendo un corpo e un collegio,
così come per volontà di Cristo gli Apostoli costituivano un corpo e un collegio con Pietro.
Nel vincolo di tale unità,
pronunziamo le parole del presente Atto,
in cui desideriamo racchiudere,
ancora una volta,
le speranze e le angosce della Chiesa per il mondo contemporaneo"(
Atto di affidamento alla Madonna,
del 25-
3-
1984,
in Insegnamenti di Giovanni Paolo II,
vol.
VII,
pp.
774-
775).
A questo punto si può dire che il tempo dell’Unione Sovietica era ormai contato:
per il regime comunista iniziò quasi subito un rapido declino.
Nel 1984 l’Unione Sovietica era già da tempo in una situazione di grave crisi economica e non era più in grado di sostenere la corsa agli armamenti con gli Stati Uniti.
Gli storici dicono che il Cremino mise per la prima volta,
in maniera ufficiale,
all’ordine del giorno la possibilità di un attacco di sorpresa agli USA,
perché l’idea era che attaccando per primi si poteva vincere.
Quello fu certamente il momento di maggior pericolo per il mondo.
In un’intervista inedita a Suor Lucia,
resa pubblica nella trasmissione di Raidue "Excalibur" il 31 febbraio 2003,
tra le tante cose suor Lucia parlò della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria compiuta da Giovanni Paolo II in unione con tutti i vescovi del mondo,
del pericolo costituito dal materialismo edonista che sta invadendo il pianeta,
e tornò a parlare del rischio,
scongiurato dal crollo dell’impero comunista,
"di guerre atomiche come non ce ne erano mai state prima e che potevano distruggere l’umanità".
Già in precedenza Suor Lucia aveva usato,
in una lettera pubblicata all’indomani della caduta del muro di Berlino(
cfr.
mensile "30 Giorni",
marzo 1990),
parole inquietanti:
"Quanto accade all’Est è dovuto ad una azione di Dio nel mondo per liberarlo dal pericolo di una guerra atomica che potrebbe distruggerlo".
In molti si sono chiesti il perché di questi ripetuti,
allarmanti accenni a guerre atomiche da parte di suor Lucia,
dato che la Madonna,
durante le apparizioni di Fatima,
non ne ha mai fatto cenno.
Forse la risposta sta tra le righe di un’intervista rilasciata ad Excalibur dal vescovo di Fatima,
che ipotizzava che suor Lucia potesse aver avuto,
oltre alle celebri apparizioni di Fatima,
altre rivelazioni da parte della Vergine;
rivelazioni di cui,
ancora,
nessuno è a conoscenza.
La primavera del 1984 segnava l’inizio di un periodo davvero catastrofico per l’Urss.
Il 13 maggio 1984(
ancora un anniversario delle apparizioni di Fatima) saltava in aria l'arsenale di Severomorsk sul mare del nord.
Con questa esplosione la speranza di vittoria sovietica in un conflitto nucleare -
dato per imminente -
veniva vanificata.
Senza quell’apparato missilistico che controllava l‘Atlantico,
l’Urss non aveva più alcuna speranza di prevalere sugli avversari.
Per questo ogni opzione militare fu abbandonata.
La notte del 26 aprile 1986,
esplodeva il reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl.
Era il più grave disastro ambientale della storia dell'umanità che avrebbe causato in quei mesi e negli anni successivi la morte di migliaia di persone(
secondo l’Onu circa 7000).
Venne rilasciata nell’atmosfera una quantità di radiazioni superiore a quella di tutti gli esperimenti nucleari messi assieme mai condotti nel mondo.
Quello stesso anno,
in ottobre,
un sommergibile russo affondò nell’Atlantico,
trascinando con sé due reattori nucleari e 32 testate nucleari.
Tre anni dopo,
il 7 aprile 1989,
42 marinai sovietici morirono nel naufragio di un sottomarino nucleare nel Mar di Norvegia dopo lo scatenarsi di un terribile incendio causato da un'esplosione.
A bordo del sommergibile c’erano due siluri muniti di cariche nucleari.
Intanto in Romania,
il 22 dicembre 1989,
il dittatore comunista Nicolae Ceausescu e sua moglie,
dopo essere stati contestati dalla folla durante un incontro a Bucarest,
fuggivano precipitosamente in elicottero.
Saranno arrestati il 25 dicembre(
giorno di Natale!
),
sottoposti a processo sommario e poi messi a morte.
La velocità con cui si svilupparono gli eventi nel Paese alla fine del dicembre 1989 fu a dir poco sorprendente,
tanto che tutti gli osservatori politici,
sia in occidente che in oriente,
ne rimasero sgomenti.
Mikhail Gorbaciov e sua moglie a colloquio con Giovanni Paolo II Dopo il 1984 anche il clima politico in Russia cambiò radicalmente.
L'11 marzo 1985(
ad un anno dalla consacrazione al Cuore Immacolato fatta da Giovanni Paolo II),
Mikhail Gorbaciov veniva eletto Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista.
La sua politica di riforme avvierà numerosi processi di cambiamento che grazie alla Glasnost(
"apertura"),
alla Perestroika(
"ristrutturazione") e all'Uskorenie(
"accelerazione" dello sviluppo economico),
porteranno alla fine della Guerra Fredda,
arrestando la corsa agli armamenti ed eliminando il rischio di un conflitto nucleare.
L'11 ottobre 1986,
infatti,
Gorbaciov ed il presidente statunitense Ronald Reagan si incontravano a Reykjavik(
in Islanda) per discutere la riduzione degli arsenali nucleari installati in Europa.
Tutto ciò condurrà,
nel 1987 alla firma del trattato di non proliferazione nucleare.
Fallita la politica di riforma di Mikhail Gorbaciov e crollati i regimi satellite europei,
nel 1991 un tentativo fallito di golpe mandò in pensione il vecchio establishment sovietico.
L'Unione Sovietica cessava di esistere l’8 dicembre 1991(
festa dell’Immacolata Concezione!
),
quando i presidenti di Russia,
Ucraina e Bielorussia ne annunciavano formalmente la dissoluzione.
In seguito alla dissoluzione dell'URSS nascerà la Comunità di stati indipendenti(
CSI).
Il 25 dicembre 1991 -
giorno di Natale in Occidente -
Mikhail Gorbaciov rassegnava le dimissioni da presidente dell’URSS.
La bandiera rossa che per molti decenni aveva svettato sul Kremlino venne ammainata definitivamente e sostituita dalla bandiera nazionale russa.
Il comunismo sovietico era stato sconfitto!
Si noti che esattamente quattro mesi prima,
il 25 agosto 1991,
in un messaggio dato ai veggenti di Medjugorje la Madonna aveva detto:
"vi invito,
cari figli,
a pregare e digiunare ancora più fortemente.
Vi invito alla rinuncia durante nove giorni,
affinché con il vostro aiuto sia realizzato tutto quello che voglio realizzare attraverso i segreti che ho iniziato a Fatima.
Vi invito,
cari figli,
a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione".
La storia aveva dimostrato che la Madonna aveva mantenuto la promessa fatta nel 1917:
alla fine con la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato era riuscita,
senza il minimo spargimento di sangue,
ad ottenere la liberazione della Russia(
assieme agli altri Stati dell’Urss) dal giogo comunista che l’aveva tirannicamente oppressa per ben 70 anni.
