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Profezie
PROFEZIE


PROFEZIA DEL GHIACCIO

Gesù, in un messaggio a Marie Julie Jahenny, le rivelò: "Io verrò sul mondo peccatore con un terribile rombo di tuono,
in una fredda notte d'inverno.
Un caldissimo vento del Sud precederà questa tempesta e pesanti chicchi di grandine scaveranno la terra".
Nell’Apocalisse (16,21)
si dice: "...E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini,
e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine,
poiché era davvero un grande flagello".

Una cosa è certa: non possiamo sottovalutare questi eventi così insoliti ed eccezionali,
anche nel caso in cui avessero una spiegazione scientifica.

PROFEZIE PER IL TERZO MILLENNIO
LE PROFEZIE DELLA BIBBIA
Le principali rivelazioni nel Vecchio e nel Nuovo Testamento che riguardano gli "Ultimi Tempi"
I segni degli ultimi tempi: *Calamità,
*terremoti,
*inondazioni,
*carestie,
*epidemie
*Guerre e rivoluzioni

*L’Anticristo e le due Bestie,
*Apostasia
*la statua e il marchio della Bestia
*La Grande Tribolazione

*DOPO L'APOSTASIA IL RAPIMENTO
*I due Profeti
*Rapimento
*La caduta di Babilonia la grande
*La Grande Guerra
*La battaglia finale del Signore: *Armaghedòn
*o la grande vittoria del Signore,
SUI NEMICI DI ISRAELE.
*Le tenebre, i segni nel cielo e nel sole
*La seconda venuta di Cristo
*la pace universale e il Regno dei mille anni
SIMBOLO DELLA CHIESA?
*LA RISUREZIONE *Il Giudizio Finale
Ritenzo che questo ordine sia confuso e che alcuni eventi siano ripetuti piàù volte,
perchè il tempo è imminente!


I segni degli ultimi tempi
" Gesù rispose: "Guardate che nessuno vi inganni;
molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo,
e trarranno molti in inganno…
Allora vi consegneranno ai supplizi e uccideranno,
e sarete odiati da tutti i popoli a causa del mio nome.
Molti ne resteranno scandalizzati,
ed essi si tradiranno e odieranno vicenda.
Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti;
per il dilagare dell'iniquità,
l'amore di molti si raffredderà.
Ma chi persevererà sino alla fine,
sarà salvato.
Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo,
perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti;
e allora verrà la fine.
" Vangelo secondo Matteo (24,4-24,14)

" Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui,
o: è là,
non ci credete.
Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli,
così da indurre in errore,
se possibile, anche gli eletti.
Ecco, io ve l'ho predetto.
Se dunque vi diranno: Ecco,
è nel deserto, non ci andate; o: è in casa, non ci credete.
Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente,
così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Dovunque sarà il cadavere ivi si raduneranno gli avvoltoi."
Vangelo secondo Matteo (24,23-24,28)

Nuovo Testamento
" Come fu ai giorni di Noè,
così sarà la venuta del Figlio dell'uomo.
Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano,
prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell'arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti,
così sarà anche alla venuta del Figlio dell'uomo.
Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato.
Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata.
Vegliate dunque,
perché non sapete in quale giorno il Signor vostro verrà.
Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro,
veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi state pronti,
perché nell'ora che non immaginate, il Figlio dell'uomo verrà.
" Vangelo secondo Matteo (24,37-24,44)

Nuovo Testamento

" Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede,
dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche,
sedotti dall’ipocrisia di impostori,
già bollati a fuoco nella loro coscienza.
Costoro vieteranno il matrimonio,
imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato
per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità.
" Prima lettera a Timoteo (4,1-4,3)

Nuovo Testamento
" Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili.
Gli uomini saranno egoisti,
amanti del denaro,
vanitosi, orgogliosi,
bestemmiatori,
ribelli ai genitori,
ingrati,
senza religione,
senza amore,
sleali,
maldicenti,
intemperanti,
intrattabili,
nemici del bene,
traditori,
sfrontati,
accecati dall’orgoglio,
attaccati ai piaceri più che a Dio,
con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegato la forza interiore.
" Seconda lettera a Timoteo 3,3-3,5

Nuovo Testamento Calamità,
terremoti,
inondazioni,
carestie,
epidemie "vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi;
ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori."
Matteo 24,7-24,8)

Nuovo Testamento " Quando l'Agnello aprì il quarto sigillo…mi apparve un cavallo verdastro.
Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'inferno.
Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada,
con la fame,
con la peste e con le fiere della terra. "
Apocalisse di Giovanni 6,7-6,8)
Nuovo Testamento
Guerre e rivoluzioni " Gesù rispose: "Guardate che nessuno vi inganni;
molti verranno nel mio nome,
dicendo:
Io sono il Cristo,
e trarranno molti in inganno.
Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre.
Guardate di non allarmarvi;
è necessario che tutto questo avvenga,
ma non è ancora la fine.
Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno;
ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori.
"" Vangelo secondo Matteo 24,4-24,8)
Nuovo Testamento
" Quando l'Agnello aprì il secondo sigillo,
…uscì un altro cavallo,
rosso fuoco.
A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra
perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada.
" Apocalisse di Giovanni 6,3-6,4)
Nuovo Testamento
Apostasia
" Nessuno vi inganni in alcun modo!
Prima [della seconda venuta di Cristo]
infatti dovrà venire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo,
il figlio della perdizione,
colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere,
che viene detto Dio o è oggetto di culto,
fino a sedere nel tempio di Dio,
additando se stesso come Dio.
" Seconda lettera ai Tessalonicesi 2,3-2,4)
Nuovo Testamento
La Resurrezione e il Rapimento
" Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti,
certo,
moriremo,
ma tutti saremo trasformati,
in un istante,
in un batter d’occhio,
al suono dell’ultima tromba;
suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.
E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile,
si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.
" Prima lettera ai Corinzi 15,51-15,53)

Nuovo Testamento
" Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza fratelli,
circa quelli che sono morti,
perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza.
Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato;
così anche quelli che sono morti,
Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.
Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore,
non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti.
Perché il Signore stesso,
a un ordine,
alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio,
discenderà dal cielo.
E prima risorgeranno i morti in Cristo;
quindi noi,
i vivi,
i superstiti,
saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole,
per andare incontro al Signore nell’aria,
e così saremo sempre con il Signore.
Confortatevi dunque a vicenda con queste parole.
" Prima lettera ai Tessalonicesi 4,13-4,18)

Nuovo Testamento
"…Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio,
e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano.
Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni;
gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni.
Questa è la prima risurrezione.
Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione.
Su di loro non ha potere la seconda morte,
ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.
" Apocalisse di Giovanni 20,4-20,6)

Nuovo Testamento
I due Profeti
"…Ma farò in modo che i miei due Testimoni,
vestiti di sacco,
compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni".
Questi sono i due olivi e le due lampade che stanno davanti al Signore della terra.
Se qualcuno pensasse di far loro del male,
uscirà dalla loro bocca un fuoco che divorerà i loro nemici.
Così,
deve perire chiunque pensi di far loro del male.
Essi hanno il potere di chiudere il cielo,
perché non cada pioggia nei giorni del loro ministero profetico.
Essi hanno anche potere di cambiar l'acqua in sangue e di colpire la terra con ogni sorta di flagelli
tutte le volte che lo vorranno.
E quando poi avranno compiuto la loro testimonianza,
la bestia che sale dall'Abisso farà guerra contro di loro,
li vincerà e li ucciderà.
I loro cadaveri rimarranno esposti sulla piazza della grande città,
che simbolicamente si chiama Sòdoma ed Egitto,
dove appunto il loro Signore fu crocifisso.
Uomini di ogni popolo,
tribù,
lingua e nazione vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo
e non permetteranno che i loro cadaveri vengano deposti in un sepolcro.
Gli abitanti della terra faranno festa su di loro,
si rallegreranno e si scambieranno doni,
perché questi due profeti erano il tormento degli abitanti della terra.
Ma dopo tre giorni e mezzo,
un soffio di vita procedente da Dio entrò in essi e si alzarono in piedi,
con grande terrore di quelli che stavano a guardarli.
Allora udirono un grido possente dal cielo:
"Salite quassù"
e salirono al cielo in una nube sotto gli sguardi dei loro nemici.
In quello stesso momento ci fu un grande terremoto che fece crollare un decimo della città: perirono in quel terremoto settemila persone;
i superstiti presi da terrore davano gloria al Dio del cielo.
" Apocalisse di Giovanni 11,3-11,13)

Nuovo Testamento
La caduta di Babilonia la grande
" Allora uno dei sette angeli che hanno le sette coppe mi si avvicinò e parlò con me:
"Vieni,
ti farò vedere la condanna della grande prostituta che siede presso le grandi acque.
Con lei si sono prostituiti i re della terra e gli abitanti della terra
si sono inebriati del vino della sua prostituzione".
L’angelo mi trasportò in spirito nel deserto.
Là vidi una donna seduta sopra una bestia scarlatta,
coperta di nomi blasfemi,
con sette teste e dieci corna.
La donna era ammantata di porpora e di scarlatto,
adorna d'oro,
di pietre preziose e di perle,
teneva in mano una coppa d'oro,
colma degli abomini e delle immondezze della sua prostituzione.
Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso: "Babilonia la grande,
la madre delle prostitute e degli abomini della terra".
E vidi che quella donna era ebbra del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù.
Al vederla,
fui preso da grande stupore.
Ma l'angelo mi disse: "Perché ti meravigli?
Io ti spiegherò il mistero della donna e della bestia che la porta,
con sette teste e dieci corna.
La bestia che hai visto era ma non è più,
salirà dall'Abisso,
ma per andare in perdizione.
E gli abitanti della terra,
il cui nome non è scritto nel libro della vita fin dalla fondazione del mondo,
stupiranno al vedere che la bestia era e non è più,
ma riapparirà.
Qui ci vuole una mente che abbia saggezza.
Le sette teste sono i sette colli sui quali è seduta la donna;
e sono anche sette re.
I primi cinque sono caduti,
ne resta uno ancora in vita,
l'altro non è ancora venuto e quando sarà venuto,
dovrà rimanere per poco.
Quanto alla bestia che era e non è più,
è ad un tempo l'ottavo re e uno dei sette,
ma va in perdizione.
Le dieci corna che hai viste sono dieci re,
i quali non hanno ancora ricevuto un regno,
ma riceveranno potere regale,
per un'ora soltanto insieme con la bestia.
Questi hanno un unico intento: consegnare la loro forza e il loro potere alla bestia.
Essi combatteranno contro l'Agnello,
ma l'Agnello li vincerà,
perché è il Signore dei signori e il Re dei re e quelli con lui sono i chiamati,
gli eletti e i fedeli".
Poi l'angelo mi disse: "Le acque che hai viste,
presso le quali siede la prostituta,
simboleggiano popoli,
moltitudini,
genti e lingue.
Le dieci corna che hai viste e la bestia odieranno la prostituta,
la spoglieranno e la lasceranno nuda,
ne mangeranno le carni e la bruceranno col fuoco.
Dio infatti ha messo loro in cuore di realizzare il suo disegno e di accordarsi
per affidare il loro regno alla bestia,
finché si realizzino le parole di Dio.
La donna che hai vista;
simboleggia la città grande,
che regna su tutti i re della terra".
Apocalisse di Giovanni 17,1-17,18)

Nuovo Testamento
Note: 1- 17,5 Secondo alcuni studiosi delle Sacre Scritture,
la Babilonia citata nell’Apocalisse altro non sarebbe che la città di Roma.
Altri vi vedono la città oppure quel gruppo di città o stati,
che rivestono il ruolo di capitali del commercio e degli affari mondiali nei giorni nostri.
Alcuni di questi ipotizzano che si possa trattare di: New York,
Los Angeles,
Tokyo o/e altri importanti centri del capitalismo mondiale.
2- La Grande Guerra
" Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Figlio dell'uomo,
volgiti verso Gog nel paese di Magòg,
principe capo di Mesech e Tubal,
e profetizza contro di lui.
Annunzierai : Dice il Signore Dio: Eccomi contro di te Gog,
principe capo di Mesech e Tubal,
io ti aggirerò,
ti metterò ganci alle mascelle e ti farò uscire con tutto il tuo esercito,
cavalli e cavalieri tutti ben equipaggiati,
truppa immensa con scudi grandi e piccoli,
e tutti muniti di spada.
La Persia,
l'Etiopia e Put sono con loro,
tutti con scudi ed elmi.
Gomer e tutte le sue schiere,
la gente di Togarmà,
le estreme regioni del settentrione e tutte le loro forze,
popoli numerosi sono con te.
Sta' pronto,
fa' i preparativi insieme con tutta la moltitudine che si è radunata intorno a te: sii a mia disposizione.
Dopo molto tempo ti sarà dato l'ordine: sul finire degli anni tu andrai contro una nazione che è sfuggita alla spada,
che in mezzo a molti popoli si è radunata sui monti d'Israele,
rimasti lungamente deserti.
Essa rimpatriò dalle genti e tutti abitano tranquilli.
Tu vi salirai,
vi giungerai come un uragano: sarai come un nembo che avvolge la terra,
tu con tutte le tue schiere e con i popoli numerosi che sono con te.
Dice il Signore Dio: In quel giorno ti verranno in mente dei pensieri e concepirai progetti malvagi.
Tu dirai: Andrò contro una terra indifesa,
assalirò genti tranquille che si tengono sicure,
che abitano tutte in luoghi senza mura,
che non hanno né sbarre né porte,
per depredare,
saccheggiare,
metter la mano su rovine ora ripopolate e sopra un popolo che si è riunito dalle nazioni,
dedito agli armenti e ai propri affari,
che abita al centro della terra.
Saba,
Dedan,
i commercianti di Tarsis e tutti i suoi leoncelli ti domanderanno: Vieni per saccheggiare?
Hai radunato la tua gente per venir a depredare e portar via argento e oro,
per rapire armenti e averi e per fare grosso bottino?
Perciò predici,
figlio dell'uomo,
e annunzia a Gog: Così dice il Signore Dio: In quel giorno,
quando il mio popolo Israele dimorerà del tutto sicuro,
tu ti leverai,
verrai dalla tua dimora,
dagli estremi confini del settentrione,
tu e i popoli numerosi che sono con te,
tutti su cavalli,
una turba grande,
un esercito potente.
Verrai contro il mio popolo Israele,
come un nembo per coprire la terra.
Sul finire dei giorni Io ti manderò sulla mia terra perché le genti mi conoscano quando per mezzo tuo,
o Gog,
manifesterò la mia santità davanti ai loro occhi.
Così dice il Signore Dio: Non sei tu quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei servi,
i profeti d'Israele,
i quali,
in quei tempi e per molti anni,
profetizzarono che io ti avrei mandato contro di loro?
Ma,
quando Gog giungerà nel paese d'Israele -
parola del Signore Dio -
divamperà la mia collera.
Nella mia gelosia e nel mio furore ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un gran terremoto nel paese di Israele: davanti a me tremeranno i pesci del mare,
gli uccelli del cielo,
gli animali selvatici,
tutti i rettili che strisciano sul terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti franeranno,
le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al suolo.
Contro di lui,
per tutti i monti d'Israele,
chiamerò la spada.
Parola del Signore Dio.
La spada di ognuno di essi sarà contro il proprio fratello.
Farò giustizia di lui con la peste e con il sangue: farò piovere su di lui e le sue schiere,
sopra i popoli numerosi che sono con lui,
torrenti di pioggia e grandine,
fuoco e zolfo.
Io mostrerò la mia potenza e la mia santità
e mi rivelerò davanti a genti numerose e sapranno che io sono il Signore".
Capitolo 39
"E tu,
figlio dell'uomo,
profetizza contro Gog e annunzia: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te,
Gog,
principe capo di Mesech e di Tubal.
Io ti sospingerò e ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d'Israele.
Spezzerò l'arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce dalla tua mano destra.
Tu cadrai sui monti d'Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d'ogni specie e alle bestie selvatiche.
Tu sarai abbattuto in aperta campagna,
perché io l'ho detto.
Oracolo del Signore Dio.
Manderò un fuoco su Magòg e sopra quelli che abitano tranquilli le isole: sapranno che io sono il Signore.
Farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele,
e non permetterò che il mio santo nome sia profanato;
le genti sapranno che io sono il Signore,
santo in Israele.
Ecco,
questo avviene e si compie -
parola del Signore Dio - :
è questo il giorno di cui ho parlato.
Gli abitanti delle città d'Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno armi,
scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette anni.
Non andranno a prendere la legna nei campi e neppure a tagliarla nei boschi perché faranno il fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano spogliati e deprederanno coloro che li avevano saccheggiati.
Parola del Signore Dio.
In quel giorno assegnerò a Gog come sepolcro un luogo famoso in Israele,
la valle di Abarìm,
a oriente del mare: essa chiude il passo ai viandanti.
Lì sarà sepolto Gog e tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamerà Valle della moltitudine di Gog.
La casa di Israele darà loro sepoltura per sette mesi per purificare il paese.
13Lì seppellirà tutto il popolo del paese e sarà per loro glorioso il giorno in cui manifesterò la mia gloria.
Parola del Signore Dio.
14Saranno scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per seppellire con l'aiuto dei viandanti quelli che son rimasti a fior di terra,
per renderla pura;
cominceranno le ricerche alla fine del settimo mese.
15Quando percorrendo il paese vedranno ossa umane,
vi porranno un segnale,
finché i becchini non le seppelliscano nella valle della moltitudine di Gog: 16Hamonà sarà chiamata la città.
Così purificheranno il paese.
17A te,
figlio dell'uomo,
dice il Signore Dio: Annunzia agli uccelli di ogni specie e a tutte le bestie selvatiche: Radunatevi,
venite;
raccoglietevi da ogni parte sul sacrificio che offro a voi,
sacrificio grande,
sui monti d'Israele.
Mangerete carne e berrete sangue,
18mangerete carne d'eroi,
berrete sangue di prìncipi del paese: montoni,
agnelli,
capri e tori grassi di Basàn,
tutti.
19Mangerete grasso a sazietà e berrete fino all'ebbrezza il sangue del sacrificio che preparo per voi.
20Alla mia tavola vi sazierete di cavalli e cavalieri,
di eroi e di guerrieri d'ogni razza.
Parola del Signore Dio.
21Fra le genti manifesterò la mia gloria e tutte le genti vedranno la giustizia che avrò fatta e la mano che avrò posta su di voi.
22La casa d'Israele da quel giorno in poi saprà che io,
il Signore,
sono il loro Dio.
23Le genti sapranno che la casa d'Israele per la sua iniquità era stata condotta in schiavitù,
perché si era ribellata a me e io avevo nascosto loro il mio volto e li avevo dati in mano ai loro nemici,
perché tutti cadessero di spada.
24Secondo le loro nefandezze e i loro peccati io li trattai e nascosi loro la faccia.
25Perciò così dice il Signore Dio: Ora io ristabilirò la sorte di Giacobbe,
avrò compassione di tutta la casa d'Israele e sarò geloso del mio santo nome.
26Quando essi abiteranno nella loro terra tranquilli,
senza che alcuno li spaventi,
si vergogneranno di tutte le ribellioni che hanno commesse contro di me.
27Quando io li avrò ricondotti dalle genti e li avrò radunati dalle terre dei loro nemici e avrò mostrato in loro la mia santità,
davanti a numerosi popoli,
28allora sapranno che io,
il Signore,
sono il loro Dio,
poiché dopo averli condotti in schiavitù fra le genti,
li ho radunati nel loro paese e non ne ho lasciato fuori neppure uno.
29Allora non nasconderò più loro il mio volto,
perché diffonderò il mio spirito sulla casa d'Israele".
Parola del Signore Dio.
" Ezechiele (38,
1-39,
29)
Vecchio Testamento
Note: DI 38,1 e 39,1 Alcuni esegeti,
in alcuni loro recenti studi,
ipotizzano che il "Gog di Magog" biblico
rappresenti la coalizione militare di stati che dovrebbe dare inizio alla guerra di Armaghedòn.
Questa coalizione potrebbe essere composta,
con buona probabilità,
dalla Russia e da alcuni paesi dell’ex Patto di Varsavia
i quali riceveranno il supporto militare anche di altre nazioni alleate come paesi islamici e comunisti).
Studiando antiche mappe,
si è potuto appurare che Mesech e Tubal sono località situate nei territori dell’attuale ex-Unione Sovietica.
(cfr. con introduzione).
" Al tempo della fine il re del mezzogiorno si scontrerà con lui e il re del settentrione gli piomberà addosso,
come turbine,
con carri,
con cavalieri e molte navi;
entrerà nel suo territorio invadendolo.
Entrerà anche in quella magnifica terra e molti paesi soccomberanno.
Questi però scamperanno dalla sua mano: Edom,
Moab e gran parte degli Ammoniti.
Metterà così la mano su molti paesi;
neppure l'Egitto scamperà.
S'impadronirà di tesori d'oro e d'argento e di tutte le cose preziose d'Egitto: i Libi e gli Etiopi saranno al suo seguito.
Ma notizie dall'oriente e dal settentrione lo turberanno: egli partirà con grande ira per distruggere e disperdere molti.
Pianterà le tende del suo palazzo fra il mare e il bel monte santo: poi giungerà alla fine e nessuno verrà in suo aiuto.
Capitolo 12,1
Or in quel tempo sorgerà Michele,
il gran principe,
che vigila sui figli del tuo popolo.
Vi sarà un tempo di angoscia,
come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo;
in quel tempo sarà salvato il tuo popolo,
chiunque si troverà scritto nel libro.

La risurrezione e la retribuzione
Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna.
i saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento;
coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.
Ora tu,
Daniele,
chiudi queste parole e sigilla questo libro,
fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta".

La profezia sigillata

Io,
Daniele,
stavo guardando ed ecco altri due che stavano in piedi,
uno di qua sulla sponda del fiume,
l'altro di là sull'altra sponda.
Uno disse all'uomo vestito di lino,
che era sulle acque del fiume: "Quando si compiranno queste cose meravigliose?
".
Udii l'uomo vestito di lino,
che era sulle acque del fiume,
il quale,
alzate la destra e la sinistra al cielo,
giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo,
tempi e la metà di un tempo,
quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo.
Io udii bene,
ma non compresi,
e dissi: "Mio Signore,
quale sarà la fine di queste cose?".
Egli mi rispose: "Va',
Daniele,
queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.
Molti saranno purificati,
resi candidi,
integri,
ma gli empi agiranno ampiamente: nessuno degli empi intenderà queste cose,
ma i saggi le intenderanno.
Ora,
dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l'abominio della desolazione,
ci saranno milleduecentonovanta giorni.
Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni.
Tu,
va' pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla fine dei giorni".
Daniele 11,40-12,13)
Vecchio Testamento
Note: 11,40 Il re del mezzogiorno,
secondo alcuni studiosi,
sarebbe una coalizione di paesi arabi alleata dei russi al tempo dell’ultima guerra,
quella di Armaghedòn.
Il re del settentrione sarebbe la coalizione russa.
12,7
Un tempo,
tempi e la metà di un tempo: tre anni e mezzo.
" E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn."
Apocalisse di Giovanni (16,16)
Nuovo Testamento
Note: 16,16 Armaghedòn: consulta il Glossario alla voce Armaghedòn.
Le tenebre,
i segni nel cielo e nel sole
" Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
" Vangelo secondo Matteo 24,29)
Nuovo Testamento
" Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: "Andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio"… Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre.
Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore…"
Apocalisse di Giovanni 16,1-16,10)
Nuovo Testamento
La Grande Tribolazione
"Nel giorno dell’ira del Signore e al fuoco della sua gelosia tutta la terra sarà consumata,
poiché farà improvvisa distruzione di tutti gli abitanti della terra."
Vecchio Testamento
" Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione,
di cui parlò il profeta Daniele,
stare nel luogo santo -
chi legge comprenda -,
allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti,
chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa,
e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.
Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni.
Pregate perché la vostra fuga non accada d'inverno o di sabato.
Poiché vi sarà allora una tribolazione grande,
quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora,
né mai più ci sarà.
E se quei giorni non fossero abbreviati,
nessun vivente si salverebbe;
ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati.
" Vangelo secondo Matteo 24,15-24,22)

Nuovo Testamento
"Il giorno del Signore verrà come un ladro;
allora i cieli con fragore passeranno,
gli elementi consumati dal calore si dissolveranno e la terra con quanto c’è in essa sarà distrutta.
…E poi,
secondo la sua promessa,
noi aspettiamo nuovi cieli ed una terra nuova,
nei quali avrà stabile dimora la giustizia."
Seconda lettera di Pietro 3,10-3,13)
Nuovo Testamento
" Quando l'Agnello aprì il sesto sigillo,
vidi che vi fu un violento terremoto.
Il sole divenne nero come sacco di crine,
la luna diventò tutta simile al sangue,
le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra,
come quando un fico,
sbattuto dalla bufera,
lascia cadere i fichi immaturi.
Il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto.
Allora i re della terra e i grandi,
i capitani,
i ricchi e i potenti,
e infine ogni uomo,
schiavo o libero,
si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti;
e dicevano ai monti e alle rupi: Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello,
perché è venuto il gran giorno della loro ira,
e chi vi può resistere?"
Apocalisse di Giovanni 6,12-6,17)

Nuovo Testamento
"…Appena il primo suonò la tromba,
grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra.
Un terzo della terra fu arso,
un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò.
Il secondo angelo suonò la tromba: come una gran montagna di fuoco fu scagliata nel mare.
Un terzo del mare divenne sangue,
un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.
Il terzo angelo suonò la tromba e cadde dal cielo una grande stella,
ardente come una torcia,
e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque.
11La stella si chiama Assenzio;
un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono per quelle acque,
perché erano divenute amare.
Il quarto angelo suonò la tromba e un terzo del sole,
un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e si oscurò: il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.
13Vidi poi e udii un'aquila che volava nell'alto del cielo e gridava a gran voce: "Guai,
guai,
guai agli abitanti della terra al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!"
Apocalisse di Giovanni 8,7-8,13)
Nuovo Testamento
" Il quinto angelo suonò la tromba e vidi un astro caduto dal cielo sulla terra.
Gli fu data la chiave del pozzo dell'Abisso;
egli aprì il pozzo dell'Abisso e salì dal pozzo un fumo come il fumo di una grande fornace,
che oscurò il sole e l'atmosfera.
3Dal fumo uscirono cavallette che si sparsero sulla terra e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra.
4E fu detto loro di non danneggiare né erba né arbusti né alberi,
ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte.
5Però non fu concesso loro di ucciderli,
ma di tormentarli per cinque mesi,
e il tormento è come il tormento dello scorpione quando punge un uomo.
6In quei giorni gli uomini cercheranno la morte,
ma non la troveranno;
brameranno morire,
ma la morte li fuggirà.
Queste cavallette avevano l'aspetto di cavalli pronti per la guerra.
Sulla testa avevano corone che sembravano d'oro e il loro aspetto era come quello degli uomini.
Avevano capelli,
come capelli di donne,
ma i loro denti erano come quelli dei leoni.
Avevano il ventre simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali
come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all'assalto.
Avevano code come gli scorpioni,
e aculei.
Nelle loro code il potere di far soffrire gli uomini per cinque mesi.
Il loro re era l'angelo dell'Abisso,
che in ebraico si chiama Perdizione,
in greco Sterminatore.
…Il sesto angelo suonò la tromba.
Allora udii una voce dai lati dell'altare d'oro che si trova dinanzi a Dio.
E diceva al sesto angelo che aveva la tromba: "Sciogli i quattro angeli incatenati sul gran fiume Eufràte".
Furono sciolti i quattro angeli pronti per l'ora,
il giorno,
il mese e l'anno per sterminare un terzo dell'umanità.
Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni;
ne intesi il numero.
17Così mi apparvero i cavalli e i cavalieri: questi avevano corazze di fuoco,
di giacinto,
di zolfo.
Le teste dei cavalli erano come le teste dei leoni e dalla loro bocca usciva fuoco,
fumo e zolfo.
18Da questo triplice flagello,
dal fuoco,
dal fumo e dallo zolfo che usciva dalla loro bocca,
fu ucciso un terzo dell'umanità.
La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code;
le loro code sono simili a serpenti,
hanno teste e con esse nuocciono.
Il resto dell'umanità che non perì a causa di questi flagelli,
non rinunziò alle opere delle sue mani;
non cessò di prestar culto ai demòni e agli idoli d'oro,
d'argento,
di bronzo,
di pietra e di legno,
che non possono né vedere,
né udire,
né camminare;
non rinunziò nemmeno agli omicidi,
né alle stregonerie,
né alla fornicazione,
né alle ruberie.
" Apocalisse di Giovanni 9,1-9,21)

Nuovo Testamento
" Udii poi una gran voce dal tempio che diceva ai sette angeli: "Andate e versate sulla terra le sette coppe dell'ira di Dio".
Partì il primo e versò la sua coppa sopra la terra;
e scoppiò una piaga dolorosa e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia
e si prostravano davanti alla sua statua.
Il secondo versò la sua coppa nel mare che diventò sangue come quello di un morto
e perì ogni essere vivente che si trovava nel mare.
Il terzo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque,
e diventarono sangue…
… Il quarto versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco.
E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli,
invece di ravvedersi per rendergli omaggio.
10Il quinto versò la sua coppa sul trono della bestia e il suo regno fu avvolto dalle tenebre.
Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e 11bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe,
invece di pentirsi delle loro azioni.
Il sesto versò la sua coppa sopra il gran fiume Eufràte e le sue acque furono prosciugate
per preparare il passaggio ai re dell'oriente.
Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi,
simili a rane: sono fatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente.
Ecco,
io vengo come un ladro.
Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne.
E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.
Il settimo versò la sua coppa nell'aria e usci dal tempio,
dalla parte del trono,
una voce potente che diceva: "E’ fatto!".
Ne seguirono folgori,
clamori e tuoni,
accompagnati da un grande terremoto,
di cui non vi era mai stato l'uguale da quando gli uomini vivono sopra la terra.
La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni.
Dio si ricordò di Babilonia la grande,
per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente.
Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono.
E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini,
e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine,
poiché era davvero un grande flagello.
" Apocalisse di Giovanni 16,1-16,21)

Nuovo Testamento
Note: 16,16 Armaghedòn: consulta il Glossario alla voce Armaghedòn.
L’Anticristo e le due Bestie,
la statua e il marchio della Bestia
"venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell'Altissimo
e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.
23Egli dunque mi disse: "La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra un quarto regno
d iverso da tutti gli altri e divorerà tutta la terra,
la stritolerà e la calpesterà.
Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di loro ne seguirà un altro,
diverso dai precedenti: abbatterà tre re e proferirà insulti contro l'Altissimo e distruggerà i santi dell'Altissimo;
penserà di mutare i tempi e la legge;
i santi gli saranno dati in mano per un tempo,
più tempi e la metà di un tempo.
26Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere,
quindi verrà sterminato e distrutto completamente.
Allora il regno,
il potere e la grandezza di tutti i regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell'Altissimo,
il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e obbediranno".
" Daniele 7,22-7,27)
Vecchio Testamento
Note: 7,25 Un tempo,
più tempi e la metà di un tempo: tre anni e mezzo.
"…il popolo di un principe che verrà distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un'inondazione e,
fino alla fine,
guerra e desolazioni decretate.
Egli stringerà una forte alleanza con molti per una settimana e,
nello spazio di metà settimana,
farà cessare il sacrificio e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio dalla desolazione e ciò sarà sino alla fine,
fino al termine segnato sul devastatore…"
Daniele 9,26-9,27)

Vecchio Testamento
" Nessuno vi inganni in alcun modo!
Prima [della seconda venuta di Cristo]
infatti dovrà venire l’apostasia e dovrà essere rivelato l’uomo iniquo,
il figlio della perdizione,
colui che si contrappone e s’innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto,
fino a sedere nel tempio di Dio,
additando se stesso come Dio.
Non ricordate che,
quando ancora ero vivo tra di voi,
venivo dicendo queste cose?
6E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione,
che avverrà nella sua ora.
7Il mistero dell’iniquità è già in atto,
ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene.
Solo allora sarà rivelato l’empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca
e lo annienterà all’apparire della sua venuta,
l’iniquo,
la cui venuta avverrà nella potenza di satana,
con ogni sorta di portenti,
di segni e prodigi menzogneri,
e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità
per essere salvi.
E per questo Dio invia loro una potenza d’inganno perché essi credano alla menzogna
e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità,
ma hanno acconsentito all’iniquità.
" Seconda lettera ai Tessalonicesi 2,3-2,12)

Nuovo Testamento
" Vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste,
sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo.
La bestia che io vidi era simile a una pantera,
con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone.
Il drago le diede la sua forza,
il suo trono e la sua potestà grande .
Una delle sue teste sembrò colpita a morte,
ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera presa d'ammirazione,
andò dietro alla bestia gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia dicendo: "Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?
".
Alla bestia fu data una bocca per proferire parole d'orgoglio e bestemmie,
con il potere di agire per quarantadue mesi.
6Essa aprì la bocca per proferire bestemmie contro Dio,
per bestemmiare il suo nome e la sua dimora,
contro tutti quelli che abitano in cielo.
Le fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli;
le fu dato potere sopra ogni stirpe,
popolo,
lingua e nazione.
L'adorarono tutti gli abitanti della terra,
il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello immolato"
Apocalisse di Giovanni 13,1-13,8)
Nuovo Testamento
" Vidi poi salire dalla terra un'altra bestia,
che aveva due corna,
simili a quelle di un agnello,
che però parlava come un drago.
Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti
ad adorare la prima bestia,
la cui ferita mortale era guarita.
Operava grandi prodigi,
fino a fare scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini.
Per mezzo di questi prodigi,
che le era permesso di compiere in presenza della bestia,
sedusse gli abitanti della terra dicendo loro di erigere una statua alla bestia
che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.
Le fu anche concesso di animare la statua della bestia sicché quella statua perfino parlasse e
potesse far mettere a morte tutti coloro che non adorassero la statua della bestia.
Faceva sì che tutti,
piccoli e grandi,
ricchi e poveri,
liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte;
e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio,
cioè il nome della bestia o il numero del suo nome.
Qui sta la sapienza.
Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo.
E tal cifra è seicentosessantasei.
" Apocalisse di Giovanni 13,11-13,18)
Nuovo Testamento
"…"Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o la mano,
10berrà il vino dell'ira di Dio…Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli,
e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome".
12Qui appare la costanza dei santi,
che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù.
" Apocalisse di Giovanni (14,
9-14,
12)
Nuovo Testamento La seconda venuta di Cristo " 29Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
30Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra,
e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.
31Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti,
da un estremo all'altro dei cieli.
" Vangelo secondo Matteo (24,
29-24,
31)
Nuovo Testamento La battaglia finale del Signore,
Armaghedòn " 1"E tu,
figlio dell'uomo,
profetizza contro Gog e annunzia: Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te,
Gog,
principe capo di Mesech e di Tubal.
2Io ti sospingerò e ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti farò salire e ti condurrò sui monti d'Israele.
3Spezzerò l'arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce dalla tua mano destra.
4Tu cadrai sui monti d'Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci d'ogni specie e alle bestie selvatiche.
5Tu sarai abbattuto in aperta campagna,
perché io l'ho detto.
Oracolo del Signore Dio.
6Manderò un fuoco su Magòg e sopra quelli che abitano tranquilli le isole: sapranno che io sono il Signore.
7Farò conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo Israele,
e non permetterò che il mio santo nome sia profanato;
le genti sapranno che io sono il Signore,
santo in Israele.
8Ecco,
questo avviene e si compie -
parola del Signore Dio -
: è questo il giorno di cui ho parlato.
9Gli abitanti delle città d'Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno armi,
scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette anni.
10Non andranno a prendere la legna nei campi e neppure a tagliarla nei boschi perché faranno il fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano spogliati e deprederanno coloro che li avevano saccheggiati.
Parola del Signore Dio.
11In quel giorno assegnerò a Gog come sepolcro un luogo famoso in Israele,
la valle di Abarìm,
a oriente del mare: essa chiude il passo ai viandanti.
Lì sarà sepolto Gog e tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamerà Valle della moltitudine di Gog.
12La casa di Israele darà loro sepoltura per sette mesi per purificare il paese.
13Lì seppellirà tutto il popolo del paese e sarà per loro glorioso il giorno in cui manifesterò la mia gloria.
Parola del Signore Dio.
14Saranno scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per seppellire con l'aiuto dei viandanti quelli che son rimasti a fior di terra,
per renderla pura;
cominceranno le ricerche alla fine del settimo mese.
15Quando percorrendo il paese vedranno ossa umane,
vi porranno un segnale,
finché i becchini non le seppelliscano nella valle della moltitudine di Gog: 16Hamonà sarà chiamata la città.
Così purificheranno il paese.
17A te,
figlio dell'uomo,
dice il Signore Dio: Annunzia agli uccelli di ogni specie e a tutte le bestie selvatiche: Radunatevi,
venite;
raccoglietevi da ogni parte sul sacrificio che offro a voi,
sacrificio grande,
sui monti d'Israele.
Mangerete carne e berrete sangue,
18mangerete carne d'eroi,
berrete sangue di prìncipi del paese: montoni,
agnelli,
capri e tori grassi di Basàn,
tutti.
19Mangerete grasso a sazietà e berrete fino all'ebbrezza il sangue del sacrificio che preparo per voi.
20Alla mia tavola vi sazierete di cavalli e cavalieri,
di eroi e di guerrieri d'ogni razza.
Parola del Signore Dio.
21Fra le genti manifesterò la mia gloria e tutte le genti vedranno la giustizia che avrò fatta e la mano che avrò posta su di voi.
22La casa d'Israele da quel giorno in poi saprà che io,
il Signore,
sono il loro Dio.
23Le genti sapranno che la casa d'Israele per la sua iniquità era stata condotta in schiavitù,
perché si era ribellata a me e io avevo nascosto loro il mio volto e li avevo dati in mano ai loro nemici,
perché tutti cadessero di spada.
24Secondo le loro nefandezze e i loro peccati io li trattai e nascosi loro la faccia.
25Perciò così dice il Signore Dio: Ora io ristabilirò la sorte di Giacobbe,
avrò compassione di tutta la casa d'Israele e sarò geloso del mio santo nome.
26Quando essi abiteranno nella loro terra tranquilli,
senza che alcuno li spaventi,
si vergogneranno di tutte le ribellioni che hanno commesse contro di me.
27Quando io li avrò ricondotti dalle genti e li avrò radunati dalle terre dei loro nemici e avrò mostrato in loro la mia santità,
davanti a numerosi popoli,
28allora sapranno che io,
il Signore,
sono il loro Dio,
poiché dopo averli condotti in schiavitù fra le genti,
li ho radunati nel loro paese e non ne ho lasciato fuori neppure uno.
29Allora non nasconderò più loro il mio volto,
perché diffonderò il mio spirito sulla casa d'Israele".
Parola del Signore Dio.
" Ezechiele (39,
1-39,
29)
Vecchio Testamento Note: 39,
1 Alcuni esegeti,
in alcuni loro recenti studi,
ipotizzano che il "Gog di Magog" biblico rappresenti la coalizione militare di stati che dovrebbe dare inizio alla guerra di Armaghedòn.
Questa coalizione potrebbe essere composta,
con buona probabilità,
dalla Russia e da alcuni paesi dell’ex Patto di Varsavia i quali riceveranno il supporto militare anche di altre nazioni alleate (forse alcuni paesi islamici e comunisti)
.
Studiando antiche mappe,
si è potuto appurare che Mesech e Tubal sono località situate nei territori dell’attuale ex-Unione Sovietica.
(cfr.
con introduzione)
.
" 11Poi vidi il cielo aperto,
ed ecco un cavallo bianco;
colui che lo cavalca si chiama "Fedele" e "Verace": egli giudica e combatte con giustizia.
12I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco,
ha sul suo capo molti diademi;
porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui.
13E’ avvolto in un mantello intriso di sangue,
e il suo nome è Verbo di Dio.
14Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi,
vestiti di lino bianco e puro.
15Dalla bocca gli esce una spada affilata per colpire con essa le genti.
Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell'ira furiosa del Dio onnipotente.
16Un nome porta scritto sul mantello e sul femore: Re dei re e Signore dei signori.
17Vidi poi un angelo,
ritto sul sole,
che gridava a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: "Venite,
radunatevi al grande banchetto di Dio.
18Mangiate le carni dei re,
le carni dei capitani,
le carni degli eroi,
le carni dei cavalli e dei cavalieri e le carni di tutti gli uomini,
liberi e schiavi,
piccoli e grandi".
19Vidi allora la bestia e i re della terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era seduto sul cavallo e contro il suo esercito.
20Ma la bestia fu catturata e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia e ne avevano adorato la statua.
Ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco,
ardente di zolfo.
21Tutti gli altri furono uccisi dalla spada che usciva di bocca al Cavaliere;
e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.
" Apocalisse di Giovanni (19,
11-19,
21)
Nuovo Testamento La grande vittoria del Signore,
la pace universale e il Regno dei mille anni " 1Ecco,
viene un giorno per il Signore;
allora le tue spoglie saranno spartite in mezzo a te.
Il Signore radunerà tutte le genti contro Gerusalemme per la battaglia;
la città sarà presa,
le case saccheggiate,
le donne violate,
una metà della cittadinanza partirà per l'esilio,
ma il resto del popolo non sarà strappato dalla città.
3Il Signore uscirà e combatterà contro quelle nazioni,
come quando combattè nel giorno della battaglia.
In quel giorno i suoi piedi si poseranno sopra il monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente,
e il monte degli Ulivi si fenderà in due,
da oriente a occidente,
formando una valle molto profonda;
una metà del monte si ritirerà verso settentrione e l'altra verso mezzogiorno.
Sarà ostruita la valle fra i monti,
poiché la nuova valle fra i monti giungerà fino ad Asal;
sarà ostruita come fu ostruita durante il terremoto,
avvenuto al tempo di Ozia re di Giuda.
Verrà allora il Signore mio Dio e con lui tutti i suoi santi.
6In quel giorno,
non vi sarà né luce né freddo,
né gelo: 7sarà un unico giorno,
il Signore lo conosce;
non ci sarà né giorno né notte;
verso sera risplenderà la luce.
In quel giorno acque vive sgorgheranno da Gerusalemme e scenderanno parte verso il mare orientale,
parte verso il Mar Mediterraneo,
sempre,
estate e inverno.
9Il Signore sarà re di tutta la terra e ci sarà il Signore soltanto,
e soltanto il suo nome.
10Tutto il paese si trasformerà in pianura da Gàbaa fino a Rimmòn nel Negheb;
Gerusalemme si eleverà e sarà abitata nel luogo dov'è,
dalla porta di Beniamino fino al posto della prima porta,
cioè fino alla porta dell'Angolo,
e dalla torre di Cananeèl fino ai torchi del re.
Ivi abiteranno: non vi sarà più sterminio e Gerusalemme se ne starà tranquilla e sicura.
Questa sarà la piaga con cui il Signore colpirà tutti i popoli che avranno mosso guerra a Gerusalemme: imputridiranno le loro carni,
mentre saranno ancora in piedi;
i loro occhi marciranno nelle orbite;
la lingua marcirà loro in bocca.
In quel giorno vi sarà per opera del Signore un grande tumulto tra di loro: uno afferrerà la mano dell'altro e alzerà la mano sopra la mano del suo amico.
Anche Giuda combatterà in Gerusalemme e là si ammasseranno le ricchezze di tutte le nazioni vicine: oro,
argento e vesti in grande quantità.
15Di piaga simile saranno colpiti i cavalli,
i muli,
i cammelli,
gli asini e tutte le bestie degli accampamenti.
Allora fra tutte le genti che avranno combattuto contro Gerusalemme,
i superstiti andranno ogni anno per adorare il re,
il Signore degli eserciti,
e per celebrare la solennità delle capanne.
Se qualche stirpe della terra non andrà a Gerusalemme per adorare il re,
il Signore degli eserciti,
su di essa non ci sarà pioggia.
Se la stirpe d'Egitto non salirà e non vorrà venire,
sarà colpita dalla stessa pena che il Signore ha inflitta alle genti
che non sono salite a celebrare la festa delle capanne.
Questo sarà il castigo per l'Egitto e per tutte le genti che non saliranno a celebrare la festa delle capanne.
In quel tempo anche sopra i sonagli dei cavalli si troverà scritto: "Sacro al Signore",
e le caldaie nel tempio del Signore saranno come bacini che sono davanti all'altare.
Anzi,
tutte le caldaie di Gerusalemme e di Giuda saranno sacre al Signore,
re degli eserciti;
quanti vorranno sacrificare verranno e le adopereranno per cuocere carni.
In quel giorno non vi sarà neppure un Cananeo nella casa del Signore degli eserciti.
" Zaccaria 14,1-14,21)
Vecchio Testamento
" Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli,
si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti,
ed egli separerà gli uni dagli altri,
come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite,
benedetti del Padre mio,
ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
" Vangelo secondo Matteo 24,31-24,34)
Nuovo Testamento
" 1Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell'Abisso e una gran catena in mano.
Afferrò il dragone,
il serpente antico -
cioè il diavolo,
satana -
e lo incatenò per mille anni;
3lo gettò nell'Abisso,
ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui,
perché non seducesse più le nazioni,
fino al compimento dei mille anni.
Dopo questi dovrà essere sciolto per un po' di tempo.
Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare.
Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio,
e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano.
Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni;
gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni.
Questa è la prima risurrezione.
Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione.
Su di loro non ha potere la seconda morte,
ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni.
" Apocalisse di Giovanni 20,1-20,6)

