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Articolo tratto da:
Newsletter di Giugno 2007
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"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell'inferno non potranno prevalere!"
Gerusalemme:
il simbolo della Chiesa del monte Sion guidata dall’apostolo Giacomo.
In questo articolo vogliamo trattare i seguenti temi:
- il ritrovamento di lampade in argilla e altri manufatti recanti il segno grafico della menorah congiunta alla stella di Davide e al pesce (ICTUS);
- la localizzazione della sala del cenacolo e della pentecoste sovrastante la tomba di Davide;
- l’interpretazione dei segni grafici e del simbolo apostolico riferito a Isaia 11 e Atti degli Apostoli capitoli 2 e 15;
- la sostituzione topografica e teologica della chiesa di Gerusalemme da parte della Chiesa di
Costantinopoli e seguenti storici.
- il vero credo contenuto nella predicazione di Pietro a Pentecoste.
Storia di un piccolo ritrovamento dal grande significato.
Durante la Pasqua - Pesach del 2006 fui invitato insieme alla mia famiglia ad un barbecue nel giardino di Aviel Schneider,
il fratello israeliano (editore di Israel Today) con cui poche ore dopo saremmo partiti per il programmato viaggio nel deserto del Neghev - Madian,
mi ritrovai a conversare intensamente con un pastore evangelico Ludwig Schneider,
Cominciò a parlarmi dei ritrovamenti di una chiesa del tempo apostolico vicino alla collina di Mahalè Adumim (dove ci trovavamo in quel momento).
A quel tempo non capivo il senso e la portata di quel racconto,
che solo ora il Signore mi dà di comprendere: questo caro fratello era il protagonista di una storia di ritrovamenti di manufatti che,
ora mi accorgo,
sta cambiando il fondamento del credo apostolico e permetterà di restaurare il credo originale della Chiesa degli Atti degli Apostoli.
Questa la storia.
Nel 1990 Ludwig,
che abitava in Israele già da molti anni,
conobbe un anziano monaco greco ortodosso,
che viveva in un tugurio della città vecchia,
sul Monte Sion,
a Gerusalemme.
Dopo una prima conoscenza il monaco mostrò a Ludwig alcuni reperti di argilla ed uno in pietra recanti una decorazione pittorica dal triplice simbolo: un pesce,
la stella di Davide e un candelabro con sette rami oltre a delle lucerne decorate radialmente con dodici rami d’ulivo.
Alla fine di questo incontro il monaco fece dono di otto di questi reperti a Ludwig Schneider e lo condusse in una grotta sotterranea,
sempre sulla collina di Sion,
presumibilmente la sala di riunione della chiesa - kehilah di Gerusalemme,
guidata dall’apostolo Giacomo.
Su una parete d’ingresso gli mostrò l’incisione dello stesso simbolo.
Alcuni giorni dopo Ludwig ritornò dal monaco per continuare le conversazioni ma apprese che l’anziano uomo era deceduto.
Si rivolse al convento per chiedere maggiori informazioni sui reperti e sulla grotta,
ma venne cacciato dai postulanti in malo modo.
Ludwig decise così di rivolgersi alle autorità del museo d’Israele per informarle di questi ritrovamenti; con sorpresa trovò una fredda accoglienza,
anche se gli fu detto che altri simili reperti,
con le stesse decorazioni,
sarebbero stati in futuro esposti in una mostra dedicata alla “setta” dei Nazareni.
Il nostro fratello cercò poi consulenza presso esperti archeologi che gli confermarono l’autenticità dei reperti e il fatto che questo simbolo messianico era adottato dalla “setta” dei Nazareni (primo nome dei Cristiani di Gerusalemme).