"In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede":
la Repubblica massonica che aveva governato il Portogallo dal 1910 cadde in maniera repentina(
inspiegabilmente) nel 1926.
Il Paese iberico,
dapprima anticlericale e massonico,
divenne sempre più devoto alla Vergine e il 13 maggio 1931 i Vescovi portoghesi consacrarono al Cuore Immacolato la loro Nazione,
rinnovando poi la consacrazione nel 1938 e nel 1946.
Grazie al Cuore Immacolato di Maria,
il Portogallo fu miracolosamente preservato dall’instaurazione di un regime comunista o comunque alleato ai comunisti,
come invece accadde alla vicina Spagna,
e venne risparmiato dalla Seconda Guerra Mondiale.
Ad oggi il Portogallo rimane una delle nazioni dove la Fede cattolica è più sentita.
Dopo la sconfitta della Massoneria,
il Portogallo recuperò una buona stabilità economica e politica e vi fu un periodo di vera e propria rinascita del cattolicesimo:
a milioni si convertirono e vi fu in questo Paese uno straordinario rifiorire delle vocazioni sacerdotali e di istituti religiosi.
Il Portogallo mantenne la Fede,
proprio come la Madonna aveva promesso a Fatima.
Ma da questa profezia possiamo trarre anche un’altra considerazione:
se la Madonna fa speciale menzione del fatto che in Portogallo "si conserverà il dogma della fede" questo vuol dire implicitamente che tale dogma in altre parti del mondo sarebbe stato rifiutato.
E in effetti questo è quanto è accaduto progressivamente in tutto il corso del XX secolo;
un secolo che ha visto l’affermarsi prepotente di una cultura relativista che nega l’esistenza di verità assolute e si oppone ad ogni Verità di Fede che la Chiesa propone a credere.
Questa tendenza è stata denunciata in numerosissime occasioni dalla Chiesa.
Anche Papa Benedetto XVI ha stigmatizzato questa mentalità ormai dominante.
Lunedì 18 aprile 2005(
quando era ancora cardinale),
presiedendo la Messa per l’elezione del successore di Giovanni Paolo II,
diceva:
"Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni,
quante correnti ideologiche,
quante mode del pensiero.
.
.
La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde -
gettata da un estremo all'altro:
dal marxismo al liberalismo,
fino al libertinismo;
dal collettivismo all'individualismo radicale;
dall'ateismo ad un vago misticismo religioso;
dall'agnosticismo al sincretismo e così via".
In questa situazione "avere una fede chiara,
secondo il Credo della Chiesa,
viene spesso etichettato come fondamentalismo.
Mentre il relativismo,
cioè il lasciarsi portare «qua e là da qualsiasi vento di dottrina»,
appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni".
Ratzinger in quell’occasione parlò di una "dittatura del relativismo",
"che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie".
La terza parte del "Segreto" di Fatima Rappresentazione del "Terzo Segreto" Il cosiddetto "Terzo Segreto",
che papa Wojtyla ha voluto che venisse rivelato nel 2000,
secondo l’interpretazione ufficiale della Santa Sede riguardava le persecuzioni del XX secolo alla Chiesa e al Santo Padre.
Il Cardinale Ratzinger nel suo commento teologico al messaggio di Fatima,
a questo proposito scriveva che nel "Segreto" la via della Chiesa viene descritta come "una Via Crucis,
come un cammino in un tempo di violenza,
di distruzioni e di persecuzioni.
Si può trovare raffigurata in questa immagine la storia di un intero secolo [.
.
.
] nella visione noi possiamo riconoscere il secolo trascorso come secolo dei martiri,
come secolo delle sofferenze e delle persecuzioni della Chiesa,
come il secolo delle guerre mondiali e di molte guerre locali,
che ne hanno riempito tutta la seconda metà ed hanno fatto sperimentare nuove forme di crudeltà.
Nello «specchio» di questa visione vediamo passare i testimoni della fede di decenni".
In questa terza parte del Segreto si parla in particolare di un "Vescovo vestito di Bianco" che Suor Lucia ritenne essere il Santo Padre.
In questa figura di vescovo vestito di bianco,
Ratzinger vi vede tutti i papi che hanno occupato il Soglio di Pietro nel corso del XX secolo,
fino a Giovanni Paolo II che rischiò di morire nell’attentato del 1981:
"Nel suo faticoso salire sulla montagna possiamo senza dubbio trovare richiamati insieme diversi Papi,
che cominciando da Pio X fino all'attuale Papa hanno condiviso le sofferenze di questo secolo e si sono sforzati di procedere in mezzo ad esse sulla via che porta alla croce.
Nella visione anche il Papa viene ucciso sulla strada dei martiri.
Non doveva il Santo Padre,
quando dopo l'attentato del 13 maggio 1981 si fece portare il testo della terza parte del Segreto,
riconoscervi il suo proprio destino?
".
All’interpretazione,
ineccepibile,
del Card.
Ratzinger ci permettiamo di aggiungere solo che se è vero che il "Terzo Segreto" riguarda i martiri cristiani e i pontefici del XX secolo,
non possiamo tuttavia escludere che l’arco temporale che esso abbraccia non sia limitato solo al secolo scorso.
Non dobbiamo infatti dimenticare che dalle rivelazioni di diversi mistici del passato e del presente appare chiaro che prima dell’Era di Pace(
che come abbiamo visto è stata profetizzata anche a Fatima [".
.
.
sarà concesso al mondo un periodo di pace"] e che -
è evidente -
non si è ancora realizzata) dovrebbero esserci altre e ben più gravi persecuzioni alla Chiesa,
e in alcune di queste rivelazioni si afferma persino che ci sarà in futuro un papa che,
in esilio,
verrà assassinato.
Considerando queste rivelazioni emerge quindi la possibilità che la terza parte del "Segreto" non si sia ancora compiuta in maniera definitiva e completa:
la morte del "Vescovo vestito di Bianco" potrebbe anche riguardare un futuro pontefice e alcune delle persecuzioni a "Vescovi Sacerdoti,
religiosi e religiose e varie persone secolari,
uomini e donne di varie classi e posizioni" vedute da Suor Lucia nella sua visione potrebbero essere ancora di là da venire.
In ogni caso Fatima -
come abbiamo visto -
ci insegna che abbiamo nella Madre del Signore il più potente degli intercessori,
per cui il futuro non deve crearci preoccupazioni.
Abbiamo visto come la Madonna,
subito dopo la consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato,
sia intervenuta prontamente ed efficacemente per liberare quella nazione dal giogo del comunismo.
Facendo tesoro delle lezioni della storia,
ora siamo ben consapevoli di quanto sia importante non disattendere gli appelli e gli ammonimenti che Maria Santissima ci invia;
e quella di Fatima è una lezione che andrebbe applicata anche alle tante apparizioni mariane del nostro presente,
fatto salvo il dovere di un prudente discernimento personale dei singoli casi,
anche alla luce del Magistero della Chiesa(
tenendo debitamente conto di eventuali pronunciamenti dei vescovi o della Santa Sede).