Nuovo Testamento
Il Giudizio Finale
" Quando i mille anni saranno compiuti,
satana verrà liberato dal suo carcere 8e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra,
Gog e Magòg,
per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare.
9Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d'assedio l'accampamento dei santi e la città diletta.
Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò.
10E il diavolo,
che li aveva sedotti,
fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo,
dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.
Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso.
Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé.
Poi vidi i morti,
grandi e piccoli,
ritti davanti al trono.
Furono aperti dei libri.
Fu aperto anche un altro libro,
quello della vita.
I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri,
ciascuno secondo le sue opere.
Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti
da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere.
Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco.
Questa è la seconda morte,
lo stagno di fuoco.
E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.
" Apocalisse di Giovanni 20,7-20,15)
Nuovo Testamento
NOTE
I commenti e le precisazioni che abbiamo inserito all'interno dei testi biblici riportati in questa pagina,
sono stati scritti -
al fine di distinguerli meglio da questi ultimi -
in corsivo e fra parentesi quadre.
Le profezie bibliche sul Messia


i seguenti tre capitoli sono stati tratti dal libro "Profezia messianica" di Roger Liebi © 1989 Diffusione Letteratura Cristiana,
Berneck/Firenze Introduzione

Per potersi occupare,
nei particolari,
della profezia messianica,
devono essere esposte,
dapprima,
alcune considerazioni sulla formazione dell'Antico Testamento (AT)
e sulla sua trasmissione fino a noi.
L'AT fu scritto in uno spazio di tempo oltrepassante i 1100 anni;
cioè dal tempo di Mosè,
1500 avanti Cristo (a.C.
)
circa,
fino al tempo del profeta Malachia,
420 a.C. circa.
Leggendo l'AT suscitano profonda impressione il desiderio e l'attesa ardenti di un futuro Salvatore,
l'Unto,
il Messia (= il Re consacrato dall'unzione sacra)
,
che doveva eliminare i problemi di fondo dell'umanità e stabilire una giustizia eterna.
Questo Messia promesso viene descritto fin nei minimi particolari negli scritti dell'AT.
Però,
meraviglia trovare in molti libri dell'AT dichiarazioni concernenti un «Messia sofferente»,
che doveva essere odiato,
respinto e ucciso in modo crudele dal suo stesso popolo,
mentre egli soffrirebbe per i peccati di molti.
D'altra parte,
l'AT parla di un «Messia trionfante»,
che alla sua venuta,
deve instaurare un glorioso regno di pace per il mondo intero.
L'apparente paradosso è di facile soluzione,
se si pensa che queste due descrizioni differenti illustrano due apparizioni del medesimo Messia,
ma concernono eventi distinti per tempi diversi.
Le profezie del «Messia trionfante» concernono ancora l'avvenire;
mentre quelle del «Messia sofferente» hanno avuto già nel passato il loro pieno adempimento.

Si tratta,
al riguardo,
di più di 330 profezie assai esatte ed estremamente differenziate.
Nelle prossime pagine verrà dimostrato irrefutabilmente e su basi storiche,
che tali profezie si sono adempiute letteralmente in Gesù di Nazaret,
personaggio storico.
Ma prima deve essere esposto come risulti davvero impossibile che queste profezie siano falsificazioni inserite in epoca posteriore.

Negli anni 1947 e seguenti,
furono scoperti,
in numerose grotte di Qumran,
sul Mar Morto,
manoscritti biblici,
che hanno sollevato indicibile meraviglia in tutto il mondo.
Questi manoscritti,
che in parte risalgono ad anni precedenti l'era cristiana,
contengono tutti i libri dell'AT,
ad eccezione del libro di Ester.
Poiché una gran parte delle profezie messianiche si trova nel libro del veggente Isaia,
la scoperta di un rotolo completo di questo profeta assunse la massima importanza.
Il testo è scritto su pergamena di pelle di capra,
in ebraico non vocalizzato.
Il rotolo,
composto di 15 pezzi di pelle cuciti insieme,
è lungo 7,
34 metri e largo 26 centimetri.
Il suo straordinario grado di conservazione è davvero sensazionale.
Il professor Andre Lamorte scrive a proposito dell'età di questo testo: «Il rotolo completo di Isaia è considerato oggi,
e definitivamente,
copiato prima dell'era cristiana.
I pareri degli esperti in materia di datazione variano,
generalmente,
fra l'inizio del 1° secolo e la fine del 2° secolo a.C.»1 Poiché tutte le profezie messianiche del libro di Isaia si trovano in questo rotolo,
è assolutamente impossibile dubitare della loro genuinità.
Ora questo rotolo si trova in possesso del giovane Stato di Israele.
Esso fu pure fotografato in grandezza naturale e pubblicato per intero.
Perciò,
in tal forma è ora accessibile ad ogni interessato,
nel libro «Scrolls from Qumran Cave I»2.
La genuinità delle profezie messianiche negli altri libri dell'AT,
può essere altresì dimostrata con i manoscritti del Mar Morto.
Frank Moore Cross scrive nel suo libro «L'antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica»,
che il ritrovamento dei manoscritti di Qumran rende impossibile ritenere un qualsiasi libro dei profeti anteriori o dei posteriori (per tacere del tutto del Pentateuco)
scritto più tardi dei primi anni del 2° secolo a.C.3.
Dei profeti anteriori fanno parte i libri di Giosuè,
Giudici,
1.
e 2.
Samuele e 1.
e 2.
Re;
dei profeti posteriori i libri di Isaia,
Geremia,
Ezechiele,
Osea,
Gioele,
Amos,
Abdia,
Giona,
Michea,
Nahum,
Habacuc,
Aggeo,
Zaccaria e Malachia.
Il Pentateuco comprende i cinque libri di Mosè.
Con ciò appare in modo lampante che nessun passo di questi libri può essere ancora messo in dubbio.
Poiché in seguito verranno richiamate anche molte profezie messianiche contenute nei Salmi,
deve essere attirata l'attenzione segnatamente sul ritrovamento del manoscritto di un salterio risalente al 2° secolo a.C.4 Del libro del profeta Daniele sono venuti alla luce numerosi frammenti.
Per mezzo della paleografia,
un manoscritto della grotta IV è stato datato alla fine del 2° secolo a.C.4a Oltre a questi ritrovamenti di manoscritti,
vi è ancora un'altra prova della genuinità delle profezie messianiche: l'esistenza della traduzione alessandrina dell'AT.
Verso il 285 a.
C,
il re egizio Tolomeo Filadelfio ordinò una versione integrale dell'AT in greco.
Secondo la tradizione,
hanno lavorato a questa trasposizione 72 studiosi ebrei,
per cui essa porta anche il nome di Septuaginta (LXX)
o dei Settanta.
L'ebreo Aristobulo scrisse ai primi del 2° secolo a.C. che la traslazione della Legge in greco fu completata regnando Tolomeo Filadelfio.
5 L'espressione «Legge» indica i cinque libri di Mosè,
ma può anche servire a indicare tutto l'AT.
6 Secondo la testimonianza di Aristobulo è possibile che questa versione dell'intero AT fosse disponibile già alla fine del 3° secolo a.C. Ad ogni modo è sicuro che era terminata già prima del 130 a.
C,
giacché dal prologo del libro apocrifo detto Siracide o Ecclesiastico,
compilato in detta epoca,
risulta chiaramente,
che allora la versione dei Settanta era terminata in ogni sua parte.
Vi si legge infatti: «Le cose dette in ebraico non hanno la medesima forza quando sono tradotte in altra lingua.
E non solamente questa opera,
ma anche la stessa legge,
i profeti e il resto dei libri conservano un vantaggio non trascurabile nel testo originale.
»7 L'espressione «la legge,
i profeti e il resto dei libri» viene usata quando si vuol far risaltare specialmente che si intende tutto l'AT.
Ancor oggi si dispone della versione alessandrina.
Ora,
se l'intero AT è stato già tradotto dall'ebraico in greco almeno nel 2° secolo a.
C,
come sarebbero potute essere state falsificate in esso le profezie messianiche?
Per poter affermare l'adempimento delle profezie messianiche,
è a disposizione un notevole numero di fonti storiche.
Grande importanza deve essere attribuita allo storico ebraico Giuseppe Flavio -
dal 37 al 100 dopo Cristo (d.C.
)
-
poiché nelle sue due opere «De bello Judaico» e «Antiquitates Judaicae» scrive molto sulla storia ebraica dal 175 a.C. al 70 d.C.
Anche le fonti e le testimonianze di Tacito (55 -
circa 118 d.C.
)
,
Tallo (verso il 52 d.
C)
,
Tertulliano (2° secolo d.
C)
,
Cassio Dione (2.
/3° secolo d.
C)
,
Giulio Africano (3° secolo d.C.
)
e del Talmud ebraico devono essere tenute di conto,
la più grande importanza deve,
però,
essere attribuita,
senza alcun dubbio,
agli scritti del Nuovo Testamento (NT)
.
Secondo Kurt Aland,
dirigente dell'Istituto tedesco-occidentale per lo studio del testo del Nuovo Testamento,
con sede a Miinster,
il NT è stato trasmesso con quasi 5300 manoscritti greci.
8 A questi vanno aggiunti poi circa 9000 manoscritti delle vecchie traduzioni e decine di migliaia di citazioni della Bibbia fatte dai cosiddetti Padri della Chiesa.
Questi testi garantiscono la trasmissione fedelissima del NT.
La differenza temporale fra la prima stesura originale e i più antichi manoscritti tramandati comporta solo 35-250 anni (per i classici greci e latini questa differenza comporta,
di regola,
900-1300 anni,
e tuttavia a nessuno verrebbe in mente di mettere in dubbio,
per tal motivo,
la loro fidatezza,
sebbene essi poggino su una base testuale enormemente più esile)
.
Dei quattro Evangeli,
tre furono scritti ancor prima della distruzione di Gerusalemme (70 d.
C)
: si tratta di Matteo,
Marco e Luca.
Dopo la loro compilazione,
questi Evangeli hanno avuto una diffusione rapida e forte.
Se alcuni fatti illustrati in detti Evangeli non fossero stati consoni alle realtà storiche,
la contraddizione sarebbe stata immediatamente sfruttata da parte ebraica contro il cristianesimo sorgente.
Ma poiché i fatti storici riportati negli Evangeli non erano in alcun modo contestabili,
la lotta contro i cristiani consistè anzitutto nella persecuzione fisica.
Del resto è impensabile che uomini alla guida del giudaismo contemporaneo,
come Nicodemo,
un membro del Sinedrio,
Saulo di Tarso,
o Apollo,
dottore della legge nato in Alessandria,
si facessero cristiani,
se questi ultimi avessero allora cercato di sostenere la loro fede con fatti erronei,
assurdi,
menzogneri o pseudostorici!
Gli scritti del NT,
che furono tutti compilati fra il 32 e il 96 d.C.
circa,
sono,
quindi,
di grandissima attendibilità.
Contro la profezia messianica viene spesso opposto l'argomento,
che il suo adempimento sarebbe dovuto solo al caso.
Ricorrendo al calcolo delle probabilità,
questa opinione può essere facilmente controbattuta.
Se per l'adempimento di una profezia si assume la probabilità 1:2 (in realtà,
però,
essa è minore di molto)
,
ne risulta per l'adempimento di 50 profezie una probabilità di 1:1125000000 000000000,
cioè esattamente una possibilità su 2a casi (due elevato ad a)
.
Ma poiché per le predizioni messianiche si tratta dell'adempimento di più di 330 profezie,
ne risulterebbe per tante previsioni la probabilità di 1:2,
187 x 1099!
La grandezza di questa cifra non è più rappresentabile;
ma se si pensa che l'intero universo conosciuto,
con un raggio che è stato valutato a 5 miliardi di anni luce,
dovrebbe contenere «solo» 1080 elettroni,
si ha almeno una possibilità di paragone molto interessante.
Da questo si vede che per le profezie messianiche non si può parlare di adempimento dovuto al caso.
9 Per concludere,
devono essere dette ancora alcune cose fondamentali sulla natura delle profezie messianiche,
cose di cui bisogna tener conto: 1.
Le profezie messianiche non si trovano solo nei profeti ma anche nella Legge di Mosè e negli altri scritti dell'AT.
2.
Si deve fare una differenza fra le profezie in cui: a)
Dio parla del suo Messia;
b)
uomini parlano del Messia,
o c)
parla il Messia stesso.
3.
Molte profezie dell'AT sono scritte non solo col tempo futuro ma anche usando il perfetto o il passato remoto,
per accentuare così la sicurezza dell'adempimento di tali profezie.
Si tratta esattamente del cosiddetto «perfetto profetico».
Questa espressione è un terminus technicus particolare alla grammatica ebraica.
9a 4.
Il «Messia sofferente» e il «Messia trionfante» possono essere trovati in un solo e medesimo passo dell'AT.
5.
L'autore della profezia messianica è JAHWE,
il Dio della Bibbia.
Il suo nome significa COLUI CHE E' ETERNO o COLUI CHE NON MUTA.
Si tratta quindi sempre della designazione dell'Essere per eccellenza e in senso assoluto.
Egli non è sottoposto ai mutamenti di passato,
presente e futuro,
perciò potè,
con la sua prescienza delle cose future,
far conoscere l'avvenire ai suoi profeti in modo infallibile.
La libera volontà e la libertà di decisione dell'uomo,
e la sua correlativa responsabilità,
non vengono escluse a causa della profezia messianica,
giacché JAHWE non le ha predestinate,
ma esclusivamente preconosciute.
Perciò la Bibbia parla della «prognosi» di Dio (vedasi 1 Pietro 1:2 e anche Romani 8:29)
,
cioè della prescienza,
della preconoscenza di Dio.
6.
Il NT mostra che tramite la profezia messianica può essere «dimostrato»,
nel vero senso della parola,
che Gesù di Nazaret è il Messia preannunciato.
Negli Atti degli Apostoli 9:22 è detto di Paolo e in Atti degli Apostoli 18:28 di Apollo,
che essi hanno applicato nei confronti degli Ebrei questo tipo di dimostrazione della fede cristiana.
Nel primo caso viene usata nel testo originario la parola «symbibazo» e nel secondo la parola «deiknymi».
«Symbibazo» indica una dimostrazione tramite conclusioni logiche tratte da una quantità di materiale apportato a prova.
«Deiknymi» designa una prova fatta con una esposizione evidente e chiara dei motivi di dimostrazione.
Non potrà mai essere accentuato abbastanza che nessuna religione diversa dal cristianesimo biblico conosce un tale genere di dimostrazione probante!

Primo capitolo Il momento della venuta del Messia 1.
Le settimane d'anni del profeta Daniele Il nono capitolo del profeta Daniele è di grande importanza per la profezia biblica.
In tale capitolo viene nominato il momento esatto della venuta del Messia,
dell'Unto,
come Capo.
Il significato dell'espressione «Settimane d'anni» La parola «Shabua» usata in ebraico corrisponde esattamente alla parola «Eptade».
Essa designa una «Composizione di sette» o una «Unità di sette».
Nel contesto di Daniele 9,
questa parola «Shabua»,
che altrimenti indica anche una settimana di sette giorni,
può avere solo il significato di una «Eptade di anni».
Per gli Ebrei del AT contare in settimane d'anni non era affatto cosa nuova.
Già nella Legge di Mosè,
Dio ordinò al popolo di Israele di contare con un ciclo di settimane d'anni.
Ogni sette anni,
la terra doveva essere lasciata incoltivata,
e ogni sette volte sette anni,
doveva essere celebrata la festa del giubileo (vedasi Levitico 25:1-7,
8-13)
.
Fondo storico Negli anni 606 a.C. e seguenti,
il re Nebucadnetsar menò i Giudei in cattività a Babilonia.
Gerusalemme,
la città magnifica,
fu completamente distrutta,
il tempio di Dio e i palazzi furono rasi al suolo o incendiati (vedasi 2.
Cronache 36)
.
L'esilio dei Giudei durò settanta anni,
come aveva predetto Geremia (Geremia 25:11-12)
.
Daniele si trovò allora pure fra i deportati e operò in tal tempo come profeta.
La data del decreto della ricostruzione di Gerusalemme.
Dal primo verso del nono capitolo di Daniele risulta,
che la seguente profezia in vista del Messia risale all'anno 536 a.C. (I anno di regno del sovrano dei Medi Dario,
figlio di Assuero (= ca.
536 a.
C)
,
un tempo quindi in cui Gerusalemme giaceva distrutta.
Nei versi 25 e 26 si legge: «Sappilo dunque,
e intendi!
Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un Unto (Messia)
,
di un Capo,
vi sono sette settimane e sessantadue settimane.
Essa sarà restaurata e ricostruita,
piazze e mura,
ma in tempi angosciosi.
Dopo le sessantadue settimane,
un Unto sarà soppresso,
nessuno sarà per lui.
E il popolo d'un capo che verrà,
distruggerà la città e il santuario ...
» (Versione Elberfeld in tedesco;
Diodati e altre)
.
Per dare all'esattezza di questa citazione di Daniele ancora maggior peso,
riportiamo questa profezia anche in una traduzione letterale dall'ebraico: «VETDA' VETASKEL MIN MOZA DABAR LEHASHIB VELIBNOTH JERUSHALAJIM 'AD MASHIACH NAGID SHABU'IM SHIB'AH VESHAVUIM SHISHSHIM USHENAJIM TASHUB VENIBNETAH RECHOB VECHARUZ UBEZOQ HA'ITTIM VE'ACHARE HASHSHABU'IM SHISHSHIM USHENAJIM JIKKARET MASHIACH VE'EN LO.
VEHA'IR VEHAQQODESH JASH'CHIT 'AM NAGID HABBA» «Sappilo dunque e intendi!
Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparire di un Unto (Messia)
,
di un Capo,
vi sono settimane sette e settimane sessanta due.
Essa sarà restaurata e ricostruita,
piazze e mura,
ma in angosciosi tempi.
Dopo le settimane sessanta due sarà soppresso un Unto (Messia)
,
nessuno sarà per lui.
E la città e il santuario distruggerà il popolo d'un capo che verrà.
» Dal momento in cui sarà uscito l'ordine di restaurare e riedificare la città,
fino al momento in cui deve apparire l'Unto,
il Capo,
devono trascorrere 69 settimane di anni (483 anni)
.
In Neemia 2:1-8 viene descritta esattamente l'emanazione di questo decreto che è di grande importanza per la storia del popolo di Israele: «L'anno ventesimo del re Artaserse,
nel mese di Nisan,
come il vino stava dinanzi al re,
io presi il vino e glielo porsi.
Or io non ero mai stato triste in sua presenza.
E il re mi disse: Perché hai l'aspetto triste?
Eppure non sei malato;
non può essere altro che un'afflizione del cuore.
Allora io ebbi grandissima paura,
e dissi al re: Viva il re in eterno!
Come potrebbe il mio aspetto non essere triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è distrutta e le sue porte son consumate dal fuoco?
E il re mi disse: Che cosa domandi?
Allora io pregai l'Iddio del cielo;
poi risposi al re: Se così piace al re e il tuo servo ha incontrato favore agli occhi tuoi,
mandami in Giudea,
nella città dove sono i sepolcri dei miei padri,
perché io la riedifichi.
E il re che avea la regina seduta allato,
mi disse: Quanto durerà il tuo viaggio?
e quando ritornerai?
La cosa piacque al re,
ei mi lasciò andare,
e io gli fissai un termine di tempo.
Poi dissi al re: Se così piace al re,
mi si diano delle lettere per i governatori d'oltre il fiume affinchè mi lascino passare ed entrare in Giudea,
e una lettera per Asaf,
guardiano del parco del re,
affinchè mi dia del legname per costruire le porte del castello annesso alla casa dell'Eterno,
per le mura della città,
e per la casa che abiterò io.
E il re mi diede le lettere,
perché la benefica mano del mio Dio era su me.
» La data del decreto di ricostruzione risulta da Neemia 2,
1: «L'anno ventesimo del re Artaserse,
nel mese di Nisan.
» Il re Artaserse I Longimano regnò dal 465 al 423 a.C. L'anno ventesimo del suo regno corrisponde all'anno 445 a.C. Il mese di Nisan cade,
così come noi contiamo il tempo,
nei mesi di marzo/aprile.
Perciò,
per gli Ebrei dell'AT,
il passo di Daniele 9 aveva il seguente significato: Dalla data del decreto di ricostruzione di Gerusalemme (marzo/aprile 445 a.
C)
,
devono essere contati 483 anni,
e quindi apparirebbe il Capo,
l'Unto,
il Messia.
Perciò ora deve essere ricercata la data esatta in cui Gesù fece la sua apparizione di Capo in Israele (giacché questo punto è evidenziato in Daniele 9:25)
.
La data dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme Al suo ingresso in Gerusalemme,
Gesù fu festeggiato dal popolo ebraico come re e Messia.
Gesù cominciò il suo servizio pubblico nel 15.
anno di regno dell'imperatore Tiberio (vedasi Luca 3,
1)
.
L'imperatore Tiberio regnò dal 14 al 37 d.C.
Quindi il 15.
anno del suo regno fu il 29 d.C.
L'attività pubblica di Gesù durò tre anni circa.
In Giovanni 2:13;
6:4;
11:55 è scritto di tre feste di Pasqua,
alle quali Gesù prese parte.
Luca 13:7 parla direttamente dei tre anni della sua missione pubblica.
Giovanni 12:1 dice che Gesù venne a Betania sei giorni prima della Pasqua dei Giudei (nell'anno 32 d.
C)
.
I versi 12 e seguenti riportano che l'ingresso di Gesù in Gerusalemme,
durante il quale egli fu festeggiato come Capo,
ebbe luogo il giorno seguente.
Il quinto giorno prima della Pasqua dei Giudei cade perciò secondo il calendario ebraico nel mese di Nisan dell'anno 32 d.C.
(la Pasqua dei Giudei ricorreva sempre nel mese di Nisan)
.
Così sono noti i punti,
iniziale e finale,
delle 69 settimane d'anni: l'anno 445 a.C. (marzo/aprile)
e l'anno 32 d.C.
(marzo/aprile)
.
Durata delle 69 settimane d'anni L'anno profetico dura nella Bibbia 360 giorni9b,
(vedasi Apocalisse 11:3 e Apocalisse 12:14,
dove 3 anni e mezzo corrispondono a 1260 giorni.
Quindi un anno biblico ha 360 giorni)
.
Così le 69 settimane di anni corrispondono a 173880 giorni (69x7x360)
.
Questo periodo di tempo doveva quindi trovarsi fra le suddette date.
Se adesso si pone mente al fatto,
non troppo noto,
che nella storia,
al contrario dell'astronomia,
non vi è un anno zero (fra 1' 1 prima e 1' 1 dopo Cristo vi è solo un anno)
,
non è più difficile costatare che fra marzo/aprile 445 a.C. e marzo/aprile 32 d.
C,
vi sono esattamente i 173880 giorni.

Conseguenze

La profezia di Daniele 9 ha trovato adempimento in modo sorprendentemente esatto.
E questa è solo una di almeno 330 profezie!
Naturalmente ad una tale esattezza fa riscontro sempre lo scetticismo.
Ma non si dovrebbe incorrere con Daniele 9 nello stesso errore in cui cadde il neoplatonico Porfirio (300 d.
C)
,
il quale nel suo 12° libro contro i cristiani dichiarò che il capitolo 11 del profeta Daniele era falso,
asserendo che conteneva profezie troppo esatte.

Conferma storica della profezia biblica

Se si volesse porre in dubbio la profezia di Daniele 9,
poiché il testo stesso,
come pure la data del decreto della ricostruzione di Gerusalemme non possono essere attaccati (ritrovamenti a Qumran e traduzione dei Settanta)
,
sarebbe possibile farlo solo se fosse falsa la data dell'apparizione di Gesù in Israele.
Ma da più fonti extrabibliche risulta chiaramente che Gesù visse al tempo dell'imperatore Tiberio e del procuratore romano Ponzio Pilato,
e nello stesso tempo morì (26-36 d.
C)
.
Tacito,
un grande storico romano,
riporta nei suoi Annali (XV,
44)
: «...
persone,
che dal popolo minuto vengono detti Cristiani.
Il nome è in relazione con il quale fu giustiziato come malfattore dal procuratore Ponzio Pilato,
sotto il regno di Tiberio.
»10 Nella sua opera «Antichità giudaiche»,
Giuseppe Flavio scrive: «In tal tempo apparve Gesù,
un uomo sapiente...
E dopo che Pilato l'ebbe condannato a morte,
su istigazione dei nostri propri capi...
»11 E Tertulliano afferma nell'Apologia 5,
2: «Quindi Tiberio,
al tempo del quale fece la sua comparsa il nome di Cristiani,
rapportò su...
»12 Da queste testimonianze risulta chiaramente che Gesù fece la sua comparsa in Israele fra il 26 e il 36 d.C.
Dall'anno 445 a.C. fino al periodo del 26-36 d.
C,
le 69 settimane d'anni si inseriscono esattamente.
Anche se si tien presente la possibilità di una certa inesattezza delle cifre degli anni,
che noi abbiamo tratto dalla letteratura specializzata in materia,
risulta tuttavia chiaro che le settimane di anni dette da Daniele si inseriscono precisamente nel tempo da Artaserse a Tiberio.
Daniele 9 ha trovato adempimento!

A complemento

La suddivisione delle settimane di anni

Ci si chiede a ragione perché le 69 settimane di anni siano suddivise in 7 e 62 settimane di anni.
La spiegazione è la seguente: le prime 7 settimane di anni (49 anni)
si riferiscono alla durata del tempo della ricostruzione di Gerusalemme,
di cui in Daniele 9:25 è detto: «sarà ricostruita piazze e mura,
ma in tempi angosciosi.
» Le restanti 62 settimane di anni cominciarono immediatamente dopo il compimento della ricostruzione di Gerusalemme.
Questo fatto è molto importante.
Poiché come si potrebbe sapere altrimenti che col decreto di ricostruzione di Daniele 9 è inteso quello di Artaserse e non quello di Ciro dell'anno 536 a.C.?
(vedasi Isaia 44:28;
Esra 1)
.
Daniele 9 dice che nei primi 49 anni seguenti il decreto,
che è qui inteso,
la città di Gerusalemme dovrà essere ricostruita.
Ciò avvenne con Artaserse,
ma non con Ciro.
Così l'Ebreo dell'AT poteva sapere chiaramente che doveva cominciare a contare dal decreto dell'anno 445 a.
C per giungere alla venuta del Messia.

L'affermazione di Daniele 9:26
In Daniele 9:26 si legge che dopo le 69 settimane di anni il Messia «sarà soppresso,
nessuno sarà per lui».
Ma non vien detto quanto tempo dopo.
Tuttavia è noto che Gesù fu crocifisso pochi giorni dopo essersi presentato come Capo.
Spiegazione dell'espressione «Il popolo d'un capo che verrà» L'espressione «Il popolo d'un capo che verrà» si riferisce ai Romani,
che effettivamente in seguito alla crocifissione di Gesù distrassero la città e il tempio di Gerusalemme.
Questo fatto avvenne nel 70 d.C.
Una testimonianza oculare in merito si trova nel libro «De bello Judaico» scritto dallo storico Giuseppe Flavio.
Il noto rabbino Salomone Jarchi (1070-1105)
,
conosciuto col nome di Raschi,
estensore di un commento a 23 trattati del Talmud e all'intera Bibbia (AT)
disse,
ma non lui solo12a,
che in Daniele 9 sono preannunciati dolori che il popolo giudaico aveva avuto da sopportare nell'anno 70,
all'atto della distruzione di Gerusalemme,
essendo generale Tito.

Moshe Ben Maimon e Daniele 9
Il rabbino Moshe Ben Maimon (Mosè Maimonide,
1135-1204)
,
uno dei maggiori sapienti ebrei del Medioevo,
denominato il «secondo Mosè» per la straordinaria influenza da lui esplicata sul pensiero teologico ebraico,
si espresse in modo assai indicativo sul calcolo delle settimane di anni,
nella sua lettera «Iggereth hatteman»: «Daniele ci ha spiegato la scienza profonda del tempo,
ma poiché essa ci è nascosta,
i santi trapassati ci hanno vietato di calcolare i tempi dell'avvenire,
perché la gente comune può irritarsi e cadere in errore,
vedendo che i tempi son passati ed Egli (il Messia)
non è ancora venuto.
»13 Questa presa di posizione non ha bisogna di commento ulteriore,
essa parla da sola.
L'unicità dell'adempimento Appare ora evidente che nell'AT è univocamente predetto l'avvento del Messia e che tutte le predizioni si sono adempiute esattamente in Gesù Cristo.
A tal proposito occorre far notare che nel corso della storia degli Ebrei più di quaranta uomini si presentarono sostenendo di essere il Messia promesso.
Oggi non si parla più della maggior parte di loro.
La maggior importanza fra tutti questi falsi messia l'ebbero Bar Kochba (132 d.C.
)
e Shabetai Zewi (1665 d.
C)
,
che colpirono la fantasia di quasi tutti gli Ebrei.
Rammentandoci di quanto scritto prima,
è evidente che il primo venne circa 100 anni e l'altro 1630 anni troppo tardi,
per poter essere il Messia promesso.
Nessuno di questi falsi messia potè sostenere la sua pretesa con una profezia adempiuta!

2.
Lo «Shebet» di Giuda
Il patriarca Giacobbe (circa 1690 a.C.)
parlò pure profeticamente del futuro Messia.
Poco prima di morire annunciò ai suoi 12 figli,
i capistipite delle 12 tribù di Israele,
quello che sarebbe avvenuto ai loro discendenti (vedasi Genesi 49:1-2)
.
A proposito della profezia messianica,
è di particolare importanza l'asserzione di Giacobbe circa la tribù di Giuda: «Lo scettro non sarà rimosso da Giuda,
né il bastone del comando di fra i suoi piedi,
finché venga Colui che darà il riposo (in ebraico: Schilo)
e al quale ubbidiranno i popoli.
» (Genesi 49:10)
Comprensione messianica di Genesi 49:10 nel giudaismo «Schilo» è uno dei molti nomi del Messia nell'AT.
Quando nel Talmud,
il rabbino Jochanan chiede (1° secolo)
il nome del Messia,
viene risposto che il suo nome è «Schilo».
13a Questo passo viene inteso come messianico pure dal proselita Aquila,
discepolo di Akibas (2° secolo)
,
nel Targum Onkelos14 (4° secolo)
,
dal rabbino Raschi e nell'antico libro «Bereschit Rabba».

L'importanza della parola «Shebet»
La parola ebraica «Shebet» che qui è tradotta con «Scettro»,
indica un «Bastone» o una «Verga».
Da Numeri 17:1-2 si ricava che ognuna delle dodici tribù aveva una verga o appunto uno scettro,
su cui era scritto il nome del correlativo capotribù.
Questa verga era,
fra l'altro,
un'immagine della potenza e dell'identità di una tribù.
15 Per poter comprendere ancora meglio che questo «Shebet» è realmente un'immagine dell'identità di una tribù d'Israele,
bisogna ritenere che la parola «Shebet» ha anche il significato di «Tribù».
Quindi la parola «Shebet» intende la tribù stessa e perciò,
vista come gioco di parole,
è una pertinente immagine dell'identità di una tribù ebraica.
Ora l'affermazione di Genesi 49:10 è chiara: l'identità e la potenza della tribù di Giuda non devono trapassare prima che sia venuto il Messia.
Il «Mechoqeq» di Giuda Ma vi è altro.
Neanche un legislatore (ebraico «Mechoqeq»)
,
un capo politico («il bastone del comando»)
,
deve mancare a Giuda,
finché venga il Messia.

Il collasso nazionale di Giuda

Allorché i Romani nell'anno 70 d.C.
misero fine allo Stato giudaico,
si sfasciò l'identità nazionale della tribù di Giuda.
Allora Giuda perdette pure la guida politica.
Conseguentemente il Messia deve essere venuto prima di tale anno.
Gesù ha effettivamente fatto la sua comparsa in Israele circa 40 anni prima!

A complemento

Notiamo ancora a titolo complementare circa la cattività babilonese di Giuda,
che allora 1'identità nazionale di Giuda non s' era sfasciata,
giacché tale tribù fu in un certo senso solo spostata geograficamente come nazione.
Da Ezechiele 8:1 e 20:1 si ricava che pure in quel periodo Giuda ebbe una guida politica.
La tribù passò semplicemente,
da tale momento,
sotto il dominio straniero.

Secondo capitolo
Discendenza e provenienza del Messia
1.
Il suo albero genealogico Fin verso l'anno 70 d.C.
(!)
era, almeno in casi normali,
possibile ad ogni Ebreo di nascita di risalire con precisione lungo il suo albero genealogico,
giacché 1 Cronache 9:1 testimonia che tutto il popolo d'Israele era annotato in tavole genealogiche.
Il possesso di una tale tavola era di interesse personale eminente,
giacché chi non poteva dimostrare in tal modo la sua discendenza non veniva riconosciuto come Israelita,
fatto che comportava vari svantaggi (vedasi Esra 2:59-62 e Neemia 7:61-65)
.