Fu allora che Ludwig intuì la precisa volontà di nascondere al pubblico il legame tra il nome dei Nazareni e quei reperti,
decise di aprire un negozio in cui vendere le riproduzioni di questo simbolo ai turisti.
L’iniziativa ebbe un tale successo che altri negozianti ebrei iniziarono a mettere in vendita prodotti simili.
Con sorpresa negli anni ’90 il negozio venne attaccato,
le vetrine infrante e Ludwig stesso fu fatto oggetto di minacce,
infine costretto dalle circostanze a chiudere il negozio.
Dopo le sue insistenti ricerche,
l’accesso alla grotta-catacomba del Monte Sion,
un centinaio di metri distante dalla Sala della pentecoste,
venne interdetto al pubblico con mura e cancelli per impedirne l’accesso.
Il museo non ha ancora allestito una mostra e i reperti certificati sono ancora in possesso del nostro fratello.
Gli ostacoli trovati e la persecuzione subita da parte di religiosi,
sia ebrei ortodossi che cristiani ortodossi,
dà a questo simbolo uno speciale valore testimoniale della chiesa dei Nazareni,
la cui fede messianica sgorga potentemente dalle radici giudaiche.
Spiegazione del simbolo grafico e confessione di Fede.
Il simbolo dipinto sulle lucerne della chiesa del Monte Sion guidata da Giacomo
(fratello del Signor Gesù) è formato in sequenza verticale dal candelabro,
dalla stella di Davide e dal pesce
(ICTUS: Iesus Cristos Uius Soter ).
La menorah alcune volte è raffigurata come candelabro,
talvolta presenta le braccia stilizzate a V a guisa di ramo d’olivo.
Così i tre disegni costituiscono 4 simboli di cui uno è un acronimo (ICTUS).
Il simbolo del candelabro ricorda il tabernacolo,
il tempio e la luce che ogni giorno Dio spande per mezzo di Gesù Cristo e della Sua Parola.
Quando invece il candelabro ha le braccia a V rappresenta un ramo,
un rampollo.
Questa figura richiama immediatamente la citazione di Isaia 11:1: “ un rampollo uscirà dalla radice d’Isai”.
In questo passo il Messia Yeshua è presentato come la diretta discendenza della casa di Davide.
In ebraico rampollo si dice “notzri” da cui il nome setta dei Nazareni,
nome attribuito dai giudei ai primi credenti in Yeshua a Gerusalemme (Atti3:6,
4:10,
6:14).
Un altro simbolo dipinto sulle lampade sono i 12 rami che rappresentano i 12 apostoli,
figura delle 12 tribù d’Israele.
Dunque possiamo dire che il Messia Yeshua è creduto dalla chiesa di Gerusalemme in quanto rampollo sul trono di Davide,
stella di Davide,
Salvatore di tutti gli uomini.
Quando Pietro e Giovanni si recano al tempio e guariscono lo zoppo lo fanno nel nome di Yeshua Ha Mashiach Notzri (letteralmente il Virgulto Unto Salvatore).
Il capitolo 11 di Isaia è il credo di fede della chiesa primitiva (versi 11 e 12).
Il virgulto che esce dal tronco d’Isai è elevato come una bandiera sul monte Sion per la salvezza delle nazioni e per il radunamento e il ritorno d’Israele.

Vi è in questo capitolo un’identificazione di Gesù come discendente della casa del Re Davide e dunque Re d’Israele che sarà il titolo d’accusa infisso sulla croce.
Che cosa gloriosa! Possiamo affermare che il Signor Gesù ha dato la Sua vita in croce prima per la casa d’Israele e poi per tutto il mondo.
Il pesce costituisce la dichiarazione di fede in Yeshua come Salvatore e Figlio del Padre.
La stella di Davide dice del Trono del Re Davide come simbolo della signoria e del Regno di Gesù.
Dunque i tre simboli con i 4 significati descrivono la completezza dell’opera di salvezza di Cristo.


Lo Spirito di Dio apre la bocca degli Apostoli che proclamavano Yeshua Notzri,
rivendicando il perfetto radicamento del Salvatore nell’Israele biblica.