Bisogna sempre accogliere con gratitudine e filiale abbandono gli inviti della Madonna e mettere in pratica con sollecitudine i consigli e le indicazioni che ci da’,
per non incorrere in errori le cui conseguenze questa volta potrebbero essere davvero tragiche per tutta l’umanità.
Fede e preghiera sono gli unici veri rimedi all’indolenza dei nostri dubbi e dei nostri timori verso gli appelli di Maria e l’unica difesa alle innumerevoli insidie sataniche del nostro tempo.
Ratzinger -
sempre nel commento al messaggio di Fatima -
a questo proposito scrive:
"Che qui una «mano materna» abbia deviato la pallottola mortale [diretta a Giovanni Paolo II;
N.
d.
R.
],
mostra solo ancora una volta che non esiste un destino immutabile,
che fede e preghiera sono potenze,
che possono influire nella storia e che alla fine la preghiera è più forte dei proiettili,
la fede più potente delle divisioni".
A cura di Profezie per il Terzo Millennio.
Alcuni spunti e notizie per realizzare questa pagina sono tratti dalle seguenti fonti:
"The Woman and the Dragon:
Apparitions of Mary",
David Michael Lindsey,
Pelican Publishing Company,
2000;
"Fatima,
«perestrojka» e TFP",
Plinio Corrêa de Oliveira e Antonio Augusto Borelli Machado(
intervista a "30 giorni",
del febbraio 1990),
Cristianità,
n.
180-
181;
"Le apparizioni di Fatima,
i suoi protagonisti e la «fortuna» del messaggio nella Chiesa",
Cristianità,
n.
301-
302;
"L’«iter» della ricezione nella Chiesa del messaggio di Fatima.
Una cronologia",
Cristianità,
n.
313;
"Fatima:
i fatti,
la «fortuna» e la ricezione del messaggio nella Chiesa cattolica",
Marco Invernizzi(
intervento a convegno,
del 13-
10-
2001),
Cristianità,
n.
313;
"Fatima in una visione d’insieme",
Plinio Corrêa de Oliveira,
Cristianità,
n.
17-
18(
1976) e 301-
302(
2000);
"Alexandre de Marenches:
Mikhail Gorbaciov e gli «struzzi»",
Giovanni Cantoni,
Cristianità,
n.
178(
1990);
"A Catechism of Church History:
2,
000 Years of Faith and Tradition",
Padre Robert J.
Fox,
Alexandra:
Park Press Quality Printing,
Jubilee 2000 Edition;
"Excalibur",
trasmissione condotta fa Antonio Socci,
in onda su Raidue il 31.
01.
2003.
I segni dei tempi negli avvenimenti dei nostri giorni 1ª parte E' necessario leggere i mali drammatici del nostro tempo alla luce della fede A chi segue l'informazione non sarà sfuggito il fatto che ultimamente sembra emergere nei mezzi di comunicazione la tendenza a dipingere a tinte fosche il futuro prossimo che attende l'umanità.
Il terrorismo islamico,
il crescente divario economico tra paesi ricchi e poveri,
l'aumento senza precedenti di catastrofi naturali,
la crisi dei valori nella cultura di oggi,
e tutti gli altri mali che affliggono il mondo e che tutti ben conosciamo,
hanno portato molti commentatori ad avventurarsi in previsioni sempre più orientate al pessimismo e al catastrofismo.
Non di rado vengono usati toni a dir poco apocalittici,
motivati dall'apparente ineluttabilità di una condizione di profonda crisi del mondo in cui viviamo.
Se ne parla con un atteggiamento di rassegnato pessimismo,
come se l'umanità fosse destinata inevitabilmente ad una deriva morale,
sociale,
religiosa,
ambientale,
che può condurre in ultima analisi solo all'autodistruzione.
Non c'è dubbio che talvolta certe analisi e commenti sono un po' troppo sopra le righe per avere i crismi dell'obiettività.
D'altra parte si sa che spesso c'è la tendenza da parte dei mass-
media ad esasperare volutamente i toni.
Tuttavia,
considerando i drammatici fatti che in questi anni stanno accadendo nel mondo,
bisogna ammettere che taluni inquietanti scenari futuri che vengono paventati non sono privi di fondamento,
anche se sono comunque discutibili gli atteggiamenti pessimistici e votati al catastrofismo che leggiamo talvolta in certa stampa.
Per altro un diffuso sentimento di allarme e preoccupazione sembra farsi strada anche fra uomini di scienza,
di cultura e di fede.
Diverse figure di spicco del mondo laico e religioso parlano ormai senza mezzi termini di crisi della nostra civiltà.
Il Cardinal Ruini,
presidente dei vescovi italiani,
afferma esplicitamente che "in gioco c'è la sopravvivenza stessa della civiltà occidentale fondata sulla sua identità cristiana" e aggiunge che "l’Occidente si è perso e rischia di morire",
esortando a rilanciare l'identità cristiana,
solo in questo modo si "potrà evitare.
.
.
la decadenza della nostra civiltà".
[1] Il credente,
per quanto animato da quell'incrollabile speranza che si fonda sulla fede in Dio,
osservando ciò che accade oggi nel mondo si sente talvolta come smarrito,
sopraffatto dalla sua incapacità di comprendere i disegni divini,
sgomento dall'apparente lontananza di Dio dai problemi degli uomini.
Ed ecco che allora si ripropone il fatidico ed eterno interrogativo:
perché Dio permette tutto ciò?
Perché non interviene in soccorso di quest'umanità così afflitta da tanti tragici mali?
La gravità e l'eccezionalità di taluni avvenimenti,
mai verificatisi prima d'ora a memoria d'uomo,
ci inducono oggi a domandarci se non siamo arrivati ad un punto di svolta nella storia dell'umanità.
Gli avvenimenti sembrano farsi sempre più drammatici e il male a tratti pare trionfare sul bene.
Talvolta si ha quasi l'impressione che in questo momento Satana sia il burattinaio dell'umanità.
.
.
Porre la questione in questi termini può sembrare a prima vista un'esagerazione,
una provocazione,
ma ci sono buone ragioni per credere che non sia così,
ragioni che cercheremo di illustrare alla luce delle rivelazioni private del presente e del passato messe a confronto con i fatti dei nostri giorni.
A Medjugorje il 1 gennaio 2001(
il primo giorno del terzo millennio!
),
nell'apparizione speciale alla veggente Marija ,
la Regina della pace ha detto:
"Io vi ho voluti qui questa sera in modo speciale.
In modo speciale ora che Satana è libero dalle catene.
.
.
" Questo messaggio della Madonna ci aiuta a comprendere il tempo in cui viviamo,
un tempo in cui il principe delle tenebre è libero di esercitare,
oggi più che in ogni altro momento storico,
tutto il suo potere di seduzione sugli uomini.
In questo tempo Satana lancia il suo estremo attacco alla Chiesa e all'umanità.
In un certo senso siamo proprio noi uomini che lo teniamo sciolto dalle catene,
con la nostra lontananza da Dio e col rifiuto della Sua Legge.
Se tutti noi ritornassimo a Dio egli non avrebbe questa grande libertà di azione!
L'11 settembre senza dubbio è servito per risvegliare le coscienze sopite di molti.