Allorché qualcuno assumeva in Israele una posizione pubblica,
e con ciò veniva anche ad esser conosciuto,
era naturale che divenisse nota anche la sua tavola genealogica,
o almeno alcuni noti ascendenti in essa riportati.
Se qualcuno,
la cui tavola genealogica non fosse stata assolutamente ineccepibile,
avesse voluto assumere una posizione pubblica,
sarebbe stato immediatamente rifiutato come incompetente.

Queste asserzioni preliminari sono assai importanti in vista del fatto che nell'AT fu profetato a certe persone che il Messia sarebbe stato un loro diretto discendente.
Le tavole genealogiche negli evangeli di Matteo e Luca In Matteo 1 è trasmessa la tavola genealogica di Giuseppe,
il padre putativo di Gesù,
e in Luca 3 quella di Maria,
la madre di Gesù.
Quest'ultima tavola è di grande importanza per l'ulteriore trattamento.
Riportiamo la tavola concernente Maria da Luca 3:23-38 : «E Gesù,
quando cominciò anch'egli ad insegnare,
aveva circa trent'anni ed era figliuolo,
come credevasi, di Giuseppe, di Heli (padre di Maria),
di Matthat, di Levi, di Melchi, di Jannai, di Giuseppe, di Mattatia, di Amos,
di Naum, di Esli, di Naggai, di Maath, di Mattatia, di Semein, di Josech,
di Joda, di Joanan,
di Rhesa, di Zorobabele, di Salatiel, di Neri, di Melchi, di Addi, di Cosam,
di Elmadan, di Er,
di Gesù, di Eliezer, di Jorim, di Matthat, di Levi,
di Simeone, di Giuda, di Giuseppe,
di Jonam, di Eliakim, di Melea, di Menna, di Mattatha,
di Nathan, di Davide, di Jesse, di Jobed,
di Boos, di Sala, di Naasson, di Aminadab,
di Admin, di Arni, di Esrom, di Fares, di Giuda,
di Giacobbe, d'Isacco, d'Abramo, di Tara, di Nachor,
di Seruch,
di Ragau,
i Falek, di Eber, di Sala, di Cainam, di Arfacsad, di Sem, di Noè,
di Lamech, di Mathusala, di Enoch, di Jaret, di Maleleel, di Cainam,
di Enos, di Seth,
di Adamo, di Dio.
»
Promesse di Dio ad Abrahamo,
Isacco e Giacobbe
Verso il 1920 a.C,
Iddio promise ad Abrahamo varie volte che il Messia sarebbe stato un suo discendente.
In Genesi 22:18 si legge, ad esempio: «...
E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.
» Nel testo originano si legge «nel tuo seme»;
questo discendente è il Messia,
poiché di lui è detto nel NT che egli sarà una benedizione per tutte le nazioni (Galati 3:16).
Verso il 1900 a.C,
Dio promise varie volte che il Messia sarebbe stato un discendente di Isacco.
In Genesi 26:4, ad esempio, Dio dice ad Isacco: «... tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie.
» «...
tutte le famiglie della terra saranno benedette nella tua progenie» (Genesi 28:14),
fu promesso da Dio verso il 1760 a.C. a Giacobbe,
che ricevette in seguito il nome di Israele e gli fu confermato che il Messia sarebbe stato un suo discendente.
Quindi verso il 1760 a.C. era già stato rivelato chiaramente che il Messia sarebbe stato un Ebreo.
Ma da quale delle 12 tribù di Israele doveva provenire?

Il Messia viene dalla tribù di Giuda
Verso il 1690 a.C,
il patriarca Giacobbe annunciò ai suoi dodici figli quello che in avvenire sarebbe avvenuto ai loro discendenti.
A suo figlio Giuda disse: «Lo scettro non sarà rimosso da Giuda,
né il bastone del comando di fra i suoi piedi,
finché venga Colui che darà il riposo (in ebraico Schilo),
e al quale ubbidiranno i popoli.» (Genesi 49:10)

Il Messia sarà un discendente di Giuda e non di Beniamino, Giuseppe,
Neftali,
Ascer, Gad,
Issacar, Zabulon, Levi, Simeone o Ruben. 1 Cronache 5:2 (circa 530 a.C.)
dice la medesima cosa ma con altre parole: «Giuda ebbe, è vero,
la prevalenza tra i suoi fratelli,
e da lui e disceso il principe.
» (La parola principe [in ebraico «Nagid»] è la stessa usata in Daniele 9:25)

Ma da quale famiglia di Giuda deve provenire il Messia?

Il Messia discende dalla famiglia di Isai

Nel capitolo 11:1 il profeta Isaia risponde alla suddetta domanda: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai,
e un rampollo spunterà dalle sue radici.
» (Nel Targum Jonathan Ben Uzziel 14 questo passo viene inteso come messianico,
giacché è stato inserito il titolo «Messia» come delucidazione!)
Con ciò viene asserito che il Messia proverrà dalla famiglia di Isai il Betlemita.
Però Isai aveva otto figli (vedasi 1 Samuele 16).
Chi di loro sarebbe stato l'avo del Messia?

Il Messia è un discendente di Davide

In diversi punti dell'AT viene detto che il Messia dovrà essere un figlio di Davide,
il figlio di Isai.
Verso il 600 a.
C,
Geremia annunciò in 23:5 (vedasi 33:15): «Ecco, i giorni vengono,
dice l'Eterno,
quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto,
il quale ...
farà ragione e giustizia nel paese.
» Nel Salmo 132:11 è scritto: «L'Eterno ha fatto a Davide questo giuramento di verità»,
e non lo revocherà: «Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere.
» Iddio si era impegnato verso Davide giurando (vedasi anche il Salmo 89:35-36)
che il Messia sarebbe stato un diretto discendente del re.

La conferma della tavola genealogica di Maria
Tutte le suddette persone si trovano nella tavola genealogica di Maria,
madre di Gesù.
Con ciò viene confermato che anche queste profezie hanno trovato adempimento nel Gesù della storia.
Nel popolo ebraico,
la sua ascendenza fu resa nota pubblicamente,
perciò veniva chiamato «Figlio di Davide» (vedasi Luca 18:38-39,
Matteo 21:9,15;
9:27;
anche 15:22).
Se tutto ciò non avesse avuto riscontro nella realtà,
i capi del giudaismo d'allora avrebbero potuto farvi ricorso come argomento da opporre alla pretesa messianica di Gesù.
Però, un fatto tanto facilmente verificabile non poteva essere negato o contestato.

Lo storico Luca

Poiché la tavola genealogica di Gesù è stata tramandata da Luca,
bisogna anche dire che l'archeologia ha confermato Luca quale storico fidato,
esatto e preciso.
Il famoso archeologo William Ramsay ha scritto che la rappresentazione della storia fatta da Luca è insuperabile per la sua fidatezza.
Una ricapitolazione del suo giudizio su Luca,
maturato dopo lunghi lavori d'investigazione,
è riportata nel libro «The Bearing of Recent Discovery», pag. 222.

2. Il luogo natale del Messia

Profezia del veggente Michea
Nell'8° secolo a.C,
Michea il Morashtita operò come profeta (vedasi Michea 1:1).
Egli dovette render noto il luogo natale del Messia.
Nel capitolo 5:1,
Iddio dice: «Ma da te, o Bethleem Efrata,
piccola per esser fra i migliai di Giuda,
da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele,
le cui origini risalgono ai tempi antichi,
ai giorni eterni.
» In Palestina vi erano due città col nome di Betleem: una in Galilea (vedasi Giosuè 19:15-16)
e una in Giudea.
Per distinguerla,
quest'ultima era detta Betleem Efrata.
Il Messia doveva nascere in questo villaggio,
posto a un po' più di 10 chilometri a sud di Gerusalemme e che al tempo di Gesù deve avere avuto meno di 1000 abitanti.
Il profeta Michea lo dice chiaramente e con sicurezza molti secoli prima dell'adempimento.

Conferma del NT

Nel NT viene confermato che Gesù nacque in Betleem Efrata.
Matteo 2:1 scrive: «Or essendo Gesù nato in Betleem di Giuda,
ai dì del re Erode...»

Il medico Luca conferma questo fatto pure nel 2° capitolo del suo Evangelo.
Si pensi, in tal nesso,
a quanto è stato scritto nel capitolo «Lo storico Luca»!

Michea 5:1 è sempre stato ben compreso

Allorché Erode il Grande apprese che era nato un nuovo re,
riunì tutti i capi sacerdoti e gli scribi per sapere quale fosse il paese natale del Messia.
Essi gli risposero: «In Betleem di Giuda,
poiché così è scritto per mezzo del profeta.» (Matteo 2:5)

Non solo per i dotti era chiaro questo punto,
ma pure per la gente del popolo,
che secondo Giovanni 7:41-42 diceva: «Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo (il Messia)?
La Scrittura non ha ella detto che il Cristo viene dalla progenie di Davide e da Betleem,
il villaggio dove stava Davide?
»
Un'ulteriore prova che Michea 5:1 veniva ben inteso è fornita dalla traduzione dei Settanta
in cui questo verso fu riprodotto tanto bene che se ne può concludere
che il traduttore comprese assai esattamente quello che volgeva in greco.

Michea 5 nel Targum Jonathan

Il Targum Jonathan Ben Uzziel relativo ai profeti 14 mostra
anche assai chiaramente l'interpretazione messianica che si dava a questo passo nel giudaismo.
Per chiarezza,
il titolo «Messia» vi è immesso direttamente nel testo.

3.
Gesù il Nazareno

Nel NT Gesù vien detto 18 volte «Nazareno».
Questo nome deriva dall'ebraico «Nezer»,
che significa «Ramo»,
«Germoglio»,
«Virgulto».
Fra la gente contemporanea,
negli anni 29-32 d.C.
,
Gesù era generalmente noto col nome di «Gesù il Nazareno».
E' interessante notare che così lo chiamavano pure i suoi maggiori nemici (vedasi Giovanni 18:5-7)
.
Così fu adempiuto quello che i profeti avevano annunciato,
che egli sarebbe stato chiamato «Germoglio»,
«Rampollo»,
«Virgulto».
Le affermazioni dei profeti Zaccaria,
Geremia e Isaia Il profeta Zaccaria annunciò verso il 520 a.C. quanto segue,
circa il Messia: «Così parla l'Eterno degli eserciti: Ecco un uomo,
che ha nome il Germoglio.» (6:12)
«Ecco,
io faccio venire il mio servo,
il Germoglio.
» (3:8)
(Questi due passi di Zaccaria sono indicati come messianici nel Targum Jonathan.14
Geremia annunciò lo stesso quasi 80 anni prima di Zaccaria: «Ecco,
i giorni vengono,
dice l'Eterno,
quand'io farò sorgere a Davide un germoglio giusto,
il quale ...
farà ragione e giustizia nel paese.
» (23:5)
Anche il profeta Isaia nominò il Messia in questo modo: «In quel giorno,
il germoglio dell'Eterno sarà lo splendore e la gloria.
» (4:2)

Un gioco di parole ebraiche

Sebbene nei passi predetti venga usata in ebreo la parola «Zamach» («Germoglio», «Ramo»,
«Virgulto»,)
ogni Ebreo che conosceva la Scrittura,
sentendo parlare di Gesù «il Nazareno»,
non poteva fare a meno di collegare il nome «Nazareno» con la parola «Zamach» dei passi predetti.
I significati dei nomi hanno nella Bibbia una grande importanza!

Nell'AT ci sono pure altri accenni al «Nazareno».
In Isaia 11:1 si legge,
per esempio: «Poi un ramo uscirà dal tronco d'Isai,
e un rampollo spunterà dalle sue radici.»
La parola usata testo originario per «Rampollo» è «Nezer»!

Una questione giustificata

Però ora bisogna chiedersi a ragione perché Gesù non fu mai chiamato il Betlemita,
ma solo «Gesù il Nazareno» sebbene egli fosse nato a Betleem.

I seguenti accenni devono chiarire come stanno le cose.
Allorché il terribile e crudele re Erode detto il Grande ordinò la strage degli innocenti (vedasi Matteo 2),
Giuseppe e Maria fuggirono col bambino in Egitto.
Dopo la morte di Erode,
ritornarono e volevano ristabilirsi a Betleem.
Ma allorché Giuseppe apprese che Archelao,
il più crudele dei figli di Erode il Grande,
17 era a capo della Giudea (veramente questo regno sarebbe spettato a Erode Antipa,
fratello di Archelao,
ma in un impeto d'ira Erode il Grande,
poco prima della sua morte,
aveva cambiato il testamento e posto Archelao in luogo di Erode Antipa,
18 s'intimorì e non vi andò più.
Perciò Giuseppe e Maria si recarono col bambino Gesù nella regione di Galilea e si stabilirono a Nazaret.
Lì Gesù visse per circa 28 anni.
Per tal motivo,
fu detto «Gesù il Nazareno».
E' sorprendente vedere come la situazione politica abbia svolto
una parte importantissima nell'adempimento di questa predizione messianica.

Anche oggi,
e spesso proprio dai suoi critici,
Gesù viene detto «il Nazareno» o «Gesù di Nazaret»,
cosicché la profezia che il Messia sarebbe stato chiamato «il Nazareno» viene ancora confermata proprio dai suoi nemici.

4. Dall'Egitto

Sembra cosa alquanto paradossale quando si constata che nell'8° secolo a.C. Iddio fece preannunciare dal profeta Osea che il Messia sarebbe venuto dall'Egitto.
In Osea 11:1 si legge: «E fin dall'Egitto,
chiamai il mio figliuolo.»
In Matteo 2 si può leggere l'adempimento di questa profezia.
Maria e Giuseppe che erano fuggiti in Egitto in seguito all'ordine emesso da Erode
di uccidere i piccoli bambini di Betleem,
ritornarono di nuovo nel paese d'Israele dopo la morte di questo regnante.
Quindi il Messia venne effettivamente dall'Egitto.

Ora appare tutto chiaro: i profeti si sono espressi tutti con molta precisione.
Il Messia doveva venire al mondo in Betleem,
doveva essere chiamato «Nazareno» ed esser richiamato in patria dall'Egitto!

Terzo capitolo

Presentazione pubblica del Messia (29-32 d.C.)

1. Il precursore

Il preannuncio dei profeti Malachia e Isaia

Nel terzo capitolo del profeta Malachia si ode la voce del Messia,
quando dice: «Ecco, io vi mando il mio messaggero;
egli preparerà la via davanti a me.» (3:1)

Poco prima che il Messia facesse la sua comparsa,
doveva sorgere un profeta,
il quale avrebbe preparato il popolo all'imminente arrivo del Messia.
Anche Isaia parla di tal precursore.
Lo chiama «una voce di uno che grida nel deserto».
Isaia 40:3-19: «La voce d'uno, grida: Preparate nel deserto la via dell'Eterno.
» In Luca 3:4 si legge: «E' scritto nel libro delle parole del profeta Isaia: V'è una voce d'uno che grida nel deserto...»
Così Isaia fa sapere che questo precursore sarà nel deserto,
particolare non detto dal profeta Malachia.

La funzione del precursore

Questo precursore aveva il compito di preparare il popolo di Israele
alla prossima venuta del Messia in modo che lo accogliesse con cuore ben disposto.
Nel cuore di questo popolo non doveva esserci più nulla che potesse rivelarsi
d'impedimento all'accoglienza del promesso Messia;
anzi nel suo cuore dovevano esserci le «vie del Santuario»,
(«le tue vie» secondo un'altra versione di questo Salmo 84:5).
Perciò in Isaia 40:4-5 viene detto inoltre: «Ogni valle sia colmata,
ogni monte ed ogni colle siano abbassati;
i luoghi erti siano livellati,
i luoghi scabri diventino pianura.
Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne,
ad un tempo, la vedrà.»
Il preannuncio di questo precursore trovò il suo perfetto adempimento in Giovanni Battista,
il figlio di Zaccaria.
La sua apparizione avvenne verso il 29 d.C.
Luca scrive che egli si presentò nel 15.
anno di regno dell'imperatore Tiberio (Luca 3:1).

Da 450 anni, nessun altro profeta

La comparsa di Giovanni Battista causò una sensazione perché
quasi da 450 anni non era sorto in Israele nessun altro profeta (l'ultimo profeta dell'AT era stato Malachia).
In una testimonianza storica del periodo intertestamentario durato 450 anni si trova un lamento sulla mancanza di profeti in Israele.
In 1 Maccabei 9:27 si legge: «Ci fu grande tribolazione in Israele,
come non si verificava da quando fra loro erano scomparsi i profeti.
»
Il Talmud nella redazione babilonese riferisce che dopo gli ultimi profeti Aggeo,
Zaccaria e Malachia,
lo Spirito Santo si era ritirato da Israele.

Quanto sia stata grande la sensazione causata dalla comparsa di Giovanni Battista,
lo si vede dal fatto che Gerusalemme,
tutta la Giudea e l'intera regione costeggiante il Giordano vennero da lui (Matteo 3:5).

L'attività di Giovanni Battista

Giovanni battezzava nel deserto e predicava il battesimo di penitenza per il perdono dei peccati.
Servendosi di un linguaggio enormemente impressionante e sconvolgente,
fece comprendere al popolo di Israele che il Messia sarebbe venuto entro breve tempo e che ognuno doveva convertirsi,
cioè confessare i propri peccati al Dio vivente,
risentirne pentimento ed esser pronto ad incontrare il Messia promesso.
Se però non avessero accolto il Messia e non si fossero pentiti,
non avrebbero potuto sfuggire all'ira ventura di Dio.
Si vedano in proposito le varie relazioni degli evangeli sulla comparsa di Giovanni Battista nel deserto di Giudea
(Matteo 3, Marco 1, Luca 3 e Giovanni 1).

Si presenta Gesù

In Matteo 3:13 viene raccontato che pure Gesù venne per farsi battezzare da Giovanni,
allorché questi predicava presso il Giordano.
Ciò concorda con Isaia 40:5 dove si legge: «Allora la gloria dell'Eterno sarà rivelata, e ogni carne,
ad un tempo, la vedrà;
perché la bocca dell'Eterno l'ha detto.
»
Gesù, il Messia,
l'incarnato Jahwe dell'AT,
cominciò la sua attività pubblica immediatamente dopo la comparsa in scena di Giovanni Battista.
A questo proposito,
Isaia parla dell'apparizione di nostro Signore Gesù come della «gloria dell'Eterno rivelata».
E' interessante in merito conoscere quanto asserisce un testimone oculare.
Il discepolo Giovanni testimonia quanto segue del Signore Gesù: «Piena di grazia e di verità,
noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre.
» (Giovanni 1:14)

Giovanni Battista e Giuseppe Flavio

Lo storico Giuseppe Flavio che visse nel 1° secolo d.C.
conferma la storicità di Giovanni Battista nella sua opera «Antiquitates Judaicae» (XVIII, 5.2).

2. L'attività pubblica del Messia

Il luogo della comparsa

Quando l'Ebreo dell'AT voleva sapere in quale regione o zona del paese il Messia avrebbe dato inizio al suo servizio pubblico,
doveva leggere Isaia 8:23-9:1: «Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch'è ora nell'angoscia.
Come nei tempi passati Iddio coprì d'obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali,
così nei tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare,
di là dal Giordano,
la Galilea dei Gentili.
Il popolo che camminava nelle tenebre,
vede una gran luce;
su quelli che abitavano il paese dell'ombra della morte,
la luce risplende.
» Osservazioni chiarificatrici dei passi precedenti L'espressione «gran luce» designa quella che emana il sole (vedasi Genesi 1:16)
.
Qui tale espressione è usata per il Messia che in Malachia 4:2 vien detto «sole di giustizia» e in Giovanni 8:12 «luce del mondo».
Egli doveva risplendere nell'oscurità spirituale di Israele come un sole sorgente.
Da Isaia si ricava che gli abitanti di Zabulon e di Neftali presso il mar di Tiberiade,
(detto pure lago di Gennesaret o mar di Galilea)
,
avrebbero visto per primi questa luce e perciò ne sarebbero stati coperti di gloria.
Dopo queste osservazioni su Isaia è chiaro che il Messia avrebbe cominciato il suo servizio pubblico nella regione della Galilea.

La conferma data dal NT

In Matteo 4:12-14,
17 sta scritto: «Or Gesù avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione,
si ritirò in Galilea.
E,
lasciata Nazaret,
venne ad abitare in Capernaum,
città sul mare (detto di Tiberiade o di Galilea)
ai confini di Zabulon e di Neftali,...
Da quel tempo Gesù cominciò a predicare e a dire: Ravvedetevi,
perché il regno dei cieli è vicino.
»
La stessa cosa viene confermata anche in Luca 23:5 - vedasi pure Matteo 4:18-25.

I miracoli del Messia

In parecchi passi dell'AT viene asserito con forza che alla comparsa del Messia vi sarebbero stati dei miracoli.
In Isaia 35:4-6 si legge: «Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: Siate forti, non temete!
Ecco il vostro Dio verrà!
Verrà egli stesso a salvarvi.
Allora s'apriranno gli occhi dei ciechi,
e saranno sturati gli orecchi dei sordi;
allora lo zoppo salterà come un cervo e la lingua del muto canterà di gioia.
» In Isaia 29:24 è profetizzato ancora un ulteriore miracolo: «I traviati di spirito impareranno la saviezza.
» Quindi tramite il Messia dovranno essere risanati paralitici, ciechi, sordi,
muti e traviati di spirito.
L'adempimento delle profezie confermato dal NT Nel NT viene confermato con tutta la chiarezza possibile che questi,
e altri miracoli,
sono stati operati dal Signore Gesù.
Ad esempio,
in Giovanni 9 viene guarito un cieco,
in Marco 2:3-12 un paralitico,
in Matteo 15:29-31 un muto e in Marco 7:31-37 un sordo.
Per quel che concerne i traviati di spirito,
non si può pensare al lunatico di Matteo 4:24 che pure fu guarito?
L'adempimento confermato da Giuseppe Flavio L'adempimento di queste profezie non viene confermato soltanto dagli scritti del NT,
ma anche da altre fonti storiche.
Lo storico ebraico Giuseppe Flavio scrive,
di nuovo nella sua opera «Antiquitates Judaicae» pubblicata nell'anno 93 d.
C,
il seguente interessante riferimento al Signore Gesù: «In tal tempo,
(cioè al tempo di Pilato,
26-36 d.
C)
,
apparve Gesù,
un uomo sapiente,
taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu un maestro per gli uomini che accettavano volentieri la verità.»20

L'autenticità della citazione di Flavio

Siamo qui in possesso di una conferma davvero straordinaria che il Signore Gesù ha operato miracoli,
apportata da un Ebreo vissuto nel 1° secolo,
e che non era nemmeno cristiano.
Questo passo fu messo in dubbio da vari critici come «interpolazione cristiana posteriore».
Per esser precisi,
dal punto di vista della critica dei testi (cioè dall'esame dei vecchi manoscritti tramandatici)
,
non appare giustificato neanche il minimo dubbio in merito a una simile falsificazione.
Vi è da aggiungere l'interessante constatazione che Eusebio (263-339)
ha conosciuto questo passo,
perché lo riporta due volte nei suoi scritti.
Una volta nella «Storia della chiesa» I,12 e una volta nella «Demonstratio Evangelica» III,5.
Vi è pure da notare che,
fra gli altri,
il Dott.
H.
St. John Thackeray,
uno dei più importanti studiosi inglesi delle questioni concernenti Giuseppe Flavio,
ha di recente constatato che questo passo mostra determinate peculiarità linguistiche
che sono caratteristiche di Giuseppe Flavio!

I miracoli vengono confermati dal Talmud

Nel Talmud babilonese (Trattato Sanhedrin 43a)
viene ammesso,
che in Israele sono effettivamente successi dei miracoli,
operati dal Signore Gesù.
Tuttavia se ne parla in modo blasfemo qualificandoli di operazioni magiche (vedasi Matteo 12:24).

La testimonianza di Giustino Martire

Un'ulteriore conferma dei miracoli del Signore Gesù si trova in Giustino Martire (morto verso il 165 d.C).
Nel suo «Dialogus cum Tryphoni Judeo»,
capitolo 69,
Giustino viene a parlare dei rimproveri mossi dagli Ebrei al Signore Gesù.
Egli vi menziona che si chiama il Signore Gesù mago («Magos»)
e anche traviatore del popolo («Laoplanos»).
La testimonianza di Origene Un ulteriore documento quasi dello stesso tenore si trova presso Origene (185-254 d.C.
)
,
che ne parla nel suo scritto «Contra Celsum» 1,
28.
Origene vi si riferisce a uno scritto anticristiano compilato da un certo Celso verso il 178 d.C.
Salmo 72 Anche nel Salmo 72:12-13,
come del resto pure in molti altri passi dell'AT,
si parla dell'attività pubblica del Messia.
Vi è scritto: «Poiché egli libererà il bisognoso che grida,
e il misero che non ha chi l'aiuti.
Egli avrà compassione dell'infelice e del bisognoso,
e salverà l'anima dei poveri.
» Il bisognoso che grida In Luca 18:35-43 è scritto:
«Or avvenne che com'egli si avvicinava a Gerico,
un certo cieco sedeva presso la strada,
mendicando;
e,
udendo la folla che passava,
domandò che cosa fosse.
E gli fecero sapere che passava Gesù il Nazareno.
Allora egli gridò:
Gesù figliuol di Davide,
abbi pietà di me!
E quelli che precedevano,
lo sgridavano perché tacesse;
ma lui gridava più forte:
Figliuolo di Davide,
abbi pietà di me!
E Gesù,
fermatosi,
comandò che gli fosse menato;
e quando gli fu vicino,
gli domandò:
Che vuoi tu ch'io ti faccia?
Ed egli disse:
Signore,
ch'io ricuperi la vista.
E Gesù gli disse:
Ricupera la vista;
la tua fede t'ha salvato.
E in quell'istante ricuperò la vista,
e lo seguiva glorificando Iddio;
e tutto il popolo,
veduto ciò,
diede lode a Dio.
» Il misero che non ha chi l'aiuti L'invocazione del «misero che non ha chi l'aiuti» si trova,
ad es.
,
in Giovanni 5,
dove si parla di un uomo che era malato già da 38 anni e pur dovette dire di non avere nessuno che lo assistesse.
Anch'egli venne risanato da Gesù.
Compassione dell'infelice e del bisognoso Luca 13:10 e seguenti dice della compassione del Messia per un essere infelice o debole,
come può pure essere tradotta la parola ebraica del Salmo 72.
La compassione per un povero o per un mendicante viene,
ad es.
,
pure descritta in Giovanni 9 (vedasi verso 8)
.
Il profeta Dopo aver ora scritto di alcune delle opere del Messia,
vogliamo occuparci brevemente delle parole pronunciate dal Messia.
In Deuteronomio 18,
Mosè annunciò il Messia come profeta.
Tal passo fu sempre ben compreso come profezia messianica,
il che fra l'altro risulta dai ritrovamenti di Qumran,
in cui si parla di questo Messia venturo.
Ecco il testo di Deuteronomio 18:15,
17-19: «L'Eterno,
il tuo Dio,
ti susciterà un profeta come me,
in mezzo a te,
d'infra i tuoi fratelli;
a quello darete ascolto...
E l'Eterno mi disse:
Quello che han detto,
sta bene;
io susciterò loro un profeta come te,
di mezzo ai loro fratelli,
e porrò le mie parole nella sua bocca,
ed egli dirà loro tutto quello che io gli comanderò.
E avverrà che se qualcuno non darà ascolto alle mie parole ch'egli dirà in mio nome,
io gliene domanderò conto.
» L'adempimento Gesù ha dimostrato di essere anche profeta,
facendo predizioni sul futuro,
il cui adempimento può essere facilmente dimostrato.
21 Per l'esattezza,
la parola ebraica usata per «profeta» non indica solo un preannunciatore di cose future,
ma anche,
in genere,
chi annuncia la volontà di Dio.
Questo è importante,
perché dal Salmo 40:10 risulta che il Messia annuncierà in Israele (la grande assemblea)
fedeltà,
salvezza,
benignità,
verità e giustizia di Dio.
L'adempimento di tutto ciò si trova negli Evangeli (vedasi ad es.
,
il Sermone sul monte;
Matteo 5)
.
Adesso però si pone la questione di sapere come il popolo di Israele reagirebbe nei confronti del suo Messia.
3.
La reazione del popolo di Israele verso il suo Messia Uno dei maggiori paradossi Il Messia promesso e tanto desiderato doveva essere respinto e odiato dal suo popolo!
Così predissero i profeti,
e così si adempì effettivamente col Signore Gesù.
In Isaia 49:7 si parla del Messia come di «colui ch'è disprezzato dagli uomini,
detestato dalla nazione».
2" Nel Salmo 69:4 si ode il Messia lamentarsi dell'odio che gli venne opposto da parte del popolo:
«Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi dei capelli del mio capo;
sono potenti quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici.
» Nel Salmo 109:3-4 dice:
«M'hanno assediato con parole d'odio,
e m'hanno fatto guerra senza cagione.
Invece dell'amore che porto loro,
mi sono avversari,
ed io non faccio che pregare.
» I capi del popolo ebraico disprezzano il Messia Nel libro del profeta Isaia è menzionato il disprezzo del Messia da parte dei capi della nazione ebraica.
In Isaia 53:2-3 sta scritto:
«Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,
né apparenza,
da farcelo desiderare.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore,
familiare col patire,
pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato,
e noi non ne facemmo stima alcuna.
» L'espressione «Ishim» usata dall'ebraico,
tradotta qui con uomini,
intende,
fra l'altro,
persone potenti e d'elevata condizione!
22 Al Messia vengono tesi tranelli Il Messia dice nel Salmo 35:7:
«Poiché,
senza cagione,
m'hanno teso di nascosto la loro rete,
senza cagione hanno scavato una fossa per togliermi la vita.
» Varie volte vien rapportato nel NT che al Messia furono tesi tranelli da parte di guide spirituali del giudaismo e che lo si voleva cogliere in fallo con domande tendenziose (vedasi Luca 11:53-54;
14:1-5;
Marco 12:13-17;
vedasi anche Luca 6:7)
.
Intenzioni omicide contro il Messia Nel Salmo 31:13 il Messia si lagna ancora per qualcosa di peggio:
«Perché odo il diffamare di molti,
spavento m'è d'ogni intorno,
mentr'essi si consigliano a mio danno,
e macchinano di togliermi la vita.
» Marco 3 illustra l'adempimento:
«E i Farisei,
usciti,
tennero subito consiglio con gli Erodiani contro di lui,
con lo scopo di farlo morire.
» (3:6)
Giovanni 11:53 conferma parimenti l'adempimento del Salmo 31:13.
Respinto,
il 15 Nisan del 32 d.C.
Il Messia doveva essere respinto completamente sia dal popolo minuto che dai suoi capi.
Come si manifestò in modo impressionante il rifiuto totale in quel 15 Nisan del 32 d.
C,
allorché Gesù fu di fronte a Pilato!
«E Pilato,
chiamati assieme i capi sacerdoti e i magistrati e il popolo,
disse loro:
Voi mi avete fatto comparir dinanzi questo uomo come sovvertitore del popolo;
ed ecco,
dopo averlo in presenza vostra esaminato,
non ho trovato in lui alcuna delle colpe di cui l'accusate;
e neppure Erode,
poiché egli l'ha rimandato a noi,
ed ecco,
egli non ha fatto nulla che sia degno di morte.
Io dunque,
dopo averlo castigato,
lo libererò.
Ma essi gridarono tutti insieme:
Fa' morir costui,
e liberaci Barabba!
(Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio.
)
E Pilato da capo parlò loro,
desiderando liberar Gesù;
ma essi gridavano:
Crocifiggilo,
crocifiggilo!
E per la terza volta egli disse loro:
Ma che male ha egli fatto?
Io non ho trovato nulla in lui,
che meriti la morte.
Io dunque,
dopo averlo castigato,
lo libererò.
Ma essi insistevano con gran grida,
chiedendo che fosse crocifisso;
e le loro grida finirono per avere il sopravvento.
E Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano.
» (Luca 23:13-24)
4.
Giuda Iscariota Nel precedente capitolo abbiamo scritto dell'inimicizia e dell'odio del popolo d'Israele contro il Messia.
Però nell'AT si parla in vari punti specialmente di un determinato uomo del popolo d'Israele che odierà il Messia in un modo tutto particolare.
Questa persona preannunciata ha trovato il suo adempimento completo in Giuda Iscariota.
Si tratta dei passi di Salmi quali il 41,
il 55,
il 69,
il 109 e Zaccaria 11.
Salmo 41 Nel Salmo 41:9 il Messia parla per bocca di Davide:
«Perfino l'uomo col quale vivevo in pace (cioè il mio amico)
nel quale confidavo,
che mangiava il mio pane,
ha alzato il calcagno contro di me.
» L'amico e il confidente Quest'uomo doveva dunque essere un amico del Messia.
Giuda Iscariota lo fu effettivamente durante tre anni circa,
allorché era discepolo del Signore Gesù (vedasi i racconti degli evangeli e Matteo 26:50,
dove viene detto «amico»)
.
Di quest'uomo viene pure affermato che il Messia aveva fiducia in lui.
Non ha forse quanto detto trovato il suo adempimento nel fatto che il Signore Gesù affidò la tenuta della borsa comune a Giuda?
(Giovanni 12:6;
13:29)
.