Nei secoli la Chiesa dei Gentili ha fatto un’opera di divisione e di cancellazione del Signore dal suo Popolo e ha simbolicamente e materialmente cancellato il rampollo – candelabro e la stella lasciando solo il pesce.

Rivendichiamo la fede della chiesa di Sion in Gerusalemme nel Messia Salvatore e germoglio della casa di Davide perché a Lui appartiene (Shilo) il Regno,
la Potenza e la Gloria.
Da Pasqua a Pentecoste: la sede della chiesa primitiva del monte Sion ,
la Sala di sopra.
L’allontanamento dell’insegnamento della chiesa contemporanea dalle sue radici giudaiche e l’interpretazione prevalentemente spiritualizzante
delle scritture ha progressivamente tolto importanza al valore profetico dei luoghi e del loro significato.
Sappiamo invece che la ricerca dei luoghi esatti designati da Dio nella scrittura è di grande importanza.

Il primo grande esempio è quello della missione di Isacco e il suo sacrificio evitato.
In genesi 22:3 il Signore ordina ad Abrahamo di cercare il Monte Moria.
Gli eventi che il Signore stabilisce hanno un loro luogo preciso che nel caso di Abrahamo diventerà il luogo della residenza del Nome di Dio stesso: il Monte del Tempio.

Facciamo questo solo esempio per affermare che l’Iddio d’Israele è anche Dio di Iesurum (Deuteronomio 33:26).
Differente dalle divinità cananee che abitano dei luoghi,
ma Egli stesso è il luogo (Macom) e dà delle indicazioni precise sul dove e il quando.
La collina del sacrificio di Isacco sarà il monte Moria,
sede del futuro Tempio di Salomone,
luogo della manifestazione del ministero sacrificale del Signore Gesù.
Le scritture rivelano chiaramente l’importanza dei luoghi esatti e significativi degli eventi stabiliti dal Padre.

A Gerusalemme vi sono tre monti rivestiti ognuno di una valenza speciale.
A oriente il Monte degli Ulivi: luogo della resurrezione,
dell’ascensione e del ritorno di Cristo; al centro il Monte Moria: sede del Tempio; ad occidente il Monte Sion,
luogo della testimonianza della chiesa primitiva e della salvezza delle nazioni.

Le citazioni bibliche del monte Sion sono così frequenti da indurci a identificarlo con la stessa Gerusalemme.

Davide nei salmi 48, 50 e 87 proclama profeticamente il monte Sion monte di bellezza e di salvezza.
Il Signore Gesù indica agli apostoli la sala di sopra sul Monte Sion come luogo per la Pasqua e per aspettare la discesa dello Spirito Santo,
dono dall’alto (come dono dall’alto era stata la Torah sul Sinai).
In Luca capitolo 22:8-18 abbiamo l’esempio dell’importanza del significato profetico che Yeshua HaMashiach attribuiva ai luoghi.

Il Signore Gesù disse ai discepoli: “Vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua,
seguitelo nella casa dove egli entrerà”.
I discepoli apparecchiarono in quella casa,
in quella sala,
la tavola del Seder di Pesach.
Matteo conferma questa localizzazione.
Dove si trova questo luogo e qual è il suo significato?
Oggi è possibile verificare che la sala della cena pasquale,
che è la stessa della Pentecoste,
si trova esattamente sopra la sala della tomba di Davide.
Al tempo del Signore Gesù la tomba di Davide era custodita sul Monte Sion,
e lo è a tutt’oggi,
perché i Giudei sapevano e sanno che il nome di Davide è associato al Messia.
Quindi la celebrazione della Pasqua biblica e l’istituzione del memoriale della Sua morte e resurrezione,
realizzava quanto annunciato dai profeti sul monte Sion.
Primi fra tutti Davide e Isaia (vedi cap.
61 e 62).
Sorvolando sulle trasformazioni architettoniche intervenute nei secoli,
vogliamo togliere dai nostri occhi quel velo che ci impedisce di comprendere le benedizioni contenute nella parola di Dio.
Quando il Signore Gesù dà istruzioni per istituire la Santa Cena,
Egli si reca nella sala del trono di suo padre Davide perché la maestà Gli appartiene.
Il vessillo del rampollo di Davide per la salvezza delle nazioni (Isaia 11:12) viene innalzato sul Monte Sion: dove Davide riposa Gesù manifesta la Sua Signoria sulla Pasqua di resurrezione e sulla Pentecoste per la vita della chiesa.