In tanti dopo l'attacco alle Torri Gemelle si sono resi conto che siamo giunti probabilmente al momento culminante e decisivo della battaglia tra il bene e il male che ha caratterizzato tutta la storia recente.
All'alba del Terzo Millennio ci accorgiamo di essere all'apice di questa battaglia spirituale che ha imperversato per tutto il XX secolo.
Già Papa Leone XIII ebbe,
per grazia divina,
la percezione di questo pericolo.
Nel 1884,
mentre celebrava la Santa Messa,
ebbe una visione che riguardava il futuro della Chiesa.
Si trattava di un dialogo tra Nostro Signore e Satana nel quale quest’ultimo affermava con orgoglio di poter distruggere la Chiesa e chiedeva 75 o 100 anni e un maggior potere su coloro che si mettevano al suo servizio.
Gesù acconsentì alle richieste di Satana e gli concesse circa un secolo durante il quale avrebbe avuto libertà di esercitare pienamente il potere che chiedeva.
Esattamente un secolo più tardi,
nel 1982,
la Madonna a Medjugorje ha ribadito l'attualità di quella visione:
".
.
.
devi sapere che satana esiste;
un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo.
Dio gli ha permesso di metterla alla prova per un secolo.
Questo secolo è sotto il potere del demonio,
ma quando saranno compiuti i segreti che vi sono stati affidati,
il suo potere verrà distrutto.
Già ora egli comincia a perdere il suo potere ed è diventato aggressivo:
distrugge i matrimoni,
solleva discordie tra preti,
crea ossessioni,
assassinii.
Dovete proteggervi con la preghiera e con il digiuno;
soprattutto con la preghiera comunitaria.
Portate con voi dei simboli benedetti.
Metteteli nelle vostre case,
riprendete l'uso dell'acqua benedetta.
" [2, 3] In effetti non si può negare che tutto il XX secolo sia stato sotto la nefasta influenza di Satana.
Il Nemico,
avendone libertà,
ha scatenato tutto il suo odio non solo contro la Chiesa ma contro tutta l'umanità e seducendo le menti e i cuori dei popoli ha favorito le più crudeli guerre che il genere umano abbia mai affrontato in tutta la sua storia.
Satana ha potuto agire con grande libertà perché gli uomini gliene hanno dato l'opportunità,
gli hanno lasciato campo libero.
L'uomo per sua stessa natura è portato a voler presumere di sé stesso,
e in un tempo in cui pretende di creare "un nuovo mondo senza Dio",
solamente con le sue forze(
come ha detto la Madonna a Medjugorje il 25.
01.
1997),
il Signore vuole farci comprendere l'insensatezza e le conseguenze di questo modo di pensare.
Così ha permesso che rimanessimo intossicati dai frutti velenosi di Satana,
di cui la nostra società si è nutrita avidamente per decenni.
Per sanare la cecità di un'umanità che pretendendo di fare a meno del Creatore è caduta per sua libera scelta nelle grinfie del Maligno,
il Signore ha permesso che essa provasse l'amara medicina dell'odio di Satana.
Nella sua infinita sapienza Dio ha permesso tutto ciò per farci comprendere che senza di Lui non c'è scampo né salvezza.
Lo ha permesso perché vivendo sulla nostra pelle il senso di impotenza,
l'inquietudine e la disperazione che l'assoggettamento al Maligno inevitabilmente porta,
riacquistassimo umiltà,
ci rendessimo conto che senza Dio siamo meno che niente e che senza il suo aiuto non abbiamo nessuna difesa contro le insidie del Nemico.
Ma soprattutto,
Dio ha permesso tutto ciò perché rispetta la nostra libertà.
Con la nostra libertà noi possiamo "deciderci per Dio"(
è un'espressione della Madonna,
dal messaggio di Medjugorje del 25.
06.
1990) -
accettandolo come Padre e Signore del mondo e aderendo incondizionatamente alla Sua Legge -
e limitare così Satana nella sua possibilità di agire.
Oppure possiamo rifiutarlo,
dando così al Nemico ancora più potere.
Molti dei mali di oggi sono dunque il frutto del rifiuto di Dio come Padre,
un rifiuto che affonda le sue radici nell'Illuminismo,
e nelle tante filosofie e ideologie che ne sono scaturite.
René Laurentin parla di un "omicidio di Dio":
"Gli scienziati e riformatori sociali del XIX secolo hanno portato a termine l’omicidio in modo più radicale:
Dio è un fantasma soggettivo,
e questo fantasma schiaccia l’uomo,
hanno ripetuto in svariati modi.
Dio reprime la scienza.
Blocca la rivolta dei poveri,
lega l’uomo con la morale e la paura.
La morte di Dio sarà la liberazione assoluta.
Il trionfo della scienza dissiperà l’illusione e porterà con sé tutto ciò che gli uomini attendono da Dio:
il progresso,
la giustizia,
la pace,
la fraternità,
lasciandosi alle spalle le crociate e l’inquisizione.
[...]
La nostra società ha ucciso Dio,
che in essa non trova più posto.
Egli è progressivamente sparito dall’ambito sociale e da quello delle istituzioni.
L’uomo si trova liberato da Dio,
ma non da sé stesso.
Né dal peccato.
La morte di Dio,
non dà vita a un uomo libero,
bensì a un essere preda delle sue pulsioni selvagge e folli.
È la violenza,
la droga,
il disordine.
Oggi,
questi fiori velenosi stanno proliferando.
Le guerre etniche si scatenano in Africa,
in Europa e altrove.
Le diverse mafie sfidano l’ordine,
la sicurezza,
la società,
la pace.
La liberazione sessuale ha finito per sostituire l’amore e la famiglia con l’erotismo,
e nondimeno ci ha abbondantemente gratificato con l’Aids.
Gli stessi successi della tecnica hanno spesso reso l’uomo schiavo dei suoi strumenti,
che talvolta rendono schiava e distruggono la sua umanità.
Non diventiamo degli apprendisti stregoni!
" [4]
Le grandi tragedie del XX secolo non sono state volute da Dio ma Egli le ha permesse perché,
come diceva S.
Agostino:
Dio non fa il male ma lo permette perché non avvenga il male peggiore.
[5] Per usare un concetto alquanto impopolare nella cultura di oggi,
si può dire che l'umanità è stata "castigata".
In che modo Dio ci castiga?
Alcune persone si rifiutano di credere che Dio possa castigare,
perché la parola castigo oggi ha assunto una connotazione decisamente negativa nella mentalità comune.
Nella mentalità dominante nella nostra epoca il castigo è considerato come un'azione riprovevole,
quasi che implichi necessariamente cattiveria da parte di chi lo attua.
E siccome Dio è per definizione amore e misericordia allora si esclude che possa castigare i suoi figli.
Ma il verbo castigare,
che deriva dal latino,
nel suo significato originario significa "correggere".
Il castigo è quindi una correzione di Dio,
una "lezione" se vogliamo,
per dei figli che con la loro stolta cecità spirituale e la loro orgogliosa disubbidienza scelgono le vie del male rischiando la dannazione eterna.
Dio in ultima analisi agisce così solo per il nostro bene,
e quindi in virtù del Suo amore,
per evitarci un male e una sofferenza infinitamente peggiori:
l'inferno!