Il pane del Messia

Il Salmo 41:9 è ricco di dettagli.
Questo nemico doveva mangiare il pane (ebraico: «Lechem»)
del Messia.
Perciò questo traditore doveva ricevere dal Messia un boccone di pane,
e mangiarlo,
prima di «alzare il calcagno» contro l'Unto.
L'adempimento si trova in Giovanni 13:21-30 dove viene descritta l'ultima Pasqua del Signore Gesù con i suoi discepoli:
«Dette queste cose,
Gesù fu turbato nello spirito,
e così apertamente si espresse:
In verità,
in verità vi dico che uno di voi mi tradirà.
I discepoli si guardavano l'un l'altro,
stando in dubbio di chi parlasse.
Or,
a tavola,
inclinato sul seno di Gesù,
stava uno dei discepoli,
quello che Gesù amava,
Simon Pietro quindi gli fece cenno e gli disse:
Di',
chi è quello del quale parla?
Ed egli,
chinatosi così sul petto di Gesù,
gli domandò:
Signore,
chi è?
Gesù rispose: E' quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto.
E intinto un boccone,
lo prese e lo diede a Giuda figlio di Simone Iscariota.
E allora,
dopo il boccone,
Satana entrò in lui.
Per cui Gesù gli disse:
Quel che fai,
fallo presto.
Ma nessuno dei commensali intese perché gli avesse detto così.
Difatti alcuni pensavano,
siccome Giuda tenea la borsa,
che Gesù gli avesse detto:
Compra quel che ci abbisogna per la festa;
ovvero che desse qualcosa ai poveri.
Egli dunque,
preso il boccone,
uscì subito;
ed era notte.
» Salmo 55 Nel Salmo 55:12-14,
il Messia dice:
«Poiché non è stato un nemico che mi ha fatto vituperio;
altrimenti,
l'avrei comportato;
non è stato uno che mi odiasse a levarmisi contro;
altrimenti,
mi sarei nascosto da lui;
ma sei stato tu,
l'uomo che io stimavo come mio pari,
il mio compagno e il mio intimo amico.
Insieme avevamo dolci colloqui,
insieme ce n'andavamo fra la folla alla casa di Dio.
» I rapporti fidati Anche in questo passo,
il traditore viene chiamato «amico» dal Messia.
Viene pure ripetuto ancora una volta che il Messia aveva fiducia in lui.
Quasi per tre anni,
Giuda Iscariota era stato l'accompagnatore fidato del Signore Gesù,
insieme con gli altri discepoli,
e adempì così il Salmo 55:14 in modo assai preciso:
Andare alla casa di Dio Dai racconti evangelici risulta che Giuda Iscariota andava spesso nel tempio con Gesù e gli altri discepoli.
Proprio in tali occasioni,
conveniva spesso nel tempio una gran folla,
per ascoltare i discorsi del Signore Gesù (vedasi in merito,
ad es.
,
Luca 19:47-21:38,
specialmente Luca 19:47-48 in collegamento con 20,
45)
!
Così si adempì letteralmente anche l'«insieme ce n'andavamo tra la folla alla casa di Dio»!
Il vituperio Dal Salmo 55:12-14 risulta inoltre che questo traditore farà vituperio al Messia.
Non si è qui costretti a pensare subito al bacio di Giuda?
Non fu un terribile vituperio allorché Giuda Iscariota consegnò il Signore Gesù denunciandolo con un bacio (vedasi Matteo 26:47-50)
?
E' vero che spesso si parla del bacio di Giuda,
ma chi ha già sentito parlare di un saluto di Giuda?
In Matteo 26:49 si legge che Giuda Iscariota salutò Gesù con queste parole:
«Chaire,
Rabbi!
»,
allorché lo tradì con un bacio.
Di solito questo saluto viene tradotto semplicemente «Ti saluto,
Maestro».
Ma se si vuole tradurre letteralmente dal greco questa formula di saluto,
essa significa «Rallegrati,
Maestro!
».
Che saluto blasfemo e perfido,
considerando l'imminente morte terribile e crudele del Signore Gesù crocifisso!
I trenta sicli d'argento In Zaccaria 11 (circa 520 a.C.)
si parla dei trenta sicli d'argento per i quali Giuda Iscariota tradì il Signore Gesù.
Nel verso 12,
il Messia dice:
«Ed essi mi pesarono il mio salario;
trenta sicli d'argento.
» In Matteo 26:14-16 se ne trova l'adempimento esatto:
«Allora uno dei dodici,
detto Giuda Iscariot,
andò dai capi e disse loro:
«Che mi volete dare,
e io ve lo consegnerò?
Ed essi gli contarono trenta sicli d'argento.
E da quell'ora cercava il momento opportuno di tradirlo.
» La morte del traditore:
il suo ufficio In seguito al suo tradimento,
Giuda Iscariota si suicidò (Matteo 27:5)
.
La sua fine fu predetta nel Salmo 109:8-9:
«Siano i suoi giorni pochi:
un altro prenda il suo ufficio.
Siano i suoi figliuoli orfani e la sua moglie vedova».
Quale ufficio occupava Giuda Iscariota,
che doveva ora passare ad un altro?
Luca 6:13-16 ci dice che Giuda aveva ricevuto dal Signore Gesù l'ufficio di apostolo.
Dopo la morte di Giuda Iscariota,
questo ufficio passò a un certo Mattia (vedasi Atti degli Apostoli 1:21-26)
.
Osservazioni conclusive A mo' di conclusione deve essere detto chiaramente che Giuda Iscariota non era predestinato a tale atto.
Dio,
Colui che è in eterno (Jahwe!
)
,
che non è sottoposto ai mutamenti di passato,
presente e futuro,
come esponemmo già nell'Introduzione,
ha saputo prima,
che Giuda Iscariota avrebbe consegnato ai nemici il Messia di propria volontà,
e perciò potè far conoscere ai profeti,
con molti secoli d'anticipo,
le azioni e le intenzioni di questo uomo.
Quarto capitolo La condanna,
l'esecuzione e la risurrezione del Messia 1.
La condanna Nel precedente capitolo fu trattato il paradosso del rifiuto del Messia promesso,
da parte del popolo d'Israele.
Nel presente,
saranno trattate alcune profezie,
che hanno esposto il punto culminante del rigetto,
cioè la condanna e la crocifissione del Messia.
Nel Salmo 69:4 si sente la voce del Messia,
nel suo lamento:
«Quelli che m'odiano senza cagione sono più numerosi dei capelli del mio capo;
sono potenti quelli che mi vorrebbero distrutto e che a torto mi sono nemici.
» Fu già citato il lamento del Messia nel Salmo 31:13:
«Perché odo il diffamare di molti,
spavento m'è d'ogni intorno,
mentre essi si consigliano a mio danno e macchinano di togliermi la vita.
» (vedasi Marco 3:
6 e Giovanni 11:53)
Colpito di condanna Questo odio e questo rifiuto fecero sì che il Messia promesso nell'AT venisse condannato a morte.
Nel noto capitolo 53 del profeta Isaia viene descritto col verbo al perfetto profetico come il Messia doveva essere condotto per esser condannato:
«Maltrattato,
umiliò sé stesso,
e non aperse la bocca.
Come l'agnello menato allo scannatoio,
come la pecora muta dinanzi a chi la tosa,
egli non aperse la bocca.
» (Isaia 53:7)
Non vien forse detto questo,
con chiarezza ed evidenza,
negli Evangeli?
Egli si lasciò portar via senza opporre alcuna resistenza,
anzi volontariamente.
Testimoni ingiusti Nel Salmo 35:11,
12 si sente il Messia che dice:
«Iniqui testimoni si levano...
Mi rendono male per bene...
» Nel Salmo 38:14 viene espressa la medesima realtà:
«Son come un uomo che non ascolta,
e nella cui bocca non è replica di sorta.
» Il perfetto adempimento di questa parola profetica si trova in Matteo 26:59-62:
«Or i capi sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù per farlo morire;
e non ne trovavano alcuna,
benché si fossero fatti avanti molti falsi testimoni.
Finalmente,
se ne fecero avanti due che dissero:
Costui ha detto:
Io posso disfare il tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni.
E il sommo sacerdote,
levatosi in piedi,
gli disse:
Non rispondi tu nulla?
Che testimoniano costoro contro a te?
Ma Gesù taceva.
» In questo passo,
appare in tutta la sua evidenza,
l'odio risentito contro il Messia.
Doveva essere assassinato a tutti i costi,
sebbene egli avesse fatto loro soltanto del bene e non lo si potesse accusare d'alcun misfatto.
I maltrattamenti In Isaia 50 viene preannunciato il modo con cui il Messia sarà trattato in questa seduta del tribunale:
«Io ho presentato il mio dorso a chi mi percoteva,
e le mie guance,
a chi mi strappava la barba;
io non ho nascosto il mio volto all'onta e agli sputi.
» (Isaia 50:6)
Matteo 26:66-67 illustra l'adempimento:
«Ed essi,
rispondendo,
dissero:
E' reo di morte.
Allora gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni;
e altri lo schiaffeggiarono.
» Anche il profeta Michea fa conoscere dettagli di questa seduta giudiziaria:
«Colpiscono con la verga la guancia del giudice d'Israele (cioè del Messia)
!
» (Michea 4:14)
Matteo 27:30 ne descrive l'adempimento:
«E sputatogli addosso,
presero la canna,
e gli percotevano il capo.
» La flagellazione Giovanni 19:1 dice:
«Allora dunque Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.
» Leggendo di questa scena della flagellazione,
si deve sapere che i flagelli usati allora dai Romani erano strisce di cuoio fissate ad un manico e portanti all'estremità pezzetti di metallo appuntiti,
pietre e persino ganci,
che laceravano la carne del flagellato e la riducevano ad una informe massa sanguinante.
Nel Salmo 129:3 il Messia parla profeticamente della sua flagellazione:
«Degli aratori hanno arato sul mio dorso,
v'hanno tracciato i loro lunghi solchi.
» La corona di spine In Matteo 27:29 è detto che al Signore Gesù fu posta sul capo una corona di spine.
Si trattava di spine che potevano raggiungere 5-8 centimetri.
Secche,
erano dure e acuminate,
come aghi.
Se a qualcuno veniva imposta sul capo una simile corone di spine,
la pelle ne veniva lacerata in innumerevoli punti,
insorgevano grandi dolori,
il sangue colava abbondante,
i capelli ne venivano impiastricciati e pendevano in disordine.
Uno spettacolo altamente sconvolgente!
Adesso si comprendono le parole di Isaia 52:14,
con le quali secoli prima Iddio aveva attestato del suo Messia:
«Come molti,
vedendolo,
son rimasti sbigottiti tanto era disfatto il suo sembiante sì da non parere più un uomo,
e il suo aspetto sì da non parer più un figliuol d'uomo.
» 2.
La crocifissione Salmo 22 Nel Salmo 22,
un Salmo di Davide,
fu descritta fin nei minimi dettagli la crocifissione del Messia,
mille anni prima che avvenisse il fatto.
La crocifissione stessa non era mai stata il tipo di condanna con cui gli Ebrei punivano un malfattore (gli Ebrei lapidarono spesso i malfattori;
vedasi ad es.
,
Levitico 20:2 e altri passi)
.
L'esecuzione tramite crocifissione fu praticata solo secoli dopo la stesura del Salmo 22,
anzitutto dai Romani.
Da parte ebraica,
il Salmo 22 fu interpretato come messianico nel libro Pegista Rabbati.
I dolori vi vengono intesi come dolori espiatori!
22a Facciamo seguire il Salmo in parola:
«Per il capo dei musici.
Su Cerva dell'aurora.
Salmo di Davide.
(1)
Dio mio,
Dio mio,
perché mi hai abbandonato?
Perché te ne stai lontano,
senza soccorrermi,
senza dare ascolto alle parole del mio gemito?
(2)
Dio mio,
io grido di giorno,
e tu non rispondi;
di notte ancora,
e non ho posa alcuna.
Eppur tu sei il Santo,
che siedi circondato dalle lodi d'Israele.
I nostri padri confidarono in te;
confidarono e tu li liberasti.
Gridarono a te,
e furon salvati;
confidarono in te,
e non furon confusi.
(6)
Ma io sono un verme e non un uomo;
il vituperio degli uomini,
e lo sprezzato del popolo.
Chiunque mi vede si fa beffe di me;
allunga il labbro,
scuote il capo,
dicendo:
Ei si rimette nell'Eterno;
lo liberi dunque;
lo salvi,
poiché lo gradisce!
Sì,
tu sei quello che m'hai tratto dal seno materno;
m'hai fatto riposar fidente sulle mammelle di mia madre.
A te fui affidato fin dalla mia nascita,
tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre.
Non t'allontanare da me,
perché l'angoscia è vicina,
e non v'è alcuno che m'aiuti.
Grandi tori m'han circondato,
potenti tori di Basan m'hanno attorniato;
apron la loro gola contro a me,
come un leone rapace e ruggente.
(14)
Io son come acqua che si sparge,
e tutte le mie ossa si sconnettono;
il mio cuore è come la cera,
si strugge in mezzo alle mie viscere.
(15)
Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta,
e la lingua mi s'attacca al palato;
tu m'hai posto nella polvere della morte.
(16)
Poiché cani m'han circondato;
uno stuolo di malfattori m'ha attorniato;
m'hanno forato le mani e i piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano e mi osservano;
(18)
spartiscono fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste.
Tu dunque,
o Eterno,
non allontanarti,
tu che sei la mia forza,
t'affretta a soccorrermi.
Libera l'anima mia dalla spada,
l'unica mia,
dalla zampa del leone.
Tu mi risponderai liberandomi dalle corna dei bufali.
Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
O voi che temete l'Eterno,
lodatelo!
Glorificatelo voi,
tutta la progenie di Giacobbe,
e voi tutta la progenie d'Israele,
abbiate timor di lui!
Poiché egli non ha sprezzata né disdegnata l'afflizione dell'afflitto,
e non ha nascosta la sua faccia da lui;
ma quando ha gridato a lui,
egli l'ha esaudito.
Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea;
io adempierò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.
Gli umili mangeranno e saranno saziati;
quei che cercano l'Eterno lo loderanno;
il loro cuore vivrà in perpetuo.
Tutte le estremità della terra si ricorderanno dell'Eterno e si convertiranno a lui;
e tutte le famiglie delle nazioni adoreranno nel tuo cospetto.
Poiché all'Eterno appartiene il regno,
ed egli signoreggia sulle nazioni.
Tutti gli opulenti della terra mangeranno e adoreranno;
tutti quelli che scendono nella polvere e non possono mantenersi in vita s'inchineranno dinanzi a lui.
La posterità lo servirà;
si parlerà del Signore alla ventura generazione.
Essi verranno e proclameranno la sua giustizia,
e al popolo che nascerà diranno come egli ha operato.
» Mani e piedi forati Nel verso 16 il Messia dice:
«Poiché cani m'han circondato;
uno stuolo di malfattori m'ha attorniato m'hanno forato le mani e i piedi.
» L'espressione «Cani» serviva a designare i non Ebrei (vedasi Matteo 15:21-28)
.
23 Doveva essere un gruppo di non Ebrei,
una banda di stranieri,
che forerebbe al Messia le mani e i piedi,
24 cioè che lo crocifiggerebbe.
Matteo 27:27-31,
conferma questa realtà con molta chiarezza:
«Allora i soldati del governatore,
tratto Gesù nel pretorio,
radunarono attorno a lui tutta la coorte.
E spogliatolo,
gli misero addosso un manto scarlatto;
e intrecciata una corona di spine,
gliela misero sul capo,
e una canna nella man destra;
e inginocchiatisi dinanzi a lui lo beffavano,
dicendo:
Salve,
re dei Giudei!
E sputatogli addosso,
presero la canna,
e gli percotevano il capo.
E dopo averlo schernito,
lo spogliarono del manto,
e lo rivestirono delle sue vesti;
poi lo menaron via per crocifiggerlo.
» Vestiti divisi e sorteggiati Nel verso 18 è detto di questi non Ebrei,
che prima si dividono i vestiti del Messia e poi getteranno la sorte sulla sua veste.
Anche questi dettagli hanno trovato preciso adempimento:
«I soldati dunque,
quando ebbero crocifisso Gesù,
presero le sue vesti,
e ne fecero quattro parti,
una parte per ciascun soldato,
e la tunica.
Or la tunica era senza cuciture,
tessuta per intero dall'alto in basso.
Dissero dunque fra loro:
Non la stracciamo,
tiriamo a sorte a chi tocchi.
» (Giovanni 19:23-24)
Ossa sconnesse Nel verso 14 il Messia dice: «...
e tutte le mie ossa si sconnettono.
» Che parole terribili e sconvolgenti!
Le membra,
che ora pendono ai chiodi conficcati nelle mani e nei piedi,
vengono sconnesse dal peso del corpo del crocifisso!
Sudore e sete La grande afflizione,
il sudore e la sete del Messia colpito da sofferenze indescrivibili,
vengono espressi dai versi 14 e 15:
«Io son come acqua che si sparge...
Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta,
e la lingua mi s'attacca al palato.
» Luce e tenebre Nel verso 2 si parla di periodi intermittenti di luce e di oscurità:
«Dio mio,
io grido di giorno,
e tu non rispondi:
di notte ancora,
e non ho posa alcuna.
» Marco 15:25,
33-34 ne mostra l'adempimento:
«Era l'ora terza quando lo crocifissero...
E venuta l'ora sesta,
si fecero tenebre per tutto il paese,
fino all'ora nona.
» Anche in Isaia 50 (come nel Salmo 88,
versetto 1)
si parla di questa oscurità.
Con stretto riferimento alla condanna del Messia,
Iddio dice in Isaia 50:3:
«Io rivesto i cieli di nero,
e dò loro un cilicio per coperta.
» Conferma dell'oscurità data da Tallo Le tenebre durate tre ore il giorno della crocifissione del Signore Gesù vengono confermate pure da fonti extrabibliche.
Lo storico samaritano Tallo,
che scrisse a Roma nell'anno 52 d.
C,
ne parlò nelle sue oramai irreperibili,
«Historiae».
Però un loro frammento si trova in Giulio Africano ai primi del terzo secolo d.C.
Vi si legge:
«Tallo spiega nel terzo libro delle sue che l'oscurità fu dovuta ad un eclissi solare,
immotivatamente,
come mi sembra.
»25 L'obiezione di Giulio Africano è importantissima,
poiché realmente non può essersi trattato di un eclissi solare,
giacché questa non causa tre ore intere di oscurità totale e poi perché in tempo di plenilunio è impossibile che si verifichi un'eclissi totale di sole (la crocifissione ebbe luogo il 15 Nisan del 32 d.
C,
e verso questa metà del mese la luna era piena)
.
Si deve essere trattato di un miracolo,
che però i profeti hanno predetto nel modo più esatto possibile e che può essere documentato ottimamente con fonti storiche.
Derisione e vergogna Nei versi 6-8,
il Messia parla della derisione e dei dileggi che dovrà sopportare da ogni parte:
«Ma io sono un verme e non un uomo;
il vituperio degli uomini,
e lo sprezzato dal popolo.
Chiunque mi vede si fa beffe di me;
allunga il labbro,
scuote il capo,
dicendo:
Ei si rimette nell'Eterno;
lo liberi dunque;
lo salvi,
poiché lo gradisce!
» Il NT mostra in Matteo 27:39-44 come anche questo s'adempì:
«E coloro che passavano di lì,
lo ingiuriavano,
scotendo il capo e dicendo:
Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi,
salva te stesso,
se tu sei Figliuol di Dio,
e scendi giù di croce!
Similmente,
i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani,
beffandosi,
dicevano:
Ha salvato altri e non può salvar sé stesso!
Da che è il re d'Israele,
scenda ora giù di croce,
e noi crederemo in lui.
S'è confidato in Dio;
lo liberi ora,
s'Ei lo gradisce,
poiché ha detto:
Son Figliuol di Dio.
E nello stesso modo lo vituperavano anche i ladroni crocifissi con lui.
» Annoverato fra i malfattori;
la sua misericordiosa intercessione

Isaia 53:12 parla dei due malfattori che furono crocifissi con Gesù,
come pure della sua misericordiosa intercessione per i suoi tormentatori:
«Ha dato sé stesso alla morte,
ed è stato annoverato fra i trasgressori (o malfattori)
,
perché egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i trasgressori.
» (Vedasi Luca 23:32-34:
«Or due altri,
due malfattori,
erano menati con lui per esser fatti morire.
E quando furono giunti al luogo detto ,
crocifissero quivi lui e i malfattori,
l'uno a destra e l'altro a sinistra.
E Gesù diceva: Padre,
perdona loro,
perché non sanno quello che fanno!
»)

Fiele e aceto

Un ulteriore dettaglio della crocifissione si trova nel Salmo 69:21,
dove il Messia crocifisso dice:
«Anzi mi han dato del fiele per cibo,
e,
nella mia sete,
m'han dato a ber dell'aceto.
» Per fiele sta in ebraico «Rosch» e in greco «Chole».
25a Questo passo attesta che al Messia fu dato prima fiele per cibo e poi aceto per la sua sete.
L'adempimento per il fiele (greco: «Chole»!
)
offerto al Messia,
si trova in Matteo 27:32-35:
«Or nell'uscire trovarono un Cireneo chiamato Simone,
e lo costrinsero a portar la croce di Gesù.
E venuti ad un luogo detto Golgota,
che vuol dire:
Luogo del Teschio,
gli dettero a bere del vino mescolato con fiele;
ma Gesù non volle berne.
Poi,
dopo averlo crocifisso...
» La descrizione del modo in cui si diede l'aceto al Messia,
si trova in Matteo 27:45-48:
«Or dall'ora sesta si fecero tenebre per tutto il paese,
fino all'ora nona.
E verso l'ora nona,
Gesù gridò con gran voce:
Elì,
Elì,
lamà sabactanì?
cioè:
Dio mio,
Dio mio,
perché mi hai abbandonato?
Ma alcuni degli astanti,
udito ciò,
dicevano:
Costui chiama Elia.
E subito un di loro corse a prendere una spugna;
e inzuppatala d'aceto e postala in cima ad una canna gli die' da bere.
» La morte La conclusione di tutti questi dolori insondabili viene espressa nel Salmo 22:15,
dove il Messia prega il suo Dio:
«Tu m'hai posto nella polvere della morte.
» Nel Salmo 31,
5 si trova l'ultima parola del Messia crocifisso:
«Io rimetto il mio spirito nelle tue mani» (vedasi il relativo adempimento in Luca 23:46).

Nel sepolcro di un ricco

Un'importante profezia messianica si trova in Isaia 53:9,
dove è scritto:
«Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi,
ma nella sua morte,
egli è stato col ricco,
perché non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca.
» I malfattori venivano spesso bruciati ad occidente di Gerusalemme nel fuoco del Tofet.
Questo quindi sarebbe stato il sepolcro del condannato.
Ma da Isaia 53:
9 si vede che Dio non permetterà nessun altro oltraggio dopo la morte del Messia,
e che il Messia riposerà da morto presso un ricco.
L'adempimento di questa profezia si trova in Matteo 27:57-60:
«Poi,
fattosi sera,
venne un uomo ricco di Arimatea,
chiamato Giuseppe,
il quale era divenuto anch'egli discepolo di Gesù.
Questi,
presentatosi a Pilato,
chiese il corpo di Gesù.
Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse rilasciato.
E Giuseppe,
preso il corpo,
lo involse in un panno lino netto,
e lo pose nella propria tomba nuova,
che avea fatto scavare nella roccia e dopo aver rotolato una gran pietra contro l'apertura del sepolcro,
se ne andò.
» In ebraico la parola «morte» di Isaia 53:9 sta al plurale,
volendo così esprimere tutto lo strazio di questo genere di morte.
26

La durata della vita

Si trova nell'AT anche un accenno all'età che avrà il Messia morente?
Nel Salmo 102 anche un Salmo messianico,
il Messia si 1 agna,
pregando il suo Dio,
per il fatto che deve morire:
«Io ho detto:
Dio mio,
non mi portar via nel mezzo dei miei giorni!
» (Salmo 102:24)
L'espressione «nel mezzo dei miei giorni» è facile da comprendere se si conosce il Salmo 90,
in cui si parla del breve tempo di vita dell'uomo su questa terra.
Nel verso 10 si legge:
«I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni...
e quel che ne fa l'orgoglio,
non è che travaglio e vanità;
perché passa presto,
e noi ce ne voliamo via.
» Se quindi la durata probabile della vita di un Ebreo era in media di 70 anni,
appare chiaro quel che si intende con l'espressione «nel mezzo dei miei giorni».
Il Signore Gesù ha adempiuto anche questa profezia,
giacché morì a circa 33 anni.
Cominciò il suo servizio pubblico quando aveva all'incirca 30 anni (Luca 3:23)
e operò quasi tre anni fino alla sua morte in croce.

Nessun osso rotto

Una predizione alquanto strana è scritta per il Messia nel Salmo 34:20:
«Egli (Jahwe)
preserva tutte le ossa di lui,
non uno ne è rotto.
» Se si confronta questa profezia col suo adempimento,
appare tutto chiaro.
In Giovanni 19:31-33 si legge:
«Allora i Giudei,
perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione,
e quel giorno del sabato era un gran giorno)
chiesero a Pilato che fossero loro fiaccate le gambe,
e fossero tolti via.
I soldati dunque vennero e fiaccarono le gambe al primo,
e poi anche all'altro che era crocifisso con lui;
ma venuti a Gesù,
come lo videro già morto,
non gli fiaccarono le gambe.
»
Il posto preciso della sua morte

Il punto preciso dove il Messia doveva morire era noto già dal tempo di Abrahamo (circa 1900 a.C.)
.

In Genesi 22:1-19 viene descritta la storia del sacrificio di Isacco.
Essa ebbe luogo su un monte della terra di Moriah o del Moriah,
(secondo un'altra versione:
ebraico «Erez hammorijah»!,
vedasi Genesi 22:2).

Moriah è il monte del tempio di Gerusalemme (cfr. 2 Cronache 3:1).
Perciò il «paese di Moriah»,
o del Moriah,
è semplicemente la regione circostante Gerusalemme.
Isacco non vi trovò la morte,
perché come figlio di Abrahamo era unicamente un Typos,
un modello in vista del Messia.
Al luogo del sacrificio di Isacco (non si trattò quindi del monte Moriah stesso,
ma di una montagna ad esso prossima!),
Abrahamo diede il nome «Jahwe jireh».
(L'Eterno vede o provvede,
vedasi verso 14 e versi 7-8).
Ciò significa che Iddio avrebbe provveduto su tale monte per la vera vittima a cui questa storia mira tipologicamente (come esempio)
.
Perciò Genesi 22:14b afferma:
«Per questo si dice oggi:
Al monte dell'Eterno sarà provveduto.
» Non è forse morto realmente nel paese di Moriah il nostro Signore Gesù,
fuori di Gerusalemme,
sulla collina del Golgota?
(vedasi Giovanni 18+19;
Ebrei 13:12)
.
In tal modo,
ha adempiuto pure questa profezia!

L'importanza della passione e della morte del Messia

Per poter illustrare l'importanza della passione e della morte del Messia,
si deve fare qualche passo indietro.
La Bibbia afferma in moltissimi versi dell'AT (ad es. nel Salmo 14)
e del NT,
che tutti gli uomini hanno peccato,
senza alcuna eccezione.
Romani 3:23 dice:
«Non v'è distinzione;
difatti,
tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio.
»
Iddio però è un Dio infinitamente santo e giusto (Giosuè 24:19;
Salmo 7:11),
e non può in nessun modo tollerare o passare sopra il peccato,
cioè su tutto ciò che è in contraddizione coi suoi pensieri o la sua persona (vedasi Habacuc 1:13)
.
Perciò avrebbe dovuto maledire e condannare ogni uomo.
Ma la Bibbia dice pure che Dio è amore (1.
Giovanni 4:8)
e perciò non vuole maledire e condannare nessuno,
anzi «vuole che tutti gli uomini siano salvati»,
dice 1.
Timoteo 2:4!
Così si rese necessario che Dio trovasse una soluzione per poter offrire agli uomini,
in conformità alla sua santità e giustizia,
il perdono dei peccati e la salvezza eterna.
Ma questo era solo possibile se un uomo perfetto,
senza peccato e santo,
sopportasse come sostituto il giudizio di Dio.
Così Iddio inviò suo Figlio e lo fece divenire uomo,
La Scrittura dice espressamente del Signore Gesù che egli non commise alcun peccato (1.
Pietro 2:22)
e nel NT lo chiama sette volte il «Giusto».
Allorché il Signore Gesù era appeso alla croce,
Iddio lo caricò dei peccati di tutti quelli che hanno creduto in lui e che ancora crederanno.
Sì,
nelle tre ore di tenebre,
egli lo identificò con tutti questi peccatori e scaricò su di lui tutto il giudizio dell'ira divina (1.
Pietro 2:24;
2Corinzi 5:21;
Isaia 53:10)
.
In queste tre ore,
Iddio abbandonò completamente il Messia e perciò questi dovette emettere il terribile grido:
«Dio mio,
Dio mio,
perché mi hai abbandonato?
» (Salmo 22:1;
Matteo 27:46)
Quindi Gesù,
il Messia,
morì (Matteo 27:50)
,
portando a termine l'opera redentrice (Giovanni 19:30)
!
Ora Iddio può donare il perfetto perdono ad ogni peccatore che si affida al Signore Gesù come trasgressore pentito e convertito,
confessandogli in preghiera i propri peccati (1.
Giovanni 1:9)
;
ma sempre in base al sangue versato da Gesù sul Golgota (Efesini 1:7)
.
Infatti leggiamo in Ebrei 9:22 che senza spargimento di sangue è escluso che vi possa essere remissione dei peccati.
In questo momento hanno trovato adempimento pure le parole di Isaia 53:3-6:
«Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore,
familiare col patire,
pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia.
Era spregiato,
e noi non ne facemmo stima alcuna.
E,
nondimeno,
eran le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui s'era caricato;
e noi lo reputavamo colpito,
battuto da Dio,
ed umiliato!
Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni,
fiaccato a motivo delle nostre iniquità;
il castigo,
per cui abbiam pace,
è stato su lui,
e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.
Noi tutti eravamo erranti come pecore,
ognuno di noi seguiva la sua propria via;
e l'Eterno ha fatto cadere su lui l'iniquità di noi tutti.
» 3.
Leggendo Isaia 53 Poiché Isaia assume un posto di tanta importanza nella profezia messianica,
questo passaggio deve essere considerato a parte e più a fondo.
I capitoli 52:13-53:
12 possono essere definiti a ragione «L'evangelo secondo Isaia».
L'Eterno annunciò quasi 700 anni prima di Cristo,
tramite i profeti,
che la «Speranza d'Israele»,
il Messia atteso,
sarebbe stato incomprensibilmente disprezzato e respinto dal suo popolo.
Tuttavia questo «Evangelo» mostrò anche che il Messia non sopporterà dolori solo da parte degli uomini,
ma anche sotto la mano di Dio,
cosicché egli morrà sostitutivamente come giusto per gli ingiusti,
per poterli salvare dai loro peccati.
L'autenticità di Isaia Per poter rifarsi alla fidatezza e all'autenticità di Isaia,
bisogna riandare con la mente ancora una volta a quanto detto nell'Introduzione circa la traduzione dei Settanta e il rotolo completo di Isaia trovato a Qumran.
Infatti Isaia 53 è contenuto per intero in ambedue le opere!
La diversa interpretazione ebraica di Isaia 53 Oggi il giudaismo ha abbandonato completamente l'interpretazione messianica di questo passo di Isaia.
Ma come tuttavia dimostra la letteratura rabbinica,
per lunghissimo tempo non fu così.
Il parere più diffuso oggi sostiene che il «Servo di Dio» non è il Messia,
ma il popolo d'Israele,
o una sua parte.
Sul popolo d'Israele sarebbero caduti i dolori descritti qui.
Questa interpretazione di Isaia 53 è però insostenibile per vari motivi del contenuto:
- Quando mai ha sofferto il popolo d'Israele,
o una sua parte,
per i peccati di altri?
Neanche uomini giusti come Noè,
Daniele e Giobbe avrebbero potuto farlo,
come attesta Ezechiele 14:12-20!
- Può forse essere detto di un qualsiasi Ebreo,
a parte il Messia,
che «non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca?
» (Isaia 53:9)
- Quando mai il popolo d'Israele,
o una parte di esso,
è stato nel sepolcro di un ricco,
anziché in uno posto fra i malfattori?
(Isaia 53:9)
Interpretazioni messianiche nella letteratura rabbinica Come già detto,
nella letteratura messianica c'è tutta una serie di passi che collegano Isaia 53 al Messia.
Tali passi si trovano,
ad esempio,
nel Talmud babilonese,
Sanhedrin 98b,
nel Trattato Abkath Rokel del libro Paskita (700 d.
C)
,
in un commento a Genesi 1:3 del rabbino Moses Haddarschan (11° secolo)
e nel libro Rabboth (300 d.C.
)
su Ruth 2:12Il rabbino Alschesch (16° secolo)
dice circa Isaia 53:
«I nostri antichi rabbini hanno pensato,
sulla scorta della tradizione,
che qui si parli del re Messia.
Perciò pure noi,
seguendoli,
riteniamo,
che dobbiamo pensare che il soggetto di questa predizione sia Davide;
egli è il Messia,
come è ben chiaro.
»28 Nel Midrasch Tanchuma (9° secolo?
)
è detto a proposito delle parole «Ecco,
il mio servo prospererà» (Isaia 52:13)
:
«Questi è il re Messia che è elevato ed esaltato,
reso eccelso,
più in alto di Abrahamo,
innalzato sopra Mosè,
e più degli angeli che servono.
»29 Nel Targum Jonathan Ben Uzziel14,
le trasposizioni aramaiche dei profeti,
che si rifanno a una tradizione rimontante al tempo precristiano,
nella frase «Ecco,
il mio servo prospererà» (Isaia 52:13)
viene inserito addirittura il titolo «Messia».
30 Vi sarebbero ancora molti altri interessanti documenti del genere;
tuttavia ora vogliamo occuparci del modo in cui queste profezie,
redatte per una gran parte col «perfetto profetico» (vedasi Introduzione)
si sono adempiute nel Gesù della storia.
Osservazioni sul testo di Isaia 53 Isaia 52:13:
«Ecco,
il servo prospererà,
(o "agirà saggiamente",
secondo un'altra versione)
sarà elevato,
esaltato,
reso sommamente eccelso.
» Prima che venga descritta la terribile Passione del Messia,
viene rappresentato il suo trionfo.
Il Messia deve essere tolto dal sepolcro (alla risurrezione,
Atti degli Apostoli 2:24)
;
elevato in cielo (all'ascensione,
Atti degli Apostoli 1:9)
;
e sovranamente innalzato (sul trono,
alla destra di Dio;
Marco 16:19)
.
Isaia 52:14:
«Come molti,
vedendolo,
son rimasti sbigottiti,
(tanto era disfatto il suo sembiante sì da non parere più un uomo,
e il suo aspetto sì da non parer più un figliuol d'uomo)
.
» Qui si parla del Messia maltrattato dagli uomini:
il dorso del Signore Gesù fu trasformato in una sanguinolenta massa e la sua carne dilaniata,
allorché Pilato lo fece flagellare (con cinghie di cuoio,
dalle estremità munite di acuminati pezzi di metallo,
pietre o ganci;
Giovanni 19:1)
.
Sul suo capo fu posta una corona di spine,
con aculei lunghi 5-8 centimetri,
cosicché il sangue gli scorreva abbondante sui capelli e sul volto (Giovanni 19:2)
.
Isaia 52:15:
«Così molte saranno le nazioni di cui egli desterà l'ammirazione:
i re chiuderanno la bocca dinanzi a lui,
poiché vedranno quello che non era loro mai stato narrato,
e apprenderanno quello che non avevano udito.
» Il messaggio del martoriato Messia Gesù fu poi annunciato in tutto il mondo fuori dei confini d'Israele,
ove esso sollevò grande impressione (vedasi Romani 15:18-21)
.
Persino re udirono tale notizia (Agrippa:
Atti degli Apostoli 26:27-28;
l'imperatore romano:
vedasi Atti degli Apostoli 25:11,
12 ecc)
.
Isaia 53:1:
«Chi ha creduto a quello che noi abbiamo annunziato?
E a chi è stato rivelato il braccio dell'Eterno?
» Sebbene l'annuncio del Messia e delle sue sofferenze si diffondesse in tutto il mondo,
esso incontrò una grande incredulità.
Solo pochi Ebrei vi credettero (Giovanni 12:37-38)
.
Ma anche fra i non Ebrei,
i pagani,
sollevò (e solleva)
un rifiuto profondo.
Isaia 53:2a:
«Egli è venuto su dinanzi al lui come un rampollo,
come una radice ch'esce da arido suolo.
» Questo verso parla della crescita del Messia come piccolo bambino (la parola ebraica «Joneq» = «Rampollo» significa contemporaneamente anche «Lattante»!
)
.
Questa crescita del Signore Gesù avvenne però «dinanzi a lui»,
cioè in completa comunione col suo Dio (Luca 2:40,
41-52)
.
Egli crebbe nel mezzo di un popolo contraddistinto da durezza di cuore,
incredulità e religiosità morta,
cioè «da arido suolo».
Isaia 53:2b+3:
«Non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi,
né apparenza,
da farcelo desiderare.
Disprezzato e abbandonato dagli uomini,
uomo di dolore,
familiare col patire,
pari a colui dinanzi al quale ciascuno si nasconde la faccia,
era spregiato,
e noi non ne facemmo stima alcuna.
» Fra gli Ebrei si attendeva come Messia un combattente per la libertà,
che avrebbe scosso il giogo dei Romani.
Così si ebbe per Gesù che venne come mansueto servo del Signore,
solo disprezzo e onta.
Furono specialmente i capi del popolo che lo rifiutarono (la parola ebraica «Ishim» indica uomini di particolare alta condizione)
.
Solo pochissimi riconobbero la sua gloria,
«Piena di grazia e di verità,...
gloria come quella dell'Unigenito venuto da presso al Padre» (Giovanni 1:14)
.
Isaia 53:4a:
«E,
nondimeno,
erano le nostre malattie che egli portava,
erano i nostri dolori quelli di cui s'era caricato.
» Il Signore Gesù ha risentito profondamente le sofferenze dei molti malati di Israele:
e le portò durante tutta la sua vita su questa terra (Matteo 8:16.17;
vedasi Giovanni 11:33-36).
(Si osservi che in questo verso si parla di «malattie» e «dolori» e non di «misfatti» o « trasgressioni»!.
Isaia 53:4b-6:
«E noi lo reputavamo colpito,
battuto da Dio,
ed umiliato!
Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni,
fiaccato a motivo delle nostre iniquità;
il castigo,
per cui abbiam pace,
è stato su lui,
e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.
Noi tutti eravamo erranti come pecore,
ognuno di noi seguiva la sua propria via;
e l'Eterno ha fatto cader su lui l'iniquità di noi tutti.
» Era evidente che il Messia Gesù soffrisse per la malvagità dei Romani e degli Ebrei (però questo fatto,
da solo,
non poteva rimettere nessun peccato)
,
mentre nel passo profetico si afferma che nelle tre ore di tenebre Iddio lo punì alla croce come sostituto per i peccati di tutti quelli che,
pentendosene,
li hanno confessati al Creatore (o che lo faranno in seguito)
ed hanno avuto fiducia nel sacrificio di espiazione del Golgota (o vi crederanno in avvenire)
(1 Giovanni 1:9;
Romani 3:23-26).
Isaia 53:7:
«Maltrattato,
umiliò sé stesso,
e non aperse la bocca.
Come l'agnello menato allo scannatoio,
come la pecora muta dinanzi a chi la tosa,
egli non aperse la bocca».
Il Signore Gesù sopportò tutti i maltrattamenti senza opporre resistenza.
Come si è adempiuto esattamente:
«come la pecora,
...
non aperse la bocca...
» (vedasi Matteo 26:62;
27:12-14 ecc.
)
!
Nell'AT si offrivano a Dio sacrifici di animali per i peccati commessi;
è interessante osservare che,
per es,
da questo passo di Isaia si può riconoscere,
che già in quel tempo era chiaro,
che tali vittime erano solo prototipi in vista del sacrificio del Messia che realmente toglie i peccati!
Isaia 53:8:
«Dall'oppressione e dal giudizio fu portato via (o strappato in fretta e furia)
.
E fra quelli della sua generazione chi riflette ch'egli era stato strappato dalla terra dei viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo?
» La condanna del Signore Gesù fu solo una falsa procedura corrotta,
che si ridusse a una breve caricatura di processo.
Poiché «nei processi in questioni di vita e di morte» il Sinedrio doveva di solito citare come testimoni persone che avessero potuto deporre a favore dell'accusato.
Dove erano invece i difensori di Gesù?
In fretta e furia,
si svolse il procedimento.
Chi può descrivere la corruzione di quella gente?
Uccisero il loro Messia!
Ma contemporaneamente egli morì per tutto Israele (vedasi Matteo 1:21;
Giovanni 11:50,
51)
!
Isaia 53:9:
«Gli avevano assegnato la sepoltura fra gli empi,
ma nella sua morte,
egli è stato col ricco,
perché non aveva commesso violenze né v'era stata frode nella sua bocca.
» La sepoltura degli empi sarebbe stata nella valle di Hinnom,
fuori della città di Gerusalemme,
dove venivano bruciati i rifiuti cittadini.
Ma Iddio non consentì un ulteriore oltraggio.
Così avvenne che egli fu posto nel sepolcro del ricco Giuseppe di Arimatea (Matteo 27:57-60)
.
La sua innocenza viene confermata tramite una triplice testimonianza apostolica:
- non conobbe peccato (2 Corinzi 5:21: Paolo)
- non commise peccato (1 Pietro 2:22: Pietro)
- non fu trovato peccato in lui (1 Giovanni 3:5: Giovanni)
.
Isaia 53:10: «Ma piacque all'Eterno di fiaccarlo coi patimenti.
Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per la colpa,
egli vedrà una progenie,
prolungherà i suoi giorni,
e l'opera dell'Eterno prospererà nelle sue mani.
» Quando il Signore Gesù fu posto in croce,
carico di colpe altrui,
l'Iddio Santo e Giusto dovette abbandonarlo per tre ore (Matteo 27:45,
46)
e colpirlo al nostro posto.
Ma avendo portato a termine l'opera redentrice,
«prolungherà i suoi giorni»,
risorgendo dai morti il terzo giorno (Atti degli Apostoli 1:3;
10:40,
41;
Romani 6:9;
Apocalisse 1:18 ecc)
.
Isaia 53:11: «Egli vedrà i frutto del tormento dell'anima sua,
e ne sarà saziato;
per la sua conoscenza,
il mio servo,
il giusto,
renderà giusti i molti,
e si caricherà egli stesso delle loro iniquità.
» La sua opera redentrice comporta delle impensabili conseguenze: i peccatori possono essere liberati dalle loro colpe e sono «il frutto del tormento dell'anima sua».
Per mezzo suo,
tutti i credenti possono essere giustificati davanti a Dio (Romani 3:26)
.
Isaia 53:12: «Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi,
ed egli dividerà il bottino con i potenti,
perché ha dato sé stesso alla morte,
ed è stato annoverato fra i trasgressori,
perch'egli ha portato i peccati di molti,
e ha interceduto per i trasgressori.
» Il Signore si è sacrificato di sua spontanea volontà (ha dato se stesso nella morte;
vedasi Giovanni 10:17,
18)
ed è stato annoverato fra i trasgressori (ebraico «Posch gim» = delinquenti,
Luca 23:33)
,
perciò Dio gli darà come ricompensa avvenire il regno messianico (Apocalisse 20:6)
,
e anche il residuo fedele di Israele vi parteciperà (= i potenti)
.
Quando era in croce,
il Signore Gesù ha interceduto per i trasgressori (Luca 23:34)
.
Egli portò i peccati di molti,
ma non di tutti (vedasi Ebrei 9:28;
Marco 10:45)
!
Chiunque non confessa a Dio la propria colpa e non lo ringrazia per aver sacrificato il suo Messia Gesù,
cadrà sotto il giudizio eterno di Dio (Matteo 25:41,
46)
.
Ma oggi è ancora giorno di salvezza;
chiunque viene al Signore Gesù sarà accolto (Matteo 11:28-30)
!
4.
La risurrezione Anche la risurrezione del Messia fu preannunciata nell'AT!
Nel Salmo 16:8-10 parla il Messia stesso: «Io ho sempre posto l'Eterno davanti agli occhi miei;
poiché egli è alla mia destra,
io non sarò punto smosso.
Perciò il mio cuore si rallegra e l'anima mia festeggia;
anche la mia carne dimorerà al sicuro;
poiché tu non abbandonerai l'anima mia in poter della morte (ebraico: Scheòl)
né permetterai che il tuo santo vegga la corruzione.
» (versione Diodati;
o «la decomposizione»,
secondo la Riveduta della SBG 1982)
.
Questo passo non può assolutamente riferirsi a Davide,
il compositore di questo Salmo,
giacché egli morì 1000 prima che vivesse il Messia e «vide» conseguentemente «la corruzione»,
«la decomposizione».
Il suo sepolcro poteva essere visitato a Gerusalemme ancora nel 32 d.C.
(vedasi Atti degli Apostoli 2:29)
!
Ma del Signore Gesù ci viene attestato con somma chiarezza che egli è risorto tre giorni dopo la morte e che egli «non vide la corruzione»,
la «decomposizione» (vedasi Matteo 28;
Marco 16;
Luca 24;
Giovanni 20 e 21)
.
Giuseppe Flavio conferma la risurrezione La risurrezione di Gesù Cristo non ci viene confermata solo da fonti storiche bibliche.
Lo storico Giuseppe Flavio pubblicò nell'anno 93 la sua opera in 20 volumi «Antiquitates Judaicae»,
che egli scrisse per i Romani,
affinchè questi fossero meglio informati sugli Ebrei e sulla loro religione.
In essa egli si pronuncia brevemente sul giudizio e sulla risurrezione del Signore Gesù: «In tal tempo (cioè quello di Pilato,
26-36 d.
C)
,
apparve Gesù,
un uomo sapiente,
taumaturgo che compì molte opere miracolose e fu maestro per gli uomini,
che accettavano volentieri la verità.
Guadagnò alla sua causa molti Ebrei e anche molti Greci.
Quest'uomo era il Messia.
E dopo che Pilato l'ebbe condannato a morte su incitamento dei nostri propri capi,
quelli che lo amavano non lo abbandonarono.
Giacché egli apparve loro di nuovo vivente,
dopo tre giorni ...
».
31 Già trattando l'autenticità della citazione di Flavio (pag. 35)
accennammo che questo passo fu messo in dubbio da vari critici.
Si rivedano dunque gli argomenti esposti prima a favore dell'autenticità di questa citazione di Giuseppe Flavio.
Più di 500 testimoni oculari In tutto vi furono più di 500 testimoni oculari della risurrezione (vedasi 1.
Corinzi 15:3-9)
.
Non è possibile dichiarare impostori tutti questi uomini,
giacché l'insincerità è in contraddizione fondamentale con l'insegnamento del NT,
a cui essi si attenevano con la massima fermezza e anche perché alcuni di loro non temettero di dover subire il martirio a motivo della loro fede!
Senza risurrezione,
non c'è Cristianesimo Va notato attentamente il fatto seguente: verso l'anno 57 d.C,
l'apostolo Paolo scrisse in una lettera ai Corinzi che la certezza della fede cristiana si basa sulla realtà della risurrezione,
cioè se la risurrezione del Signore non fosse un fatto storico,
la fede dei Cristiani non avrebbe alcun senso.
Infatti in 1 Corinzi 15:16-19 si legge testualmente: «Difatti,
se i morti non risuscitano,
neppure Cristo è risuscitato;
e se Cristo non è risuscitato,
vana è la vostra fede;
voi siete ancora nei vostri peccati.
Anche quelli che dormono in Cristo son dunque periti.
Se abbiamo speranza in Cristo per questa vita soltanto,
noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini.
» Se i testimoni oculari della risurrezione fossero stati ingannatori,
come avrebbero poi potuto far dipendere tutta la loro predicazione da una menzogna?
Perciò la risurrezione deve essere stata un'incrollabile certezza.
Paolo scrive poi nel verso seguente (1 Corinzi 15:20): «Ma ora Cristo è risuscitato dai morti,
primizia di quelli che dormono.»