L’apostolo Pietro nella I Epistola al capitolo 2:6 proclama:
“Ecco io pongo in Sion una pietra angolare,
scelta,
preziosa e chiunque crede in essa non resterà confuso”.
Al tempo della Pentecoste,
nel giorno in cui il Signore ha fatto dono della Torah sul Sinai,
con la potenza dello Spirito Santo,
l’apostolo Pietro annuncia la resurrezione dai morti citando il salmo 16:8-11 di Davide:
“La mia carne riposerà nella speranza perché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades.
” In Atti 2:2 è scritto che un suono di vento impetuoso riempì tutta la casa.
In questa casa era ed è custodita la tomba di Davide.

Ancora in una citazione di Atti capitolo 15:16-17 è Giacomo,
fratello di Gesù,
che proclama la restaurazione della tenda di Davide secondo la profezia di Amos.
Il Monte Sion,
e segnatamente il luogo del re messianico Davide,
sono abitati dalla Chiesa di Gerusalemme che lì si riunisce e da cui è proclamato l’evangelo.
L’apostolo Giacomo nella sua Epistola al capitolo 5:7 parla dell’ultima pioggia prima del raccolto di Shavuot (Pentecoste) come segno dell’evangelizzazione e del raccolto delle anime,
intanto che la Chiesa si riuniva nella sala sul Monte Sion.

Il Signore Gesù è virgulto del tronco di Jesse e stella mattutina che regna sovrana.
Dunque possiamo dire che Gesù con l’associare il pasto del Suo sacrificio al luogo della residenza del corpo di Davide,
proclama il Suo inserimento nel popolo d’Israele e il restauro della casa di Davide.
In un tempo in cui i governanti d’Israele e il Sommo sacerdote pagava un tributo di corruzione ai governatori di Roma per poter sedere sul trono del Re e sulla cattedra del Sommo sacerdote,
il Re dei Re restaura il fondamento del suo Regno,
recandosi nel luogo della Tomba di Davide e celebrando la Pasqua di Resurrezione.

La Chiesa Primitiva nella predicazione di Pietro e degli Apostoli diventa custode della restaurazione di tutte le cose per la proclamazione del Vangelo a tutte le genti.
Secondo una teologia cessazionista del popolo d’Israele il capitolo 2 e il capitolo 15 degli Atti degli Apostoli sono la fine d’Israele e l’inizio della Chiesa
Cristiana.
Vediamo invece che il Signore Gesù traccia un messaggio topografico della rinascita della casa d’Israele a beneficio di tutte le nazioni.
Il simbolo apostolico del candelabro-ramo d’ulivo,
della stella e dell’ICTUS,
attestato dalle scritture,
ci svela la confessione di fede di Isaia 11 proclamata dalla chiesa primitiva.
Dovremo aspettare l’insediamento della religione dell’imperatore Costantino perché il simbolo del candelabro e della stella siano cancellati e rimanga solo il pesce.
Col prevalere dei Gentili nella Chiesa,
segnatamente nelle prime Chiese storiche dell’ Asia minore come la greco-ortodossa,
la melchita (legata all’imperatore di Costantinopoli)e la armena (prima chiesa nazionale),
i giudeo-cristiani della Chiesa di Sion furono perseguitati e costretti a “gentilizzare”.
Di conseguenza i luoghi del ministero del Mashiach Notzri,
secondo la confessione di Pietro in Atti 2,
sono stati occupati e convertiti nei luoghi del Jesus Christos di stile greco.
Il Messia Salvatore annunciato dai profeti d’Israele è diventato un Christos teologico definito nel credo del Concilio di Nicea per risolvere le antinomie teologiche discendenti dalla filosofia greca.
Le religioni storiche cristiane,
sostituita la Chiesa giudeo cristiana,
ne hanno consacrato i luoghi.
La reazione opposta è avvenuta da parte dei movimenti evangelici dalla Riforma ai giorni nostri.
Come reazione alla paganizzazione della teologia e dei luoghi si è passati a dichiarare irrilevanti i luoghi e i tempi annunciati dai profeti,
per dire che l’unica cosa che importa davanti a Dio è lo spirito e l’attitudine del cuore.
Dunque una religione dei sentimenti e dell’interiorità piuttosto che della rivelazione.
Crediamo secondo le scritture che l’Iddio d’Israele rivela,
come ha fatto con Mosè sul Sinai,
tempi (feste dell’Eterno) e luoghi che gli sono graditi (Gerusalemme,
il Monte degli Ulivi,
del Tempio e di Sion).