I castighi che Dio manda non sono perciò espressione di un desiderio di vendetta,
quasi che Dio agisca per una sadica smania di rivalsa alla tiepidezza dei Suoi figli nei Suoi confronti,
ma una dimostrazione estrema 1) del Suo amore,
2) della Sua misericordia e della Sua giustizia.
Il castigo è una dimostrazione del Suo amore:
perché Egli ci castiga per il nostro bene,
come farebbe un padre amorevole che riprende i suoi figli disubbidienti.
Dio ci vuole salvare tutti e quindi a un'umanità che ha perso l'umiltà e rischia di buttarsi fra le grinfie di Satana Egli cerca di farle comprendere i veri valori,
anche con la sofferenza se è necessario.
Quei valori che sono il vero patrimonio della nostra Fede e di cui spesso ci sfugge l'importanza,
perché sono tante le seduzioni e le suggestioni del mondo di oggi che ci offuscano la mente inducendoci in inganno e impedendoci di discernere ciò che è veramente importante da ciò che non lo è.
Il male e le calamità che Dio permette o i castighi che manda di sua mano sono quindi sempre espressione del suo amore.
Il castigo è una dimostrazione della Sua misericordia e della Sua giustizia:
perché quando il Suo popolo è vittima dell'oppressione e della sofferenza Egli viene con misericordia in suo soccorso mettendo in atto la Sua giustizia contro i nemici anche con rigore se necessario.
Quando il male sembra prevalere Egli ascolta le invocazioni dei giusti e interviene con la Sua mirabile potenza per ristabilire la giustizia.
Dio quindi può castigare gli uomini permettendo un male,
ma anche mandando di propria mano una punizione.
Nella Bibbia stessa,
i riferimenti ai castighi mandati da Dio non mancano.
Pretendere di negare questa realtà significa rifiutare gli insegnamenti stessi della Scrittura.
Quando Dio manda le dieci piaghe sull'Egitto lo fa per misericordia verso il popolo di Israele.
Dio sul Sinai aveva detto a Mosè:
"Ho osservato la miseria del Mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti;
conosco infatti le sue sofferenze.
Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso,
verso un paese dove scorre latte e miele.
.
.
"(
Esodo 3,
7-
8).
Egli lascia libertà agli uomini,
anche di compiere misfatti.
Ma quando le azioni dei Suoi nemici minacciano i Suoi eletti e i giusti,
pur permettendo talvolta che durino per un certo tempo -
il tempo della prova -
alla fine viene immancabilmente in loro soccorso.
In questi casi il suo castigo può essere un atto di misericordia verso i giusti per liberarli in maniera completa e definitiva dal giogo del male.
Ma anche una dimostrazione della Sua Gloria e un ammonimento per i Suoi avversari affinché si convertano.
Per altro troviamo confermata la validità del concetto di castigo divino anche in innumerevoli rivelazioni private di santi,
beati e venerabili.
Già a Fatima nel famoso "segreto",
la Madonna ammoniva:
"Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta,
sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini,
per mezzo della guerra,
della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedirla,
verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati.
Se accetteranno le Mie richieste,
la Russia si convertirà e avranno pace".
La Madonna qui ci dimostra che Dio quando è necessario può mandare castighi ai suoi figli,
ma al tempo stesso prima li ammonisce,
indicandogli anche la via per evitarli.
Come sappiamo l'appello della Madonna a Fatima non venne ascoltato e ciò fece sì che la Russia diffondesse i suoi errori(
il comunismo) nel mondo.
E il mondo durante il XX secolo è stato flagellato da guerre,
carestie e persecuzioni,
le più terribili della storia,
esattamente come la Madonna aveva predetto.
Queste piaghe dei nostri giorni non sono state mandate da Dio ma Egli le ha permesse,
lasciando che Satana attuasse il suo piano diabolico di odio e distruzione.
La ragione per cui ci siamo soffermati così lungamente sul significato di castigo divino è perché la sua comprensione(
e la sua accettazione!
) alla luce della Fede è di fondamentale importanza per discernere molti degli avvenimenti del nostro tempo,
per analizzare nella giusta prospettiva ciò che è accaduto nel XX secolo e ciò che con molta probabilità ci attende in futuro se l'uomo non saprà trarre profitto dalla lezione della storia e dagli innumerevoli ammonimenti della Madonna di questi anni.

I mali della nostra epoca sono segni dei tempi
Già nel XVII secolo alla Venerabile Madre Mariana de Jesus Torres Dio Padre aveva preannunciato un castigo per il mondo:

"Questo Castigo sarà per il ventesimo secolo...punirò l'eresia,
la bestemmia e l'impurità" XVII secolo,
messaggio di Dio Padre a Madre Mariana de Jesus Torres,
Quito Ecuador [6]
Desmond Birch nel suo libro "Trial,
Tribulation and Triumph",
a questo proposito scrive:
"Può negare,
un qualsiasi osservatore del nostro secolo che sia intellettualmente onesto,
la possibilità che l'umanità stia affrontando un castigo?
Le nostre guerre fra stati,
le guerre civili e le persecuzioni hanno ucciso esseri umani in proporzioni inimmaginabili nei secoli scorsi.
Si considerino solo i massacri e le "pulizie etniche".

(1) Prima Guerra Mondiale -
un numero stimato di un milione mezzo di vittime civili e militari.
(2) Stalin e la Russia sovietica hanno assassinato,
solo agli inizi degli anni '30,
tre milioni e mezzo di proprietari terrieri ucraini,
e ne hanno seppellito i corpi in fosse comuni.
(3) Si stima che altri 55-
75 milioni di persone di fatto siano state uccise in un arco di tempo di più di 70 anni in vari campi di concentramento sovietici.
(4) Seconda Guerra Mondiale -
un numero di vittime civili e militari stimato attorno a 6-
7 milioni.
(5) Hitler e la Germania nazista probabilmente hanno assassinato da 4 a 6 milioni di ebrei in tutta l'Europa occidentale tra la fine degli anni '30 e gli inizi degli anni '40,
e fra 3 e 6 milioni di non ebrei.
(6) All'inizio della Seconda Guerra Mondiale la polizia segreta sovietica(
NKVD) ha trucidato 15.
000 ufficiali dell'esercito polacco e 10.
000 civili nel massacro della foresta di Katyn.
(7) Le varie persecuzioni nella Cina Rossa sono responsabili della morte di oltre 200 milioni di persone,
un numero che Mao Tse Tung ammise e che definì "Hsao Mei" [privazione dell'esistenza].
(8) Gli assassini di massa nei golpe comunisti in Africa nella metà di questo secolo [si parla del XX secolo;
il libro di Birch è uscito a metà degli anni '90;
N.d.T.] si stima che siano costati la vita a 6-7 milioni di persone.
(9) Come rappresentato nel film "The Killing Fields" ["Urla nel Silenzio",
nell'edizione italiana;
N.d.T.],
i comunisti in Cambogia uccisero oltre un milione di persone in meno di un decennio.
(10) Negli ultimi tre decenni le persecuzioni islamiche dei cristiani nativi in Africa è costata la vita a un milione di persone assassinate o morte di fame.