L'importanza della risurrezione

La risurrezione di Cristo dai morti è così importante perché risuscitando il suo Messia dai morti,
Iddio voleva dare a tutti la prova che aveva accettato completamente il suo sacrificio sostitutivo ed è pronto a perdonare chiunque vi ricorre e fa sua personalmente,
in fede,
questa opera espiatrice,
confessando senza esitazioni la sua colpa personale.

Conclusione

E' chiaro che nell'ambito della presente trattazione il tema della profezia messianica non ha potuto essere svolto esaurientemente.
Spero però di aver dimostrato in modo accessibile veramente a tutti,
per impostazione e linguaggio volutamente semplicissimi (anche in questa traduzione italiana),
che 1. Gesù di Nazareth è il Messia predetto nell'AT,
e 2. che il benessere di ogni singola persona dipende esclusivamente,
se si accetta ovvero se si rigetta il Signore Gesù Cristo come Messia e proprio Salvatore personale.

Appendice

A) Note ( T - tedesco;F - > francese;
I - inglese; V. - vedasi )
1 A. Lamorte: Israele -
la sua terra e il suo libro,
Beatenberg, 1970, pag. 28, T; v. A.
Lamorte: Le scoperte archeologiche del Mar Morto -
fantasia o storia? Bevaix,
pag. 34,
F 2 John C. Trever: Manoscritti della grotta 1 di Qumran (Il grande rotolo di Isaia),
Gerusalemme, 1972,
I 3,4,
4a Frank Moore Cross: L'antica biblioteca di Qumran e la scienza biblica,
Neukirchen-Vluyn,
1967,
pag. 154;
155;
56;
T 5,
6 La Septuaginta in greco e inglese,
Bagster e Figli SRL,
Londra,
Introduzione,
pag. 1; vedasi Giovanni 10:34 con Salmo 82:6 e 1 Corinzi 14:21 con Isaia 28:11,12,
I 7 Traduzione della Bibbia,
Lutero,
con Apocrifi in appendice,
Stoccarda,
1955,
pag. 31,
T 8 Kurt Aland,
Breve lista dei manoscritti greci del NT, Berlino,
1963,
T Kurt e Barbara Aland: il testo del Nuovo Testamento,
1982, pag. 87,
T 9 V.
anche: W.
Gitt,
Profezia -
Manifestazione di Dio nel tempo e nello spazio,
in: factum 1/2-1981,
T 9a Hollenberg-Budde: Libro scolastico ebraico,
Basilea e Stoccarda,
1957,
pag. 75, T 9b V.
Sir R.
Anderson: Il principe che viene,
Grand Rapids,
Michigan,
X edizione,
1957, pag. 67-75,
1 10 Citato secondo Dale Rhoton: La logica della fede,
Strombeeck Bever, Belgio,
1970,
pag. 19,
T 11 Citato secondo Michael Green: Nessuno venga a parlarmi di fatti,
II edizione,
Neuhausen-Stoccarda,
1974,
pag. 19,
T 12 Citato secondo Frederick F. Bruce, M.
A.
,
D.D.
: La credibilità degli scritti del Nuovo Testamento,
Un esame dei reperti storici,
Bad Liebenzell, 1976, pag. 124,
T 12a V.
Talmud babilonese, Nazir 32b; Giuseppe Flavio: Antiquitates Judaicae,
X,
II.7;
De bello Judaico,
IV, 6.3 e VI,
5.4,
T 13 Citato secondo Abrahamo Meister: L'adempimento della promessa messianica dell'AT con Gesù di Nazareth,
Dott.
S.
Kulling,
Chrischonarain 201,
4126 Bettingen,
pag 19,
T 13a Talmud babilonese,
Sanhedrin 98b

14 «Targum»,
plurale «Targumim»: trascrizioni e traduzioni aramaiche di quasi tutto l'AT.
In seguito alla cattività babilonese,
l'aramaico sostituì l'ebraico come lingua nazionale.
Perciò da tal momento,
alla lettura dell'AT,
il testo dovette sempre essere tradotto in aramaico.
Dapprima fu fatto oralmente e a memoria.
Più tardi queste tradizioni di versione furono fissate per iscritto nei Targumim.
Poiché esse contengono anche aggiunte come spiegazione,
informano sul pensiero teologico nel giudaismo fino al tempo precristiano.
Dei più antichi ed importanti Targumim fanno parte il Targum Onkelos per i cinque libri di Mosè e il Targum Jonatlìan Ben Uzziel per i profeti 15 Lo «Shebet» è in rapporto col popolo d'Israele anche espressione del fatto che la tribù che Io possiede viene considerata da Dio come testimone responsabile di fronte agli altri popoli.
16 Che Matteo 1 effettivamente riproduca la tavola genealogica di Giuseppe e Luca 3 quella di Maria deve essere dimostrato: in Matteo 1:16 si ha: «Giacobbe generò Giuseppe,
lo sposo di Maria».
Da ciò risulta che Giacobbe era il padre reale di Giuseppe.
In Luca 3:23 sta scritto,
secondo alcune traduzioni: «Giacobbe figlio di Heli».
Però nell'originale greco manca la parola «figlio»!
Egli era infatti figlio di Giacobbe;
e di Heli,
padre di Maria,
era unicamente il genero.
17 Circa la crudeltà di Archelao v.
«De bello Judaico»,
II, 7,3 di Giuseppe Flavio

18 V.
«De bello Judaico»,
1,33

19 Questa citazione corrisponde alla traduzione dei LXX in Isaia 40:3;
v.
Matteo 3:3

20 Citato secondo Michael Green, pag 19, v. 11
21 V. per es.
le sue profezie sulla distruzione di Gerusalemme (Luca 19:41-44 e 21:20-24).
La sua profezia in Luca 21:20-24 servì alla salvezza di tutti i Cristiani durante l'assedio di Gerusalemme nel 70 d.C.
Allorché Tito,
dopo aver accerchiato la città,
ritirò le sue truppe per un «motivo inspiegabile» come tramanda Giuseppe Flavio,
i Cristiani si diedero alla fuga fidando nell'ordine del Signore e poterono mettersi al sicuro.
In seguito vi furono l'assedio definitivo e la distruzione della città.
21a Questo verso viene interpretato messianicamente nel Talmud babilonese, Sanhedrin 97b 22 V.
ad es.
,
Benjamin Davidson,
II lessico analitico ebraico e caldeo, Londra, 1970,
I 22a Pesiqta Rabbati,
Pisqua 36,
161b su Isaia 60:1,
2 e Pisqua 37,162b su Isaia 60:10 23 Nell'AT si fa una differenza chiara e assai esatta fra animali puri e animali impuri (v. Leviti-co 11:5;
Deuteronomio 14).
Secondo tale ripartizione,
i cani appartengono agli animali impuri.
Perciò i non Ebrei,
che non appartengono al popolo di Dio ( = Israele)
possono essere designati figurativamente con l'espressione «Cani».
Quindi non si tratta in nessun caso di un insulto,
come invece lo è in italiano e anche in altre lingue!
24 La traduzione con «forato» è molto corretta.
Anche la LXX comprende in tal modo l'espressione ebraica.
Quindi «Kaari» per «kaarim» può essere inteso quale part.
att.
masch.
plur.
dalla radice «kvr». V.
Benjamin Davidson,
II lessico analitico ebraico e caldeo,
pag. 45 (XXXI,
I, I)
e pag. 367,
I
25 Citato secondo Michael Green,
v. 11, pag. 15,
T
25a Si intende con ciò un narcotico,
un anestetico,
uno stupefacente

26 V.
la nota della traduzione Elberfeld di Isaia 53:9,
T
27 La rottura delle ossa doveva accelerarne la morte
28 Citato secondo Abraham Meister,
v.
13,
pag. 13,
T
29 Come sopra
30 Praticamente tutti i dolori verranno in seguito,
ma facendo violenza alla lingua,
tenuti lontani dal Messia.
Però deve trattarsi del frutto di un lavoro redazionale posteriore fatto per motivi polemici.
31 Citato secondo Michael Green,
pag. 19,
vedi sopra
B) Citazioni bibliche
L'autore ha usato,
per il testo tedesco,
maggiormente la versione Elberfeld.
Per la traduzione in italiano,
le citazioni bibliche sono state tratte,
per lo più,
dalla Versione Riveduta italiana,
edita dalla Società biblica britannica e forestiera.
Il nome di Dio è stato reso con «Jahwe».
Si è fatto pure ricorso alle versioni: Riveduta della Società biblica di Ginevra 1982,
Diodati e ad altre ancora,
pure usate in Italia.

C) Edizioni dei testi originari dell'AT e del NT
- Biblia Hebraica Stuttgartensis Thora,
Neviim Uketubim Stoccarda, 1967/77

- Novum Testamentum Graece Nestle-Aland XXVI edizione, Stoccarda, 1979

- The Greek New Testament United Bible Societies Third Edition,1975

- Septuaginta Alfred Rahlfs Stoccarda, 1935

- Versione Elberfeld XII edizione Wuppertal, 1951

(cliccare qui per tornare indietro)

PROFEZIE: UN PRODIGIO UNICO NELLA STORIA DELL’UMANITA’

Una delle prove più grandiose dell’ispirazione divina della Bibbia
sono appunto le profezie di vario genere contenute nel testo sacro.
In tutti i tempi l’uomo ha cercato di conoscere il futuro.
Le religioni antiche erano fondate essenzialmente sull’arte divinatoria
esercitata dai sacerdoti attraverso gli oracoli,
gli aruspici,
la magia, l’astrologia, ecc.
Famosi per questo furono soprattutto gli Assiri,
i Babilonesi e gli Egiziani.
Riferendosi appunto ai tentativi degli antichi di far predire il futuro dai falsi dèi,
Dio afferma tramite il profeta Isaia:
Isaia 44:6-7 “… Io sono il primo e sono l’ultimo,
e all’infuori di me non c’è Dio.
Chi è come me?
Lo proclami pure,
lo dichiari e ne fornisca le prove davanti a me da quando ho stabilito questo popolo antico.
Annuncino loro le cose che avverranno e gli avvenimenti che avranno luogo.” (ND)

Anche oggi si spendono somme favolose nel vano tentativo di sollevare il velo del futuro.
Approfittando di questa psicosi della curiosità,
Satana trascina le moltitudini nella penombra di migliaia di studi di consultazione,
nutrendole di cabale e di mistero.
Nel mondo di oggi,
invece di prestare attenzione alle profezie della Bibbia,
si preferisce contare sugli oscuri responsi dei moderni oracoli,
con risultati disastrosi (vedi studio a parte sull’occultismo).
Le profezie della Bibbia,
benché talvolta si occupino di singoli personaggi,
trascendono gli individui e si interessano di interi popoli o dell’intera umanità.
Non tirano ad indovinare;
presentano fatti che tutti possono esaminare con una precisione che sbalordisce.
Facciamo qualche esempio.

Le profezie messianiche
Dio stesso,
nello scacciare dall’Eden Adamo ed Eva,
annunzia la venuta di un Salvatore.
Nel corso dei secoli particolari importanti furono aggiunti:
sarebbe uscito dalla tribù di Giuda, figlio di Giacobbe,
sarebbe stato discendente del re Davide,
sarebbe nato a Betlemme da una vergine,
avrebbe insegnato mediante parabole e compiuto miracoli straordinari,
sarebbe stato tradito per trenta sicli d’argento,
usati poi per comprare il campo di un vasaio,
avrebbe subìto una morte espiatoria in favore dell’umanità peccatrice,
sarebbe stato sepolto nella tomba di un ricco,
sarebbe risorto...
(vedi studio a parte).
Il profeta Daniele prediceva inoltre la data esatta dell’inizio del Suo ministero terreno
e la data della Sua morte (Dan. cap. 9: vedi studio a parte).

La distruzione di Tiro
La storia della distruzione di Tiro,
famoso porto fenicio dell’antichità,
merita particolare attenzione in quanto si metteva in dubbio l’adempimento di una profezia che la concerneva.
Tiro vantava una flotta celebre in tutto il mondo
ed era una città di commercianti e un importantissimo centro di traffici tra l’Occidente e l’Oriente.
La città sorgeva sulla costa,
ma su un’isola a mezzo chilometro di fronte ad essa
aveva molti depositi commerciali e cantieri navali,
dove spesso gli abitanti si rifugiavano in caso di pericolo.

A questa città pagana,
ricca,
potente e famosa per il culto orgiastico e crudele di Baal,
incarnazione delle forze della natura,
fu rivolto l’ardito vaticinio del profeta Ezechiele nel 586 a.C.,
l’anno che precedette la sua caduta:

Ezechiele 26:3,4,12,14 “Perciò così parla il Signore,
l’Eterno: Eccomi contro di te, o Tiro!
Io farò salire contro di te molti popoli,
come il mare fa salire le proprie onde.
Ed essi distruggeranno le mura di Tiro,
e abbatteranno le sue torri;
io spazzerò via di su lei la sua polvere,
e farò di lei una roccia nuda...
Essi faranno lor bottino delle tue ricchezze,
saccheggeranno le tue mercanzie,
abbatteranno le tue mura,
distruggeranno le tue case deliziose,
e getteranno in mezzo alle acque le tue pietre,
il tuo legname,
la tua polvere...
E ti ridurrò ad essere una roccia nuda;
tu sarai un luogo da stendervi le reti;
tu non sarai più riedificata,
perché io,
l’Eterno,
son quegli che ho parlato,
dice il Signore,
l’Eterno.
” (L)
Uno studio attento di questa profezia dimostra che essa avrebbe visto la sua realizzazione in due distinte fasi (è così anche di altre profezie)
ed avrebbe dato luogo ai seguenti eventi: - Tiro, la ricca e fiorente città sulla costa sarebbe stata saccheggiata e distrutta.
- Non sarebbe mai stata riedificata.
- Perfino le pietre,
il legname,
la polvere sarebbero stati gettati in mare.
L’anno successivo a questa profezia,
nel 585 a.C.,
il re di Babilonia, Nabucodonosor,
pose l’assedio a Tiro e la distrusse completamente,
ma nei tredici anni successivi non riuscì a far cadere l’isola di Tiro,
sede dei grandi magazzini e dei cantieri navali che resisteva validamente all’urto dei babilonesi,
che però non disponevano di mezzi navali adeguati.
Finalmente fu stipulato un patto con il quale i difensori dell’isola riconoscevano la sovranità babilonese.
Nei 240 anni successivi la nuova città sull’isola rifiorì mentre sulla costa
le antiche rovine mostravano la loro desolazione,
fino al tempo della conquista greca.
Alessandro Magno,
dopo aver sconfitto l’ultimo re persiano Dario III Codomano,
si volse contro la nuova Tiro che rifiutava di sottomettersi.
Fu allora che la seconda parte della profezia ebbe il suo compimento.
Alessandro non volle perdere tempo in un lungo ed estenuante assedio e,
senza indugio,
fece costruire una diga lunga 600 metri e larga 60 per unire il continente all’isola,
sede della nuova città.
Nella ricerca spasmodica di materiale,
i soldati di Alessandro furono attirati dalle rovine dell’antica Tiro che da oltre due secoli giacevano desolate.
Le pietre che avevano formato i palazzi,
le strade,
le mura,
i resti del legname pregiato che avevano ornato le sontuose dimore dei ricchi commercianti,
perfino la polvere dell’ antica città,
tutto fu raschiato e gettato nel mare per costruire la diga.
Dopo sette mesi,
la nuova Tiro,
attaccata dal mare e dalla terra,
cadde nelle mani dei greci che uccisero molti dei suoi 40.000 abitanti,
deportandone i superstiti.

La diga fatta costruire dal giovane conquistatore,
allargatasi per i depositi di sabbia,
si trasformò in una penisola sulla punta della quale ora sorge la cittadina di Sour,
di circa 8.000 abitanti,
ma dell’antica città non rimase nulla ed è per questo che oggi gli archeologi non sono in grado di fissarne l’esatta ubicazione.
La profezia si è avverata alla lettera: chi dubitava la metteva in relazione all’isola di Tiro che,
solo più tardi,
divenne importante,
mentre ai tempi di Ezechiele occupava solo un posto di secondaria importanza,
essendo considerata un’appendice della grande e famosa metropoli commerciale che sorgeva sul continente.
Uno studio accurato della storia riconferma la veridicità delle profezie bibliche.
La distruzione di Babilonia Babilonia,
la favolosa città che sorgeva sulle rive dell’Eufrate nella fertile pianura della Mesopotamia,
aveva origini antichissime ed era già famosa quando al posto di Roma vi erano solo oscuri villaggi di pastori.
Sede di re potentissimi e crudeli,
era la capitale per eccellenza.
Il recinto quadrato delle sue doppie e poderose mura,
intervallate da 250 torri,
chiudeva la città e la rendeva inaccessibile ai nemici.
Era considerata anche il centro religioso del mondo antico,
per il celebre santuario del dio Marduk.
Le tavolette con scrittura cuneiforme del tempo del re Nabucodonosor
menzionano 53 templi dedicati agli dèi più importanti,
955 a quelli minori,
384 altari che sorgevano nel dedalo perfetto delle strade,
capolavoro dell’ ingegneria babilonese.
Su tanta magnificenza torreggiava la grande mole del tempio di Marduk,
superato in altezza solo dalle due piramidi di Gizeh.
Nel suo lungo regno durato 43 anni,
Nabucodonosor aveva fatto costruire,
tra l’altro,
tre immensi palazzi,
uno dei quali rimase celebre per i suoi famosi giardini pensili:
era la residenza ufficiale del sovrano.
Ponti,
palazzi ciclopici e sontuosi,
vasti e rigogliosi giardini,
templi splendenti e famosi,
un esercito potentissimo,
sapienti conosciuti in tutta la Terra,
nascondevano però una profonda corruzione che si riassumeva in due sole parole: idolatria e immoralità.
Sulla città che sembrava essere eterna pendeva il verdetto di Dio.
Quasi cento anni prima che Babilonia raggiungesse il suo massimo splendore,
il profeta Isaia aveva predetto,
sotto ispirazione divina:
Isaia 13:19-20“E Babilonia, lo splendore dei regni,
la superba bellezza dei Caldei,
sarà come Sodoma e Gomorra,
quando Iddio le sovvertì.
Essa non sarà mai più abitata;
d’età in età nessuno vi si stabilirà più;
l’Arabo non vi pianterà più la sua tenda,
né i pastori vi faran più riposare i loro greggi.” (L)

Passavano gli anni e la fiorente città,
con la sua accresciuta potenza,
sembrava contraddire la terribile profezia.
Eppure,
alla prima se n’era aggiunta una seconda.
Mentre la città era all’apogèo della sua gloria,
alla fine del VI secolo a.C.,
il profeta Geremia annunciava: Geremia 51:53-58 > “Quand’anche Babilonia s’elevasse fino al cielo,
quand’anche rendesse inaccessibili i suoi alti baluardi,
le verranno da parte mia dei devastatori,
dice l’Eterno.
Giunge da Babilonia un grido,
la notizia di un gran disastro dalla terra dei Caldei.
Poiché l’Eterno devasta Babilonia...
Così parla l’Eterno degli eserciti:
le larghe mura di Babilonia saranno spianate al suolo,
le sue alte porte saranno incendiate.” (L)

Nabucodonosor passò;
dopo la scomparsa del gran re la potenza babilonese declinò tra le lotte di palazzo,
finché il trono passò a Nabonide che si associò nel regno il figlio Belsatsar.
Il nome di quest’ultimo figurava solo nella Bibbia e diversi studiosi ne contestavano l’esistenza.
I critici della Bibbia vedevano in questo dato falso una prova della leggendarietà del libro di Daniele,
un autore che neppure conosceva la storia di Babilonia.
Ma nel 1924 Sidney Smith scoprì nel Museo Britannico una tavoletta dalla quale risultava che
Belsatsar era stato fatto re da suo padre.
Il prof. R. P.
Daugherty studiò i numerosi testi che si occupavano di questi due personaggi storici
e pubblicò un libro sull’argomento (‘Nabonidus and Belshazzar’) nel 1929,
conteneva abbondanza di materiale a sostegno delle sezioni storiche del libro di Daniele.
Egli dimostrò che Nabonide,
nel terzo anno del suo regno,
trasmise l’autorità regale al figlio Belsatsar e poi se ne andò in Arabia,
a Tema, dove trascorse molti anni.
Le indagini condussero Daughery alla conclusione che il quinto capitolo del libro del profeta Daniele rappresenta,
dopo le tavolette in cuneiforme,
la più sicura fonte della nostra conoscenza intorno agli ultimi giorni di Babilonia.
Così, l’archeologia,
la storia e la Bibbia aprono uno squarcio preciso sull’adempimento di queste profezie.
Dopo essere stato sconfitto una prima volta dai persiani a Opis,
Belsatsar -
in assenza di Nabonide -
si chiude in Babilonia (539 a.C.),
mentre l’esercito nemico circonda la capitale.
I Medo-Persiani sono comandati da un giovane condottiero,
Ciro il Grande, audace,
abilissimo e astuto.
Egli sa che sarebbe vano porre l’assedio alla munitissima metropoli,
per cui ricorre ad uno stratagemma.
Sa che tra poco, in occasione di un’attesissima festa annuale,
i babilonesi si abbandoneranno ad ogni eccesso e fissa per quella notte il suo piano di attacco.

Nel libro di Daniele, al cap. 5,
possiamo leggere del convito orgiastico e blasfemo
(si beve vino nelle coppe sacre trafugate nel tempio di Gerusalemme nel 586 a.C.)
organizzato dal re Belsatsar e di come l’Eterno lo avvertì, tramite il Suo profeta Daniele,
che quella notte stessa il suo regno e la sua vita
sarebbero giunti alla loro fine per opera dei Medo-Persiani.

Mentre nel palazzo reale e nella città è in corso tale festa blasfema e immorale,
nelle tenebre i nemici si preparano all’attacco.
Contando sul generale stato di ubriachezza degli assediati,
Ciro agisce fulmineamente.
Dopo aver fatto deviare ad un dato momento il corso dell’Eufrate
in un lago artificiale lontano dalla città,
ordina alle sue truppe scelte di passare sotto
le mura da dove il canale del fiume entra ed esce dalla città,
non appena diventa guadabile.
Dentro,
le rive sono difese da alte mura e in corrispondenza delle strade che vi sboccano,
porte di ferro robustissime sbarrano di notte l’accesso alla città.
Ma Ciro sa che gli stravizi dei nemici gli faciliteranno la strada: infatti,
nell’ ebbrezza generale,
le porte sono inavvertitamente rimaste aperte e le poche,
sonnolenti sentinelle,
vengono uccise prima ancora che abbiano il tempo di dare l’allarme.
Il re Belsatsar viene ucciso con i suoi cortigiani e Babilonia cade.

Un secolo prima, tramite il profeta Isaia,
il Signore aveva annunziato: Isaia 45:1-2 “Così parla l’Eterno al Suo unto, a Ciro,
che io ho preso per la destra per atterrare dinanzi a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui le porte,
sì che niuna gli resti chiusa.” (L)
Parlando dell’improvvisa caduta di Babilonia non si può fare a meno di ricordare queste parole
e di notare che anche il nome del vincitore era stato predetto oltre un secolo prima della sua nascita.
Più tardi, Babilonia -
insofferente al giogo straniero -
si ribellerà ripetutamente e vedrà i suoi templi,
i suoi palazzi e le sue mura a poco a poco distrutti per rappresaglia.

Che cosa rimane oggi di Babilonia?
“...
La località presenta ora un aspetto triste e caotico.
Il vento e la sabbia del deserto ricoprono lentamente
ma inesorabilmente il gigantesco scheletro dell’antica metropoli...
Da tempo ormai hanno abbandonato quel luogo anche i serpenti,
le civette e soprattutto gli struzzi.
Se ne è allontanato perfino il possente Eufrate nelle cui acque si specchiavano un giorno le poderose mura e la gigantesca torre.
Il fiume si è cercato un nuovo letto...
Qui regna il sepolcrale silenzio di un completo isolamento.
” (Werner Keller “La Bibbia aveva ragione” -
pp. 266-267)
Dove sono le poderose mura che difendevano l’orgogliosa città?
Già alla fine della nostra era non erano più.
Oggi esistono ancora antichissime mura come la Muraglia Cinese e molte città antichissime,
ma Babilonia non è più.
Gli arabi ai tempi della profezia di Isaia sembravano destinati,
come poverissimo popolo nomade,
a sicura estinzione;
oggi,
come aveva detto la Bibbia,
esistono ancora mentre i babilonesi sono una razza estinta.
Fu Rawlinson nel 1854 a scoprire le enormi dimensioni delle rovine di Babilonia,
ma dobbiamo soprattutto al tedesco Robert Koldeway un cumulo di preziosissimi dati sulla cultura,
sulla storia e la civiltà babilonesi.
Dal 1899 al 1917,
coadiuvato da un gruppo di insigni collaboratori,
egli procedette a scavi con criteri scientifici riconfermando tutto quello che la Bibbia aveva detto.
La Babilonia mistica
Ma la Bibbia parla di un’altra Babilonia (il suo nome vuol dire “confusione”),
una Babilonia simbolica,
costituita dall’alleanza degli uomini contro Dio,
ingigantita negli “ultimi tempi” e sulla quale pende la stessa minaccia di distruzione.
Come la famosa città della pianura di Scinear che disprezzava l’Eterno,
la Babilonia moderna cadrà improvvisamente proprio quando si troverà all’apogeo della sua gloria,
al ritorno glorioso di Cristo su questa Terra.
I libri profetici di Daniele,
nell’Antico Testamento,
e dell’Apocalisse di Giovanni, nel Nuovo,
ci offrono dettagli precisissimi su questa storia,
che è poi la storia della cristianità e dei suoi errori,
dal principio alla fine,
la storia dell’Anticristo e del suo operato,
la sua fine ignominiosa.


CONCLUSIONE

Sì,
la Bibbia ha dimostrato di essere,
attraverso i secoli,
il Libro dei Libri,
la Parola di un Dio eterno e misericordioso,
che ha lasciato l’impronta della Sua ispirazione in quei testi sacri,
affinché l’uomo riceva una testimonianza divina e possa imparare la fede.
Chiunque trascuri questa Testimonianza,
restando nel dubbio invece che esercitando la fede,
è inescusabile davanti a Dio.
Altrettanto inescusabile è chi mette al di sopra o accanto alle SS. Scritture altri insegnamenti di origine umana,
tradizioni che contraddicono la volontà di Dio insegnata nel Suo Libro.
D’altra parte,
la Bibbia stessa insegna che non vi è altra regola di fede che la Parola ispirata;
il principio della “Sola Scriptura”
che fu alla base della Riforma è un principio eterno per insegnamento stesso del Sacro Libro.
Seguendo questo principio,
quando incontriamo un passo che ci sembra oscuro,
invece di cercare spiegazioni negli scritti della tradizione umana,
sempre fallibile,
usiamo la Bibbia per spiegare la Bibbia,
ovvero: vediamo dove le Scritture -
sullo stesso argomento -
usano parole più comprensibili,
mettiamo insieme tutto il pensiero biblico su un dato argomento,
interpretiamo i simboli delle profezie usando le chiavi di lettura
fornite dalla stessa Parola di Dio in altri passi,
ecc.
In questo modo,
saremo sicuri di non scostarci mai dal retto sentiero dell’ Ispirazione divina.

Marco 7:6-9 > “Ma Gesù disse loro: -
Ben profetò Isaia di voi ipocriti,
com’è scritto: ‘Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il cuor loro è lontano da me.
Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini’.
Voi, lasciato il comandamento di Dio,
state attaccati alla tradizione degli uomini.
- E diceva ancora: -
Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra!
-” (L)
Colossesi 2:8 > “Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno,
secondo la tradizione degli uomini,
secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo.”

Tito 1:14 > “Non dando retta a favole giudaiche,
né a comandamenti d’uomini,
che voltan le spalle alla verità.”

Galati 1:8-9 > “Ma quand’anche noi,
quand’anche un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato,
sia egli anatema.
Come l’abbiamo detto prima d’ora,
torno a ripeterlo anche adesso: Se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto,
sia anatema.
” (L)

I Corinzi 4:6 > “Or,
fratelli,
queste cose le ho per amor vostro applicate a me stesso e ad Apollo,
onde per nostro mezzo impariate a praticare il ‘non oltre quel che è scritto’;
affinché non vi gonfiate d’orgoglio esaltando l’uno a danno dell’altro.
”(L)

Deuteronomio 4:2 “Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando,
e non ne toglierete nulla;
ma osserverete i comandamenti dell’Eterno Iddio vostro che io vi prescrivo.
” (L)

Proverbi 30:6 > “Non aggiunger nulla alle Sue parole,
ch’Egli non t’abbia a riprendere,
e tu non sia trovato bugiardo.
” (L)

Giovanni 10:35b > “LA SCRITTURA NON PUO’ ESSERE ANNULLATA.
” (Parole di Gesù! - L)


APPENDICE: I LIBRI APOCRIFI
Nelle Bibbie di confessione cattolica o nella Traduzione Interconfessionale in Lingua Corrente (TILC),
troviamo inseriti alcuni libri nell’Antico Testamento,
detti apocrifi (da una parola di origine greca: non autentico),
che non si trovavano nel canone ebraico.
Essi erano stati aggiunti all’antica traduzione greca dell’Antico Testamento,
detta dei Settanta,
che risale a due secoli prima di Cristo.
Il canone ebraico fu fissato verso la fine del V secolo a.C.,
ai tempi di Esdra e Nehemia.
Dal tempo della chiusura del canone fino a Cristo non ci furono profeti,
quindi nemmeno scritti ispirati.
A questo si riferisce Gesù in Matteo 23:35,
alludendo all’uccisione di tutti gli uomini retti,
che furono perseguitati,
da Abele a Zaccaria,
il cui libro era l’ultimo del canone ebraico.
Delle 433 citazioni dell’Antico Testamento,
fatte nel Nuovo (che interessano 30 dei 39 libri canonici)
,
non una è tratta dai libri apocrifi.
Sempre Gesù,
parlando dopo la resurrezione ai discepoli,
citò la triplice divisione del canone ebraico (detto Canone Palestinese)
,
che non comprende alcun libro apocrifo: Luca 24:44 > “Poi disse loro:
Queste son le cose che io vi dicevo quand’ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella LEGGE DI MOSE’,
nei PROFETI e nei SALMI,
fossero adempiute.” (L)
Per quanto riguarda il canone dell’Antico Testamento,
dobbiamo attenerci senz’altro a quello stabilito dagli Israeliti,
poiché è a loro che Dio rivelò la sua completa volontà e li guidò nella verità mediante il ministero di grandi profeti: Romani 3:1-2 > “Qual’è dunque il vantaggio del Giudeo? ...
Grande per ogni maniera;
prima di tutto,
perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio.
” (L)
La Chiesa primitiva non si discostò mai dal Canone Palestinese per l’Antico Testamento e rigettò anche gli apocrifi del Nuovo Testamento.
Per i primi quattro secoli dell’era cristiana non vennero riconosciuti come ispirati da nessun concilio o altra autorità: non li accettarono né Origene,
né Cirillo di Gerusalemme,
né Atanasio,
ecc.
Gerolamo (340-420)
,
grande studioso e traduttore della Vulgata,
li rigettò,
in una disputa con Agostino.
Si rifiutò addirittura di tradurli in un primo tempo,
ma poi lo fece solo in parte e frettolosamente.
Dopo la sua morte però,
vennero incorporati nella sua Vulgata direttamente dalla Antica Versione Latina.
Molti studiosi cattolici durante il periodo della Riforma li considerarono inaccettabili.
Lutero ed i Riformatori li rigettarono.
Nonostante questo,
il Concilio di Trento,
all’insegna della Contro-Riforma, nel 1546,
considerò ispirati gli apocrifi del Vecchio Testamento e li inserì nella Bibbia alla pari con gli altri.
Essi sono: • Il libro dell’ECCLESIASTICO o SIRACIDE (da non confondere con l’Ecclesiaste, canonico,
scritto molto probabilmente dal re Salomone),
• Il libro di TOBIA,
• Il libro di GIUDITTA,
• I due libri dei MACCABEI,
• Il libro della SAPIENZA,
• Il libro di BARUC,
• Aggiunte (in greco)
ai libri canonici di ESTER, GEREMIA e DANIELE.

Tutti questi scritti sono chiaramente non ispirati:
in essi troviamo racconti fantastici,
leggendari,
palesi imprecisioni storiche
(mentre tutta la parte storica nel resto dell’Antico Testamento è stata sempre puntualmente confermata
dalle ricerche archeologiche),
contraddizioni pesanti con l’insegnamento dei libri ispirati.
A titolo d’esempio citeremo solo la conclusione del secondo libro dei Maccabei:
“Era mia intenzione offrire un’esposizione ordinata e ben fatta degli avvenimenti.
Se è rimasta imperfetta e soltanto mediocre,
vuol dire che non ero in grado di fare meglio.”
(15:38 - TILC).
Benché la Bibbia risenta del linguaggio umano con cui è stata scritta,
certo lo Spirito Santo non si sarebbe scusato per la mediocrità e l’imperfezione del lavoro!
Crediamo che il monito che troviamo nelle ultime parole della Bibbia,
nel libro dell’Apocalisse,
si possa applicare a tutto il resto della Sacra Bibbia:
Apocalisse 22:18-19 “...
Se alcuno vi aggiunge qualcosa,
Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro;
e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia,
Iddio gli torrà la sua parte dell’ albero della vita e della città santa,
delle cose scritte in questo libro.” (L)
PROFEZIE PER IL TERZO MILLENNIO
LE PROFEZIE DI MISTICI E VEGGENTI CRISTIANI
I più importanti messaggi a sfondo escatologico di Nostro Signore e dalla Madonna trasmessi da santi,
mistici e veggenti di ogni tempo
Parte III
Il fuoco dal Cielo,
la Sfera della Redenzione
L’Anticristo e le due Bestie
Il marchio della Bestia
La seconda venuta di Cristo
La battaglia finale del Signore,
Armaghedòn
Satana viene incatenato,
il Regno di Cristo sulla terra (nella Chiesa?!!!)
Il Giudizio Finale


Il fuoco dal Cielo,
la Sfera della Redenzione
"…Nel tempo in cui verrà demolito il vitello d'oro
(sarà questo il tempo della bestia marina)
vedrete segni in cielo e in terra…le stelle pioveranno sulla terra…
Montagne invisibili passeranno nel cielo e,
quando una di queste si vedrà,
mancherà il tempo della preghiera.
Sentirete allora il pianto di mille madri,
perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna…"

XVIII secolo, profezia del monaco Basilio di Kronstadt,
San Pietroburgo
Da "Il mistero di San Pietroburgo" pag.158 di Renzo Baschera,
Arnoldo Mondadori Editore
"…Fuoco e fumo sconvolgeranno il mondo… Le acque degli oceani diventeranno fuoco e vapore.
La schiuma si innalzerà inondando l'Europa,
e tutto verrà sommerso sotto una lava di fuoco.
I pochi eletti rimasti invidieranno i morti.
Perché da qualunque parte si volgerà lo sguardo,
non si vedrà altro che sangue e morti e rovine in tutto il mondo.
" 13 Agosto 1951,
messaggio della Madonna a Teresa Musco,
Caiazzo (Caserta)
"Rovina e morte verranno sul mondo.
Verrà il flagello mai visto nella storia dell'umanità.
Dal cielo cadrà su tutti i popoli della Terra.
Gli empi saranno distrutti…".
"Moriranno tutti?
" - domanda Madre Elena,
la Madonna risponde:
"L'umanità sarà in parte distrutta…il mondo è in rovina;
la Russia sarà bruciata;verrà desolazione e morte,
fuoco mai visto sulla terra."