Aspettiamo il compimento della restaurazione di tutte le cose,
Atti 3:21.

Conclusioni
Possiamo a conclusione di questo breve scritto affermare che il Signore Gesù,
proclamato Notzri (Rampollo) dalla chiesa primitiva ha adempiuto le scritture celebrando la Pasqua e annunciando la discesa dello Spirito Santo nella sala di sopra dove giaceva suo padre Davide in vista della resurrezione.
Che la Chiesa dei Gentili ha cercato di insidiare questo legame spiritualizzando l’interpretazione delle scritture circa i luoghi o occupandoli (Chiese ortodossa e cattolica) o dichiarandoli irrilevanti.
Il Signore Gesù invece,
dichiara Gerusalemme città del Gran Re e il Monte Sion bandiera di salvezza fino al suo ritorno sul Monte degli Olivi.

Altresì vi sono prove bibliche e archeologiche che il simbolo della Chiesa messianica di Gerusalemme è formato dal ramo-candelabro,
dalla stella e dal pesce e questa era la confessione della Chiesa primitiva e sarà quella della Chiesa al ritorno del Signore,
che non è un Cristo teologico dei Gentili ma virgulto della casa di David.

A lui Sia ogni Gloria Onore e Potenza.

Jan Melech Una notizia interessante da Israele L’anno scorso è morto in Israele uno dei rabbini cabalisti più importanti dei nostri tempi,
Yizhak Kaduri,
all’età di 108 anni.
Secondo la testimonianza del suo nipote rav.
Joseph Kaduri,
negli ultimi giorni di vita il nonno parlava quasi solo del Messia.
Raccontava ai suoi discepoli di aver incontrato il Messia,
e diceva che avrebbe lasciato loro il nome del Messia in una lettera,
scritta in modo criptato,
che doveva essere aperta solo dopo un anno dalla sua sepoltura.
Ai suoi funerali ha partecipato una folla immensa di credenti e di suoi seguaci,
circa 200.
000 persone,
tanto da bloccare totalmente il traffico di Gerusalemme.
Questa primavera la lettera è stata aperta.
La frase che si trova sul foglio significa:

“Egli risolleverà il suo popolo e dimostrerà che le Sue Parole e le Sue Leggi sono vere”.

Prese le prime lettere di ogni parola si forma il nome Yehoshua che è sinonimo di Yeshua e significa “salvezza”.

Dopo la divulgazione di questa notizia in tutto il mondo attraverso il sito www.
kaduri.
net e attraverso la stampa israeliana,
il mondo rabbinico ha cercato di negare la veridicità della notizia.
Preghiamo per queste 200.
000 persone,
che il Signore tolga il velo che impedisce loro di vedere e credere che il loro caro rabbino aveva visto veramente Yeshua il Messia,
e possano aprire il cuore per ricevere il perdono e la salvezza!!

Dal giornale: Israel Today