(11) In questo decennio abbiamo già assistito alle "pulizie etniche" di molte centinaia di migliaia di bosniaci musulmani da parte di bosniaci serbi,
serbi che pure sostengono di essere cristiani.
Neanche Attila re degli Unni ha compiuto stermini di tali proporzioni.
I nostri eccidi non sono localizzati,
avvengono su scala planetaria.
Si tratta di un'enorme barbarie perpetrata contro l'uomo,
di proporzioni tali da non avere precedenti.
Tutti coloro che conoscono veramente la storia di questo secolo possono affermare che la succitata lista non è che un pallido esempio delle atrocità perpetrate in questo secolo contro Dio e contro l'uomo.
Chiunque sia intellettualmente onesto può negare la possibilità che veniamo già castigati attraverso molte sofferenze?
Ma c'è speranza.
Suor Mariana ha predetto la fine di questa sofferenza,
per il suo convento,
per la città di Quito,
per l'Ecuador e per il mondo,
in futuro".
[6] Antonio Socci sottolinea il fatto che il XX secolo è stato caratterizzato dalle persecuzioni ai cristiani,
una cosa di cui purtroppo non si parla:
"Contrariamente alle apparenze,
è stato di gran lunga il Novecento il secolo del più grande macello di cristiani.
Nel periodo che va dalla Rivoluzione francese ad oggi,
ma in particolare nel XX secolo,
sono state scatenate persecuzioni mai viste in 2000 anni per ferocia,
vastità,
durata e quantità di vittime.
[...]
Se in 2 millenni sono stati calcolati circa 70 milioni di cristiani uccisi per la loro fede,
ben 45 milioni e mezzo(
circa il 65 per cento del totale) sono martiri del XX secolo.
Questa persecuzione planetaria del cristianesimo è tuttora in corso,
sebbene venga perlopiù ignorata dai mass media e dagli stessi cristiani occidentali" [7].
Sono circa centosessantamila all'anno i cristiani uccisi,
secondo i calcoli di Antonio Socci [8].
"E' una specie di globalizzazione -
afferma il cardinale Giacomo Biffi -
una globalizzazione dell'intolleranza e dell'odio,
contro la quale non si è levata da noi alcuna protesta e non è sfilato per le nostre strade nessun corteo".
[9] In questa situazione stupisce che l’Occidente rimanga inerte di fronte alle persecuzioni contro i cristiani,
casi di palese violazione dei diritti umani;
per l’opinione pubblica,
i grandi mezzi di comunicazione,
le istituzioni politiche questo problema sembra non esistere.
L’Occidente sembra avere quasi un senso di colpa verso i paesi del terzo mondo.
Padre Samir Khalil Samir,
gesuita egiziano,
docente di Teologia orientale nella Facoltà di Teologia dell’Università Saint-
Joseph di Beirut,
a questo proposito dice:
"È una delle tendenze che mi preoccupa:
c’è una sistematica autocritica,
spinta fino al masochismo,
che sta corrodendo la società occidentale.
Io la chiamo il 'meaculpismo'.
Sui giornali possiamo trovare ogni sorta di attacco al cristianesimo,
ogni possibile sciocchezza sulla religione e sulle cose più sacre della nostra religione e nessuno si può permettere di obiettare nulla:
c’è la libertà di pensiero.
Ciò non vale se si scrive qualcosa di non gradito per le altre grandi religioni,
in particolare sull’islam e l’ebraismo:
allora subito tutti accorreranno ad accusare e condannare".
[10] In questi ultimi anni a causa del dilagare del fondamentalismo islamico
le persecuzioni ai cristiani si stanno facendo sempre più numerose e spietate.
Si consulti a questo riguardo la pagina "I segni dei tempi negli avvenimenti dei nostri giorni -
Conflitti e persecuzioni minacciano il futuro del mondo",
nella quale sono state raccolte le principali notizie(dal 1998 a oggi)
che riguardano le persecuzioni di questi anni.
Ma se tutto il secolo XX è stato caratterizzato da guerre,
persecuzioni e tutti i mali che ben conosciamo,
sono soprattutto gli ultimi decenni di questo secolo che hanno visto un moltiplicarsi di questi che innegabilmente sono dei "segni dei tempi".
Quando la Santa Sede nel 2000 ha reso nota la terza parte del Segreto di Fatima ha visto in quella profezia del 1917,
rivelata ai tre pastorelli,
molti dei tragici accadimenti il XX secolo.
Ma se la profezia di Fatima copre tutto il secolo scorso questo non significa che non possa riguardare anche il presente e il nostro probabile futuro.
Anche perché c'è ancora una parte di quella profezia che non si è realizzata:
quel Trionfo del Cuore Immacolato che dovrà portare all'umanità il tempo della pace.
E finché questo Trionfo non si realizzerà,
non possiamo dire che la fase più difficile sia superata.
Il Santo Padre stesso sembra abbia voluto dare un segnale in questo senso quando,
nell’ottobre del 2000,
ha consacrato il mondo alla Madonna.
Giovanni Paolo II,
concludendo il Giubileo,
rinnovò la consacrazione della Chiesa e del mondo intero al Cuore Immacolato di Maria,
e disse:
"L’umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza,
può fare di questo mondo un giardino o ridurlo a un ammasso di macerie...
Oggi come mai nel passato,
l’umanità è a un bivio.
E,
ancora una volta,
la salvezza è tutta e solo,
o Vergine Santa,
nel tuo figlio Gesù" [11].
E negli interventi più recenti,
dopo l'11 settembre,
ha parlato con toni preoccupati di un’ “ora oscura” che è arrivata.
Giovanni Paolo II ha cercato fin dai primi anni del suo pontificato di aprire gli occhi del mondo sui rischi insiti nel modello sociale ed economico adottato dall'Occidente,
e soprattutto ha cercato di mettere in guardia sul progressivo declino del sistema di valori su cui si fonda la nostra civiltà.
Già nel 1980,
nell'enciclica Dives in Misericordia,
aveva scritto profeticamente:
"Siamo infatti,
noi tutti che viviamo al presente sulla terra,
la generazione che è consapevole dell'approssimarsi del terzo Millennio e che sente profondamente la svolta che si sta verifìcando nella storia.
La presente generazione avverte di essere privilegiata,
perché il progresso le offre molte possibilità,
appena qualche decennio fa insospettate.
L'attività creatrice dell'uomo,
la sua intelligenza e il suo lavoro,
hanno causato profondi cambiamenti sia nel campo della scienza e della tecnica,
come nella vita sociale e culturale.
[.
.
.
] esistono nello stesso tempo difficoltà,
che si dimostrano anzi in aumento.
Esistono inquietudini e impotenze,
che costringono ad una risposta radicale che l'uomo sente di dover dare.
Il quadro del mondo contemporaneo presenta anche ombre e squilibri non sempre superficiali.
[...]
nel nostro mondo aumenta il senso di minaccia.
Aumenta quel timore esistenziale collegato soprattutto -
come ho già accennato nell'enciclica Redemptor hominis -
con la prospettiva di un conflitto che,
in considerazione degli odierni arsenali atomici,
potrebbe significare la parziale autodistruzione dell'umanità.