23 luglio 1949,
messaggio della Madonna a Madre Elena Aiello,
Calabria "…Quando nel cielo apparirà un segno straordinario,
sappiano gli uomini che prossima sarà la punizione del mondo…
Il flagello del fuoco è vicino e purificherà la Terra…Alcune nazioni saranno purificate,
mentre altre spariranno completamente.
" 7 Gennaio 1950,
messaggio della Madonna a Madre Elena Aiello,
Calabria "…il Castigo di fuoco si avvicina per purificare la terra dalle iniquità dei perversi."
1955, messaggio della Madonna a Madre Elena Aiello,
Calabria "…Una tempesta di fuoco cadrà sulla terra.
Questo castigo terribile che non si è mai visto nella storia dell’umanità durerà 70 ore.
" 1955, messaggio della Madonna a Madre Elena Aiello,
Calabria "La sciagura è su di voi come ai tempi di Noè.
La distruzione verrà non per mezzo del Diluvio ma attraverso il fuoco.
Un immenso fiume di fuoco distruggerà le nazioni per aver peccato davanti a Dio.
Fin dall’inizio del mondo non c’è mai stata una "caduta" come quella che c’è oggi.
" 20 Dicembre 1953,
messaggio della Madonna a Hanya,
Seredne Ucraina
Tratto da "The Thunder Of Justice" libro I -
pag. 21,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications, Inc.
"Una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà.
Sarà un disastro,
molto peggiore di una guerra.
Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni..."

Messaggio di Gesù a Padre Pio da Pietrelcina
Tratto dal libro "I grandi Profeti" di Renzo Baschera "…Non uscite di casa.
Rifornitevi di una quantità sufficiente di cibo.
Le forze della natura saranno scatenate e la pioggia di fuoco farà tremare la gente di paura.
Abbiate coraggio! Sono con voi.
" 28 Gennaio 1950,
rivelazione di Gesù a Padre Pio da Pietrelcina Tratto da una lettera di Padre Pio indirizzata alla Commissione Heroldsbach nominata dal Vaticano.
"Gli uomini vivranno una tragica esperienza.
Molti verranno travolti dal fiume,
molti verranno inceneriti dal fuoco,
molti verranno sepolti dai veleni...
Ma io rimarrò vicino ai puri di cuore.
"
Messaggio di Gesù a Padre Pio da Pietrelcina
Tratto dal libro "I grandi Profeti" di Renzo Baschera
"…Sarà una punizione più grande del Diluvio,
tale come non se ne è mai vista prima.
Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità,
i buoni come anche i cattivi,
senza risparmiare ne sacerdoti ne fedeli.
I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti…"
13 Ottobre 1973, messaggio della Vergine Maria a Suor Agnese Sasagawa,
Akita
"…Un fuoco inatteso scenderà su tutta la terra e una grande parte dell’umanità sarà distrutta…" 1974,
profezia di Madre Elena Lonardi,
Roma
Tratto da "The Three Days' Darkness" di Albert J. Herbert,
Visione di Veronica: "Vedo un enorme globo sospeso nell’aria.
E’ il globo della terra.
Vedo un’enorme palla.
Si sta avvicinando molto velocemente,
con la sua lunga coda dietro,
che rilascia questi gas.
E’ molto grande,
ed è molto lunga.
E in lontananza riesco a vedere cosa è la palla: è un sole.
Brucia intensamente ed è rossa.
Ora la coda sta,
sembra si stia dirigendo verso il sole.
Sembra che stia girando attorno al sole come se venisse spinta dentro.
Ma no, ora la palla sta iniziando a girare,
sta deviando.
Ed ora la palla sta entrando nella traiettoria della terra.
Ora ruota come una trottola,
e sta girando vorticosamente.
E sta iniziando ad andare attorno, attorno,
attorno alla terra…Vedo ora l’oceano, le acque.
Vedo le acque agitarsi,
e questa terra (New York?)
sta sprofondando nell’acqua"
25 Luglio 1973,
visione di Veronica Lueken,
Bayside New York
"...
E’ con dolore nel cuore che devo farti sapere che molti moriranno nella grande fiamma della Sfera della Redenzione.
Coloro che si salveranno sono la minoranza…"
24 Novembre 1973,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Molti moriranno nella grande fiamma della Sfera della Redenzione,
che sarà mandata su di voi come parte del piano del Padre per riportare il mondo alla sua purezza originaria.
E tutti quelli che resteranno saranno col Padre,
in Mio Figlio Gesù,
per creare il Regno,
il Regno del Padre…"
6 Aprile 1974, messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Un secondo sole si trova nella vostra atmosfera,
la Sfera della Redenzione.
Ripeto,
figli Miei,
non è un mito,
ne una storia,
è un fatto!
La Sfera della Redenzione si avvicina!
…" 31 Dicembre 1974,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Apparirà inaspettatamente!
Gli scienziati guarderanno con spavento così come le persone comuni.
Sappi,
figlia Mia,
che nessuno scienziato saprà fornire una spiegazione per la sua apparizione,
la Sfera della Redenzione si avvicina e molti moriranno nella grande fiamma di questa Sfera della Redenzione…"
6 Settembre 1975,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Figli Miei,
vi avverto ora,
e spero che ricorderete queste istruzioni che vi ho dato diversi anni fa nel tempo della terra,
di tenere nelle vostre case una buona scorta di cibi in scatola,
…figli Miei non andranno a male.
Ma meglio sarebbe che questi venissero conservati e andassero a male piuttosto che venire su di voi il grande Castigo.
Sarà una sfera di fuoco che incendierà molte delle sostanze chimiche che sono conservate per la distruzione delle nazioni.
…non molti avranno l’opportunità di riuscire a rendersi conto di cosa è successo attorno a loro,
dato che correranno avanti e indietro cercando di fuggire,prima del castigo.
Non guardate indietro, figli Miei,
trovereste i corpi, anneriti, corpi di morti,
che giacciono nelle vostre strade.
Non toccateli o anche voi morirete.
…le punizioni della siccità,
dei terremoti, degli uragani,
dei tornado, sono poca cosa rispetto al numero di vite che andranno perse col grande Castigo…
…Per coloro che vivono lungo le coste,
Noi gli raccomandiamo di tenere un oggetto sacro e un crocifisso sulle loro porte,
così l’angelo della morte non entrerà nella vostra casa…"

1 Luglio 1985,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
Visione di Veronica: "Vedo una strada.
Vedo persone fuggire,
i loro vestiti sono a brandelli.
Sembra come che siano state colpite da schegge di granata,
o qualcosa che strappa loro i vestiti di dosso.
Ma la cosa peggiore è che oltre le strade vedo corpi,
cadaveri, sparsi su tutte le strade,
per le case…E vedo le acque in fiamme.
E vedo le acque agitarsi,
e sollevarsi sempre più alte,
mentre si infrangono sulle rive…" 1 Luglio 1985,
visione di Veronica Lueken,
Bayside New York "…Il mondo tremerà,
il firmamento si infiammerà in esplosioni,
e tutto ciò che è marcio cadrà…"
14 Maggio 1977,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Non avere paura, figlia Mia,
devi sapere questo, perché è importante.
Entro questo secolo questa Sfera verrà mandata sull’umanità…persino gli scienziati non sono riusciti a riconoscere la velocità di questa Sfera.
" 18 Giugno 1988, messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Il fuoco scenderà dal Cielo e questo sarà il segno che la Giustizia di Dio ha fissato l’ora della Sua grande manifestazione…"
Settembre 1987,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi,
Akita in Giappone
Tratto da "The Thunder Of Justice" libro I -
pag. 8,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"…fiamme verranno mandate dal Cielo le quali distruggeranno tutti i peccatori e l’opera del Maligno;
abissi,
montagne e lava incandescente inghiottiranno interi villaggi…"
22 novembre 1987,
messaggio di Gesù a suor Anna Ali,
Kenia
Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pagg. 43-44,
di Ted and Maureen Flynn, MaxKol Comm.,
Inc.
"…il cielo farà piovere fuoco.
Tutto questo verrà dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo.
" 1 Gennaio 1989,
messaggio della Madonna a Patricia "Pachi" Talbott,
Cuenca,
Ecuador
Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pag. 50,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
L’Anticristo e le due Bestie "Il mondo sarà senza fede e degenerato dopo la nascita dell’Anticristo.
L’Anticristo sarà posseduto da Satana e sarà il figlio illegittimo di una donna ebrea proveniente dall’Est.
" IV secolo,
profezia di San Giovanni Crisostomo Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pag. 32,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"L'Anticristo sarà preceduto dall'emblema della Falce e del Martello (il Comunismo)
.
" IV secolo,
profezia di S.
Ambrogio "Dopo avere trascorso una giovinezza silenziosa in mezzo a uomini molto perversi e in un deserto dove ella sarà stata condotta da un demonio travestito da angelo di luce,
la madre del figlio di perdizione lo concepirà e lo darà alla luce.
Il figlio di perdizione è questa bestia fortemente cattiva che farà morire quelli che si rifiuteranno di credere in lui,
che si assocerà i re,
i principi,
i grandi e i ricchi che disprezzano l'umiltà,
ed avrà stima solo per l'orgoglio… Sembrerà che egli agiti l'aria,
che faccia discendere il fuoco dal cielo,
produrre dei lampi,
il tuono e la grandine,
rovesciare le montagne,
seccare i fiumi,
spogliare il verde degli alberi,
delle foreste e renderglielo in seguito.
Sembrerà che egli renda gli uomini ammalati,
che guarisca gli infermi,
che cacci i demoni,
e qualche volta resusciti i morti,
facendo in modo che un cadavere si muova come se fosse in vita.
Tuttavia questa specie di resurrezione non durerà mai oltre un'ora perché la gloria di Dio non ne soffra.
Conquisterà molte persone dicendo loro: -
Voi potete fare tutto ciò che vi piace,
rinunciate al digiuno,
è sufficiente che voi amiate me,
che sono il vostro Dio -
…Respingerà il battesimo ed il Vangelo e deriderà tutti i precetti che la Chiesa ha dato agli uomini per conto Mio… farà finta di morire e di risuscitare,
dopo di che egli comanderà ai suoi servitori di adorarlo.
Quelli che,
per amore del Mio Nome,
si rifiuteranno di adorarlo,
egli li farà morire in mezzo ai più grandi tormenti.
Ma Io invierò i Miei due testimoni Enoch ed Elia,
che ho riservato per quel tempo.
La loro missione sarà di combattere quest'uomo del male,
e di ricondurre nella via della verità quelli che egli avrà sedotto.
Essi avranno la virtù di operare i miracoli più strepitosi in tutti i luoghi nei quali il figlio della perdizione avrà diffuso le sue cattive dottrine…permetterò che vengano uccisi…Quando il figlio della perdizione avrà compiuto tutti questi progetti,
egli radunerà tutti i suoi credenti e dirà loro che egli vuole salire in cielo.
Nello stesso momento di questa ascensione,
un colpo di fulmine lo abbatterà e lo farà morire…" XII secolo,
messaggio di Gesù a Santa Ildegarda "Verso la fine del mondo,
l’Anticristo rovescerà il Papa e usurperà la sua Sede.
" XII secolo,
il Beato Gioacchino da Fiore Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pagg.
29-30,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Comm.
,
Inc.
"…Sua madre (dell’Anticristo)
sarà una donna maledetta,
che fingerà di essere ben informata sulle questioni spirituali,
e suo padre sarà un uomo maledetto dal cui seme il diavolo darà forma alla sua opera.
Il tempo di questo Anticristo,
che io ben conosco,
arriverà quando l’iniquità e l’empietà abbonderanno oltre ogni limite,
quando l’ingiustizia avrà colmato la misura fino a traboccare e la malvagità sarà cresciuta fino a proporzioni smisurate…Egli regnerà durante tre anni,
e dominerà su tutta la terra…Nell’anno 1980 il malvagio prevarrà.
" XIV secolo,
profezia di Santa Brigida di Svezia Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pag. 33,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"L’Anticristo e il suo esercito conquisteranno Roma,
uccideranno il Papa e prenderanno il suo trono.
" XVII secolo,
profezia del Venerabile Bartolomeo Holzhauser Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pagg.
29-30,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Comm.
,
Inc.
"L'anticristo nascerà da una donna maledetta ma che simula la santità e da un uomo maledetto,
dai quali il demonio formerà la sua opera con un permesso di Dio.
Sua madre farà parte di sedicenti religiose che si voteranno a parole alla continenza… Una di queste vestali farà nascere l'Anti-Cristo,
di cui ella ignorerà il padre… Non avrà ancora dieci anni che sarà potente,
il più sapiente di tutti.
Userà in pieno la sua potenza all'età di trenta anni.
" Profezia del XVIII secolo di Suor della Natività,
Fougères Francia "…il vero ed estremo abominio della desolazione si compirà pienamente durante il regno dell’Anticristo che durerà circa tre anni e mezzo.
Sventura,
sventura,
sventura sull’ultimo secolo che sta per arrivare!
Quali tribolazioni precederanno il suo inizio.
L’Anticristo ucciderà il Papa,
probabilmente per crocifissione.
Da bambino,
a dieci anni,
saprà più di chiunque altro nel mondo e quando avrà trent’anni incomincerà la sua vera opera…" Profezia del XVIII secolo di Suor della Natività,
Fougères Francia Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pag. 33,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"…l’Anticristo nascerà da una monaca ebrea,
una falsa vergine che sarà in comunicazione con l’antico serpente,
maestro d’impurità;
suo padre sarà un Vescovo (in francese: Ev.
)
;
alla nascita vomiterà bestemmie,
avrà denti;
in una parola,
questo sarà il demonio incarnato;
emetterà grida terrificanti,
farà prodigi,
vivrà di impurità.
Egli avrà fratelli che,
benché non demoni incarnati come lui,
saranno figli del male: all’età di dodici anni saranno notati per le prodi vittorie che otterranno;
presto essi saranno ognuno a capo di eserciti,
assistiti da legioni dell’inferno… …Roma perderà la fede e diverrà la sede dell’Anticristo.
I demoni dell’aria,
insieme all’Anticristo opereranno grandi prodigi sulla terra e nell’aria,
e gli uomini diverranno ancora più pervertiti…" 19 Settembre 1846,
messaggio della Madonna a Melania,
La Salette Francia "…Ecco il re dei re delle tenebre.
Ecco la bestia con i suoi sudditi,
sedicente salvatrice del mondo.
In orgoglio,
egli si leverà verso il cielo per andare su fino in Paradiso;
ma egli sarà soffocato dal respiro di San Michele Arcangelo.
Egli cadrà,
e la terra che per tre giorni sarà stata in continuo cambiamento,
aprirà il suo petto infiammato;
egli sarà gettato per sempre con tutti i suoi seguaci negli eterni abissi dell’inferno.
Allora,
l’acqua e il fuoco purificheranno la terra e consumeranno le opere dell’orgoglio degli uomini,
e ogni cosa sarà rinnovata…"
19 Settembre 1846,
messaggio della Madonna a Melania,
La Salette Francia
"…(l'Anticristo)
Sarà una persona molto in vista…"
1942,
profezia di Maria Valtorta,
Caserta "Attualmente siamo nel periodo che io chiamerei quello dei precursori dell'Anticristo.
Poi verrà quello dell'Anticristo,
che è il precursore di Satana.
Egli sarà aiutato da manifestazioni di Satana: le due bestie disegnate nell'Apocalisse.
Sarà un periodo peggiore di quello attuale…Una volta vinto l'Anticristo verrà l'era di pace che darà agli uomini,
colpiti da stupore per le sette piaghe e per la caduta di Babilonia,
il tempo di riunirsi sotto il Mio regno.
L'epoca cristiana raggiungerà il suo parossismo nella sua terza manifestazione,
vale a dire nel tempo dell'ultima venuta di Satana.
" 1943,
profezia di Maria Valtorta,
Caserta "…Si sappia fra gli uomini sulla terra che l’Anticristo è entrato ora fra di voi.
Fallo sapere ai Nostri vescovi e cardinali…" 2 Ottobre 1989,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Il vero significato di 666,
conosciuto come l’Anticristo: 6 sta per i 6 che stanno per arrivare.
6 sta per i 6 giorni di sofferenza.
6 sta per i 6 che verranno puniti.
Ricordatevi il 21 Gennaio 1971!
Questo è il giorno,
figli Miei,
in cui l’uomo della perdizione è venuto nella vostra città ed è entrato nella vostra Santa Chiesa.
Ora va e viene e seminerà distruzione da un capo all’altro della vostra terra (nel senso di territorio)
prima di procedere in Egitto…" 11 Febbraio 1971,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Il piano per l’arrivo del demone 6 va avanti.
Questo avverrà quando il mondo e la Casa di Mio Figlio,
la Chiesa,
saranno unite in una cosa sola.
Sappiate ora che quando la Chiesa ed il mondo saranno diventati una cosa sola,
la fine è vicina…"
1 Agosto 1974,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Il numero 6,
attenti all’Anticristo fra di voi.
Il numero 6!
Egli promuoverà la Terza Guerra Mondiale,
la grande Guerra di distruzione dell'umanità…" 7 Settembre 1974,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Voi state vivendo,
figli Miei,
nell’era dell’Anticristo.
Riconoscete i segni dei vostri tempi e non cadrete in errore.
Leggete la Bibbia,
figli Miei…" 22 Marzo 1975,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Dovete mantenere una costante vigilanza nella preghiera,
perché uno proverrà dall’Egitto e causerà una grande catastrofe al genere umano.
Guardatevi dall’accettare la confidenza dei nemici del vostro Dio.
Il vostro paese,
figlia Mia,
è in grave pericolo,
poiché…i vostri governanti metteranno la loro fiducia nelle mani di nemici,
e inganni su inganni verranno perpetrati sul vostro paese…" 20 Novembre 1975,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…L’Anticristo,
che voi chiamate 666,
è entrato ora nel vostro mondo,
nel vostro paese (gli Stati Uniti)
,
e in ogni nazione della terra…Egli semina discordia fra le nazioni…" 14 Maggio 1977,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "… 666 è entrato in forze sulla terra.
I suoi agenti sono ora nel Vaticano.
Si sono impadroniti di alcune delle più alte cariche nella Gerarchia Ecclesiastica.
Hanno assunto il controllo di molti governi.
Stanno portando le nazioni sull’orlo della distruzione…"
5 Agosto 1977,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York
"… Già coloro che devono essere salvati sono stati contrassegnati con il segno di Dio,
la croce…"
13 Settembre 1977,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Si sappia ora,
vi porto un messaggio di tremenda importanza: l’Anticristo,
le forze del 666,
sono a Roma,
…sono in tutto il mondo ora,
e Lucifero percorre la terra nel corpo di un essere umano.
Non mi aspetto che voi nella vostra natura umana comprendiate pienamente tutto ciò,
ma andando avanti in questa battaglia,
la battaglia degli ultimi giorni,
capirete il significato,
poiché Lucifero promuoverà falsi miracoli: falsi profeti abbonderanno sulla terra,
e porteranno discredito sui veri profeti…" 28 Settembre 1978,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…L’Anticristo siederà nel tempio di Dio e si proclamerà Dio…" 20 Novembre 1978,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…persino per la Chiesa il momento della sua grande prova è arrivato,
perché l’uomo dell’iniquità si stabilirà all’interno di essa e l’abominio della desolazione entrerà nel santo tempio di Dio…" Settembre 1987,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi,
Akita in Giappone Tratto da "The Thunder Of Justice" libro I -
pag. 8,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"...
Possiate voi conoscere,
insieme con tutti i figli di Dio,
che è venuto il tempo dell’Anticristo,
ove prevale la vuota scienza dei falsi profeti e la cieca opera della loro superbia...
" 2 febbraio 1992,
messaggio della Madonna a Renato Baron,
Schio "…Il quarto segno è l’orribile sacrilegio perpetrato da colui che si pone contro Cristo,
cioè l’Anticristo.
Egli entrerà nel sacro tempio di Dio e siederà sul Suo trono,
e si farà adorare come se fosse Dio.
Un giorno vedrete nel luogo santo colui che commette l’orribile sacrilegio…" 31 Dicembre 1992,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto da "The Thunder Of Justice" libro III -
pag. 50,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
Vedi anche "L'Apocalisse spiegata dalla Madonna"
Il marchio della Bestia
Vedi: "L'Apocalisse spiegata dalla Madonna"
La seconda venuta di Cristo
"I Giudei si uniranno allora ai cristiani e riconosceranno con gioia l'arrivo di Colui che essi negavano,
fino a quel momento,
che fosse venuto nel mondo.
" Profezia del XII secolo di Santa Ildegarda "...
Io ho dato al mondo il Salvatore e tu devi parlare al mondo della Sua grande Misericordia e preparare il mondo alla Sua seconda venuta.
Egli verrà non come Salvatore misericordioso,
ma come Giudice giusto.
Oh,
quel giorno sarà tremendo!
E’ stato stabilito il giorno della giustizia,
il giorno dell’ira di Dio davanti al quale tremano gli angeli.
Parla alle anime di questa grande Misericordia,
fino a quando dura il tempo della pietà.
Se tu ora taci,
in quel giorno tremendo dovrai rispondere di un gran numero di anime.
Non aver paura di nulla: sii fedele fino alla fine.
Io ti accompagno con la mia tenerezza".
Messaggio della Madonna a Suor Faustina Kowalska,
Polonia "…Ma voi che rimarrete in Me,
udite la promessa del Cristo.
Attendetemi con fedeltà e amore ed Io verrò a voi con tutti i Miei doni.
Col dono dei doni: Me stesso.
" XX secolo,
messaggio di Gesù a Maria Valtorta,
Caserta Tratto da "I Quaderni del 1943" pagg.
510-511 "...
Le pecore saranno separate dai capri.
In questo modo il vostro mondo sarà pronto per il ritorno di Mio Figlio...
" 7 Dicembre 1974,
messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Ricordate,
figli Miei,
Mio Figlio ritornerà soltanto nel modo in cui se n’è andato,
come è asceso al Cielo.
Egli tornerà,
discenderà dal Cielo,
con le armate dei Cieli al suo seguito…" 7 Settembre 1974,
messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Ci sarà una Grande Guerra.
Al tempo di questa crisi ritornerà il Signore dei Signori e Re dei Re!
Preparatevi ora,
poiché resta poco tempo per la vostra terra!
Un grande cambiamento avrà luogo presto!
Sarà la fine della vostra era così come la conoscete.
Preparate le vostre anime ora.
Siete stati avvertiti!
…" 20 Novembre 1974,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Ci saranno molti falsi Cristi fra di voi.
Egli (Gesù)
verrà a voi in un solo modo,
discendendo dal Cielo come è asceso al Cielo,
e sarà accompagnato dalle forze,
i guerrieri del Cielo e i Santi.
Ricordate bene,
molti falsi Cristi verranno nel vostro mondo,
rifiutateli,
non fatevi ingannare dai loro falsi miracoli.
Rifiutateli,
sapendo che Gesù scenderà alla vista di tutti,
con i Santi e gli Angeli…" 10 Febbraio 1974,
messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Non lasciatevi ingannare da coloro che dicono: Dove è la Sua venuta?
Si è addormentato?
Poiché vi assicuro,
come il giorno segue la notte,
come la luce emerge dall’oscurità,
Io ritornerò…" 12 Luglio 1976,
messaggio di Gesù a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Nessun uomo ignorerà la Sua venuta.
Perciò non fatevi ingannare da quei falsi Cristi che cammineranno fra di voi…" 1 Ottobre 1977,
messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Vi prometto,
figli Miei,
che un giorno mi vedrete,
come tu,
Veronica,
mi vedi ora…" 5 Ottobre 1985,
messaggio di Gesù a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Anche Mia Madre discenderà durante il tempo della tribolazione…" 1 Novembre 1989,
messaggio di Gesù a Veronica Lueken,
Bayside New York
"…Cari figli,
nostro Signore fa risplendere il Suo Volto e vi salva.
Preparatevi dunque voi.
Siate consapevoli della Sua imminente venuta...
" 1 novembre 1987,
messaggio della Madonna a Rosario Toscano,
Belpasso "…siete stati chiamati ad un compito particolare che Egli (Gesù Cristo)
,
nella Sua misericordia,
ha voluto affidarvi: annunciare al mondo la Sua imminente venuta.
" 1 febbraio 1988,
messaggio della Madonna a Rosario Toscano,
Belpasso "...
Simile alla Sua nascita in questa Notte sarà il ritorno di Gesù nella gloria,
prima della Sua ultima venuta per il Giudizio finale,
la cui ora è ancora nascosta nei segreti del Padre.
" 24 Dicembre 1978,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto dal libro "Ai sacerdoti,
figli prediletti della Madonna" (il brano è tradotto dall’edizione in inglese)
"...
Egli verrà all’improvviso e
il mondo non sarà pronto per la Sua venuta.
Egli verrà per un giudizio al quale l’uomo non sarà preparato.
Egli verrà per instaurare il Suo Regno nel mondo,
dopo aver sconfitto e
annientato i Suoi nemici.
Anche per questa seconda venuta,
il Figlio verrà a voi attraverso Sua Madre.
" 24 Dicembre 1978,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto dal libro "Ai sacerdoti,
figli prediletti della Madonna" (il brano è tradotto dall’edizione in inglese)
"…state entrando nel periodo finale del secondo Avvento che vi conduce al trionfo del mio Cuore Immacolato nella gloriosa venuta di mio Figlio Gesù.
" 18 Settembre 1988,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto dal libro "Ai sacerdoti,
figli prediletti della Madonna" (il brano è tradotto dall’edizione in inglese)
"Siete già sul punto di giungere alla più dolorosa e
sanguinosa conclusione della purificazione che avrà luogo in questi anni,
prima del grande trionfo del Mio Cuore Immacolato nella venuta a voi del glorioso regno di Gesù.
Questo è il piano che abbraccia questo secolo.
" 9 Novembre 1984,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto da "The Thunder Of Justice" libro I - pag. 14,
di Ted and Maureen Flynn,
MaxKol Communications,
Inc.
"...
La perdita della fede è una vera apostasia.
La diffusione dell’apostasia è quindi il segno che indica che adesso è vicina la seconda venuta di Cristo.
" 13 Marzo 1990,
messaggio della Madonna a Padre Stefano Gobbi Tratto dal libro "Ai sacerdoti,
figli prediletti della Madonna" (il brano è tradotto dall’edizione in inglese)
La battaglia finale del Signore,
Armaghedòn "…Un giorno la Mia Chiesa sarà riportata alla sua gloria originaria.
La luce della verità ritornerà.
Ma,
figli Miei,
ci sarà una grande battaglia prima di quel giorno.
Stiamo allineando le armate della luce,
e Satana sta raccogliendo i suoi agenti,
l’esercito delle tenebre.
Vi verrà data,
a tutti,
la possibilità di scegliere la vostra parte (con cui stare)
…" 21 Novembre 1977,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Leggete l’Apocalisse,
figli Miei,
e sappiate cosa succederà in futuro…molto vi verrà svelato poiché i giorni di Armaghedòn sono qui!
…" 21 Agosto 1975,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Ora,
figli Miei,
una grande guerra infuria,
contro le forze del male.
E’ una guerra che è molto più grande di ogni guerra di natura umana mai vissuta dall’umanità,
poiché siete ora negli ultimi giorni.
E’ una guerra degli spiriti,
il combattimento fra bene e male,
il tempo di Armaghedòn…" 24 Dicembre 1976,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York Satana viene incatenato,
il Regno di Cristo sulla terra "In quel tempo…lo Spirito del Signore si effonderà con abbondanza sui popoli,
con la rugiada della sua Grazia: la Scienza,
la Saggezza e la Santità,
cosicché tutti saranno trasformati in uomini nuovi.
I santi Angeli verranno a riunirsi familiarmente a loro…" Profezia del XII secolo di Santa Ildegarda "La mia luce...
mi ha fatto vedere la Strada...
un lungo sentiero fiancheggiato da prati fioriti,
con ruscelli colmi di acque fresche,
dove bevevano insieme gli uomini,
gli animali e le piante.
Tutto era pace...
tutto era silenzio.
Ma pochi uomini ho visto superare le tre ultime prove.
'Ecco' - mi disse la Voce interiore - 'così sarà l'ultimo tempo degli uomini che avranno riconosciuto i segni e avranno superato le prove'.
" XVII secolo,
visione della Monaca di Dresda "…Satana sarà incatenato,
figlia Mia,
per un certo numero di anni della terra.
Non vagherà più tentando l’umanità.
Mio Figlio sarà il sovrano sulla terra e quindi dopo questo tempo,
Satana verrà sciolto ancora una volta per tentare l’umanità quando l’uomo ritornerà alla sua natura umana e si troverà a offendere il Padre e a peccare ancora una volta…"
13 Settembre 1974,
messaggio della Madonna a Veronica Lueken,
Bayside New York "…Figli cari,
con fiducia rivolgetevi a me,
affidatevi a me,
tutti!
Io vi dono sicurezza e serenità.
Se con me sarete,
assisterete alla nascita di un’era nuova per la quale tanti Martiri e Santi hanno atteso.
" 26 luglio 1989,
messaggio della Madonna a Renato Baron,
Schio "…Dio il Figlio,
che è Mio Figlio,
stabilirà un Regno di Gloria pieno d’Amore,
Pace e Gioia…e ci sarà una Risurrezione e una nuova Pentecoste in questo mondo…" 21 Novembre1995,
messaggio della Madonna a Julia Kim,
Naju Corea "...
Sta per venire il tempo,
piccoli Miei,
in cui Gesù creerà un nuovo paradiso sulla terra.
Dolore e sofferenza cesseranno e il Suo popolo non vivrà solo e semplicemente pochi anni ma gioirà nella pienezza della vita.
Si,
il vostro Signore misericordioso sta per venire e rinnoverà la faccia della terra.
Voi,
adorati figli,
farete salti di gioia.
Le difficoltà saranno dimenticate,
non avrete più afflizioni e non soffrirete più la fame.
Il Signore sarà la vostra gioia.
Si avvicina il tempo in cui il mondo sarà rinnovato.
Prima però questo mondo dovrà essere purificato dai suoi delitti contro Dio...
" 16 Aprile 1998,
messaggio della Madonna a Gianna Talone Sullivan,
Emmitsburg Maryland Il Giudizio Finale "Il Giudizio finale sarà alla Terza Venuta di Gesù…" XIII secolo,
profezia di San Tommaso d’Aquino "…Verrà,
il giudizio finale generale sull’umanità,
la fine del tempo.
Sarà a questo punto che verrà a voi un nuovo Cielo e una nuova Terra,
la nuova Gerusalemme promessa dall’inizio del tempo dal Padre.
I vostri spiriti ritorneranno nei vostri corpi.
Il corpo e l’anima saranno uniti,
e così sarete giudicati…" 13 Settembre 1974,
messaggio a Veronica Lueken,
Bayside New York NOTE
1)
Tutti i messaggi di Gesù e della Madonna nonché i commenti e i racconti dei veggenti sono riportati,
in questa pagina,
in testo normale (non corsivo)
e racchiusi tra virgolette.
Tutti i nostri commenti,
le note e le precisazioni sono state invece riportate in corsivo per distinguerle meglio dalle rivelazioni.
2)
Alcune delle profezie riportate in questa pagina provengono da mistici e veggenti non riconosciuti dalla Chiesa.
Per dovere di chiarezza nei confronti del lettore,
abbiamo evidenziato in blu le loro profezie,
per distinguerle da quelle (con il testo in nero)
di quei mistici e veggenti sui quali la Chiesa ha espresso giudizio favorevole o per i quali si è ancora in fase di discernimento.
Pertanto vi invitiamo a considerare i contenuti di queste rivelazioni con una certa cautela e prudenza.
Per maggiori informazioni su questi mistici e veggenti vi invitiamo comunque a visitare la sezione "Cenni storico-biografici".
3)
Alcune delle profezie riportate in questa pagina provengono da mistici e veggenti di cui non si hanno fonti storico-biografiche certe.
Le loro profezie sono state contrassegnate con un triangolo verde come quello riportato qui a lato.
Pertanto vi invitiamo a considerare i contenuti di queste rivelazioni con una certa cautela e prudenza.
Per maggiori informazioni su questi mistici e veggenti vi invitiamo comunque a visitare la sezione "Cenni storico-biografici".

PROFEZIE PER IL TERZO MILLENNIO
LE PROFEZIE DI MISTICI E VEGGENTI CRISTIANI
I più importanti messaggi a sfondo escatologico di Nostro Signore e dalla Madonna trasmessi da santi,
mistici e veggenti di ogni tempo Introduzione Sono tantissimi,
un po' in tutto il mondo,
i profeti che nel corso dei secoli hanno preannunciato un tempo futuro,
non meglio precisato,
segnato da drammatici avvenimenti che riguarderanno tutta l’umanità.
Si tratterà di eventi epocali di una importanza e gravità senza precedenti nella storia umana.
Molti profeti indicano questo periodo con espressioni quali "fine dei tempi" o "ultimi tempi" e qualificano questi eventi come "tribolazioni",
"purificazioni" e "castighi divini".
Troviamo questo tipo di profezie praticamente in tutte le culture,
in ogni parte del mondo;
esse,
per altro,
sono parte integrante delle tradizioni di diverse religioni.
Uno fra gli elementi che accomuna molte di queste profezie è l’annuncio della venuta sulla terra di un "grande eletto",
un Messia,
che durante questo periodo di grande travaglio per tutta l’umanità,
combatterà le forze del male,
le vincerà e alla fine ristabilirà il Regno di Dio sulla terra decretando l’inizio di una nuova era di pace e di amore per tutto il mondo.
La selezione riportata nel secondo capitolo è dedicata,
e rigorosamente circoscritta,
alle rivelazioni profetiche di santi,
mistici e veggenti cattolici di ogni tempo.
Abbiamo escluso da questa raccolta le profezie dei numerosissimi chiaroveggenti che nel corso dei secoli hanno previsto per il futuro avvenimenti simili a quelli preannunciati dai profeti cattolici.
Questa scelta è legata non tanto a riserve sull’attendibilità di queste profezie,
quanto piuttosto al fatto che delle facoltà premonitrici di molti di questi profeti,
ci è totalmente ignota l’origine.
Per alcuni di questi personaggi esiste il sospetto che le loro profezie siano il risultato di pratiche di tipo esoterico.
Inoltre molte delle sconcertanti rivelazioni di alcuni di loro difficilmente si conciliano con gli insegnamenti del Cristianesimo.
Va detto con chiarezza che la Chiesa mette in guardia i fedeli dai pericoli che può comportare il voler conoscere il futuro affidandosi a pratiche di occultismo,
di magia e a qualsiasi tecnica divinatoria,
e invita a diffidare di chi esercita queste pratiche.
Anche la Bibbia,
in diversi passi (cfr.
Deuteronomio 18,
10-12 e Levitico 20,
6)
,
condanna senza appello: i maghi,
chi pratica l’astrologia,
chi predice il futuro,
chi consulta gli spiriti.
E’ molto pericoloso anche solo dare credito e affidarsi a persone che si occupano di pratiche di questo tipo.
La possibilità che si tratti di ciarlatani è certamente il minore dei rischi.
Non dobbiamo dimenticare che Gesù,
nei Vangeli,
ci mette in guardia dai falsi profeti degli ultimi giorni: gli strumenti di inganno e di perdizione di Satana.
Purtroppo i messaggi dei mistici e dei veggenti cattolici non sono abbastanza conosciuti fra la gente come sarebbe invece auspicabile e i mezzi di comunicazione,
che certo potrebbero fare molto per favorirne la divulgazione,
quasi sempre ignorano questi temi.
Indubbiamente l’origine soprannaturale delle rivelazioni di questi strumenti di Dio e la natura spesso sinistra dei contenuti,
rendono le loro profezie difficilmente accettabili da parte della cultura razionalistica degli uomini del ventesimo secolo,
volta alla concretezza e alla logica scientifica.
Sappiamo bene che l’ateismo e il razionalismo più radicale si sono ormai consolidati in larghe fasce della popolazione.
Queste persone si rifiutano di prendere in considerazione anche solo la possibilità dell’esistenza di Dio.
Ma anche fra coloro che in questi anni di materialismo esasperato,
sentono il bisogno di avvicinarsi alla spiritualità,
la maggior parte rifugge decisamente dalle religioni,
per così dire "tradizionali",
come il Cattolicesimo.
Oggi quella dei cattolici osservanti è vista ormai dai più come una scelta di vita…scomoda e poco interessante.
Essa non lascia spazio a quella che,
secondo queste persone,
è la legittima aspirazione dell’uomo moderno alla libera realizzazione di se stesso,
dei propri desideri ed ambizioni,
nonché al pieno godimento dei piaceri terreni.
Essi rivendicano il diritto a vivere pienamente e liberamente la propria natura umana e i propri istinti senza le limitazioni di una religione che non contempla e non ammette queste libertà ed anzi tende a colpevolizzare chi adotta questa condotta di vita.
Da questi presupposti deriva il fenomeno culturale più importante -
e in qualche misura preoccupante -
che caratterizza questo ultimo scorcio del ventesimo secolo,
un fenomeno che per altro è totalmente nuovo nella storia del mondo occidentale di tradizione cristiana,
vale a dire l’enorme interesse per le filosofie orientali,
per movimenti come la New Age e Scientology,
per sette religiose di vario tipo e provenienza.
E’ la consacrazione della "religione fai da te",
un’insieme di false dottrine create e modellate sui desideri della gente,
nel più tipico stile consumistico.
Un gran calderone di principi,
filosofie e tecniche raccolti qua e là e "assemblati" in qualcosa che di spirituale ha ben poco e di religioso ha solo la parvenza.
Si vuole una religione costruita e modellata sulla base dei propri desideri e bisogni,
una religione che è ormai come un qualsiasi prodotto di consumo,
alla stessa stregua di un’utilitaria o di un capo d’abbigliamento.
La Verità Rivelata,
la Parola di Dio,
per molte di queste persone non esiste,
è soltanto un’invenzione della Chiesa.
L’uomo di fine millennio sembra essere alla disperata ricerca di un compromesso che riesca a conciliare il materialismo e il modernismo con il suo innato e irrinunciabile bisogno di spiritualità.
Per queste persone,
evidentemente,
tutte queste nuove dottrine,
filosofie,
movimenti,
sette e correnti religiose,
sono più rassicuranti.
Esse mettono non più Dio al centro dell’universo ma l’uomo stesso,
avallando la libera espressione dei suoi istinti e delle sue passioni e ignorando le tradizionali espressioni della fede come la preghiera,
i sacramenti,
il digiuno,
e concetti come: peccato e castigo.
E’ ormai il trionfo dichiarato dell’antropocentrismo.
E’ evidente che in questo clima di diffuso agnosticismo e di ateismo,
l’opera di divulgazione al grande pubblico di messaggi mariani e profezie,
che sono per altro di natura divina per definizione,
non ha certo vita facile.
Ma anche fra i pochi veri cristiani osservanti è ormai prevalente lo scetticismo verso tutti quei fenomeni soprannaturali,
come le apparizioni della Madonna e di Gesù,
le rivelazioni private,
le stigmate,
le lacrimazioni di statue ed altri eventi miracolosi che hanno caratterizzato la storia della Chiesa.
Ma per queste persone sono ancora più inverosimili e inaccettabili i contenuti di quei messaggi consegnati ai mistici e ai veggenti,
che parlano di un imminente castigo divino,
di guerre e catastrofi di ogni genere permesse da Dio.
I credenti di oggi rifiutano l’idea stessa di un Dio che giudica e punisce i suoi figli.
Preferiscono vedere Dio come ciò che vorrebbero che fosse: un padre benevolo capace di perdonare tutto,
indefinitamente.
A queste persone sfuggono quelle verità che la Bibbia ci ha rivelato e sulle quali proprio i messaggi della Madonna ai veggenti hanno contribuito a far luce.
Maria,
nei suoi messaggi,
ci dice che Dio ama i Sui figli e vuole solo il loro bene.
Ma quando questi si allontanano da Lui peccando e non dimostrandosi capaci di cercare la riconciliazione col Signore e col loro prossimo,
Egli è capace di infliggere loro gravi punizioni.
Attraverso queste punizioni,
anche terribili,
Egli vuole ricondurre l’umanità sulla giusta strada,
con il fine ultimo di salvare le anime dei suoi figli,
e tutto ciò proprio in virtù del Suo grande amore.
Ma la nostra generazione si ostina a non accettare queste verità che le Scritture insegnano e che gli antichi conoscevano e rispettavano.
Purtroppo tutto ciò viene oggi bollato per lo più come ingenua bigotteria,
retaggio di un passato in cui la religione era puro strumento di controllo e manipolazione da parte della Chiesa che si serviva di questi fenomeni per esercitare,
attraverso la paura,
il suo potere temporale,
facendo leva sulla semplicità e sull’ignoranza della gente.
Voglia il Signore che la nostra generazione non abbia un giorno a ricredersi delle sue certezze nella maniera peggiore e…più terribile.
Negli ultimi mille anni ci sono state,
in tutte le parti del mondo,
tantissime apparizioni della Madonna e di Gesù Cristo,
ma soprattutto negli ultimi cinquanta anni il loro numero ha avuto un incremento senza precedenti.
Dal 1300 fino al 1925 le apparizioni di Maria di cui abbiamo notizia sono attorno alle 50.
Dal 1925 al 1975 ce ne sono state circa 230.
Dal 1976 fino ai giorni nostri sono state riferite più di 300 apparizioni.
Alcuni esperti come Ray Doiron,
affermano che ci sono attualmente 1700 siti in tutto il mondo dove hanno luogo apparizioni,
visioni,
locuzioni,
statue che lacrimano o sanguinano.
Durante queste apparizioni,
Maria e Gesù hanno consegnato ai mistici e ai veggenti moltissimi messaggi con i quali ammoniscono l’umanità a non continuare ad ignorare la Legge di Dio seguitando sulla strada del peccato.
Gli omicidi,
l’aborto,
l'odio,
le invidie,
le discordie,
le calunnie,
gli inganni,
l'orgoglio,
la crudeltà,
la mancanza d'amore,
gli atti di impurità,
ma soprattutto il rifiuto di Dio e la bestemmia,
sono i peccati più gravi che offendono il Signore.
Essi invitano tutti gli uomini: • alla conversione;
• alla riconciliazione col Signore (attraverso il pentimento,
il rispetto della Sua Legge,
l'amore verso Dio e verso il prossimo)
;
• alla preghiera (detta col cuore)
;
• alla recita quotidiana del Rosario (la Madonna in molte apparizioni ha raccomandato di recitare ogni giorno tutte e tre le corone del Rosario con i quindici Misteri Gaudiosi,
Dolorosi e Gloriosi)
;
• alla devozione ai Santissimi Sacramenti (specialmente quelli della Penitenza e dell’Eucarestia che ci esortano a ricevere con frequenza e con la dovuta preparazione)
;
• a partecipare con frequenza alla Messa;
• al digiuno a pane e acqua (ogni settimana,
il mercoledì e il venerdì)
;
• alla lettura quotidiana della Bibbia;
• alla devozione al Cuore Immacolato di Maria;
• alla pace;
• all'offerta di sacrifici come riparazione per i peccati del mondo;
• all'accettazione delle sofferenze e delle prove e alla sopportazione con pazienza e con amore dei torti subiti.
Maria e Gesù sottolineano che soltanto attraverso questi strumenti sarà possibile placare l'ira del Padre e salvare l’umanità intera da ciò che l’aspetta.
Se l’umanità non si dimostrerà capace di cambiare la sua via attraverso la fede,
riconciliandosi col Signore,
dovrà patire una serie di terribili punizioni fino al Grande Castigo finale che,
stando sempre alle profezie,
dovrebbe annientare gran parte del genere umano.
Il messaggio positivo di queste rivelazioni è che tutte le tribolazioni che ci aspettano serviranno a purificare e a preparare il mondo in vista dell’imminente seconda venuta di Cristo.
In questa sezione del nostro sito sono riportati i messaggi delle ormai celebri apparizioni di La Salette,
Fatima,
Akita,
Kibeho,
Medjugorje,
Garabandal,
Conyers,
Betania,
Belpasso,
Schio,
ecc.
,
nonché le rivelazioni profetiche di alcuni pontefici,
venerabili,
beati e santi,
tra i quali anche Padre Pio.
Sono stati raccolti anche diversi frammenti di profezie tratte da vari libri e da siti su Internet la cui fonte,
a volte,
era incerta.
Sono state riportate ugualmente per talune singolari e suggestive concordanze con le più note e "autorevoli" profezie di cui sopra.
Sono pertanto da accogliere con un po' di cautela e prudenza.
Alcune di queste apparizioni,
dopo anni di indagini,
hanno ricevuto l’approvazione ufficiale da parte della Chiesa Cattolica.
Altre sono state approvate per il momento solo dai vescovi locali ma sono ancora in fase di indagine da parte della Chiesa.
Gli esperti sono d’accordo nel rilevare la singolare e innegabile concordanza fra le profezie dei mistici e dei veggenti di oggi con quelle dei secoli passati che sono state tramandate fino ai nostri giorni.
Negli ultimi venti anni l’aumento nel numero e nella diffusione dei fenomeni mariani,
cosa questa che è ormai sotto gli occhi di tutti,
e i tantissimi messaggi nei quali la Madonna avverte che all’umanità è rimasto poco tempo per la sua conversione,
non possono non portarci alla conclusione che il compimento delle profezie è ormai imminente.
• L’aumento in tutto il mondo di eventi sismici disastrosi che seminano morte e distruzione (vedi la pagina: "Lista dei più gravi terremoti avvenuti negli ultimi 25 anni in tutto il mondo")
.
• Gli sconvolgimenti climatici che negli ultimi anni hanno interessato l’intero pianeta,
causando in misura sempre crescente eventi catastrofici come uragani,
tornado e inondazioni di una violenza inaudita: basti pensare a quanto è accaduto,
solo nel 1998,
in Cina,
Bangladesh,
Honduras,
Nicaragua,
Messico,
USA,
India e in varie regioni d’Europa,
compresa l’Italia.
• L’aumento crescente della siccità in tutto il mondo,
determinato dell’innalzamento delle temperature,
che favorisce la desertificazione e causa ogni anno milioni di vittime per denutrizione e malattie,
soprattutto fra i più giovani.
• L’aumento vertiginoso dei casi di criminalità,
soprattutto minorile;
fenomeni questi,
che l’uso della droga innesca ed alimenta.
• L’esplosione continua ed incontrollabile di guerre civili e conflitti etnici.
• La diffusa disaffezione della gente verso la fede,
fenomeno che non riguarda solo la Chiesa Cattolica ma anche le altre confessioni cristiane e le altre religioni.
• La sempre maggiore diffusione dell’aborto in tutto il mondo come mezzo di controllo delle nascite e la crescente indifferenza da parte della gente verso questo problema.
• La comparsa di nuovi e pericolosi ceppi batterici e virali finora sconosciuti,
la diffusione incontrollabile di malattie trasmesse sessualmente come l’AIDS,
il riproporsi inaspettato di malattie come la tubercolosi che,
fino a qualche anno fa,
sembravano definitivamente debellate.
• Lo stravolgimento dei valori e della morale che ha determinato la generale accettazione di costumi e stili di vita contrari ai principi del Cristianesimo.
Si tratta di mutamenti non di poco conto,
per rapidità e portata,
se pensiamo che molte di queste nuove tendenze del mondo d’oggi,
anche solo pochi decenni fa,
nell’opinione prevalente della gente erano giudicate decisamente immorali.
Si pensi soltanto ai temi del sesso e dei valori della famiglia,
solo per fare qualche esempio.
• Le persecuzioni religiose a danno di ebrei e cristiani,
che hanno segnato la storia di questo secolo e che ancora continuano in molti paesi.
(Per ulteriori approfondamenti consulta anche la pagina "Gli avvenimenti dei nostri giorni e le profezie")
Sono solo alcuni dei problemi che affliggono il nostro tempo e che,
secondo molti studiosi,
costituiscono i "segni degli Ultimi Tempi" che Cristo ha annunciato ai suoi apostoli: ' "Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno,
e vi saranno di luogo in luogo terremoti,
carestie e pestilenze;
vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno,
consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni,
trascinandovi davanti a re e a governatori,
a causa del mio nome… Sarete traditi perfino dai genitori,
dai fratelli,
dai parenti e dagli amici,
e metteranno a morte alcuni di voi;
sarete odiati da tutti per causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime.
Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti,
sappiate allora che la sua devastazione è vicina.
Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano ai monti,
coloro che sono dentro la città se ne allontanino,
e quelli in campagna non tornino in città;
saranno infatti giorni di vendetta,
perché tutto ciò che è stato scritto si compia.
Guai alle donne che sono incinte e allattano in quei giorni,
perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo.
Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli;
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole,
nella luna e nelle stelle,
e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti,
mentre gli uomini moriranno per la paura e per l'attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra.
Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire su una nube con potenza e gloria grande.
Quando cominceranno ad accadere queste cose,
alzatevi e levate il capo,
perché la vostra liberazione è vicina".
E disse loro una parabola: "Guardate il fico e tutte le piante;
quando già germogliano,
guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.
Così pure,
quando voi vedrete accadere queste cose,
sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.
Il cielo e la terra passeranno,
ma le mie parole non passeranno".
' Vangelo di Luca 21,
10-33 (Nelle pagine della "Rassegna notizie",
che vi raccomandiamo di visitare,
il lettore troverà molti elementi di concordanza fra questi eventi preannunciati nei messaggi mariani e nelle profezie bibliche,
e molti degli avvenimenti dei nostri giorni)
.
Dalle rivelazioni del Vecchio e del Nuovo Testamento fino ai messaggi dei mistici e veggenti di oggi,
tutto sembra dare conferma alla tesi che ci troviamo negli "Ultimi Tempi".
Possiamo concludere affermando che il messaggio sul futuro dell’umanità contenuto nelle rivelazioni di santi,
mistici e veggenti cattolici è fondamentalmente positivo,
nonostante il doloroso travaglio del passaggio dal mondo attuale alla Nuova Era.
Le profezie ci promettono che chi avrà attraversato la Grande Tribolazione riceverà il dono di poter vivere in un mondo rinnovato dove l’odio,
le violenze,
i soprusi e le guerre saranno solo sbiaditi ricordi del passato,
un mondo dove prevarranno il rispetto reciproco e la pace fra i popoli,
un mondo dove Gesù Cristo regnerà sovrano nei cuori di tutti gli uomini.
A cura di "Profezie per il Terzo Millennio" PROFEZIE PER IL TERZO MILLENNIO CENNI STORICO-BIOGRAFICI Varie informazioni sulle apparizioni mariane e sulla vita di santi,
mistici e veggenti Kibeho,
Ruanda La Salette,
Francia Madre Mariana de Jesus Torres -
Quito,
Ecuador Margherita Sampair Maria Esperanza Bianchini -
Betania,
Venezuela Maria Giulia Jahenny -
Blain,
Francia Segatashya (è morto durante la guerra civile ruandese)
.
Vestine (è morta a causa di una malattia cardiovascolare)
.
Nel Novembre del 1981,
a Kibeho in Ruanda,
hanno inizio le prime di una lunga serie di apparizioni della Madonna e di Gesù che avranno per protagonisti sette giovani veggenti africani (Alphonsine,
Emmanuel,
Anathalie,
Marie-Claire,
Stephanie,
Agnes e Vestine)
.
Tre dei veggenti vivevano in un collegio condotto da suore in una zona molto povera del paese africano.
Altri tre vivevano nella foresta.
Il settimo veggente,
Segatashya,
un ragazzo pagano di Kibeho che più tardi assunse il nome cristiano di Emmanuel,
ebbe le apparizioni di Nostro Signore separatamente dagli altri.
Gesù insegnò al ragazzo il Padre Nostro e lo istruì ai fondamenti della Fede cristiana.
Come per altre apparizioni dei giorni nostri,
il messaggio fondamentale a Kibeho è l’invito alla conversione,
alla preghiera e al digiuno.
Nei loro messaggi,
la Vergine Maria e Gesù,
sottolineano l’importanza di amare il prossimo e di non sottovalutare il reale potere della preghiera,
specialmente del Santo Rosario.
In alcune visioni i ragazzi ebbero modo di vedere in anticipo avvenimenti che si sarebbero puntualmente realizzati di lì a qualche anno nel più spietato e sanguinoso olocausto della storia dell’Africa: la guerra del Ruanda.
Michael H.
Brown parlando di una di queste visioni nel suo libro "The Final Hour" afferma che i ragazzi videro un albero in fiamme,
un fiume di sangue e molti cadaveri decapitati e abbandonati.
In un altro suo libro "Trumpet of Gabriel",
Brown riferisce di una visione durata otto ore nella quale i veggenti videro immagini terrificanti di persone che si uccidevano tra di loro,
di corpi decapitati e corpi gettati nel fiume.
Tutti questi fatti si sono tristemente avverati appunto durante la guerra del Ruanda.
Anche padre Renè Laurentin si è occupato delle apparizioni di Kibeho in un suo libro.
Ecco cosa scrive il celebre mariologo: "...
Il 19 agosto 1982 merita di essere riferito in modo del tutto speciale,
dato il posto che occupa nella storia delle apparizioni di Kibeho.
Quel giorno la Madonna apparve ai giovani,
a turno,
mostrandosi triste,
contrariata,
i veggenti dissero addirittura che era in collera,
eppure era il giorno che sulla terra si festeggiava il suo trionfo in cielo.
Alphonsine vide piangere la madre di Dio.
I veggenti piansero,
battendo i denti e tremando.
Si lasciarono cadere pesantemente a corpo morto,
più d’una volta durante le apparizioni che durarono ininterrottamente per più di otto ore.
I giovani vedevano immagini terrificanti,
un fiume di sangue,
persone che si uccidevano a vicenda,
cadaveri abbandonati senza che alcuno li seppellisse,
un albero tutto fuoco,
un baratro spalancato,
un mostro,
teste decapitate.
La folla presente quel giorno,
circa 20.
000 persone,
conserva un’impressione di paura,
di panico e di tristezza...
".
Le apparizioni di Kibeho sono state considerate per molto tempo con scetticismo e sospetto.
Una commissione medica internazionale condusse approfonditi esami sulla salute fisica e mentale di tutti i giovani veggenti coinvolti nelle apparizioni.
I rapporti elaborati dai medici furono presentati alla commissione teologica e dopo sette anni di investigazioni,
il 15 agosto 1988,
il vescovo locale,
Monsignor Jean Baptista Gahamany,
concesse il primo grado dell’approvazione alle apparizioni,
consentendo la pubblica devozione.
Il vescovo,
in ricordo di queste apparizioni,
dedicò il santuario mariano di Kibeho a Nostra Signora dei Dolori.
La Salette,
Francia La Salette è una località della Francia che si trova nel Cantone di Corps,
dipartimento di Isere.
I protagonisti dell’apparizione di La Salette sono due giovani pastori: Maximin (Massimino)
Giraud e Mélanie (Melania)
Calvat rispettivamente di 11 e 15 anni.
I due veggenti,
entrambi ragazzi molto semplici e senza alcuna istruzione scolastica,
a quell’epoca non conoscevano neanche il Padre Nostro e l’Ave Maria poiché non avevano mai ricevuto alcuna educazione religiosa.
Le loro famiglie erano estremamente povere.
Melania,
cresciuta in una casa di otto figli,
veniva spesso lasciata per la strada a chiedere l’elemosina.
Era una ragazza taciturna,
timida e solitaria.
Massimino era invece un tipo vivace e pieno di spirito.
Passava molto del suo tempo girovagando per le strade.
La Madonna appare ai due ragazzi il 19 settembre 1846 mentre questi sono intenti a pascolare le mucche sul Monte Planeau (1800 metri d’altezza)
.
Il colloquio con i veggenti avviene prima in francese poi in dialetto,
ed infine ancora in francese.
La Vergine consegna ai veggenti dei messaggi e un segreto dai contenuti apocalittici.
Quest’ultimo,
su Sua richiesta,
sarà svelato al mondo nel 1858.
La sensazione per il racconto di Melania e Massimino fu grande e diede luogo a diverse investigazioni.
Monsignor Philibert de Bruillard,
vescovo di Grenoble,
istituì una commissione di inchiesta per esaminare gli eventi riferiti dai ragazzi.
La commissione concluse che l’apparizione aveva effettivamente avuto luogo.
Monsignor de Bruillard il 16 novembre 1851 dichiarò vere le apparizioni della Vergine Maria a La Salette e autorizzò il culto di Nostra Signora di La Salette.
Presto iniziarono i pellegrinaggi dei fedeli nella montagna di La Salette e diverse guarigioni miracolose ebbero luogo.
Il 25 maggio 1852 iniziò la costruzione della chiesa,
nella montagna.
Nel 1879 la chiesa venne elevata al rango di basilica e consacrata a Nostra Signora di La Salette.
Nel 1851 Melania e Massimino,
assistiti da padre Rousselot e padre Gerin,
trascrissero i messaggi e li inviarono al Pontefice,
Papa Pio IX.
Il Papa dopo averli letti pare che abbia affermato: "Se tutti non decideranno di fare penitenza,
saremo perduti".
Papa Pio IX,
nel 1854,
proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione.
Il resoconto fedele di Melania venne pubblicato a Lecce il 15 Novembre 1879,
con l'Imprimatur del Vescovo Monsignor Zola e ristampato a Lione nel 1904,
qualche mese prima della morte di Melania.
Maximin Giraud,
dopo una vita infelice ed errante ritornò a Corps,
il suo villaggio natio,
e vi morì il 1 marzo 1875.
Mélanie Calvat,
dopo aver trascorso anch’essa una vita difficile,
morì ad Altamura,
in Italia,
il 15 dicembre 1904.
Madre Mariana de Jesus Torres -
Quito,
Ecuador Nel 1634 a Quito in Ecuador,
la Santa Vergine apparve come "Nostra Signora della Buona Fortuna" a Madre Mariana de Jesus Torres mentre pregava.
La luce dell’altare si spense e mentre Madre Mariana cercava di riaccenderla una luce soprannaturale riempì la chiesa.
In questa luce apparve la Madre di Dio.
L’apparizione di Quito ha ricevuto l’approvazione ufficiale della Chiesa.
Margherita Sampair Margherita Sampair ha ricevuto tra il 1968 e il 1970 diversi messaggi dagli arcangeli Gabriele,
Raffaele e Michele.
Nota: come si vede,
su Margherita Sampair abbiamo poche informazioni e ancor meno sulla natura dei suoi carismi.
Riteniamo perciò opportuno consigliarvi prudenza e giudizio nel considerare le sue rivelazioni.
Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina "Dettati degli Arcangeli,
Gabriele,
Michele e Raffaele a Margherita Sampair" nel sito "Profezie on Line".
Maria Esperanza Bianchini -
Betania,
Venezuela Maria Esperanza Medrano de Bianchini è nata il 22 novembre 1928 nel villaggio di San Rafael,
in Venezuela.
E' sposata,
con sette figli e vive a Cua in Venezuela,
in una regione chiamata Finca Betania.
Sin da quando era molto giovane ha vissuto numerose e straordinarie esperienze mistiche.
Quando era molto piccola,
ebbe una guarigione miracolosa da una malattia molto grave.
La guarigione avvenne per intervento di Nostro Signore Gesù Cristo.
Ben 22 medici non le avevano dato alcuna speranza di sopravvivenza alla malattia.
Maria Esperanza è anche una stimmatizzata le cui ferite appaiono il Venerdì Santo.
L’autenticità delle sue stimmate è stata testimoniata da decine di medici.
Un gran numero di conoscenti l’ha vista bilocarsi (apparire in luoghi diversi nello stesso momento)
ed è stata vista levitare durante la Messa.
Maria Esperanza ha inoltre ricevuto il dono della profezia.
Grazie a questo dono ha previsto diversi eventi storici e numerosi avvenimenti che hanno avuto luogo in varie parti del mondo.
Sebbene Maria Esperanza abbia ricevuto fin da piccola numerosissimi messaggi dalla Vergine Maria e da Nostro Signore,
le apparizioni a Betania e la consegna dei messaggi per il mondo hanno avuto inizio a partire dal 25 marzo 1976.
Guarigioni miracolose,
miracoli eucaristici,
luci mistiche e inspiegabili profumi di fiori sono solo alcuni dei fenomeni prodigiosi che sono stati registrati a Betania.
Il 21 novembre 1987,
dopo più di 10 anni di investigazioni,
l’arcivescovo Pio Bello Ricardo ha dichiarato che le apparizioni sono autentiche e di natura soprannaturale e ha dato la sua approvazione ufficiale perché il sito dove queste hanno avuto luogo,
venga considerato sacro.
Maria Esperanza Bianchini in udienza privata con il Santo Padre Papa Giovanni Paolo II (18.
02.
1998)
Maria Giulia Jahenny -
Blain,
Francia Marie Julie Jahenny (1850-1941)
,
visse nelle vicinanze di Blain,
nel Sud della Bretagna in Francia.
Quello di questa mistica è considerato a tutt’oggi uno fra i casi più straordinari nel suo genere.
Ricevette cinque ferite dal Signore,
per questo motivo veniva chiamata "la stigmatizzata bretone".
Ebbe il dono di riconoscere il pane eucaristico da quello normale,
riuscendo a distinguere gli oggetti benedetti da quelli che non lo erano e sapendo dare indicazioni sul luogo di provenienza delle reliquie.
Durante un periodo di cinque anni a partire dal 28 dicembre 1875,
sopravvisse soltanto con la Santa Comunione.
Come il dottor Imbert Gourbeyre ebbe modo di verificare,
durante questo intero periodo non vi furono escrezioni liquide o solide.
Durante le estasi era completamente insensibile al dolore e alla luce intensa.
Alcune di queste estasi erano accompagnate da fenomeni di levitazione.
Maria Giulia Jahenny morì nel 1941 all'età di 91 anni.
PROFEZIE PER IL TERZO MILLENNIO Maria Valtorta -
Caserta,
Italia Medjugorje,
Jugoslavia Monaca di Dresda -
Germania Maria Valtorta -
Caserta,
Italia Maria Valtorta nacque il 14 marzo 1897 a Caserta.
Ricevette in sogno i primi messaggi dal Signore nel 1916.
Si formò in varie città del nord (Faenza,
Milano,
Voghera)
mostrando un carattere forte,
spiccate capacità umane e straordinarie doti spirituali.
Completò i suoi studi nel prestigioso Collegio Bianconi di Monza.
Durante la prima guerra mondiale fu infermiera samaritana nell'Ospedale Militare di Firenze.
Nella città toscana rimase per circa dieci anni.
Nel 1943,
inferma da nove anni,
aderì alla richiesta del suo confessore e scrisse la "Autobiografia".
Con vero talento di scrittrice riempì di getto sette quaderni per narrare senza reticenze la propria vita,
umana fino alla passionalità,
ascetica fino all'eroismo.
Subito dopo,
prestando tutte le sue capacità ad una volontà superiore,
intraprendeva una produzione letteraria prodigiosa.
Poco meno di due terzi della sua cospicua produzione letteraria riguardano "Il poema dell'Uomo-Dio",
il suo lavoro sulla vita di Cristo.
"I Quaderni" (rispettivamente del 1943,
del 1944,
del 1945-50)
,
il volume intitolato "Libro di Azaria" (lezioni spirituali sui testi del messale festivo)
e il volume delle "Lezioni sull'Epistola di San Paolo ai Romani" sono le altre opere della Valtorta.
"Il poema dell'Uomo-Dio" è certamente il più controverso fra i lavori della Valtorta,
oggetto di feroci critiche da parte dei suoi detrattori soprattutto all'interno della Chiesa.
Maria ha dichiarato: -
"Posso affermare che non è di origine umana l’ispirazione che mi ha permesso di conoscere ciò che scrivo e ciò che,
persino mentre scrivo,
non sono spesso neanche in grado di capire".
Maria Valtorta morirà in concetto di santità il 12 ottobre 1961.
Nota: i messaggi e gli scritti della Valtorta non hanno ricevuto l'approvazione delle autorità ecclesiastiche.
Ma la Madonna ha detto a Medjugorje alla veggente Marija Pavlovic che gli scritti della Valtorta possono essere letti.
Medjugorje,
Jugoslavia Nel Giugno del 1981,
sei ragazzi (quattro ragazze: Ivanka,
Mirjana,
Vicka,
Marija e due ragazzi: Ivan e il piccolo Jakov)
del villaggio di Medjugorje in Croazia,
furono testimoni dell’apparizione della Madonna vicino alla cima del Podbrdo,
una piccola montagna nel centro della Jugoslavia.
In una serie di apparizioni,
che ancora continuano anche se con minor frequenza (il giorno 25 di ogni mese)
,
la Madonna invia al mondo un messaggio che può essere riassunto in cinque punti chiave: preghiera del cuore,
digiuno,
riconciliazione con Dio e con il prossimo,
conversione e pace.
Per sottolineare l’urgenza delle sue richieste,
la Santissima Vergine,
nel corso del tempo,
ha affidato ad alcuni dei veggenti 10 segreti che descrivono gli eventi che si verificheranno se l’umanità non riesce a ravvedersi.
Dei sei veggenti soltanto tre (Mirjana,
Ivanka e Jakov)
hanno ricevuto tutti e dieci i segreti.
Gli altri,
fino a questo momento,
ne hanno ricevuto solo nove.
Dopo le prime apparizioni,
Medjugorje divenne ben presto celebre in tutta Europa,
grazie anche agli articoli di giornali come "Le Monde" e "Financial Times".
Alla fine degli anni ‘80 ha conosciuto un rilievo internazionale.
Come risultato di questa grande popolarità si stima che tra il 1981 e il 1991 circa 15 milioni di pellegrini abbiano visitato il sito delle apparizioni.
Nel 1991 esplose anche il conflitto fra serbi bosniaci e croati,
il quale però non impedì in quel periodo a migliaia di pellegrini di continuare ad intraprendere ogni anno il pericoloso viaggio per recarsi a Medjugorje.
Il Vescovo di Mostar,
in una lettera al Papa,
dà importanti indicazioni sulla natura dei segreti.
Egli riferisce che durante l’apparizione del 25 dicembre 1982,
la Madonna avrebbe affidato a Mirjana il decimo ed ultimo segreto e le date nelle quali i dieci segreti si sarebbero realizzati.
Secondo il Vescovo,
Mirjana avrebbe affermato che,
prima che ci sia un "segno visibile",
verranno dati all'umanità tre avvertimenti.
Gli avvertimenti saranno avvertimenti sulla terra,
Mirjana ne sarà testimone.
Tre giorni prima di uno di questi avvertimenti,
essa avviserà un sacerdote a sua scelta.
La testimonianza di Mirjana sarà una conferma delle apparizioni e sarà un incentivo per la conversione del mondo.
Dopo questi avvertimenti,
il segno visibile verrà dato per tutta l'umanità nel luogo delle apparizioni a Medjugorje.
Il segno sarà dato come testimonianza delle apparizioni e come richiamo alla fede.
Il nono e il decimo segreto sono cosa grave.
Sono un Castigo per i peccati del mondo.
La punizione è inevitabile perché non possiamo aspettarci una conversione del mondo intero.
Il Castigo può essere attenuato attraverso la preghiera e la penitenza.
Non può essere però soppresso.
Dopo il primo Avvertimento,
gli altri seguiranno entro un periodo di tempo piuttosto breve.
La gente avrà tempo per la conversione.
Questo tempo è un periodo di grazia e conversione.
Dopo il segno visibile,
coloro che sono ancora vivi avranno poco tempo per la conversione.
L'invito alla preghiera e alla penitenza è destinato a evitare il male e la guerra e soprattutto a salvare le anime.
La Madonna ha detto "Avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno potete evitare le guerre,
e sospendere le leggi naturali".
La Santissima Vergine ha rivelato molti aspetti del futuro a Mirjana,
molti più che agli altri veggenti.
Ma la veggente precisa che nessuno dei segreti riguarda direttamente lei.
Tutti e dieci i segreti sono per il mondo intero.
I veggenti di Medjugorje dicono che con la realizzazione dei segreti affidatigli da Nostra Signora,
la vita nel mondo cambierà.
Dopo,
gli uomini crederanno come nei tempi antichi.
La Madonna ha anche detto ai ragazzi che quando le apparizioni cesseranno a Medjugorje,
termineranno anche in tutti gli altri siti nei quali si sono verificate apparizioni mariane.
Quando questo accadrà gli eventi descritti nei segreti inizieranno a compiersi.
I veggenti sono stati sottoposti a una grande quantità di test medici,
fisici e psicologici,
dai quali è emerso che si tratta di ragazzi assolutamente normali.
La Chiesa non ha ancora espresso il suo pronunciamento ufficiale sulle apparizioni di Medjugorje ma esse,
dopo circa venti anni dal loro inizio,
sono ormai ritenute da molti esperti fra le più importanti apparizioni mariane del ventesimo secolo.
Ivan Dragicevic Ivanka Ivankovic Jakov Colo,
Marija Pavlovic Mirjana Dragicevic Vicka Ivankovic Monaca di Dresda -
Germania Di lei sappiamo ben poco.
Pare che si trattasse di una suora nata nel 1680 a Dresda e morta nel 1706 e che fosse di origini molto umili.
Divenne ben presto nota in Sassonia col nome di "monaca di Dresda".
Il suo convento si trovava sulle rive dell'Elba.
Fu scelta da una voce celestiale per inviare messaggi ai grandi della terra.
Pur essendo pressoché analfabeta scrisse parecchi messaggi e profezie in latino e tedesco,
in una buona forma e spesso ricchi di elementi storici.
La giovane suora profetizzò anche una terribile crisi della Chiesa sul finire del secondo millennio.
La religiosa morì giovanissima,
a soli 26 anni,
lasciandoci però delle lettere profetiche di grande interesse.
Un'interessante raccolta di queste profezie è stata pubblicata recentemente nel libro "Le profezie della monaca di Dresda" di Renzo Baschera,
Ed.
MEB,
Padova 1986.
Nota: poiché,
a parte il suddetto libro di Renzo Baschera,
non sono noti altri documenti e fonti storiche sulla vita di questa mistica,
alcuni studiosi di profezie esprimono riserve sul suo conto e perfino sulla sua effettiva esistenza.
Dal canto nostro preferiamo consigliarvi cautela nel considerare le sue profezie e le notizie da noi proposte su di lei in questo sito.
San Ambrogio San Giovanni Crisostomo San Malachia San Pio X San Tommaso d'Aquino San Vincenzo Ferrer Santa Brigida di Svezia Santa Faustina Kowalska -
Polonia Santa Ildegarda di Bingen San Ambrogio Ambrogio (Treviri 333/4 o 339/40 -
Milano 4.
4.
397)
,
padre e dottore della chiesa,
santo (festa: 7 dicembre)
,
patrono di Milano.
Avvocato,
governatore dell'Emilia e della Liguria (370)
,
con residenza a Milano,
fu acclamato,
ancora catecumeno,
vescovo di Milano e in pochi giorni ricevette il battesimo e la consacrazione episcopale (7.
12.
374)
.
Esercitò una forte influenza sugli uomini che si succedettero alla guida dell'impero romano,
contribuendo alla sua evoluzione politica,
giuridica e amministrativa.
Ordinò e innovò la liturgia della chiesa milanese (rito ambrosiano)
;
regolamentò il canto antifonale e compose diversi inni entrati poi nella liturgia.
Scrisse trattati esegetici,
nei quali impiegò il metodo allegorico della scuola di Alessandria.
Diede impulso al monachesimo femminile.
Battezzò S.
Agostino (387)
.
San Giovanni Crisostomo Giovanni Crisostomo (Antiochia 344 circa -
Comana 14.
9.
407)
,
padre della chiesa greca,
santo (festa: 13 settembre)
.
Dopo aver vissuto qualche tempo in eremitaggio,
divenne vescovo di Costantinopoli (397)
,
ma per il suo carattere austero e intransigente si inimicò presto l'imperatrice Eudossia che lo fece deporre (403)
ed esiliare.
Rigidissimo moralista,
dotato di straordinaria eloquenza (donde il soprannome Crisostomo,
in gr.
`bocca d'oro')
fu un instancabile predicatore.
Commentò passi biblici,
prediligendo,
secondo i criteri della scuola di Antiochia,
l'interpretazione storico-letterale a quella allegorica;
scrisse omelie,
trattati su questioni morali e dottrinali e 238 lettere.
San Malachia Malachìa O'Morgair (Armagh 1094 circa -
Clairvaux 2 novembre 1148)
.
Venne battezzato col nome di Maelmhaedhoc (poi latinizzato in Malachia)
.
Religioso e mistico irlandese,
secondo San Bernardo era di nobili origini.
Fu vescovo di Connor (1124)
e quindi arcivescovo di Armagh (1132)
,
introdusse nella chiesa irlandese il rito romano e appoggiò la riforma cistercense.
Sono attribuite al santo numerose guarigioni,
fenomeni di levitazione e il dono della profezia.
Nel 1148,
mentre era in viaggio per Roma,
Malachia si ammalò gravemente e morì a Clairvaux il 2 novembre di quell’anno.
E’ stato canonizzato nel 1190 da Clemente III (festa: 3 settembre)
.
Le profezie attribuibili con certezza a San Malachia hanno per oggetto essenzialmente i destini dell’Irlanda e preannunciano oppressione e persecuzioni da parte dell’Inghilterra e calamità di ogni tipo.
Le celebri profezie sui Papi,
ritrovate nel 1590,
sono certamente quelle più note,
ma secondo molti studiosi non sono attribuibili a Malachia ma piuttosto a un anonimo (alcuni ipotizzano perfino Nostradamus)
che le avrebbe redatte non molto tempo prima del loro ritrovamento.
Abbé François Cucherat afferma invece che sarebbero state scritte durante un viaggio a Roma,
nel quale Malachia ebbe una strana visione in cui vide la lista dei Pontefici che avrebbero governato la Chiesa fino alla fine dei tempi.
Malachia,
sempre secondo Cucherat,
affidò poi il manoscritto a Innocenzo II e il documento rimase nascosto negli archivi vaticani fino alla sua scoperta avvenuta dopo 400 anni esatti dalla sua morte.
Il documento venne pubblicato da Arnold de Wyon nel 1595,
da quel momento continue diatribe si sono susseguite fra gli esperti sulla sua reale autenticità.
Queste profezie sono costituite da 112 motti scritti in latino nei quali vengono profetizzati altrettanti papi,