Tuttavia,
la minaccia non concerne soltanto ciò che gli uomini possono fare agli uomini,
servendosi dei mezzi della tecnica militare;
essa riguarda anche molti altri pericoli che sono il prodotto di una civiltà materialistica,
la quale -
nonostante dichiarazioni «umanistiche» -
accetta il primato delle cose sulla persona.
[...]
accanto agli uomini ed alle società agiate e sazie,
viventi nell'abbondanza,
soggette al consumismo e al godimento,
non mancano nella stessa famiglia umana né gli individui né i gruppi sociali che soffrono la fame.
Non mancano i bambini che muoiono di fame sotto gli occhi delle loro madri.
Non mancano in varie parti del mondo,
in vari sistemi socioeconomici,
intere aree di miseria,
di deficienza e di sottosviluppo.
Tale fatto è universalmente noto.
Lo stato di diseguaglianza tra uomini e popoli non soltanto perdura,
ma aumenta.
Avviene tuttora che accanto a coloro che sono agiati e vivono nell'abbondanza,
esistono quelli che vivono nell'indigenza,
soffrono la miseria e spesso addirittura muoiono di fame;
e il loro numero raggiunge decine e centinaia di milioni.
È per questo che l'inquietudine morale è destinata a divenire ancor più profonda.
Evidentemente,
un fondamentale difetto o piuttosto un complesso di difetti,
anzi un meccanismo difettoso sta alla base dell'economia contemporanea e della civiltà materialistica,
la quale non consente alla famiglia umana di staccarsi,
direi,
da situazioni cosi radicalmente ingiuste.
Questa immagine del mondo d'oggi,
in cui esiste tanto male sia fisico che morale,
tale da farne un mondo aggrovigliato in contraddizioni e tensioni e,
in pari tempo,
pieno di minacce dirette contro la libertà umana,
la coscienza e la religione,
spiega l'inquietudine a cui va soggetto l'uomo contemporaneo.
Tale inquietudine è avvertita non soltanto da coloro che sono svantaggiati od oppressi,
ma anche da coloro che fruiscono dei privilegi della ricchezza,
del progresso,
del potere.
E sebbene non manchino anche quelli che cercano di scorgere le cause di tale inquietudine,
oppure di reagire con i mezzi provvisori offerti loro dalla tecnica,
dalla ricchezza o dal potere,
tuttavia nel più profondo dell'animo umano quell'inquietudine supera tutti i mezzi provvisori.
Essa riguarda -
come hanno giustamente rilevato le analisi del Concilio Vaticano II -
i problemi fondamentali di tutta l'esistenza umana.
Questa inquietudine è legata con il senso stesso dell'esistenza dell'uomo nel mondo,
ed è inquietudine per l'avvenire dell'uomo e di tutta l'umanità;
essa esige risoluzioni decisive,
che sembrano ormai imporsi al genere umano.
[...]
sarebbe difficile non avvedersi che molto spesso i programmi che prendono avvio
dall'idea di giustizia e che debbono servire alla sua attuazione nella convivenza degli uomini,
dei gruppi e delle società umane,
in pratica subiscono deformazioni.
Benché essi continuino a richiamarsi alla medesima idea di giustizia,
tuttavia l'esperienza dimostra che sulla giustizia hanno preso il sopravvento altre forze negative,
quali il rancore,
l'odio e perfino la crudeltà.
In tal caso,
la brama di annientare il nemico,
di limitare la sua libertà,
o addirittura di imporgli una dipendenza totale,
diventa il motivo fondamentale dell'azione;
e ciò contrasta con l'essenza della giustizia che,
per sua natura,
tende a stabilire l'eguaglianza e l'equiparazione tra le parti in conflitto.
Questa specie di abuso dell'idea di giustizia e la pratica alterazione di essa attestano quanto l'azione umana possa allontanarsi dalla giustizia stessa,
pur se venga intrapresa nel suo nome.
Non invano Cristo contestava ai suoi ascoltatori,
fedeli alla dottrina dell'Antico Testamento,
l'atteggiamento che si manifestava nelle parole:
«Occhio per occhio e dente per dente».
Questa era la forma di alterazione della giustizia in quel tempo;
e le forme di oggi continuano a modellarsi su di essa.
È ovvio infatti che in nome di una presunta giustizia(
ad esempio storica o di classe) talvolta si annienta il prossimo,
lo si uccide,
si priva della libertà,
si spoglia degli elementari diritti umani.
L'esperienza del passato e del nostro tempo dimostra che la giustizia da sola non basta e che,
anzi,
può condurre alla negazione e all'annientamento di se stessa,
se non si consente a quella forza più profonda,
che è l'amore,
di plasmare la vita umana nelle sue varie dimensioni.
È stata appunto l'esperienza storica che,
fra l'altro,
ha portato a formulare l'asserzione:
sommo diritto,
somma ingiustizia(
summum ius,
summa iniuria).
Tale affermazione non svaluta la giustizia e non attenua il significato dell'ordine che su di essa si instaura;
ma indica solamente,
sotto altro aspetto,
la necessità di attingere alle forze dello spirito,
ancor più profonde,
che condizionano l'ordine stesso della giustizia.
Avendo davanti agli occhi l'immagine della generazione a cui apparteniamo,
la Chiesa condivide l'inquietudine di tanti uomini contemporanei.
D'altronde,
deve anche preoccupare il declino di molti valori fondamentali che costituiscono un bene incontestabile non soltanto della morale cristiana,
ma semplicemente della morale umana,
della cultura morale,
quali il rispetto per la vita umana sin dal momento del concepimento,
il rispetto per il matrimonio nella sua unità indissolubile,
il rispetto per la stabilità della famiglia.
Il permissivismo morale colpisce soprattutto questo ambito più sensibile della vita e della convivenza umana.
Di pari passo con ciò vanno la crisi della verità nei rapporti interumani,
la mancanza di responsabilità nel parlare,
il rapporto puramente utilitario dell'uomo con l'uomo,
il venir meno del senso dell'autentico bene comune e la facilità con cui questo viene alienato.
Infine,
c'è la desacralizzazione che si trasforma spesso in «disumanizzazione»:
l'uomo e la società,
per i quali niente è «sacro»,
decadono moralmente -
nonostante ogni apparenza".
[12] Non si può negare che questi mali,
già individuati oltre un ventennio fa da Giovanni Paolo II,
e i frutti perversi che col tempo hanno prodotto sono,
oggi più che mai,
di drammatica attualità.
E purtroppo non si può dire neanche che le prospettive per il XXI secolo inducano all'ottimismo.
Da un un punto di vista religioso ma anche laico la crisi della civiltà moderna è sotto gli occhi di tutti,
è una crisi soprattutto morale.
E' una crisi che tocca i fondamenti stessi della nostra società:
famiglia,
politica,
economia.
Ma è una crisi che non risparmia neanche la Chiesa.
Mons.
Wilton Gregory,
Presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici negli USA,
nel suo discorso di apertura della Conferenza dei Vescovi dell’11 novembre 2002 ha detto che i tempi in cui viviamo "sono caratterizzati da paura e incertezza e ci sono molte ragioni per questo senso di ansia.
I segni dei tempi sono dolorosamente evidenti".