da Celestino II fino al Papa della fine del mondo.
E’ sorprendente l’esatta corrispondenza di molti di questi motti con alcuni aspetti della vita e della storia di vari pontefici vissuti dalla morte di Malachia fino a oggi.
Secondo gli studiosi di profezie,
col motto "De Medietate Lunae" ("Della Metà della Luna")
viene indicato Papa Giovanni Paolo I,
il cui pontificato durò soltanto 33 giorni,
cioè una lunazione,
dal 26 agosto 1978 al 29 settembre 1978.
Egli morì o,
come sostiene David Yallop nel suo libro "In nome di Dio",
fu assassinato alla metà del mese lunare.
Sempre secondo questi interpreti,
Giovanni Paolo II viene designato col motto "De Labore Solis" ("Del Lavoro del Sole" o anche "Della Fatica del Sole" o ancora "Del Lavoro Solitario")
.
"Del Lavoro del Sole" potrebbe essere riferito alla consacrazione del suo pontificato alla Madonna,
la quale nell’Apocalisse di Giovanni viene indicata come la "donna vestita di sole".
La seconda interpretazione "Della Fatica del Sole" potrebbe avere a che fare con l’eclisse di sole verificatasi il 18 maggio 1920,
il giorno della nascita di Karol Wojtyla.
La terza interpretazione "Del Lavoro Solitario" è facilmente plausibile se si considerano le incomprensioni e le ostilità che Giovanni Paolo II ha incontrato in seno alla Chiesa fin dal momento della sua elezione.
Il successore di "De Labore Solis" è indicato come "De Gloriae Olivae" ("Della Gloria dell’Ulivo")
.
L’ultimo Papa si chiamerà Petrus Romanus.
Ecco cosa dice la celebre profezia di Malachia che parla dell'ultimo Pontefice: "Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascerà il suo gregge tra mille tribolazioni;
quando queste saranno terminate,
la città dei sette colli sarà distrutta e il giudice temibile giudicherà il suo popolo.
Fine".
Con Pietro Romano (o Pietro II)
,
che alcuni identificano con "De Gloriae Olivae" ed altri con un altro Papa ancora,
si dovrebbe quindi chiudere,
secondo San Malachia,
la storia della Chiesa di Roma.
San Pio X Papa Pio X (Giuseppe Sarto)
(Riese 2.
6.
1835 -
Roma 20.
8.
1914)
.
Patriarca di Venezia,
succedette a Leone XIII il 4.
8.
1903.
Iniziò la revisione del diritto canonico e riformò la curia.
Nel 1906 condannò la separazione tra chiesa e stato attuata in Francia e nel 1907 condannò il modernismo con l'enciclica Pascendi.
Su posizioni intransigenti nella questione romana,
mitigò comunque il non expedit,
permettendo ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni politiche (1909,
1913)
.
E’ stato canonizzato (festa: 20 agosto)
.
San Tommaso d’Aquino Tommaso d'Aquino (Castello di Roccasecca 1221 circa -
abbazia di Fossanova 7.
3.
1274)
,
teologo e filosofo.
Discendente di una nobile famiglia,
dal 1239 studiò all'università di Napoli.
Nel 1244 entrò nell'ordine domenicano contro il volere della famiglia.
Completò quindi gli studi di teologia sotto la guida di Alberto Magno a Parigi e a Colonia,
dove restò fino al 1252.
Nel medesimo anno si trasferì a Parigi,
dove iniziò a insegnare in qualità di baccelliere (1252-56)
e infine maestro reggente di teologia (1256-59)
.
Fu canonizzato nel 1323 (festa: 7 marzo)
e dichiarato dottore angelico nel 1567.
Il suo pensiero è stato assunto come dottrina ufficiale dell'ordine domenicano.
San Vincenzo Ferrer Vincenzo Ferreri (sp.
Vicente Ferrer)
(Valencia 1350 -
Vannes 5.
4.
1419)
.
Religioso spagnolo,
santo (festa: 5 aprile)
.
Domenicano,
fu sostenitore di Clemente VII,
papa avignonese,
contro Urbano VI.
Fu predicatore in Francia contro catari e valdesi,
sostenendo posizioni di tipo millenaristico.
Le sue opere più importanti sono il "Tractatus de vita spirituali" e il "Tractatus de moderno schismate".
Santa Brigida di Svezia Santa Brigida,
nata a Finstad in Svezia nel 1303 da una famiglia aristocratica e molto religiosa,
madre di otto figli,
fu impegnata nella vita familiare e fu oggetto di straordinarie visioni e rivelazioni.
Gesù stesso le apparve in diverse occasioni e le consegnò dei messaggi che Brigida trascrisse fedelmente.
Si dedicò con il marito ad opere di carità,
fondando un piccolo ospedale per servire i poveri.
Nel 1344,
alla morte del suo sposo,
Brigida iniziò una vita di ascesi dedicandosi completamente a Dio.
Il Signore le affidò una nuova missione e la guidò passo passo con una serie di grazie mistiche straordinarie.
Lasciata la Svezia,
nel 1349,
si recò a Roma,
sede del papato,
dove poté ampliare ancora di più i suoi orizzonti spirituali e fondò l’ordine del SS.
Salvatore (detto delle brigidine)
,
la cui prima badessa fu la figlia,
S.
Caterina di Svezia.
Compì molti pellegrinaggi in Italia e in Europa,
nei luoghi che costituivano le sorgenti del cristianesimo e non ultimo in Terra Santa.
Grazie al suo senso profondo del mistero di Cristo e della Chiesa,
S.
Brigida si fece partecipe della costruzione della comunità ecclesiale in un momento critico della sua storia.
Le sue esperienze di fede la resero un punto di riferimento per molte persone della Chiesa del suo tempo.
Ebbe contatti con principi e pontefici e non risparmiò ammonizioni severe sulla condotta morale del popolo cristiano e del clero.
Morì a Roma il 23 luglio 1373.
Venne canonizzata il 7 ottobre 1391 (festa: 23 luglio)
.
Santa Faustina Kowalska -
Polonia Elena Kowalska nasce il 25 agosto 1905 in Polonia,
nel villaggio di Glogowicw,
da Stanislao Kowalski e Marianna Babel.
Era la terzogenita di dieci figli.
Di famiglia povera e contadina,
segnata dal duro lavoro della campagna,
la piccola Elena è depositaria di una grande e precoce vocazione religiosa.
Pur sentendo fin da giovanissima il forte desiderio di entrare in convento,
le condizioni economiche familiari la costrinsero a lavorare duramente e le impedirono di realizzare il suo sogno.
Elena chiese in più occasioni ai genitori il permesso di farsi suora,
ma questi non accettarono il suo proposito,
da una parte perché non avevano i mezzi economici per procurarle la dote ed il corredo,
dall'altra perché erano molto legati alla figlia sul piano affettivo.
Per procacciarsi i mezzi materiali per la dote andò a servizio presso varie famiglie,
finché,
seguendo la chiamata di Gesù,
andò via di casa in cerca di un convento che la accettasse.
Dopo molte traversie venne accolta nel convento delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia.
La Madre Superiora le concesse di andare a servizio per un anno fino a racimolare la somma necessaria per la dote.
Iniziò il suo postulantato nel 1925 e il 26 aprile 1926 fu mandata a Cracovia per iniziare l'anno di noviziato.
Qui fu associata al secondo coro delle "coadiutrici" che erano addette ai servizi nei campi,
in cucina,
in portineria.
Il 30 aprile 1928 vestì l'abito religioso ed emise la prima professione assumendo il nome di Maria Faustina.
Il 22 febbraio 1931 le apparve Gesù Misericordioso,
ordinandole di far dipingere una sua immagine sul modello della visione per diffonderne la devozione.
Inoltre la incaricò di tre cose: ricordare al mondo la conosciuta ma dimenticata verità dell’amore misericordioso di Dio,
elaborare nuove forme di devozione alla Divina Misericordia e dare inizio ad un movimento di rinnovamento della vita dei cristiani secondo lo spirito di fede e misericordia.
Suor Faustina dal 1934,
su ordine del suo direttore spirituale,
iniziò ad annotare in un diario le rivelazioni,
le esperienze mistiche e le preghiere che andava via via ricevendo da Gesù.
Da questo diario,
costituito da sei quadernetti,
verrà poi tratto un libro di circa 600 pagine pubblicato in tutto il mondo col titolo di "Diario di Suor Faustina Kowalska".
La religiosa trascorse gli ultimi dieci anni della sua vita nella sofferenza,
a causa della grave forma di tubercolosi dalla quale era affetta e per il dispiacere per le accuse di simulazione e di isterismo che le venivano mosse.
La malattia la stroncò all'età di trentatré anni.
Morì in concetto di santità il 5 ottobre 1938,
nel suo convento di Cracovia.
Le sue spoglie mortali giacciono nella cappella del convento stesso.
Il 18 aprile 1993 Maria Faustina Kowalska viene beatificata da Papa Giovanni Paolo II.
Lo stesso Giovanni Paolo II,
il 30 aprile 2000,
eleva la religiosa all'onore degli altari dichiarandola santa.
Santa Ildegarda di Bingen Ildegarda di Bingen (Hildegard von Bingen)
,
(1098-1179)
: entrata in un monastero benedettino all'età di otto anni,
ne divenne superiora nel 1136;
nel 1150 fondò un monastero a Rupertsberg presso Bingen.
E’ ritenuta una fra le più importanti donne del Medio Evo in Germania ed è conosciuta oggi in tutto il mondo.
Considerata la prima mistica tedesca,
fu assai celebre per le sue visioni e le sue profezie.
L’origine divina di ciò che ebbe modo di vedere e sentire nelle sue visioni e il senso della missione hanno caratterizzato il suo personaggio.
Ildegarda volle scuotere la coscienza delle persone del suo tempo opponendosi alla malvagità.
Nonostante ciò,
non si fermò all’essenza spirituale.
Il suo fine era l’interpretazione religiosa di tutto l’universo e della vita cristiana.
Cielo e terra,
fede e scienza naturale,
l’esistenza umana in tutte le sue sfaccettature e potenzialità,
tutto ciò che secondo lei rappresentava lo specchio dell’amore divino,
un dono e una sfida al tempo stesso.
Le sue opere riguardano soprattutto le Scritture,
la liturgia e la Regola di San Benedetto.
In queste opere dà prova di essere non solo un’eccellente teologa ma anche poetessa e drammaturga di valore.
Le opere più importanti da lei composte sono lo "Scivias",
il "Ordo Virtutum",
il "Liber Vitae Meritorum" e il "Liber Divinorum Operum".
Ildegarda ha dato espressione duratura alle sue idee profetiche nelle sue lettere,
delle quali più di 300 sono arrivate fino ai nostri giorni.
Esse sono una testimonianza di coraggiosa schiettezza,
impegno personale verso i poveri e influenza politica di grande portata per ciò che concerne le questioni della Chiesa.
Venne considerata una autorità riconosciuta del suo tempo,
molti chiesero i suoi consigli anche se non sempre erano favorevoli e graditi.
Per questi motivi era e rimane uno spirito critico scomodo per la Chiesa di 900 anni fa come di oggi.
Morì il 17 settembre 1179 nel suo monastero di Rupertsberg.
Nancy Fowler -
Conyers,
USA Padre Pio da Pietrelcina -
Benevento,
Italia Palma d'Oria -
Brindisi,
Italia Papa Leone XIII Papa Pio XII Patricia Talbott -
Cuenca,
Ecuador Nancy Fowler -
Conyers,
USA Nancy Fowler ha 47 anni,
è sposata ed è madre di due figli.
A Conyers in Georgia,
in una fattoria il 13 di ogni mese,
di pomeriggio,
gente proveniente da tutto il mondo si raccoglie per ascoltare il messaggio di Gesù e della Madonna.
Nancy sarebbe stata scelta per consegnare un messaggio vitale che riguarda gli Stati Uniti ed il mondo intero.
Il 30 Novembre 1987,
Nancy vide una luce intensa su un crocifisso e per la prima volta Gesù le apparve: -
"Lo vedevo sorridere...
" -
disse.
Durante il 1987 Nancy iniziò a comunicare anche con gli angeli e con la Madonna.
Nancy ha scritto molti messaggi provenienti dalla Beata Vergine Maria e da Gesù.
Negli ultimi anni la Madonna ha fatto visita a Nancy una sola volta all’anno,
il 13 di ottobre.
Molti dei presenti durante le apparizioni sono in grado di percepire un intenso profumo di rose,
altri sperimentano guarigioni,
altri ancora hanno potuto vedere fenomeni solari inspiegabili.
La maggior parte dei pellegrini di Conyers riferisce di aver provato un amore incondizionato.
La sua penultima apparizione è stata menzionata su "USA Today" nel numero del 13 ottobre 1997.
Nancy ha riferito che in quella occasione Nostra Signora le è apparsa per 8 minuti.
Le ha detto che la Sua prossima visita sarebbe stata anche l’ultima e che una grande guerra stava per arrivare.
Nancy vide dietro di Lei l’immagine di un bambino non ancora nato.
Il 13 ottobre 1998 Nancy,
contravvenendo alle sue abitudini di non concedere interviste,
si è presentata sulla mansarda della sua abitazione per una conferenza stampa di fronte alla folla di circa 100.
000 persone che si era raccolta davanti alla sua fattoria per ascoltare l’ultimo messaggio di Maria.
Varie televisioni internazionali tra cui la CNN e la BBC si sono occupate dell'avvenimento.
La Madonna,
tra le altre cose,
avrebbe detto alla Fowler: "Se siete preoccupati per il futuro...
non soffermatevi su queste questioni,
il futuro non deve destare preoccupazioni in coloro che cercano sinceramente Dio,
lo amano e rimangono nella Sua Grazia".
Nancy non ha spiegato perché quello sarebbe stato l’ultimo messaggio pubblico della Madonna,
ma ha detto che Nostra Signora l’ha rassicurata dicendole: "…resterò sempre con tutti voi".
Un team scientifico guidato dal Prof.
Ricardo Castanon,
docente di neuropsicofisiologia all’università della Bolivia,
e composto da neurologi,
psichiatri,
studiosi di radiazioni e specialisti di elettroencefalogrammi,
poté studiare Nancy durante le apparizioni.
Gli studiosi,
alla luce delle loro conoscenze,
della loro esperienza e dopo un’attenta analisi dei dati da loro raccolti,
arrivarono alla conclusione che ai risultati della loro indagine su Nancy non era possibile attribuire una spiegazione scientifica.
Il professor Castanon affermò: "Non penso che potremo spiegare queste cose.
Pensiamo che l’uomo sia molto intelligente e che conosciamo tutto.
Talvolta dobbiamo essere umili e dire: ecco un potere che non conosciamo e che potrebbe essere Dio".
A distanza di quasi 10 anni dalla prima apparizione,
l'Arcidiocesi locale non ha ancora espresso alcun parere ufficiale sull'autenticità delle apparizioni di Conyers.
Ma poiché gli eventi e i messaggi di Conyers non sono contrari alla dottrina cattolica,
l'arcivescovo di Atlanta,
monsignor Donoghue,
non ha imposto alcun divieto alla diffusione dei messaggi e ai pellegrinaggi dei fedeli (a patto che non siano organizzati da religiosi)
.
Padre Pio da Pietrelcina -
Benevento,
Italia Padre Pio (1887-1968)
nacque il 25 maggio 1887 a Pietrelcina in provincia di Benevento.
Nel gennaio del 1903 entrò come novizio nell’ordine dei Padri Cappuccini e venne ordinato sacerdote nel 1910.
Qualche anno più tardi ricevette le piaghe di Nostro Signore in maniera non visibile e nel 1918 queste stigmate si aprirono definitivamente.
Le sue stigmate furono qualificate dalla scienza come autentici miracoli.
Erano ferite che non cicatrizzavano e non miglioravano e che rimasero inalterate per 50 anni.
Inoltre ricevette dal Signore i carismi della profezia e della bilocazione o sdoppiamento del corpo,
che consentiva a Padre Pio,
senza lasciare il suo convento,
di poter essere presente in un altro luogo situato anche a molti chilometri di distanza,
per consolare un infermo,
assistere un moribondo o salvare dalla morte un peccatore.
Molti miracoli,
attribuiti a lui avvennero non solo sul Gargano,
ma anche lontano da Lui.
E mentre da un lato egli fondava un grosso movimento di spiritualità,
quale è quello dei Gruppi di Preghiera,
dall’altro si preoccupava anche della sofferenza della gente.
La Casa Sollievo della Sofferenza sarà la sua grande opera sociale: uno degli ospedali più moderni d’Europa.
Nel 1947 a san Giovanni Rotondo,
ricevette la visita di un giovane prete polacco,
Karol Wojtyla,
al quale padre Pio avrebbe predetto: "'tu diventerai papa,
ma io vedo anche sangue e violenza su di te".
La profezia non è mai stata confermata né smentita dal Papa.
La sua fama di santità si diffuse dappertutto.
Ma molte furono anche le sue sofferenze e le incomprensioni.
Fu ripetutamente fatto oggetto di persecuzioni e critiche da parte della gerarchia ecclesiastica.
A tutto egli reagirà con una docilità straordinaria ed un abbandono totale alla volontà dei superiori.
Tutto accettò senza neanche una parola di ribellione sulle sue labbra.
Papa Benedetto XV si schierò a suo favore dicendo di lui: "è una di quelle anime straordinarie che Dio invia di quando in quando per condurre gli uomini a Lui".
Credenti e miscredenti,
massoni,
atei e liberi pensatori vennero soggiogati dalla sua straordinaria personalità.
Moltissimi di loro torneranno alla fede: scienziati come Enrico Medi,
artisti come Beniamino Gigli e Carlo Campanini,
andranno spesso da lui e si dichiareranno suo figli spirituali.
Padre Pio celebrò la sua ultima messa il giorno 22 settembre 1968 e alle 2.
23 del mattino del 23 settembre spirò.
La sua salma rimase esposta per quattro giorni senza che desse alcun segno di decomposizione.
Più di centomila persone assistettero alla sua sepoltura.
Il 2 maggio 1999,
in piazza San Pietro,
di fronte ad una folla di 150 mila pellegrini convenuti da ogni parte del mondo,
il Santo Padre Giovanni Paolo II ha proclamato solennemente Beato il Venerabile Padre Pio da Pietrelcina.
Il suo nome è stato inserito nel calendario liturgico alla data del 23 settembre.
Palma d'Oria -
Brindisi,
Italia Palma Maria Matarelli (1825 -
1888)
di Oria (Brindisi)
,
meglio conosciuta come Palma d'Oria,
fu una celebre mistica stigmatizzata.
Era una donna molto umile e illetterata.
Dopo essere rimasta vedova conobbe una vita piena di fenomeni mistici straordinari.
Nel 1854 ebbe le stigmate,
che però il Sant’Uffizio e Pio IX giudicarono un'impostura.
Ebbe anche il dono della profezia e le sue predizioni divennero note in tutta Europa.
Papa Leone XIII Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci)
(Carpineto Romano 2.
3.
1810 -
Roma 20.
7.
1903)
.
Dopo una lunga esperienza nella diplomazia pontificia,
fu eletto papa il 20.
2.
1878 e mostrò subito un atteggiamento conciliante in merito alla questione romana,
avviando anzi una nuova tendenza culturale all'interno della chiesa che ne sottolineava il mandato eminentemente spirituale verso la società.
Di fondamentale importanza rimane il suo intervento sui problemi sociali e politici contemporanei con la pubblicazione dell'enciclica Rerum novarum (15.
5.
1891)
.
In essa riconfermò la condanna del socialismo,
ma anche della degenerazione della dignità umana che poteva comportare un sistema basato esclusivamente sul profitto,
riconoscendo il diritto degli operai a organizzare la propria opposizione a un tale stato di cose.
In campo più strettamente dottrinale il suo pontificato fu caratterizzato dal recupero della tradizione teologica tomista.
Frutti di tale politica più conciliante furono anche la cessazione della Kulturkampf in Germania e il riavvicinamento dei cattolici francesi alla repubblica (1892)
.
Papa Pio XII Papa Pio XII (Eugenio Pacelli)
(Roma 2.
3.
1876 -
Castel Gandolfo 9.
10.
1958)
.
Segretario della congregazione degli affari ecclesiastici (1914)
,
nunzio a Monaco di Baviera,
nel 1929 succedette a P.
Gasparri nella carica di segretario di stato.
Fu eletto papa il 2.
3.
1939 alla vigilia della seconda guerra mondiale,
che tentò invano di scongiurare.
Nel 1949 comminò la scomunica ai comunisti.
In campo teologico definì il dogma dell'Assunzione di Maria (1950)
e la dottrina del corpo mistico della chiesa (Mystici corporis,
1943)
.
Patricia Talbott -
Cuenca,
Ecuador Patricia Talbott,
chiamata anche "Pachi",
vive a Cuenca in Ecuador.
Sul finire degli anni ottanta era un’adolescente come tanti,
con scarso interesse per la religione e con gli stessi problemi di tanti giovani della sua generazione.
Un po’ di tempo prima che avessero inizio le apparizioni i suoi genitori avevano divorziato;
Pachi allora,
in un atto di ribellione,
aveva tentato il suicidio.
Dal 1990 i genitori si sono riconciliati.
La grande passione di Pachi era quella di fare la modella,
e aveva molto successo.
Quando nella sua classe,
all’ora di religione,
veniva proiettato un filmato sulle apparizioni di Medjugorje,
la sua prima reazione fu quella di dire: "è ridicolo".
La prima apparizione della Madonna ebbe luogo nell’agosto del 1988,
quando Pachi aveva sedici anni.
Alle 4.
30 del mattino Patricia fu svegliata da Nostra Signora che le apparve immersa in una grande luce celestiale e le chiese di pregare fino all’alba.
La Santissima Vergine si presentò alla ragazza col titolo di "Guardiana della Fede".
Nei suoi messaggi chiedeva: preghiera,
digiuno,
recita del Santo Rosario,
Eucarestia,
Penitenza,
andare a Messa,
consacrazione ai Due Cuori,
uso dello scapolare e la pace interiore.
Anche Gesù apparve a Patricia in alcune occasioni,
affidandole dei messaggi.
Assieme alle apparizioni la veggente ricevette anche altre grazie.
Alcune statue e immagini sacre nella sua casa iniziarono a lacrimare sangue e a essudare olio profumato.
Le voci sugli eventi miracolosi di cui era protagonista si diffusero rapidamente in tutta la città,
specialmente dopo che anche in altre case numerose immagini avevano iniziato a essudare olio.
Patricia fu invitata dalla Madonna a recarsi in un luogo sulle Ande,
non lontano da Cuenca,
chiamato El Cajas.
Qui la Vergine le apparve e dichiarò di voler dare un messaggio destinato al mondo.
Il 9 settembre e il 7 ottobre 1989 la Madonna parlò del futuro dell’umanità facendo cenno alla Terza Guerra Mondiale,
a varie catastrofi,
sia naturali che causate dall’uomo,
che sarebbero dovute accadere in un futuro non lontano e parlò anche di un grande Castigo.
Il 3 febbraio del 1990 rivelò a Pachi: "Abbiamo incominciato il periodo dei tempi difficili.
Questi saranno dieci anni molto tristi".
Ella esortò ad essere forti: "con una fede come la roccia",
disse.
Pachi ha sottolineato che il tempo rimasto è poco e che da un certo punto in poi la conversione non sarà più possibile.
Va detto che quando Pachi ricevette per la prima volta le apparizioni e i messaggi di Maria non era a conoscenza degli scritti di Padre Stefano Gobbi o di altri mistici sparsi in tutto il mondo che hanno ricevuto messaggi simili.
Il giorno dell’ultima apparizione,
il 3 marzo 1990,
più di 115.
000 persone erano presenti a El Cajas.
A Cuenca si sono registrati molti casi di guarigioni miracolose che sono stati oggetto di studio da parte di medici e biologi.
Oggi Patricia è sposata e lavora a favore dei poveri in Ecuador.
Il suo direttore spirituale è un sacerdote Gesuita presidente dell'Università Pontificia di Quito.
Il resoconto completo delle apparizioni e i messaggi della Madonna a Cuenca sono stati pubblicati da Suor Isabel Bettwy nel libro "I am The Guardian of the Faith".
Don René Laurentin ha curato la prefazione del libro.
Il famoso mariologo ha affermato che studiando i documenti e parlando con la veggente ha tratto una impressione molto favorevole sulle apparizioni di Cuenca.
La Chiesa sta attualmente investigando questo caso.
Suor Agnese Sasagawa -
Akita,
Giappone Suor Anna Ali -
Kenia Suor della Natività -
Fougères,
Francia Teresa Musco -
Caiazzo,
Italia Teresa Neumann -
Konnersreuth,
Germania Venerabile Bartolomeo Holzhauser -
Augsburg,
Germania Venerabile Madre Elena Aiello -
Calabria,
Italia Venerabile Madre Maria Di Agreda -
Agreda,
Spagna Veronica Lueken -
New York,
USA Suor Agnese Sasagawa -
Akita,
Giappone Le apparizioni di Akita,
in Giappone,
hanno per protagonista suor Agnese Katsuko Sasagawa,
una religiosa dell’Ordine delle Serve dell’Eucarestia.
Il 12 giugno 1973,
suor Agnese sente una voce (la religiosa è completamente sorda)
,
e mentre prega vede una luce brillante provenire dal tabernacolo,
questo fenomeno si verifica per diversi giorni.
Il 28 giugno,
sulla sua mano sinistra appare una ferita a forma di croce,
è molto dolorosa e le provoca una copiosa perdita di sangue.
Il 6 luglio,
il giorno della prima apparizione,
vede prima il suo angelo custode e poi sente una voce provenire dalla statua della Vergine Maria.
Lo stesso giorno alcune delle sue consorelle notano del sangue uscire dalla mano destra della statua.
Il sangue fuoriesce da una ferita a forma di croce identica a quella di suor Sasagawa.
Di lì a poco suor Agnese riceve dalla Madonna un messaggio nel quale le viene chiesto di pregare per il Papa,
i vescovi e i sacerdoti e in riparazione ai mali degli uomini.
Nella seconda apparizione,
il 3 agosto,
la Vergine dice tra l’altro a suor Agnese: "…Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira,
il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità…".
Il 13 Ottobre 1973,
riceve l’ultimo e più importante messaggio nel quale la Madonna dà alcune importanti indicazioni sulla natura e sulle conseguenze del Castigo.
Si tratterà di una punizione più grande del Diluvio (dei tempi di Noè)
e avrà luogo per mezzo del fuoco dal Cielo che annienterà gran parte dell’umanità,
buoni e cattivi,
senza risparmiare né religiosi né fedeli.
Inoltre la Santa Vergine parla delle divisioni,
della corruzione e delle persecuzioni che interesseranno la Chiesa,
ad opera del Maligno,
in un futuro prossimo.
L’angelo che visitò la prima volta suor Agnese,
ha continuato a parlarle per i 6 anni seguenti.
Il 4 gennaio 1975 la statua di legno dalla quale suor Agnese aveva udito provenire la voce della Vergine inizia a lacrimare.
La statuetta ha pianto per 101 volte nel corso dei sei anni e 8 mesi successivi.
Una truppe televisiva giapponese,
mentre realizzava un servizio sugli eventi di Akita,
ha potuto filmare la statua della Madonna mentre piangeva.
In diverse occasioni,
la statua della Madonna,
ha anche sudato profusamente e,
secondo vari testimoni,
il sudore emanava un dolce profumo.
Sul palmo della mano destra è apparsa una ferita a forma di croce dalla quale stillava del sangue.
Centinaia di persone sono state testimoni dirette di questi eventi prodigiosi.
Diverse indagini scientifiche sono state eseguite sul sangue e sulle lacrime prodotte dalla statua.
Le analisi condotte dal professor Sagisaka della Facoltà di Medicina Legale dell’Università di Akita,
hanno confermato che il sangue,
le lacrime e il sudore erano veri e di origine umana.
Erano di tre gruppi sanguigni: 0,
B e AB.
Nel 1981,
una donna coreana,
la signora Chun,
con un cancro al cervello in fase terminale ottenne una guarigione immediata mentre pregava davanti alla statuetta.
Il miracolo venne confermato dal dottor Tong-Woo-Kim dell’ospedale St.
Paul Hospital di Seul e da don Theisen presidente del Tribunale Ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Seul.
Il secondo miracolo fu la completa guarigione dalla totale sordità di suor Agnese Sasagawa.
Nell’aprile del 1984 monsignor John Shojiro Ito,
vescovo di Niigata in Giappone,
dopo un’ampia e approfondita investigazione durata diversi anni,
dichiarò che gli avvenimenti di Akita sono da considerarsi di origine soprannaturale e autorizzò nell’intera diocesi la venerazione della Santa Madre di Akita.
Il vescovo affermò: "Il messaggio di Akita è la continuazione del messaggio di Fatima".
Nel giugno del 1988 il Cardinale Ratzinger,
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede presso la Santa Sede,
espresse un giudizio definitivo sulla vicenda definendo gli eventi di Akita attendibili e degni di fede.
Vedi anche: I messaggi della Beata Vergine Maria ad Akita Suor Anna Ali -
Kenia Anna Ali è nata il 29 dicembre 1966 a Kipkelion in Kenia.
Il suo nome mussulmano di nascita è Hadija ma dopo il battesimo cattolico,
celebrato nell'aprile 1979,
ha preso quello di Anna.
E' la primogenita di cinque figli.
Suo padre è un musulmano devoto e i suoi genitori si divisero sulla questione che riguardava la fede cattolica della ragazza.
All'età di 9 anni Anna iniziò ad avere dei seri problemi di salute che ben presto la costrinsero ad abbandonare gli studi.
Questa condizione di grave malattia fu una preparazione per la missione di anima vittima che le era stata affidata dal Signore.
Dopo essere stata guarita grazie alle preghiere dell'Arcivescovo Emmanuel Milingo,
si trasferì a Roma con l'intento di consacrare la sua vita a Dio.
Suor Anna Ali ha preso i voti il 7 settembre 1991 a Roma.
Nell'agosto 1987,
a Porta Angelica (Roma)
,
ha iniziato a ricevere le prime apparizioni di Gesù.
La donna prendeva nota personalmente dei messaggi che Gesù le comunicava.
Le sue rivelazioni sono incentrate principalmente sulla devozione alla Santa Eucarestia.
Per via del suo basso livello di istruzione,
la ricchezza e la profondità degli insegnamenti teologici contenuti nei suoi messaggi è di gran lunga superiore alle sue conoscenze,
e ciò costituisce senza dubbio la migliore prova a favore dell'autenticità delle apparizioni.
Le apparizioni di Suor Anna Ali hanno ottenuto l'approvazione dell'arcivescovo,
Monsignor Emmanuel Milingo.
Suor della Natività -
Fougères,
Francia Jeanne le Royer (1732-1798)
,
meglio conosciuta come Suor della Natività,
era una clarissa francese.
Era una donna incolta che trascorse tutta la sua vita nella città di Fougères,
in Bretagna.
In giovinezza venne ammessa come domestica in un convento di suore,
dove qualche tempo più tardi divenne suora conversa.
La religiosa iniziò ad avere ben presto apparizioni,
visioni e rivelazioni celesti.
Le sue rivelazioni,
trascritte dall’abbate Genet,
vennero raccolte in tre volumi e pubblicate nel 1817.
Jeanne Le Royer nelle sue profezie parlò ampiamente della Chiesa degli ultimi tempi e della battaglia finale di Satana contro la Santa Sede.
Predisse guerre sanguinose,
rivoluzioni e terremoti che secondo la veggente si verificheranno prima della venuta dell’Anticristo.
Sempre secondo queste profezie la fine dei tempi arriverà attorno al 2000,
subito dopo la fine del papato.
Ecco un estratto di una delle sue profezie più interessanti: "Nostro Signore mi fece conoscere…che se il giudizio dovesse avvenire nel secolo del 1900,
questo non accadrà che verso la fine e che se dovesse passare il secolo,
quello del 2000 non trascorrerà senza che questo accada…".
Teresa Musco -
Caiazzo,
Italia Teresa Musco (1943-1976)
,
è una mistica stimmatizzata di Caiazzo (Caserta)
,
morta in concetto di grande santità.
Morì a 33 anni come lei stessa aveva profetizzato diverse volte.
Durante la sua vita si verificarono sulla sua persona e nella sua casa una serie di fenomeni straordinari,
tra i quali le stigmate e le lacrimazioni di sangue in immagini votive,
del Bambino Gesù e del Sacro Cuore.
Esistono fotografie di questi fenomeni e testimonianze di dottori e analisti che ne certificano l’autenticità escludendo ogni possibilità di manipolazioni e imbrogli.
Il suo caso è stato studiato da teologi di grande fama.
Due biografi di eccellenza hanno parlato di lei nei loro libri: il famoso mariologo P.
G.
Roschini nel libro "Crocifissa con il Crocifisso" e P.
A.
Gallo.
Tra le tante profezie,
annunciò con anticipo (nel 1952)
per rivelazione divina,
il terremoto del Belice,
quello del Friuli e l'eruzione dell'Etna del maggio del '71.
Teresa Neumann -
Konnersreuth,
Germania Nasce a Konnersreuth (Baviera,
Germania)
l’8 aprile 1898,
il giorno del Venerdì Santo.
E’ una fra le stigmatizzate più famose di tutti i tempi.
Soffrì varie volte la passione di Nostro Signore sul Calvario e alcune ferite apparirono nelle sue mani,
nei piedi e nel costato.
Teresa Neuman visse per molto tempo senza mangiare ne bere e si alimentò solo con la Sacra Eucarestia.
Diversi scienziati hanno studiato il suo caso ma finora nessuno ha saputo spiegare in maniera convincente,
da un punto di vista scientifico,
i fenomeni misteriosi che si producevano su Teresa.
Della sua vita e delle sue numerose rivelazioni si è parlato molto in questi anni.
Anche lei come altri mistici ha profetizzato un terribile castigo che dovrebbe colpire l’intera umanità fra poco tempo.
Teresa Neumann è morta il 18 settembre 1962.
Venerabile Bartolomeo Holzhauser -
Augsburg,
Germania Bartolomeo Holzhauser nacque il 24 agosto 1613 a Laugna,
presso Augsburg in Bavaria,
da Leonard e Catherine Holzhauser.
La sua era una famiglia di undici figli,
povera,
molto pia e onesta.
Fin da giovane ebbe un grande amore per i libri e una precoce vocazione per il sacerdozio.
Il 9 luglio 1636 prese il Dottorato in Filosofia e quindi iniziò gli studi di teologia.
Venne ordinato sacerdote nel 1639.
Fu anche fondatore di una comunità religiosa,
i Confratelli Uniti o,
secondo la denominazione ufficiale,
l'"Institutum clericorum sæcularium in communi viventium".
Molti fatti straordinari vennero riferiti su di lui,
tra i quali anche straordinarie guarigioni.
Alcuni dei suoi scritti dimostrano che ebbe il dono della profezia.
Morì il 20 maggio 1658,
all'età di soli 45 anni,
dopo una vita spesa al servizio di Dio e della sua gente.
Qualche anno dopo la sua morte venne inviata a Roma una petizione per la sua canonizzazione.
Le opere scritte da Bartolomeo sono:
"Constitutiones et exercitia spiritualia Clericorum sæcularium in communi viventium",
"Epistola fundamentalis",
"De humilitate",
"Tractatus de discretione spiritnum",
"Documenta pro iis qui conversioni hæreticorum et infidelium se impendunt",
"Visiones",
"Interpretatio Apocalypsis usque ad cap. XV, v. 5".
Nel lavoro "Visiones" Bartolomeo raccoglie dieci sue visioni profetiche.
Alcune di queste si sono già avverate,
altre riguardano la "fine dei tempi".
Venerabile Madre Elena Aiello -
Calabria,
Italia Elena Aiello nasce il 10 aprile 1895 a Montalto Uffugo in provincia di Cosenza.
Nell'agosto 1920 la giovane Elena fa il suo ingresso tra le Suore Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue.
A causa delle sue gravi condizioni di salute però è costretta ad abbandonare il convento
per far ritorno a casa.
All'età di 33 anni, nel 1928,
fonda l’ordine delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
A quel tempo,
anche se tutti la chiamano suora,
canonicamente non è tale,
è solo una umile donna del popolo piena di zelo per le cose di Dio
che dedica la sua vita nella fede alla causa della carità evangelica.
Madre Elena non ha conosciuto le tappe canoniche che oggi regolano
il cammino della formazione alla vita religiosa.
Solo il 3 ottobre 1949,
all'età di 54 anni,
emette i voti perpetui ricevuti da Monsignor Aniello Calcara,
Arcivescovo di Cosenza.
Madre Elena ebbe numerosi doni mistici dal Signore,
alcuni di questi furono il "sudore di sangue",
le stigmate e il carisma della profezia.
La Madre sudava sangue il venerdì santo,
perché gli altri venerdì di quaresima,
Madre Elena,
aveva chiesto a Gesù di soffrire di notte per evitare che si facessero chiacchiere inutili
sul mistero che lei portava nella sua carne.
Era molto contraria al fatto di manifestare pubblicamente
quello che le accadeva e faceva di tutto per sottrarsi alla curiosità della gente e agli sguardi indiscreti.
Madre Elena,
mediante le stimmate ha partecipato alle sofferenze di Cristo per ben 38 anni.
In questo periodo in varie occasioni ha chiesto al Signore di risparmiarle
la partecipazione diretta alle Sue sofferenze,
l'esperienza dolorosa del Getsemani,
prova che le procurava diffidenza e curiosità da parte di tante persone.
La religiosa in queste occasioni riviveva sensibilmente le tre ore di agonia del Crocifisso.
Elena si era votata volontariamente alla sofferenza per diventare vittima per i peccati degli uomini e per ottenere la pace.
Se le fosse mancata questa intima partecipazione alla passione del Signore non avrebbe potuto capire la profondità dell'amore e del dono di sé a Dio e ai fratelli.
A quanti l'avvicinavano ella ripeteva spesso:
"non c'è amore senza sofferenza,
come non c'è sacrificio vero senza carità".
A causa di questi fenomeni straordinari che si verificavano con puntuale periodicità,
fra la gente era conosciuta come la "Monaca Santa".
Però lei,
nella sua grande modestia ed umiltà,
non voleva assolutamente che le attribuissero tale nome.
Il 12 giugno 1961 Madre Elena fu ricoverata all’ospedale San Giovanni in Roma.
La notte tra il 12 e il 13 giugno,
le infermiere avvertirono un forte profumo nella stanza dove lei era ricoverata.
Allora le venne chiesto:
"Madre domani è la festa di Sant’Antonio che le farà certamente la grazia della guarigione".
Ella con grande serenità rispose: "Domani, né Sant’Antonio, né Santa Rita,
né la Madonna faranno il miracolo".
Erano le 6,20 di lunedì 19 giugno 1961,
quando Madre Elena concluse la sua vita terrena per entrare nel Regno del Padre.
Madre Elena fu stimata e consultata con frequenza da Papa Pio XII,
che le riconobbe doti di abnegazione,
carità e profezia.
Nel gennaio del 1991 Madre Elena Aiello è stata
dichiarata Venerabile dalla Chiesa.
La biografia della religiosa è stata scritta da Monsignor Francesco Spadafora nel libro "Suor Elena Aiello,
la Monaca Santa",
Città Nuova Editrice,
Roma.
Le stigmate di Madre Elena Aiello Venerabile Madre Maria Di Agreda -
Agreda,
Spagna
Maria nasce ad Agreda (Spagna)
il 2 aprile 1602.
I suoi genitori erano Francisco Coronel e Catalina Arana.
Fin dal momento del suo noviziato riceve singolari doni mistici tra cui numerose e frequenti estasi.
In giovane età viene eletta badessa del suo convento con dispensa pontificia.
Uno dei fatti più straordinari del primo periodo della sua vita religiosa fu la catechizzazione
degli indios del Nuovo Messico operata dal convento di Agreda per mezzo del dono della bilocazione.
Una fra le sue opere più importanti è il "Mística Ciudad de Dios",
un’ampia biografia storico-teologica della Vergine Maria che venne pubblicata nel 1670 e tradotta in dodici lingue.
La prima redazione del libro avvenne per richiesta della Vergine stessa fra gli anni 1637-1643,
ma non venne pubblicata per i divieti delle autorità religiose.
Ma Suor Maria ricevette dopo poco tempo un altro mandato dal Cielo di redigere la divina storia e con la stessa esemplare obbedienza compose l’opera per la seconda volta fra il 1655 e il 1660.
Un’altra sua opera,
il "Diccionario de Autoridades" ebbe diversi problemi con l’inquisizione che ne voleva vietare la pubblicazione.
Fino al decreto di Papa Innocenzo XI che stabilì in via definitiva la revoca del divieto.
Altre importanti opere della religiosa spagnola sono: "Escala espiritual",
"Primeras y Segundas Leyes de Esposa",
"Ejercício cotidiano para ocupar bién las horas del dia",
"Ejercícios Espirituales de retiro".
Madre Maria morì il giorno di Pentecoste del 24 maggio 1665 nel suo monastero di Agreda.
Lo straordinario fenomeno della conservazione del suo corpo,
rimasto inalterato dopo la morte della religiosa,
è stato oggetto di quattordici riconoscimenti ufficiali.
Con l’ultimo avvenuto il 20 maggio 1989,
venne collocato nella Chiesa della Concezione ed esposto al pubblico.
Madre Maria di Agreda è una figura femminile di eccezionale levatura,
non solo per il suo tempo,
che con i suoi insegnamenti,
con le sue influenze spirituali e le sue straordinarie virtù ha saputo conquistare il mondo.
Veronica Lueken -
New York,
USA Veronica McDonald nacque il 12 luglio 1923 a New York.
Sposata con Arthur Lueken e madre di 5 figli,
ha trasmesso per diversi anni,
dal 1970 al 1995,
i messaggi di Gesù e della Madonna durante uno stato di coscienza mistico chiamato estasi.
Le sono state affidate alcune fra le più importanti ed
inquietanti rivelazioni negli annali della storia della Chiesa.
Gesù e Maria,
l'hanno istruita su come ripetere ad alta voce,
parola per parola con la Loro intonazione,
le dichiarazioni profetiche riguardanti l'immediato futuro del nostro pianeta.
Queste venivano registrate su audiocassetta davanti a svariate centinaia,
fino a diverse migliaia di persone.
Come molti altri mistici nella storia della Chiesa,
anche Veronica fu afflitta da molte sofferenze e mali fisici.
Come confermato dalla Madonna in alcuni messaggi,
Veronica è stata prescelta come "anima vittima" per riparare ai peccati del mondo.
Veronica Lueken è morta il 3 agosto 1995.
Le profezie riportate in questo compendio,
sono tratte dal libro "Roses from Heaven" volumi I e II,
una collezione dei più importanti messaggi di Gesù Cristo e della Madonna a Veronica Lueken.
Nota: gli avvenimenti di Bayside e i messaggi della Lueken non hanno ricevuto l'approvazione delle autorità ecclesiastiche.
Per quanto ci riguarda,
preso atto del giudizio negativo della Chiesa nei suoi confronti,
nell'impossibilità da parte nostra di valutare l'autenticità
delle presunte apparizioni e rivelazioni che riferisce,
non possiamo che consigliarvi grande prudenza ...