Riferendosi alla crisi senza precedenti che ha colpito duramente la Chiesa Cattolica americana(
per via dei ben noti scandali che hanno riguardato molti religiosi),
ha detto:
"abbiamo sperimentato profonde fratture fra vescovi e fedeli,
come anche fra vescovi e sacerdoti.
Abbiamo anche assistito a divisioni fra sacerdoti e fra fedeli nel determinare la strada migliore per rispondere a questa tragedia.
Per di più,
anche noi vescovi non siamo stati immuni da disaccordi e discordie su questo tema".
E ha proseguito,
mettendo in guardia la platea:
"C’è chi fuori dalla Chiesa è ostile ai principi e agli insegnamenti stessi che la Chiesa abbraccia,
ed hanno scelto questo momento per promuovere l’accettazione di pratiche e stili di vita che la Chiesa non può e non potrà mai avvallare.
Purtroppo,
anche fra i battezzati,
ci sono coloro che essendo in disaccordo con la Chiesa hanno scelto,
in questo momento,
di sfruttare la vulnerabilità dei vescovi per portare avanti le loro istanze.
Non si può non sentire in lontananza -
e talvolta anche in vicinanza -
il grido del falso profeta ‘percuotiamo il pastore così da disperdere il gregge’.
Noi vescovi dobbiamo saper riconoscere questo grido e chiamarlo per quello che è [.
.
.
] I sacerdoti troppo spesso oggi vengono giudicati ingiustamente sulla base dei misfatti di altri sacerdoti [.
.
.
] Oggi è difficile parlare di sacerdozio senza tirare in causa sacerdoti e vescovi che non sono stati capaci di vivere all’altezza della nostra vocazione".
[13] A questo proposito vi invitiamo a consultare anche un nostro articolo dell'aprile 2002,
intitolato:
"La crisi della Chiesa nelle profezie".
Mali vecchi e nuovi sembrano imperversare nelle nostre società di oggi:
ateismo,
diffusione delle sette,
satanismo,
divorzio,
aborto,
suicidi,
casi inspiegabili di follia omicida,
alcolismo,
droga,
delinquenza giovanile,
pedofilia,
adulterio,
aberrazioni sessuali di ogni genere,
clonazione,
sperimentazioni e manipolazioni genetiche sui feti,
eutanasia,
ecc.
ecc.
.
Si consulti a questo riguardo la pagina "I segni dei tempi negli avvenimenti dei nostri giorni -
I mali di un mondo che si oppone a Dio e all'Autorità della Chiesa",
che riporta una rassegna delle principali notizie(
dal 1998 a oggi) che riguardano questi problemi.
Se si pensa solo al numero di aborti che vengono praticati nel mondo ogni anno possiamo farci un'idea chiara del grado di barbarie che ha raggiunto oggi l'uomo,
anche nel nostro.
.
.
civilissimo occidente!
Secondo l'Unfpa(
Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione) ogni anno nel mondo su 190 milioni di gravidanze più di 50 milioni hanno per esito un aborto,
cioè più di un quarto [14].
In Italia nel 1996 gli aborti erano circa 139 mila(
dati Istat),
esclusi i 50 mila aborti clandestini stimati.
Sono dati che ci pare superfluo commentare.
Ma la famiglia stessa,
il nucleo primario su cui si fonda la nostra società,
appare oggi minacciata da innumerevoli forze disgregatrici che ne minano le fondamenta morali e istituzionali.
E se pensiamo ai casi di inspiegabile follia omicida che si stanno verificando in questi ultimi anni in diverse parti del mondo e che riguardano in prevalenza proprio l'ambito familiare è difficile non vedervi la mano del Nemico.
Vi invitiamo a questo riguardo a consultare la pagina "I segni dei tempi negli avvenimenti dei nostri giorni -
Follia omicida",
che riporta una rassegna delle principali notizie(
dal 1998 a oggi) che riguardano questo argomento.
Qualcuno potrebbe anche obiettare che molti dei mali e dei peccati che abbiamo elencato,
sono sempre esistiti da che mondo è mondo.
Indubbiamente questo è vero,
ma a ben vedere mai prima d'oggi era accaduto che la trasgressione sistematica dei Comandamenti venisse ostentata,
incoraggiata e per certi versi istituzionalizzata come sta accadendo nella nostra epoca.
Questi che solo pochi decenni fa erano ancora considerati,
secondo i canoni della morale cristiana,
come gravi vizi,
vengono oggi guardati con indulgenza o persino accettati con indifferenza;
la nostra società spesso addirittura li esalta e li incoraggia,
considerandoli un mezzo inevitabile per poter emergere ed affermarsi nel difficile mondo di oggi.
Tutti e 10 i Comandamenti oggi vengono apertamente e sistematicamente violati,
nella totale indifferenza generale,
da una cultura laica che da tempo ne ha disconosciuto l'importanza e la validità.
Questi mali sono la tragica conseguenza del nostro allontanamento dal Dio.
L'umanità in questo momento sta pagando il suo rifiuto di Dio.
Tutti i mali da cui è afflitta sono la conseguenza del suo sì incondizionato al Nemico.
Dio li permette perché rispetta la libertà dei Suoi figli.
Ma Egli vuole anche che i Suoi figli traggano una lezione dalle conseguenze dei loro errori.
Oggi l'uomo sembra davvero aver superato ogni limite,
tanto che non possiamo pensare che Dio prima o poi non intervenga per porre rimedio alle gravi storture della nostra civiltà.
Il grado di gravità e diffusione di questi mali deve essere per tutti noi un campanello d'allarme.
Si tratta indubbiamente di segni dei tempi che devono indurci oggi più che mai ad essere fra quelle vergini sagge del Vangelo di Matteo(
cap.
25) con la lampada sempre accesa.
Sono segni dei tempi che annunciano l'approssimarsi di eventi epocali per tutta l'umanità.
Note:
1) "L’Occidente si è perso e rischia di morire";
L'Arena -
1-12-2001;
2) "La vergine appare a Medjugorje?
",
René Laurentin,
Queriniana 1984;
3) "The Thunder Of Justice" di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc;
4) "Dio esiste,
ecco le prove",
René Laurentin;
Ed.
Piemme;
5) S.
Agostino,
Soliloqui,
1,1,2;
6) "Trial,
Tribulation and Triumph" di Desmond A.
Birch,
Queenship Publishing;
7) "Urla del silenzio" di Antonio Socci,
Tempi n.16 - 18-04-2002;
8) "I Nuovi Perseguitati" di Antonio Socci,
Ed.
Piemme;
9) "Martiri cristiani del 2001.
E Biffi striglia la Chiesa" di Sandro Magister,
Espresso -
03-01-2002;
10) "La libertà religiosa nei Paesi a maggioranza Islamica -
Rapporto 1998",
Alleanza Cattolica -
1998;
11) Giovanni Paolo II -
Atto di affidamento alla Beata Vergine Maria,
8-10-2000;
12) Giovanni Paolo II -
Lettera Enciclica Dives in Misericordia -
30-11-1980;
13) "Remarks by U.
S.
Bishops' President",
The Associated Press -
11-11-2002(
cfr.
anche The Boston Globe);

14) "Reducing Risks by Offering Contraceptive Services -
Maternal Mortality and Reproductive Health";
UNFPA(
United Nations Population Fund);